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giovedì 27 marzo 2025

SINGAPORE MEI FUN RICE NOODLES DA DUMPLINGS AND NOODLES DI PIPPA MIDDLEHURST

 di Vittoria Traversa


Ravioli e spaghetti accomunano la cultura gastronomica italiana con quelle orientali e in entrambe le culture, queste preparazioni vengono declinate in centinaia di versioni differenti. Da noi la pasta è prodotta esclusivamente con il grano (tenero o duro), mentre nei paesi orientali si utilizzano anche altri cereali o legumi, come riso, soia, tapioca, ecc….  



Questa settimana per @cook_my_books sfogliamo DUMPLINGS AND NOODLES di Pippa Middlehurst @pippyeats, ricchissimo di ricette di noodles, ravioli, bao, ramen e altre specialità, tutte dal suo ricettario personale, raccolte in anni di studio e passione, nata a 6 anni a Mancester, dove suo nonno la portava a mangiare i dim sum.

Io ho provato i SINGAPORE MEI FUN RICE NOODLES, piatto tipico della Cina meridionale, originario di Hong Kong, nato come svuota frigo, che include spaghetti MEI FUN (spaghettini sottili di riso), curry, uova, gamberetti, verdure e il mitico CHAR SIU PORK, carne di maiale marinata e arrostita fino a diventare caramellata e morbidissima, che andrà preparata in anticipo. Vi assicuro che ne vale la pena.
Per tutti gli ingredienti "strani" andate a leggere le note a fondo post, dove ho cercato di suggerire alternative

 

SINGAPORE MEI FUN RICE NOODLES

 


Per 4 persone

4–5 nidi di spaghettini di riso secchi
Olio di girasole per cuocere
2 uova sbattute
1 cucchiaio di curcuma in polvere
1 cipolla bianca affettata
1 peperoncino piccante rosso lungo fresco, privato dei semi e affettato
1 spicchio d'aglio grattugiato
1 cucchiaino di curry in polvere, di media piccantezza
160 g di gamberoni crudi sgusciati – freschi o scongelati
150 g di peperone rosso dolce tagliato a julienne
100 g di carota tagliata a julienne
1 manciata di germogli di soia
1 cucchiaio di vino di riso Shaoxing (vedi note)
120-150 g di maiale Char Siu, tagliato a pezzi da 1 cm (segue ricetta)
2 cipollotti tagliati a julienne per completare

Per la salsa di condimento
1 cucchiaio di salsa di ostriche (vedi note)
1 cucchiaio di salsa di soia chiara
2 cucchiaini di aceto di riso (vedi note)
1 cucchiaino olio di sesamo tostato
Un pizzico di pepe bianco appena macinato
½ cucchiaino di zucchero di canna chiaro

Mettete in ammollo i noodles in acqua bollente, seguendo le istruzioni sulla confezione, fino a quando non saranno ammorbiditi. È importante non cuocerli troppo perché finiranno di cuocere nel wok. Scolateli e sciacquateli in abbondante acqua fredda per evitare che si attacchino, quindi metteteli da parte.

Mescolate tutti gli ingredienti per la salsa di condimento in una piccola ciotola o tazza fino a sciogliere lo zucchero e tenete da parte.

Scaldate un cucchiaino di olio nel wok caldo (o in una padella fonda antiaderente) e aggiungete le uova sbattute. Cospargete con 1 cucchiaino di curcuma e strapazzate velocemente fino a quando non si saranno rapprese, quindi togliete dal wok e tenete da parte.

Scaldate un altro po' di olio nel wok a fuoco alto e fate saltare velocemente la cipolla per 2-3 minuti, lasciandola rosolare leggermente. Aggiungete il peperoncino e soffriggete per 30 secondi, quindi aggiungete l'aglio, il curry e la curcuma rimanente; continuate a muovere tutto nella padella con un cucchiaio di legno. Aggiungete i gamberoni e cuocete per 1-2 minuti finché non diventano appena traslucidi. Aggiungete il peperone dolce, la carota e i germogli di soia e soffriggete per 30 secondi. Versate il vino di riso e fate bollire, quindi aggiungete il maiale, seguito rapidamente dai noodles. Mescolate tutto fino a quando tutti gli ingredienti non si saranno ben distribuiti. Tutto dovrebbe essere di un bel colore giallo. Versate la salsa di condimento e lasciatela evaporare leggermente. Una volta che la padella è asciutta, aggiungete le uova strapazzate e amalgamate. Togliete dal fuoco, decorate con i cipollotti e servite.

 

CHAR SIU PORK


“Il maiale char siu è un noto tipo di carne arrosto cantonese con una brillante crosta rosso scuro. È incredibilmente versatile: puoi usarlo nel riso fritto, nei dim sum o con i noodles. Gli avanzi di char siu si congelano anche incredibilmente bene e possono essere aggiunti al tuo piatto preferito direttamente dal freezer. Perfetto per Char Siu Bao o nei Singapore Mei Fun Rice Noodles” (cit.Autrice)


Per 10 persone

1,5 kg di spalla o coscia di maiale disossata

Per la marinata
2 cucchiai di miele liquido
2 cucchiai di salsa hoisin (per farla in casa segue ricetta) 
1 cucchiaio di pasta di soia gialla fermentata (vedi note)
1 cucchiaio di salsa di soia chiara
1 cucchiaino di salsa di soia scura
1 cucchiaio di vino di riso Shaoxing (vedi note)
2 cucchiaini di olio di sesamo
2 cucchiaini di sale
50 g di zucchero di canna chiaro
1 cucchiaino di polvere di cinque spezie cinesi
1 spicchio d'aglio grattugiato
2,5 cm di radice di zenzero fresca sbucciato e grattugiato 

Mettete tutti gli ingredienti della marinata in una ciotola o in un grande sacchetto di plastica richiudibile, aggiungete 2 cucchiai di acqua calda e mescolate bene, assicurandovi che lo zucchero e il miele siano completamente sciolti.

Tagliate il maiale in tre o quattro grandi pezzi, aggiungeteli alla marinata, massaggiate bene per rivestirli completamente e lasciate in frigo per tutta la notte o almeno 3 ore.

Quando siete pronti a cucinare la carne, preriscaldate il forno alla massima temperatura possibile. circa 250°C.

Mettete il ​​maiale e la marinata in un tegame da forno e infornate per 20 minuti o finché la marinata non si scurisce e diventa appiccicosa. Girate il maiale e irroratelo con la marinata. Continuate la cottura per altri 30-40 minuti finché tutto il maiale non è ricoperto da uno strato appiccicoso di marinata. Togliete dal forno e lasciate raffreddare.

SALSA HOISIN
ricetta da QUI

foto dal web QUI

La salsa hoisin è una salsa densa e profumata comunemente usata nella cucina cinese come glassa per la carne, aggiunta per fritture al salto o come salsa di accompagnamento. Ha un aspetto dal colore scuro e dal sapore piccante, dolce e salato. Sebbene esistano varianti regionali, la salsa hoisin di solito include salsa di soia, pasta di fagioli di soia, peperoncino rosso e aglio. Vengono comunemente aggiunti anche aceto, mix cinque spezie cinesi e zucchero. Fantastica per le ricette di pollo e manzo che normalmente richiedono salsa barbecue.

4 porzioni

50 ml di salsa di soia
2 cucchiai di burro di arachidi cremoso
1 cucchiaio di zucchero di canna scuro
2 cucchiaini di aceto di vino di riso
2 cucchiaini di olio di sesamo
1 cucchiaino di salsa piccante o a piacere
1 spicchio d'aglio tritato
1 pizzico di pepe nero macinato

Con un frullatore a immersione (o a mano) mescolate tutti gli ingredienti in una grande ciotola fino a quando non saranno ben amalgamati e la salsa avrà consistenza viscosa e aspetto lucido. Si conserva in frigo ben chiusa, per 3 settimane


Note:
Peperoncino, salse piccanti e aglio: regolate sempre le dosi a vostro gusto
Vino di riso Shaoxing (cinese): sostituibile con un mix di vino bianco e vermouth dolce
Aceto di riso: potete sostituirlo con aceto di mele o di vino bianco e un pizzico di zucchero
Salsa di ostriche: potete ometterla o aggiungere un piccolo pezzetto di acciuga salata o un cucchiaino di colatura di alici
Pasta di soia fermentata: è una pasta fatta con fagioli di soia fermentati, acqua, zucchero, sale, olio di sesamo, farina di grano e amido di mais. Ha un sapore salato e umami e si può sostituire con miso chiaro o omettere del tutto.



 Queste Ricette fanno parte del progetto Cook_My_Books


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venerdì 21 febbraio 2025

BURGER DI SALMONE CON UOVO IN CAMICIA E SALSA OLANDESE da COOKING AND THE CROWN di TOM PARKER BOWLES

 di Vittoria Traversa


Oggi vi racconto la mia seconda ricetta tratta da COOKING AND THE CROWN di TOM PARKER BOWLES
@tompbowles, il libro di questa settimana per @cook_my_books, che ve ne parla QUI.


Ieri ho raccontato la ricetta del Welsh Teabread, dolce gallese molto amato da Re Carlo III, perfetto per un tipico Afrernoon Tea inglese.
ne ho parlato ieri QUI su instagram.

Oggi andiamo indietro di una generazione e saltiamo all Regina Elisabetta II

Fra le tante ricette preferite dalla famiglia reale, dalla Regina Vittoria a Re Carlo III (come recita il sottotitolo del libro), ho scelto una delle pietanze preferite dalla Regina Elisabetta II per i suoi pranzi quotidiani, delle semplici polpette di patate e salmone, arricchite da un uovo in camicia e da un’irresistibile salsa olandese e infine servite con piselli al burro. Aggiungete solo qualche fettina di pane tostato e il pranzo è servito! Per sentirvi regine, non fatevi mancare una bella tovaglia candida, un tovagliolo ricamato e le posate d’argento!
Ecco le ricette.....

                                             

BURGER DI SALMONE
CON UOVO IN CAMICIA E SALSA OLANDESE

salmon fishcakes with poached eggs and hollandaise sauce


Questo era un piatto tipico per il pranzo della regina Elisabetta II, sempre fatto con salmone e patate, poi impanato e fritto nel burro. Una volta pronto, si tagliava un "cerchio netto" dalla parte superiore e si faceva una piccola rientranza per consentire a un uovo in camicia di appoggiarsi comodamente sopra. Poi si versava la salsa olandese.(cit.autore)

Per 4 persone

Per i burger:
500 g di patate Yukon Gold, lessate, raffreddate e sbucciate
1 cucchiaio di burro salato ammorbidito
100 ml di latte intero (vedi note)
Sale e pepe nero macinato fresco
350 g di filetto di salmone, pesato senza pelle e senza lische
1 goccio di vino bianco
2 cucchiaini di ketchup
1 manciata di prezzemolo fresco tritato
Scorza grattugiata di ½ limone non trattato
3 cucchiai di farina 0 insaporita con sale e pepe
2 uova sbattute
110-120 g di pangrattato fine
2-3 cucchiai di burro chiarificato per cuocere
Inoltre:
4 uova in camicia (segue ricetta)
300 ml di salsa olandese (segue ricetta)
Piselli passati in padella con burro e sale 

Preparate il purè di patate passando le patate cotte in uno schiacciapatate in una ciotola, quindi sbattete in 1 cucchiaio di burro e latte (vedi note). Condite con sale e pepe e mettete da parte.

Preriscaldate il forno a 220°C.

Disponete il salmone su un grande foglio di alluminio, aggiungete il vino, condite con sale e pepe, quindi avvolgete in un fagottino e sistemate su una teglia. Cuocete per 10 minuti, quindi estraete dal forno, aprite il fagottino e lasciate raffreddare.

Sminuzzate il salmone nel purè di patate e aggiungete ketchup, prezzemolo e scorza di limone. Mescolate bene, quindi formate quattro tortine rotonde con il composto.

Mettete la farina, le uova e il pangrattato in tre ciotole separate. Passate ogni tortina prima nella farina, poi nelle uova e infine nel pangrattato.

Scaldate il burro chiarificato in una padella pesante, quindi friggete delicatamente le tortine per circa 5 minuti su ciascun lato, fino a quando non diventano dorate. Togliete e mettere su un piatto rivestito di carta assorbente. Tagliate la parte superiore di ogni tortino di pesce e fate un incavo nella superficie esposta.

Mettete un uovo in camicia sopra ogni tortino di pesce, annegare nella salsa olandese e aggiungere pepe nero macinato fresco prima di servire con i piselli.

Note: regolate la dose di latte a seconda del tipo di patate, non deve essere troppo morbido, altrimenti farete fatica a formare le polpette. Io ne ho usato 75 ml al massimo.


UOVA IN CAMICIA
poached eggs


4 uova
1 litro di acqua
1 cucchiaio di aceto bianco
Sale

Portate a ebollizione l’acqua con l’aceto e salate. Lavorate con un uovo per volta.

Rompete l’uovo in un piattino. Quando l'acqua bolle dolcemente, create un vortice mescolando l'acqua con il manico di un cucchiaio di legno.

Fate scivolare l’uovo nel vortice, abbassate la fiamma e fate sobbollire l’uovo finché l’albume non è sodo, ma il tuorlo è ancora liquido, circa 2 minuti.

Scolate l’uovo con una schiumarola e mettetelo con cura su un doppio strato di carta assorbente per farle scolare. Tenete in caldo mentre procedete con le altre uova.


SALSA OLANDESE
hollandaise sauce



Una deliziosa salsa calda, simile a una maionese, ma con il burro al posto dell’olio

220 g di burro chiarificato
4 tuorli d'uovo
½ cucchiaino di aceto di vino bianco
1 cubetto di ghiaccio piccolo
Un pizzico di sale
Una spruzzata di succo di limone 

Sciogliete il burro in un pentolino e tenete al caldo.

Portate a leggerissimo bollore una pentola di acqua per il bagnomaria.

In un pentolino più piccolo (che si possa immergere nella la pentola d’acqua) unite i tuorli, l'aceto, il cubetto di ghiaccio e il sale e sbattete, con una piccola frusta, per 1 minuto.

Ora immergetelo nella pentola di acqua che sobbolle e sbattete fino a quando non si addensa leggermente, circa 2 minuti. Non deve assolutamente bollire!

Aggiungete ora lentamente il burro chiarificato a filo, sempre sbattendo. Quando la salsa sarà ben gonfia, liscia e lucida, aggiungete il succo di limone, mescolate bene e servite ben calda.




Questa Ricetta fa parte del progetto Cook_My_Books



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sabato 11 marzo 2023

DORO WAT OVVERO COSCE DI POLLO IN UMIDO CON BERBERE' E UOVA SODE DA IN BIBI'S KITCHEN DI HASSAN E TURSHEN

Di Vittoria

Oggi vi parlo del Doro Wat, piatto comune in Eritrea, ma anche in Etiopia, dove l'ho assaggiato per la prima volta, quando siamo andati a prendere il nostro bimbo. Insomma per me è un piatto del cuore e lo cucino sempre con grande emozione.
E per me è stato emozionante trovare proprio questa ricetta nel libro di cucina africana che abbiamo scelto di inserire in quelli da presentarvi. 

Questa settimana Cook_my_books ci porta nelle cucine delle Bibi, le nonne africane, con In Bibi's Kitchen di Hawa Hassan @hawahassan e Julia Turshen @turshen





libro famosissimo e pluripremiato, che raccoglie le cucine di 8 Paesi (Eritrea, Somalia, Kenya, Tanzania, Mozambico, Sudafrica, Madagascar e le isole Comoros), raccontate attraverso le ricette delle nonne (le Bibi del titolo), raccolte dalle autrici attraverso una fitta rete di connessioni, in un intersecarsi di passato e presente che è anche un inno alle connessioni, da quelle culturali a quelle del web. 
Ne è nato un libro che ha ricevuto il plauso di tutta la critica, proprio per la sua intenzione di diventare il nuovo anello di una tradizione che merita di oltrepassare i confini del proprio Paese di origine, per farsi strumento di un dialogo a più voci, essenza vera e vibrante della contemporaneità.
La cucina dell'Africa Centrale è stata trascurata per anni, dall'editoria gastronomica, per poi esplodere in questi ultimi tempi con una profusione di testi che ci raccontano ricette e tradizioni dell'unico Continente capace di trasformare la nostalgia in una vera e propria malattia, quel "mal d'Africa" che innesca un ciclo di ritorni e partenze, praticamente senza fine. (cit. A.G.)




Il Wot (=stufato) è fondamentale nella cucina etiope ed eritrea ed è sempre molto ricco di sugo, tanto da sembrare una zuppa qualche volta. La base è un sugo di pomodoro piccante, insaporito con il mix di spezie nazionale, il berberè (ricetta più sotto). Questo sugo saporito viene poi arricchito di verdure e carni a seconda delle disponibilità; il più famoso e comune è il Doro Wat, con il pollo (Doro) e le uova sode. Tantissime persone devono accontentarsi del solo sugo con qualche verdura, se sono fortunati hanno un uovo sodo da aggiungere, se sono fortunatissimi, hanno anche il pollo!

Il piatto viene mangiato con le mani, aiutandosi con la Ingera, una crepes spessa, di pastella fermentata di Teff (cereale tipico della zona, molto proteico) 
questo pane, molto spugnoso e leggermente acidulo, raccoglie perfettamente il sugo e ben si armonizza con la profumata piccantezza del sugo, assicurando nel contempo un certo apporto proteico a chi non può permettersi la carne.

Qui il Doro wat è invece accompagnato da un pane piatto tipico dell'Eritrea, sempre cotto in padella, la Kicha, di cui troverete la ricetta più sotto.

DORO WAT
cosce di pollo in umido con berberè e uova sode

 


Questo stufato evidenzia il vantaggio di avere in dispensa il Berberè (misto di spezie eritreo o etiope) con un cucchiaio di questo mix, potrete trasformare un semplice pollo brasato da banale a davvero speciale. Servitelo con riso al vapore o pane come il Kicha di Ma Gehennet, Eritrean Flatbreads (segue ricetta) (Cit.Autore)

Per 4  persone

3 cucchiai di burro non salato o burro chiarificato
2 cipolle rosse grandi tagliate a dadini
6 spicchi d'aglio tritati
2 cucchiai di zenzero tritato
3 cucchiai di Berbere Spice Mix (segue ricetta) o berbere acquistato
1 cucchiaino di sale circa
2 pomodori medi tagliati a dadini o 200 g di polpa pronta a pezzetti
1 tazza di acqua
8 cosce di pollo con pelle (o senza per un piatto più leggero)
8 uova grandi sode e sbucciate

Sciogliete il burro in una casseruola media a fuoco medio. Aggiungete la cipolla, l'aglio e lo zenzero e cuocete, mescolando di tanto in tanto, fino a quando non iniziano ad ammorbidirsi, circa 5 minuti. Aggiungete il berberè e il sale e cuocete mescolando, fino a quando non sprigionerà gli aromi, circa 1 minuto. Aggiungete i pomodori e cuocete mescolando fino a quando non si sono ridotti e il composto è quasi asciutto, circa 10 minuti. Aggiungete l'acqua, alzate la fiamma a
l massimo e portate a bollore. Abbassate la fiamma mantenendo la salsa a bollore.
Salate i pezzi di pollo dappertutto e poi immergeteli nel sugo. Coprite e fate cuocere, mescolando ogni tanto, fino a quando il pollo è molto tenero e la salsa quasi completamente addensata, circa 30-40 minuti. Aggiungete le uova e lasciate sobbollire, mescolando di tanto in tanto, fino a quando le uova non saranno calde e ben ricoperte di salsa, circa 10 minuti. Servite subito con il pane tipico, la kicha o con riso al vapore.
Gli avanzi possono essere conservati in un contenitore ermetico in frigorifero per un massimo di 3 giorni e riscaldati in una pentola pesante a fuoco basso (mescolate mentre riscaldate).


MISCELA DI SPEZIE BERBERÈ

Il berbere è il mix di spezie dell'Etiopia e dell'Eritrea. È incentrato su peperoncini secchi, sia piccanti che paprika dolce, e spezie come fieno greco e semi di coriandolo. Il mix che utilizziamo presenta anche sapori caldi tra cui cardamomo, pimento, cannella e zenzero. È allo stesso tempo speziato e leggermente dolce. Ogni famiglia ha la sua miscela speciale, prova a dosare gli ingredienti come preferisci. Questa miscela è adatta a insaporire qualsiasi stufato o brasato (inizia con circa 1 cucchiaio di berbere per ogni quattro porzioni) e puoi anche provare a strofinarla su gamberi o cosce di pollo prima di grigliare (puoi lasciarli riposare durante la notte in frigorifero dopo il condimento o semplicemente condirli subito prima di grigliare). (cit autore)

Per circa 80 g di miscela

Un bastoncino di cannella da 2,5 cm
1 cucchiaio di semi di coriandolo
1 cucchiaino di semi di fieno greco
1 cucchiaino di pepe nero in grani
6 bacelli di cardamomo
3 bacche di pimento
4 peperoncini essiccati privati del gambo e dei semi
¼ di tazza di fiocchi di cipolla essiccati
3 cucchiai di paprika dolce
½ cucchiaino di zenzero macinto
½ cucchiaino di noce moscata grattugiata fresca

Mettete la cannella, il coriandolo, il fieno greco, i grani di pepe, il cardamomo e il pimento in una piccola padella pesante a fuoco medio. Cuocete, mescolando continuamente, fino a quando l'odore è molto aromatico e le spezie sono leggermente tostate, circa 2 minuti. Lasciate raffreddare. Trasferite il composto in un macinino da caffè pulito, aggiungete i peperoncini e le scaglie di cipolla e macinate fino a ottenere una polvere fine (oppure usate un mortaio e un pestello e un po' di olio di gomito). Trasferite le spezie macinate in un colino a maglie fini posto sopra una ciotola e setacciare. Rimacinate i pezzi grandi rimasti nel setaccio e aggiungeteli alla ciotola con le spezie macinate. Aggiungete la paprika, lo zenzero e la noce moscata. Mescolate bene e trasferite il composto in un barattolo ermetico. Conservate in un luogo fresco e buio per un massimo di 3 mesi.
 


KICHA 
focacce in padella eritree



Queste focacce azzime sono un'ottima introduzione alla preparazione del pane in casa, poiché la preparazione non richiede impastatura o lievitazione e si cuociono rapidamente i pani in una padella, senza forno. Puoi gustare il kicha caldo, appena tolto dalla padella, come accompagnamento a qualsiasi pasto. Puoi usare la kicha avanzata per preparare la Kicha Fit Fit, una tipica colazione eritrea a base di focacce miste mescolate con burro, spezie e yogurt. Questa ricetta è per due grandi focacce da 30 cm, sufficienti per quattro persone, ma sentiti libero di usare una piccola padella per preparare focacce più piccole e individuali. (cit. autore)

Per 4 persone 

200 g di farina integrale
120 g di farina 0
2 cucchiaini di sale
240 ml di acqua tiepida
2 cucchiai circa di olio per ungere la padella 

Mettete le due farine e il sale in una ciotola capiente e mescolate bene. Aggiungete l'acqua impastando con le mani, fino ad avere una pastella tipo quella per pancake, ma molto densa.
Foderate un piatto con carta da cucina e mettete da parte. Scaldate a fuoco medio una padella antiaderente da 30 cm e ungetela, inclinando la padella in modo che l'olio si distribuisca sul fondo della padella. Una volta che l'olio è caldo, versate metà dell'impasto nella padella e usate la punta delle dita bagnate per allargare delicatamente e con attenzione l'impasto in un ampio cerchio, che copra tutta la superficie della padella. Coprite la padella e cuocete fino a quando la parte superiore dell'impasto è lucida e la parte inferiore è dorata, circa 3 minuti. Capovolgete con cura il pane, coprite e cuocete fino a quando il secondo lato è dorato, altri 2 o 3 minuti, poi trasferite la focaccia sul piatto preparato. Aggiungete in padella il rimanente cucchiaio di olio e ripetere il processo con l'impasto rimanente. Servite immediatamente i pani ancora ben caldi. Il pane può essere preparato in precedenza, conservato in un sacchetto di plastica a temperatura ambiente per un giorno e riscaldato in una padella a fuoco basso, prima di servirlo.




Questa Ricetta fa parte del progetto Cook_My_Books

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lunedì 6 gennaio 2020

LA MIA CIMA GENOVESE

 di Vittoria Traversa

La CIMA RIPIENA (A çimma pinn-a) è la regina delle pietanze genovesi, di origine remota, si trova in molte varianti anche nelle Riviere, sia di levante che di ponente, dove vengono aggiunti spinaci o bietole al ripieno di carne e uova.

Consiste in una tasca di carne ricavata dalla pancia del vitello (la parte che copre le costole) spessa circa mezzo centimetro, coperta da una pellicina su tutte e due le facce, piegata a libro e cucita, riempita di un composto di carne, frattaglie bianche, verdure e uova, lessata poi in brodo, raffreddata sotto un peso, affettata e servita fredda con salsa verde,  insalata, sottaceti o insalata russa. E’ un piatto elaborato tipico delle festività. Immancabile sulla tavola nel giorno dell’Epifania, che a Genova è detta Pasquetta, e per la scampagnata del Lunedì dell’Angelo, il giorno dopo Pasqua. L’origine storica del piatto rientra in quella tradizione culinaria genovese dedita all’utilizzo di pochi ingredienti della scarsa produzione locale e molti costosi di importazione che arrivavano a Genova da tutto il mediterraneo con le navi mercantili.

In una terra stretta fra mare e montagne subito impervie, dove il terreno coltivabile e da dedicare all’allevamento è scarsissimo, le massaie si sono sempre ingegnate a sfruttare al massimo ogni risorsa. Da qui la cucina della lavorazione e trasformazione di materie prime “povere” per realizzare piatti sopraffini e il sapiente dosaggio di erbe e spezie per arricchire e insaporire. In questo contesto nasce la “cucina del ripieno” con i ravioli, i pansoti, le torte di verdura e la Cima Ripiena dove si sfrutta un taglio di carne altrimenti inutilizzabile e si trasformano uova e frattaglie in un piatto elegante e di sicuro effetto scenico.
Introduzione
 di Alessandra Gennaro - da Il Calendario del Cibo Italiano by MTCallenge


LA CIMA RIPIENA
A çimma pinn-a


Per 6-8 persone

1 cima di vitello da 6 uova (circa 1 kg) (vedi note)
6 uova
1/3 cervella
100 gr filoni e animelle
100 gr carne di vitello
2 cucchiai colmi di mollica di pane bagnata nel brodo e ben strizzata
50 gr piselli finissimi (anche surgelati)
1 carota
2 cipollotti
20-30 gr parmigiano
Burro
Maggiorana
Sale, pepe

Per il brodo:
Sedano, Carota, Cipolla
Alloro, Timo
Sale, Pepe in grani 

Stendete il pezzo di carne sul piano di lavoro con la parte esterna sul tavolo e ripulite l’interno dall’eccesso di grasso e pelli rendendo uniforme lo spessore e stando ben attenti a non bucare la pelle. Piegatelo in due nel senso delle fibre, in modo da averle lungo il lato lungo, e cucite la tasca lasciando aperto parzialmente un lato corto che chiuderete dopo averla farcita. Usate il punto smerlo o punto coperta.

Riempitela di acqua per controllare che non ci siano perdite, altrimenti provvedete a chiudere le falle. Svuotatela, asciugatela esternamente e preparate il ripieno.


Tagliate la carne di vitello a dadini piccoli e saltatela in padella con poco cipollotto, qualche dadino di carota, burro e sale, non cuocetela troppo.

Spellate cervella e filoni e tagliateli a pezzetti piccoli. Scottate le animelle, spellatele e tagliateli a pezzetti piccoli. Saltate le carni in padella con burro e cipollotti affettati fini. Pulite la carota, riducetela a dadini e scottatela in acqua bollente con i piselli. Riunite insieme verdure e carni. Battete le uova con il parmigiano, sale, pepe, poca maggiorana tritata fina. Aggiungete le carni e le verdure. Deve restare un composto semiliquido, con prevalenza di uovo. Sistemate la tasca di carne in un recipiente alto e stretto e con l’imboccatura aperta per facilitarvi l’operazione di riempimento. Se qualcuno gentilmente ve la tiene, meglio. Riempite la tasca già cucita solo per metà se no in cottura scoppia. Cucite l’apertura rimasta cercando di lasciare dentro meno aria possibile.

Mettete la cima a bollire in una casseruola grande, coperta di acqua e con i gusti da brodo. Salate e portare a bollore. Fate sobbollire delicatamente almeno 1 ora e mezza a fuoco basso girandola ogni tanto e bucandola con un spiedo per evitare che scoppi e diventi irrecuperabile.

Spegnete il fuoco e quando non è più troppo calda tiratela fuori e mettetela a raffreddare sotto un peso. Quando è ben fredda e compatta tagliate a fette non troppo spesse

Accompagnate con: insalata verde, sottaceti, ratatuia, capponata o insalata russa

Da bere: Bianchetta del Tigullio


Note:

Il taglio adatto per fare la cima consiste in una tasca di carne ricavata dalla pancia del vitello (la parte che copre le costole) spessa circa mezzo centimetro, coperta da una pellicina su tutte e due le facce, che andrà piegata a libro, cucita su due dei tre lati, riempita e finita di cucire sul terzo lato, poi bollita e raffreddata.

Ripieni diversi: è uso della riviera ligure aggiungere al ripieno degli spinaci scottati, strizzati e tritati grossolanamente, oppure si possono aggiungere al ripieno spicchietti di carciofo e pinoli.

Astuzia: per evitare che, in caso di rottura, il ripieno vada nel brodo fasciate la cima in un telo bianco (senza odore di sapone) e legate non troppo stretto.

Avanzi: le fette avanzate si possono impanare e friggere come cotolette. Buonissime

 

 


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domenica 25 marzo 2018

AGATHA CHRISTIE AFTERNOON TEA PER MTC 71

di Vittoria




Eccola, la aspettavamo! Ha vinto Valeria.... 
ed è arrivata la sfida più 
British che si posa immaginare



Per sadica gentile scelta di Valeria Caracciolo del blog Murzillo saporito coadiuvata dalla regia dell'altrettanto sadica gentile Alessandraquesto mese per MTChallenge ci hanno proposto di allestire un perfetto

Afternoon Tea 

E' un rito che fu introdotto in Inghilterra agli inizi del 1840 e consiste in un minipasto composto di dolci e salati, servito fra le 16,00 e le 17,00 per ingannare la fame prima della cena alle 20,00.
Esiste una pagina dedicata a questo rito, con moltissime notizie, ma Valeria, nel suo post ci spiega benissimo come dev'essere organizzato un  perfetto Afternoon tea

La prima cosa che mi è venuta in mente è che ho una buona parte di sangue britannico e che il rito del te al pomeriggio in casa mia è sempre stato irrinunciabile (anche al mattino per colazione)
La seconda è che mia nonna prima e mia madre poi hanno sempre invitato le amiche per il te accompagnato da ogni squisitezza.
Quindi avrei optato per un te molto molto familiare, con il classico immancabile earl grey, biscotti e torte.
Però poi la mia amica Miriam mi ha raccontato di avere un libro, Creme & Crimini dedicato a ricette di Agatha Christie, inglesissima, che amava cucinare e mangiare e nei suoi gialli diede ampio spazio al cibo....... usato per uccidere ovviamente.
Cosa ci vuole ad avvelenare un te?
E qui è scattata la passione che ho per i gialli, come mio padre che li divorava.

La scelta era fatta, il mio invito sarebbe stato in onore della regina dei gialli Agatha Christie.

Sfogliando il libro ho scelto alcune ricette molto classiche di sandwich, e di una intrigante torta al sidro, che poi è stata depennata per problemi tecnici e sostituita con i fantastici scones do Valeria. 

Partecipo dunque con le categorie focaccine e sandwich

IL TE

Quale te?
La scelta del te rigorosamente nero è ricaduta sull' 
English Rose. E ne sto bevendo una tazza anche ora.





miscela delicata di te nero di Ceylon e Dajeeling, con petali di rosa e di girasole, scorza di arancia, pezzetti di vaniglia, impreziosita con aromi di frutta  





E UN GOCCETTO NON CE LO VOGLIAMO FARE?
a gentile richiesta sarà versato con piacere un bicchiere di prosecco Mionetto Rosè ben fresco.





GLI SCONES 
Per gli scones mi sono affidata ciecamente a Valeria e al suo post.
Tanto ciecamente da non accorgermi che mancava la dose di zucchero fino al momento di aggiungerlo all'impasto. 
Subito chiesto soccorso via messenger e la risposta di Valeria è stata immediata. Grazie Valeria sei un mito, riporto qui parte del tuo post identico

DEVONSHIRE SCONES Da Baking Bible di Mary Berry



Ingredienti per circa 20 scones (5 cm di diametro)
450 g di farina autolievitante
2 cucchiaini rasi di lievito in polvere
75 g di burro ammorbidito
2 uova grandi
circa 225 ml di latte
50 g di zucchero



Preriscaldate il forno a 220°C in modalitá statica o 200°C in modalitá ventilata.
Mettete la farina in una ciotola con il lievito, aggiungete il burro e lavorate con le dita per ottenere un composto sabbioso. Aggiungete lo zucchero.
Sbattete le uova in una tazza graduata, quindi aggiungete il latte fino ad arrivare ad una quantitá di liquidi di 300 ml circa, mescolate e togliete 2 cucchiai (anche 4) del liquido da tenere da parte per lucidare gli scones prima della cottura.
Aggiungete il composto liquido agli altri ingredienti secchi gradualmente, mescolate fino ad ottenere un composto morbido ed ancora appiccicoso.
Versate l'impasto su una spianatoia infarinata, spolverate con della farina anche l'impasto ma non troppo.
Allargate l'impasto con le mani, schiacciandolo leggermente fino ad ottenere uno spessore di circa 2 cm. Se preferite potete utilizzare un mattarello.
Utilizzate un cutter liscio dal diametro di 5 cm per ottenere la forma degli scones.
Schiacciate il cutter sull'impasto fino in fondo, SENZA ruotarlo, quindi sollevatelo e spingete fuori lo scone. Questo fará sí che lo scone si alzi in maniera uniforme, mantenendo la forma.
Continuate fino a terminare l'impasto. Se necessario, e lo sará, potere impastare di nuovo l'impasto, ristenderlo e ricominciare, ma dopo la seconda volta gli scones verranno deformati.
Mettete gli scones su due teglie imburrate, spennellateli con il liquido tenuto da parte e cuocete per 10-15 minuti, finché saranno ben cresciuti e dorati.
Sono buoni mangiati il giorno stesso, meglio se leggermente tiepidi.
Sono perfetti da congelare. Per servirli portateli a temperatura ambiente e riscaldateli per 10 minuti in forno ad una temperatura moderata.




LA CLOTTED CREAM

Valeria scrive "Se volete provare a fare la clotted cream in casa, la ricetta la trovate quiMa ricordate che avrete bisogno di una panna fresca molto densa e grassa, altrimenti il risultato potrebbe essere deludente"

E così è stato. 

Ho seguito il procedimento, ma la mia panna era pastorizzata e max 36% di grassi invece del 48%. Ha cotto a 80 gradi per 11 ore (ho rischiato il divorzio) e poi in frigo ben freddo per tutta la notte. Ho ricavato un composto per nulla cremoso, sembra burro che si sbriciola. Non è cattivo, ma non piacevole da spalmare.
A consolazione c'era una bella conchiglia di burro nostrano.



LA MARMELLATA DI FRAGOLE AL COINTREAU E PEPE NERO

La marmellata di fragoline di bosco casalinga è purtroppo diventata scura, poco fotogenica, quindi ho scelto l'inglesissima Wilkin & Sons ltd alla fragola e l'ho fatta ricuocere brevemente con due cucchiai di liquore e una generosa macinata di pepe nero.
Notevole! 


I SANDWICH
Agatha Christie ne elenca parecchi fra canapè aperti e sandwich chiusi e li avrei voluti assaggiare tutti.
Non ho potuto fare a meno del superclassico sandwich con il cetriolo, di uno sfizio alle uova sode e di una golosità agrodolce. 
Ho rinunciato a malincuore a un canapè allo sgombro affumicato perchè troppo in contrasto con tutto il resto e soprattutto con il te delicato e profumato.







SANDWICH AL CETRIOLO
per 8 bastoncini

4 fette grandi di pane carrè
burro morbido
sale
mezzo cetriolo
erba cipollina





Qualche ora prima sbucciate il cetriolo, affettatelo molto sottile con la mandolina, cospargetelo di sale e mettetelo in un contenitore a perdere acqua.
Dopo 2 ore scacquate via il sale, strizzate bene, poi mettete le fettine ben stese su metà di un canovaccio, coprite e premete per asciugare.
Imburrate abbondantemente le fette di pane e cospargetele di poca erba cipollina tagliuzzata finemente. Fate un doppio strato di fettine di cetriolo, chiudete con la seconda fetta, fasciate con pellicola e mettete in frigo a riposare almeno 2 ore. Poco prima di servire togliete la crosta e affettate in 4 longitudinalmente ogni tramezzino ottenendo 8 pezzi lunghi e stretti.


SANDWICH DRURY LANE
per 8 triangolini

Si ispirano alle tartine che vengono servite alla bouvette di un celebre teatro londinese durante l'intervallo.

4 fette di pane carrè bianco
4 cucchiai di salsa di pomodoro ristretta aromatizzata con poco olio extravergine, alloro, cipolla, sedano, sale
2 uova sode
1 cucchiaio abbondante di maionese
1 cucchiaino di senape
sale 




Sbucciate le uova, affettatele e poi tritatele grossolanamente con il coltello. Mescolatele con la maionese e un po' di senape a gusto.
Spalmate le 4 fette con la salsa fredda, poi 2 ricopritele con un bello strato di composto di uova senza esagerare, chiudete con le altre 2 fette al pomodoro, rifasciate di pellicola e mettete in frigo a riposare almeno due ore.
Poco prima di servire togliete la crosta e affettate diagonalmente nei 2 sensi ottenendo 4 triangolini. 

CANAPE' AI FICHI E CHEDDAR
per 8 pezzi
8 fette di pane di segale
burro morbido
composta di fichi neri all'aceto balsamico (home made)
formaggio Cheddar arancione




Con un coppapasta da 6 cm. ricavate 8 dischi di pane dalle fette, imburrateli, mettete sopra un cucchiaino di composta di fichi e infine il Cheddar grattugiato con una lama a fori larghi.

Extra gara:
A completare la varietà di dolci e salati, per accontentare gli 8 ospiti,  c'erano anche gli shortbread scozzesi acquistati, gli anicini, specialità ligure acquistati dall'antica pasticceria Klainguti e infine, fuori scena la torta al sidro (ottima ma non presentabile) e una magnifica colomba ricoperta di gianduia e granella di nocciole portata da un ospite. 
Avanzato 3 scones e due dita di colomba.









Questa ricetta partecipa alla sfida mensile di MTChallenge
categoria focaccine e sandwich




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