venerdì 3 luglio 2015

Cheese cake pistacchio e crema di torrone (per questa volta!)

Questo tipo di dolce lo preparo spesso d'estate. La sua caratteristica è la versatilità degli ingredienti, che devono rispettare solo le quantità necessarie affinché, dopo qualche ora in frigo, il dolce si possa affettare. Non richiede cottura ed è semplicissimo, quasi una non ricetta.


Cheesecake pistacchio e crema di torrone
Per la base:
200 gr. di biscotti secchi
80 gr. di burro fuso.

Si parte tritando i biscotti e fondendo il burro. Versare la farina di biscotti nel burro, mescolare bene e con questo composto ricoprire il fondo di una tortiera con bordo sganciabile. Mettere in frigo per almeno mezz'ora.
E' la classica base per la cheese cake. I biscotti classici sarebbero i classici Digestive, ma io preferisco usare biscotti secchi i cui ingredienti non contengano olio di palma. Ho usato i biscotti Osvego Gentilini, nella cui lista degli ingredienti compare come grasso usato il burro. Tengo a precisare che la scrivente, così come il Blog non fanno pubblicità a nessuna azienda. Trattasi di scelte personali.

Per il ripieno:
350 gr. di ricotta
120 gr. di yogurt al pistacchio (un vasetto)
120 gr. di zucchero 
20 gr. di liquore crema di torrone
8 gr. di colla di pesce

Ammollare la colla di pesce in acqua fredda. Versare lo zucchero in una terrina e aggiungere la ricotta e mescolare bene fino a quando lo zucchero è bene incorporato. Quindi versare lo yogurt e mescolare bene. Scaldare il liquore crema di torrone e incorporare la colla di pesce ben strizzata. Spegnere il fuoco e mescolare fino a che sia ben sciolta. Versare il composto nella tortiera e riporre in frigo fino a quando rassoda. Ci vorrà circa un'ora.
E qui vorrei dire che la cheese cake può avere diversi ingredienti che variano a seconda della consistenza e sapore che si vuole dare alla torta. Quindi possiamo aggiungere ai 350 gr, di ricotta:
- 150 gr. di ricotta
- 150 gr. di panna montata
- 150 gr. di philadelpia
-150 gr. di mascarpone
oppure usare gli ingredienti sopra diminuendo o aumentando le dosi a seconda dei latticini scelti. Anche gli aromi possono variare a seconda dei gusti. Si può usare un liquore diverso, o succo di limone o vaniglia. Oppure lo yogurt che può essere di diversi gusti o anche naturale.

Per il topping:
un vasetto di yogurt al pistacchio
30 gr. di crema di torrone
4 gr. di colla di pesce
lamelle di mandorle.

Ammollare la colla di pesce in acqua fredda. Mescolare lo yogurt con il liquore crema di torrone, prenderne una piccola parte, scaldarla per un minuto e  incorporare la colla di pesce ben strizzata. Spegnere il fuoco e mescolare fino a che sia ben sciolta. Versare il composto nella tortiera e riporre in frigo fino a quando rassoda. Io dopo dieci minuti ho aggiunto le mandorle a lamelle. 
Anche il topping può variare a seconda dei gusti. Può essere di solo yogurt, o di frutta frullata o di crema ..insomma anche qui la fantasia non ha limiti
Dopo circa tre/quattro ore il cheese cake è pronto per essere servito


Buona giornata
Miriam
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giovedì 25 giugno 2015

BRABURGER ALLA STAZIONE DEL TRENO PER L’MTC 49

Di Vittoria

Questo mese la sfida dell'MTChallenge, lanciata da Arianna di Saparunda’s Kitchen, ha come tema...nientepopodimenoche.........
 
The American Burger!!!!
 
 

E non parliamo di prodotti da grande catena americana, ma di un meraviglioso panino imbottito con ogni ben di Dio, con il meglio del meglio che possiamo trovare. 

Bellissimo terreno su cui confrontarsi perché non è facile come sembra! E ancora una volta occasione di imparare tanto pur su un argomento che a prima vista appare banale. Ma chi non ha mai preparato un hamburger? Eh però …. Vi consiglio di andare a curiosare su MTChallenge nei post Tips & Tricks, che approfondiscono l’argomento dal punto di vista tecnico, e in quelli del Tema del Mese "Panini dal Mondo", che ci porta a conoscere i panini tipici di tanti paesi.

E questo mese vado di fretta che il 26 ho da traslocare e sto impacchettando il mondo. Peccato perché ne avevo in testa almeno altri due, ma è già un miracolo che riesca a scrivere questo post, mi si stanno chiudendo gli occhi dal sonno.




Appena saputo il tema della sfida, la piemontese che è in me ha immediatamente deciso che l’ingrediente principale sarebbe stata la meravigliosa salsiccia di Bra, quella di vitello, quella che si può mangiare cruda, quella con cui ho fatto merenda d’estate per tutta la mia infanzia con una bella fettona di pane spalmata con la pasta di salsiccia cruda!


Foto da QUI



Sul sito del Consorzio Qui potete trovare tutte le informazioni riguardo a questo prodotto eccellente!







Poi si è pensato a tutto quello che sta intorno alla polpetta, che deve esaltarla e accompagnarla, e cosa risponde meglio a questa esigenza se non usare prodotti del territorio, quasi a km zero?

Per questa polpetta saporita e speziata cosa c’è di meglio che esaltarne il sapore con una cremosa salsa di dolci e aromatiche nocciole piemontesi? E completare il tutto con dolci filetti di peperone grigliato e porro caramellato?

Quasi a Km zero? ….beh a km zero in stagione autunnale, ora mi sono arrangiata con quello che ho trovato a disposizione, ma a settembre, quando ci saranno i peperoni di Carmagnola e i porri di Cervere………….

Manca qualcosa all’equilibri del piatto…….. sapido ….speziato… dolce… ecco allora una nota fresca aromatica e acidula nei saporitissimi e americanissimi Pomodori Verdi Fritti, avete presente quelli del film? E subito mi immagino seduta a un tavolaccio al sole, alla stazione del treno come nel film, ma alla stazione di Bra, dove mi servono questo meraviglioso panino.

Come prima cosa prepariamo i panini perché, come dice bene Arianna, quelli appositi che si trovano in commercio confezionati sono terribili, si inzuppano e ti si sbriciolano in mano. Questi invece sono deliziosamente soffici, ma reggono benissimo fino all’ultimo morso senza disfarsi.

I BURGER BUNS

per realizzare i panini mi sono affidata completamente ad Arianna che ci ha fornito una ricetta magica! Ve la riporto qui sotto, ma da lei trovate un post pieno di spiegazioni dettagliatissime.

 Per 4 buns con lievito di birra:
(Non li faccio molto grandi sono del diametro di 10 cm)

·         250 g di farina (00 e 1 o Manitoba al 50%)
·         130 g di latte 
·         20 g di burro 
·         10 g di zucchero
·         5 g di strutto (per chi non potesse sostituibile con il burro)
·         5 g di sale
·         4 g di lievito di birra fresco
·         1 cucchiaino di miele
Intiepidire il latte, scioglierci il lievito con il miele e lasciar riposare per una decina di minuti. In una boule di vetro capiente setacciare la farina, formare una fontana, versare il latte poco per volta e lasciarlo assorbire mescolando con un cucchiaio di legno. Aggiungere lo strutto ed il burro a temperatura ambiente e il sale e lo zucchero. Impastare fino ad ottenere un composto liscio ed omogeno.
Coprire con della pellicola e un panno e lasciar lievitare fino al raddoppio (1-2 ore). Prendere l'impasto,sgonfiarlo leggermente cercando di formare un rettangolo che poi piegherete (più o meno come un asciugamano): dividetelo idealmente in tre parti, sovrapponete la parte di destra al centro ed idem con la sinistra (al centro, sopra la destra). Ora rigirate di 90° e fate lo stesso.

Far riposare così l'impasto, con la chiave (la parte della piega) rivolta verso il basso e coperto da un panno per una mezz'oretta. Formare poi i buns (con queste dosi mi vengono 4 panini da circa 80-90 g l'uno). Poggiarli su una teglia coperta da carta da forno e con il palmo della mano schiacciarli leggermente.
Far riposare coperti da pellicola per una mezz'oretta.

Per la cottura dei buns:
1 uovo
un goccio di latte (per chi non può per questioni di dieta/religione/intolleranze si può omettere)
Semi di sesamo (o altri a scelta) – io granella di nocciole
Accendere il forno a 180°C. Sbattere in un ciotolino l'uovo con il latte. Togliere la pellicola e spennellare la superficie dei buns con il composto di uova e latte. Spolverizzare con i semi di sesamo (granella di nocciole) e quando il forno raggiunge temperatura infornare e cuocere fino a doratura (nel mio forno 20 minuti). Sfornare e lasciar asciugare su una gratella.


LA SALSA DI NOCCIOLE
2 fette di pane carrè
Latte q.b.
200 g di nocciole Tonda Gentile del Piemonte leggermente tostate
Una puntina di aglio
Sale e pepe
Bagnare il pane nel latte, strizzarlo bene, conservando il liquido, e frullarlo con tutti gli altri ingredienti. Se la salsa fosse troppo densa diluirla con il liquido tenuto da parte. La consistenza deve essere cremosa, colante ma non troppo.

 


I PEPERONI ARROSTITI
2 peperoni piccoli uno rosso e uno giallo
Una fettina di aglio
Olio
sale
Lavare i peperoni e metterli in forno caldo o sulla griglia ad arrostire. Girarli regolarmente. Poi chiuderli in un sacchetto di plastica perché l’umidità aiuti il distacco della buccia. Io questa volta ho provato a cuocerli nel sacchetto per cottura dietetica e i risultato è stato ottimo.
Quando saranno freddi pulirli, ricavare i filetti e condirli leggermente con olio e sale e una fettina di aglio. Lasciare riposare in frigo qualche ora

I PORRI CARAMELLATI AGRODOLCI
1 porro grosso
1 cucchiaio di burro
1 cucchiaio di zucchero
2 cucchiai di aceto di mele (o più se vi piace)
Sale
Affettate il porro non troppo fine e fatelo saltare nel burro senza farlo bruciare, deve solo imbiondire leggermente. Aggiustate di sale e fate cuocere aggiungendo pochissima acqua. A metà cottura aggiungete aceto e zucchero e lasciate leggermente caramellare. Tenete in caldo



IL CONTORNO CHE COMPLETA
Ricetta ottima presa da QUI 
La panatura risulta sorprendentemente croccante e la nota acidula, ma dolce del pomodoro verde è perfetta per bilanciare la sapidità grassa della salsiccia.


POMODORI VERDI FRITTI E SALSA TARTARA
3 grossi pomodori verdi
sale
1 tazza di farina 00
1/2 tazza di latte
1 uovo
1/3 di tazza di farina di mais
1/2 tazza di pangrattato
olio vegetale
Tagliare i pomodori a fette alte 1 cm circa e salare.
Mescolare il latte e l’uovo in una ciotola, nell’altra unire la farina 00, la farina di mais e il pangrattato.
Scaldare l’olio in una larga pentola.
Immergere le fette di pomodori nel latte con l’uovo, poi impanarli.
Friggere nell’olio caldo per 3-5 minuti finché saranno dorati e croccanti.
 
SALSA TARTARA
250 g di maionese fatta in casa
2 cucchiai di capperi sottaceto
10 cetriolini sottaceto
Scolare bene i cetriolini e i capperi e tritarli finemente. Tritare anche l’erba cipollina.
Amalgamare tutti gli ingredienti in una ciotola, coprire con la pellicola e porre nel frigo fino al momento dell’uso.



Il lavoro preliminare di preparazione non è stato breve. Adesso abbiamo tutti gli ingredienti e possiamo procedere alla realizzazione del panino.
 
INGREDIENTI PER 4 BRABURGER
4 buns
500 g di pasta di salsiccia di Bra
40 g di granella di nocciole piemontesi
8 falde di peperone, 4 per colore
4 cucchiai abbondanti di salsa di nocciole (vedi ricetta)
4 cucchiai di porro caramellato (vedi ricetta)

Preparate le polpette di salsiccia: la pasta di salsiccia di Bra è già condita, insaporita e speziata quindi ho voluto aggiungere solo una nota croccante con la granella di nocciole. Impastate i due ingredienti e dividete in quattro porzioni di circa 125 g.  Fate delle polpette rotonde e schiacciate, un po’ più larghe del panino, perché in cottura si ritirano. Tenete in frigo coperti da pellicola fino a mezz’ora prima di cuocerli.
Cuoceteli nella padella pesante antiaderente scaldata molto bene.  Io li ho cotti per circa 6 minuti complessivi girandoli più volte. Devono essere cotti, ma non asciutti, al taglio deve essere bello umido e succoso.


Tagliate a metà i panini e tostateli sulla piastra o in forno.

Mettete sul piatto la metà inferiore del pane caldo, spalmate con un poco di salsa alle nocciole, mettete sopra una falda di peperone giallo e una rossa, adagiate sopra la polpetta appena cotta e ben calda, ancora un poco di salsa, poi un cucchiaio di porri e chiudete con il cappello di pane.

Servire immediatamente accompagnando con 3-4 pomodori fritti e un poco di salsa tartara a parte.



 

Questa ricetta partecipa all’MTChallenge di giugno

 


Ringrazio per la milionesima volta tutta la squadra dell’MTC che da un capo all’altro del mondo guida con pazienza determinazione …e anche pazzia, questa squadra di scalmanati del fornello.
Questo mese vi ringrazio in maniera particolare, siete stati tutti speciali nel tenermi di ottimo umore nonostante la vita mi stia sbatacchiando non poco.

A settembre… come mi sembra lomtano…… che faremo così orfani?

 

 

 

 

 
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lunedì 25 maggio 2015

TRENETTE DELL’ESTATE E UNA STORIA DI FAMIGLIA PER MTC 48

di Vittoria

Questo mese è quasi passato del tutto e non me ne sono resa conto.
E’ stato un maggio strano scandito da eventi non troppo piacevoli che stanno cambiando le carte in tavola nella mia vita.
L’unico punto fermo è rimasta la cucina, o meglio il cucinare, che mi rilassa e mi rende il buonumore. I gesti precisi e ripetuti, obbligati, mi aiutano a riprendere le fila, a rimettere ordine in un momento in cui tutto si confonde, si annoda, si ingarbuglia. La mente sopraffatta da mille problemi e incognite smette di vagare e si ferma su cose semplici e precise. Mi devo concentrare su dosi e tempi e i sensi vengono catturati da odori sapori e colori. Cucinare mi restituisce serenità e chissà che non diventi la mia vita.


Ringrazio infinitamente Alessandra e tutto lo staff dell’MTChallenge perché proprio questo gioco, che poi è una meravigliosa scuola, mi ha offerto i momenti più sereni di questo strano periodo ed è con grandissima gioia che ho accolto la sfida del mese, La Pasta al Pomodoro lanciata da Paola di Fairies' Kitchen perchè è stata l’occasione per fare affiorare bellissimi ricordi legati alle estati della mia infanzia e giovinezza e questo mese ogni volta che prendevo in mano un pomodoro pensavo alla sfida e di rimando immediatamente ritornavo a quelle interminabili estati. Voglio provare a trasmettervi qualcosa di quei momenti in cui proprio il pomodoro ha avuto un ruolo di primo piano.

Ogni anno ad agosto la famiglia si riuniva nella grande casa paterna a Bra in Piemonte sotto “l’altro comando” della matriarca Nonna Ines, donna minuta e silenziosa che comandava a bacchetta tutta la numerosissima truppa riunita sotto il suo tetto. Lei, zia Lidia sua sorella, 4 figli, rispettivi coniugi e una torma di nipoti, noi 5 femmine, i miei cugini 4 maschi tutti più grandi di noi, inarrivabili, mitici….. poi c’erano almeno altre tre o quattro persone in aiuto e supporto, insomma un esercito.
Le nostre giornate si svolgevano in totale libertà fra campi vigne frutteti stalle e orto. In fondo al viale c’era “la Cascina” dove ho trascorso molte ore nella stalla a ingozzarmi di latte caldo di mungitura, nel pollaio a caccia di uova e nell’orto dove c’erano filari di pomodori enormi profumati caldi di sole.
A fine mese una parte di questi veniva consegnata su “alla Villa” e cominciava il rito della conserva per l’inverno. Mamma e zie organizzavano in giardino una postazione di lavoro con pentole e pentoloni, colini e mestoli, barattoli a decine, le “gomme” nuove arancioni brillanti e “La macchina per la salsa” la regina dell’evento!
Per qualche giorno si lavorava sodo e si facevano barattoli e barattoli di passata e pelati sufficienti per 6 famiglie. Anche noi bambine siamo state coinvolte da piccole e le nostre manine servivano per stivare i pelati nei barattoli.
Era affascinante poi vedere bollire i barattoli, tutti avvolti negli stracci, in un enorme pentolone di rame, nerissimo fuori e brillante dentro, su un enorme fuoco di legna. Spesso la bollitura si protraeva fino a buio e la scena era suggestiva. A noi bambine sembrava una pentola magica.
A tutte noi è rimasta la passione e ancora adesso che abbiamo passato i 50 anni, cerchiamo di ritrovarci tutte e cinque ai primi di settembre a Bra per ripetere il rito della conserva. 





Il metodo negli anni è cambiato e la salsa, che prima si faceva cuocere a lungo per restringerla, ora la facciamo in modo da conservare la freschezza del pomodoro con tutto il suo profumo estivo.
I pomodori lavati e tagliati in quattro vengono fatti bollire solo fino staccare le bucce e ad ammorbidirli leggermente, poi vengono colati (tolta l’acqua di vegetazione, si recupera una parte ricchissima di licopene gelatinoso) e vengono subito passati alla “macchina” …..che ora è elettrica. La passata, praticamente cruda, ma ben densa, viene imbarattolata, sigillata e subito si provvede alla sterilizzazione con bollitura ……sempre nel mitico pentolone, ma su più moderni bruciatori a gas, che anche il sapore affumicato mica ci piace più!
Tutto questo traffico dura in genere tre giorni di lavoro intenso e di chiacchiere, di tanta fatica, ma anche di risate, confidenze, conforto. Di condivisione e affetto, di liti furibonde e stanchezza.
Inevitabilmente qualcuna sbotta “Ma chi ce lo fa fare che la passata del super è così buona!”
...non è vero, la nostra è più buona perché l’abbiamo fatta insieme!



Ecco volevo dividere con voi questa bella cosa della mia famiglia numerosa e rumorosa, tutta stretta intorno a chi ha qualche guaio o per fare festa.

Cosa c’entra la ricetta di questo mese?

C’entra perché durante questa maratona pomodorosa ovviamente si deve mangiare e si mangia tanto pomodoro, pomodoro ovunque in ogni piatto come su ogni vestito, scarpa, faccia.
La tradizione vuole che mia mamma, la mitica Nonna Ibidi (pensieri positivi che non sta tanto bene ora) prepari la minestra di pomodoro con la passata appena fatta e a pranzo spaghetti al pomodoro veloce veloce. Come avete sentito la passata è di brevissima cottura e velocissima fattura; al momento viene ristretta ancora un pochino in padella, insaporita con aglio e alloro o solamente tanto basilico e ci si saltano gli spaghetti.
Qui vi propongo una versione con tante verdure perché insieme alla conserva di pomodoro, in quei giorni si preparano anche tante altre verdure per l’inverno. Antipasto misto o bunapetit, peperoni carnosi arrostiti e spelati, melanzane sott’olio, ecc…..



Trenette al pomodoro fresco e verdure al forno

Per 4 persone
350 g di trenette (io ho usato Voiello, belle ruvide)
2 spicchi di aglio in camicia
3-4 pomodori da salsa ben maturi e sodi, i costoluti pachino per esempio
4 cucchiaiate abbondanti di verdure estive al forno *** già pronte
Un ciuffo di basilico fresco
Olio extravergine di oliva
Sale
Parmigiano grattugiato


Mettete sul fuoco una pentola con abbondante acqua per cuocere le trenette e mentre cuocete la pasta preparate il condimento.
Lavate i pomodori e tagliateli a cubetti, poi con il coltello provvedete a tagliuzzare ancora la polpa grossolanamente in modo da ottenere una massa tritata, ma non troppo.
In una capace padella scaldate l’olio con l’aglio schiacciato, quando comincia a colorire toglietelo e buttate il pomodoro, salate e fate cuocere a fuoco vivo (con il paraschizzi!!!) giusto il tempo che cuocia la pasta ben al dente. Quando sarà evaporato il liquido di vegetazione del pomodoro aggiungete mezzo mestolo di acqua di cottura della pasta e poi le verdure al forno. Mescolate amalgamando bene, aggiungete le trenette appena scolate e saltate velocemente perché si rivestano completamente di sughetto. Aggiungete il basilico strappato con le mani e lasciate al fuoco qualche minuto continuando a saltare perché assorbano in parte il condimento. Servite ben caldo con parmigiano grattugiato a parte per chi lo desidera.



VERDURE ESTIVE AL FORNO ***
Questo è un piatto che preparo spessissimo in estate perchè piacevolissimo da mangiare anche freddo, serve come contorno, come condimento per la pasta o la pizza o dei crostoni, insomma è un tuttofare.
Servono tutte le verdure che volete; di solito io metto cipolle, carote, zucchini, peperoni e melanzane.
Tutto tagliato a cubetti o striscette, ben condito con olio e sale, con aggiunta di erbe a piacere tipo alloro e rosmarino, e messo in forno medio per circa un’ora in modo che le verdure cuociano rosolando bene, ma rimanendo morbide, non secche. Consiglio di prepararne una dose abbondante e di conservarla in freezer per un sugo veloce o un aperitivo o per condire un riso in insalata.

Questa ricetta partecipa all'MTChallenge di maggio


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venerdì 22 maggio 2015

LE MARGHERITINE DI STRESA (OMAGGIO ALLE RITA)

La nostra Paola ha dedicato a sua madre, nel post precedente, una bellissima torta. Appena ne aveva parlato in anteprima a noi bloggsisters, io le avevo detto che quella torta, così soave e profumata era uguale alla Adele, donna a cui non puoi non rivolgere che pensieri dolci una volta conosciuta.
Mia madre Rita invece è una donna diversamente dolce, ma inversamente golosa. Per cui per Santa Rita le offro le Margheritine di Stresa. Anche perchè Rita è uno dei tanti diminutivi di Margherita. 
Le ricette che girano in rete sono pressapoco simili. Invece sono le forme date a questi biscotti che variano. Io ne ho dato questa interpretazione.


Margheritine di Stresa
Ingredienti
250 gr. di burro morbido
120 gr. di zucchero al velo
200 gr. di farina
200 gr. di fecola
4 tuorli di uova sode
la scorza di un limone grattata
la punta un cucchiaino di vaniglia

Vi dico la verità: io ho messo tutti gli ingredienti nel mixer e ho azionato le lame fino a che si sono amalgamati gli ingredienti. La frolla è piuttosto morbida, quindi necessita di un passaggio in frigo di almeno due ore. Trascorso il tempo si stende la pasta, usando un pochino di farina nella spianatoia, e si formano le margheritine. Poi si cuociono a forno caldo 180 gradi per dieci minuti esatti. Ora la ricetta finirebbe qui, ma ci sono delle osservazioni importanti da fare.


1) Cottura tuorli. Se volete conservare gli albumi per altre preparazioni allora procedete come consigliano in rete. Mettete i tuorli in una pirofila che vada al microonde, mescolateli e cuoceteli al micro per 15 secondi alla massima potenza. Poi togliete il recipiente e rimescolate i tuorli. Ripetete questa operazione per tre volte ancora e così ottenete i tuorli rassodati, senza spreco di albumi.
2) Lavorazione della frolla. Essendo molto morbida, ogni volta che ritagliavo le formine dei biscotti, l'eccedenza di pasta la riponevo in frigo in modo tale da avere la frolla fredda e più facilmente lavorabile. Nella spianatoia ponevo sempre una spolveratura di farina.
3) Cottura biscotti. Prima di cuocere le margheritine ho preferito un ulteriore passaggio in frigo delle teglie per dieci minuti. Una volta terminata la cottura le ho lasciate in teglia a raffreddare bene poichè sono molto friabili
4) Decorazione. Le margheritine più piccole (stampino ad espulsione) hanno nella sommità una perlina di mompariglia che ho attaccato prima della cottura con un pochino di albume. Una volta fredde le ho spennellate di marmellata di albicocche (un velo) e attaccate alle margherite più grandi. Spolverata di zucchero al velo.


Miriam

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mercoledì 20 maggio 2015

Buon compleanno Alice

Si dice che gli amici sono la famiglia che ci scegliamo... Ale-Alessandra-Tati-Drocchi-ziaSandra (e' sempre la stessa persona!) e' mia sorella per scelta!
Prima di esserle amica sono stata un dispiacere per lei e a pensarci oggi, dopo 24 anni, non riesco a credere a quanta strada abbiamo fatto insieme...e mi dico che e' stato solo per merito suo, perche' quando poteva decidere di detestarmi, ha deciso invece di abbracciarmi forte e  di questo non finiro' mai di esserle grata!
E di tante altre infinite cose devo ringraziarla, una in particolare e' di avermi regalato una bellissima nipotina adorabile, esattamente un anno fa!
Oggi Alice compie un anno! E' una bimba meravigliosa, con due occhioni azzurri come il cielo e un carattere da favola! Sempre sorridente e allegra con tutti....anche con me, nonostante non ci vediamo spesso!
Io ho avuto l'onore di preparale la torta per il suo battesimo e siccome non l'avevo mai pubblicata, oggi mi sembrava l'occasione giusta!
Tanti auguri piccolina....buon compleanno!


La torta era una base red velvet farcita con crema alle more. Purtroppo non ho una foto della fetta, mi spiace!
Ricoperta e decorata con pasta di zucchero. Ciuccio, fiori e bavaglia fatte da me, l'orsetto fatto dalla mia amica Sissi (grazie ancora!)


Buona giornata a tutti e buon compleanno ancora ad Alice!

Paola
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domenica 10 maggio 2015

Torta di mele, marmellata di albicocche e granella di mandorle...

...e tanti auguri alla mia Adele!!!! La mia mammotta fantastica!
Certo starete pensando che potevo anche fare uno sforzo più grande e creativo e prepararle una torta ricca e strabiliante, ma se conosceste l'Adele capireste che si...questa torta è esattamente come lei!
Perché la torta di mele è la coccola per eccellenza, è quella cosa che già solo il profumo ti riaggiusta la giornata, che una fetta non  basta mai, che la assaggi e sorridi, un dolce semplice ma con un cuore grande! è una medicina insomma.
E l'Adele è così! Una persona semplice con un cuore grande come il mondo, che ha sempre un sorriso e una parola per tutti e piace proprio a tutti!
E' la mamma che vorrei essere!
Ti voglio bene mamma! Auguri!

 
Torta di mele per l'Adele - Paola
Ingredienti: (per uno stampo da 24cm)
3 mele pelate e tagliate in quarti
1 vasetto da 125 di yogurt (io agli agrumi)
3 uova
1/2 vasetto di olio
2 vasetti di zucchero
3 vasetti di farina
la scorza di mezzo limone grattuggiata
1 bustina di lievito
1 pizzico di sale
3 cucchiai di marmellata di albicocche
3 cucchiai di granella di mandorle
 
La base di partenza è la torta allo yogurt. Versare in una ciotola lo yogurt e poi usare il vasetto vuoto per dosare gli altri ingredienti. Mescolare lo zucchero insieme allo yogurt, aggiungere le uova e amalgamarle al composto, quindi aggiungere l'olio, il sale, la scorza del limone grattuggiata e per ultima la farina mescolata al lievito. mescolare con un cucchiaio di legno per ottenere un impasto ben amalgamato. Si può fare nell'impastatrice o nel robot, ma l'impasto è morbido e non necessita di essere montato, quindi si fa facilmente anche a mano.
Sbucciare e tagliare in quarti le mele. praticare sul dorso delle mele dei tagli distanti 1/2 cm in modo che la mela cuocia meglio e se rimane scoperta dall'impasto crea anche un grazioso effetto a strisce.
Versare l'impasto nella teglia e quindi appoggiare i  quarti di mela ordinatamente uno accanto all'altro a raggera. Sopra le mele distribuire la marmellata di albicocche e quindi spolverare con la granella di mandorle.
Cuocere a 170 gradi per 35 minuti.
 
 
Volendo spolverare di zucchero a velo una volta raffreddata...ma anche no!
Qui una fettina ricavata da una mini tortina preparata a parte... per me! Insomma...sono mamma anch'io! Me la merito!!! ^___^


Tanti auguri a tutte le mamme!
Un abbraccio e buona domenica
Paola
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martedì 28 aprile 2015

DALLA TRADIZIONE ALLA FANTASIA 4 DOLCEZZE DI PAN DI SPAGNA


di Vittoria


Eccoci alla sfida n.47 dell’MT Challenge che si conferma sempre più una splendida scuola di cucina.
Questo mese Caris di Cooking Planner in combutta intercontinentale con Alessandra, ci propone di confrontarci su uno dei pilastri della pasticceria, il Pan di Spagnadeclinato in 4 ricette, due di Massari e due di DiCarlo. Quattro possibilità diverse di realizzare a perfezione una delle basi più utilizzate per la classica torta di compleanno. La famosa e gettonatissima “torta della nonna” con mille versioni o raffinatissimi dolci di pasticceria.
Il post di Caris è un vero trattato sull’argomento, è da leggere e conservare, una vera scuola di cucina.



Come ogni sfida la prima cosa che faccio è cercare ispirazione nell’ambito della tradizione, ovviamente genovese…………..poi mi sono lanciata nelle sperimentazioni

Genova non è mai stata particolarmente famosa per i dolci, che sono pochi e riservati principalmente a feste e ricorrenze. Erano dolci semplici comei canestrelli, i gobeletti, le crostate, i biscotti del lagaccio,il pandolce. Solo per le famiglie nobiliari, come status symbol, venivano prodotti dolci di pasta di mandorle e canditi! Le creme ricche eranoquasi sconosciute.

Fu verso la metà dell’800 che, nella sua pasticceria in piazza Portello, il pasticcere Giovanni Preti inventò una torta ricca, soffice, imbevuta di liquore e farcita di golose creme.
Era nata la Torta Sacripantinaancora coperta da copyright.

Il curioso nome pare preso a prestito dal personaggio ariostesco di Sacripante, re dei Circassi, infatuato di Angelica; personaggio esuberante di robusta corporatura, immagine che ben si adatta a questo dolce ricco e saporito.


La vera ricetta non si conosce nei dettagli, ma molte pasticcerie genovesi riproducono la torta con diverse varianti, molti la realizzano quadrata, con angoli stondati e si chiama Torta Zena perché “Sacripantina” non può essere usato!
Immagini da QUI e QUI





LA SACRIPANTINA
Ho trovato molte ricette di Sacripantina in rete e sui libri, ma nessuna mi convinceva. Mi sembrava che tutte avessero qualche errore. Molte prevedono crema al burro per entrambe le creme, bianca e nera. Troppo pesante!Altre prevedono un disco di pasta frolla alla cannella; mai sentito nella Sacripantina Preti! Altre crema al caffè! Assolutamente no! Ancora ho letto di utilizzare biscotti secchi e amaretti per le briciole di copertura!!!! Addirittura un canestrello in cima alla cupola! Ma che c’entra?Alla fine ho chiesto consiglio a Bruna, la mamma di un mio caro amico, che ha lavorato per anni alla Preti dove la Sacripantina è stata inventata e dove viene tuttora prodotta; la vera ricetta è tuttora coperta da segreto, ma lei l’ha fatta per tanto tempo e credo che i suoi consigli siano quelli “giusti”. Alla prova assaggio mi ha detto che l’avevo fatta con poco liquore, ma che era molto buona!!!







Ingredienti:

Pan di Spagna tradizionale a freddo (di Iginio Massari) come dal post di Caris, mezza dose.
Uova intere 300 g (per me 6 uova) a temperatura ambiente
Zucchero 200 g
Sale g 1,5
Limone grattugiato 1/4
Farina bianca 00 (W 150-170) 150 g
Fecola 50 g

Procedimento:
Montare in planetaria con una frusta fine: uova intere, zucchero, sale limone per circa 12 minuti a media velocità. Setacciare due volte la farina bianca e la fecola e incorporare delicatamente a pioggia. Mettere in stampi imburrati e leggermente infarinati e cuocere a 170°-180° per circa 20-25 minuti per teglie alte 4-4,5 cm.
Fatto il giorno prima e fatto riposare 24 ore



Crema bianca: pasticcera fatta con 3 tuorli battuti con 150 gr di zucchero, mescolare con 80 gr di farina, 50 gr di marsala e poi ½ lt di latte già scaldato. Cuocere finchè ben densa, poi a freddo aggiungere 50 gr di burro morbido. Deve essere ben soda.
Crema al cioccolato: montare 200 gr di burro morbido con 180 gr di zucchero a velofinchè è spumoso, aggiungere 2 cucchiai rasi di cacao amaro e 50 gr di rum, amalgamare bene.
Bagna al liquore: sciroppo fatto con 100 gr di zucchero e 100 gr di acqua, a freddo aggiungere rum e marsala a gusto, circa 60-70 gr per tipo.


Procedimento:
Tagliare il Pan di Spagna in 4 dischi togliendo anche la crosta sotto e sopra.
Rifilare i dischi di 4 misure sempre più piccole, levando così anche la crosta laterale.
Conservare i ritagli bianchi (assolutamente privi di quelli scuri della crosta), lasciarli leggermente asciugare e tritarli con il tritatutto per ottenere le briciole con cui si rivestirà il dolce finito.
Mettere il disco più grande su un doppio foglio di acetato sovrapposto al centro e inumidire di bagna.
Spalmare con 2/3 di crema al cioccolato lasciandola più spessa al centro.
Coprire col secondo disco e inumidire di bagna. Premere leggermente i bordi.
Spalmare con 1/2 di crema bianca lasciandola più spessa al centro.
Coprire col terzo disco e inumidire di bagna. Premere leggermente i bordi.
Spalmare la rimanente crema al cioccolato lasciandola più spessa al centro.
Coprire col quarto disco e inumidire di bagna. Premere leggermente i bordi.
Spalmare la rimanente crema bianca coprendo tutta la cupola che si sarà formata.
Coprire completamente con le briciole preparate e tenere in frigo almeno 3 ore.
Spostare sul piatto di portata e sfilare delicatamente i due fogli di acetato.



Questa prima Ricetta partecipa all’MTChallenge di Aprile





TORTA VELOCE PER RAGAZZI AFFAMATI ...e due!
Una domenica pomeriggio mi sono trovata la casa piena di ragazzoni diciassettenni accalcati in salotto a vedere una delle tante partite. Dopo un po’ come logico hanno cominciato un andirivieni salotto – cucina a prendere da bere e gli sguardi cercavano pure qualcosa da mangiare. Non hanno più cinque anni, ma la merenda la fanno molto volentieri.


Io stavo facendo esperimenti con il Pan di Spagna e ne avevo uno li pronto dal giorno prima. SE avessi avuto un minimo di preavviso, avrei preparato qualcosa di più elaborato, ma povero Pan di Spagna solitario, vogliamo mica lasciarlo languire sulla credenza, che magari si secca?
Bisogna fare qualcosa, ma cosa? E’ Domenica e ho poco tempo, devo arrangiarmi con quello che ho in casa.
Esperimento riuscito, la torta era buona e la rifarò, faceva anche la sua figura!



PAN DI SPAGNA CIOCCOLATO E MARMELLATA CON FROSTING CREMOSO E FRAGOLE

Ingredienti:

Pan di Spagna tradizionale a freddo (di Iginio Massari) come dal post di Caris, mezza dose.
Uova intere 300 g (per me 6 uova) a temperatura ambiente
Zucchero 200 g
Sale g 1,5
Limone grattugiato 1/4
Farina bianca 00 (W 150-170) 150 g
Fecola 50 g
Procedimento:
Montare in planetaria con una frusta fine: uova intere, zucchero, sale limone per circa 12 minuti a media velocità. Setacciare due volte la farina bianca e la fecola e incorporare delicatamente a pioggia. Mettere in stampi imburrati e leggermente infarinati e cuocere a 170°-180° per circa 20-25 minuti per teglie alte 4-4,5 cm.
Fatto il giorno prima e fatto riposare 24 ore

Per facire:
Ganache al cioccolato: scaldate 100 g di panna da montare in un pentolino, levate dal fuoco e aggiungete 100 g di cioccolato fondente a scaglie. Mescolate bene per sciogliere completamente il cioccolato e fate raffreddare a temperatura ambiente.
Mezzo vasetto di marmellata di fragole ridotta in purea e passata al setaccio.
Mezzo bicchiere di latte con un pochino di limoncello

Per la copertura:
7 fragole della qualità piccola e tonda, molto profumata
Foglie di menta o melissa
Frosting fatto con 200 g formaggino spalmabile, 100 g di zucchero semolato, 100 g di panna montata non zuccherata. Lavorare il formaggino cremoso con lo zucchero e aggiungere un cucchiaio o due di latte se la crema è troppo densa. Aggiungere la panna incorporando delicatamente.

Affettate il Pan di Spagna in tre dischi uguali. Inumidire la prima con la bagna di latte e limoncello, spalmare abbondantemente di crema al cioccolato, coprire con il secondo disco, inumidire con la bagna, spalmare di marmellata di fragole, coprire con il terzo disco, inumidire leggermente di bagna.
Spalmare completamente la torta di frosting e decorare con le fragole e la menta.

Questa seconda Ricetta partecipa all’MTChallenge di Aprile






TORTA GOLOSA E CREMOSA  NATA IN CHAT - e tre!
Con le mie carissime amiche e compagne di blog (non solo) ci sentiamo spesso in chat, abitiamo in città diverse ma grazie alla tecnologia moderna possiamo scambiarci idee suggerimenti e chiacchiere come fossimo a lavorare insieme nella stessa cucina.
In questo modo è nata questa golosissima torta.

Tutto è nato da un barattolo di crema di pistacchio siciliana che avevo in dispensa da un po’ e questo favoloso Pan di Spagna di Caris mi sembrava un’ottima occasione per usarla.
La “discussione” è andata avanti per un bel po’ con consigli e sconsigli, anatemi e profezie …..e un sacco di risate. Soprattutto si cercava di non ritrovarsi con un mappazzone, e grazie alla fermezza …e minacce, ai colpi di genio, alle idee luminose di tutta la banda è nata questa golosità.


Ingredienti:

Pan di Spagna tradizionale a freddo (di Iginio Massari) come dal post di Caris, mezza dose.
Uova intere 300 g (per me 6 uova) a temperatura ambiente
Zucchero 200 g
Sale g 1,5
Limone grattugiato 1/4
Farina bianca 00 (W 150-170) 150 g
Fecola 50 g
Procedimento:
Montare in planetaria con una frusta fine: uova intere, zucchero, sale limone per circa 12 minuti a media velocità. Setacciare due volte la farina bianca e la fecola e incorporare delicatamente a pioggia. Mettere in stampi imburrati e leggermente infarinati e cuocere a 170°-180° per circa 20-25 minuti per teglie alte 4-4,5 cm.
Fatto il giorno prima e fatto riposare 24 ore




Farcia al pistacchio di Bronte: 200 g di crema di pistacchio di Bronte (40% pasta di pistacchio, zucchero e acqua) mescolata a 200 g di panna montata.
Farcia cremosa: Una crema pasticcera fatta con 3 tuorli battuti con 150 gr di zucchero, mescolare con 50 gr di farina, la scorza di mezzo limone finemente grattugiata e poi ½ lt di latte già scaldato. Cuocere finchè ben densa e fare raffreddare.
Bagna latte/limoncello circa 150 ml
Marmellata di ribes (casalinga, pari quantità di ribes e zucchero) circa 300 g già passata al setaccio per togliere i semini.
Copertura al cioccolato fatta con 400 g di cioccolato fondente sciolto con 150 g di panna.
Un cestino Ribes rosso fresco
poco albume
100 g di panna montata
Un pugno di granella di pistacchio.



Tagliare il Pan di Spagna in tre dischi. Disporre il primo su due fogli di acetato sovrapposti al centro del dolce (si sfileranno ai due lati quando il dolce sarà pronto)
Inumidire con la bagna, spalmare uno spesso stato di Farcia al pistacchio, sovrapporre il secondo disco, inumidire di bagna, spalmare abbondante marmellata di ribes rosso, poi uno strato di crema pasticcera e infine il terzo disco di Pan di Spagna. Inumidire leggermente poi ricoprire tutto il dolce di glassa di cioccolato. Lasciare che indurisca formando una crosta croccante. Una volta indurito decorare il bordo  con ciuffetti di panna e bacche di ribes. Al centro fate un disco di granella di pistacchio aiutandovi con un coppa pasta. Decorate anche il centro del dolce con poca panna e bacche di ribes. Decorate con due rametti di ribes brinati.
La torta deve risultare molto soffice morbida e cremosa.




Questa terza Ricetta partecipa all’MTChallenge di Aprile






TRAMEZZINO CON INSALATA RUSSA (SICURIIIII?) PER UN PIC NIC! .....e quattro e basta!

Per questa proposta ho voluto scherzare!
Il Pan di Spagna che Caris ci ha insegnato è così versatile che ben si presta a questa preparazione che sembra, SEMBRA …… ma non è.
Il tramezzino, quello buono e ben fatto, è un’opera d’arte! E’ un meraviglioso modo di mangiare abbinando sapori e colori racchiusi tutti in un boccone!
Altro che panino rinsecchito per il picnic!
Gli abbinamenti di sapori possono essere quasi infiniti, ma io amo anche i “classici” che possiamo trovare nei bar. E fra tutti i tramezzini classici, ma fatti con ingredienti artigianali, il mio preferito è sicuramente quello con l’insalata russa.
E allora voglio riproporvelo per questa gara, ma una mia versione particolare, uno scherzo da fine pasto!



Per realizzare questo tramezzino con “insalata russa” ho scelto il Pan di spagna classico (alle mandorle) al cocco da una ricetta di Leonardo Di Carlo (potrete utilizzare farina di nocciole e farina di pistacchi, non farina di noci che richiede l’uso di soli albumi. Per le noci si consiglia di aggiungerle, al pds tradizionale in pezzi medio grandi) proposto da Caris - mezza dose

Uova intere 250 g (per me 5 uova)
Zucchero semolato 118 g
Zucchero invertito (anche miele delicato) 12 g (io miele)
Buccia di limone grattugiato fine 2,5 g
Sale fino 1 g
————————————–
Farina debole W 150-170 118 g
Polvere di cocco 65 g
————————————–
Burro fuso a 45°C 30 g

Unire i primi cinque ingredienti, mescolare e scaldare tutto a 45°-50° C, mettere in planetaria e montare con la frusta fino a una massa voluminosa e stabile. Incorporare delicatamente la farina setacciata (due volte) unita alla farina di mandorle, prelevare 1/10 della massa e unire a questa il burro fuso, quindi aggiungere delicatamente al resto della massa, mettere in stampi e cuocere subito a 180-170° per 20-25 minuti (per tortiere alte 4-4,5 cm), tenendo un cucchiaio di legno fra lo sportello del forno.
L’ho cotto in uno stampo quadrato, fatto il giorno prima e lasciato riposare 24 ore prima di tagliarlo.



Ingredienti per la farcitura:
Frutta fresca di stagione, non eccessivamente matura e non troppo acquosa. Io ho usato fragole, mango, banana
Fogliette giovani di melissa
Una crema pasticcera fatta con 3 tuorli battuti con 150 gr di zucchero, mescolare con 50 gr di farina, la scorza di mezzo limone finemente grattugiata e poi ½ lt di latte già scaldato. Cuocere finchè ben densa e fare raffreddare.



Togliere completamente la crosta al Pan di Spagna al cocco e ricavarne fette quadrate dela misura del pan carrèda tramezzini. Spalmarli abbondantemente di maionese …. Ooops …di crema pasticcera, disporre qualche foglia di melissa e la frutta precedentemente pulita e tagliata a cubetti o bastoncini. Chiudere il tramezzino e servirlo accompagnato da un bicchiere di Brachetto d’Acqui.

Questa è la quarta e ultima Ricetta che partecipa all’MTChallenge di Aprile






Amo sempre di più questa sfida che ogni mese si rinnova, cambia, migliora ...che ogni mese ci fa ammattire, cambiare, migliorare.
Alessandra un grazie di cuore perchè riesci a tenere in piedi questo pazzo pazzo gioco ....chissà cosa succederà a maggio! :-)
Caris non so come ringraziarti per questo meraviglioso mese e questa scuola che hai voluto condividere con noi.
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