sabato 25 maggio 2013

Polpettone alla genovese

Proseguo con le ricette che ho preparato per il buffet in occasione della Cresima di Matteo.
Oggi e' il turno del polpettone alla genovese.
Ricetta GE-NO-VE-SIS-SI-MA.... servira' pure a qualcosa avere tanti amici a Genova, no???
E qui sono andata a scomodare due personaggini di tutto rispetto: la mia cara Nadiuzza e il carissimo Fedo Olimpo! Insomma sono in una botte di ferro!

Ovviamente essendo il polpettone una ricetta di famiglia, ogni famiglia la fa a suo gusto anche se ho capito che ci sono dei must:
- i funghi ad esempio, chi non li ama non li usa, ma la ricetta li vuole.
- poi mi dicono maggiorana come se piovesse.
- le verdure: patate e fagiolini obbligatori, poi c'e' chi li ripassa in padella dopo averli lessati e chi no, chi aggiunge una cipolla e una carota lessate e chi no.
- e infine lo spessore...il polpettone e' basso, 2 o 3 cm...non di piu'!

Io mi sono letta i consigli di uno e dell'altro e alla fine l'ho fatto cosi':

Polpettone genovese - cucinato da una brianzola (ma c'e' di peggio nella vita, no?)
Ingredienti:
500 gr fagiolini
500 gr patate
2 uova (erano piccole)
funghi secchi (un pugnetto)
maggiorana fresca
sale
pane grattugiato
olio evo

far bollire patate e fagiolini separatamente. Passare le patate nello schiacciapatate e tritare i fagiolini finemente (io schiacciati con la forchetta), mettere in una terrina, aggiungere i funghi ammollati e tritati, la maggiorana tritata e un uovo (o due a seconda delle dimensioni,  non deve venire durissimo come consistenza ma restare morbido; io infatti ne ho usati 2). Aggiustare di sale e mettere in una teglia unta. Pareggiare la superfice con una forchetta in modo da lasciare i segni con i rebbi. Cospargere di pane grattugiato e versare un filo di olio. Cuocere a 180 gradi per circa 30-35 minuti. Deve venire una crosticina buona buona.


Note personali:
io ho aggiunto anche una cipolla bollita coi fagiolini e una carota bollita con le patate e tritate nell'impasto e devo dire che mi sono piaciute molto. La verdura NON l'ho ripassata in padella prima di amalgamarla agli altri ingredienti.
La maggiorana: non c'e' stato verso di trovare dalle mie parti la maggiorana fresca quindi ho duvuto ripiegare su quella secca...non insorgano i genovesi, ma come dicevo sopra, tutto sommato c'e' di peggio, no?
Aggiunto anche qualche cucchiaio (3) di formaggio grattugiato.

La foto e' solo questa e portate pazienza se non sono riuscita ad allestire un set per postare una foto decente... comunque alla fine il vassoio era vuoto, e' stato molto apprezzato!

Alla prossima ricetta!!!!
Buon fine settimana
Paola
Stampa il post

giovedì 23 maggio 2013

Crostata con bavarese alle fragole e ricotta

Dolce facile, di sicura riuscita e delizioso. Per la frolla, con cottura in bianco, ho usato una frolla classica per essere sicura che reggesse la bavarese.

Crostata con bavarese alle fragole e ricotta
per la frolla:
300 g farina 00
150 g burro morbido
un pizzico di sale
la scorza di grattugiata di un limone
3 tuorli
100 g zucchero

per la bavarese:
500 g fragole
100 g zucchero (aumentare se le fragole non sono troppo mature)
300 g ricotta
8 g colla di pesce
un albume grande o due piccoli

Preparare la frolla: mettere nella planetaria la farina, il sale e il burro morbido, azionare il gancio k fino ad avere un briciolame, unire gli altri ingredienti ed impastare fino ad avere un impasto liscio. Stenderlo fra due fogli di carta forno e rivestire uno stampo per crostata a bordi alti 5 cm, ben imburrato, di 24 cm di diametro. Porre in frigorifero per un'ora. Passato questo tempo, bucherellare tutta la superficie del guscio, coprire con carta forno e mettere intorno al bordo dell'alluminio arrotolato in modo da bloccare i bordi della torta. Coprire il fondo con pesetti di ceramica o altro e mettere in forno a 180° per 15'. Quindi togliere carta e pesi e fare cuocere ancora per 5' o 10' fino a quando è dorata. Fare raffreddare.

Per la bavarese: frullare le fragole (tenendone da parte alcune per la decorazione) con 6o g di zucchero, prelevare una parte del composto, scaldarlo sul fuoco ed aggiungere la colla di pesce precedentemente ammollata in acqua fredda. Mescolare bene sciogliendo il tutto e unire al passato di fragole.  Unire anche la ricotta passata al setaccio e mescolare fino ad avere un composto omogeneo.
Mettere gli albumi in planetaria e montarli con la frusta. Preparare uno sciroppo di zucchero, ponendo sul fuoco il restante zucchero con un paio di cucchiai di acqua, portare a 121° e versare a filo sugli albumi continuando a montare. Unire la meringa al composto di fragole e ricotta mescolando dal basso verso l'alto per non smontare la meringa. Versare questo composto nel guscio di frolla freddo, livellare bene e mettere in frigo per almeno sei ore. Decorare con le fragole rimaste e servire.


Nadia
Le foto sono di Paola




Stampa il post

martedì 21 maggio 2013

Quiche mele e cipolle di Ernst Knam

Questa quiche l'avevo preparata l'anno scorso per un buffet per una collega e mi ero dovuta accontentare di annusarne il profumo celestiale! E non me lo sono mai levato dalla testa.
Domenica c'e' stata la Cresima di Matteo e ho realizzato io tutto il buffet dolce e salato da offrire a nonni, zii, cugine, fidanzati delle cugine... eravamo una bella combriccola!
Quando avevo steso l'elenco delle cose da preparare per il buffet, questa quiche e' stata la prima cosa che avevo inserito e finalmente stavolta ho potuto anche assaggiarla.... non e' buona...e' meravigliosa!!!


Quiche mele e cipolle - di Ernst Knam
Ingredienti:
Per la pasta brisée:
280 g di farina
130 g di burro
80 g di acqua fredda
10 g di sale
2 tuorli

Per il ripieno:
350 g di mele golden
200 g di cipolle rosse (io di Tropea)
200 ml di panna fresca
1 uovo
olio evo
sale e pepe

Per prima cosa preparare la pasta brisée impastando tutti gli ingredienti, formare una palla, avvolgerla nella pellicola trasparente e lasciar riposare almeno 2 ore in frigorifero.
Passate le 2 ore riprendere la pasta e stenderla con il mattarello su un foglio di carta forno in modo da poter rivestire lo stampo, bordi compresi, poi metterlo in frigorifero.
Tagliare a fette sottili le mele e le cipolle.
In una padella capiente saltare le cipolle con olio e sale e poi unire le mele. Cuocere pochi minuti, le cipolle non devono caramellare e le mele devono solo ammorbidirsi.
Versare il composto nello stampo ed aggiungere la créme royale ottenuta mescolando la panna con l'uovo, il sale e il pepe. Cuocere a 180° per circa 40 minuti.

Note mie:
- ho preparato la pasta brise' con un giorno di anticipo e tenuta in frigo avvolta in pellicola....comodissima!
- mele e cipolle le ho tagliate col robot usando la lama che taglia a julienne, veloce e senza lacrime! ^__^
- con queste quantita' ne esce una teglia con fondo amovibile di 26 cm di diametro e due tartellette come quella in foto (circa 5-6 cm)
- questa brise' e' eccezionale...davvero buonissima!


Piaciuta moltissimo anche agli invitati che l'hanno spazzolata!
Evviva!!!!

Un abbraccio
Paola
Stampa il post

sabato 18 maggio 2013

La crostata al cocco di Ruli




Ruli è una signora forumista della Cucina Italiana, bravissima con i dolci, mi ha gentilmente passato questa golosa ricetta di torta al cocco per la felicità di mio figlio.

Crostata al cocco di Ruli

per la frolla:
300 g farina 00
150 g burro morbido
3 tuorli
100 g zucchero
un pizzico di sale

per la crema al cocco:

200 g cocco disidratato
50 g farina
100g zucchero
250 ml di panna liquida
250 ml latte

per completare
200 g cioccolato fondente
una noce di burro
qualche cucchiaio di panna

Preparare la frolla impastando prima farina e burro, quindi unire gli altri ingredienti e lavorando poco l'impasto formare una palla, avvolgerla in pellicola e mettere in frigo a riposare.
Per la crema, unire tutti gli ingredienti in un pentolino, portare su fuoco moderato e cuocere fino all'addensamento. Ho dovuto aggiungere ancora un pò di latte perchè la crema era troppo consistente. Fare raffreddare.
Con la pasta frolla foderare uno stampo da crostata, cm 22/23 di diametro, a bordi alti. Bucherellare fondo e bordi con una forchetta. disporre all'interno la crema preparata e porre in forno a 180° per circa 30'. Fare raffreddare completamente la torta.
Per completare, sciogliere in un pentolino il cioccolato con il burro e la panna, disporre sulla crema di cocco e fare raffreddare.
Nadia
Stampa il post

lunedì 13 maggio 2013

Bomboniere per la Prima Comunione di Sami

Ecco un'altra delle mie produzioni EXTRA-CUCINA. Stavolta l'occasione era la Prima Comunione del mio ometto piccolo! Per Matteo avevo preparato i biscotti decorati che erano molto piaciuti, ma non potevo riproporre la stessa cosa, cosi' ho deciso di cambiare completamente genere e preparare per Samuele questi terrarium da regalare a parenti e amici!  L'idea l'avevo vista su Pinterest (fonte inesauribile di idee!) e mi aveva subito colpita, quindi viste....fatte!


Ieri Samuele ha ricevuto la sua Prima Comunione! Era emozionato! Nonostante lui non dia mai a vedere quel che prova (in questo mi somiglia), quando e' arrivato davanti al sacerdote e' rimasto un passo indietro, come intimorito...mi ha fatto una tenerezza! Poi e' tornato al suo posto tutto felice... e io avevo gia' i lucciconi agli occhi!
Il fatto e' che per me lui e' il piccolo.... ma ormai non e' piu' cosi' piccolo... e vuole il suo spazio...e a modo suo reclama un po' di indipendenza! Ieri lo guardavo giocare con suo fratello e rubargli gli occhiali da sole, far disperare la cuginetta e rotolarsi poi nel prato come se fosse ad una partita di calcio ... e non posso fare a meno di sentirmi la mamma piu' fortunata del mondo!


Eccolo qui!!!! Non e' un amore????

Buon inizio di settimana a tutti
Paola
Stampa il post

venerdì 10 maggio 2013

Conchiglioni tonno e pomodoro su crema di Carcioghiotto!

Qui la faccenda si fa seria! Eh si, perché si tratta di conquistare!
CON-QUI-STA-RE!
Mica solo sentirsi fare i complimenti per il piatto che abbiamo cucinato; conquistare è ben altro!
Si tratta di cucinare qualcosa di così speciale che già il primo boccone riesca a convincere il vostro lui che si, non siete solo una brava cuoca, ma siete la donna di cui non potrà più fare a meno....

Ve la sentite di correre questo rischio???? ^___^

 
Vabbè...io intanto mi son portata avanti e il piatto l'ho studiato, preparato e testato... insomma... casomai capitasse l'occasione sarei anche pronta ecco!!! E visto il successo con cui è stato divorato dalle belve e dalla sottoscritta (che notoriamente ha delle serie difficoltà sull'argomento pesce!)
 direi che il poveretto..ehm..il fortunato non avrà scampo!

Conchiglioni al tonno e pomodori su crema di Carcioghiotto - Paola

Ingredienti per 2 persone:
12 conchiglioni
1 cucchiaino raso di curry in polvere

fase 1)
1 trancio di tonno da 180 gr circa
3 cucchiai di sesamo
2 spruzzate di Aceto Balsamico Ponti spray (o in alternativa 1 cucchiaino)
1 cucchiaino di salsa di soya
2 cucchiai di olio evo

fase 2)
4 pomodori da sugo
2 cucchiai di olio evo
1 spicchio di aglio vestito
1 pizzico di zucchero
2 spruzzate di Aceto Balsamico Ponti spray (o in alternativa 1 cucchiaino)
prezzemolo, timo e sale

fase 3)
2 Carcioghiotti Ponti
2 cucchiai di mandorle a lamelle
pepe
20 gr di burro
20 gr di farina
200 cc di latte freddo
1 punta di cucchiaino di curry in polvere

 
Fase 1) prepariamo il tonno.
Laviamo e asciughiamo il trancio di tonno, quindi tagliamolo a dadini di circa 1 cm, mettiamo i dadini in una busta per il gelo, spruzziamo di aceto balsamico, aggiungiamo la salsa di soya e il sesamo. Chiudiamo bene la busta lasciando all'interno l'aria in modo da poter agitare e amalgamare quindi il tonno agli altri ingredienti. Mettiamo quindi l'olio dentro una padella d'acciaio, facciamolo scaldare bene e cuociamo a fiamma alta i dadini di tonno. Bastano 5 minuti. Mettiamo da parte.

Fase 2) prepariamo ora i pomodori: laviamoli e tagliamoli quindi a dadini piccoli, se volete fare i fighi potete dire "concassè" ^___^ ! Diamogli una spolverata di sale e lasciamoli per circa 10 minuti dentro uno scolapiatti in modo che perdano un po' di acqua. In una padella d'acciaio scaldiamo l'olio con lo spicchio d'aglio (che poi toglieremo! Altrimenti lo scopo del piatto sarà inevitabilmente vanificato!) e versiamo quindi i pomodori.  Aggiungiamo lo zucchero, l'aceto balsamico e una spolverata di timo e prezzemolo. Cuociamo giusto 5 minuti, ma a fiamma alta, quindi spegnere e aggiungere ai dadini di tonno cotti.

Fase 3) prepariamo la crema di Carcioghiotto: prendete 2 carciofini Carcioghiotto, tagliateli in 4 pezzi e metteteli in una padella con le mandorle e fateli rosolare un poco; le mandorle devono tostare. Spolverate di pepe. Prepariamo quindi una besciamella sciogliendo il burro in un pentolino d'acciaio. Appena è sciolto aggiungiamo la farina e mescoliamo con una frusta, quindi aggiungiamo il latte freddo e continuiamo a mescolare finchè la salsa sarà addensata. Quando la besciamella è pronta insaporiamola con una punta di cucchiaino di curry, quindi versiamola sui carciofi e mandorle e frulliamo tutto fino ad ottenere una salsa vellutata.

Lessiamo ora la pasta in acqua bollente e salata in cui avremo sciolto del curry. Scoliamo la pasta al dente, avrà anche un bel colore giallo!
In una pirofila stendiamo uno strato di crema di carcioghiotto e appoggiamoci quindi i conchiglioni che avremo riempito col composto di tonno e pomodori. Sopra ogni conchiglione mettiamo altra crema di carciofo e cospargiamo con mandorle a lamelle. Inforniamo a 150 gradi per circa 10 minuti!

 
Impiattiamo velando il piatto con una striscia di crema al carciofo, adagiamo sopra i conchiglioni e decoriamo a piacere, io avevo tenuto da parte dei dadini di tonno e del pomodoro e ho aggiunto una striscia di Glassa Gastronomica Ponti.



Bene...visto che non c'è nessuno da conquistare... che ne dite almeno di darmi una mano votando la mia ricetta??? Se vi va, potete farlo QUI, cercate la foto della mia ricetta tra le altre e cliccate "Mi Piace"....ma solo se vi piace veramente eh!!!!
Un abbraccio a tutti!
Paola
Stampa il post

giovedì 9 maggio 2013

Crostata pistacchio e frutti di bosco







Questa deliziosa crostata viene dal blog Amuses Bouche che è sovente mia fonte d'ispirazione.

Crostata pistacchio e frutti di bosco


Per la pasta frolla
240g di farina
150g di burro
100 g di zucchero
30 g di mandorle tritate
1 tuorlo d'uovo

Un pizzico di sale

Per il ripieno
200 g di fragoline di bosco e more
60 g di mandorle in polvere
60 g di pistacchi in polvere
2 uova
100g di zucchero
200 ml di panna liquida


Per la ganache al cioccolato bianco

150g di cioccolato bianco
2  cucchiai di pasta di pistacchio *
200 g di panna
200g di fragoline, more e fragole 
1 cucchiaio di pistacchi freschi tritati

Il giorno precedente sciogliere il cioccolato bianco spezzettato nella panna, portata quasi a bollore, unire la pasta di pistacchio, mescolare bene, fare raffreddare e porre in frigo tutta la notte.

Mescolare farina e  sale, aggiungere il burro a dadini e mescolare con la frusta K fino ad avere una sablè.  Aggiungere il tuorlo d'uovo e lo zucchero, impastare fino ad ottenere un impasto liscio non appiccicoso. Lasciare 1 ora in frigorifero in involucro di plastica.
Foderare uno stampo da torta 22 cm di diametro, dopo aver attentamente imburrata. Bucherellare con una forchetta e mettere in fresco il tempo  di preparare la guarnizione.

Sbattere le uova con lo zucchero. Aggiungere la polvere di mandorle, pistacchio in polvere e panna. Posizionare la frutta  sul fondo della  pasta e ricoprite con la crema di mandorle.

Cuocere in forno per 40/45  minuti a 160 ° , controllare la cottura. Se dovesse scurire coprire con un foglio di alluminio. Lasciare raffreddare.

Montare la ganache con le fruste elettriche, al fine di ottenere una ganache montata. Stendere uno strato sottile sulla torta e con una tasca dotata di una bocchetta liscia n. 10, Formare delle linee  dritte e parallele, distanziate  di 1 cm. Riempire gli spazi con frutta fresca e spolverare la ganache con  pistacchio tritato.
 
* se non trovate la pasta di pistacchio potete farla in casa tritando molto finemente 120 g di pistacchi pelati, a questi aggiungere uno sciroppo di zucchero fatto con 60 g di zucchero e 14 g di acqua portati a 121°. Versare sui pistacchi e frullare ancora fino ad ottenere una pasta compatta che si può conservare in frigorifero
Nadia




Stampa il post

lunedì 6 maggio 2013

Risotto con salsiccia e robiola

Mi sono trasformata nel peggior incubo di mio figlio!!!
Samuele, la belva numero due, il piu' piccolo!
E' la solita storia de "Il ragazzo ha le capacita' ma non si applica"... lui non e' stupido, e' semplicemente distratto!
Se deve leggere, per lui e' solo una questione di formulare suoni che corrispondano a qualcosa che trova scritto su una pagina...ma quei suoni mica li registra, se gli chiedo poi cosa ha letto lui non lo sa!
Se si tratta di studiare lui deve farlo con me altrimenti giura di non essere capace e poi legge a voce alta quel che deve studiare, in questo caso mettendo il cervellino su "ON", ma giusto il tempo di ripetere quel che ha appena letto e poi fa un veloce "RESET".
Ma il tasto dolente e' la matematica che per lui e' sempre stata veramente un'opinione!
Infatti da piccolo, quando vedeva suo fratello fare i primi compiti di scuola, voleva fare le operazioni anche lui, quindi quando gli ho chiesto:
"Quanto fa 2x1 ?" lui mi ha risposto: " fa 1!!!"
"No amore, 2x1 fa 2..." e lui subito: "eh no, fa 1, perche' se tu hai 2 giochi e ce ne dai 1 per uno a me e Matteo, ne abbiamo 1 ciascuno!" ...ecco...questo era Samuele a 5 anni!
Ora e' in quarta, ha imparato bene le tabelline, ma e' talmente distratto che non c'e' verso di fare un'operazione senza infilare un errore da qualche parte! Cosi' dopo una verifica disastrosa (non solo una in effetti)  ho deciso che e' il caso di dargli ripetizioni....e dato che coi numeri me la cavo bene e considerando che insomma...e' in quarta elementare...ce la posso fare!!!!
E il web ti da un grande aiuto!
Ho trovato dei siti fantastici con tanto di schede dei programmi di studio divise per anno scolastico e una marea di schede di esercizi e presa dall'entusiasmo ho scaricato valanghe di materiale che ho stampato e rilegato per poi presentarmi da lui con un gran sorriso esclamando "Amore guarda cosa ho trovatooooo!!!!" ... Non potete immaginare il suo sguardo quando si e' reso conto di cosa si trattava e soprattutto che FACCIO SUL SERIO!!!! ahahhaha.... Riiiiiido! (io!)

 
Problema di oggi: la mamma prepara il risotto per 4 persone usando 66 cm di salsiccia! Taglia la salsiccia a pezzi di 2 cm, quanti pezzi di salsiccia ricava? Quanti pezzi di salsiccia mangera' ogni persona? (perche' la mamma e' precisa e li distribuisce in parti uguali!!!)...ma soprattutto.... chi mangera' il pezzo di salsiccia che avanza???? ahahahhaha!!!!

Risotto con salsiccia e robiola - mio
Ingredienti per 4 persone:
320 gr di riso semi integrale La Pila
350 gr di salsiccia
1/2 cipolla
brodo di carne (io fatto con dado di carne homemade)
1 bicchiere di vino bianco
100 gr di robiola
1 rametto di rosmarino
2 foglie di salvia
3 cucchiai di olio evo

Tritare la cipolla e metterla a soffriggere nell'olio a fiamma bassa per non farla annerire.  Unire quindi la salsiccia tagliata a tocchetti di 2 cm circa, alzare la fiamma e far rosolare per bene; aggiungere il riso, mescolare energicamente e lasciarlo tostare qualche minuto prima di sfumare col vino bianco.
Procedere quindi la cottura aggiungendo il brodo un mestolo alla volta e mescolando di tanto in tanto. A meta' cottura aggiungere la salvia (intera) e il rosmarino tritato finemente.
Quando il risotto e' cotto, spegnere, aggiungere la robiola per mantecare e lasciare riposare coperto per un paio di minuti.
Buon appetito!!!!

 
E' buonissimo! Il rosmarino si accompagna magnificamente alla salsiccia e la robiola rende il tutto incredibilmente delicato! 

Soluzione: il pezzo di salsiccia che avanza lo mangia la mamma, perche' deve assaggiare che il risotto sia ottimo prima di servirlo ai suoi amori!!! ^___^

Un abbraccio
Paola

Stampa il post

venerdì 3 maggio 2013

Torta Deliziosa di Montersino

Post altamente calorico! Astenersi "Sempre A Dieta!"

Questa Torta Deliziosa di nome e di fatto e' un concentrato di calorie! Montersino qui ci e' andato pesante eh...
Ve la faccio breve: base di sfoglia, crema gianduia, pan di spagna, altra crema gianduia, crema pasticcera  e altro strato di sfoglia! E per non farci mancare nulla anche la marmellata di albicocche...
Ah...e la sfoglia e' al cacao...nient'altro mi pare! ahahhaha

A mio parere una favola ^__^

E quando Nadiuzza mi ha chiesto di farla mica potevo dirle di no! Tanto piu' che adoro fare la sfoglia, che quella fatta in casa non ha niente a che vedere con quella che troviamo gia' pronta nei super!


Pronti per la ricetta???? Eccola!

Torta Deliziosa - di Montersino
Ingredienti per la sfoglia al cacao:
450 gr di farina 00
225 gr di acqua
10 gr di sale
50 gr di cacao amaro
500 gr di burro

Ingredienti per la bagna:
250 gr di latte intero fresco
50 gr di zucchero
50 gr di crema spalmabile al gianduia (io Nocciolata Rigoni di Asiago! Perfetta)

Ingredienti per la finitura:
300 gr di crema pasticcera
200 gr di crema spalmabile al gianduia (sempre Nocciolata!)
300 gr di pan di spagna
100 gr di gelatina di albicocche (io Fiordifrutta albicocca Rigoni di Asiago)

1) Per la sfoglia al cacao: lavorate 325 gr di farina con l'acqua, il sale e 25 gr di cacao e formate il pastello. A parte impastate il burro col resto della farina e del cacao e ricavate un panetto rettangolare.
Procedete nella preparazione della sfoglia come vi ho spiegato  in QUESTO post! (ho aggiunto le foto del passo-passo)

2) Per la bagna: scaldate il latte e fatevi sciogliere lo zucchero e la crema gianduia.

3) Preparate ora la finitura: stendete la sfoglia allo spessore di 3 mm e dividetela in due parti. Su una delle due parti passate l'apposito rullo per losanghe in modo da ottenere una griglia
Completate la griglia allargando le maglie con l'ausilio di un coltellino e infine ricavate un discocon un coppapasta da 24 cm di diametro e tenete da parte la griglia ottenuta.

4) Con il coppapasta ricavate un altro disco dalla sfoglia rimasta (quella intera!) e bucherellate la superficie con i rebbi di una forchetta. Copritelo con uno strato di crema gianduia lasciando libero 1 cm dal bordo. Sovrapponete uno strato di pan di spagna, inzuppatelo con la bagna e spalmatelo con un altro strato di gianduia. Aggiungete ora la crema pasticcera e infine posizionate la griglia di sfoglia che avrete spennellato di marmellata di albicocche diluita con un poco di acqua per renderla piu' fluida!

5) "Pizzicate" i bordi della sfoglia e infornate a 170 gradi per circa 30 minuti. A fine cottura spalmate ancora con la marmellata di albicocche.
Una volta fredda conservate in frigorifero fino al momenti di servirla. Si conserva 3 giorni in frigo, e 6 mesi in freezer a -18 gradi.


Note mie: io il rullo per losanghe non ce l'ho e mi sono arrangiata praticando dei tagli con un coltello bel affilato, il risultato mi pare buono comunque!
- Idem per il coppapasta, ho usato il bordo di una tortiera da 24 cm!
- E' una torta veloce da fare a patto di organizzarsi: io una sera ho fatto la sfoglia e messa in frigo, la sera successiva ho preparato la crema pasticcera e assemblato il dolce e cotto.
- Il pan di spagna l'avevo in freezer gia' pronto e gia' tagliato a dischi! Per la serie "siam pronti a tutte le evenienze"...
- Con queste dosi di sfoglia potete fare tranquillamente 2 torte! Io meta' sfoglia l'ho congelata in attesa del prossimo utilizzo.
- Ho aggiunto alla Nocciolata un bicchierino di Grand Marnier perche' volevo dare un tocco di amarognolo alla crema e infatti devo dire che ci ho azzeccato, ci stava proprio bene! Nella ricetta non c'era e potete non metterlo, ma io ve lo consiglio!
- Siccome mi veniva male di pizzicare i bordi della sfoglia, avevo paura che poi tutto si lasciasse andare, io la torta l'ho adagiata in una tortiera, cosi' che i bordi della sfoglia fosse naturalmente sollevati dai bordi della tortiera... mi sentivo piu' tranquilla!

Ultimissimo consiglio: PROVATELA!!!

Uno stritolo e buon fine settimana
Paola
Stampa il post

domenica 28 aprile 2013

DECLINAZIONI IN SALSA CHILI PER L’MTC DI APRILE

Di Vittoria



Questa volta la sfida mensile dell’MTC ce la propone Anne, la bravissima vincitrice dello scorso mese. Anne ci trasporta a casa sua in America e ci propone di scoprire e sperimentare la cucina texana dei cowboy con un meraviglioso Chili di carne.
Bellissima sfida davvero soprattutto per me che adoro il cibo piccante e le cotture in umido. Cosa potevo chiedere di meglio? Per questo è tutto il mese che provo e sperimento. Provate anche voi se volete assaggiare "A real bowl of red"
Mi sono divertita moltissimo e ora è tempo di tirare le somme di quello che ho fatto.

SALSA CHILI
Anche questo mese lo staff dell’MT Challenge ci ha dato l’opportunità di avvicinarci a una diversa cultura e a un diverso modo di cucinare. Anche questa volta ho avuto l’opportunità di imparare una nuova tecnica. Anne ci ha svelato che il chili non è semplicemente quella polverina rossa e piccante che ho usato fino ad ora.
E’ una meravigliosa pasta infuocata e profumata che si ottiene con un particolare procedimento che ci insegna Anne. Per ottenerla non servono i nostri peperoncini secchi perché…… sono troppo secchi, senza polpa aromatica, sono solo piccanti e frullandoli non si ottiene la pasta aromatica che serve per preparare un vero chili da cowboy.

Quelli semisecchi sono difficili da trovare qui da noi e ne ho trovato solo un tipo, gli Aji amarillo sudamericani.


Ho trovato più varietà di peperoni freschi.



Sono riuscita a procurarmi

gli Ajì di un bel colore aranciato, non troppo piccanti,

il Rocoto dai semi neri, rosso e molto piccante

dei peperoni piccolini rossi rossi molto costoluti infuocati, credo habanero, ma mi hanno detto che arrivano a Genova dall’oriente.

Poi ho aggiunto alcuni peperoncini piccanti freschi nostrani, verdi e rossi.




Come da istruzioni, che trovate QUI da Anne, li ho arrostiti in forno, pelati e privati dei semi e filamenti e frullati con pochissima acqua per ottenere una crema piccantissima. Infine ho passato la salsa al setaccio per eliminare ogni pellicina.

Fate attenzione quando maneggiate questi peperoncini perché sono veramente irritanti, soprattutto non respirate i vapori quando escono dal forno e usate i guanti per maneggiarli.





Ho surgelato la salsa in un contenitore di plastica da cioccolatini ottenendo delle semisfere che corrispondono a un cucchiaino, perfette per dosare il “fuoco” dei miei chili.

Tre o quattro cucchiaini da caffè di questa pasta bastano per rendere infuocata una pentolata di stufato per quattro persone.




Non restava che passare all'azione sperimentando questa meravigliosa salsa che, come avete visto, potete preparare in anticipo e surgelare per averla sempre a disposizione.

1) CHILI DI MAIALE CON FAGIOLI E AGLIETTI AL BURRO E TORTILLAS AZZIME



Per il Chili:

600 gr di polpa di maiale (io ho scelto lonza per motivi dietetici, ma consiglio un taglio un po’ più grasso, tipo la coppa)
1 peperone rosso dolce e carnoso, arrostito pelato e frullato a crema
4 cucchiaini di pasta chili ottenuta con il procedimento di Anne descritto sopra
Brodo di carne o acqua
1 foglia di alloro
Olio/burro
Sale
Utilizzare una pentola pesante per lunghe cotture, in ghisa o coccio.
Scaldare un misto di olio/burro nella pentola con l’alloro, aggiungere la carne, la pasta di peperone dolce e quella di chili piccante e portare a cottura bagnando con il brodo. Deve cuocere circa due ore restando bello sugoso, ma non troppo brodoso.
Ho scelto di aggiungere anche un peperone rosso dolce ottenendo una pasta aromatica e dolce molto rossa per dare colore allo stufato senza dover per questo usare il pomodoro.



L'aglio selvatico (o aglietto come l'abbiamo sempre chiamato in casa) cresce spontaneo nei prati e nei fossi in primavera e fa dei bellissimi fiori binchi splendidi per guarnire le insalate.
Il sapore è di aglio ma molto molto delicato.
Perfetto anche per fare delle frittatine o un sughetto per la pasta, meglio se integrale.



Per il contorno:
200 gr fagioli rossi ammollati una notte e lessati
Un mazzo di aglio selvatico (o di cipollotti freschi)
Burro e sale
Poco brodo


Pulire bene le piantine di aglio e tagliarle a tronchetti utilizzando anche la parte verde più tenera, scaldare il burro in padella e farle saltare qualche minuto rosolandole leggermente, bagnare con poco brodo e portare a cottura coperto per circa 15 minuti. Negli ultimi 5 minuti aggiungere i fagioli. Regolare il sale e servire caldo




Per le Tortillas:

250 gr di farina 00
150 gr circa di acqua
2 cucchiai di olio extravergine di oliva
sale
Impastare tutto lavorando meno possibile. Dividere in palline e fare riposare almeno mezzora. Stendere le palline allo spessore di qualche millimetro e cuocere sulla piastra di ghisa ben calda. Quando fanno le bolle voltarle e cuocerle anche dall’altro lato. Servire calde



Piegare in due una tortillas, riempirla con la carne e il sugo ben caldi e servire nel piatto accompagnando con le verdure.










Piatto apprezzatissimo e spazzolato fino all’ultima briciola anche se io supercritica ho trovato la carne troppo dura, la prossima volta addio alla dieta e mi scelgo un bel pezzo di coppa.



Qualche giorno dopo ho voluto replicare con gioia della famiglia tutta che apprezza come me sia gli umidi che il fuoco in bocca. Ed ecco quindi il

2) CHILI IN TRIPPA CON GALLETTE DI CECI E PATATE AL FORNO



Insomma diciamocelo che genovese lo sono fino in fondo pur avendo nelle vene sangue tedesco e pure quello americano. Ma se quella vena di cultura americana che scorre in casa mi fa apprezzare cibi esotici e piccanti e quegli accostamenti che un vero ligure non oserebbe mai e poi mai (diffidenti siamo), d’altra parte sono così legata ai profumi e sapori di casa che non posso fare a meno di richiamarli anche in un piatto che di ligure non ha molto. Nella tradizione ligure carne poca poca e piccante ancor meno.
Ma di tutte ste mucche che i texani si pappavano in salsa chili…. …….delle frattaglie che ne facevano????? Perché noi invece le frattaglie le usiamo eccome!!!! Ed ecco che è nata una collaborazione ligure-texana per la nascita di questo piatto che sposa la nostra amatissima trippa con l’infuocata pasta chili texana. Matrimonio felice vi assicuro, accompagnato da un bella tegamata di patate che “spengono” l’eccesso di fuoco del chili e, sempre in omaggio alla liguria, da tortillas realizzate con la farina di ceci che è un ingrediente fondamentale di alcune preparazioni tradizionali liguri come la panissa e la farinata.


Per la trippa:

600 gr di trippa mista prebollita e tagliata a listarelle
3 cucchiai di trito misto di sedano, carota, cipolla
2 spicchi di aglio
1 foglia di alloro
½ bicchiere di vino bianco secco
1 barattolo di passata di pomodoro casalinga, circa 500 gr
Brodo eventualmente
4 cucchiaini di pasta di chili (ricetta di Anne più sopra)
Olio extravergine di oliva
Sale

In un tegame largo di coccio scaldate 2 cucchiai di olio e rosolare il trito di verdure, aggiungete la trippa, l’aglio e l’alloro, fate insaporire e asciugare, poi sfumate con il vino, fate evaporare l’alcol, aggiungete la passata di pomodoro e la pasta piccante, fare stufare semicoperto per circa due ore aggiungendo brodo se asciuga troppo. Non deve restare troppo brodosa, ma neanche secca e asciutta.



Per le patate arrosto:

4 patate medie pulite e tagliate a dadini
Olio extravergine di oliva
Le code verdi dell’aglio selvatico o di un cipollotto a pezzetti
foglia di alloro
Sale grosso

Scaldare l’olio in un tegame largo con il verde di aglio/cipolla, aggiungere le patate e il sale grosso, portare a cottura rosolando e smuovendo ogni tanto. Devono risultare ben croccanti fuori e morbide all’interno.




 
Per le tortillas di ceci:

200 gr di farina di ceci
200 gr di farina 00
400 gr acqua
Sale
2 cucchiai di olio extravergine di oliva
Mescolare le due farine e il sale poi aggiungere l’acqua sbattendo bene con una frusta per non fare grumi. Poi aggiungere l’olio e sbattere ancora. Deve risultare una pastella liquida tipo quella delle crepes. Fare riposare per mezz’ora.
Scaldare la piastra di ferro o una padella antiaderente non troppo grande, velare di olio e versare un mestolino di impasto facendolo scorrere su tutto il fondo della padella per ottenere una tortilla sottile.
Quando cominciano a sollevarsi i bordi voltarla con la spatola e arrostire anche l’altro lato. Piegare in due e tenere in caldo.

Servire una dose abbondante di chillitrippa accompagnata da una o due tortillas e dalle patate fritte su un letto di insalatina fresca.




Il Chili ormai è una droga, non possiamo fare a meno di riprovarlo e quindi eccovi

3) CHILI ETIOPE CON INJERA E VERDURE FRESCHE


Come terza proposta vi presento una ricetta che invece di essere legata alla mia terra, la Liguria, è legata al paese di provenienza di mio figlio, L’Etiopia.
In questo paese meraviglioso e difficile il cibo piccante è cosa di ogni giorno. Ad ogni pasto si mangia piccante, compresa la colazione del mattino.
La base di ogni preparazione è il Berberè, una pasta piccantissima e aromatica che ha come ingrediente principale il peperoncino pestato nel mortaio insieme a molte altre spezie (nella foto ho riportato l’elenco). La pasta viene poi essicata al sole e ridotta in polvere che si compra ovunque ……a chili ..…si si, proprio a chili perché ne usano moltissima!

 
Questa polvere poi viene cotta con pomodoro e altri aromi per ottenere una salsa nella quale intingono il loro pane tradizionale, L’Injera che è una specie di tortilla grande e spessa, cotta da un solo lato, soffice e spungnosa per raccogliere bene il sugo.
Molti si devono accontentare di questo per sfamarsi, altrimenti in questa salsa cuociono carne o pesce o verdure per ottenere vari piatti stufati, Wot, Zighinì, Alich’a che assomigliano moltissimo al Chili con carne di questa sfida.

Questo è un piatto che con qualche variante facciamo spesso a casa, soprattutto quando vengono a mangiare all’improvviso gli amici di mio figlio.
E’ un misto di cucina etiope e messicana, passando per quella italiana.
E’ un modo veloce ed economico di sfamare la truppa
E’ un modo divertente di mangiare perché ognuno si serve da solo e compone i suoi “tacos” come vuole.

Per Il Chili etiope:
600 gr di carne di manzo macinata, non magrissima
1 cipolla grande ridotta a dadini piccoli
mezzo bicchiere di salsa di pomodoro ristretta
Olio extravergine di oliva
Sale
1 foglia di alloro
4 cucchiaini di pasta di chili (ricetta di Anne più sopra)
1 cucchiaio da minestra di berberè (si trova in alcune drogherie e nei negozi etnici africani)

In una pentola di coccio fare rosolare la cipolla con olio, unire la carne tritata e rosolarla bene, come per il ragù, poi aggiungere il sale, il pomodoro, alloro, pasta di peperoncino e berberè. Mescolare bene e fare restringere saltando a fuoco vivo. Non asciugare troppo.



Per l’Injera:
500 gr di farina 00
1 bustina di lievito in polvere
500 gr di acqua
Sale
Mescolare la farina con il lievito, sciogliere con l’acqua sbattendo bene con la frusta per non far venire grumi. E’ un composto parecchio liquido. Metterlo in una brocca con un beccuccio per versare.
Scaldare la piastra in ferro o una padella antiaderente con il fondo piatto. Quando è calda ungere leggermente il fondo, poi versare il composto a cerchi concentrici partendo dall’esterno e via via al centro riempiendo la padella. Mentre cuoce vedrete formarsi dei buchini che rendono la Injera spugnosa, ideale per raccogliere il sugo. Si cuociono da una parte sola perciò regolate il calore in modo che abbia tempo di cuocere bene prima di bruciare sotto. Arrotolatele e tenetele da parte in caldo.


I contorni freschi:

1 peperone rosso
1 peperone giallo
12 pomodorini tipo piccadilly
Insalatina fresca mista prelavata
100 gr di formaggio tipo Emmenta

Pulite peperoni e pomodorini e tagliatele a striscette. Tagliate a striscette anche il formaggio. Sistemate ogni cosa in tavola in ciotoline e piattini.




Mettete in tavola al centro la pentola del Chili ben caldo e un vassoio con la Injera.

Ognuno si servirà di una Injera e potrà farcirla a piacimento.




Tradizionalmente si deve strappare con le mani un pezzo di Injera e con quella raccogliere un po’ di carne e verdure, chiudere con le dita a pacchettino e mangiare il boccone. Gli etiopi sono bravissimi e fanno questa cosa con grande eleganza senza assolutamente sporcarsi le mani di sugo. Provateci un po’ voi!!!!










A seconda delle volte poi aggiungiamo della salsa messicana (confezionata), del petto di pollo a striscette saltato in padella, del formaggio cremoso insaporito da erbe o spezie, i fagioli neri o rossi lessati e conditi, degli spinaci lessati e ripassati in padella….. insomma quello che c’è o che la fantasia suggerisce.

I ragazzi si divertono sempre ed è un modo allegro di pranzare.



Devo nuovamente ringraziare Alessandra e Daniela che organizzano questa sfida tutti i mesi e si fanno in quattro per rendere questo gioco sempre più bello e ricco di spunti sul tema.
Ringrazio di cuore anche Anne che questo mese ci ha fatto scoprire la vera ricetta del Chili dei cowboy texani.


Queste tre ricette partecipano al MT Challenge di Aprile




Stampa il post

martedì 23 aprile 2013

Il mio Chili per l'MTC

D'un tratto devo tornare alla normalita'... devo!
E quando la Ale cercava volontari per la sfida di questo mese ho subito risposto di si, che ci sarei stata, ancora a scatola chiusa. Ma che faticaaa! Perche' a volte costa fatica anche la normalita', ma una parola data e' un impegno ...almeno per me! E quindi vado a fare la spesa, cosi' se ho tutto in casa devo pur prepararlo sto benedetto chili! E poi sono curiosa, perche' ho letto e riletto la ricetta un sacco di volte, ma continuo a chiedermi: "possibile che con 3 ingredienti possa uscire un gran piatto?"
Perche' diciamolo....quando NON vuoi fare una cosa, trovi tutte le scuse e gli alibi per non farla, ma gliel'ho promesso all'Ale... mannaggiamme'!!!


Ma si dai, inizio! Inizio col recuperare la pentola di terracotta, quella dell'Adele, quella che uso una volta all'anno solo per cucinare le lenticchie, quella che l'Adele mi raccomanda sempre di metterla a bagno qualche ora prima di usarla e non ho mai capito perche', ma lo faccio!
Non sto a scraniarmi per trovare un ingrediente figo da usare... sara' un chili semplice e normale, con un contorno semplice e normale. Non sto a scraniarmi nemmeno per fare una foto originale...Matteo pero' ci teneva moltissimo a inserire la sua piantina di cactus!

Chili semplice e normale - mio

Ingredienti per il chili:
1 kg di spalla di maiale
2 peperoncini di cayenna
4 pomodori secchi sott'olio
2 spicchi di aglio
3 foglie di salvia

Ho seguito le indicazioni di Ann per preparare la salsa al peperoncino, ne ho usati solo un paio perche' le belve ancora non gradiscono cibi troppo piccanti e non volevo rischiare uno sciopero della fame.

"Spezzettate i peperoncini secchi scuotendone fuori i semi (da eliminare) e mettete i pezzi in una ciotola, coprite i peperoncini di acqua bollente e lasciate in infusione per almeno 2 ore. Passato questo tempo, frullateli con l’acqua di infusione fino ad ottenere una pasta leggermente densa. Passatela da un setaccio fine in modo da eliminare ogni residuo di pellicine, recuperando quanta piu’ polpa possibile."

Ho frullato poi la salsa piccante con i pomodorini secchi scolati dal loro olio. (frullato non benissimo, infatti nella prima foto si vede un residuo di peperoncino!!!)
Nella pentola di terracotta ho messo gli spicchi di aglio, la salvia, un filo d'olio e ho fatto appena dorare l'aglio. Ho aggiunto quindi la carne a pezzetti e la salsa di pomodorini e peperoncino. Regolato di sale, coperto il tutto e lasciato cuocere un paio di ore mescolando di tanto in tanto!
Siccome Ann consigliava di cucinarlo il giorno precedente il consumo, ho cotto il chili il sabato pomeriggio e la domenica a pranzo l'ho dovuto solo scaldare!

Ingredienti per 8 tortillas:
300 gr di lievito liquido
140 gr di farina 00
1/2 cucchiaino di sale

Avevo il lievito liquido da usare e quindi ho pensato di approfittarne per fare le tortillas...fantastico!
Ho impastato il lievito con la farina e il sale e senza lasciar lievitare ho fatto delle palline poco piu' piccole di un pugno, quindi le ho stese col mattarello e messe a cuocere una alla volta sulla piastra rovente. In cottura il pane si gonfia come una palla, tanto che potevamo addirittura bucarlo e riempirlo con la carne... bellissimo!!!

(Da quando ho scoperto questo metodo per smaltire il lievito liquido faccio tortillas tutte le settimane!)

Ingredienti per le frittelle di patate:
4 patate medie
1 uovo
30 gr di farina
sale q.b.

Ho sbucciato le patate e poi tagliate a julienne con l'apposito attrezzo. Raccolte in una ciotola le ho mescolate con l'uovo, la farina e regolato di sale. In una padella con rivestimento in ceramica ho sciolto una noce di burro e adagiato poi dei pugnetti di impasto di patate che ho poi appiattito con la forchetta. Lasciato cuocere a fiamma media. Quando si e' formata la crosticina sotto le ho girate e cotte sull'altro lato.


Presa una tortillas l'abbiamo riempita con il chili ben caldo, una bella manciata di formaggio latteria anche lui grattugiato a julienne, una frittella di patate e richiuso.

Samuele se ne e' divorate TRE con una serie di mugolii di piacere esclamando alla fine: "Mamma faccelo tutte le settimane!!!"
Bene...ce l'ho fatta! La mia sfida questo mese era riuscire a partecipare a questo appuntamento, perche' si puo' ripartire dalla cucina, perche' proprio quando non te lo aspetti bastano pochi semplici ingredienti che diventano una grandissima sorpresa e trasformano un normale pranzo in un pranzo fantastico!
E allora grazie... a tutta la banda di matte che e' l'MTC, per avermi aspettata e per esserci sempre!
E un grazie di cuore ad Ann per questa ricetta strepitosa.


E prima di finire... siccome ho scoperto una recente passione per la musica country, vi lascio il link di una canzone che mi piace! LA TROVATE QUI!!!! Buon ascolto!

Un abbraccio
Paola

Stampa il post
Related Posts with Thumbnails