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domenica 7 gennaio 2018

CANEDERLI DI FRATTAGLIE BIANCHE E LATTUGA PER IL CALENDARIO DEL CIBO ITALIANO

Di Vittoria

Oggi per il Calendario del Cibo Italiano si festeggia la Giornata Nazionale dei Canederli,  piatto diffuso in tutto il nordest italiano di origine mitteleuropea, ricetta molto antica che permetteva il riciclo del pane raffermo e di altri avanzi di cucina.


 Sulla pagina di oggi del Calendario del Cibo Italiano troverete le versioni classiche e tante altre originali 




Nella cucina ligure il pane raffermo si usa moltissimo per tutta una serie di ripieni e ricette varie, per ammorbidire le farce.

Il borgo di Triora - foto da QUI
Il nostro entroterra è ricchissimo di ricette che usano principalmente il pane di recupero e le erbe che nascono spontanee nei prati, ma anche fra i sassi dei sentieri e dei muri a secco delle fasce.
Affinità di montagne ed erbe, mi hanno portato direttamente a Triora, paesino nell’entroterra imperiese. 
Il paese antico e bellissimo è famoso per i processi alle streghe (a fine del 1500 ce ne hanno anche bruciata qualcuna).


E se non sono le streghe che usano le erbe!




L'altra cosa per cui Triora è famosa è il PANE: fanno un pane ”antico” e delizioso, scuro e profumato, perfetto per questa ricetta. E’ un pane scuretto, senza grassi, realizzato semplicemente con acqua, sale, farina tipo 1 e lievito di birra e spolverato di crusca.










CANEDERLI DI FRATTAGLIE BIANCHE IN CREMA DI LATTUGA

C’è un altro piatto ligure che adoro, che sta cadendo in disuso e non si trova quasi più nei ristoranti.
Parlo delle “Lattughe ripiene in brodo”, altro piatto fatto con ingredienti poveri, dal risultato raffinato, delicato e squisito ovviamente. L’originale prevede un cuore di lattuga a porzione farcito con un ripieno di pane raffermo e un trito di carne, cervella, filoni, animelle ripassate in padella, macinato e condito con uovo, formaggio, erbe profumate. Richiusi a palla i cuori di lattuga vengono fatti sobbollire in brodo di carne e serviti nello lo stesso brodo fumante con qualche fogliolina di maggiorana. Una delizia dimenticata, ve lo assicuro. 
Ho mantenuto gli ingredienti del ripieno nei canederli e la lattuga è diventata una morbida passata di accompagnamento realizzata con base di brodo di carne e patata lessa.






I Canederli 
per 12 pezzi da 3-4 cm di diametro
Per la scelta del tipo di pane migliore per questa ricetta e per i consigli su come realizzare i canederli alla perfezione trovate QUI  tutti i dettagli per una realizzazione impeccabile.

100 g di pane di Triora secco (oppure affettato e seccato in forno a bassa temperatura perché non tosti)
50 g di latte intero
½ uovo battuto
20 g di pecorino sardo semistagionato
1 grattata di noce moscata
1 cucchiaino di erba cipollina tritata
1 cucchiaio raso di farina
200 g di farcia di carni tritate (ricetta qui di seguito)
4 foglie medie di lattuga sbianchite e asciugate
4-8 fogliette piccoline del centro della lattuga per guarnire

Tagliate il pane a fette e poi dadini piccoli, max 1 cm, meglio meno. Mescolate il latte e l’uovo con poco sale, amalgamate bene, poi versate sui dadini di pane, distribuite bene e lasciate riposare almeno 20 min mescolando ogni tanto. Il pane deve essere leggermente inumidito, non inzuppato.



Aggiungete al pane tutti gli altri ingredienti tranne la farina, mescolando velocemente, quindi unite la farina e impastate con le mani compattando e distribuendo bene gli ingredienti. 
Inumiditevi le mani e fate un canederlo di circa 3-4 cm compattando bene. Scaldate il brodo che deve sobbollire piano e fate la prova cottura cuocendo il canederlo 5 minuti. Non deve sfaldarsi ma restare compatto. Se si rompe aggiungete poco pangrattato all’impasto.
Realizzate tutti i canederli, con queste dosi ridotte me ne sono venuti 12 piccolini.
Fateli bollire nel brodo per circa 5 minuti finchè verranno a galla, poi scolare delicatamente.


La farcia di carni
100 g di carne tritata magra
100 g di filoni
100 g di animelle
100 g di cervella
2 cucchiai di trito di sedano carota cipolla porro
1 cucchiaio scarso di prezzemolo tritato
½ spicchi di aglio
20 g di burro
2 cucchiai di olio extravergine di oliva
1 mestolo di brodo
Sale
Pepe
Pulire accuratamente animelle cervella e filoni, tagliarli a pezzetti piccoli e rosolarli con le verdure tritate in olio e burro. Bagnare con il brodo e cuocere a fiamma bassa semi coperto finchè non si è asciugato il liquido. Lasciare raffreddare e tritare non troppo fine. Ve ne serviranno 200 g.




Per completare il piatto:

La crema di lattuga
1 patata circa 250 g
½ lt di brodo di carne (qui di seguito)
1 lattuga (tenere 8 fogliette centrali per la decorazione e 4 medie per fasciare un canederlo a testa)
Pulire la patata e cuocerla a dadini nel brodo regolando il sale.
Quando la patata è cotta aggiungere la lattuga tagliata a striscette. Cuocere un attimo finchè appassisce appena senza perdere il colore brillante, poi togliere dal fuoco e frullare tutto. 

Il brodo di carne
300 gr di muscolo o matamà
1 pezzo di “ossette” o biancostato
1 coscia di pollo senza pelle
2 pezzetti di coda
1 costa di sedano
1 carota
1 cipolla bianca piccola
1 pezzo di porro
2 gambi di prezzemolo
2 pizzichi di timo
1 pomodoro secco
1 chiodo di garofano
1 foglia di alloro
2 bacche di ginepro
2 grani di pepe
4 capsule di cardamomo
Poco sale
Pulire le verdure e tagliarle a pezzi grossi, mettere tutto in pentola a freddo tranne il pollo, coprire di acqua e portare a bollore. Aggiungere il pollo e sobbollire schiumando per 2 ore. Filtrare e rimettere in pentola. Ne servirà almeno un litro per cuocere i canederli, qualche cucchiaio per la farcia di carni e mezzo litro per la crema di lattuga.


Composizione del piatto
Mettete mezzo mestolo di crema di lattuga calda sul fondo di ogni piatto, sopra due o tre canederli più uno rifasciato con la foglia di lattuga sbianchita per porzione, decorate con una o due fogliette di lattuga e servite caldi con altra crema ben calda a parte.



Fonti:
https://it.wikipedia.org/wiki/Canederli
https://it.wikipedia.org/wiki/Cucina_ligure
http://www.asmallkitcheningenoa.com/it/lattughe-ripiene-in-brodo/


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giovedì 29 gennaio 2015

BIS DI CANEDERLI DI LIGURIA PER MTCHALLENGE DI GENNAIO

Di Vittoria
Aggiungo oggi 30/01 le foto. 
Scusate ma ieri il mio PC dava i numeri e non c'è stato modo di inserire le immagini, anzi mi sono accorta ora che sono anche saltati dei pezzi compreso il titolo della seconda proposta. 


E siamo come sempre all’ultimo giorno della sfida mensile dell’ MTChallenge.
Anzi l'ultimo momento dell'ultima ora di proroga. Sono incorreggibilmente sempre in ritardo!
Anno nuovo vita …di sempre……. Sempre in ritardo cronico, sempre di corsa perché voglio dilatare il tempo e fare più cose di quelle che ci stanno ……oppure sto invecchiando e sono diventata lenta?

Canederli al Preboggion in salsa di noci                         Canederli di frattaglie bianche in crema di lattuga

E’ dal 5 gennaio che esulto per la proposta de I Canederli Ampezzani, la bellissima scelta di Monica Giustina di Oneinamillion, vicitrice dell'MTChallenge scorso con gli originalissimi Muffin. Grazie davvero Monica, hai proposto una ricetta ce mi stuzzica parecchio. I Canederli Ampezzani!!!! Non conoscevo questa versione così locale naturalmente, ma è un piatto che ho assaggiato spesso in Austria e in Italia, Knodel o Canederli, non importa il nome, mi piacciono veramente tanto e ho anche una discreta raccolta di ricette.
Mai fatti però, chissà perché…… avevo timore di ritrovarmi delle palle gommose appiccicose e poi il marito odia per principio ogni piatto realizzato con il pane.

Vi dico subito che, seguendo la ricetta di Monica QUI, ho fatto dei canederli squisiti, per nulla gommosi ne appiccicosi. Facili da fare, gustosi e anche leggeri. E poi si usa il pane raffermo e la cucina di recupero è sempre da tenere a mente!

E’ dal 5 gennaio che penso e ripenso a quale versione proporre e non riuscivo a decidermi, avevo delle mezze idee, ma sfocate, mancavano i dettagli e soprattutto la motivazione di una certa scelta.
Mi piace sperimentare nuovi sapori e accostamenti, ma la scelta voglio che sia sempre ancorata a una tradizione solida, sia della mia terra o di un altro paese, ma che comunque si parta da una base, che ci sia un perché ben ragionato.
Nella cucina ligure il pane raffermo si usa moltissimo per tutta una serie di ripieni e ricette varie, per ammorbidire le farce.
Ho voluto realizzare queste due versioni di canederli che legassero in qualche modo la tradizione ampezzana di Monica con la tradizione ligure che è nel mio cuore.
Dalla montagna ampezzana alle montagne liguri.

Il borgo di Triora - foto da QUI
Il nostro entroterra è ricchissimo di ricette che usano principalmente il pane di recupero e le erbe che nascono spontanee nei prati, ma anche fra i sassi dei sentieri e dei muri a secco delle fasce.
Affinità di montagne ed erbe, mi hanno portato direttamente a Triora, paesino nell’entroterra imperiese.
Il paese antico e bellissimo è famoso per i processi alle streghe (a fine del 1500 ce ne hanno anche bruciata qualcuna).
E se non sono le streghe che usano le erbe!
L'altra cosa per cui Triora è famosa è il PANE: fanno un pane ”antico” e delizioso, scuro e profumato, perfetto per questa ricetta.
E’ un pane scuretto, senza grassi, realizzato semplicemente con acqua, sale, farina tipo 1 e lievito di birra e spolverato di crusca.




la prima ricetta che vi propongo è ispirata ai famosi Pansoti liguri il cui ripieno è composto principalmente dal PREBOGGION,un misto di erbe selvatiche profumato e saporitissimo.
Accostato qui al pane invece che racchiuso nella sfoglia.
Come accompagnamento ho lasciato la classica salsa di noci che accompagna i pansoti.


CANEDERLI AL PREBOGGION IN SALSA DI NOCI
Li ho voluti proporre in versione vegana, senza derivati animali, neppure latticini ne uova, sostituiti egregiamente da altri ingredienti.





Il Brodo di verdura
2 lt di acqua
1 carota media
1 costa di sedano con foglie
1 pezzo di porro
1 cipolla bianca piccola
2 gambi di prezzemolo
1 pomodoro secco
2 fette di fungo secco
1 fetta di zenzero fresco
sale
Pulire la verdura, tagliarla grossolanamente e mettere a bollire per almeno un’ora con poco sale.
Filtrare, regolare il sale e tenere da parte. Ve ne serve almeno un litro per lessare i canederli.



La Salsa di Noci veg




50 g di gherigli di noci

Uguale volume di mollica di pane di Triora, circa 2 fette senza crosta
1 punta di spicchio di aglio
2 rametti di maggiorana fresca
2 cucchiai di parmigiano veg *
2-3 cucchiai di olio extravergine di oliva
Sale


Mettere nel tritatutto tutti gli ingredienti tranne l’olio e frullare finchè non sono ben fini.

Aggiungere olio frullando fino ad ottenere una consistenza cremosa, eventualmente aggiungere poca acqua o brodo vegetale.

Qualcuno aggiunge latte o peggio panna.
Non fatelo, renderete la salsa solo più pesante.

Regolare il sale solo alla fine.







I Canederli – per 10 pezzi da 3-4 cm di diametro

Per la scelta del tipo di pane migliore per questa ricetta e per i consigli su come realizzare i canederli alla perfezione vi rimando al post di Monica QUI che spiega benissimo tutti i dettagli per una realizzazione impeccabile.

100 g di pane di Triora secco (oppure affettato e seccato in forno a bassa temperatura perché non tosti)
80 g di latte vegetale di soia o riso – io riso, avevo quello (30 g di questo latte sostituiscono i liquidi dell’uovo che non ho messo volendo realizzare una ricetta vegana)
20 g di parmigiano veg *
1 grattata di noce moscata
1 cucchiaino di erba cipollina tritata
1 cucchiaio raso di farina di ceci (compensa il potere addensante dell’uovo che manca)
100-150 g di preboggion **


Tagliate il pane a fette, poi a dadini piccoli, max 1 cm, meglio meno. Versate sopra il latte vegetale, mescolate bene e lasciate riposare almeno 20 min mescolando ogni tanto. Il pane deve essere leggermente inumidito, non inzuppato.
 
Aggiungete al pane tutti gli altri ingredienti tranne la farina di ceci, mescolando velocemente, quindi unite la farina di ceci e impastate con le mani compattando e distribuendo bene gli ingredienti.

Inumiditevi le mani e fate un canederlo di circa 3-4 cm compattando bene. Scaldate il brodo che deve sobbollire piano e fate la prova cottura cuocendo il canederlo 5 minuti. Non deve sfaldarsi ma restare compatto. Se si rompe aggiungete poco pangrattato all’impasto.
Realizzate tutti i canederli, con queste dosi ridotte me ne sono venuti 10 piccolini.



Fateli bollire nel brodo per circa 5 minuti finchè verranno a galla, poi scolare delicatamente. Mettete qualche cucchiaio di salsa di noci sul fondo di ogni piatto, sopra tre o quattro canederli per porzione, decorate con un gheriglio di noce e servite caldi con altra salsa a parte.




Ricette collaterali:

* “Parmigiano” veg
5 cucchiai di farina di mandorle o anacardi
2 cucchiai di lievito alimentare in scaglie (derivato da una lavorazione del lievito, non serve per fare lievitare impasti, ma viene utilizzato come insaporitore al posto del formaggio)
Sale
Mettere gli ingredienti nel tritatutto e ridurre in polvere fina. Salare a piacere. Conservare in frigo in un barattolo ben chiuso.

** Il Preboggion (misto di erbe tipico ligure)

Erbe selvatiche del Preboggion


Il Preboggion è un misto di erbe selvatiche che costituisce la base del ripieno dei Pansoti e di altri saporiti piatti.

Tradizionalmente deve essere composto da almeno 7 erbe diverse (che cambiano nome da zona a zona ligure).
QUI trovate tutte le informazioni a riguardo.

In primavera si trova da acquistare al mercato, ma non in questa stagione quando le erbe scarseggiano, quindi mi sono arrangiata comporre un mix invernale.










In giardino da mia mamma, complice l’inverno alquanto mite, sono riuscita a racimolare un mazzetto di “sciscerbua”, cicerbita, ma niente di più. Ho poi aggiunto dal mercato boraggini, bietole, verza, verde di cipollotti, porro, prezzemolo.

Per i canederli vi serviranno circa 100-150 gr di questo mix di erbe. Questa dose è molto abbondante, ma è difficile farne poco. Potete surgelarlo e utilizzarlo per altri ripieni di pasta, torte salate o per delle frittate.

1 pallina grossa come una piccola arancia di erbe selvatiche sbollentate e ben strizzate
1 pallina grossa come una piccola arancia di boraggini
1 pallina grossa come una piccola arancia di bietole
3 cipollotti
3-4 cm di porro
2-3 foglie di verza, dal cuore
1 cucchiaio di prezzemolo tritato
1 rametto di maggiorana fresca tritata
2 fette di fungo secco tritate
Olio extravergine di oliva,
sale
Tritate grossolanamente a coltello le erbe sbollentate e strizzate e fatele saltare in padella con qualche cucchiaio di olio e tutte le altre verdure e aromi tritati. Regolate di sale.



CANEDERLI DI FRATTAGLIE BIANCHE IN CREMA DI LATTUGA

C’è un altro piatto ligure che adoro, che sta cadendo in disuso e non si trova quasi più nei ristoranti.
Parlo delle “Lattughe ripiene in brodo”, altro piatto fatto con ingredienti poveri, dal risultato raffinato, delicato e squisito ovviamente. L’originale prevede un cuore di lattuga a porzione farcito con un ripieno di pane raffermo e un trito di carne, cervella, filoni, animelle ripassate in padella, macinato e condito con uovo, formaggio, erbe profumate. Richiusi a palla i cuori di lattuga vengono fatti sobbollire in brodo di carne e serviti nello lo stesso brodo fumante con qualche fogliolina di maggiorana. Una delizia dimenticata, ve lo assicuro.
Ho mantenuto gli ingredienti del ripieno nei canederli e la lattuga è diventata una morbida passata di accompagnamento realizzata con base di brodo di carne e patata lessa.





Il brodo di carne
300 gr di muscolo o matamà
1 pezzo di “ossette” o biancostato
1 coscia di pollo senza pelle
1 pezzetto piccolo di testina
2 pezzetti di coda
1 costa di sedano
1 carota
1 cipolla bianca piccola
1 pezzo di porro
2 gambi di prezzemolo
2 pizzichi di timo
1 pomodoro secco
1 chiodo di garofano
1 foglia di alloro
2 bacche di ginepro
2 grani di pepe
4 capsule di cardamomo
Poco sale
Pulire le verdure e tagliarle a pezzi grossi, mettere tutto in pentola a freddo tranne il pollo, coprire di acqua e portare a bollore. Aggiungere il pollo e sobbollire schiumando per 2 ore. Filtrare e rimettere in pentola. Ne servirà almeno un litro per cuocere i canederli, un mestolo per cuocere il misto di carni e mezzo litro per la crema di lattuga.

La crema di lattuga
1 patata circa 250 g
½ lt di brodo di carne
1 lattuga (tenere 8 fogliette centrali per la decorazione e 4 medie per fasciare un canederlo a testa)
Pulire la patata e cuocerla a dadini nel brodo regolando il sale.
Quando la patata è cotta aggiungere la lattuga tagliata a striscette. Cuocere un attimo finchè appassisce appena senza perdere il colore brillante, poi togliere dal fuoco e frullare tutto.



I Canederli – per 12 pezzi da 3-4 cm di diametro
Per la scelta del tipo di pane migliore per questa ricetta e per i consigli su come realizzare i canederli alla perfezione vi rimando al post di Monica QUI che spiega benissimo tutti i dettagli per una realizzazione impeccabile.
100 g di pane di Triora secco (oppure affettato e seccato in forno a bassa temperatura perché non tosti)
50 g di latte intero
½ uovo battuto
20 g di pecorino sardo semistagionato
1 grattata di noce moscata
1 cucchiaino di erba cipollina tritata
1 cucchiaio raso di farina
200 g di farcia di carni tritate ***
4 foglie medie di lattuga sbianchite e asciugate
4-8 fogliette piccoline del centro della lattuga per guarnire

Tagliate il pane a fette e poi dadini piccoli, max 1 cm, meglio meno. Mescolate il latte e l’uovo con poco sale, amalgamate bene, poi versate sui dadini di pane, distribuite bene e lasciate riposare almeno 20 min mescolando ogni tanto. Il pane deve essere leggermente inumidito, non inzuppato.



Aggiungete al pane tutti gli altri ingredienti tranne la farina, mescolando velocemente, quindi unite la farina e impastate con le mani compattando e distribuendo bene gli ingredienti.
Inumiditevi le mani e fate un canederlo di circa 3-4 cm compattando bene. Scaldate il brodo che deve sobbollire piano e fate la prova cottura cuocendo il canederlo 5 minuti. Non deve sfaldarsi ma restare compatto. Se si rompe aggiungete poco pangrattato all’impasto.
Realizzate tutti i canederli, con queste dosi ridotte me ne sono venuti 12 piccolini.
Fateli bollire nel brodo per circa 5 minuti finchè verranno a galla, poi scolare delicatamente.



Mettete mezzo mestolo di crema di lattuga calda sul fondo di ogni piatto, sopra due o tre canederli più uno rifasciato con la foglia di lattuga sbianchita per porzione, decorate con una o due fogliette di lattuga e servite caldi con altra crema ben calda a parte.



*** La farcia di carni
100 g di carne tritata magra
100 g di filoni
100 g di animelle
100 g di cervella
2 cucchiai di trito di sedano carota cipolla porro
1 cucchiaio scarso di prezzemolo tritato
½ spicchi di aglio
20 g di burro
2 cucchiai di olio extravergine di oliva
1 mestolo di brodo
Sale
Pepe
Pulire accuratamente animelle cervella e filoni, tagliarli a pezzetti piccoli e rosolarli con le verdure tritate in olio e burro. Bagnare con il brodo e cuocere a fiamma bassa semi coperto finchè non si è asciugato il liquido. Lasciare raffreddare e tritare non troppo fine. Ve ne serviranno 200 g.


Una ola per Alessandra e tutto lo staff dell’ MTC che si fa in 4 per darci la possibilità di continuare a giocae a dispetto di impegni e distanze che tramano contro!
Una Ola a Monica che ci ha fatto passare un mese fantastico
Grazie davvero a tutti quanti


Questa ricetta partecipa all’MTChallenge di Gennaio

 

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lunedì 28 aprile 2014

VARIAZIONI DI QUINTO QUARTO DI LIGURIA

di Vittoria



Questo mese sono proprio entrata in fibrillazione, io per tutto ciò che rientra nel quinto quarto letteralmente perdo la testa, mi viene l’acquolina in bocca anche ora solo al pensiero.
Quando ho visto il tema di questa sfida, che ci ha proposto Cristiana di Beufalamode, non ci potevo credere dalla gioia! Lei e Alessandra per questa sfida dell’MT Challenge hanno avuto un coraggio pazzesco, hanno mandato nel panico metà dei concorrenti, ma hanno fatti felici almeno l’altra metà……
Brave! Avete fatto bene a rischiare perché molta gente ha raccolto la sfida con coraggio e alla fine l’ha avuta vinta contro pregiudizi, preclusioni, preconcetti e schifo comune verso questi tagli particolari. E in molti abbiamo imparato tantissime cose nuove, come sempre la sfida è occasione di imparare, sperimentare, accrescere le conoscenze, attraversare confini.
Anche io che pur mangio regolarmente il quinto quarto mi sono addentrata in sperimentazioni nuove con risultati devo dire alterni.
Immagine da QUI

Ho provato per esempio un budino di cervella che non mi ha soddisfatto per nulla e ho avuto la delusione di non poter provare alcune cose perché la stagione ormai è avanti e lo spacciatore di fiducia certi prodotti li tiene solo in inverno pieno, col caldo (caldo..insomma) spariscono…… altrimenti qualcosa con i “berodi”, i sanguinacci liguri, ve lo beccavate.


 Ho avuto la tentazione di fare esperimenti strani, moderni, alla master chef, ma poi sono rinsavita e ho capito che la mia strada è ancora una volta quella della tradizione, della riscoperta di piatti antichi, nati dall’abilità e ingegno di nonne e mamme che poco avevano da mettere in pentola e con quel poco facevano letteralmente meraviglie.

In Liguria le frattaglie sono molto utilizzate come piatto a se stante, tipo fegato all’agiadda, trippa all’antica, bianco e nero di agnello in padella, granelli al burro per esempio, o come complemento di ripieni vari dove conferiscono sapore e morbidezza all’impasto (cima ripiena, ravioli, frittate)

Ho dovuto però selezionare accuratamente le tipologie di quinto quarto da mettere in tavola perché marito e figlio non gradiscono mica tanto….. Mangiano volentierissimo la trippa in tutte le salse, mentre le frattaglie “nere” come fegato, cuore, polmone e rognone non le vogliono neanche avvicinare. Le frattaglie “bianche” come cervella, filoni, animelle, granelli, le schifano se sono molto evidenti, mentre se sono “mascherate” in preparazioni più elaborate se le pappano a meraviglia… come dire occhio non vede…..

Quindi è tutto il mese che provo e sperimento cosine varie e ora ve le racconto tutte insieme, come al solito l’ultimo momento dell’ultimo giorno, quindi vi trovate un bel post in cui scegliere cosa più vi piace e mettervi ai fornelli. Si va da squisitezze elaborate da piatto festivo a preparazioni più semplici da tutti i giorni.


1) STECCHI E NEGIE DALLA MIA LIGURIA
Questa è un piatto da giorno di festa in quanto la preparazione è abbastanza elaborata e richiede tempo. Sono due tipi di fritti che possono essere serviti da soli o fare parte del fritto misto genovese che comprenderà anche le costolette di agnello, cervella, il latte brusco, il latte dolce, carciofi, cuculli, panissette, funghi…per fare il pieno di genovesità!
Per questi fritti speciali invece occorre un misto di frattaglie “bianche” e le ostie dove racchiudere il morbido ripieno che sarà così protetto dall’eccessivo calore della frittura.



Ingredienti x 4 persone
200 g di cervella (circa mezza) freschissima spellata accuratamente
150 g di filoni o schienali, il midollo spinale, sciacquai e spellati
150 g di granelli (circa mezzo) spellato e spurgato
200 g di carne magra di vitella
Ci vorrebbero anche 150 g di animelle pulite e spurgate e 150 g di poppa o tettina spurgata e prelessata, ma io non le ho trovate entrambe, ho aggiunto più cervella e più carne.
2 carciofi
2-3 funghi champignon
3 uova
Mollica di pane bagnata nel brodo e ben strizzata, quanto un arancia
50 g di pisellini freschi
1 bicchiere circa di brodo di carne
1 cucchiaio di parmigiano grattugiato
Burro chiarificato QUI trovate come farlo, semplicissimo
Olio extravergine di oliva
1 cipolla bianca
1-2 spicchi di aglio
Alloro, maggiorana, prezzemolo
Sale, pepe
pangrattato
Olio per friggere (io mais, da quando ho un’amica allergica non compro più quello di arachidi)
Ostie tonde 28-30 (io le ho trovate solo da 9 cm, un pochino più grandi è meglio)
Stecchi da spiedino non troppo lunghi 4 a testa.
 



In una padella con il burro chiarificato preparare un soffritto di cipolla e prezzemolo tritati portando a cottura con un po’ di acqua. Non deve colorire. Quando la cipolla è morbida rosolare la cervella affettata facendo attenzione a non spappolarla, aggiungere i filoni a pezzi grossi, cuocere pochissimo, mettere da parte a raffreddare.
Aggiungere la foglia di alloro e un poco di burro chiarificato se manca e nella stessa padella cuocere le fettine di granello, mettere a raffreddare e poi la carne di vitella a dadini di meno di un cm, diciamo come un cece grosso, mettere a raffreddare.
Nella stessa padella aggiungere altra cipolla tritata e fare stufare i piselli con un po’ di brodo di carne (o acqua) finchè saranno teneri. Non deve rimanere del liquido.
In un’altra padella fare stufare i carciofi a fette spesse con olio extravergine, aglio e prezzemolo, togliere e fare stufare anche i funghi puliti e affettati spessi.


Ora prepariamo gli

STECCHI GENOVESI
Quando tutto sarà freddo ricavare da ogni cosa tanti cubetti grossi come un cece quanti sono gli stecchi che volete fare e procedete a comporre gli spiedini. Un pezzetto di ogni cosa non superando la lunghezza di 5-6 cm altrimenti non staranno nell’ostia.



Una volta che saranno tutti pronti tritare finemente tutto quello che avanza, carni varie, carciofi (togliere le foglie più durette) e funghi insieme alla mollica di pane ben strizzata fino ad avere un impasto abbastanza sodo. Fosse troppo morbido aggiungere poco pangrattato.
Unire all’impasto i tre rossi d’uovo, aggiungere il parmigiano, regolare di sale, aggiungere pepe e maggiorana.
Ora prendete un ostia, inumiditela leggermente, spalmatela con un cucchiaio di impasto, appoggiate in mezzo uno spiedino e avvolgete il tutto in modo che i cubetti siano completamente avvolti e racchiusi nell’impasto e nell’ostia.
Tuffate subito velocemente nell’albume battuto con poco sale e poi nel pangrattato impanando bene e dando con le mani la forma di un fuso. Finiti tutti gli spiedini (dovreste farne 16, 4 a testa) dovrebbe avanzarvi ancora dell’impasto.


A questo punto passiamo a preparare le

NEGIE
Le negie letteralmente sono le ostie in cui è racchiuso il ripieno.
Aggiungete i pisellini al burro all’impasto avanzato dagli stecchi e amalgamate bene.
Prendete un’ostia, inumidite solo i bordi, mettete al centro un po’ di ripieno e richiudete ostia in modo che il ripieno sia completamente chiuso all’interno. Io ho sperimentato che il sistema migliore è quello di chiudere due lembi in modo da formare un cilindro e poi piegare le estremità aperte in modo da formare un pacchettino lungo e stretto. L’ostia inumidita si incollerà immediatamente.

Tuffate le negie nell’albume battuto e poi impanatele nel pangrattato. Io ne ho fatte 12, 3 a testa.Si può preparare tutto anche il giorno prima e tenere in frigo friggendo all’ultimo.
Al momento di friggere scaldare l’olio in una padella sufficientemente larga perché ci entrino gli stecchi e friggere pochi pezzi alla volta finchè saranno dorati e croccanti. Scolare bene e servire subito con fette di limone e un’insalatina fresca misticanza.

NOTA
Esiste anche la versione senza ostia intorno, più difficili da realizzare, l'impasto appiccica assai, e la versione "Stecchi co a cremma", con besciamella aggiunta al'impasto. Secondo me appesantisce, ma faceva "ricco" infatti compare anche il tartufo. Chissà...


2) INSALATINA DI LAMPREDOTTO E GOLA
Io la trippa la compro da uno “spacciatore” specializzato che vende solo quella, si chiama Mario in via Torti e a Genova, almeno nella zona di levante, è rimasto solo lui. Ho provato una volta a prenderla al supermercato e non era sbiancata, ma l’ho trovata dura, gommosa, insapore, insomma un fallimento. Per mangiarla in insalata deve essere bollita bene, deve essere morbida e profumata altrimenti è come mangiare gomma.
Questa volta però ho voluto fare le cose a modino e non mi sono accontentata di comprarla, ma ho voluto provare a insaporirla prendendo lo spunto dal lampredotto che preparano a Firenze. In questo modo ho ottenuto una trippa più profumata e l’ho servita tiepida; in questa primavera fredda e umida ha fatto piacere.




Ingredienti x 4
Non tutti i tipi di trippa sono adatti ad essere mangiati “crudi”, cioè in insalata.
Solitamente mi faccio consigliare da Mario e prendo un misto fra Riccetto (il lampredotto), Castagnetta, Tettina e Gola.
Questa volta mi sono limitata a Castagnetta e Gola, il Riccetto era finito e la Tettina pure.
400 gr di trippa mista (Castagnetta e Gola)
Sedano, carota, cipolla
2 pomodori da salsa
Olio extravergine di oliva
Aceto di mele
Cipolla rossa
Menta secca
Verdure miste in agrodolce dell’ Adele - la trovate QUI
Olive nere taggiasche snocciolate sott’olio
400 g (da cotti) di Fagioli Bianchi di Spagna o Corona già ammollati e prelessati
Sale e pepe

Preparare il brodo con le verdure a pezzi 2 lt di acqua e sale. Fare bollire un quarto d’ora, poi aggiungere il lampredotto e la gola e fare sobbollire per almeno un’ora.
Scolare la trippa, tagliarla a fettine sottili, mescolarla con i fagioli tiepidi, olive a pezzetti, verdurine in agrodolce, cipolla affettata finissima.
Condire con olio e aceto, regolare di sale e spolverare con abbondante pepe e un pizzico di menta finemente sbriciolata.

Servire tiepido con pane tipo baguette leggermente tostato.





3) NOIR ET BLANC EN SARCOPHAGE
Dopo tante aspettative e prese in giro, una ricetta con il “Sarcophage” non poteva mancare, tanto che ne ho fatte addirittura due versioni! La prima realizzato e fotografato di corsa per un’amica che veniva a cena …...e altrettanto velocemente fatto sparire!
La seconda versione si è arricchita di un lettuccio di spinaci e il “sarcofago” ha un coperchio traforato! …..ma dentro cosa c’è?
Il classico bianco e nero di agnello che per l’occasione si è francesizzato, ma è la ricetta a me cara, quella che faceva mamma e che ci mangiavamo io e lei (gli altri schifavano sdegnosi), quella che mi faccio io almeno una volta l’anno. E’ una ricetta semplice e veloce dove l’essenziale è il sapore della materia prima freschissima ammorbidito da una spruzzata di marsala (ma anche il porto ci sta…..) e questa volta ulteriormente addolcito dagli spinaci passati al burro.


Ingredienti x 4
Pasta brisè
300 g farina 00
200 g burro freddo
1 cucchiaino scarso di lievito
1 cucchiaio di aceto
4-5 cucchiai di acqua gelata
Sale, pepe abbondante

1 bianco e nero di agnello, cuore, polmoni, fegato, più i 2 rognoni (se riuscite a farvene dare 4, meglio)
Burro chiarificato, QUI trovate come farlo, semplicissimo
Alloro
Cipolla
Marsala
Sale, pepe
1 cucchiaio di farina

500/600 g spinaci freschi, lessati pochissimo
Burro
Sale
1 pugno di uvetta passolina
1 pugno di pinoli

Preparare il “sarcophage”
mescolare farina, lievito, sale e pepe e impastare con il burro fino ad avere una specie di sabbia. Aggiungere il cucchiaio di aceto e qualche cucchiaio di acqua, il minimo indispensabile per ottenere una massa unita.
Fare riposare in frigo almeno un’ora. Stendere metà pasta e rivestire un contenitore unico o i contenitori mono porzione. Ristendere la pasta restante e fare i coperchi, io li ho tagliuzzati in modo da ottenere l’effetto a griglia.
Cuocere coperchi e contenitori in forno finchè risultano dorati. Fare raffreddare senza toccare, sono molto friabili.

Preparare le carni
sciacquare accuratamente ogni parte del bianco e nero, separarle, eliminare ogni pelle o filamento, ogni parte di grasso, ogni residuo di sangue raggrumato. Tagliate ogni parte separatamente.
I rognoncini vanno tagliati a metà e messi a spurgare in un contenitore con acqua e aceto per mezz’ora. Poi tagliati a fettine
I polmoni vanno aperti, eliminati i condotti più grandi e gonmmosi e poi tagliato tutto a fettine o bocconcini
Il cuore va aperto e sciacquato internamente poi fatto a fettine
Il fegato fa tagliato a fettine eliminando ogni parte filamentosa.

Preparare gli spinaci
In una padella fare rosolare brevemente i pinoli con il burro, appena cominciano a dorare aggiungere uvetta e spinaci, salare e cuocere finchè l’umidità della verdura non è evaporata e gli spinaci sono ben insaporiti. Tenere in caldo.


Cottura
In un’altra padella fare appassire nel burro la cipolla affettata fina, poi aggiungere la foglia di alloro e cominciare a inserire le carni cominciando da quelle che devono cuocere più a lungo, quindi prima i polmoni, poi rognone, cuore e infine il fegato che deve cuocere il meno possibile.
Durante la cottura spolverare leggermente di farina e un minuto dopo avere aggiunto il fegato bagnare con una spruzzata di marsala e lasciare addensare il sughetto un minuto.

Mettete gli spinaci ben caldi nei contenitori di pasta, adagiate sopra il bianco e nero spadellato, irrorate con il sughetto, chiudete il sarcofago con il coperchio e portate in tavola.












4) BUDINO DI CERVELLA
Da “Il libro delle frattaglie” di Roberta Schira con Franco Cazzamali – Ponte alle Grazie
La cervella è una delle mie preferite, mi piace leggermente infarinata e passata al burro o impanata e fritta. Questa volta ho voluto provarla in una ricetta un po’ più elaborata, ma non mi ha soddisfatto. Probabilmente piacerà molto a chi non ama la sua consistenza morbida e cremosa che qui si perde un po’. Inoltre la ricetta non lo prevedeva, ma io in alcuni dei tortini ho aggiunto del petto di pollo a dadini saltato in padella per mascherare meglio e servirli ai familiari recalcitranti che hanno infatti pappato tutto con soddisfazione.


Ingredienti per 6 persone
400 g di cervella già pulita
Cipolla
4 uova
Prezzemolo
4 panini da ammollare nel latte
50 g di burro
Sale

Saltare la cervella a dadini nel burro con la cipolla e il prezzemolo tritati. Fare raffreddare, unire i tuorli sbattuti, 30 g di burro sciolto e raffreddato, e i 4 panini ammollati, ben strizzati e tritati. Mescolare bene (io ho schiacciato bene la cervella perché non si sentissero i pezzi, ma ora la lascerei dei pezzetti) e aggiungere i bianchi montati a neve. Cuocere a bagnomaria in forno a 180° in uno stampo da budino imburrato e cosparso di pangrattato.
Nel libro dice 15 minuti.
Io li ho cotti in formine monoporzione e non a bagnomaria e 15 minuti non sono bastati, li ho cotti per circa 20 minuti; per la forma grande ce ne vorranno almeno 40.
Io li ho serviti accompagnati da piselli e spinaci passati al burro.
Nella ricetta li accompagna con un ragout di rognone e funghi che dev’essere ottimo, ma a mio parere copre assolutamente la cervella che ha un sapore delicatissimo e qui già si sente poco.


Versione con i dadini di pollo
Saltare al burro 150 g di petto di pollo a dadini piccoli insieme a cipolla e prezzemolo tritati. Fare rosolare e finire di cuocere aggiungendo eventualmente un goccio di acqua.
Dopo avere versato il composto di cervella nello stampo (o negli stampini) distribuite sopra i dadini di pollo e fateli leggermente affondare.
Cuocete come sopra.



5) TRIPPA DI CASA MIA
Questo è il quinto quarto che faccio più spesso, è proprio una ricetta “di casa” che piace moltissimo a tutti e tre. La prima volta che sono andata dal macellaio con Miftah appena arrivato dall’Etiopia, volevo comprare della tritata per le polpette, ma mentre eravamo in coda lui ha visto la trippa ed è letteralmente impazzito di gioia! Ha cominciato a dirmi “quello, quello, mamma, quello” e saltellava e gli sorridevano gli occhi. Ovviamente l’ho comprata e cucinata e lui era veramente felice! Da allora diciamo che è il “nostro” piatto di famiglia e questa è una bellissima occasione per condividerlo con voi.
La base di partenza è una ricetta antica genovese che non prevedeva il pomodoro ne le patate, io ne metto poco per dare un po’ più di colore, soprattutto se non ho il sugo di arrosto.



Ingredienti per 4
800g/1kg di trippa mista centopelli, cuffia, croce, riccetto
Sedano carota cipolla a tocchetti piccolini
10 g di funghi secchi ammollati e strizzati
1 bicchiere di vino bianco (ma anche rosso)
1 lt di brodo di carne – sugo di arrosto se ne avete
1 cucchiaio di estratto concentrato di pomodoro
Olio extravergine di oliva
Sale e pepe
(parmigiano) ci vorrebbe, io non ne metto.

In un tegame di coccio rosolare sedano, carota e cipolla. Aggiungere la trippa e mescolare bene facendola asciugare, poi aggiungere i funghi e bagnare con il vino. Lasciare sfumare l’alcol, poi aggiungere l’acqua filtrata dei funghi, il sugo di arrosto se l’avete, il concentrato di pomodoro e due mestoli di brodo. Portare a ebollizione, coprire parzialmente, abbassare la fiamma e portare a cottura lentamente aggiungendo poco brodo se asciuga troppo. Deve cuocere almeno due ore piano piano e il sugo deve essere abbondante ma non brodoso. Cospargere di parmigiano per chi lo desidera.
A volte aggiungo anche le patate a tocchi, ma la preferisco senza, con un bel sugo scuro e denso.

6) LA GELATINA DI MAIALE RAGUSANA …è RIMASTA IN FRIGO …ANCORA DA FARE

Voglio ancora ringraziare tantissimo Cristiana e Alesandra che quaesto mese ci hanno ragalato questa bellissima sfida. Stavolta più che mai è stata veramente occasione di ricerca, studio, accrescimento di conoscenze e per molti di noi superamento dei propri tabù e limiti.
Siete miticheeeeee!!!!
Queste ricette (5) partecipano all’MTChallange di Aprile


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mercoledì 27 giugno 2012

FEGATO SCALOPPATO AL PORTO, CIPOLLE GLASSATE E VISCIOLE IN AGRODOLCE

Devo dire subito un GRAZIE a Elisa di Saporidielisa e al team di Menuturistico per la proposta per la sfida di questo mese: Le Scaloppine!!!!
Una ricetta semplice (in apparenza), che facciamo praticamente in ogni cucina italiana, ma leggendo il bel post di Elisa mi sono resa conto di tanti piccoli errori che si commettono per fretta o pigrizia e che spesso compromettono il piatto.
Una morbida fettina ricoperta di sughetto saporito si trasforma in un attimo in una cosa bruciaticcia, asciutta e appiccicosa, per nulla invitante.
Lei ci spiega benissimo il procedimento e la tecnica professionale per ottenere il meglio.
E ovviamente funziona!
Bisogna solo avere un pizzico di pazienza in più e avere pronti gli ingredienti giusti scelti per la ricetta perché l’esecuzione deve essere rapida.
Intanto ci ha anche insegnato o ricordato cosa sono e cosa significano termini di cucina molto precisi e professionale come deglassare, e la differenza importante fra fondo di cottura e fondo di cucina. Andate al leggere la sua proposta dove spiega tutto da vera professionista.

Io però non mi accontento, non ce la faccio.
Devo trovare un’idea che mi faccia innamorare.
Qualcosa di speciale da sperimentare.
Qualcosa che non ho mai fatto prima.
Lo so, amo vivere pericolosamente e la prudenza non è la mia specialità.

Quindi non mi decidevo mai a fare queste benedette scaloppine e giorno dopo giorno si avvicinava il termine della gara, comparivano meraviglie, ma dal mio cervello non scaturiva nulla di nulla!
Il blocco dello scrittore della cuoca? Forse si, fatto sta che la padella restava nell’armadio..........

.......finchè l’altra notte, complice una tosse secca fastidiosissima che non mi lascia dormire, finalmente ho “visto” le mie scaloppine.

Volevo qualcosa di saporito e stavo quasi per decidermi per la carne di cavallo quando un’altra mia passione ha fatto prepotentemente irruzione sulla scena. Ma certo, le frattaglie!!!! So che molti inorridiscono, mentre altrettanti le adorano (e un giorno mi deciderò a fare un invito frattagliesco per accontentare chi in casa non le assaggia mai).

Ecco come è nata la mia proposta per l’MTC di giugno. Non è propriamente estiva, ma assolutamente golosa tanto che marito e figlio l’hanno apprezzata nonostante non amino per nulla le frattaglie.


FEGATO SCALOPPATO AL PORTO
con Cipolle di Giarratana glassate e composta di Visciole in agrodolce

Per 2 persone




2 fette di fegato di vitello abbastanza sottili e uniformi (queste non si possono battere) di circa 100 gr l’una
Farina poca per infarinare il fegato
2 noci di burro chiarificato
2 cucchiai di Porto Ferriera, Riserva Dona Antonia invecchiato 8 anni.
100 ml circa di brodo ristretto di carne fatto con il mio dado casalingo, ricetta liberamente tratta da quella di Paola…..che viene da quella di Mapi

2 cucchiaini di composta di cipolle di Giarratana (ricetta qui sotto)

10 visciole in agrodolce intere con un po’ di composta e sciroppo (ricetta qui sotto)

Preparare un cucchiaino a testa di composta di cipolle scaldandola leggermente e aggiungendo una punta di peperoncino in polvere.
Pulire le fette di fegato da bordi, pellicine, tubicini e parti tenaci in modo che non si arriccino in cottura.
Tagliarle a metà, infarinarle leggermente e rosolarle 1 minuto per parte in una padella dove avrete fatto scaldare una noce di burro chiarificato con 2 foglie di alloro.
Salare leggermente e togliere le fette di fegato dalla padella appena dorate.
Deglassare il fondo di cottura con il porto incorporando bene tutti i succhi del fondo della padella, fare sfumare pochi secondi, aggiungere il fondo di cucina scelto (il brodo di carne ristretto) e ancora un poco di burro. Io ho anche aggiunto una leggerissima spolverata di farina per dare cremosità alla salsa.
Fare andare al massimo un minuto per legare bene i sapori.
Filtrare la salsa, rimettere le scaloppine in padella e nappare con poca salsa. Scaldare bene.
Sistemare 2 scaloppine in ogni piatto, nappare con la salsa calda, disporre in ogni piatto 5 visciole insieme a un poco della parte frullata e sciropposa, aggiungere la composta di cipolle e servire con una fetta di pane brioche tostato leggermente.



Composta di Visciole in agrodolce
 

500 gr di visciole grosse e ben mature e sode
500 gr di zucchero
100 ml circa di aceto di mele



Pulire le visciole e snocciolarle. Mettere in un pentolino con lo zucchero e l’aceto e fare sobbollire per 10 minuti schiumando. Con una schiumarola estrarre un terzo dei frutti e frullare il resto grossolanamente. Rimettere dentro i frutti interi e continuare a cuocere per almeno altri 10 minuti.
Raffreddando deve assumere la consistenza della marmellata, ma non eccessivamente asciutta.














Composta di cipolle di Giarratana
 
2 kg di cipolle bianche, carnose, tenere e dolci di Giarratana (RG)
1,6 kg zucchero semolato (si può metterne una parte di canna, diciamo 400 gr)
2 foglie di alloro
1 pugno di uvetta passolina (Corinto)




Affettare le cipolle e metterle a macerare una notte con lo zucchero, una o due foglie di alloro e due bicchierini di aceto di mele. Daranno molto liquido che NON va buttato!
Il giorno dopo mettere tutto al fuoco e cuocere a fuoco dolce come per una normale marmellata.
Invasare bollente e chiudere i coperchi; raffreddando faranno il sottovuoto.
Volendo si possono unire in macerazione uno o due pugni di uvetta Corinto, quella piccolissima e molto scura, tipica siciliana.
La composta deve risultare morbida, con i filetti di cipolla ben caramellati e una parte sciropposa.
Buona con carni arrosto e griglia, con formaggi stagionati e saporiti. Si conserva a lungo.

Le cipolle di Giarratana sono enormi dolcissime e veramente speciali, potete vederle QUI,
fanno anche una bellissima sagra il 14 agosto.






Questa proposta partecipa all’MTC di giugno





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domenica 27 maggio 2012

IL BUDINO LEGGERO: una sfida un gioco e la dieta

di Vittoria


Mi piace partecipare a questo bellissimo e stimolante gioco organizzato dalle Menuturistiche e le idee che mi vengono ogni mese sono moltissime, poi riesco a realizzarne solo una e a volte anche a fatica arrivo a pubblicarla l’ultimissimo giorno.
In effetti non mi piace l’idea di monopolizzare il blog con ricette monotematiche. Diventerebbe noioso per chi viene a leggere, no?

Però questo mese la proposta splendida di Acquolina-Francesca mi ha appassionato e mi sono trovata divisa fra la voglia di fare un budino godurioso e festoso e la necessità di realizzare qualcosa che possa mangiare anche io tranquillamente, il visto che sono a dieta (evento che stupisce ancora anche me!!!).
Sono conciliabili le 2 cose? Questa volta forse si, chi proverà questa versione, mi dirà se ci sono riuscita.

L’idea di partenza l’ho presa da un classicissimo della cucina piemontese e cioè il flan di spinaci con la finanziera.
Il flan di spinaci lo faceva in maniera superba mia nonna Ines, piemontesissima di Sordevolo.
La finanziera l’ho mangiata in mille modi diversi ed è sempre un piatto che mi ingolosisce, ormai lo sapete che vivrei di frattaglie! Però sono 2 preparazioni che di dietetico non hanno nulla di nulla.
Il flan di mia nonna è un tripudio di besciamella e spinaci ripassati al burro; la finanziera ben rosolata in padella con altro burro non resta mica indietro!!!!!
Quindi via alle modifiche, varianti, sostituzioni e doppi salti mortali: alla fine ne è uscito un piatto altrettanto gustoso e infinitamente più leggero.

BUDINi DI SPINACI CON FINANZIERA E MINI PANCAKES ALLA CRUSCA D’AVENA

Budino di spinaci
Per 4 budini formato tipo creme caramel
Invece di partire da una base di besciamella, sono partita dalla collaudatissima ricetta di Acquolina-Francesca modificando il meno possibile.
300 gr circa di spinaci lessati, ben strizzati e tagliuzzati grossolanamente
100 ml di latte totalmente scremato 0,1%
2 cucchiaini da caffè di parmigiano reggiano grattugiato
2 uova + 1 tuorlo
sale, pepe
gocce di olio extravergine per ungere gli stampi
Passare gli spinaci in padella appena sporcata di olio per far evaporare bene tutta l’acqua residua. Frullate tutto insieme e versate negli stampini oliati. Ricordatevi di inserire una striscia di carta da forno che sbordi dai 2 parti in modo da facilitarvi la sformatura.
Ponete gli stampini in una teglia e versate acqua bollente fino a metà altezza degli stampini. Mettete in forno caldo per 30 minuti o finchè non si rassodano. L’acqua non deve scendere troppo, ev aggiungerne. Il forno andrebbe a 180 gradi, io l’ho messo a 220 per un’ora e quasi non erano cotti, ma ve l’ho detto, è il mio forno che è sballato;


Finanziera leggera
Accompagnamento come antipasto per 4 persone
Nella mia dieta sono permesse le frattaglie di pollo, mi sono allargata un po’ aggiungendo qualche pezzetto di frattaglie di vitello. Lo considero un peccato veniale dato che se ne mangia veramente una cucchiaiata. Perdonata?
La caccia alle frattaglie di gallo/pollo è stata per lo meno esilarante quanto estenuante. A Genova non si usano e se escludiamo fegatini e cuoricini, non si trova altro. I miei libri “Cucina del Piemonte” e “Libro delle frattaglie” recitano più o meno la stessa ricetta con qualche variante, ma essenzialmente ritengono indispensabili creste di gallo e fagioli di gallo (gli attributi galleschi, ….ooppsss……ex galleschi!!!!!). Ora io manco li avevo mai sentiti nominare e mai visti nei banchi di alcuna polleria.
Parto in caccia e dopo molte richieste inutili mi rassegno ad andare in centro nel più bel mercato che abbiamo, dove ci sono alcune pollerie di provata esperienza. La discussione è stata per lo meno esilarante.
Creste ne avete?
Si, ….attaccate ai galli!
No, creste e basta?
Eh, no non le teniamo, non si vendono, …..no neanche ordinandole!
Eh allora prendo il gallo con la cresta più grossa che ha! Una mi basta, devo fare una porzione piccola!
E…poi mi servirebbero anche i……fagioli
Signora, però il gallo ne ha solo 2!!!
Eh…. Posso immaginare che non ne abbia 4!!!!!! Me li farò bastare!
…a questo punto ridevamo tutti a crepapelle, ma io ho avuto TUTTE le frattaglie di pollo che mi servivano!!! (Preparare i vari ingredienti tenendoli separati e in caldo)
Pollo
1 cresta di gallo. Va sbollentata 5 min in acqua bollente, poi strofinate calde con sale fino per togliere la sottilissima pelle. Tagliarle a tocchetti piccoli
2 palline …sono veramente 2 fagioletti gialletti insignificanti. Sciacquatele, ev tagliarle a metà
durello (stomaco) Va aperto, vuotato sciacquato bene e tagliato a tocchettini
2 fegatini (comprati in più, quelli si trovano!)
4 cuoricini (idem)
Fegatini e cuoricini vanno puliti da filamenti e residui di grasso e tagliati a pezzetti.
Vitello (quantità incomprabili; ne ho comprate di più e surgelate)
¼ di cervella. Spellata sotto l’acqua e delicatamente tagliata a cubetti
1 pezzetto di filone, circa 20 cm o anche meno ripulito da ev filamenti, tagliato a pezzettini
1 pezzetto di animella al massimo 30 gr, a pezzettini
Verdure classiche:
1 carciofo pulito, scottato in acqua, tagliato a fettine
2 champignon (o altri funghi freschi) puliti, affettati e saltati con aglio per far dare l’acqua di vegetazione o un cucchiaio di funghetti sott’aceto.
1 o 2 cetriolini sott’aceto a rondelle
½ carota, ½ cipolla, 1 costa di sedano piccola e tenera; tritati per il fondo di cottura
Micro-polpettine
100 gr di macinato di pollo (la versione originale prevede carne bovina)
½ uovo (romperlo, batterlo con sale e dividere in 2)
sale, maggiorana
1 cucchiaino caffè di parmigiano grattugiato
1 cucchiaio di crusca di avena per addensare l’impasto

Mescolare gli ingredienti, impastare bene e far riposare una mezz’ora in frigo. Con 2 cucchiaini fare delle polpettine grosse come un’oliva o meno e cuocerle a vapore.

In una padella preparare un fondo di cottura con le verdure tritate, Un po’ di acqua di cottura dei carciofi e poche gocce di olio, una foglia di alloro. Fare saltare le frattaglie partendo dalle più dure come durello e cresta, poi aggiungere animelle, cuori, fagioli, funghi, cetriolini e carciofi, le polpettine e infine fegato, cervella filoni. Spruzzare con un cucchiaio di vino bianco o marsala e uno o due di aceto di mele. Il tutto deve cuocere veramente poco. Alla fine deve rimanere un bel po’ di sughetto da addensare con pochissima fecola o maizena in modo che risulti cremoso. Tenere in caldo.


Pancakes di crusca di avena
Li mangio spesso per la mia dieta, mi servono da pane; sono migliori di quello che pensavo all’inizio e veloci da fare.
Mescolare 2 cucchiai di crusca di avena (con quella di grano non funziona perché non è idrosolubile) con 1 uovo, 1 cucchiaio di yogurt greco Total 0%, 1 cucchiaino di lievito istantaneo, sale e poco latte scremato per ottenere una pastella fluida, ma non troppo. Indispensabile il riposo di almeno mezz’ora x far gonfiare la crusca.
Scaldare una padella, sporcarla di olio con uno scottex e cuocere l’impasto dosandolo con un cucchiaino da te in modo da ottenere dei mini pancakes di pochi cm di diametro.


Montare il piatto sformando i budini caldi al centro e nappandoli con il fondo di cottura della finanziera. Accostare un cucchiaio di finanziera bollente e 2 o 3 pancakes. Servire subito


Con questa ricetta partecipiamo all’MTC di Maggio

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