lunedì 1 febbraio 2016

MTC 53: IL VINCITORE E'...............................

Lo so che vi state rodendo per sapere chi ha vinto, ma non ve lo dico subito subito (tanto lo so che correte sotto a guardare)
Prima voglio ringraziare (!) Monica e Luca di Fotocibiamo per avermi passato il testimone (vepossino)
Poi voglio ringraziare tutti voi per aver apprezzato il tema della gara e per aver partecipato con grande entusiasmo, grande professionalità e serietà, grandissimo sentimento.
Delle 227 ricette in gara non ce n'è stata una banale e sciatta, ma non ci sono stati neanche gastrofighettismi, neanche uno! Ormai mi conoscete, io sono molto "di panza e di sostanza" e il gastrofighettismo mi fa venire l'orticaria; ebbene nessun post fuori dalle righe nonostante abbiate presentato minestre elegantissime.
Ho letto le ricette una per una (qualcuna devo ancora commentarla, lo farò al più presto) dedicando a ognuna tantissimo tempo perchè tutti, ma proprio tutti i post sono pieni di sentimento, storia, cultura, amore e anche dolore. Mi sono commossa a ogni riga, ho viaggiato su e giù per l'Italia e in giro per il mondo conoscendo tradizioni locali, e tradizioni di famiglia, storie personali e storie di popoli legate indissolubilmente al cibo servito in tavola.
Avete mobilitato un esercito di nonne che me le vedo tutte insieme, col grembiule e il mestolo in mano, a chiedersi l'un l'altra "cosa è successo? guarda te che ci hanno scomodato per quella minestra che da piccola non gliela facevi mangiare manco a legnate e ora? Ora guarda come l'hanno fatta bene, è anche più bella della mia...... e guarda che hanno pure raccontato di noi.... " E stanno li tutte soddisfatte.
Avete raccontato con entusiasmo le tradizioni locali di un luogo che amate o dove avete lasciato il cuore, facendoci scoprire ingredienti sconosciuti e ricette nuove.
Avete raccontato anche storie di popoli e paesi a noi lontani.
Avete messo il vostro cuore e la vostra anima in quei post condividendo pezzetti di vita anche dolorosi insieme alla zuppa che ve li ricorda, o che vi ricorda come li avete ormai superati.
Ebbene non mi aspettavo che scrivere di una minestra portasse a tanto ed è bellissimo, vuol dire che ci sentiamo bene in questa sfida, con queste  persone!

Ma veniamo al dunque, alla fine bisognava scegliere purtroppo, perchè comunque il vincitore è uno e tutti gli altri sono secondi, come dice Alessandra.


...e invece NO! stavolta i vincitori sono DUE! Michael e Eleonora di Burro e Miele con la loro

Goldene Yoykh con knaidelach - La penicillina ebraica





Questa ricetta è stata scelta da loro per raccontarci della tradizione ebraica askenazita, ma anche per trasmetterci il concetto che la tradizione si evolve a seconda del tempo, luogo, disponibilità.

Questa ricetta ha anche tradizionalmente una valenza curativa e Michael ci spiega che ha anche riscontri scientifici (ma anche le nostre nonne dicevano che il brodo di pollo curava il raffreddore)

Alla fine questa ricetta è anche semplice e buonissima, ve lo posso assicurare perchè oggi a pranzo l'ho preparata (senza i knaidelach) ...e insomma, ho il marito raffreddato, quasi moribondo eh....

Questa è la ricetta a cui sono tornata sempre mano a mano che procedevo con la lettura perchè rispondeva a tutto quello che cercavo da questa gara.

Ve l'ho detto che sareste tutti da podio e questo fatto rendeva le cose sempre più difficili mano a mano che procedevo. Invece di assottigliarsi, la lista si allungava sempre di più quindi voglio segnalare qualche ricetta che mi ha colpito particolarmente e dove ho lasciato il cuore:

 La Zuppa Dolce, di Anna Maria de La cucina di qb, la Soup Joumou di Cinzia di Cindy Star blog, la Farinata con gli Stracci di Francesca di 121 gradi, la Menestra Signorina di Valeria di Murzillo Saporito, la Ciorba Radauteana di Federica de La Blonde Fenmme, il Goulach finlandese di Ilaria di Soffici, la Zuppa di Mostardelline di Monica di Fotocibiamo, la Zuppa dal sapore antico di Enrica di Coccola Time, la Minestra di mischiato potente di Roberta Cornali di Vado a vivere in Campagna, la Rebullida campagnola di Mai de Il Colore della curcuma, El Minestrun del Savini di Nora di TataNora, la Favata Sarda di Rita di Pane e Gianduia, il Passato di cicerchie alla paprika di Cristina di Poveri ma belli e buoni, Su Filindeu di Cristiana di Beuf a la mode ...... e poi tutte le altre veramente che mi hanno incuriosito per un motivo o per l'altro, continuo a guardare l'elenco pieno di segni e colori e vi citerei tutti uno per uno, chi ha usato la pagnotta o la zucca come contenitore, chi l'ha fatto di pasta, che ha fatto pani colorati e la pasta fatta in casa, chi ha sfidato la pioggia per andare in un certo negozio e chi ha ordinato ingredienti speciali per posta, insomma tutte interessanti, tutte che insegnano qualcosa ...

La più buffa? La Blody Mary Soup di Susy May di Coscina di Pollo, troppo carina la presentazione!

chi ha fatto le zuppe di aglio o di cipolla avrà per sempre il mio eterno riconoscimento, lo so sono una raffinata!

Grazie grazie a tutti, è stato un mese faticosissimo e bellissimo, ora tutti da Michael ed Eleonora a festeggiare!








Stampa il post

mercoledì 27 gennaio 2016

Charlotte ai marroni



 Cercando di emulare con poco  successo l'amica Ilaria, ho riprodotto in versione invernale la sua charlotte che potete trovare qui nella versione estiva.



Charlotte ai marroni

Per i savoiardi:
3 albumi
120 g di zucchero
6 tuorli
1 cucchiaino di miele di tiglio o acacia
110 g di farina
50 g di fecola
Per la bavarese alla crema pasticcera:
5 tuorli
150 g di zucchero
50 g di amido di mais
750 g di latte intero
18 g di colla di pesce
600 ml di panna liquida fresca
Semi di una bacca di vaniglia
  4/5 cucchiai di marsala
Per guarnire:
marrons glaces una scatole
cialde e bastoncini di cioccolato
zucchero a velo 
Montare i tre albumi con lo zucchero ed a parte, mescolare i tuorli con il miele. Unire il mix tuorli-miele, poco alla volta, agli albumi montati con lo zucchero, mescolando delicatamente. Inserire quindi la farina setacciata con la fecola ed amalgamare, a mano, mescolando dal basso verso l’alto, cercando di non far smontare il composto.
Con una sacca da pasticceria con bocchetta media e liscia, formare dei savoiardi di 10-11cm di lunghezza. Spolverare con abbondante zucchero a velo e nebulizzare sopra alla superficie poche goccioline d’ acqua.
Cuocere a 180°C per 20-25 minuti, fino a quando la superficie dei savoiardi si sarà leggermente crepata.
Una volta freddi, staccarli delicatamente dalla teglia 

Per la crema:
In una casseruola con il fondo spesso mescolare i tuorli con lo zucchero ed i semi della bacca di vaniglia. Incorporare l’amido di mais e stemperare il tutto con poco latte preso dai 750 ml. Aggiungere anche il restante, sempre a freddo, e portare tutto ad ebollizione, sempre mescolando, su fuoco dolce.
Quando la crema comincia a raddensare mescolare energicamente, in modo che gli eventuali grumi spariscano. Cuocere per un minuto, togliere dal fuoco, filtrarla e farla raffreddare a 40 gradi circa.
Mettere la colla di pesce a bagno in 100 ml di acqua fredda per una decina di minuti; scaldare a fuoco bassissimo fino a scioglimento ed unire alla crema pasticcera raffreddata mescolando bene. Unire anche  il liquore.
Far raffreddare tutto a 25-30 gradi. Nel frattempo montare la panna a tre quarti; la sua consistenza non deve essere troppo soda, ed unirla quindi alla crema. Amalgamare perfettamente i due composti.
Montaggio del dolce:
Imburrare ed inzuccherare un cerchio per bavarese di 20 cm circa (il mio era 23), alto almeno 8 cm ed appoggiarlo al piatto di portata.
Bagnare con poca marsala i savoiardi dalla parte piatta e foderare il cerchio disponendoli in piedi con la parte piatta rivolta verso l’interno. Foderare anche il fondo di savoiardi bagnati con poco liquore.
Versare metà  crema, disporre 3/4 di marroni sbriciolati e terminare con la crema fino a un cm circa dall’altezza dei savoiardi e riporre in frigo per almeno 6 ore.
Decorare con i marroni rimasti, le cialde, i bastoncini e ciuffi di panna montata
Nadia 

Stampa il post

domenica 24 gennaio 2016

Zuppa di cipolle

Eccomi....riappaio a intermittenza come le lucine dell'albero di natale...ma in questo periodo non riesco a fare di meglio purtroppo.
Ma potevo mancare questo mese in cui la Vitto per la seconda volta è la padrona di casa di questa sfida? Che poi lei se ne esce tranquilla con una cosina così semplice come una zuppa....che può sembrare fuori moda....e invece è un successone e soprattutto si son viste ricette davvero favolose!
E questo non gioca a mio favore...perché io non riesco a immaginare... ho bisogno di cose semplici in questo momento... di rassicurazione... di ritrovare fiducia.... e ho deciso di coccolarmi con un pilastro tra le zuppe...che magari non piace a tutti, ma lo si sa in partenza. Perché la zuppa di cipolle è schietta....non ti racconta favole...è quello che vedi... è certezza....e se decidi di fidarti non ti deluderà!


Zuppa di cipolle - Paola

Ingredienti per 4 persone:
500 gr di cipolle (io quelle bianche)
1 lt di brodo
40 gr di farina
50 gr di burro
1 bicchierino di brandy

8 fette di pane tostato (il mio era pane rustico con i semi)
200 gr di formaggio tipo emmental

sale e pepe q.b.

Affettare sottilmente le cipolle e metterle in un tegame con il burro. Far cuocere per circa 15 minuti a fiamma moderata finche le cipolle non diventano morbide e iniziano a dorare.
Aggiungere quindi la farina e mescolare bene. Sfumare con il bicchierino di brandy e quindi aggiungere il brodo ben caldo. Coprire e proseguire la cottura per altri 20 minuti. Aggiustare di sale e aggiungere il pepe se piace (a noi piace sempre tanto).
Nel frattempo far tostare in forno le fette di pane facendo attenzione a non farlo bruciare (come ho fatto io che ho dovuto buttare e rifare con altre fette!).
Grattugiare il formaggio con la grattugia a fori larghi, quella per le carote per intenderci.
Prendere delle ciotole che possano andare in forno, versare la zuppa di cipolle e mettere quindi le fette di pane, cospargere con il formaggio e mettere in forno sotto il gril il tempo necessario a far colorire il tutto.

Portare in tavola senza bruciarvi...e gustare in tutta tranquillità!



E con questa ricetta partecipo alla sfida numero 53 dell'MTChallenge!

Buona zuppa a tutti....un abbraccio
Paola


Stampa il post

lunedì 18 gennaio 2016

Torta al mascarpone e nutella





Questa torta ha fatto il giro del web, non potevo esimermi dal prepararla anch'io. Superfluo dire che ha avuto grande successo con gli amici di mio figlio

Torta mascarpone e nutella

250 g farina 00
250 g mascarpone
200 g zucchero
3 uova
i semi di una bacca di vaniglia
mezza bustina di lievito chimico
un vasetto piccolo di nutella
zucchero a velo

Nella  ciotola del Ken versare il mascarpone, la vaniglia e lo zucchero, montare con la frusta fino ad ottenere un composto liscio, unire le uova una alla volta, quindi delicatamente la farina a cui si sarà aggiunto il lievito e setacciato il tutto. Imburrare uno stampo di cm 22/24 a seconda se si vuole più o meno alta, il mio era cm 22. Versare metà del composto nella teglia, su questo la nutella a cucchiaiate, terminare con il resto del composto. Infornare a 180° per circa 40'/45', fare la prova stecchino. Una volta fredda e sformata, spolverare con zucchero a velo.
Nadia

Stampa il post

lunedì 11 gennaio 2016

Crostata ai funghi porcini

  

Con un pò di ritardo pubblico quest'ottima ricetta, ormai la stagione dei funghi, buona quest'anno, è passata ma si possono utilizzare anche dei funghi congelati

Crostata ai funghi porcini


Per la pasta brisè

300 g di farina (ho usato la Petra, fantastica)
150 g di burro morbido
sale
acqua fredda q.b.
un pizzico di funghi secchi tritati

Per il ripieno

400 g funghi porcini
uno spicchio d'aglio
prezzemolo, timo, santoreggia
100 g emmenthal svizzero grattugiato
25 g farina
25 g burro
300 g latte
sale e pepe
olio evo
una manciatina di funghi secchi ammollati in acqua

Nella planetaria versare la farina, il burro a pezzetti, sale e pepe, e un pizzico di polvere di funghi secchi tritati finemente. Iniziare ad azionare la frusta k e mano mano aggiungere tanta acqua fredda quanto serve per formare un composto omogeneo.  Stendere la pasta tenendone da parte 1/4 e foderare una tortiera con fondo amovibile cm 24 di diametro. Porre la tortiera in frigorifero per almeno 30'.
Mondare i funghi, tagliarli a tocchi grossi e rosolarli in padella con olio, un grosso spicchio d'aglio e una manciatina di funghi secchi tritati. Fare solo insaporire bene, unire un cucchiaio di prezzemolo tritato,le foglie di due rametti di timo, lo stesso di santoreggia, spegnere e fare raffreddare.
Con la farina, il burro e il latte preparare una besciamella, salare e fare raffreddare. Quindi unire i funghi e il formaggio. Riempire con questo composto il guscio di pasta brisè. Con la pasta tenuta da parte, formare delle strisce da stendere a grata sul ripieno oppure fate come me, usate il rullo per fare i rombi.
Infornare a 180° per circa 30'.
Consiglio di servirla leggermente intiepidita
Nadia













Stampa il post

martedì 5 gennaio 2016

MTC N.53 – LA RICETTA DELLA SFIDA DI GENNAIO E’................

di Vittoria



E’ passato quasi un mese da quel giorno, o meglio da quella sera in cui mi sono addormentata presto sul divano. Non mi succede mai, ma mai!!!!
E poi stavo aspettando che Monica svelasse il vincitore della Sfida di Novembre
ma mi sono addormentata..... 
come un sasso.....
Nulla era più lontano dalla mia mente come la possibilità di vincere.
Io? Maddai che ho visto meraviglie
E invece, svegliatami rattrappita e infreddolita, mentre mi trascino a letto, do un’occhiata al cellulare e trovo decine di notifiche. Boh chissà perché (ignara e tonta)
Ne apro una e vengo catapultata in un post pieno di risate e prese in giro perché non mi facevo viva….. dormivo beata io! Sono rimasta a bocca aperta e sono partiti un po’ di tepossino sparsi….. poi vi lascio immaginare come il sonno sia scomparso immediatamente (il rincitrullimento no quello me lo tengo) e come sia stata presa da una frenetica allegria.
E da una fifa blu
E ora? Ora cosa mi invento?
Io mica ci pensavo a vincere di nuovo, mica mi ero preparata un bell’elenco di ricette fighe da proporvi. Io non mi porto avanti mai. A me gli avvenimenti mi cascano addosso come l’acqua quando piove!
E ora? Dai sono fortunata e ho un mese di tempo per pensarci
Seeeeeeeeeeeeeee, un mese un corno, prima devo occuparmi dei regali, del Natale, del pranzo, dei biscottini, delle cene, gli ospiti, la vacanza, il viaggio del figliolo, ….
Stretto e intenso giro di messaggi con La Capa, che anche lei questo mese ha il suo daffare la all’equatore, e la ricetta è presto decisa con entusiasmo reciproco.
Alla fine il tempo si è ridotto drasticamente, ma fra un tacchino da sbudellare e un biscottino da infornare, ho cucinato anche per voi ed eccomi qui il pomeriggio prima di partire a svelarvi quello che vi aspetta per questa prima sfida del 2016.

Il minestrone e le zuppe

ma potrei dire Zuppe e Minestroni perchè il mio minestrone è solo uno dei tanti esempi che potevo proporvi, genovesissimo e legato alla mia terra come lo sarà la seconda proposta che vi faccio; La mesc-ciua semplicissima zuppa di legumi dello spezzino.  Poi voi potrete scatenare la fantasia o i ricordi per sorprenderci.

La nascita delle zuppe si perde nella storia dell’uomo che per sfamarsi mise in pentola qualsiasi cosa trovasse cuocendola a lungo perché diventasse commestibile e sfruttando poi ogni cosa che crescesse nel suo orto e nei campi una volta imparato a coltivare la terra.
Insomma le zuppe hanno viaggiato passo passo con l’uomo durante tutta la sua storia evolutiva. Ancora oggi le zuppe rimangono protagonista principe della cucina popolare e di famiglia.  Qualche trattoria tipica fortunatamente ancora propone un ottimo minestrone o altre zuppe tipiche locali.

A Genova era un piatto cucinato  in ogni trattoria di città e dell’entroterra, principalmente in primavera, stagione di abbondanza delle verdure, ma con qualche modifica si cucinava tutto l’anno e i marinai sbarcati a Genova dopo lunghi periodi di navigazione a gallette e stoccafisso, desideravano questo piatto “rigenerante”.
Non solo, ma nell’area portuale genovese esistevano addirittura dei ristoranti galleggianti, i “Catrai” che rifornivano di cibo fresco direttamente sottobordo i marinai di passaggio che non potevano scendere a terra. Il piatto principe era proprio il “Menestron”

“Al tempo dei "catrai" e delle "spezzine" che erano (come ricorda Sebastiano Bazzurro nel suo volume "Vecchia Genova marinara" del 1934) vere e proprie "caratteristiche osterie ambulanti" o galleggianti, che operavano nell'ambito portuale e che avevano a bordo una ben fornita dispensa (anche con vino "navigato e battezzato") e relativa cucina e che servivano i naviganti in arrivo, in partenza o di passaggio riuscendo sempre ad intendere e farsi intendere quale che fosse la loro lingua d'origine, pare che uno dei piatti preferiti e più richiesti fosse, appunto, il MINESTRONE” .(fonte)

Il “Menestron Zeneize”  a mio parere deve rispettare alcune regole fondamentali che lo caratterizzano:
-      Mancanza del soffritto
-      Presenza del pesto
-      Presenza dei funghi secchi o freschi
-      Presenza della crosta di parmigiano raschiata che si ammorbidisce in cottura
-      I formati adatti sono i “brichetti” che sono come spaghetti rotti corti o gli “scruccuzzun”, palline di pasta dura di circa 3 mm di diametro che tengono benissimo la cottura e anche il riposo nel minestrone per ore senza diventare molli.
-      Dev’essere ben denso; il cucchiaio piantato dentro deve restare in piedi!!!!
-      Va servito caldo, ma non rovente e in estate è buonissimo freddo (non gelato)

Le verdure del minestrone genovese
Scruccuzzun e Brichetti

E adesso bando alle chiacchiere e vi propongo la mia personalissima versione

MINESTRONE ALLA GENOVESE di casa mia

Le dosi le faccio a occhio, verdure e aromi devono essere equilibrati, nessuno deve preponderare; ho indicato pesi assolutamente indicativi e al netto degli scarti.
Questa è la versione invernale, in primavera si possono aggiungere piselli e fave fresche, erbe di campo, cipollotti dolci e il sapore cambierà.

Ingredienti x 4-6 persone
2 lt acqua
1 dl di olio extravergine di oliva
sale, pepe
1 foglia di alloro
100 g carota
50 g sedano
100 g cipolla bianca
10-15 g funghi secchi
2-3 gambi di prezzemolo
100 g zucca pulita
2-3 patate medie
100 g porro
100 g di fagioli freschi borlotti (o secchi ammollati e bolliti)
1-2 spicchi di aglio interi (da togliere prima che si disfino)
150 g zucchina
100 g fagiolini
2-3 foglie cavolo cappuccio
200 g bietoline piccole
100 g spinaci piccoli
100 g piselli (in inverno surgelati)
Un pezzo di crosta di parmigiano ben raschiata e lavata
Un cucchiaio o due di pesto (basilico, aglio, parmigiano, pecorino, pinoli, olio exv)
25-30 g a testa Brichetti - formato di pasta secca ligure che non scuoce. Si possono sostituire con spaghetti grossi spezzati corti

Per servire:
Parmigiano grattugiato
Olio extravergine di oliva
pepe




Lavate e pulite tutte le verdure, tagliatele a tocchetti regolari e le verdure a foglia a striscette. La dimensione dei pezzetti dev’essere simile in modo da ottenere un insieme armonioso.
Mettete tutte le verdure e gli aromi ad acqua fredda con poco olio, salate poco e portate a bollore. A questo punto aggiungete la crosta di parmigiano e fate bollire almeno 2-3 ore semicoperto e a fuoco bassissimo.
Ogni tanto schiacciate un po’ la verdura con il dorsi del cucchiaio.
Nell’ultimo quarto d’ora di cottura buttate la pasta. Controllate che la zuppa sia abbastanza brodosa per permetterne la cottura. Mescolate spesso perché in questa fase si attacca facilmente. A fine cottura deve restare una zuppa abbastanza soda da tenere in piedi il cucchiaio piantato dentro.
Togliere la foglia di alloro e solo a questo punto aggiungete l’olio necessario e il pesto che non deve assolutamente cuocere. Correggete di sale.
La crosta di parmigiano, che sarà diventata morbida, va tagliata a pezzetti, uno per ogni commensale, per non litigare in tavola (è deliziosa).
In tavola poi ognuno aggiungerà olio crudo, pepe e parmigiano a piacere.




Note:
-      Cottura: non aspetto di avere tagliato tutto, ma inizio dalle verdure più dure a cuocere e comincio a buttarle in acqua mano a mano che le taglio.
-      Meglio iniziare con meno acqua e poi aggiungerla solo se serve perché non deve restare brodoso, ma bello denso.
-      Per il minestrone si possono usare le parti di verdura che altrimenti sarebbero buttate, spesso anche le bucce a patto che la verdura sia biologica: foglie brutte e torsoli di cavolo e cavolfiore, buccia di carota, gambi e foglie brutte di bietola, gambi più duri di sedano, foglie esterne o parti verdi del porro, bacelli dei piselli, ecc….
-      La pasta spesso la faccio cuocere a parte e la unisco alla zuppa lasciando poi amalgamare i sapori per 5 minuti.


Come seconda alternativa possibile vi propongo un’altra zuppa tipica ligure, la Mesc-ciua.
In italiano Mescolanza.
Zuppa di legumi e cereali tipica spezzina nasce dalla furbizia e pazienza delle donne che provvedevano a raccogliere ciò che cadeva dai sacchi di granaglie e legumi che venivano imbarcati al porto di La Spezia. Chicchi e semi che sarebbero altrimenti andati sprecati venivano così utilizzati per arricchire una dieta sicuramente povera. altre notizie qui


Zuppa molto semplice richiede ovviamente un’ottima qualità della materia prima non essendoci assolutamente nulla che possa “correggere” il sapore.
Questa ricetta è quella che ho sempre mangiato nello spezzino, senza aggiunta di altri sapori.




MESC-CIUA

Ingredienti per 4-6 persone

120 g fagioli toscanelli (io perlina)
100 g farro
180 g ceci
Olio extravergine di oliva
Sale
pepe

Mettete in ammollo per 8-12 ore tutti e tre gli ingredienti separatamente e lessateli sempre separatamente in acqua salandola solo negli ultimi 15 minuti di cottura.
Tutti e tre devono essere ben cotti , ma non spappolati.
Scolate ceci (l’acqua è schiumosa) e farro (l’acqua è torbida) e versateli nella pentola dei fagioli.  Il brodo dev’essere abbondante, eventualmente aggiungete acqua pulita. Fate sobbollire tutto insieme per 15 minuti in modo che i sapori si possano amalgamare, regolate il sale, aggiungete un poco di olio e servite con olio e pepe a parte.







Non mi resta che ringraziare Monica e Luca per avermi fatto l’onore di scegliere la mia ricetta, Alessandra per la sua energia, amicizia e voglia di reggere questo ambaradan anche dall’altra parte del mondo, tutta la fantastica redazione che la supporta e tutti voi che giocate. So che ci saranno tante new entry quindi affilate i coltelli!!!! 

Dai stavolta non c’è nulla di complicato.

Qui suMtchallenge trovate il regolamento



Con emozione vi auguro buon lavoro e aspetto di leggere le vostre meraviglie






Stampa il post

lunedì 14 dicembre 2015

Menu' al tartufo

In questo periodo sembra che ci sia il silenzio nella nostra cucina.
Può essere…quello che possiamo dirvi è che il silenzio del ricettario è dominato dal nostro quotidiano incontro…ci ritroviamo tutte non per parlare di cucina ma di noi, perché il nostro vivere il quotidiano e il confronto ci sembrano più pressanti della pubblicazione di una ricetta al giorno.
Ma a volte vogliamo stare assieme e anche cucinare. Così la nostra cucina Piccolina si trasferisce a Genova, in una luminosissima giornata di novembre, e a casa di Nadia irrompe un odore particolare, perché direttamente da Alba è arrivato il Tuber Magnatum Pico, altrimenti detto Tartufo bianco di Alba.
Avevamo progettato questo incontro per gustare il tartufo bianco e finalmente l’abbiamo realizzato.
Al meglio.
Con un pranzo degno del protagonista.
Vitto ha portato non dei semplici antipasti ma i Suoi piatti, che hanno accompagnato la focaccia agli spinaci di Nadia: la torta Pasqualina e la mitica insalata russa.
E per non farci litigare l’ultimo boccone (sì, abbiamo tre anni per l’insalata russa di Vitto) ci ha portato la porzione da portare a casa. Lei è così, pensa solo agli altri. (segue ricetta o indicazione della medesima)
Direttamente da Carmagnola e nientemeno che da Molineris, è arrivato anche  un vassoio ben assortito di pasticceria salata da accompagnare a delle ottime bollicine!

Nadia aveva preparato il burro con la panna  perché come primo piatto avevamo deciso di grattare il tartufo nei tajarin…ma non quelli del pastaio..ah no no! Perché per il Tuber Magnatum Pico ci voleva della pasta fresca che di meglio non si può..e il meglio può solo arrivare dalle mani fatate della nostra amica cara Adele. La cui ricetta è di seguito svelata.


Non è pranzo della domenica senza l’arrosto di Nadia, che per l’occasione si è ricoperto di una meravigliosa salsa tartufata.
Ci siamo saziate di tartufo. Sessantacinque grammi hanno accontentato ben otto commensali di appetito medio alto.


A questo punto le padrone di casa della Cucina Piccolina smettono di essere le protagoniste per dare il giusto spazio alla nostra amica Ilaria. Che ci vizia con le sue creazioni raffinate. Io che adoro il cioccolato mi sono gustata la sua Torta bassa al cioccolato (fondente!!!) ma la assoluta presenza scenica della Charlotte ai marroni  rende l’idea della raffinata squisitezza del dolce. Per chi poi voleva un pochino di frutta immersa nella crema al limone, eccoci accontentate da Nadia.




Il tempo dei saluti arriva però in fretta e ancora piene del profumo del tartufo ci ripromettiamo un altro incontro. Al più presto.

CREMA AL LIMONE CON MACEDONIA

Dose per 8/10 persone
5 limoni bio
8 cucchiai di zucchero
60 g maizena
4 uova
2 arance
2 banane
6 kiwi
4 mandarini
1 grappolo d'uva
2 pere
2 mele
1 ananas
1 melagrana

Lavare e asciugare i limoni, grattugiare la buccia, solo il giallo e spremere il succo. Mescolare in una pentola le uova intere, lo zucchero e il succo dei limoni. Aggiungere 1 litro di acqua, nella quale si sarà stemperata la maizena e le bucce grattugiate.
Mettere la pentola sul fuoco basso e sempre mescolando portare ad ebollizione, la crema si addenserà. Spegnere e lasciare raffreddare. Si dovrà ottenere una crema bella gialla.
Pulire e tagliare la frutta a pezzetti. Metterne un po’ da parte ed aggiungere il resto alla crema fredda. Mescolare per distribuire bene gli ingredienti e trasferire tutto in una ciotola, preferibilmente di vetro. Decorare con la frutta tenuta da parte, coprire con pellicola e mettere in frigo per un paio d’ore.


FOCACCIA CON GLI SPINACI nadia

500 g farina Petra 1 e Manitoba
mezzo cubetto di lievito di birra
350 g acqua tiepida
1 kg di spinaci
3 spicchi d'aglio
olio evo
sale

Sciogliere il lievito nell'acqua tiepida. Mettere le farine nella ciotola del Ken, salare e iniziare a lavorare con la frusta a gancio. Aggiungere 4 cucchiai di olio e gradatamente l'acqua in cui si è sciolto il lievito. Quando tutto il liquido è stato assorbito, aumentare la velocità e proseguire finchè l'impasto non s'incorda. Deve risultare un impasto liscio, privo di grumi e leggermente appiccicoso. Formare una palla, ungerla bene con l'olio, riporla nella ciotola, coprire con pellicola o un canovaccio e mettere a lievitare in forno spento, cioè lontano da correnti o aria fredda. Deve raddoppiare di dimensioni, ci vorrà all'incirca un'ora, un'ora e mezza, ma dipende dalla stagione e dall'ambiente.
Intanto mondare gli spinaci e lavarli accuratamente. Asciugarli bene con la centrifuga e tagliarli fini con un coltello. Porli ad insaporirsi in una padella con abbondante olio aromatizzato con l'aglio. Lasciare per qualche minuto girando continuamente gli spinaci, devono solo appassire e prendere sapore, quindi togliere l'aglio e fare raffreddare la verdura.
Prendere la pasta e dividerla in due parti, di cui una leggermente più grande. Raccomandazione: non rimpastare la pasta perchè riprenderebbe nervo e sarebbe difficile stenderla. Oliare una teglia (le dimensioni dipendono da quanto alta piace la focaccia, noi la preferiamo bassa quindi ho usato la leccarda del forno coperta di carta forno oliata) e stendere con le mani la parte più grande dell'impasto, su questo mettere gli spinaci distribuendoli uniformemente. Coprire con l'altra parte dell'impasto steso sempre con le mani, sigillando bene i bordi. Coprire e mettere in forno spento a lievitare per un'altra ora. Trascorso il tempo, preparare un'emulsione con mezzo bicchiere d'acqua, un terzo di bicchiere di olio ed abbondante sale. Con questa emulsione spennellare abbondantemente la superficie della focaccia dove si saranno praticate, con i polpastrelli, delle fossette. L'emulsione deve riempire le fossette. Infornare a 200/220° per circa 20'/25'. Anche qui i tempi sono indicativi, ognuno conosce il proprio forno!


TAGLIOLINI ALL'UOVO - dell'Adele
1 kg di farina per pasta all'uovo Pivetti
10 uova

L'Adele fa tutto a mano, quindi con il chilo di farina sulla spianatoia fa una bella fontana e all'interno rompe le uova intere e aggiunge un po' di sale, circa mezzo cucchiaino. Con una forchetta inizia ad amalgamare uova e farina e poi via, con energia e olio di gomito a lavorare il tutto fino ad ottenere una bella palla soda ed omogenea.
A questo punto avvolge l'impasto in un telo umido x non farlo seccare, quindi ne stacca un pezzetto alla volta e con l'aiuto della sua mitica Imperia, stende le sue belle sfoglie che mette a riposare sulla spianatoia.
Le sfoglie non devono seccare. Quindi vanno passate nella trafila per tagliolini da 3 mm, che verranno poi cosparsi di semola (NON di farina che diventa umida) e accomodati a forma di nido o stesi, come preferite, ad asciugare.

I tagliolini cuociono poi in 5 minuti buttati in acqua bollente salata!


INSALATA RUSSA - di Vittoria
Questa è la ricetta che facevo in rosticceria, deve essere un composto che mantiene la forma.
Faccio lessare 2 o 3 patate con la buccia, pelare tiepide e schiacciarle in una grande ciotola e condire con olio e sale.
Preparo la maionese con 2 uova, olio, succo di limone e un cucchiaio di senape. Ne aggiungo 2 o 3 cucchiai alle patate.
Trito un pugno di giardiniera sott’aceto ben sciacquata e lo aggiungo alle patate.
Mescolo bene l’impasto di patate.
Intanto cuocio in acqua salata piselli (se surgelati solo scottare), carote, zucchine (quelle chiare e sode), fagiolini piccoli. Zucchini e fagiolini solo in stagione.
Tutte le verdure cotte molto al dente e intere. Poi le taglio a cubetti e le mescolo all’ìimpasto di patate. La proporzione fra verdure e impasto deve essere equilibrata.
Assaggiare ed ev correggere il condimento con un altro po’ di maionese o sale/olio/limone.
La consistenza deve essere soda, mantenere la forma.
A questo punto sistemo l’impasto sul piatto di servizio dando la forma a torta o mattonella e poi spalmo con un velo di maionese per uniformare e decoro con ciuffi di maionese alternati a strisce di cetriolo, peperone rosso e giallo, tutti conserve in agrodolce più delicate di quelle sott’aceto. Sopra metto anche olive nere e fette di uovo sodo. Intorno spicchi di uovo sodo e rombi di peperone.
Alcune volte aggiungo anche nell’impasto cubetti di barbabietola rossa che ci stanno benissimo ma non piacciono a tutti. Anche i ciuffetti di cavolfiore ci stanno bene, ma lessati proprio al dente per non spatasciarli.
Quando faccio la variante con la superficie ricoperta di gamberetti lessati e sgusciati aggiungo nell’impasto base anche del tonno sbriciolato e nelle decorazioni dei filettini di acciuga sott’olio


Saluti dalla nostra cucina!




Stampa il post

mercoledì 2 dicembre 2015

MTC 52 ABBIAMO VINTOOOOOOO!!!!!

Ebbene si
 
ABBIAMO VINTOOOOOOO!!!!
 
Abbiamo vinto l'MTChallenge per la seconda volta!
 
incredibile davvero
oddio casco dal pero
 
La prima volta è stato a luglio 2012, con Il Paciugo Genovese nella sfida del Gelato lanciata da Mapi di Applepiedimarypie, e ora in questa bellissima sfida di novembre dei Raieu co-u Tuccu lanciata da Monica e Luca di Fotocibiamo!
 
 
Sono troppo felice, troppo, anche perché mai più pensavo che la mia ricetta dei Zembi d'Arzillo potesse vincere una sfida in cui ho visto in gara tantissime ricette sorprendenti!
Tanto tranquilla e serena che ieri sera mi sono distratta a guardare un film e mi sono addormentata sul divano senza il minimo sospetto di quanto stava succedendo a mia insaputa.
Svegliatami infreddolita ho deciso PER FORTUNA di farmi una tisana e mentre la sorseggiavo ho avuto la bella idea di dare un'occhiata al cellulare!
Oddio cosa succede?
Perché tutte queste notifiche?
Il sospetto non mi sfiorava nemmeno........
 
Dai ve la faccio breve, è bastato: 
aprire un post per insospettirmi,
un altro per capire,
uno ancora per sperare di aver letto male,
un ultimo post di conferma (ma allora sei de coccio, hai vintooo),
un bel TEPOSSINO per Monica
un altro per Alessandra (no, non arrivo a Natale, gnegnegnegne, ma quasi)
e allora vai con
i festeggiamenti,
la ridarella,
gli occhi sgranati,
lo scambio di messaggi frenetico,
tutti i complimenti che divento rossa
il marito svegliato di soprassalto che mi dice "ah tutto qui, mi hai spaventato"
come "tuttoqui"???????? ma io ho vinto l'MTChallenge!!!!! Niente da fare russava già di nuovo
 #esonsoddisfazioni
 
Mi sono addormentata gongolante alle 2 e alle 5 ero sveglia a pensare cosa proporvi a gennaio. Qualcosa che sia degno di stare alla pari delle bellissime sfide scorse e non è per niente facile, ma non preoccupatevi che con l'aiuto della mente malata brillante di Alessandra escogiteremo qualcosa di assolutamente inaspettato, già siamo al lavoro!

 
 
Voglio ringraziare Monica perché ha scelto di far vincere una ricetta sconosciuta a molti, una bella occasione per recuperare i sapori un po' dimenticati di un piatto nato per sfruttare tutto il sapore e i profumi di ingredienti poveri (in origine era fatta con pescetti di scoglio difficilmente mangiabili in altro modo)
Voglio ringraziare Alessandra e tutto lo staff dell'MTChallenge che tengono in piedi questa baracca e ci danno la possibilità di divertirci un mondo imparando tantissimo.
Voglio ringraziare tutti quanti voi che mi avete fatto i complimenti, le congratulazioni e gli auguri e ce aspettate con trepidazione e impazienza di giocare ancora insieme
 
GRAZIEEEEEEE!!!!!
 
Arrivederci al 5 gennaio
Vitto

Stampa il post

domenica 29 novembre 2015

DOLCE LEMON CURD E PANNA COTTA








 Dolce che ho preparato per il compleanno di mio marito con i gusti che lui predilige

Dolce lemon curd e panna cotta

Bisquit alle mandorle
100 g pasta di mandorle
2 uova
20 g farina
la scorza grattugiata di un limone
un cucchiaino lievito
40 g burro fuso

Panna cotta
250 g panna da montare
100 g zucchero
250 g yogurt greco
6 g colla di pesce

Crema al Lemon curd
un vasetto di lemon curd da 380 g
400 g di crema pasticcera
6 g colla di pesce

 Meringhe
60 g albumi
60 g di zucchero semolato

Mettere la pasta di mandorle nella planetaria e lavorarla qualche minuto, unire un uovo alla volta e la scorza del limone. Lavorare fino ad avere un composto omogeneo. Aggiungere la farina setacciata con il lievito alternandola al burro fuso. Versare il composto in uno stampo rettangolare cm 20 di lato e cuocere in forno a 180° per 8/10 minuti. Fare raffreddare

Portare quasi a bollore la panna, unire la colla di pesce prima ammollata in acqua fredda e ben strizzata, lo zucchero e mescolare bene. Quando fredda unire lo yogurt mescolando accuratamente.

Per la crema al lemon curd, fare la crema pasticcera e mentre è ancora calda  unire la colla di pesce ammollata e ben strizzata. Fare intiepidire ed unire il lemon curd amalgamando bene

Comporre il dolce. Foderare un quadrato di 20 cm di lato con pellicola, mettere sui bordi dell'acetato.
Disporre sul fondo il bisquit alle mandorle, versare sopra la crema al lemon curd e porre in frigo una mezz'ora a raffreddare. Quindi completare con la panna cotta, Porre in frigo almeno sei ore

Per la decorazione, montare a neve ben ferma gli albumi con lo zucchero, mettere il composto in una sac a poche e disporre dei disegni a piacere su di una leccarda coperta da carta forno. Fare cuocere per un'ora a 150°
Nadia




Stampa il post

mercoledì 25 novembre 2015

ZEMBI D'ARZILLO PER L'MTC N.52

di Vittoria


Con gran piacere ancora MTChallenge!
La voglia di imparare e provare cose nuove non si esaurisce mai!
Questa è la mia seconda proposta per la sfida di novembre lanciata da Monica di Fotocibiamo a tema "Ravioli con sugo a lunga cottura" e ho scelto una ricetta genovesissima e poco conosciuta.

L'Arzillo è il profumo/sapore del mare, quello delle alghe verdi che ondeggiano sugli scogli nella risacca. Zembo in genovese significa gobbo, ma pare che Zembi invece derivi da Zembil, il canestro usato dai pescatori tunisini per il pesce.....
L'unica variante che ho fatto io è l'aggiunta della curcuma per una pasta giallo oro.


Per la pasta:
300 g di farina 0
2 uova
2 mezzi gusci di vino bianco
un cucchiaino colmo di curcuma
impastare tutto fino ad avere un bel color oro omogeneo e fare riposare un'ora ben coperto.

Per il ripieno e il sugo:

1 gallinella di circa 350 g
500 g di cicale
sedano carota cipolla porro
alloro prezzemolo timo
2 fettine di zenzero
1 bicchiere di vino bianco
1 cucchiaio di olio extravergine
sale e pepe
1 cucchiaio di maizena
2 uova
1 cucchiaio di parmigiano reggiano grattugiato
un pizzico di maggiorana
poco pangrattato

con 2 litri di acqua, tutte le verdure e gli aromi fare un brodo cuocendo almeno mezz'ora.
Immergere le cicale e cuocerle per pochi minuti. Scolarle, metterle da parte e cuocere nel brodo la gallinella.
Estrarla dal brodo, ricavare la polpa e tenerla da parte. Rimettere gli scarti nel brodo
Pulire le cicale, mettere la polpa con quella del pesce e gli scarti nel brodo.



Il sugo:
Fare sobbollire il brodo lentamente per almeno due ore parzialmente coperto.
Filtrare il brodo schiacciando bene per estrarre tutti i succhi. Rimetterlo sul fuoco bassissimo con un cucchiaio di olio e lasciare ridurre della metà, dovremmo ottenere circa mezzo litro di brodo concentrato.
Addensare con un cucchiaio di maizena e tenere in caldo

Il ripieno:
schiacciare bene la polpa del pesce e delle cicale amalgamandola con le uova, il parmigiano, la maggiorana. Aggiustare di sale e pape e se troppo umido aggiungere poco pangrattato.



I ravioli:
Tirare la pasta sottilissima, con un cucchiaino fare una fila di palline di ripieno, piegare la pasta a coprire le palline, schiacciare con le dita in modo da chiudere bene, ritagliare i ravioli con la rotella tagliapasta e disporre su un telo cosparso di semola fino al momento della cottura.
Se non si usano subito, meglio surgelarli distesi e poi raccoglierli in sacchetti.

Cuocere i ravioli in abbondante acqua bollente, scolarli e condirli con il sugo tenuto in caldo.




Questa ricetta partecipa all'MTChallenge di Novembre





Stampa il post

MTC 52: RAVIOLI DI PATATE E VERZA ALLA BARBERA CON SUGO DI CODA

di Vittoria



Eccomi all’ultimo minuto al consueto appuntamento mensile con la sfida più divertente che c’è, l’MTChallenge!!!!
Il mese scorso hanno vinto Monica e Luca di Fotocibiamo e per questo mese ci hanno proposto i Raieu co-u tuccu, la loro meravigliosa versione dei classici ravioli genovesi con il sugo. La sfida si gioca soprattutto sul sugo a lunga cottura.

Per la prima ricetta voglio proporvi un sugo fatto con la coda, un taglio poco utilizzato e considerato quasi uno scarto, che invece è gustosissimo!

Ho cercato l’ispirazione fra i miei libri e l’ho trovata  nel meraviglioso Daube a la Provençale di Escoffier! Lui stesso ne indica una versione proprio con la coda e suggerisce di accompagnarlo con della pasta!

Cotto a lungo nel vino rosso, aromi e sapori, regala un sugo dal sapore molto intenso e vellutato che ho scelto di valorizzare con un raviolo profumato con lo stesso vino e un ripieno dal sapore dolce.

 
 
 

RAVIOLI DI PATATE E VERZA ALLA BARBERA CON SUGO DI CODA

 

Per la pasta:

300 g di farina 0

1 uovo e 1 tuorlo

3 mezzi gusci di vino barbera senza alcool (bollito 3 minuti)

Mettete da parte 50 g di farina e impastate tutti gli ingredienti tenendo da parte 50 g di farina da aggiungere poco alla volta fino a ottenere una pasta soda. Fate riposare coperta per almeno un’ora.
 
Per il ripieno:

200 g ricotta tenuta a colare qualche ora

200 g di patate lesse schiacciate con la forchetta

100 g di foglie di verza private delle coste dure (peso netto cotto e strizzato) tritate fini

1 uovo grande

40 g di parmigiano reggiano grattugiato

Sale

Pepe

Mescolate tutti gli ingredienti impastando e schiacciando bene in modo che non ci siano pezzi duri o troppo grossi. Regolate sale e pepe e se fosse troppo morbido aggiungete un cucchiaio di pangrattato.

 


Per il sugo:

3 rocchi grandi +3 piccoli di coda di bue

1 bottiglia di vino barbera

1 costa di Sedano

1 carota grande

1 cipolla grande

1/2 porro

1 foglia di Alloro

3 gambi di prezzemolo

1 rametto di timo

La scorza di ¼ di arancia non trattata

3 semi di Cardamomo

1 Chiodo di garofano

5-6 grani di pepe nero

Sale

1/2 litro di brodo di carne o verdure

2 noci di burro

1 cucchiaio di maizena

Mettete a marinare una notte la carne con le verdure a pezzi, gli aromi e coperta di vino.

Scolate i pezzi dalla marinata, metteteli in una casseruola di coccio con una noce di burro e fate prendere colore, poi aggiungete aromi e verdure, salate, coprite con il vino e portate a ebollizione. Abbassate il fuoco al minimo e lasciate sobbollire semicoperto per almeno 4 ore, meglio 5 girando i pezzi di carne ogni tanto. Trascorso questo tempo il sugo si sarà molto ristretto e la carne si sarà disfatta staccandosi dalle ossa.

Eliminate le ossa, aggiungete la tazza di brodo, mescolate bene e colate tutto attraverso un setaccio in modo da separare la carne sfilacciata dal sugo molto saporito.

(La carne l’ho poi usata per uno stufato con salsa di pomodoro, brodo, patate)

Fate raffreddare il sugo di carne ottenuto e sgrassatelo.

Sciogliete la maizena in poco liquido freddo, portate il sugo a ebollizione e aggiungete la maizena poco alla volta fino alla cremosità desiderata.


Stendete la pasta sottile, distribuite mucchietti di ripieno grossi come una nocciola circa, piegate la pasta a coprire il ripieno, schiacciate bene intorno e tagliate i ravioli con la rotella tagliapasta.
Metteteli su un telo cosparso di semola. Se non li usate subito congelateli stesi e poi riuniteli in un sacchetto.
Cuocete i ravioli per pochi minuti in acqua bollente, scolateli, conditeli con il sugo caldo e serviteli immediatamente.

 


Questa ricetta partecipa all’Mtchallenge di novembre
 
 
 
 
Stampa il post
Related Posts with Thumbnails