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sabato 29 marzo 2025

FRITTELLE DI MELANZANE CON YOGURT ALL’ HARISSA E ARANCIA DA VEGAN PANTRY DI KATY BESKOW

di Vittoria Traversa


In ritardo più del solito, ma arrivo (pant, pant….) con il mio contributo di marzo al Club del 27 di MTChallenge, dove ritorna per la terza volta Katy Beskow con il suo ultimo libro, Vegan Pantry.

Le scorse due volte vi ho parlato di "Easy Speedy Vegan" a Gennaio 2023 con i fiocchi di avena al forno con banana, mirtilli e sciroppo di acero e di "15 minutes vegan comfort food" a Gennaio 2024 con la bourguignon di funghi cremini con pure’ di fagioli bianchi 

 


Kathy è una cuoca, scrittrice e insegnante di cucina con una passione per gli ingredienti di stagione, i cibi vivaci e la cucina casalinga senza fronzoli. Ed è vegana. Il suo blog Pippy Eats ha un grande seguito e ha al suo attivo ben 12 libri pubblicati.

Vegan Pantry è suddiviso secondo i 10 ingredienti preferiti da Katy, il focus di questo libro è infatti quello di fornire una lista di prodotti essenziali e di facile reperimento da avere sempre a disposizione nella nostra dispensa e di dettagli sulle più comuni sostituzioni vegane, in modo da essere in grado di produrre piatti deliziosi, ogni giorno della settimana a casa propria. Noi del Club del 27 abbiamo provato parecchie ricette e QUI su MTChallenge potete trovare tutti i link per provarle anche voi.


Cucina semplice e alla portata di tutti, ma mai noiosa o banale. Queste frittelle per esempio sono davvero semplici da fare ma vi assicureranno LA OLA appena le porterete in tavola.

Queste frittelle di melanzane calde sono ricoperte da una pastella leggera come l'aria, perfette come pranzo, spuntino o aperitivo sfizioso. Servitele con una ciotola di yogurt (vegano) all’ harissa e arancia, per un tuffo goloso!

FRITTELLE DI MELANZANE
CON YOGURT ALL’HARISSA E ARANCIA


Per 4 persone

Per le frittelle
200 ml di olio di semi di girasole altoleico, per friggere
100 g di farina 0
50 g di amido di mais
½ cucchiaino di lievito in polvere
un pizzico di sale marino
200 ml di acqua frizzante ghiacciata
2 melanzane medie tagliate a fettine sottili a metà 

Per lo yogurt all'arancia e harissa
3 cucchiai colmi di yogurt greco vegano ben freddo
La scorza e il succo di ½ arancia non trattata
1 cucchiaino di pasta di harissa alla rosa
un pizzico di sale marino 

Iniziate a scaldare l'olio in una padella grande mentre preparate la pastella.

In una ciotola larga, mescolate la farina, l'amido di mais, il lievito in polvere e il sale marino. Aggiungete l'acqua frizzante e amalgamate delicatamente con una frusta, fino a ottenere un composto liscio.

Immergete le fette di melanzane nella pastella, eliminate l'eccesso e tuffatele all'olio caldo, poche per volta. Friggete per 1-2 minuti finché la pastella non diventa croccante e gonfia.

Scolate su carta da cucina mentre cucinate le fette di melanzane rimanenti. Salate solo prima di servire.

Per preparare lo yogurt all'arancia e harissa, mescolate insieme lo yogurt, la scorza e il succo d'arancia, quindi aggiungete l'harissa. Salate a piacere e servite in ​​una ciotola dove potrete immergere le frittelle di melanzane calde.

SUGGERIMENTO
La salsa allo yogurt all'arancia e harissa può essere preparata un giorno prima e conservata in frigorifero fino al momento dell'uso. Al momento di servire, rinfrescatela con una rapida spremuta d'arancia.

 


 Questa ricetta contribuisce al Club del 27 di MTChallenge

TESSERA N:19

 

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domenica 2 marzo 2025

ĆEVAPI DI MANZO E AGNELLO, CON AJVAR E SOMUN DA "THE BALKAN KITCHEN" DI IRINA JANAKIEVSKA

di Vittoria Traversa


Non si può parlare di CUCINA BALCANICA senza parlare dei ĆEVAPI O ĆEVAPČIĆI, le iconiche salsicce senza pelle, grandi quanto un dito, amate in tutta la regione balcanica. 

Sono considerate il ​​piatto nazionale in Bosnia ed Erzegovina, ma vengono mangiate anche in Serbia, Croazia e in tutta la regione. Vengono serviti sempre insieme ai SOMUN (i tipici panini con decorazione a griglia), AJVAR (il “caviale balcanico” composta di peperoni e melanzane grigliati), KAYMAK (crema spessa, simile al nostro mascarpone, ma più saporita), cipolla cruda affettata, sale al peperoncino di Bukovo, peperoni dolci lunghi alla griglia e insalata Shopska, molto simile all’insalata greca.

Per @cook_my_books questa settimana abbiamo cucinato ricette della regione balcanica; Il libro di questa settimana THE BALKAN KITCHEN di IRINA JANAKIEVSKA ha tutti gli ingredienti per conquistarvi alla prima occhiata, dal rimando alle storie di famiglia a quello dei piatti antichi della cucina dei Balcani, crocevia di tradizioni millenarie. Quei monti, che danno il nome alla regione, hanno protetto questo patrimonio come una barriera, tanto che oggi sono molti gli storici del cibo che guardano a questa cucina come ad un punto di riferimento. Anche se queste terre sono da secoli teatro di instabilità politica e scenari di guerra, la loro tradizione gastronomica resiste, a ricordare quanti e quali frutti possono nascere, una volta che si è trovato un punto d’incontro (cit. Cook_my_Books)

I ĆEVAPI vengono fatti con qualsiasi tipo di carne macinata (manzo, maiale o agnello) a seconda della regione e delle preferenze religiose. Il segreto è usare carne di ottima qualità, macinata molto finemente, almeno due volte. I tagli migliori da usare per questo sono il collo o il fianco (per il manzo) o il collo o il petto (per l'agnello). Qualsiasi tipo di carne venga usata, nei Balcani viene tradizionalmente cotta su braci senza fumo usando il legno vecchio di viti o ulivi, o foglie di fico, che conferiscono un sapore davvero unico.

Anche in mancanza della brace profumata, ho preparato i ĆEVAPI con tutte le cosine buone con cui vengono serviti tradizionalmente e li ho cotti sotto il grill del forno. Buonissimi!!! Fate attenzione a non cuocerli troppo, diventerebbero asciutti.
DIMENTICAVO.... accompagnate tutto con un bel bicchiere di AYRAN, la tipica bevanda di yogurt, sale e acqua ghiacciata, davvero dissetante!!!

ĆEVAPI
salsiccette senza pelle di manzo e agnello


Per 20-24 pezzi (4-6 Persone)

Per i Ćevapi:
350 g di manzo o vitello macinato molto finemente (almeno il 10% di grassi)
150 g di agnello macinato molto finemente
½ cucchiaino di pepe nero macinato fresco
½ cucchiaino di brodo vegetale in polvere
1 cucchiaino di sale marino affumicato
½ cucchiaino di bicarbonato di sodio
1 cipolla, tritata o grattugiata
1 cucchiaino di olio di girasole, più altro per ungere

Per il sale al pepe di Bukovo, mescolate:
1 cucchiaio di peperoncino di Bukovo (o peperoncino di Aleppo)
1 cucchiaio di sale marino affumicato
½ cucchiaino di semi di sedano macinati (facoltativo)

Mescolate tutti gli ingredienti dei ćevapi in una grande ciotola e impastate con le mani per 5-6 minuti fino a quando non sarà tutto ben amalgamato e morbido. L'ideale sarebbe lasciare riposare il composto in frigorifero per una notte, o per tutto il tempo possibile, ma se non hai tempo puoi usarlo subito. Mettete il ​​composto in una sac à poche leggermente unta con bocchetta liscia da 1,5 cm. o tagliate l'estremità per ottenere un foro con un diametro 1,5 cm (potete anche usare un sacchetto da surgelati robusto, tagliando l’angolo).

Spremete il composto di carne su una teglia da forno e usate le forbici per tagliarlo a intervalli di 8-10 cm per creare salsiccette uniformi. Modellatele un po' con le mani, se necessario. Spennellate le salsicce con un po' di olio, quindi grigliatele su un barbecue per 4-6 minuti finché non saranno ben dorate e cotte, ma ancora umide. In alternativa, arrostite le salsicce sotto il grill ben caldo o cuocetele in forno a 200 °C ventilato per 10-12 minuti, ruotandole di tanto in tanto in modo che si dorino uniformemente su tutti i lati.
Servitele con Ajvar (segue ricetta), Somun (segue ricetta) caldo, Kajmak (vedi nota*), cipolle affettate e peperoni grigliati e, a parte, il sale al pepe di Bukovo.

Nota: il Kajmak è un "formaggio" spalmabile ottenuto dalla lunga cottura del latte, molto saporito, grasso e cremoso, simile al nostro mascarpone per consistenza, ma dal sapore più intenso, particolare. Potete sostituirlo con un mix di mascarpone e yogurt greco, salato leggermente.


AJVAR
"caviale" di peperoni e melanzane


Per 500-600 g

2 kg di peperoni rossi per ajvar (o peperoni rossi lunghi romani)
300 g di melanzane
45-60 ml (3-4 cucchiai) di olio di girasole o extravergine di oliva
1 cucchiaino di zucchero semolato
1 cucchiaino di sale marino in scaglie più altro se necessario
pepe nero macinato fresco 

Preriscaldate il forno a 200°C ventilato.

Disponete i peperoni su due grandi teglie da forno rivestite di carta da forno. Punzecchiate la melanzana con una forchetta e sistematela tra i peperoni. Arrostite in forno per 40-45 minuti, girando le verdure a metà cottura, finché la buccia dei peperoni non è completamente annerita, ma la polpa è ancora succosa e la melanzana non è morbida.

Togliete le verdure dal forno e mettetele in uno scolapasta posto su una grande ciotola. Coprite con il coperchio di una pentola o con una pellicola alimentare riutilizzabile (questo consente ai peperoni e alle melanzane di cuocere a vapore mentre si raffreddano per facilitare la sbucciatura). Lasciate da parte per 15-20 minuti.

Sbucciate la melanzana e sbucciate, togliete il picciolo e i semi ai peperoni. Tritate finemente la polpa di peperone e melanzana, quindi trasfetela in una pentola grande e dal fondo spesso insieme a tutti i succhi del tagliere. Mettete su fuoco medio-alto e cuocete vigorosamente, mescolando costantemente con un cucchiaio di legno, per circa 10 minuti, o fino a quando il composto non bolle e inizia ad addensarsi. Allora abbassate la fiamma a media, aggiungete 30 ml (2 cucchiai) di olio, lo zucchero e il sale e una generosa macinata di pepe nero e continuate a cuocere per altri 20-30 minuti, mescolando costantemente. Il composto deve bollire delicatamente e non deve mai attaccarsi al fondo della pentola, quindi necessita di attenzione costante. Se inizia a sembrare asciutto, aggiungete altri 15 ml (1 cucchiaio) di olio e continuate a cuocere. A seconda di come il composto assorbe l'olio, potrebbe essere necessario altro olio. Provate l'ajvar come fareste con la marmellata: mettete un po' di composto su un piatto freddo e fate passare un cucchiaino al centro. Se non si ricompone e non c'è perdita di olio dal composto, è pronto. In caso contrario, continuate a cuocere per 5-10 minuti e poi provate di nuovo. Assaggiate l'ajvar e aggiustate il condimento, aggiungendo altro sale a piacere. Quando è pronto, versate l'ajvar caldo in barattoli sterilizzati e sigillate. Una volta aperti, conservate in frigorifero e consumate entro 1 settimana.

Nota: per sicurezza consiglio di fare barattoli piccoli, fra i 100 e i 200 grammi e di procedere alla sterilizzazione tramite bollitura una volta riempiti e sigillati.

Le origini e la tecnica, raccontate dall'autrice:
"Ajvar è noto come caviale balcanico, e la parola stessa lo indica, in quanto è probabile che sia un adattamento della parola persiana khâvyâr (caviale), portata nei Balcani tramite l'Impero ottomano, o forse prima. Storicamente esisteva un’importante produzione di caviale lungo il Danubio, utilizzando lo storione selvatico che viaggiava dal Mar Nero fino a Vienna, ma si esaurì verso la fine del XIX secolo. Il "caviale rosso", fatto da peperoni rossi e melanzane ha sostituito il "vero" caviale, e alla fine è diventato l'unico e solo caviale balcanico, un tempo davvero esclusivo per l’alto costo dell’olio di girasole.
Quando questa preparazione sia diventato ajvar è materia di leggende, ma l'idea generale è che sia stato marchiato come tale dai ristoratori macedoni della Belgrado del XIX secolo.
Il dibattito fra Macedonia e Serbia su chi abbia "inventato" l'ajvar, così come sui sapori e sui metodi di preparazione più "autentici" è in corso. L'ajvar macedone (che utilizza peperoni e melanzane) e l'ajvar di Leskovac (solo peperoni) sono rispettivamente registrati a livello internazionale e hanno denominazioni di origine protette.
Strumica nella Macedonia settentrionale e Leskovac in Serbia sono generalmente note per la coltivazione dei migliori peperoni per l'ajvar. Sono peperoni rossi lunghi a forma di cuore con buccia sottile (perfetti per essere arrostiti e sbucciati) e polpa densa (ideale per l'importantissima fase di cottura secondaria).

Perché sia ​​ajvar, deve esserci una fase di cottura secondaria in cui le verdure arrostite essenzialmente si conservano nell'olio. Al posto di questa fase di cottura secondaria, alcuni useranno l'aceto per conservare i peperoni arrostiti e le melanzane, ma non ha esattamente lo stesso sapore unico. Detto questo, l'ajvar, in tutte le sue gloriose varianti, è prodotto e amato in tutta la regione dei Balcani (in particolare nelle nazioni e nelle regioni che facevano parte della Jugoslavia e nei paesi confinanti come Albania e Bulgaria) e la sua importanza culturale, storica e gastronomica deve  trascende i confini e dibattiti politici. L'unica cosa importante da ricordare è che si tratta di una deliziosa e incredibilmente versatile crema di verdure che ha il potenziale per unire la regione nella sua universale adulazione. Dalla fine dell'estate fino a tarda autunno, famiglie, amici e vicini si riuniscono nelle loro case, giardini o balconi per arrostire centinaia di chili di peperoni rossi Ajvarki o Kurtovska Kapija e (se vi trovate nella Macedonia del Nord) melanzane su una pečnica (un forno a legna o a carbonella specializzato progettato per arrostire e carbonizzare i peperoni fino a quando la loro buccia non si gonfia e diventa nera, un passaggio cruciale, poiché conferisce l'iconico sapore affumicato e li rende più facili da sbucciare. Per preparare abbastanza ajvar per durare l'inverno ci vuole un esercito: per sbucciare i peperoni e le melanzane, tritarli, stufare il composto in una grande casseruola delle dimensioni di un calderone a fuoco lento per ore, mescolando con un grande cucchiaio di legno e aggiungendo tanto olio di girasole quanto le verdure assorbiranno fino a quando il composto e il sapore non saranno concentrati e pronti per essere conditi e conservati in barattoli, pronti per l'inizio dell'inverno.

Questa è la mia ricetta di base per l'ajvar in stile macedone; aumentatela se volete, e vi incoraggio ad adattarlo al vostro gusto. Provate ad aggiungere un po' di peperoncino piccante per un tocco piccante, oppure usate peperoni verdi dolci lunghi al posto di quelli rossi. Se amate le melanzane, giocate con il rapporto tra peperoni e melanzane, oppure fate una versione solo con peperoni e aggiungete un po' di aceto per un ajvar in stile serbo. Se preferite, arrostite i peperoni e le melanzane sul fuoco vivo per un sapore più affumicato: dovrete adattare i tempi di cottura di conseguenza. La qualità dell'ajvar dipenderà dalla qualità dei peperoni, quindi vale la pena trovare il migliore che potete." (cit. autrice)


SOMUN

panini dei balcani



"Il Somun (come è conosciuto in Bosnia ed Erzegovina) o lepinja o lepinje (che significa piccoli pani, come è conosciuto nel resto della regione) è un pane piatto tradizionale e il nostro equivalente del pane pita levantino. Molte storie circondano le sue origini, tra cui quella che fu portato da, o creato per, soldati ottomani in campagna attraverso i Balcani che avevano bisogno di un pane portatile che potesse essere riempito con una varietà di cose. Un'altra è che il primo somun fu fatto a Sarajevo da un uomo il cui cognome era Somun per il governatore del sanjak, il distretto ottomano. Questa ricetta trae ispirazione dalla versione bosniaca, solitamente preparata più grande e piatta, ed è particolarmente popolare durante il Ramadan quando le persone fanno la fila per il loro somun guarnito con semi di nigella. Servitelo con Čevapi, dove vi consiglio di tagliarlo a metà e di grigliarlo per assorbire i succhi di cottura" (cit. autrice)

 

Per 2 panini grandi o 4 panini piccoli
1 cucchiaino di lievito di birra disidratato
1 cucchiaino di zucchero semolato
200 ml di acqua tiepida
250 g di farina bianca forte per pane, più un po' per spolverare
½ cucchiaino di sale
1 cucchiaio di nigella o semi di sesamo, per spolverare (facoltativo)

In una piccola ciotola, mescolate insieme lievito, zucchero e acqua. Mettete da parte per 5-10 minuti fino a ottenere una spuma. In una grande ciotola setacciate la farina e il sale, fate un buco al centro e versateci il composto di lievito. Con una forchetta, mescolate fino a quando tutto è ben incorporato e avrete un impasto grezzo, umido e appiccicoso. Coprite e lasciate lievitare in un luogo caldo per 1-1½ ora, o fino al raddoppio del volume.

Una volta lievitato, sgonfiate l'impasto e procedete con le pieghe. Con la punta delle dita sollevate il bordo dell'impasto più lontano da voi e tiratelo sopra il centro della ciotola. Girate la ciotola di 90 gradi e ripetete. Ripetete altre sei volte rimodellando l'impasto in una palla. Coprite e lasciate lievitare una seconda volta per 1-1½ ora, o fino al raddoppio del volume.

Rovesciate l'impasto su una superficie di lavoro leggermente infarinata, raschiando i lati della ciotola. Spolverate leggermente la parte superiore con la farina, quindi dividete la massa in due o quattro pezzi di uguali dimensioni. Utilizzando le mani ben infarinate, pizzicate insieme i lembi, modellando ciascun pezzo in una palla. Posizionate ogni palla (lato pizzicato come base) sulla superficie infarinata, mettete i lati delle mani attorno alla palla e premeteli con fermezza contro la sua base mentre la sollevate e la ruotate, ripetendo fino a formare una superficie liscia e tesa. Ripetete con i tre pezzi rimanenti. Foderate una teglia con carta da forno e spolverate di farina. Disponete le palline di pasta sulla teglia, ben distanziate, e fate lievitare, scoperte, in un luogo caldo per 35-45 minuti, finché non raddoppiano di volume.

Preriscaldate il forno a 230°C ventilato o alla massima temperatura possibile.

Usando la punta delle dita, appiattite ogni pallina di pasta in un cerchio di circa 12-15 cm di diametro, facendo attenzione a non far uscire tutte le bolle. Create un motivo a incrocio sulla parte superiore con un raschietto per impasto leggermente infarinato o un coltello affilato. Se li usate, cospargete la nigella o i semi di sesamo sulla parte superiore. Con le mani, spruzza un po' d'acqua sulla parte superiore. Cuocete in forno per 10-12 minuti, o finché non diventano leggermente dorati, gonfi e suonano vuoti quando vengono picchiettati sulla base. Togliete dal forno e trasferite su una griglia per far raffreddare un po'. Serviteli caldi.




Queste Ricette fanno parte del progetto 
Cook_My_Books

 


 


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domenica 7 luglio 2024

MELANZANE AL MISO, DATTERI, FETA, GRANO SARACENO CROCCANTE E YOGURT TAHINI da SAVOUR di Peter Gordon

 di Vittoria

Che io adori le melanzane in ogni loro forma credo sia ormai cosa nota. Stesso discorso per la feta, e chiamare insalata questo piatto è quanto meno riduttivo.

Dopo lo spettacolare Sgombro in salsa teriyaki, della quale vi ho raccontato l'altro giorno, un altro centro pieno per Perter  Gordon @chefpetergordonautore di “SAVOUR – SALADS FOR ALL SEASONS”, libro protagonista due settimane fa su @cook_my_books. 




Insalata così speciali che continuo a scoprirne di meravigliose. Questa volta sono protagoniste le melanzane arrostite.

Le melanzane arrostite in forno si arricchiscono di un sapore speciale, leggermente affumicato, che le rende irresistibili, almeno per me! La laccatura al miso e mirin, le arricchisce ulteriormente con la nota umami sapida e insieme dolce del mirin. Tutti gli ingredienti che le accompagnano in questa insalata, creano un continuo contrasto di sapori e consistenze, per cui ogni boccone sarà una scoperta.



MELANZANE AL MISO, DATTERI, FETA, GRANO SARACENO CROCCANTE E YOGURT TAHINI
Miso-baked aubergine, dates, feta, crispy buckwheat and tahini yogurt

 


Per 6 come antipasto

3 cucchiai di pasta di miso (vedi note)
3 cucchiai di mirin (vedi note)
2 cucchiai di olio extravergine d'oliva
2 cucchiai di olio di sesamo
2 melanzane scure mondate e tagliate ciascuna in sei spicchi nel senso della lunghezza
1 cucchiaio di semi di sesamo
2 cucchiai di tahini (pasta di sesamo)
3 cucchiai di succo d'arancia
100 g di yogurt greco bianco
1/2 cucchiaino di scorza d'arancia grattugiata finemente
2 cucchiai di olio extra vergine di oliva
2 manciate di foglie di insalata saporita (io ho usato rucola)
10 datteri Medjool tagliati in quarti per il lungo e privati ​​del nocciolo
200 g di feta sbriciolata
2 cucchiai di grano saraceno croccante, tostato in padella a secco
2 cucchiai di pinoli tostati (o semi di zucca) 

Preriscaldate il forno a 180°C.

Mescolate la pasta di miso con il mirin per ammorbidirla, quindi aggiungete i due tipi di olio. Spennellate il composto sui lati tagliati della melanzana. Cospargete di semi di sesamo. Disponete su una teglia e cuocete per 20-30 minuti. La melanzana sarà cotta quando potrete strizzarla con poca resistenza.

Mescolate il tahini con il succo d'arancia. Incorporate lo yogurt, la scorza d'arancia e 1 cucchiaio di olio d'oliva, poi salate.

Condite le foglie di insalata con il restante cucchiaio di olio d'oliva e dividetele nei piatti. Adagiate sopra le melanzane, quindi cospargete con i datteri, la feta e il grano saraceno croccante. Infine, irrorate con la salsa di yogurt, oppure servitela a parte. Decorate con il grano saraceno croccante e i pinoli tostati. Servite tiepido o a temperatura ambiente.


Note:
Il Mirin
 è un vino di riso giapponese, leggermente dolce e poco alcolico. Potete sostituirlo con vino bianco mescolato ad acqua e un po' di zucchero o solo con 2 cucchiai di acqua e 1 cucchiaio di zucchero

Il miso: I giapponesi si affidano al miso per la sensazione gustativa di umami che aggiunge ai piatti e io lo uso da 40 anni. Quello che uso più spesso è un tipo di colore dorato chiamato shiromiso o miso bianco, a base di riso, orzo e semi di soia fermentati (cit.autore)

Datteri: Se non riuscite a procurarvi i datteri Medjool, morbidi e carnosi, usate i datteri essicati, che dovrete immergere in acqua tiepida per 5 minuti per farli ammorbidire.

 



Questa Ricetta fa parte del progetto Cook_My_Books

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lunedì 17 febbraio 2014

Il mio strudel salato pensando alle vacanze....

La sfida di questo mese mi piace, ma mi piace proprio tanto tanto quindi inizio subito col ringraziare Mari delle bellissime ricette che ci ha proposto!
Sarà che lo strudel con le mele è uno dei miei dolci preferiti, sarà che invece lo strudel salato non l'avevo mai assaggiato ma mi ha intrigato da subito....sarà che ho bisogno di distrarmi dai guai riguardo il lavoro...insomma, avevo bisogno di mettere le mani in pasta e fare!
Si, ma tra il dire e il fare mancano le idee...se non che un giorno, presa da una voglia irrefrenabile di vacanze, mi sono messa a gironzolare sul web iniziando a organizzare le vacanze estive con le belve e quest'anno avremmo tantissima voglia di andare in Grecia!
Si, la Grecia....ottima idea! Anche per gli ingredienti di questo strudel!!!
E cosi' ho usato ricotta di capra e poi feta e olive nere per il ripieno dello strudel e le melanzane per la salsa di accompagnamento!
Ne è risultato un piatto freschissimo, dove tutti i sapori erano ben riconoscibili e ben amalgamati, la crema poi era assolutamente divina...nientemeno!


Strudel salato I love Greece - Paola
Ingredienti per la pasta:
150 gr di farina
50 gr di acqua
1 cucchiaio di olio evo
1 pizzico di sale
Ingredienti per il ripieno:
150 gr di ricotta di capra
200 gr di feta
60 gr di olive nere
1 uovo 
la buccia grattugiata di meno di metà limone
1 cucchiaino di origano
Ingredienti per la crema alle melanzane:
1 melanzana (la mia era circa 600 gr)
250 gr di latte
25 gr di burro
25 gr di farina
2 cucchiai di formaggio grattugiato
1/2 spicchio di aglio
sale e pepe q.b.

per impiattare:
burro fuso
formaggio grattugiato
origano

Ho preparato la pasta seguendo le istruzioni di Mari: impastato la farina con l'acqua ben calda, l'olio e il sale. Lasciato riposare mezz'ora prima di stenderla.
Per il ripieno ho sbriciolato le feta con le mani e poi l'ho mescolata alla ricotta, aggiunto l'uovo, le olive nere tritate grossolanamente, l'origano e profumato il tutto con la buccia del limone grattugiata.
Dopo il riposo, ho steso la pasta su di un canovaccio infarinato, cosparso il ripieno sulla superficie e ripiegati i bordi verso l'interno per impedirne la fuoriuscita. Ho arrotolato lo strudel aiutandomi con lo strofinaccio col quale poi ho arrotolato stretto lo strudel, legato i bordi ben saldi e fatto cuocere in acqua bollente salata per circa mezz'ora.
Nel frattempo ho preparato la salsa: ho cotto la melanzana in forno bucherellandola con i rebbi di una forchetta prima di metterla a cuocere. 180 gradi per circa 30 minuti e la melanzana era pronta.
Tagliata a metà e scavato la polpa che ho messo da parte.
Ho preparato quindi una besciamella: in un pentolino ho sciolto il burro con la farina, quindi ho aggiunto il latte freddo e ho portato a cottura continuando a mescolare finchè ho raggiunto la consistenza desiderata. Ho aggiunto quindi alla besciamella tutta la polpa di melanzana, due cucchiai di formaggio, aglio, sale e pepe e frullato tutto col frullatore ad immersione.

Ho messo tre cucchiai di salsa disposti a raggio e ho appoggiato quindi tre fette di strudel, aggiunto qualche goccia di burro fuso, origano e formaggio grattugiato....e buon appetito!!!!!



Buonissimo! Mi è piaciuta moltissimo la consistenza della pasta, mi è piaciuto il profumo di limone che si sposava a meraviglia col resto degli ingredienti.... da rifare sicuramente!
Con questa ricetta partecipo alla sfida del MTC di questo mese!!!


Ora devo proprio provare anche la versione dolce.... ma credo che replicherò l'originale proposto da Mari perché mi pare davvero un peccato stravolgerlo!!!
Buon inizio di settimana
Paola
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martedì 2 luglio 2013

Riso alla norma

Ci sono dei momenti in cui tutto sembra girare storto e non ci ricordiamo quando abbiamo aperto la porta di casa alla sfortuna, ma lei si è messa comoda in cucina e appena può ci fa uno sgambetto...
Come la mattina in cui sto togliendo la tazza del latte dal microonde e...quella mi da una spintarella al braccio e mi si rovescia TUTTA la tazza sul mobile! Sono rimasta li a guardare il latte che colava pensando se lasciarlo fare e prepararmi un'altra tazza o mettermi subito a pulire... buona la seconda!
E quando finalmente ho ripulito (che poi il latte fa puzza!) mi siedo tranquilla e spero finalmente di riempire la voragine di fame che sta urlando ma no.... sento la gatta in agitazione nel corridoio che si lamenta...il tempo di andare a vedere che succede e quella vomita un bolo di pelo enorme enormissimo... eh no...un altro... basta dai, non puoi avere tutta quella roba dentro...e infatti basta! Qui ho girato i tacchi, mi sono chiusa in cucina e ho ripulito il corridoio solo dopo aver soddisfatto la mia voglia di colazione!
Bhe dai... per questa settimana ho dato, no???
E invece NO!!!!
Perché LEI, quella str...a è ancora li... nascosta, ma c'è e soprattutto ci vede benissimo!! E aspetta il momento migliore per farsi una bella risata! Il momento arriva venerdì! Ero uscita presto dall'ufficio ed ero riuscita ad anticipare le pulizie del fine settimana! Fantastico!
Mi metto a cucinare (l'insalatona x l'MTC...no comment!) e non mi cade il pacco di sale seguito immediatamente dopo dalla bottiglia di aceto balsamico?
Sorvolo sulle esclamazioni del momento mentre guardavo questa enorme macchia nera allargarsi sul mio pulitissimo pavimento bianco...vetri ovunque... quella puzza agro-dolciastra, quella consistenza sciropposa che pensi che ti ci vorrà tutta la sera a toglierla dal pavimento.... e infatti!

Quindi avevo urgente bisogno di un qualcosa che risollevasse la settimana... e la mia coccola in assoluto è il riso (non l'avreste mai detto, eh???)!


E' stata un'associazione di idee... d'un tratto stavo pensando alla pasta alla Norma e mi son detta che pure un bel risotto alla Norma poteva avere il suo perché, quindi.... si prova!
E avevo anche quasi tutti gli ingredienti a disposizione...

Risotto alla Norma - mio!
Ingredienti per 3 persone
1 melanzana
sale x farle fare acqua
farina x impanare
olio x friggere

200 gr di formaggio grattugiato (per i 3 cestini)

200 gr di riso Vialone Nano La Pila
400 gr di passata di pomodoro
1/2 cipolla piccola
2 cucchiai di olio evo
1/2 bicchiere di vino rosso (il mio era un Raboso)
brodo di pollo q.b. (fatto con dado di pollo homemade)
1 noce di burro per mantecare

Prepariamo le melanzane: lavarle, tagliarle a fette e cospargerle di sale. Lasciarle a scolare in uno scolapasta con un peso appoggiato sopra in modo che caccino un po' della loro acqua (io le ho lasciate un paio d'ore)
Lavarle, asciugarle e tagliarle a dadini, quindi infarinarle e friggerle in abbondante olio ben caldo.
Tenere da parte.

Prepariamo i cestini di formaggio: scaldate sul fuoco una padella antiaderente e quando è ben calda cospargetene la superficie di abbondante formaggio grattugiato che si scioglierà. Appena riuscite girate il disco di formaggio fuso aiutandovi con una spatola, dopodiché togliete il disco dalla pentola e appoggiatelo sopra una scodella rovesciata e dategli immediatamente la forma di cestino. Il formaggio raffreddando indurisce e potrete allora togliere il cestino dalla scodella, ci vorrà solo 1 minuto!

E ora il risotto: tritiamo fine la cipolla e mettiamola a soffriggere nell'olio; quando inizia a dorare aggiungiamo il riso e facciamolo tostare per bene continuando a mescolare. Aggiungiamo il vino e facciamolo evaporare, quindi mettiamo la passata di pomodoro e iniziamo ad aggiungere il brodo un mestolo alla volta, mescolando di tanto in tanto per non far attaccare al fondo della pentola!
Portiamo a cottura e alla fine mantechiamo con una noce di burro.

 
Impiattiamo: mettiamo sul nostro piatto il cestino di grana, riempiamolo col risotto al pomodoro e cospargiamo con abbondanti melanzane fritte. Diamo una grattugiata di ricotta salata, io non l'avevo e ho usato un formaggio stravecchio molto saporito! Ci andrebbe pure qualche fogliolina di basilico, ma mi mancava...vi avevo detto che avevo QUASI tutt gli ingredienti...!
E comunque questo mi da la scusa per procurarmeli tutti e rifarlo, era davvero ottimo e i ragazzi l'hanno divorato!

Un abbraccio e buona giornata!
Paola
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sabato 25 agosto 2012

POLPO CON CAPONATA SICILIANA




Quando ho mangiato questo piatto mi è tanto piaciuto che ho voluto provare a replicarlo, il risultato è stato entusiasmante.
Si tratta molto semplicemente di fare una caponata siciliana di melanzane  a cui si aggiunge un polpo lessato, raffreddato nella sua acqua e tagliato a pezzetti piccoli. Io preferisco togliere al polpo la pelle ma si può anche lasciare. Si fa insaporire il tutto per qualche ora e si serve a temperatura ambiente.
Il polpo che ho utilizzato era circa un kg, i tempi di cottura variano in base alla frollatura del polpo. Per verificare la cottura basta inserire una forchetta alla base del polpo, se non fa resistenza è cotto.
La ricetta della caponata me la insegnò una signora siciliana molti anni fa, non mi ha mai tradito :-)


CAPONATA

500 gr melanzane grosse oblunghe
2 cuori sedano tagliati ad asticciole
una cipolla affettata sottile
300 gr di pomodori freschi spellati a cubetti
1 cucchiaio di zucchero
mezzo bicchiere d'aceto bianco 40 g
2 cucchiai di capperi dissalati
una cucchiaiata di pinoli
una cucchiaiata di uvetta
una manciata di olive nere snocciolate
Tagliare le melanzane a dadini salarli e metterli a scolare per 15' in modo che perdano l'amaro. Asciugarli e friggerli in abbondante olio evo lasciandoli croccanti. Scolarli ed asciugarli molto bene con carta. Devono essere dorati ma al dente. Tenerli da parte. Nello stesso olio friggere il sedano, scolarlo e unirlo alle melanzane. Soffriggere la cipolla sempre nello stesso olio, mettere i pomodori e fare cuocere per 10'. In un pentolino sciogliere lo zucchero nell'aceto, far ridurre leggermente ed unire il liquido ai pomodori e cipolla. Quindi aggiungere nella padella tutti gli altri ingredienti per ultimi melanzane e sedano, mescolare perchè tutto s'insaporisca bene e dopo 10' di cottura a fuoco basso è pronta. Si gusta tiepida o fredda.
 Nadia

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