domenica 16 novembre 2014

Christmas Carol muffins

Gustatevi la magia....

(da Canto di Natale, Charles Dickens)
"Si alzò allora la signora Cratchit, la moglie di Bob, con indosso una povera veste due volte rivoltata, ma tutta galante di nastri, i quali costano poco e fanno una figura vistosa. E la signora Cratchit mise la tovaglia, con l’aiuto di Belinda Cratchit, secondogenita, anch’ella raggiante di nastri; mentre il piccolo Pietro Cratchit, chinandosi per immergere una forchetta nella pentola delle patate, riusciva a cacciarsi in bocca le punte del suo mostruoso collo di camicia (proprietà paterna, conferita al figlio ed erede in onore della festa) e bruciava dalla voglia di far pompa di tanta biancheria nelle passeggiate alla moda. Due Cratchit più piccini, maschio e femmina, irruppero dentro gridando che di fuori al forno aveano sentito l’odore dell’oca e che l’avevano riconosciuta per l’oca loro; e inebriandosi nella festosa visione di una salsa di salvia e cipolla, i due piccoli Cratchit si dettero a danzare intorno alla tavola, e levarono a cielo il signor Pietro, il quale, umile in tanta gloria benché quasi soffocato dal collo immane, soffiava nel fuoco, fino a che le patate levarono il bollore e picchiarono forte al coperchio della pentola per esser tratte fuori e pelate.
Tanto fu il trambusto che ne seguì da far pensare che un’oca fosse il più raro fra i volatili, un fenomeno pennuto, al cui confronto un cigno nero era la bestia più naturale di questo mondo: e davvero in quella casa c’era da credere che così fosse. La signora Cratchit fece friggere il succo, già preparato in una padellina; Pietro, con vigore incredibile, si diè a schiacciare le patate; la signorina Belinda inzuccherò il contorno di mele; Marta strofinò le scodelle; Bob si fece seder vicino Tiny Tim a un cantuccio della tavola; i due piccoli Cratchit disposero le sedie per tutti, non dimenticando sé stessi, e piantatisi di guardia ai posti loro si cacciarono i cucchiai in bocca per non gridar prima del tempo di voler l’oca. Alla fine, messi i piatti, fu detto il benedicite. Successe un momento di silenzio profondo, mentre la signora Cratchit, guardando lungo il filo del coltello, si preparò a trafiggere la bestia. Ma quando il coltello fu immerso, quando sboccò dalla ferita il ripieno tanto aspettato, un mormorio di allegrezza si levò tutt’intorno alla tavola, e lo stesso Tiny Tim, messo su dai due piccoli Cratchit, si diè a battere sulla tovaglia col manico del coltello e fece sentire un suo debole evviva! Un’oca simile non s’era mai data. Disse Bob che, secondo lui, un’oca di quella fatta non era stata cucinata mai. La sua tenerezza, il profumo, la grassezza, il buon mercato furono oggetto dell’ammirazione universale. Col rinforzo del contorno di mele e delle patate, il pranzo era sufficiente: anzi, come diceva tutta contenta la signora Cratchit guardando ad un ossicino nel piatto, non s’era potuto mangiar tutto! Eppure ciascuno s’era satollato, e i due Cratchit minuscoli specialmente erano immollati di salvia e cipolle fino agli occhi!
Ma ora, mutati i piatti dalla signorina Belinda, la signora Cratchit uscì sola - tanto era nervosa da non voler testimoni - per prendere il pudding e portarlo in tavola. E se il pudding non era a tempo di cottura! e se si rompeva nel voltarlo! e se qualcuno, di sopra al muro del cortile, se l’avesse rubato mentre di qua si faceva tanta festa all’oca! I due piccoli Cratchit si fecero lividi a quest’ultima supposizione. Ogni sorta di orrori furono immaginati.Olà! questo sì ch’è fumo! il pudding è fuori della casseruola. Che odor di bucato! È il tovagliolo che lo involge. Un certo odore che è tutt’insieme di trattoria e del pasticciere accanto e della lavandaia che sta a uscio e bottega! Questo poi era il pudding. In meno di niente, ecco entrare la signora Cratchit, accesa in volto, ma ridente e gloriosa, col pudding in trionfo, simile a una palla di cannone chiazzata, liscia, compatta, ardendo in un quarto di quartuccio d’acquavite in fiamme, e con in cima bene infisso l’agrifoglio di Natale. Oh che pudding stupendo! disse Bob, gravemente, ch’ei lo riguardava come il massimo trionfo della signora Cratchit dal matrimonio in poi. La signora Cratchit, liberatasi ormai di quel gran pensiero, confessò schiettamente di essere stata un po’ in dubbio sulla quantità della farina. Ciascuno disse la sua, ma nessuno osservò o pensò che un pudding di quella fatta fosse scarso per una famiglia numerosa. Questa sarebbe stata un’eresia bell’e buona, e l’ultimo del Cratchit ne avrebbe arrossito fino alla radice dei capelli."

E ora gustatevi questi Christmas Carol Muffins!!!


Muffins al petto d'oca con salsa di salvia, mele e cipolle - Paola
Per il ragù d'oca:
400 gr di petto d'oca
50 gr di pancetta dolce
una noce di burro
foglie di salvia q.b. (io ne ho usate 6 o 7)
vino bianco secco
1/2 cipolla piccola
1 cucchiaio di uva passa
2 pomodori secchi
1 spicchio di aglio
pepe
sale q.b.

In una pentola d'alluminio facciamo stufare nel burro la cipolla tritata grossolanamente e l'aglio.
Aggiungiamo quindi il petto d'oca tagliato a dadini sottili e la pancetta, facciamo colorire e quindi sfumiamo con il vino bianco. Aggiungiamo ora la salvia, l'uva passa, i pomodori secchi tagliati a striscioline, regoliamo di sale e pepe e lasciamo cuocere a fuoco lento per circa 40 minuti.

Prepariamo quindi i muffins:
Ingredienti secchi:
300 gr di farina
50gr di formaggio grattugiato
50 gr di noci
1/2 cucchiaino di sale
1 pizzico di pepe
1 cucchiaio di salvia tritata
8 gr di lievito
1/2 cucchiaino di bicarbonato

Ingredienti umidi:
200 gr di ragù d'oca (ricetta qui sopra)
125 gr di yogurt intero
50 gr di burro
2 uova

Seguiamo scrupolosamente la regola dei muffins, quindi mescoliamo in una ciotola tutti gli ingredienti secchi e in un'altra tutti quelli umidi. Uniamo i due composti e mescoliamo solo il tempo necessario ad amalgamarli.
Riempiamo quindi fino a 3/4 i pirottini di carta e inforniamo a 180 gradi per circa 25 minuti.

Intanto prepariamo la salsa di mele e cipolle di accompagnamento!


Salsa di  salvia, mele e cipolle
Ingredienti:
2 grosse cipolle rosse
2 mele Golden
1 pizzico di pepe
sale
1 noce di burro
2 cucchiai di salvia tritata finemente

Sciogliere il burro in una pentola antiaderente e quindi stufiamo le cipolle e le mele tagliate a fette sottili. Aggiungiamo la salvia, sale e pepe e portiamo a cottura finchè mele e cipolle diventeranno cremose.

Ora si passa al dolce.....


Pudding Muffins - Paola
Ingredienti secchi:
300 gr di farina
100 gr di zucchero
50 gr di noci
30 gr di mandorle
20 gr di canditi
1/2 cucchiaino di bicarbonato
1/2 bustina di lievito vanigliato
1 pizzico di sale

Ingredienti umidi:
50 gr di uvetta
50 gr di fichi secchi
50 gr di rum
100 ml di latte
125 gr di yogurt
50 gr di burro
2 uova

 
Il procedimento è lo stesso descritto sopra. La differenza qui è che un'ora  prima metto in ammollo i fichi e l'uvetta nel rum. Il resto degli ingredienti umidi li metto in una ciotola separata. Unisco poi gli ingredienti umidi delle due ciotole con quelli secchi, mescolo velocemente e riempio per 3/4 i pirottini di carta.
Inforno a 180 gradi per circa 25 minuti.




Siete arrivati fin qui????
Con queste ricette festeggio il quinto compleanno di questo blog, che è nato come "ripiego" per me e le altre streghe ma che con gli anni è diventato veramente il nostro punto di incontro, la nostra cucina dove ci ritroviamo tutti i giorni a chiacchierare e spesso per me è il salvagente che mi aiuta a galleggiare in mezzo ai periodi faticosi!
E ovviamente partecipo alla sfida di Novembre del MTC! ^___^
Un grazie particolare a Francesca per la ricetta e le chiarissime spiegazioni nel suo blog! E a quell'associazione a delinquere che è l'MTC che questo mese ha creduto di renderci la sfida più difficile col risultato di renderla un sogno....almeno per me!


Paola
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giovedì 13 novembre 2014

Cheese cake ricotta e biscotti

 



















Torta deliziosa e semplice da realizzare. La ricetta viene dal blog Sorelle in pentola con qualche mia piccola modifica

Torta di ricotta e biscotti
150 g biscotti grancereale croccanti
50 g amaretti
2 uova
400 g ricotta
250 g philadelfia
100 g zucchero
120 g burro
i semini di una bacca  di vaniglia

Sbriciolare i biscotti e unirli al burro fuso, lasciandone da parte un poco per la superficie. Foderare una teglia a fondo amovibile, diametro cm 22, con carta forno bagnata e strizzata. Foderare fondo e pareti con i biscotti preparati  e mettere in frigo a rassodare. Unire i due formaggi, le uova, lo zucchero e la vaniglia. Mescolare bene in modo da avere un composto uniforme. Con questo riempire il guscio di biscotti, ricoprire con i biscotti rimasti e infornare a 160°. Nel mio forno ci sono voluti 45'. Fare raffreddare e  fare riposare  in frigo per qualche ora.
Nadia




Dedicata alla mia cuginetta americana che adorava i dolci e ne preparava bellissimi


 
 
 
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sabato 8 novembre 2014

Zuppa di lenticchie e verza

Non amo molto le verdure, legumi e cereali in genere, ma cerco di variare l'alimentazione perché ormai tutti sappiamo quali siano i cibi dannosi per il nostro organismo. Cerco di preparare pietanze che siano sfiziose e rendano invoglianti alimenti che in purezza non mangerei.
E' il caso di questa zuppa che mi ha stupito per la sua bontà e mi ha fatto quasi ricredere sui miei gusti.
La ricetta è di Sale&Pepe



Zuppa di lenticchie e verza

la dose è per 4 persone

1!2 cipolla
una costa di sedano
una carota
due patate
un pezzetto di zucca
g 200 di lenticchie (le mie erano di Silaos Riunion)
6 foglie di verza
l 1, 2 di brodo vegetale
una bustina di zafferano
olio evo q.b.
sale e pepe
un poco di prezzemolo tritato





Lavare bene le lenticchie. Sbucciare le patate e tagliarle a dadi.
Preparare un trito grossolano con carota sedano e cipolla e fare rosolare in un tegame  con due cucchiai di olio. Unire le lenticchie, la zucca in dadolata e la verza tagliata a striscioline e fare insaporire. Unire il brodo caldo e fare cuocere per circa mezz'ora, quindi unire la dadolata di patate e proseguire la cottura fino a quando lenticchie e patate non siano cotte. Prelevare due mestoli di zuppa, versarli nel frullatore, unire la bustina di zafferano e ridurre tutto in crema.  Versare la crema nella zuppa, rimescolare e fare cuocere ancora una decina di minuti. Servire in cocottine con sopra una macinata di pepe, un filo d'olio e una spruzzata di prezzemolo tritato
Nadia
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mercoledì 5 novembre 2014

Torta alle banane e cioccolato

Questa è una torta semplice che piacerà molto ai bambini ma vi assicuro che anche gli adulti ne saranno entusiasti


TORTA ALLE BANANE E CIOCCOLATO

teglia cm 19 x 29
210 g farina
110 cacao polvere amaro
un cucchiaino di bicarbonato
un pizzico di sale
3 banane mature schiacciate (circa 330 g)
panna acida 165 ml (ho usato yogurt greco)
150 g burro pomata
200 g zucchero + 40 g zucchero canna
3 uova grandi o 4 piccole
un cucchiaio di estratto di caffè
i semi di una bacca di vaniglia
zucchero a velo per decorare
Riscaldare il forno a 170°.
In una ciotola setacciare farina, cacao, bicarbonato e sale. A parte mescolare banane e yogurt.
Nello sbattitore montare il burro con lo zucchero, aggiungere le uova una alla volta, l'estratto di caffè e la vaniglia.  Aggiungere la farina alternandola con il composto di banane, cominciando e terminando con la farina.
Versare l'impasto nella teglia imburrata e infarinata e cuocere per circa un'ora . Fare la prova stecchino.
Sformare su di una gratella dopo 10 minuti e fare raffreddare. Servire il giorno dopo cosparsa di zucchero a velo
Nadia

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sabato 1 novembre 2014

Risotto con Emmentaler e mele

Quando mi si chiede quale sia il mio piatto preferito rispondo senza esitazioni il RISOTTO!
E tra tanti risotti che ho cucinato in vita mia, uno di quelli che faccio e rifaccio spesso e il risotto con mele e taleggio....quindi se per un contest mi si chiede di reinterpretare una ricetta del cuore....ma nemmeno ci devo pensare, quella ricetta sarà sicuramente il risotto....rifatto con Emmentaler ma sempre con le mele!
E in questo caso la ricetta è riuscita proprio col buco...col formaggio coi buchi non poteva che essere così!!! Sarà che quei buchi caratteristici dell'Emmentaler hanno il loro bel gusto deciso e si sposano a meraviglia con la dolcezza delle mele...
Insomma, risultato centrato in pieno.


Risotto con Emmentaler e mele - Paola
Ingredienti per 3 persone:
250 gr di riso
1 bicchiere di vino bianco secco
2 mele
150 gr di Emmentaler DOP
4 cucchiai di panna
1 cucchiaino di curry
1/2 cipolla
brodo q.b.

In una padella far soffriggere la cipolla tritata in un paio di cucchiai di olio evo.
Quando è dorata aggiungere il riso e tostare mescolando. Sfumare quindi col vino bianco e proseguire quindi la cottura aggiungendo man mano il brodo. Nel frattempo tagliare a dadini l'Emmentaler DOP e tenerlo da parte.
Sbucciare e tagliare a dadini anche le mele e farle cuocere con la panna e il curry per una deina di minuti..
Quando il riso è cotto, spegnere il fuoco e aggiungere l'Emmentaler e mescolare per farlo sciogliere e amalgamare.
Impiattare il riso, creare un buco al centro e mettere quindi le mele al curry.
Buon appetito!

E questa è la mia ricetta col buco per il contest di Peperoni e Patate e il consorzio Formaggi Svizzeri!


Un abbraccio
Paola

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martedì 28 ottobre 2014

LASAGNEEEEEE

di Vittoria

Oggi, Ieri e l’altro ieri….. un intero mese di lasagne. E la famiglia ringrazia!



Questo mese la sfida dell’MT Challenge ci ha portato a casa di Sabrina, di Les madeleines di Proust  che ci propone una ricetta splendida di lasagne classiche, quelle della sua mamma che l’ha supportata con entusiasmo.
Ecco le sue parole affettuosissime:
“Mamma mi stava aspettando, pronta per affiancarmi in questa avventura e insegnarmi i suoi trucchi per preparare la lasagna più morbida vellutata, saporita e succosa che si possa immaginare”

Ma che piatto spettacolare! andate a studiare il suo bellissimo post che sprizza amore da tutte le righe!

Le lasagne sono un piatto del cuore.
Un piatto che vuole tempo e lavoro per prepararlo.
Un piatto che si fa per le persone care,
Cucinando un componente dopo l’altro con lunghe cotture
Assemblando poi tutte le parti in un sapore unico da servire ai nostri cari.

A Genova sono piatto tradizionale per il giorno dell’Epifania, che qui viene chiamato Pasquetta, mentre il lunedì di Pasqua qui si chiama Lunedì dell’Angelo. Strano eh….
La mia è una famiglia numerosa e unita, ma stranamente le lasagne non sono mai state un piatto di casa.
Nessuna festa le prevedeva da noi, nessuno le faceva mai, ne le nonne, ne la mamma. Insomma per me le lasagne sono un piatto “estraneo”…… però mi piacciono tantissimo, in tutti i modi.

Non avendo una tradizione di famiglia come prima proposta ho voluto provare proprio la ricetta di Sabrina e ne sono rimasta conquistata. Classicissima lasagna verde al ragù. La sua, con tutti i consigli la trovate QUI

LASAGNE VERDI AL RAGU’ DELLA SABRI

PER IL RAGU’
1 cipolla piccola, 1 carota piccola, ½ gambo di sedano tutto tritato
100 g pancetta fresca tritata (non l’ho trovata fresca, ho usato quella conservata)
300 g di lonza di maiale, manzo e vitello tritati
400 g di passata di pomodoro (io ho usato la mia fatta a settembre)
2 cucchiai di concentrato di pomodoro (io quello siciliano)
Sale, noce moscata, basilico qualche foglia (dimenticato)
Olio extravergine di oliva
2 bicchieri di Sangiovese (non l’avevo, ho usato la barbera)
1 pizzico di zucchero (io no)


In un tegame di coccio soffriggere gli aromi con la pancetta, con 4 cucchiai di olio. Unire la carne e cuocerla a fuoco vivo mescolando finchè non ha perso tutta l’acqua e comincia a friggere. Bagnare con il vino e fare evaporare. Aggiungere il pomodoro e il concentrato, gli aromi e un pizzico di zucchero (io non l’ho aggiunto perché la passata fatta da noi ha poca acidità). Salare, abbassare la fiamma, coprire parzialmente e cuocere due ore (anche tre) mescolando ogni tanto. Deve sobbollire piano. Non deve restare troppo asciutto, ma bello sugoso.


LA PASTA VERDE
Sempre ricetta di Sabrina

200 g di farina 0 di grano tenero
100 g di semola rimacinata di grano duro
40 g di spinaci (pesati cotti e strizzati benissimo)
3 uova medie


Mescolare le farine, versarle sulla spianatoia (o in una ciotola) a fontana, mettere in mezzo le uova e gli spinaci (lavati, cotti a vapore, strizzatissimi e tritati a coltello)
Lavorare bene l’impasto, prima con una forchetta e poi con le mani, finchè gli spinaci non sono perfettamente incorporati e la pasta è bella liscia. Se è troppo morbido aggiungere un poco di farina mentre si impasta. Fare riposare sotto una ciotola almeno mezz’ora.
Riprendere l’impasto e stenderlo sottile con il mattarello. Per i consigli di lavorazione vi riporto proprio le parole di Sabrina: “Impugnare il matterello tenendo le mani vicine e facendo pressione con il pollice e il palmo appena sotto. Partire dal cento e ruotare spesso la sfoglia. Man mano che cresce la ruoto arrotolandola sul matterello. I fianchi devo ondeggiare. Per farla tonda, far scorrere le mani su e giù per il matterello”
Tagliate le lasagne e lasciatele asciugare un poco, coperte da un canovaccio.



LA BESCIAMELLA
1,5 lt di latte intero (io latte crudo di giornata)
120 g di burro
150 g di farina 0
Noce moscata



Fate sciogliere il burro, mescolate la farina fino ad avere un composto liscio, poi stemperate con il latte caldo poco a poco. Rimettete sul fuoco e fate addensare mescolando. Alla fine aggiungete la noce moscata.








COMPOSIZIONE
lasagne verdi
ragù
besciamella
150 g Parmigiano reggiano 24 mesi grattugiato




Mettere a bollire abbondante acqua salata in una pentola bassa e larga
preparare una ciotola con acqua gelata e un colapasta.






Cuocere i rettangoli di pasta pochi per volta, buttarli nell’acqua gelata e poi scolarli.






Quando sono tutti cotti procedere con il montaggio del piatto.
Stendere qualche cucchiaio di ragù e besciamella sul fondo della pirofila.
Stendere le lasagne a strati alternandole con besciamella, ragù e qualche manciata di parmigiano, fino a riempire la pirofila, circa tre o quattro strati. Terminare con besciamella ragù e parmigiano.



Cuocere in forno preriscaldato a 180 gradi per 20 minuti o fino a gratinatura.
Fare riposare almeno 5 minuti prima di servire.





E dopo avere provato la ricetta classica di Sabrina ho voluto proporre una lasagna che racchiude sapori e tradizioni culinarie liguri.
Come seconda ricetta ho voluto proporvi una pasta speciale, semintegrale che qui da noi si chiama “avvantaggiata”
Il vantaggio consisteva nel fatto che fosse meno raffinata e quindi più economica.
E’ una pasta abbastanza rustica e saporita che ho abbinato al baccalà cotto nel latte per smorzarne l’aggressività dominante e al cavolo, anzi tre tipi di cavolo: Il cavolo nero molto usato in liguria, il cavolo cinese croccante e di gusto delicato e i piccoli bok-choi, sempre cavoli orientali molto delicati.

LASAGNE DEL CAVOLO AL BACCALA’




IL  BACCALA' E LA SALSA


1 filettone di baccalà, circa 500 g
1 lt di latte più un bicchiere circa
1 carota
1 cipolla
½ finocchio
80 g burro
80 g farina 0
pepe
olio extravergine di oliva


Sistemare in una teglia a bordi alti il filetto di baccalà appoggiandolo sulla pelle, aggiungere un filo di olio extravergine, le verdure pulite e tagliate a pezzetti e il latte e cuocere in forno a 200 gradi finchè non è morbido. Assaggiare ed eventualmente salare (il baccalà in genere è parecchio salato)
Fare raffreddare, spinare spellare, spezzettare e conservare da parte.
Frullare il fondo di cottura e aggiungere altro latte per ottenere 1 litro.
Sciogliere il burro a fuoco dolce, stemperare la farina in modo che non faccia grumi, poi aggiungere il fondo frullato mescolando bene. Mettere al fuoco e cuocere mescolando finchè non addensa.
Regolare sale e pepe e fare raffreddare.


I TRE CAVOLI
½ cavolo cinese
2 bok-Choi
1 mazzo di cavolo nero
Olio
Aglio
peperoncino

Pulire il cavolo nero eliminando le coste dure, lavare bene, sgrondare, tagliare a striscette.
Lavare bene in acqua abbondante il cavolo cinese, scolarlo bene  affettarlo.
Lavare i Bok-Choi, eliminare la base e affettarli fini.
Saltarli separatamente in padella con olio aglio e peperoncino e fare raffreddare. Far evaporare l'eccesso di acqua di vegetazione, ma non cuocere troppo. Eliminare aglio e peperoncino.




LA PASTA AVVANTAGGIATA

100 g di semola rimacinata
150 di farina 0
50 di farina integrale
3 uova

Impastare tutto fino ad ottenere un impasto liscio. Fare riposare mezz’ora coperto, poi stendere sottile con il mattarello. Tagliare le lasagne e fare asciugare coperte.





COMPOSIZIONE
Lasagne avvantaggiate
Salsa fondo di baccalà
Tre cavoli spadellati
Baccalà al latte a pezzetti

Cuocere le lasagne in acqua bollente, bloccare la cottura in acqua fredda, scolarle e stenderle in teglia alternate alla salsa, ai tre cavoli (uno diverso per ogni strato) e ai pezzetti di baccalà.
Terminare con la salsa.
Infornare a 200 gradi per 30 minuti. Lasciare riposare 10 minuti fuori dal forno prima di servire





La terza ricetta che ho voluto provare è tutta di sapori autunnali, sa di montagna ligure dove le castagne sono state per tanto tempo una ricchezza dei nostri boschi che ha salvato tanti dalla fame, i funghi un tesoro di sapore da cercare con attenzione e conservare preziosamente e le zucche erano coltivate ovunque.


LASAGNE DI CASTAGNE CON FUNGHI E CREMA DI ZUCCA




PASTA DI CASTAGNE

100 g di semola rimacinata di grano duro
100 g di farina 0
100 g di farina di castagne
3 uova

Impastare tutto, fare riposare mezz’ora coperto, tirare sottile ma non troppo al mattarello, tagliare i rettangoli e fare asciugare fra due canovacci.





CREMA DI ZUCCA
500 g di zucca affettata e cotta in forno con olio e sale (Io ho usato la zucca lunga)
600 g di besciamella (500 ml latte, 50 g di burro, 50 g di farina 0, sale, pepe)

Frullare la zucca cotta (levare la buccia) e mescolare alla besciamella che risulterà di un bel colore arancione





I FUNGHI
500 g di porcini puliti e tagliati a dadini (tenere separati gambi e teste)
olio extravergine di oliva
2 spicchi di aglio
2 foglie di alloro

Saltare in padella con olio sale alloro e aglio. Prima cuocere i gambi a dadini, dopo 5 minuti aggiungere i dadini delle teste.



COMPOSIZIONE
Lasagne alle castagne
Crema di zucca
Porcini trifolati
Caciottina della Val di Vara

Cuocere le lasagne, raffreddarle fermando la cottura, scolarle bene e disporle in una pirofila a strati con salsa, funghi e fettine di caciottina. Terminare con il formaggio.
Gratinare in forno a 180 gradi per mezz’ora e fare riposare 10 minuti prima di servire.


Queste tre ricette partecipano all'MTChallenge di Ottobre

Non so se sarò in gara perchè la connessione ha fatto i capricci; comunque mi sono divertita un sacco in questa gara ...e mi sono trimaste indietro alcune ideuzze......
Grazie Sabrina per questa sfida avvincente e grazie Alessandra per questo divertimento/arricchimento quotidiano.
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sabato 25 ottobre 2014

Lasagne al cacao, zucca e noci

Per me ottobre è il mese delle foglie gialle, delle giornate ventose, del piumone di nuovo sul letto e delle zucche!
E appena ho visto che il tema della sfida del MTC di questo mese proposto da Sabrina era la lasagna al forno avevo già deciso che in qualche modo la zucca ci sarebbe entrata!!!
Infatti quando ho letto nelle regole che potevo sostituire la besciamella con una vellutata....taaaacc...ecco che ti faccio la vellutata di zucca!
Poi il resto è venuto a "sentimento".... il cacao per la sfoglia mi intrigava per via del tocco amarognolo che poteva contrastare con la dolcezza della zucca e poi la ricotta di capra che io e i ragazzi amiamo e troviamo ottima da un contadino qui in zona.... e poi noci, altro frutto autunnale.
Insomma.... è venuta così e a me il risultato è piaciuto molto!



Lasagne al cacao, zucca e noci - Paola
Ingredienti per la pasta:
170 gr di farina di grano tenero
100 gr di semola di grano duro
30 gr di cacao amaro
3 uova

Per la vellutata di zucca:
400 gr di zucca pulita
1 patata media
300 ml di latte
150 gr di formaggio LeGruyere a dadini
1 cucchiaino di spezie (zenzero, curry e noci moscate)
sale e pepe

Per il ripieno:
500 gr di ricotta di capra
100 gr di noci tritate grossolanamente
pepe
sale
qualche cucchiaio di latte


Preparo la pasta per le lasagne mescolando le farine, il cacao e le uova. Lavoro l'impasto fino ad ottenere una palla liscia e omogenea. Quindi avvolgo in un tovagliolo e lascio riposare per mezz'ora.
Intanto taglio la zucca e la patata a dadini e le metto a cuocere nel latte a fuoco lento. Quando sono morbide le frullo col frullatore ad immersione, aggiusto di sale, aggiungo le spezie e il pepe e alla fine il formaggio. Mescolo x sciogliere il formaggio e amalgamare e poi spengo e faccio raffreddare.
Preparo anche il ripieno a base di ricotta: verso la ricotta in una ciotola e la schiaccio con una forchetta aggiungendo qualche cucchiaio di latte per ottenere una crema; aggiungo sale e pepe e le noci tritate grossolanamente.

Faccio scaldare quindi una pentola di acqua salata in cui farò sbollentare le sfoglie di lasagna. Preparo anche una ciotola con acqua fredda.
Stendo la pasta al cacao col mattarello cercando di tirarla il più possibile sottile. Io sono riuscita ad ottenere 7 rettangoli della grandezza della teglia che avevo deciso di utilizzare.
Sbollento quindi le sfoglie, le passo nella ciotola di acqua fredda e le scolo e metto ad asciugare su un canovaccio di cotone.
Ora assemblo la lasagna....
Nella teglia ho versato un paio di cucchiai di velluata, quindi appoggiato il primo strato di sfoglia al cacao sopra al quale ho spalmato uno strato di ricotta e noci. Altro strato di sfoglia e cospargo di vellutata di zucca e una bella spolverata di parmigiano. Altra sfoglia, ricotta e noci, sfoglia, velluata e formaggio e così via fino a esaurire tutti gli strati di sfoglia.
Infornato a 180 gradi per 20 minuti.
Buon appetito


E con questa ricetta partecipo alla sfida MTC del mese di Ottobre

Paola


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giovedì 23 ottobre 2014

Una torta vintage - Torta ai pistacchi

di Miriam

L'Enciclopedia Internazionale della Cucina Curcio, quella che si comprava in fascicoli (prima edizione 1976, pag. 3475), insieme al Manuale di Nonna Papera, fu la fonte primaria di studio culinario da parte della scrivente, all'epoca felice novenne. Le foto erano bellissime, i piatti curiosi e grazie all'impronta internazionale, imparai anche che esisteva la paella spagnola, moussakà greca, i petit fours francesi ecc.
Certo è che col senno di poi certe ricette hanno dell'assurdo nella loro realizzazione (tipo cuocere una torta a 250 gradi) oppure negli ingredienti (margarina come se piovesse): ma il fascino della Enciclopedia resta intatto. Quindi passiamo senza indugi alla illustrazione della torta già nella sua ricetta originale in corsivo e le modifiche apportate nonché le mie osservazioni, in stampatello.
Il commento per questa torta era: delicata sia nella pasta ricchissima di burro, sia nel ripieno a base di albumi montati, pistacchi, mandorle e profumo d'acqua di rose, alla fine si arricchisce ancora di una copertura alle nocciole e pistacchi




La torta è davvero buona con un buon sapore di pistacchio.
Per la pasta:
360 gr. di farina (400 gr. di farina)
160 gr. di zucchero ( 150 gr. di zucchero)
una buona presa di sale
2 uova (2 tuorli)
240 gr. di burro o margarina (200 gr. burro)
farina per stendere

Fate sulla farina posta in una spianatoia un incavo nel mezzo e mettetevi dentro lo zucchero, il sale e le uova. Distribuitevi attorno il burro o la margarina a fiocchetti e impastate tutto velocemente con le mani tutti gli ingredienti formando una palla che lasciate riposare per mezz'ora nel frigo.
Stendete sulla spianatoia la farina e ricavate una sfoglia sottilissima con la quale rivestirete due stampi per torte di diametro 24 con attorno un bordo di due cm. Cuocete gli strati di pasta per 15 minuti a 240 gradi.
Io non ho proceduto manualmente ma ho semplicemente preparato la frolla con la planetaria. Ho seguito il tempo di riposo per due ore e  poi ho preparato due sfoglie di frolla con una delle quali ho foderato una teglia per crostata dal diametro di 20 cm e ho mantenuto il bordo di tre circa. L'altra sfoglia al momento la lasciamo in frigo e ho proceduto con il ripieno

Per il ripieno
125 gr. di pistacchi  (150 gr. di pistacchi)
125 gr. di mandorle (150 gr. di mandorle)
4 albumi (2 albumi)
200 gr. di zucchero (100 gr.)
la buccia grattugiata di mezzo limone (omessa)
due cucchiai di acqua di rose oppure un cucchiaio di rum (un cucchiaio di rosolio alle rose)

Macinare o frullare i pistacchi pelati. Montare le chiare a neve e aggiungere gradatamente tutti gli ingredienti mescolando accuratamente. Spalmare il composto su uno strato di pasta già cotto e ricopritelo con l'altro disco. Infornare a 200 gradi e cuocere a questa temperatura per altri 15 minuti.
Ho preparato il ripieno come descritto ma qui ho portato la variazione di preparazione più importante.
Tutto questo procedimento mi sembrava complesso e allora ho versato sulla teglia foderata di frolla il ripieno ed ho poi ricoperto con l'altra sfoglia (che ho in parte ritagliato con lo stampo a cuore) il ripieno, rifinendone e sigillandone i bordi.
Poi ho messo in forno caldo a 180 gradi ed ho cotto la torta per 40 minuti.

Per decorare
150 gr. di copertura di nocciole (ho usato la crema gianduia Venchi all'olio d'oliva, ma si può optare per la più nota Nutella, o La Crema Novi e così via..)
pistacchi (pistacchi ed altre decorazioni)
Una volta raffreddata spalmare la superficie della torta con la crema di nocciole e decorare a piacere (e qui nessuna variazione). Servirla con una cucchiaiata di crema alla nocciola


Abbiamo usato per servirla un piatto con disegni anni '70

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domenica 19 ottobre 2014

Macaroni and cheese!

Sottotitolo: non tutte le ricette escono col buco!
Sottotitolo alternativo: doveva essere una cacio e pepe!!! *__*
Sottotitolo per ottimisti: come ti trasformo un flop in una ricetta "my way"... ^__^

E' andata così...che decido di preparare una mia libera interpretazione della famosissima cacio e pepe romana, piatto che adoro...anzi ADOOOOORO!
Ideonaaaaa.....la faccio con i rigatoni giganti e col formaggio Le Gruyère...che è quello senza buchi...si si... perfetto...i buchi ce li hanno già i rigatoni, quindi non serve che li abbia il formaggio....e poi ha quel suo gusto deciso e pieno...pieno di sapore,  che solo a immaginarmelo col pepe...slurp! Si si... lo faccio così....e lo faccio anche figo e lego i rigatoni con dei nastri ricavati da un porro....cavolo bellissimo!!!!! No ma questa è davvero una genialata....sto giro ho avuto davvero una bella pensata.....
Si! Peccato che tra il dire e il fare ci sia di mezzo io!!!! (e qui se fossi un fumetto ci scriverei uno "Sgrunt" che rende bene ...)

E' successo quindi che fino al passaggio di cuocere la pasta e legarla con il nastro di porro è andato tutto bene.... ma non sono riuscita ad avere una crema di formaggio che avvolgesse poi la pasta e quindi il formaggio colato colato sui rigatoni ha fatto l'effetto che vedete in foto....quindi invece di chiamarla Cacio&pepe .... mi sembrava più una Macaroni And Cheese....con aggiunta di pepe!

Una precisazione va fatta.... che era buono da sognare!!!!! I ragazzi se la sono gustata veramente! Quindi visto il successo riscosso ho deciso di pubblicarla per il concorso dei Formaggi Svizzeri....perché come dicono loro "non tutti i formaggi escono coi buchi"...e nemmeno tutte le ricette, ma se fatte col formaggio giusto il gusto non ne perde affatto!!!!

 
Macaroni and Cheese - Paola
Ingredienti per 3 persone:
250 gr di rigatoni giganti (o maccheroni)
200 gr di formaggio Le Gruyère DOP
1 noce di burro
pepe
porro
 
Far bollire una pentola d'acqua salata e lessare i rigatoni.
Nel frattempo tagliare a dadini il formaggio Le Gruyère e scioglierlo in un pentolino antiaderente col burro e qualche cucchiaio di acqua di cottura. Fate attenzione: questa fase va fatta all'ultimo momento, appena prima di scolare la pasta!
Scolare i rigatoni, legarli con un nastro ricavato da una foglia di un porro e metterli in posizione verticale, quindi versare la crema di formaggio sui rigatoni e spolverare con pepe nero a seconda del vostro gusto, io di solito abbondo!


E anche quest'anno #noiCHEESEamo  e per il terzo anno consecutivo partecipiamo al concorso organizzato dalla premiata ditta Formaggi Svizzeri e Peperoni e patate!


Un abbraccio a tutti
Paola
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giovedì 16 ottobre 2014

Crostata di mele al rosmarino di Knam









Adoro le torte di mele e credo di avere una raccolta di ricette notevole, su questa ero dubbiosa, l'abbinamento del rosmarino alle mele in un dolce non mi convinceva e invece ha avuto ragione Knam. E' deliziosa. La ricetta è tratta dall'Arte del dolce di E. Knam



Crostata di mele al rosmarino
per 8 porzioni

Pasta frolla (per circa 600 g)
150 g di burro
150 g di zucchero semolato
1 uovo (oppure 2 piccoli)
vaniglia in polvere
6 g di lievito in polvere
300 g di farina 00
un pizzico di sale


3 mele Golden
un cucchiaio di calvados
rosmarino tritato + poco per la decorazione
50 g gelatina in polvere (ho usato della gelatina di albicocche)

Crema frangipane (per circa 400 g)

100 g farina di mandorle
100 g burro morbido
100 g zucchero
30 g farina 00
1 uovo


Per la frolla. Nella planetaria mettere burro e farina, lavorare fino ad ottenere un briciolame quindi unire gli altri ingredienti, formare una palla, avvolgerla in pellicola e porre in frigo per 4 ore

Per la crema frangipane. Montare il burro con lo zucchero, unire a filo l'uovo prima sbattuto, quindi le farine. Conservare in frigorifero

Foderare uno stampo da 24 cm ben imburrato con la pasta frolla stesa ad uno spessore di circa 3 cm. Versare sul fondo la crema frangipane, cospargere di rosmarino tritato e disporre le mele a raggiera le mele tagliate a fettine. Cuocere in forno a 180° per circa 35'.
Sciogliere sul fornello la gelatina di albicocche con il liquore, spennellare tutta la torta, fare rapprendere e decorare con un ciuffetto di rosmarino
Nadia




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