venerdì 19 dicembre 2014

Buon Natale da noi

di Miriam
La nostra Piccolina e Vitto da Marte mi hanno fatto un bellissimo regalo...sono venute a trovarmi a Carmagnola per la tradizionale merenda natalizia che raggruppa i gli amici per scambiarci gli auguri. La merenda quest'anno era basata sul vin brulè e per gli astemi invece abbiamo preparato del succo di mela speziato esattamente come il vino..diciamo che Vitto da questo punto di vista ha davvero da insegnare ai Trentini...
 
 
 
Ovviamente la nostra Piccolina mi ha portato questo delizie
 
 
 
..mentre io ho preparato una flan parisienne
 
 
..e altre cosette arcinote a tutti i food blogger. Detto questo la cosa che mi diverte maggiormente è accogliere tutti in una atmosfera natalizia

...molto natalizia....

Buon Natale a tutti ma un abbraccio particolare è per Paola, Vitto, Nadia, Beatrice che fanno parte di questo Blog e Ilaria di Dolcisognare



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mercoledì 10 dicembre 2014

Spaghetti al vino

Ormai lo so e ne sono veramente convinta...il "per sempre" non esiste! Pero' stavolta credevo che potesse durare un po' piu' a lungo.Ok non e' stata proprio una "prestazione occasionale"...ma sinceramente speravo in qualcosa di piu' duraturo che non pochi (ma pochi pochi) mesi!!!!
Mi sembrava tanto affidabile! Come ci si sbaglia facilmente....
Si lo ammetto...io non ero mai troppo entusiasta dei nostri appuntamenti, ma nonostante la mia "freddezza" iniziale riusciva a scaldarmi come solo lui sapeva....bhe non mi dispiaceva affatto! Che serate bollenti abbiamo trascorso!!!! ^___^
Pero' non ne ho mai patito la distanza.... e' capitato di non incontrarci anche per un'intera settimana e io ne ero veramente felice!!!!
Finche' l'idillio si e' spezzato improvvisamente proprio nel bel mezzo di una serata che si prospettava luuuunga, ma non mi e' sembrato di avergli mai chiesto niente di straordinario....lui no..... all'improvviso sputa fuori tutto quel che aveva dentro e mi molla li....sola e sconsolata con la mia pigna di panni ancora da stirare....
Maledettissimo ferro da stiro....basta! Con te ho chiuso....sappi che ti ho gia' sostituito con un bellissimo modello preso coi punti Esselunga!
Ahhahahaha...beviamoci su!!!!
Anzi...mangiamoci su!


Questi spaghetti al vino li ho assaggiati da Nadia e Alberto, due carissimi amici conosciuti durante una vacanza in Egitto anni fa!
Alberto li cucina divinamente e quando li ho fatti assaggiare ai ragazzi sono letteralmente impazziti!
Provateli.

Spaghetti al vino - di Nadia e Alberto
Ingredienti x 4 persone:
350 gr di spaghetti grossi (io anche 400!)
1 bicchiere di vino rosso Chianti
1/2 bicchiere di olio evo
1/2 bicchiere di brandy
2 spicchi d'aglio
peperoncino a piacere
1 dado
prezzemolo tritato (facoltativo)

In un pentolino scaldare l'olio con l'aglio tagliato a fettine e il peperoncino. Quando l'aglio prende un colorito dorato, togliere dal fuoco, aggiungere il vino, il brandy e il dado, rimettere sul fuoco ancora e far sobbollire qualche minuto.
Intanto lessate gli spaghetti. Dovete cuocerli solo per meta' del tempo di cottura indicato sulla confezione, se ad esempio sull'incarto scrivono cottura 7 minuti, voi li cuocerete solo per 4 minuti. Prima di scolarli comunque tenete da parte un bicchiere di acqua di cottura. Scolate gli spaghetti e buttateli nella pentola con il condimento di vino e mescolate finche non sara' completamente assorbito dalla pasta.
La pasta quindi finisce la cottura bevendosi tutto il condimento.
Se una volta assorbito il vino dovesse essere troppo al dente, aggiungete l'acqua di cottura poco alla volta (a me non e' mai servita!)
Servite gli spaghetti con una bella spolverata di prezzemolo fresco tritato (io no, a me non piace) e abbondante formaggio grattugiato.


Un abbraccio a tutti!
Paola






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domenica 7 dicembre 2014

Torta di laurea per Federico





  Mio figlio, il 3 dicembre, si è laureato con 110 e lode in Ingegneria e Scienza dei materiali. Ha appena 24 anni e ha intrapreso e concluso questo percorso con passione e determinazione, ne sono fiera ed orgogliosa. La sua carriera lo porterà lontano da casa, come purtroppo accade a molti dei nostri giovani di talento che in Italia non sono riconosciuti per il loro valore, sono preparata al distacco,  ho già avuto un assaggio di un anno di studio a Parigi, ma non sono pronta e non credo che lo sarò mai.
Un altro capitolo di vita che si chiude ed uno nuovo che si apre. Come genitore ormai non posso che fare da spettatore, sperando ed illudendomi che sia anche merito mio se è diventato la persona meravigliosa che è.
Congratulazioni, tesoro mio

 


La torta che ho preparato è la red velvet di Paola, l'ho scelta per la bontà e  il colore adatto all'occasione. La ricetta la potete trovare qui ma per comodità la riporto. Non sono brava con le decorazioni come Paola e molto ha giocato l'emozione  ma la torta era buona ed è piaciuta.

Red Velvet
Ingredienti (per due teglie da 23 cm di diametro):
250 gr di farina
 1/2 cucchiaino di sale
15 gr di cacao
1 cucchiaino di lievito
113 gr di burro a temperatura ambiente
300 gr di zucchero
2 uova
1 cucchiaino di estratto di vaniglia
240 gr di latticello (io 120 di yogurt intero + 120 di latte)
2 cucchiaini di colorante rosso
1 cucchiaino di aceto bianco
1 cucchiaino di bicarbonato

Ciotola 1 (farine): riunire qui la farina col cacao, il sale e il lievito. mescolare e amalgamare bene.
Ciotola 2: battere il burro morbido con lo zucchero (io ho usato il Ken), aggiungere le uova, una alla volta facendo assorbire prima di aggiungere il secondo e in ultimo l'estratto di vaniglia.
In un bicchiere capiente stemperare il latticello (io yogurt e latte) con il colorante rosso.
Versare il contenuto della ciotola 1 e del bicchiere nella ciotola 2, ma a cucchiaiate e iniziando e finendo con le farine. Amalgamare bene.
In una tazzina da caffe' miscelare aceto e bicarbonato e aggiungere quindi all'impasto!
Versare in 2 teglie da 23 cm  e cuocere a 175 gradi per circa 20-25 minuti.
Se si fa la dose intera in un'unica teglia (da 28 o 30), allungare la cottura a 45 minuti e fare poi la prova stecchino.

Crema bianca:
250 gr di mascarpone
250 gr di philadelphia
150 gr di zucchero a velo
200 gr di panna montata

Nadia








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venerdì 28 novembre 2014

MUFFIN DAL LIBRO DEI LIBRI PER MTCHALLENGE DI NOVEMBRE

di Vittoria



In principio Dio creò il cielo e la terra.
La terra era deserta e vuota;
le tenebre ricoprivano l’abisso e sulle acque aleggiava lo Spirito di Dio.
Iddio disse: “Sia la luce”: e la Luce fu….
……

Questo l’incipit del Libro dei Libri, la Sacra Bibbia, che indubbiamente in qualche modo ha influito sulla mia crescita, sul mio modo di pensare e di agire, su quello che sono oggi.
Nel bene e nel male naturalmente.
Il Primo Libro, La Genesi è forse il più letto, il più affascinante, sicuramente quello che colpisce maggiormente soprattutto da bambini.
Un libro importante nella mia vita, fra le centinaia di libri letti. Un libro che, anche se mai letto completamente, nella mia mente spicca fra i tanti altri.

Il Cosmo Biblico


Ho da sempre sul comodino La Sacra Bibbia che fu di mia nonna …che la teneva sul comodino……
Uno spesso libro blu con una rappresentazione del Cosmo Biblico che da bambina mi incuriosiva moltissimo.
Un mondo fantastico che questa sfida mi ha dato occasione di ricordare e mi piace condividerlo con voi.





Perché vi racconto questa storia? Perché questo mese la Sfida dell’MTChallenge, proposta da Franci di Burro e Zucchero, vincitrice di ottobre, riguarda i muffin, dolci o salati, ma le proposte devono essere ispirate a un brano letterario, una poesia, una canzone, un libro.
Una bellissima idea che aggiunge ancora valore a una sfida sempre più avvincente.
Dobbiamo ringraziare Franci e Alessandra, le due menti perv…… ooops volevo dire vulcaniche madrine di questa novità assolutamente deliziosa.
Ho pensato tanto a tutti i libri che ho letto e le idee si affollavano alla mente, poi ho deciso di andare letteralmente alle origini ed ecco a voi la mia prima proposta:

Dal Libro della Genesi, Sacra Bibbia
“ La donna intanto aveva osservato che l’albero era buono a mangiarsi, piacevole all’occhio e desiderabile per acquistare il sapere. Colse quindi del frutto, ne mangiò e ne dette anche a suo marito che stava con lei ed egli ne mangiò. Si aprirono allora gli occhi di tutti e due e s’avvidero che erano nudi; cucirono delle foglie di fico e se ne fecero delle cinture”…

EDEN MUFFIN MELA E FICO
Ho cercato di utilizzare ingredienti naturali, che richiamassero una vita primitiva e la provenienza mediorientale.


Ingredienti
150 g farina di avena
150 g. farina tipo 2
100 g di zucchero integrale di canna
1 bustina di lievito in polvere
100 g di fichi secchi a dadini
1 pugno di gherigli di noci rotti grossolanamente
200 g di mela a cubetti piccoli, io ho usato le “Carle”, mele piccoline, rustiche, quasi selvatiche.
1 cucchiaio di sumak
1 cucchiaio di semi di sesamo
2 uova
1 pizzico di sale
100 g di olio di semi
100 g di latte
4 fichi piccoli e sodi tagliati in 4 spicchi.

Per guarnire:
Gelatina di mele (casalinga)
1 cucchiaio di semi di sesamo



Accendere il forno a 180° - Preparare una teglia da muffin con 12 pirottini (o ungere e infarinare i 12 buchi)
Mescolare in una ciotola grande tutti gli ingredienti secchi, farine, zucchero, lievito, noci, sumak, sesamo, dadini di mela.
In un’altra ciotola sbattere le uova con il sale, poi aggiungere l’olio e il latte.
Unire il composto liquido a quello secco mescolando il minimo indispensabile. Porzionare nei pirottini riempiendoli x ¾. inserire al centro di ogni muffin un quarto di fico facendolo affondare quasi del tutto.
Cuocere in forno per 20/25 min. Fare riposare 5 minuti, poi togliere dallo stampo e fare raffreddare su una gratella.
Quando sono freddi lucidarli con la gelatina di mele leggermente intiepidita e cospargere con il sesamo.




Questa ricetta partecipa all’MTChallenge di Novembre



La mia seconda proposta è sempre dolce e sempre ispirata alla Bibbia e nello stesso tempo agli eventi climatici disastrosi che hanno caratterizzato questo autunno.



Non fa che piovere da giorni e giorni (anche ora che scrivo, mannaggia l’ennesimo Allerta 2), qui a Genova abbiamo subito un’alluvione e ho visto con i miei occhi il disastro, la vita di tante persone distrutta in un attimo dalla furia dell’acqua che ha lasciato macerie e un mare di fango.

Il passo prescelto naturalmente è quello del Diluvio universale, dell’Arca e di Noè…… che dopo tutta quell’acqua inventò il vino … forse eh!

E quale Muffin poteva uscirne? Ma certo ….. Muffin al vino ….anzi, giacchè ci stiamo avvicinando all’inverno e a Natale, i Muffin al Vin Brulè …e qui entra in gioco un altro libro che ho molto amato e molto usato: “Il Manuale di Nonna Papera” …grazie a Miriam per avermelo ricordato!!!!!  …..nelle prime pagine troviamo “Il Cin Cin del Ghiro”, ricetta per un Vin Brulè da Diluvio

Vi faccio notare il colore assolutamente "fangoso" dell'impasto e dopo la cottura un inquietante colore blu dovuto probabilmente al una reazione chimica fra li vino e il bicarbonato .....credo. Comunque dentro di colore normale e sapore squisito. Giuro.


MUFFIN AL VIN BRULE’ DI NOE’

Ingredienti
225 g di farina di Enkir – Farro monococco il più antico cereale coltivato
50 g di zucchero integrale di canna
½ bustina di lievito per dolci
1 cucchiaino di bicarbonato
1 pugno di mandorle rotte grossolanamente
1 pugno di uvetta Sultanina
1 pugno di uvetta di Corinto
225 g di vin brulè (ricetta sotto)
50 ml di olio di semi
1 pizzico di sale
1 uovo

Per guarnire
Crema di uva nera (ricetta sotto)
Mandorle in lamelle


Accendere il forno a 180° - Preparare una teglia da muffin con 12 pirottini (o ungere e infarinare i 12 buchi)
Mescolare in una ciotola grande tutti gli ingredienti secchi, farina, zucchero, lievito, bicarbonato, mandorle, i due tipi di uvetta.
In un’altra ciotola sbattere l’uovo con il sale, poi aggiungere l’olio e il vin brulè freddo.
Unire il composto liquido a quello secco mescolando il minimo indispensabile. Porzionare nei pirottini riempiendoli x ¾.
Cuocere in forno per 20/25 min. Fare riposare 5 minuti, poi togliere dallo stampo e fare raffreddare su una gratella.
Quando sono freddi lucidarli con la crema di uva nera e cospargere con le lamelle di mandorle.



Vin Brulè
300 g di vino barbera
50 g di zucchero integrale di canna
1 pezzetto di cannella
2 chiodi di garofano
1 pezzetto di anice stellato
2 strisce di scorza di arancio non trattato
Bollire tutto per 5 minuti, fare raffreddare e poi filtrare. Misurarne 225 ml


Crema di uva nera
200 g di acini di uva nera, meglio uva da vino se la trovate
100 g di zucchero integrale di canna
100 g di vino barbera
Tagliare gli acini a metà e cuocere tutto per 10-15 minuti. Passare per togliere bucce e semi, rimettere al fuoco e addensare con un cucchiaio di amidi di grano o maizena.
Fare raffreddare, deve avere consistenza cremosa, tipo marmellata.

Questa ricetta partecipa all’MTChallenge di Novembre


Come sempre sono grata a questa sfida e a chi si fa in quattro per mandare avanti la baracca. Anche stavolta è stata occasione di imparare tanto e di divertirsi un sacco. Grazie Alessandra e Franci e tutto lo staff
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domenica 16 novembre 2014

Christmas Carol muffins

Gustatevi la magia....

(da Canto di Natale, Charles Dickens)
"Si alzò allora la signora Cratchit, la moglie di Bob, con indosso una povera veste due volte rivoltata, ma tutta galante di nastri, i quali costano poco e fanno una figura vistosa. E la signora Cratchit mise la tovaglia, con l’aiuto di Belinda Cratchit, secondogenita, anch’ella raggiante di nastri; mentre il piccolo Pietro Cratchit, chinandosi per immergere una forchetta nella pentola delle patate, riusciva a cacciarsi in bocca le punte del suo mostruoso collo di camicia (proprietà paterna, conferita al figlio ed erede in onore della festa) e bruciava dalla voglia di far pompa di tanta biancheria nelle passeggiate alla moda. Due Cratchit più piccini, maschio e femmina, irruppero dentro gridando che di fuori al forno aveano sentito l’odore dell’oca e che l’avevano riconosciuta per l’oca loro; e inebriandosi nella festosa visione di una salsa di salvia e cipolla, i due piccoli Cratchit si dettero a danzare intorno alla tavola, e levarono a cielo il signor Pietro, il quale, umile in tanta gloria benché quasi soffocato dal collo immane, soffiava nel fuoco, fino a che le patate levarono il bollore e picchiarono forte al coperchio della pentola per esser tratte fuori e pelate.
Tanto fu il trambusto che ne seguì da far pensare che un’oca fosse il più raro fra i volatili, un fenomeno pennuto, al cui confronto un cigno nero era la bestia più naturale di questo mondo: e davvero in quella casa c’era da credere che così fosse. La signora Cratchit fece friggere il succo, già preparato in una padellina; Pietro, con vigore incredibile, si diè a schiacciare le patate; la signorina Belinda inzuccherò il contorno di mele; Marta strofinò le scodelle; Bob si fece seder vicino Tiny Tim a un cantuccio della tavola; i due piccoli Cratchit disposero le sedie per tutti, non dimenticando sé stessi, e piantatisi di guardia ai posti loro si cacciarono i cucchiai in bocca per non gridar prima del tempo di voler l’oca. Alla fine, messi i piatti, fu detto il benedicite. Successe un momento di silenzio profondo, mentre la signora Cratchit, guardando lungo il filo del coltello, si preparò a trafiggere la bestia. Ma quando il coltello fu immerso, quando sboccò dalla ferita il ripieno tanto aspettato, un mormorio di allegrezza si levò tutt’intorno alla tavola, e lo stesso Tiny Tim, messo su dai due piccoli Cratchit, si diè a battere sulla tovaglia col manico del coltello e fece sentire un suo debole evviva! Un’oca simile non s’era mai data. Disse Bob che, secondo lui, un’oca di quella fatta non era stata cucinata mai. La sua tenerezza, il profumo, la grassezza, il buon mercato furono oggetto dell’ammirazione universale. Col rinforzo del contorno di mele e delle patate, il pranzo era sufficiente: anzi, come diceva tutta contenta la signora Cratchit guardando ad un ossicino nel piatto, non s’era potuto mangiar tutto! Eppure ciascuno s’era satollato, e i due Cratchit minuscoli specialmente erano immollati di salvia e cipolle fino agli occhi!
Ma ora, mutati i piatti dalla signorina Belinda, la signora Cratchit uscì sola - tanto era nervosa da non voler testimoni - per prendere il pudding e portarlo in tavola. E se il pudding non era a tempo di cottura! e se si rompeva nel voltarlo! e se qualcuno, di sopra al muro del cortile, se l’avesse rubato mentre di qua si faceva tanta festa all’oca! I due piccoli Cratchit si fecero lividi a quest’ultima supposizione. Ogni sorta di orrori furono immaginati.Olà! questo sì ch’è fumo! il pudding è fuori della casseruola. Che odor di bucato! È il tovagliolo che lo involge. Un certo odore che è tutt’insieme di trattoria e del pasticciere accanto e della lavandaia che sta a uscio e bottega! Questo poi era il pudding. In meno di niente, ecco entrare la signora Cratchit, accesa in volto, ma ridente e gloriosa, col pudding in trionfo, simile a una palla di cannone chiazzata, liscia, compatta, ardendo in un quarto di quartuccio d’acquavite in fiamme, e con in cima bene infisso l’agrifoglio di Natale. Oh che pudding stupendo! disse Bob, gravemente, ch’ei lo riguardava come il massimo trionfo della signora Cratchit dal matrimonio in poi. La signora Cratchit, liberatasi ormai di quel gran pensiero, confessò schiettamente di essere stata un po’ in dubbio sulla quantità della farina. Ciascuno disse la sua, ma nessuno osservò o pensò che un pudding di quella fatta fosse scarso per una famiglia numerosa. Questa sarebbe stata un’eresia bell’e buona, e l’ultimo del Cratchit ne avrebbe arrossito fino alla radice dei capelli."

E ora gustatevi questi Christmas Carol Muffins!!!


Muffins al petto d'oca con salsa di salvia, mele e cipolle - Paola
Per il ragù d'oca:
400 gr di petto d'oca
50 gr di pancetta dolce
una noce di burro
foglie di salvia q.b. (io ne ho usate 6 o 7)
vino bianco secco
1/2 cipolla piccola
1 cucchiaio di uva passa
2 pomodori secchi
1 spicchio di aglio
pepe
sale q.b.

In una pentola d'alluminio facciamo stufare nel burro la cipolla tritata grossolanamente e l'aglio.
Aggiungiamo quindi il petto d'oca tagliato a dadini sottili e la pancetta, facciamo colorire e quindi sfumiamo con il vino bianco. Aggiungiamo ora la salvia, l'uva passa, i pomodori secchi tagliati a striscioline, regoliamo di sale e pepe e lasciamo cuocere a fuoco lento per circa 40 minuti.

Prepariamo quindi i muffins:
Ingredienti secchi:
300 gr di farina
50gr di formaggio grattugiato
50 gr di noci
1/2 cucchiaino di sale
1 pizzico di pepe
1 cucchiaio di salvia tritata
8 gr di lievito
1/2 cucchiaino di bicarbonato

Ingredienti umidi:
200 gr di ragù d'oca (ricetta qui sopra)
125 gr di yogurt intero
50 gr di burro
2 uova

Seguiamo scrupolosamente la regola dei muffins, quindi mescoliamo in una ciotola tutti gli ingredienti secchi e in un'altra tutti quelli umidi. Uniamo i due composti e mescoliamo solo il tempo necessario ad amalgamarli.
Riempiamo quindi fino a 3/4 i pirottini di carta e inforniamo a 180 gradi per circa 25 minuti.

Intanto prepariamo la salsa di mele e cipolle di accompagnamento!


Salsa di  salvia, mele e cipolle
Ingredienti:
2 grosse cipolle rosse
2 mele Golden
1 pizzico di pepe
sale
1 noce di burro
2 cucchiai di salvia tritata finemente

Sciogliere il burro in una pentola antiaderente e quindi stufiamo le cipolle e le mele tagliate a fette sottili. Aggiungiamo la salvia, sale e pepe e portiamo a cottura finchè mele e cipolle diventeranno cremose.

Ora si passa al dolce.....


Pudding Muffins - Paola
Ingredienti secchi:
300 gr di farina
100 gr di zucchero
50 gr di noci
30 gr di mandorle
20 gr di canditi
1/2 cucchiaino di bicarbonato
1/2 bustina di lievito vanigliato
1 pizzico di sale

Ingredienti umidi:
50 gr di uvetta
50 gr di fichi secchi
50 gr di rum
100 ml di latte
125 gr di yogurt
50 gr di burro
2 uova

 
Il procedimento è lo stesso descritto sopra. La differenza qui è che un'ora  prima metto in ammollo i fichi e l'uvetta nel rum. Il resto degli ingredienti umidi li metto in una ciotola separata. Unisco poi gli ingredienti umidi delle due ciotole con quelli secchi, mescolo velocemente e riempio per 3/4 i pirottini di carta.
Inforno a 180 gradi per circa 25 minuti.




Siete arrivati fin qui????
Con queste ricette festeggio il quinto compleanno di questo blog, che è nato come "ripiego" per me e le altre streghe ma che con gli anni è diventato veramente il nostro punto di incontro, la nostra cucina dove ci ritroviamo tutti i giorni a chiacchierare e spesso per me è il salvagente che mi aiuta a galleggiare in mezzo ai periodi faticosi!
E ovviamente partecipo alla sfida di Novembre del MTC! ^___^
Un grazie particolare a Francesca per la ricetta e le chiarissime spiegazioni nel suo blog! E a quell'associazione a delinquere che è l'MTC che questo mese ha creduto di renderci la sfida più difficile col risultato di renderla un sogno....almeno per me!


Paola
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giovedì 13 novembre 2014

Cheese cake ricotta e biscotti

 



















Torta deliziosa e semplice da realizzare. La ricetta viene dal blog Sorelle in pentola con qualche mia piccola modifica

Torta di ricotta e biscotti
150 g biscotti grancereale croccanti
50 g amaretti
2 uova
400 g ricotta
250 g philadelfia
100 g zucchero
120 g burro
i semini di una bacca  di vaniglia

Sbriciolare i biscotti e unirli al burro fuso, lasciandone da parte un poco per la superficie. Foderare una teglia a fondo amovibile, diametro cm 22, con carta forno bagnata e strizzata. Foderare fondo e pareti con i biscotti preparati  e mettere in frigo a rassodare. Unire i due formaggi, le uova, lo zucchero e la vaniglia. Mescolare bene in modo da avere un composto uniforme. Con questo riempire il guscio di biscotti, ricoprire con i biscotti rimasti e infornare a 160°. Nel mio forno ci sono voluti 45'. Fare raffreddare e  fare riposare  in frigo per qualche ora.
Nadia




Dedicata alla mia cuginetta americana che adorava i dolci e ne preparava bellissimi


 
 
 
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sabato 8 novembre 2014

Zuppa di lenticchie e verza

Non amo molto le verdure, legumi e cereali in genere, ma cerco di variare l'alimentazione perché ormai tutti sappiamo quali siano i cibi dannosi per il nostro organismo. Cerco di preparare pietanze che siano sfiziose e rendano invoglianti alimenti che in purezza non mangerei.
E' il caso di questa zuppa che mi ha stupito per la sua bontà e mi ha fatto quasi ricredere sui miei gusti.
La ricetta è di Sale&Pepe



Zuppa di lenticchie e verza

la dose è per 4 persone

1!2 cipolla
una costa di sedano
una carota
due patate
un pezzetto di zucca
g 200 di lenticchie (le mie erano di Silaos Riunion)
6 foglie di verza
l 1, 2 di brodo vegetale
una bustina di zafferano
olio evo q.b.
sale e pepe
un poco di prezzemolo tritato





Lavare bene le lenticchie. Sbucciare le patate e tagliarle a dadi.
Preparare un trito grossolano con carota sedano e cipolla e fare rosolare in un tegame  con due cucchiai di olio. Unire le lenticchie, la zucca in dadolata e la verza tagliata a striscioline e fare insaporire. Unire il brodo caldo e fare cuocere per circa mezz'ora, quindi unire la dadolata di patate e proseguire la cottura fino a quando lenticchie e patate non siano cotte. Prelevare due mestoli di zuppa, versarli nel frullatore, unire la bustina di zafferano e ridurre tutto in crema.  Versare la crema nella zuppa, rimescolare e fare cuocere ancora una decina di minuti. Servire in cocottine con sopra una macinata di pepe, un filo d'olio e una spruzzata di prezzemolo tritato
Nadia
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mercoledì 5 novembre 2014

Torta alle banane e cioccolato

Questa è una torta semplice che piacerà molto ai bambini ma vi assicuro che anche gli adulti ne saranno entusiasti


TORTA ALLE BANANE E CIOCCOLATO

teglia cm 19 x 29
210 g farina
110 cacao polvere amaro
un cucchiaino di bicarbonato
un pizzico di sale
3 banane mature schiacciate (circa 330 g)
panna acida 165 ml (ho usato yogurt greco)
150 g burro pomata
200 g zucchero + 40 g zucchero canna
3 uova grandi o 4 piccole
un cucchiaio di estratto di caffè
i semi di una bacca di vaniglia
zucchero a velo per decorare
Riscaldare il forno a 170°.
In una ciotola setacciare farina, cacao, bicarbonato e sale. A parte mescolare banane e yogurt.
Nello sbattitore montare il burro con lo zucchero, aggiungere le uova una alla volta, l'estratto di caffè e la vaniglia.  Aggiungere la farina alternandola con il composto di banane, cominciando e terminando con la farina.
Versare l'impasto nella teglia imburrata e infarinata e cuocere per circa un'ora . Fare la prova stecchino.
Sformare su di una gratella dopo 10 minuti e fare raffreddare. Servire il giorno dopo cosparsa di zucchero a velo
Nadia

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sabato 1 novembre 2014

Risotto con Emmentaler e mele

Quando mi si chiede quale sia il mio piatto preferito rispondo senza esitazioni il RISOTTO!
E tra tanti risotti che ho cucinato in vita mia, uno di quelli che faccio e rifaccio spesso e il risotto con mele e taleggio....quindi se per un contest mi si chiede di reinterpretare una ricetta del cuore....ma nemmeno ci devo pensare, quella ricetta sarà sicuramente il risotto....rifatto con Emmentaler ma sempre con le mele!
E in questo caso la ricetta è riuscita proprio col buco...col formaggio coi buchi non poteva che essere così!!! Sarà che quei buchi caratteristici dell'Emmentaler hanno il loro bel gusto deciso e si sposano a meraviglia con la dolcezza delle mele...
Insomma, risultato centrato in pieno.


Risotto con Emmentaler e mele - Paola
Ingredienti per 3 persone:
250 gr di riso
1 bicchiere di vino bianco secco
2 mele
150 gr di Emmentaler DOP
4 cucchiai di panna
1 cucchiaino di curry
1/2 cipolla
brodo q.b.

In una padella far soffriggere la cipolla tritata in un paio di cucchiai di olio evo.
Quando è dorata aggiungere il riso e tostare mescolando. Sfumare quindi col vino bianco e proseguire quindi la cottura aggiungendo man mano il brodo. Nel frattempo tagliare a dadini l'Emmentaler DOP e tenerlo da parte.
Sbucciare e tagliare a dadini anche le mele e farle cuocere con la panna e il curry per una deina di minuti..
Quando il riso è cotto, spegnere il fuoco e aggiungere l'Emmentaler e mescolare per farlo sciogliere e amalgamare.
Impiattare il riso, creare un buco al centro e mettere quindi le mele al curry.
Buon appetito!

E questa è la mia ricetta col buco per il contest di Peperoni e Patate e il consorzio Formaggi Svizzeri!


Un abbraccio
Paola

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martedì 28 ottobre 2014

LASAGNEEEEEE

di Vittoria

Oggi, Ieri e l’altro ieri….. un intero mese di lasagne. E la famiglia ringrazia!



Questo mese la sfida dell’MT Challenge ci ha portato a casa di Sabrina, di Les madeleines di Proust  che ci propone una ricetta splendida di lasagne classiche, quelle della sua mamma che l’ha supportata con entusiasmo.
Ecco le sue parole affettuosissime:
“Mamma mi stava aspettando, pronta per affiancarmi in questa avventura e insegnarmi i suoi trucchi per preparare la lasagna più morbida vellutata, saporita e succosa che si possa immaginare”

Ma che piatto spettacolare! andate a studiare il suo bellissimo post che sprizza amore da tutte le righe!

Le lasagne sono un piatto del cuore.
Un piatto che vuole tempo e lavoro per prepararlo.
Un piatto che si fa per le persone care,
Cucinando un componente dopo l’altro con lunghe cotture
Assemblando poi tutte le parti in un sapore unico da servire ai nostri cari.

A Genova sono piatto tradizionale per il giorno dell’Epifania, che qui viene chiamato Pasquetta, mentre il lunedì di Pasqua qui si chiama Lunedì dell’Angelo. Strano eh….
La mia è una famiglia numerosa e unita, ma stranamente le lasagne non sono mai state un piatto di casa.
Nessuna festa le prevedeva da noi, nessuno le faceva mai, ne le nonne, ne la mamma. Insomma per me le lasagne sono un piatto “estraneo”…… però mi piacciono tantissimo, in tutti i modi.

Non avendo una tradizione di famiglia come prima proposta ho voluto provare proprio la ricetta di Sabrina e ne sono rimasta conquistata. Classicissima lasagna verde al ragù. La sua, con tutti i consigli la trovate QUI

LASAGNE VERDI AL RAGU’ DELLA SABRI

PER IL RAGU’
1 cipolla piccola, 1 carota piccola, ½ gambo di sedano tutto tritato
100 g pancetta fresca tritata (non l’ho trovata fresca, ho usato quella conservata)
300 g di lonza di maiale, manzo e vitello tritati
400 g di passata di pomodoro (io ho usato la mia fatta a settembre)
2 cucchiai di concentrato di pomodoro (io quello siciliano)
Sale, noce moscata, basilico qualche foglia (dimenticato)
Olio extravergine di oliva
2 bicchieri di Sangiovese (non l’avevo, ho usato la barbera)
1 pizzico di zucchero (io no)


In un tegame di coccio soffriggere gli aromi con la pancetta, con 4 cucchiai di olio. Unire la carne e cuocerla a fuoco vivo mescolando finchè non ha perso tutta l’acqua e comincia a friggere. Bagnare con il vino e fare evaporare. Aggiungere il pomodoro e il concentrato, gli aromi e un pizzico di zucchero (io non l’ho aggiunto perché la passata fatta da noi ha poca acidità). Salare, abbassare la fiamma, coprire parzialmente e cuocere due ore (anche tre) mescolando ogni tanto. Deve sobbollire piano. Non deve restare troppo asciutto, ma bello sugoso.


LA PASTA VERDE
Sempre ricetta di Sabrina

200 g di farina 0 di grano tenero
100 g di semola rimacinata di grano duro
40 g di spinaci (pesati cotti e strizzati benissimo)
3 uova medie


Mescolare le farine, versarle sulla spianatoia (o in una ciotola) a fontana, mettere in mezzo le uova e gli spinaci (lavati, cotti a vapore, strizzatissimi e tritati a coltello)
Lavorare bene l’impasto, prima con una forchetta e poi con le mani, finchè gli spinaci non sono perfettamente incorporati e la pasta è bella liscia. Se è troppo morbido aggiungere un poco di farina mentre si impasta. Fare riposare sotto una ciotola almeno mezz’ora.
Riprendere l’impasto e stenderlo sottile con il mattarello. Per i consigli di lavorazione vi riporto proprio le parole di Sabrina: “Impugnare il matterello tenendo le mani vicine e facendo pressione con il pollice e il palmo appena sotto. Partire dal cento e ruotare spesso la sfoglia. Man mano che cresce la ruoto arrotolandola sul matterello. I fianchi devo ondeggiare. Per farla tonda, far scorrere le mani su e giù per il matterello”
Tagliate le lasagne e lasciatele asciugare un poco, coperte da un canovaccio.



LA BESCIAMELLA
1,5 lt di latte intero (io latte crudo di giornata)
120 g di burro
150 g di farina 0
Noce moscata



Fate sciogliere il burro, mescolate la farina fino ad avere un composto liscio, poi stemperate con il latte caldo poco a poco. Rimettete sul fuoco e fate addensare mescolando. Alla fine aggiungete la noce moscata.








COMPOSIZIONE
lasagne verdi
ragù
besciamella
150 g Parmigiano reggiano 24 mesi grattugiato




Mettere a bollire abbondante acqua salata in una pentola bassa e larga
preparare una ciotola con acqua gelata e un colapasta.






Cuocere i rettangoli di pasta pochi per volta, buttarli nell’acqua gelata e poi scolarli.






Quando sono tutti cotti procedere con il montaggio del piatto.
Stendere qualche cucchiaio di ragù e besciamella sul fondo della pirofila.
Stendere le lasagne a strati alternandole con besciamella, ragù e qualche manciata di parmigiano, fino a riempire la pirofila, circa tre o quattro strati. Terminare con besciamella ragù e parmigiano.



Cuocere in forno preriscaldato a 180 gradi per 20 minuti o fino a gratinatura.
Fare riposare almeno 5 minuti prima di servire.





E dopo avere provato la ricetta classica di Sabrina ho voluto proporre una lasagna che racchiude sapori e tradizioni culinarie liguri.
Come seconda ricetta ho voluto proporvi una pasta speciale, semintegrale che qui da noi si chiama “avvantaggiata”
Il vantaggio consisteva nel fatto che fosse meno raffinata e quindi più economica.
E’ una pasta abbastanza rustica e saporita che ho abbinato al baccalà cotto nel latte per smorzarne l’aggressività dominante e al cavolo, anzi tre tipi di cavolo: Il cavolo nero molto usato in liguria, il cavolo cinese croccante e di gusto delicato e i piccoli bok-choi, sempre cavoli orientali molto delicati.

LASAGNE DEL CAVOLO AL BACCALA’




IL  BACCALA' E LA SALSA


1 filettone di baccalà, circa 500 g
1 lt di latte più un bicchiere circa
1 carota
1 cipolla
½ finocchio
80 g burro
80 g farina 0
pepe
olio extravergine di oliva


Sistemare in una teglia a bordi alti il filetto di baccalà appoggiandolo sulla pelle, aggiungere un filo di olio extravergine, le verdure pulite e tagliate a pezzetti e il latte e cuocere in forno a 200 gradi finchè non è morbido. Assaggiare ed eventualmente salare (il baccalà in genere è parecchio salato)
Fare raffreddare, spinare spellare, spezzettare e conservare da parte.
Frullare il fondo di cottura e aggiungere altro latte per ottenere 1 litro.
Sciogliere il burro a fuoco dolce, stemperare la farina in modo che non faccia grumi, poi aggiungere il fondo frullato mescolando bene. Mettere al fuoco e cuocere mescolando finchè non addensa.
Regolare sale e pepe e fare raffreddare.


I TRE CAVOLI
½ cavolo cinese
2 bok-Choi
1 mazzo di cavolo nero
Olio
Aglio
peperoncino

Pulire il cavolo nero eliminando le coste dure, lavare bene, sgrondare, tagliare a striscette.
Lavare bene in acqua abbondante il cavolo cinese, scolarlo bene  affettarlo.
Lavare i Bok-Choi, eliminare la base e affettarli fini.
Saltarli separatamente in padella con olio aglio e peperoncino e fare raffreddare. Far evaporare l'eccesso di acqua di vegetazione, ma non cuocere troppo. Eliminare aglio e peperoncino.




LA PASTA AVVANTAGGIATA

100 g di semola rimacinata
150 di farina 0
50 di farina integrale
3 uova

Impastare tutto fino ad ottenere un impasto liscio. Fare riposare mezz’ora coperto, poi stendere sottile con il mattarello. Tagliare le lasagne e fare asciugare coperte.





COMPOSIZIONE
Lasagne avvantaggiate
Salsa fondo di baccalà
Tre cavoli spadellati
Baccalà al latte a pezzetti

Cuocere le lasagne in acqua bollente, bloccare la cottura in acqua fredda, scolarle e stenderle in teglia alternate alla salsa, ai tre cavoli (uno diverso per ogni strato) e ai pezzetti di baccalà.
Terminare con la salsa.
Infornare a 200 gradi per 30 minuti. Lasciare riposare 10 minuti fuori dal forno prima di servire





La terza ricetta che ho voluto provare è tutta di sapori autunnali, sa di montagna ligure dove le castagne sono state per tanto tempo una ricchezza dei nostri boschi che ha salvato tanti dalla fame, i funghi un tesoro di sapore da cercare con attenzione e conservare preziosamente e le zucche erano coltivate ovunque.


LASAGNE DI CASTAGNE CON FUNGHI E CREMA DI ZUCCA




PASTA DI CASTAGNE

100 g di semola rimacinata di grano duro
100 g di farina 0
100 g di farina di castagne
3 uova

Impastare tutto, fare riposare mezz’ora coperto, tirare sottile ma non troppo al mattarello, tagliare i rettangoli e fare asciugare fra due canovacci.





CREMA DI ZUCCA
500 g di zucca affettata e cotta in forno con olio e sale (Io ho usato la zucca lunga)
600 g di besciamella (500 ml latte, 50 g di burro, 50 g di farina 0, sale, pepe)

Frullare la zucca cotta (levare la buccia) e mescolare alla besciamella che risulterà di un bel colore arancione





I FUNGHI
500 g di porcini puliti e tagliati a dadini (tenere separati gambi e teste)
olio extravergine di oliva
2 spicchi di aglio
2 foglie di alloro

Saltare in padella con olio sale alloro e aglio. Prima cuocere i gambi a dadini, dopo 5 minuti aggiungere i dadini delle teste.



COMPOSIZIONE
Lasagne alle castagne
Crema di zucca
Porcini trifolati
Caciottina della Val di Vara

Cuocere le lasagne, raffreddarle fermando la cottura, scolarle bene e disporle in una pirofila a strati con salsa, funghi e fettine di caciottina. Terminare con il formaggio.
Gratinare in forno a 180 gradi per mezz’ora e fare riposare 10 minuti prima di servire.


Queste tre ricette partecipano all'MTChallenge di Ottobre

Non so se sarò in gara perchè la connessione ha fatto i capricci; comunque mi sono divertita un sacco in questa gara ...e mi sono trimaste indietro alcune ideuzze......
Grazie Sabrina per questa sfida avvincente e grazie Alessandra per questo divertimento/arricchimento quotidiano.
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