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venerdì 29 marzo 2013

Zeppole di San Giuseppe

Perche' diciamolo...siamo un blog di squinternate!!!
Mai una volta che alla festa della donna pubblichiamo una mimosa, mai una volta che abbiamo la torta per il compleanno del blog, se compie gli anni un'amica la festeggiamo con un piatto di spaghetti ^___^, insomma... noi le ricorrenze le viviamo cosi'... e quindi  anche se e' Pasqua ed e' periodo di colombe, uova di cioccolato e pastiere....anche se la festa del papa' e' passata, ecco qua le mie zeppole! Meglio tardi che mai, no???


Zeppole di San Giuseppe
Ingredienti
500 gr di acqua
200 gr di burro
300 gr di farina
8 uova (numero indicativo * )
1 pizzico di sale
olio per friggere
crema pasticcera
amarene
In una pentola scaldare l'acqua con il burro e il sale. Appena il burro e' sciolto e l'acqua bolle, aggiungere la farina tutta in una volta e mescolare velocemente con un cucchiaio di legno. L'impasto si rassodera' velocemente formando una palla. Continuate a mescolare ancora un paio di minuti, l'impasto deve un pochino asciugare, lo sentirete sfrigolare un po'!
Spegnete il fuoco e mettete l'impasto in una ciotola a raffreddare (se lo lasciate nella pentola e questa e' a fondo alto rischiate che l'accumulo di calore continui la cottura!).
Una volta freddo si devono aggiungere le uova, una alla volta, aggiungendo un uovo man mano che il precedente e' stato completamente assorbito!

* ATTENZIONE: il numero delle uova e' indicativo, dipende infatti dalla grandezza delle uova stesse; la cosa a cui fare attenzione e' la consistenza dell'impasto che deve ricadere pesantemente dalle fruste formando un nastro.

Io metto l'impasto nel Ken con le fruste e inizio ad aggiungere un uovo, faccio assorbire e aggiungo il secondo e via cosi'.
Mettere poi il tutto dentro un sac a poche e formare le zeppole procedendo cosi':
tagliare dei quadrati di cartaforno di circa 8 cm per lato e usarli come base. Su ogni quadrato spruzzare dal sac a poche un cerchio di 6 cm di impasto, riempiendo anche l'interno; fare poi un altro cerchio al di sopra del prima, ma spruzzando impasto solo sulla circonferenza esterna, si deve creare una sorta di cestino!
Friggere ogni cestino in abbondante olio caldo. Immergere nell'olio ogni zeppola col suo quadrato di cartaforno che si stacchera' poi da sola dall'impasto e la toglierete dalla pentola.
Le zeppole si gonfieranno tanto. Toglietele dalla pentola quando hanno un bel colorito "abbronzato", asciugatele su carta assorbente e cospargetele di zucchero a velo.
Una volta fredde riempite i cestini con crema pasticcera (ricetta qui sotto) e decorate con una amarena sciroppata.


Crema pasticcera
Ingredienti:
1/2 litro di latte
4 tuorli
140 gr di zucchero
50 gr di maizena
la scorza di mezzo limone

Mettete la scorza di limone nel latte e fatelo scaldare (non deve bollire). Nel frattempo mescolate molto bene i tuorli con lo zucchero e quindi aggiungete la maizena. Versate ora sui tuorli il latte caldo, poco alla volta e mescolando bene con la frusta. Rimettete tutto il composto nella pentola e rimettete sul fuoco per fare addensare. Mescolate sempre con una frusta o una spatola in modo che la crema non appiccichi al fondo della pentola. La crema fatta con la maizena addensa all'improvviso...appena vi accorgete che sta rassodando e fa dei grossi grumi, toglietevi dal fuoco, mescolate energicamente con le fruste e quindi rimettete a cuocere ancora un minuto.
Versate la crema in una ciotola e fate raffreddare. Togliete la scorza dei limoni!

Bhe...quindi a questo punto non mi resta che farvi i miei piu' cari auguri per una felice e serena Pasqua!
Un abbraccio
Paola
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domenica 11 novembre 2012

Sfizi golosi per l'aperitivo

Due ricettine golose da servire insieme all'aperitivo, la prima sembra elaborata ma si esegue abbastanza facilmente. La seconda è veramente semplice e con un gusto stupefacente.





Gougères Bourguignonnes
di Sandra Vacchi

Ingredienti
80 gr di emmental
4 uova
¼ di latte
100 gr di burro salato
150 gr di farina setacciata
una bella grattugiata di noce moscata
una punta di coltello di pepe di Cayenna
sale e pepe

Tritare grossolanamente  il formaggio
Preparare la pate à choux.
In un tegame mettere una cucchiaiata di acqua(precauzione per evitare che il latte si attacchi), il latte ed il burro molto freddo, la noce moscata, il pepe un pizzico di sale e portare ad ebolizione , mescolando ogni tanto.Appena il latte bollira’, o abbassare la fiamma o togliere dal fuoco il tegame ed incorporare lavorando con energia la farina .Oterrete una pasta che si stacca dal tegame.
Rimetterlo sul fuoco fortino per massimo due minuti per far asciugare la pasta.Passare la pasta in una ciotola ed incorporare un uovo alla volta con tanta energia!!!La pasta deve formare una striscietta quando sollevate il cucchiaio.Se é troppo densa, si straccia, aggiungere un uovo sbattuto, un po’alla volta fino a consistenza corretta.
Aggiungere il formaggio, mescolare bene.
Questa « Pâte a choux » puo’ essere preparata anche due ore prima, basta conservarla coperta con una pellicola.

Cottura
Scaldare il forno a 200°(verificato con il termometro).
Riempire un sac à poche con beccuccio di 5/6 mm, poi su una placca da forno, coperta con carta, fare delle palline distanziate del diametro di circa 2/3 cm.
Se volete dorarle ricordatevi che non dovete fare scivolare l’uovo dalla pasta alla placca, non cresceranno !!
Mettere la placca nel forno per 20 minuti.Appena saranno dorate, aprire un po’il forno lasciando una fessura e lasciate ancora 5 minuti .
Fatele rafreddare su una griglia.Vanno mangiate calde o tiepide

In casa, così semplici non sono piaciute per cui ho fatto una mousse di speck e robiola e con un sac a poche ho farcito i bignè. Sopra ho messo un poco di besciamella per dare l'effetto pastine alla crema

Uva al formaggio
Sgranare un grappolo d'uva preferibile senza semi, lavarlo e asciugarlo. Preparare un composto di caprino e mascarpone in parti uguali, rivestire i chicchi d'uva con questa crema formando delle palline, passarle in una granella di noci e pistacchi. Porre in frigo a rassodare
Nadia
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mercoledì 26 ottobre 2011

I profiteroles per l'MTC di ottobre... e mi vergogno un po'!!!!

Stavolta mi son sentita Cracco in gonnella, perche' piena di dubbi lo sono stata dall'inizio e lo sono tutt'ora!
Solo di una cosa ero certa quando ho visto che sarebbe stata Stefania a decidere la ricetta dell'MTC di ottobre: che avrebbe proposto una ricetta di Montersino!
Io la montersinite non ce l'ho...anzi ho un rapporto molto contrastante con le ricette di Montersino... ho tanto adorato il suo panbrioche quanto detestato altri suoi dolci... ma ancora non ho capito se sono le ricette o chi le esegue...devo ancora studiarci un po'!
Pero' un punto a suo favore se l'e' preso con questi profiteroles!
Sono stata brava, ho seguito pedissequamente la ricetta al grammo, senza sgarrare!!!! Stefania poi aveva scritto un post precisissimo, anticipando le risposte a qualsiasi domanda, quindi andavo tranquilla!
Tranquilla fino a quando preparo il sac a poche e mi accorgo che ho un sacco di bocchette ma non quella liscia grande!!!! Evabbe'... posso usare i cucchiaini, ma posso anche usare la bocchetta a stella, mi usciranno dei bigne zigrinati! Vai coi bigne' zigrinati!
Li inforno sulla placca imburrata e rimango li ad aspettarmi la partita di curling come dalla Vitto....ma da me nulla... i bigne' se ne rimangono li fermi e immobili...ho un forno noioso!!!! Pero' iniziano a lievitare, evvai!!!
Bigne usciti perfetti! E fin qui e' fatta!
Riguardo il ripieno e la copertura avevo anche iniziato a fantasticarci su, finche' un giorno, a pranzo fuori con i bambini per festeggiare il compleanno del papa', non sento uscire dalla bocca di Alessio queste parole: "i profiteroles della Bindi sono i migliori" . Per i foresti, la Bindi e' un'azienda che nell'interland milanese prepara e distribuisce dolci a ristoranti e pizzerie. Diciamo che nella fascia dei dolci industriali e' una delle migliori, su questo non ci piove (e non sono pagata x la pubblicita'!). Ma potevo io restare impassibile davanti a questa affermazione??? Dubbi svaniti, ora ti preparo io dei veri profiteroles!!!!
Quindi: ripieno di panna e copertura di cioccolato...un po' fondente e un po' al latte! E venerdi sera e' stata la serata assaggio! Il verdetto delle cavie???? Sono buonissimi....di piu' degli altri!!!!!
Un piattino e' andato anche a casa del SignorNo che ha riportato il piatto vuoto chiedendo "ce ne sono ancora?" .
Quindi io la mia personalissima sfida l'ho gia' vinta.... ora...abbiate pieta' della foto che davvero non rende giustizia alla bonta' del dolce, ma per fortuna questo non e' un concorso fotografico! Io sono stata combattuta se pubblicarla o no perche' davvero mi vergogno di tanta bruttezza!!!! Ahahahah!!!!!


E in ultimo la ricetta, io ho fatto dose doppia!!!!!

Profiteroles - di Montersino (e Stefania)
Per 12 bignè

37 ml di acqua
5 ml di latte
33 gr di burro
35 gr di farina
1 uovo (circa 55-60 gr)
Un pizzico di sale
Versare l’acqua, il sale e il latte in un pentolino, aggiungere il burro tagliato a pezzetti e accendere il fuoco. Portare a bollore lentamente in modo che il burro si sciolga tutto mentre si scalda.
Quando il burro sarà sciolto e l’acqua bollirà, aggiungere la farina tutta in una volta e mescolare con un cucchiaio di legno. Far cuocere sul fuoco fino a quando il composto non si sarà asciugato un po’ e avrà formato sul fondo del pentolino una patina biancastra. Non verrà un impasto troppo sodo. Toglietelo dal fuoco quando inizierete a sentire un intenso profumo di burro cotto.
A questo punto trasferire tutto in planetaria con frusta a K. Azionate quindi le fruste e fatele andare per un minuto. Aggiungete le uova intere, una alla volta e non aggiungete il secondo se il primo non è stato completamente assorbito. Al termine dell’inserimento delle uova, dovrete ottenere una pasta dalla consistenza simile a quella della crema pasticcera.
Trasferite tutto in una sacca da pasticceria con bocchetta tonda liscia da 8-10 mm e modellate i vostri bignè su una teglia imburrata. Se non avete o non sapete usare la sacca da pasticceria, potete modellare i vostri bignè con due cucchiaini. "Schiacciate" la punta che inevitabilmente si formerà con il dito leggermente bagnato di acqua.
Non usate carta forno, rischiereste di non far gonfiare bene il bignè: meglio imburrare bene una teglia antiaderente.
Per una ricetta “leggera”, cioè povera di farina e ricca di burro come questa, sarà necessaria una temperatura di 220°.
Il forno deve rimanere chiuso per i primi 12 minuti, finchè cioè il bignè non si sarà gonfiato e avrà iniziato a colorirsi, poi la cottura va completata per altri 20-25 minuti con la porta del forno socchiusa per fare asciugare meglio.
Non aprite il forno finchè i vostri bignè non avranno completato la loro cottura e non saranno ben coloriti.

Per il ripieno:
200 gr di panna montata con 1 cucchiaino di zucchero a velo.

Per la copertura fondente:
80 gr di cioccolato fondente al 60%
70 gr di panna

Scaldare la panna, portandola quasi a bollore. Spegnere il fuoco e unirvi il cioccolato fondente tagliato a pezzi omogenei. Mescolare bene finchè il cioccolato non sarà sciolto. Fare freddare completamente. Quando la glassa sarà a temperatura ambiente (non mettetela, quindi, in frigo), sbattetela leggermente con la frusta a mano per pochi secondi. Vedrete che acquisterà subito consistenza: è pronta per glassare i bignè.

Per la copertura al latte:
100 gr di cioccolato al latte
100 gr di panna

Procedere come sopra.

E anche sto giro ce l'ho fatta!!! Io sempre tra gli ultimi, ma l'importante e' esserci (e divertirsi!)
Un abbraccio a tutti!
Paola
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martedì 18 ottobre 2011

L'IMPORTANZA DELLA PRECISIONE IN PASTICCERIA ...i Profiterolles e l'MTC di Ottobre!!!!

di Vitto



Ci voleva una sfida all’ultimo pasticcino per indurmi a realizzare una ricetta passo passo, seguendo rigorosamente la ricetta data da Stefania di Profumi&Sapori senza sgarrare.
Ebbene si, Alessandra, Daniela e Stefania sono riuscite laddove io sola in anni e anni di tentativi avevo fallito miseramente. La sirena dell’ingrediente “in più” o “invece”, la curiosità di “proviamo a mettere meno zucchero o più burro” “e perché non cambiare farina?” mi avevano sempre ammaliato e la mia cucina è sempre stata molto creativa, ma molto approssimativa. Ovvio che con questo metodo sperimentale è impossibile rifare una ricetta 2 volte uguale!
Ma volete mettere l’emozione (o il brivido di terrore) ogni volta che un piatto esce dal forno? Ta..da… chissà cosa esce stavolta!!!!!
Sorpresa, magia, stupore!
….e qualche volta anche orrore, ciofeca, spatascio!!!!!
Insomma avrete capito che mi piace vivere pericolosamente

magari anche in Vietnam ...con lui!

Ma stavolta NO!
Sarà mica che mi sto avviando a diventare una tranquilla vecchietta?


Stavolta mi sono detta che DOVEVO riuscire a riprodurre fedelmente almeno una ricetta.
Eppoi le regole di Ale e Dani sono spaventosamente inflessibili e minacciose:
“…è obbligatorio fare i bignè secondo la ricetta di Stefania.” “…per chi vuole aromatizzare la pasta choux, invece, è un po' più problematico: dovreste non alterare le proporzioni degli ingredienti della ricetta originale. Se prevedete aggiunte minime (….), che non prevedono altri interventi sulla ricetta, ok. Se invece volete intervenire in modo più massiccio (…..), preferiremmo di no”
E io mi sono spaventata assai (si si traumatizzata) e buona buona ho eseguito alla lettera.

Ecco a voi il risultato che in effetti è stato strepitoso.



Vi metto la ricetta originale di Stefania e le dosi fatte da me (quelle di Montersino, ciè circa 5 volte di più). Io ho fatto bignè piccolini e ne ho ottenuti circa 80 che sono ancora in parte in una scatola di latta e vengono farciti e mangiati tutti i giorni; mio figlio è felicissimo!
Io mi sono limitata a fare delle monporzioni con 4 bignè. Il minimo regolamentare era 3, in effetti come porzione andrebbe bene, ma fate un po’ una pila di 3 bignè!
Ringrazio Stefania e Montersino per i trucchetti che mi hanno permesso di ottenere bignè impeccabili nonostante io abbia un forno a gas che va a preghiere e calci, brucia sotto e non cuoce sopra, non sta chiusa la porta (ma un trucco è ben quello di socchiuderla, no?).

Passiamo alla ricetta, riporto in parte il testo di Stefania e poi le mie modifiche e commenti in rosso corsivo;
QUI trovate l’originale con moltissimi accorgimenti, spiegazioni e trucchi.


BIGNE'
Soffici e resistenti, Stefania ha dato dosi per 12 bignè, io con la mia avrei dovuto ottenerne 60 invece ne sono venuti circa 80, li ho fatti abbastanza piccolini.

Per 12 bignè (Stefania) Io (Luca Montersino da Scuola di Pasticceria)
37 ml di acqua 185 gr/ml acqua
5 ml di latte 25 gr/ml latte intero
33 gr di burro 165 gr burro
35 gr di farina 175 gr farina debole
1 uovo (circa 55-60 gr) 270 gr uovo intero (circa 5 uova)
Un pizzico di sale sale

Versare l’acqua, il sale e il latte in un pentolino, aggiungere il burro tagliato a pezzetti e accendere il fuoco. Portare a bollore lentamente in modo che il burro si sciolga tutto mentre si scalda.
Quando il burro sarà sciolto e l’acqua bollirà, aggiungere la farina tutta in una volta e mescolare con un cucchiaio di legno. Far cuocere sul fuoco fino a quando il composto non si sarà asciugato un po’ e avrà formato sul fondo del pentolino una patina biancastra. Non verrà un impasto troppo sodo. Toglietelo dal fuoco quando inizierete a sentire un intenso profumo di burro cotto.
A questo punto trasferire tutto in planetaria con frusta a K. Azionate quindi le fruste e fatele andare per un minuto. Aggiungete le uova intere, una alla volta e non aggiungete il secondo se il primo non è stato completamente assorbito. Al termine dell’inserimento delle uova, dovrete ottenere una pasta dalla consistenza simile a quella della crema pasticcera.
(il mio impasto mi sembrava un po’ troppo sodo, infatti ho faticato a fare i mucchietti in teglia)

Trasferite tutto in una sacca da pasticceria con bocchetta tonda liscia da 8-10 mm e modellate i vostri bignè su una teglia imburrata. Se non avete o non sapete usare la sacca da pasticceria, potete modellare i vostri bignè con due cucchiaini. "Schiacciate" la punta che inevitabilmente si formerà con il dito leggermente bagnato di acqua.
Non usate carta forno, rischiereste di non far gonfiare bene il bignè: meglio imburrare bene una teglia antiaderente.
Per una ricetta “leggera”, cioè povera di farina e ricca di burro come questa, sarà necessaria una temperatura di 220°.
Il forno deve rimanere chiuso per i primi 12 minuti, finchè cioè il bignè non si sarà gonfiato e avrà iniziato a colorirsi, poi la cottura va completata per altri 20-25 minuti con la porta del forno socchiusa per fare asciugare meglio.
Non aprite il forno finchè i vostri bignè non avranno completato la loro cottura e non saranno ben coloriti.
Nota mia: ho imburrato bene e abbondantemente 2 lastre da biscotti e ho fatto i mucchietti con la sac a poche trovando qualche difficoltà perché l’impasto forse un po’ troppo sodo non faceva presa sulla teglia e non si staccava dalla sacca. Dopo un po’ ho trovato il movimento giusto e le cose sono migliorate. Ho accuratamente schiacciato le punte dei mucchietti e infornato. E qui è cominciato il divertimento perché dopo poco i mucchietti di pasta hanno cominciato a scivolare lentamente su e giù per la teglia navigando sul sottile strato di burro fuso. Era una cosa buffissima che non mi è mai successa. Sembrava una gara di curling nella quale le “bocce” si toccavano leggermente e ciò bastava a farle partire in un’altra direzione.
Questo non ha assolutamente pregiudicato il risultato finale. I bignè viaggiavano qui e là, ma non si sono mai attaccati fra loro, si sono gonfiati regolarmente e sono venuti benissimo.

A questo punto le strade si dividono perché ho deciso di fare 2 versioni: dolce e salata




FARCITURA DOLCE

Ho scelto di farcire i bignè come suggerisce Stefania, con crema pasticcera di Montersino addizionata da poca panna montata.
(io ho fatto dosi quadruple, ma con solo 2 tuorli…non ne avevo altri!)

Per la crema chantilly (per farcire 12 bignè) (io di pù!):
63 ml di latte intero (250 gr)
12 ml di panna fresca (50 gr)
1 tuorlo (2 tuorli)
5 gr di maizena (20 gr)
24 gr di zucchero (50-60 gr)
60 ml di panna montata da aggiungere dopo (150 gr)
semi di mezza bacca di vaniglia (ho usato una punta di coltello di vaniglia in polvere, non quella sintetica! praticamente i semini già estratti dalla bacca, in barattolo)
Sbattere i tuorli con lo zucchero, i semi della vaniglia, la maizena e qualche cucchiaio di latte preso dal totale.
Nel frattempo portare a bollore il latte con la panna. Quando il latte sta per bollire, versarvi sopra la crema di tuorli, senza mescolare. La crema non si attacca, ma, anzi, si addensa subito. Quando si è rappresa, si può spegnere il fuoco e mescolarla delicatamente.
(io ho cotto mescolando per circa 5 min).
Quando pronta, trasferirla immediatamente in una ciotola e coprirla con pellicola a contatto.
Quando fredda, procedete a montare la panna ben fredda.
Montare la panna con le fruste ad alta velocità: fermarsi quando è ancora morbida: deve essere semimontata. A questo punto inserirla gradualmente alla crema pasticcera, mescolando delicatamente dall’alto verso il basso.
Quando pronta, trasferire la chantilly in una sacca da pasticceria con beccuccio stretto e lungo e usarla per farcire i bignè: forare la base con il beccuccio, spremere delicatamente la sacca e riempirli completamente: vedrete che il bignè si gonfierà e diventerà pesante. Se non avete o non sapete usare la tasca da pasticceria, potete tagliare il vostro bignè a metà, farcirlo con un cucchiaino e poi richiudere.
Ho una sola domanda:voi riuscite a forare il bignè con la punta della sac a poche piena di crema? A me si piegava la sacca, usciva la crema, ma il bignè mi guardava serafico e appena scalfito. Ho dovuto fare PRIMA tutti i buchini (e dentro erano meravigliosamente e perfettamente vuoti) con una bacchetta cinese e POI riempire. Dove sbaglio?
Nota mia: avevo sempre fatto la pasticcera con la farina, la versione con maizena mi è piaciuta moltissimo.



GLASSA
La glassatura del classico profiterole dovrebbe risultare liscia, lucida e consistente. Deve poter avvolgere il bignè senza colare troppo, permettendovi di creare una piccola e golosa piramide. Io ho trovato la mia dose perfetta, (intendo perfetta per me, in base al mio gusto personale) solo nel tempo, dopo innumerevoli prove e fallimenti, in una ganache al cioccolato fondente leggermente montata. Ma anche qui la scelta è libera, si può spaziare tra le dosi, gli accostamenti e i sapori più disparati.
Per la glassa di copertura (per ricoprire 12 bignè):
80 gr di cioccolato fondente al 60%
70 gr di panna
Scaldare la panna, portandola quasi a bollore. Spegnere il fuoco e unirvi il cioccolato fondente tagliato a pezzi omogenei. Mescolare bene finchè il cioccolato non sarà sciolto. Fare freddare completamente. Quando la glassa sarà a temperatura ambiente (non mettetela, quindi, in frigo), sbattetela leggermente con la frusta a mano per pochi secondi. Vedrete che acquisterà subito consistenza: è pronta per glassare i bignè.
io ho fatto la classica ganache con 100 gr panna e 100 gr cioccolato fondente copertura Zaini, non c’è scritto che percentuale di cacao. E’ venuta bella lucida e sufficientemente soda da non colare troppo



MONTAGGIO
Tuffate i bignè, uno alla volta, nella glassa. Scolateli con l’aiuto di una forchetta e adagiateli direttamente sul piatto da portata.
Formate una piramide di bignè glassati. Se la glassa tende a diventare troppo densa, riscaldatela nuovamente sul fuoco per 3-4 secondi, mescolatela e frustatela di nuovo. Tornerà lucida e della giusta consistenza. Quando avrete creato la vostra piramide, potete decorare con qualche ciuffetto di panna montata.
Il profiterole va conservato in frigo, ma poichè la glassa tende ad indurirsi, consiglio di lasciarlo mezz'ora a temperatura ambiente prima di consumarlo.
Io ho pi decorato le monoporzioni con palline al cioccolato e argentate o con scaglie di mandorla.



Con questa ricetta partecipiamo al MT Challenge di Ottobre
Baxi, Vitto






FARCITURA SALATA



Per la realizzazione dei Bignè ovviamente vi rimando su, in testa al post prima della versione dolce.
Per la farcitura salata volevo provare qualcosa di nuovo, ma nel frattempo legato alla stagione e alla mia terra, la Liguria dove in cucina riusciamo a fare meraviglie con ingredienti semplici, che una volta erano considerati poveri, spesso solo con le verdure. Come ripieno ho scelto un classico della cucina ligure di ponente ossia il “Brandacujun” cioè una meravigliosa e saporita crema fatta con patate e stoccafisso lessi. Una delizia vi assicuro.
Come crema di copertura e accompagnamento ho scelto il cavolfiore verde perché ha un gusto che si sposa bene con lo stoccafisso, è saporito, ma delicato e infine ha un bel colore verdino chiaro.



BRANDACUJUN
300 gr (da crudo, con pelle e lische) di stoccafisso (quello secco, non salato) già ammollato.
300 gr di patate gialle, che si disfino, ma non troppo farinose.
1 cucchiaio abbondante di prezzemolo tritato
1 spicchio di aglio tritato
olio extravergine a piacere, ma siate generosi
succo di mezzo limone (ma andate a gusto vostro)
sale
Fate bollire lo stoccafisso in acqua abbondante salata. Cuocetelo bene tanto la polpa è parecchio fibrosa e resistente! Scolatelo (tenete l’acqua per le patate) pulitelo bene da pelle e lische e mettetelo in una ciotola.
Nella stessa acqua fate bollire le patate già pelate, poi scolatele e schiacciatele con una forchetta con la polpa dello stoccafisso aggiungendo olio, succo di limone, sale, prezzemolo e aglio. Lavorate bene l’impasto finchè non sarà ben legato dalle patate. Devono restare pezzetti di pesce e qualcuno di patate. Se l’impasto dovesse risultare troppo sodo aggiungete qualche cucchiaio di acqua di cottura o ancora olio.
La tradizione vuole che il tutto fosse messo in una pentola ben chiusa col coperchio e poi sbatacchiato (brandato) con forza fino a ridurlo in una crema che avvolge i pezzetti di pesce. Il lavoro è molto faticoso quindi era destinato agli uomini di casa …da qui la seconda parte del nome!
Una volta che l’impasto è pronto servitelo in una ciotola accompagnandolo con pane tostato o crostini di polenta fritta (non le chips industriali vi prego) oppure usatelo per farcire dei vol au vent o i bignè come ho fatto io.
Si serve tiepido o a temperatura ambiente, mai freddo di frigo.



CREMA DI CAVOLFIORE VERDE
Mezzo cavolfiore verde bollito
Olio extravergine
Una tazza di besciamella con parmigiano
Sale, pepe
Latte ev per diluire

Frullate il cavolfiore con sale, pepe e olio. Deve essere una purea molto fine.
Aggiungete la besciamella un po’ alla volta finchè non ha la cremosità desiderata. Se troppo denso aggiungete anche un po’ di latte.



MONTAGGIO E DECORAZIONE
Per decorare servono:
qualche cavoletto di Bruxelles bollito e tagliato a metà
alcuni pezzi di cialda di parmigiano (parmigiano grattugiato messo a scaldare in padella in uno strato sottile finchè fonde, poi fatto raffreddare)

Farcire i bignè con il brandacujun tiepida, tuffarli nella crema di cavolfiore e disporli nel piatto singolo che avrete già velato con un leggero strato di crema verde. Sistemarne quattro a piramide e guarnire con i mezzi cavoletti alternati ai bignè e con i pezzi di cialda al parmigiano.
Ev. aggiungere ancora un po’ di crema facendola colare dall’alto.
Servire tiepido.

Nota:
la crema non è liscia, ma ha dentro dei pezzetti ed è anche abbastanza soda, quindi per farcire i bignè conviene aprirli a metà con un coltello e farcirli con un cucchiaino. La sac a poche rischia di intasarsi.

Anche con questa ricetta partecipiamo al MT Challenge di Ottobre
Baxi, Vitto



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domenica 3 ottobre 2010

Profiteroles


















Mi erano avanzati un bel pò di bignè dalla torta per Federico, ne avevo fatti una quantità industriale, allora ho pensato che come dolcetto della domenica un profiteroles era l'ideale.
Per la crema di farcitura ho fatto una chantilly al cioccolato bianco che, secondo me, è una delle creme più buone.
In un pentolino scaldare quasi a bollore, 50 g di panna quindi unire 50 g di cioccolato bianco e sciogliere fino ad ottenere una crema bella liscia. Raffreddare bene. Montare 150 g di panna ben fredda, quando è montata unire la panna al cioccolato bianco a filo, continuando a montare. Mettere in un sac a poche e farcire i bignè praticando un forellino sul fondo. Per la copertura ho sciolto semplicemente del cioccolato fondente con uguale peso di panna e una nocetta di burro, quindi ho colato il tutto sul profiteroles.
Beh, che dire? Slurp!
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lunedì 29 marzo 2010

TORTA DI COMPLEANNO



Ieri era il mio compleanno, ho preparato questa torta pensando alla mia mamma che era golosissima di dolci, quindi la dedico a lei.

SAINT HONORE’ ERETICA nadia

Per la pasta choux:

170 g farina
130 g burro
300 g acqua
un pizzico di sale
un cucchiaio di zucchero
5 uova medie

Per la crema:

300 g latte
200 g panna fresca
3 tuorli d’uovo
una bacca di vaniglia
1 tavoletta di cioccolato bianco
3 g colla di pesce
25 g amido di mais
25 g amido di riso
50 g zucchero

per completare
300 g panna fresca
3 g colla di pesce
600 g fragole

Mettere l’acqua sul fuoco con il burro a pezzetti, il sale e lo zucchero. Non appena prende il bollore e il burro è sciolto, buttare tutta la farina in un colpo solo e rimestare vigorosamente. Far cuocere la panade per circa 5’, deve essere bella asciutta. Mettere nella ciotola della planetaria e fare intiepidire. Iniziare ad aggiungere le uova uno alla volta, non incorporare il successivo finchè il precedente non è ben amalgamato. L’ultimo uovo va aggiunto poco alla volta per constatare se il composto va bene.
Mettere il composto in una tasca da pasticcere con bocchetta spizzata. Su un foglio di carta forno disegnare due dischi di 20 cm di diametro. Rivoltare il foglio e sul rovescio, seguendo i contorni, formare con il composto due dischi pieni. Infornare a 200° per 10’, abbassare il forno a 170° e cuocere altri 15’. Con il restante composto formare i bignè (ne sono venuti 22) e cuocerli con le stesse modalità dei dischi.

Preparare la crema: scaldare il latte e la panna con i semi del bacello di vaniglia. Sbattere i tuorli con lo zucchero, unire gli amidi sempre sbattendo con la frusta, aggiungere questo composto al latte caldo sbattendo con la frusta per non formare grumi, sempre sul fornello, continuare a mescolare fino a quando la crema è pronta. A questo punto, fuori dal fuoco, aggiungere il cioccolato a pezzetti e la colla di pesce precedentemente ammollata in acqua fredda. Mescolare fino a quando è tutto ben amalgamato. Fare raffreddare.
Lavare ed asciugare le fragole, tagliarne un terzo a fettine, lasciare le altre intere.
Scaldare una piccola parte della panna sul fuoco ed aggiungere la colla di pesce prima ammollata in acqua fredda. Montare il resto della panna ben ferma, prelevarne un cucchiaio ed unirlo alla panna sciolta intiepidita, mescolare bene, quindi unire questa panna a quella già montata continuando a montare con le fruste per amalgamare bene il tutto. Sempre continuando a montare con le fruste alla velocità più bassa, unire la crema pasticcera a cucchiaiate. Si otterrà una chantilly italiana al cioccolato bianco.
Mettere la crema in una sacca da pasticcere con bocchetta spizzata.
Montare il dolce. Disporre un disco direttamente sul piatto da portata, coprire con la crema chantilly, disporre le fragole tagliate sulla crema, coprire con il secondo disco e coprire anche questo con la crema. Riempire i bignè con la crema, praticando un foro sul fondo. Allinearli sul dolce una fianco dell’altro sul bordo della torta. All’interno del cerchio disporre le fragole intere, completare con ciuffi di crema. Mettere in frigo per circa un’ora e servire.

Considerazioni mie: La torta è buonissima, per i miei gusti, ho commesso alcuni errori.
Primo: la cottura dei dischi. Ho infornato i dischi contemporaneamente in vertendo le teglie su cui erano poggiati a metà cottura. Questo abbassamento della temperatura ha un po’ limitato la lievitazione della pasta. La prossima volta cotture separate. I bignè invece erano perfetti.
Secondo: la torta era poco dolce. Non ho considerato che la pasta choux non è dolce, ho preparato la crema riducendo lo zucchero perché c’era il cioccolato bianco e temevo che venisse stucchevole.
Terzo: la crema non ha retto le decorazioni. Avrei dovuto mettere la crema prima in frigo per un paio d’ore in modo che la colla di pesce facesse il suo lavoro, quindi procedere con la decorazione.


Con questa ricetta partecipo al contest di Nunzia?s World Se tu fossi un piatto cosa saresti? 


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martedì 22 dicembre 2009

BIGNE' ALLA FONDUTA CON SALSA DI NOCI

Come antipasto per il pranzo di Natale ho pensato a questi bignè, di cui purtroppo ho perso l'origine, per cui se qualcuno ne rivendica la paternità non fa che avvisarmi così aggiorno la ricetta.
Tempo fa li ho provati con una salsa di funghi chiodini e sono rimasta particolarmente soddisfatta del risultato, ora però proverò con l'abbinamento originale.

per 6 persone,
18 bignè
latte 300 g
fontina 200 g
2 tuorli
farina bianca
sale

Per la salsa:
panna fresca 300 g
15 gherigli di noce
aglio
parmigiano grattugiato
sale

Ridurre la fontina in dadini, raccoglierla in una casseruola con il latte, mezzo cucchiaio di farina, i tuorli sbattuti e un pizzico di sale.
Portare su fuoco moderato e sempre mescolando fare sciogliere il formaggio, lasciando che il composto si addensi in una salsa cremosa, fonduta.
Fare raffreddare, poi farcire i bignè.

Preparare la salsa: passare al mixer le noci con mezzo spicchio d'aglio, poi stemperare il tutto nella panna in ebollizione e lasciare cuocere fino ad ottenere una salsina sciropposa.
Salarla con moderazione, versarla sui bignè disposti in una teglia e spolverizzare il tutto con il parmigiano grattugiato.
Passare sotto il grill per qualche istante.

A rileggerla bene si potrebbe utilizzare anche la fonduta di Vitto per il ripieno.

Buone feste a tutti con un abbraccio.
Vale
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venerdì 27 novembre 2009

Profitterol


Per inauguare questo nuovo spazio e ringraziare Paola che mi ha dato la possibilità di pubblicare nuovi post, vi offro un po' di dolcezza!!!

Ho preparato due infornate di bignè seguendo la ricetta di Francesca Spalluto:

140 g di farina 110 di burro 250 g di acqua un pizzico di sale un pizzico di zucchero dalle 4 alle 5 uova Mettere l'acqua sul fuoco con il burro a pezzetti, un pizzico di sale e zucchero. Non appena bolle, il burro dovrebbe essersi sciolto, buttare tutta la farina e amalgamare bene finche' non forma una palla soda. Io la faccio cuocere parecchio, e' fondamentale che la panade sia bella asciutta, prenderne un pezzettino tra indice e pollice per vedere se e' appiccicoso.
Piu' la panade e' asciutta e piu' uova riesci a fargli prendere.
Io non faccio raffreddare il composto, aspetto solo che svapori un po'.
Aggiungo un uovo alla volta e non incorporo il successivo finche' il precendente non e' ben amalgamato.
Mi fermo al quarto uovo, e vedo se c'e' ancora bisogno, in caso aggiungo il quinto a cucchiaiate.
Il composto deve presentarsi ben lucido, se tiri su con una spatola non si straccia ma ricade in un ricciolo molto pesante.
Se e' troppo molle il bigne' ti si affloscera' miseramente...
Quando si formano i bigne con la sacca da pasticceria, il beccuccio si appoggia inclinato sulla carta e si fa uscire l'impasto con ugual pressione senza sollevarlo, finche' non e' della dimensione voluta.
Se si sprizza l'impasto ad intervalli, i bigne vengono bitorzoluti. Poi si lasciano riposare un po' prima di infornarli. C'e' chi li spennella con l'uovo, io passo sopra un dito bagnato in acqua fredda.
Li metto in forno caldo a 200 finche' non dorano, poi abbasso a 180 (170 se ventilato) e continuo per altri 10-15 minuti. note di nadia: ho fatto cuocere la panade per circa 4'. L'impasto si staccava dalle pareti della pentola con un leggero sfrigolio. Ho messo 4 uova del peso di gr 155 totale con il guscio, non superare i 160 gr. Ho cotto i bignè 10' a forno caldo 200° e circa 15' a 170°, forno ventilato.

note mie: non ho raddoppiato le dosi, ma ripetuto il procedimento per due volte.
Per formare i bignè ho utilizzato un cucchiaino, dato un po’ di forma con una forchetta, bagnati con acqua.
Il peso complessivo delle uova supera abbondantemente quanto riportato da Nadia così come i tempi di cottura, mi ci sono voluti 30 minuti a forno caldo a 200° per farli “crescere” e dorare.

Nel frattempo ho preparato la crema per farcirli.
Mi sono basata sulla ricetta per la “Crema Ganache” proposta da Cucciolo:

fai fondere 400 g di cioccolato nero (fondente) in 250 g di panna liquida fresca(quella da montare) e 30 g di burro. Mescola bene e fai raffreddare. Quando è ben freddo -freddo e non tiepido - battilo con le fruste come faresti per la panna: si ottiene una crema morbida. Se piace, si può aggiungere un cucchiaio di cognac prima di battere.

nota mia: ho raddoppiato le dosi, data la quantità di bignè da farcire. Ho utilizzato i resti delle uova di Pasqua al latte (compreso i Kinder) e solamente 300gr. di cioccolato fondente. A gusto mio avrei aggiunto più fondente perché era ancora un po’ troppo dolce, ma la mia è stata una voce fuori da coro.

Poi ho preparato una crema da versare sopra i bignè con cioccolato fondente, un po’ di latte e burro e l’ho fatta intiepidire, dosi ad occhio, tenendo come riferimento la ganache di Cucciolo e pensandola un po’ più fluida.

Man mano che farcivo i bignè li ho disposti nel piatto di portata, terminato il “primo piano” ho colato sopra, a cucchiaiate, la “crema fondente” e ho proseguito così fino a terminare la piramide con ulteriore “colata” finale.
L’ho adornata con piccole lenti (tipo mini Smarties) al cioccolato
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