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domenica 9 febbraio 2025

GALETTE DI GRANO SARACENO CON SPINACI, UOVA FRITTE, BACON E BRIE DA ELYSIAN KITCHENS di JODY EDDY

di Vittoria Traversa

Sta davvero finendo la settimana di @cook_my_books dedicata alle antiche ricette dalle cucine dei Monasteri di tutto il mondo, ma io non riesco a smettere di sfogliare ELYSIAN KITCHENS di JODY EDDY @jodyeddy (ve ne ho parlato QUI) e vi propongo un’ultima ricetta, perfetta per la cena di questa Domenica sera invernale.

Oggi ci fermiamo in Normandia, vicino a Rouen, alla mensa della ABBAZIA BENEDETTINA di SAINT-WANDRILLE (qui sotto, in fondo al post, trovate un po' di storia dell'abbazia raccontata da Jody Eddy) ad assaggiare la GALETTE DI GRANO SARACENO CON SPINACI, UOVA FRITTE, BACON E BRIE (in originale questa ricetta prevede il formaggio Neufchâtel. Potete sostituirlo con qualsiasi formaggio semi-morbido a crosta fiorita come Brie o Camembert)

Dal suo arrivo nel Medioevo, il grano saraceno è apprezzato in Normandia, per il suo aroma di nocciola, il sapore leggermente aspro e le proprietà nutritive. Le galette di grano saraceno sono un punto fermo nei vivaci caffè di tutta la Normandia e la Bretagna, consumate a ogni ora da locali e turisti, con un bicchiere di sidro normanno. Al giorno d’oggi il grano saraceno è molto apprezzato dai celiaci essendo privo di glutine.


CREPES DI GRANO SARACENO 
CON SPINACI, UOVA FRITTE, BACON E BRIE
buckwheat crepes with spinach, fried eggs,
bacon, and neufchâtel

 


Per 6 persone

Per le galette:
1 tazza di farina di grano saraceno
1 tazza di latte intero
2 uova grandi
1 cucchiaio di burro sciolto
½ cucchiaino di sale
1 pezzetto di burro per ungere

Per completare:
350 g di formaggio Neufchâtel (o Brie) tagliato in 12 fettine uguali
100 g di foglie di spinaci appena scottate
200 g di fettine di pancetta cotta sbriciolata, tenuta al caldo
6 uova grandi fritte con tuorli ancora liquidi, tenute al caldo 

In una ciotola mescolate la farina, il latte, le uova, il burro fuso e il sale, battendo con una frusta fino a quando non si saranno ben amalgamati. Coprite e mettete in frigo per almeno 2 ore. Questo passaggio impedirà alle galette di diventare gommose e ridurrà la possibilità che si rompano quando saranno cotte.

Preriscaldate a fuoco medio una padella per crêpes (o una padella antiaderente) da 24 cm, fino a quando una goccia d'acqua spruzzata su di essa non sfrigola al contatto.

Mentre la padella si riscalda, diluite la pastella mescolando un po' d'acqua fino a quando non sarà incorporata. Usate più acqua per avere crêpes più sottili e meno per un risultato più corposo.



 
Racchiudete il pezzetto di burro in un pezzo di carta da cucina e usatelo per ungere con cura la padella.

Versate un mestolino di pastella al centro della padella e fatela roteare per assicurarvi che la pastella sia distribuita uniformemente; dovrebbe ricoprire sottilmente la superficie. Una volta che la superficie della galette è ricoperta di piccole bolle e i bordi hanno iniziato a rapprendersi e sono diventati di un marrone dorato chiaro, 1 o 2 minuti, usate delicatamente una spatola sottile in silicone per staccarne i bordi dalla padella e, il più velocemente possibile, giratela. Continuate a cuocere finché la superficie non sembra asciutta e la galette si stacca facilmente dalla padella, altri 1 o 2 minuti. Trasferitela su un piatto pulito. Rimuovete eventuali residui di pastella dalla padella usando un tovagliolo di carta, lasciate che la padella si riscaldi, ungetela e ripetete il ​​processo fino a quando non avete utilizzato tutta la pastella; dovreste ottenere 6 galettes. Se non le utilizzate subito, avvolgetele nella pellicola e conservatele in frigorifero per un massimo di 1 giorno.

Per completare le galette, scaldate la padella a fuoco medio. Mettete una galette cotta nella padella e scaldala da un lato, circa 1 minuto. Mettete due fette di Brie al centro della galette e guarnite con circa 2 cucchiai di spinaci, 2 cucchiai di pancetta sbriciolata e un uovo fritto. Ripiegate i lati della galette sul ripieno per formare un quadrato. Continuate a scaldarla finché gli ingredienti non sono ben caldi, 2 o 3 minuti. Servite subito.

Suggerimenti dell’autrice:

Le crêpes ripiene (galettes complètes) sono infinitamente versatili. Altre idee per il ripieno includono asparagi e formaggio di capra conditi con un aceto balsamico di alta qualità, radicchio arrostito e prosciutto affumicato con un formaggio morbido e potente come il Taleggio, zucca butternut arrostita con semi di zucca e parmigiano, salmone affumicato con capperi e formaggio cremoso, finferli o porcini arrostiti con scalogno caramellato, aglio arrostito e timo, granchio o gamberetti con cipollotti appassiti, besciamella e scorza di limone grattugiata e la combinazione ridicolmente indulgente (e delirantemente buona) di Nutella e banane a fette per dessert.


Da Elysian Kitchens - Jody Eddy:
La storia dell'Abbazia di Saint-Wandrille di Fontenelle è la storia della Normandia. L'abbazia fu fondata da Vandregisildo, Saint Wandrille nell'anno 649. I Vichinghi razziarono Saint-Wandrille a metà del IX secolo e bruciarono la chiesa fino alle fondamenta, ma non prima che i monaci riuscissero a fuggire con le sue preziose reliquie. Fu ricostruita di nuovo, solo per essere colpita da un fulmine e distrutta ancora una volta subito dopo la sua consacrazione all'inizio dell'XI secolo. Imperterriti, i monaci la ricostruirono, solo per perderla in un incendio a metà del XIII secolo.

Continuò in questo modo per secoli. La sua perpetua perdita e rinascita divennero un simbolo di resilienza per il popolo normanno, che a sua volta subì la sua quota di conquiste. Divenne un stimato centro di apprendimento per i monaci cattolici in tutta Europa. Furono attratti da questo rifugio rurale nella Francia nord-occidentale per la sua rinomata biblioteca e le sue acclamate scuole di calligrafia, scienza, matematica e belle arti.

Diversi secoli dopo, subito dopo la Rivoluzione francese, l'abbazia fu venduta all'asta. La demolizione parziale fu il destino della chiesa in quel periodo e il resto degli edifici fu prima utilizzato come fabbriche e poi venduto a una famiglia locale. Verso la fine del XIX secolo, la proprietà fu restituita ai monaci benedettini francesi. Fu durante questo periodo che le amate tradizioni abbandonate da tempo, come il canto gregoriano per il quale i monaci sono oggi famosi in tutto il mondo, furono riprese.

L'intera comunità monastica fu di nuovo esiliata nel 1901 a seguito della convinzione che le comunità clericali minacciassero la sovranità della repubblica. I monaci trascorsero i successivi tre decenni esiliati in Belgio, per poi tornare finalmente nel 1931.

I monaci non sentirono la mancanza solo del loro monastero, ma anche delle tradizioni culinarie della loro amata Normandia durante il loro periodo lontano.

Le sue 370 miglia di costa e la campagna verde e fertile, spazzata dal vento, dove pascolano pecore e bovini allo stato brado, prosperano frutteti di pere e mele e prosperano alberi di nocciole e noci, hanno plasmato una cucina distintiva che ha affascinato i buongustai per secoli. Ostriche e cozze dall'Oceano Atlantico, trote fario e salmoni dai fiumi tortuosi, formaggi cremosi e burrosi dalle mucche e dalle pecore, sidro e Calvados dai meli, tutto questo compone l'arazzo di un'antica storia culinaria tanto distintiva quanto Saint-Wandrille, e altrettanto resiliente. "Molti dei piatti che i monaci gustano oggi a Saint-Wandrille sono le stesse ricette che i cuochi qui usano da centinaia di anni. Perché cambiare qualcosa che è il più vicino alla perfezione che gli esseri umani possono raggiungere qui sulla terra?" Padre Philippe Chopin chiarisce: "Abbiamo ricettari pieni di cose sublimi, ma i nostri pasti quotidiani sono composti da cose più semplici, come insalate fatte con verdure ed erbe coltivate nel nostro orto, formaggi provenienti da fattorie vicine, miele dalle nostre api, tisane dal nostro orto medicinale e la domenica abbiamo vino e birra, preparati proprio qui al monastero" Semplici, ma comunque splendidi".

Padre Chopin sottolinea: "La Regola di San Benedetto afferma che dobbiamo essere laboriosi e sostenerci attraverso attività comunitarie che generano entrate". C'è un centro di ritiro con quindici stanze che ospitano cinquanta uomini e cinquanta donne quando sono a piena capacità. C'è anche una sala da pranzo che serve 36.000 pasti all'anno agli ospiti che viaggiano per il monastero da ogni angolo del mondo. Il famoso negozio di souvenir a Saint-Wandrille è un'altra testimonianza di laboriosità. Gli scaffali sono pieni di prodotti realizzati dai monaci, che guardano alle tradizioni del passato ma tengono anche d'occhio il futuro, una tradizione ripresa nel 1931,  dopo il ritorno dei monaci dall'esilio.


Questa Ricetta fa parte del progetto Cook_My_Books

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lunedì 14 agosto 2017

MTC Summer Edition Crêpe is the new black - i miei Nalesniky

di Vittoria



I Libri dell' MTChallenge continuano a crescere e il 5 giugno è uscito  il sesto, Crêpe is the new black, una vera miniera di ricette non solo di crêpes classiche francesi, ma di ricette da tutto il modo arricchite da accompagnamenti, salse idee, notizie, curiosità che lo rendono un vero manuale di ricette da realizzare con pochi semplici ingredienti quando avrete voglia di qualcosa di buono. 




MTChallenge è continuamente fonte di spunti e idee muove e stimolanti e non ci sono ricette di questo libro che non vorrei provare, salate o dolci, crêpes, blinis, pancakes, gauffres, waffles, e tutte le varianti in giro per il mondo. Anche intolleranti e celiaci troveranno ricette adatte a loro, nessuno resterà a bocca asciutta.


Partecipiamo alla sfida MTC Summer Edition di questa calda estate, dedicata alle ricette del libro.





Ho scelto una ricetta che mi ha colpito  per la crema di accompagnamento con cui vengono tradizionalmente servite queste particolari crêpes polacche.
Crema soffice realizzata con formaggino fresco, dolce, ma anche un po' salatina. Una goduria mai stucchevole, non si smette di mangiarne una e poi ancora un'altra, poi magari ne provo ancora una.....
Grazie a Ilaria del blog Soffici autrice di questa delizia




NALESNIKY

per circa 8 crepes di 23 cm di diametro

120 g farina
120 ml latte
110 ml acqua
1 uovo
1 pizzico di sale

Sbattete l'uovo in una terrina, aggiungete la farina e il sale. Aggiungete i liquidi poco per volta mescolando bene per ottenere una pasta liscia e senza grumi.
Scaldate una padella di 22-23 cm di diametro, ungetela con poco burro (io metto un pezzetto di burro in un foglio di carta da cucina chiuso a sacchetto e lo uso per ungere la padella calda)
Versate un mestolino di pastella e ruotate per distribuirla uniformemente. Cuocete dai due lati, impilate e tenete al caldo mentre fate le altre.

Farcitura al formaggio

200 g di formaggio fresco (robiola, ricotta, mascarpone, formaggino spalmabile)
1 cucchiaio di panna acida
1-2 cucchiai zucchero a velo
1 pizzico di cannella

1 cucchiaino abbondante a testa di marmellata di mirtilli o lamponi o frutti di bosco

Amalgamate tutti gli ingredienti, se dovesse essere troppo densa allungate con poco latte, deve risultare una crema soffice spalmabile leggermente acidula e con una nota salatina.

spalmate ogni crepes con la crema e aggiungete un cucchiaino di marmellata. Piegate a portafoglio e servite.

Perfetto l'accompagnamento con un vino dolce, uno sciroppo o un liquore di frutta.


















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domenica 27 maggio 2012

IL BUDINO LEGGERO: una sfida un gioco e la dieta

di Vittoria


Mi piace partecipare a questo bellissimo e stimolante gioco organizzato dalle Menuturistiche e le idee che mi vengono ogni mese sono moltissime, poi riesco a realizzarne solo una e a volte anche a fatica arrivo a pubblicarla l’ultimissimo giorno.
In effetti non mi piace l’idea di monopolizzare il blog con ricette monotematiche. Diventerebbe noioso per chi viene a leggere, no?

Però questo mese la proposta splendida di Acquolina-Francesca mi ha appassionato e mi sono trovata divisa fra la voglia di fare un budino godurioso e festoso e la necessità di realizzare qualcosa che possa mangiare anche io tranquillamente, il visto che sono a dieta (evento che stupisce ancora anche me!!!).
Sono conciliabili le 2 cose? Questa volta forse si, chi proverà questa versione, mi dirà se ci sono riuscita.

L’idea di partenza l’ho presa da un classicissimo della cucina piemontese e cioè il flan di spinaci con la finanziera.
Il flan di spinaci lo faceva in maniera superba mia nonna Ines, piemontesissima di Sordevolo.
La finanziera l’ho mangiata in mille modi diversi ed è sempre un piatto che mi ingolosisce, ormai lo sapete che vivrei di frattaglie! Però sono 2 preparazioni che di dietetico non hanno nulla di nulla.
Il flan di mia nonna è un tripudio di besciamella e spinaci ripassati al burro; la finanziera ben rosolata in padella con altro burro non resta mica indietro!!!!!
Quindi via alle modifiche, varianti, sostituzioni e doppi salti mortali: alla fine ne è uscito un piatto altrettanto gustoso e infinitamente più leggero.

BUDINi DI SPINACI CON FINANZIERA E MINI PANCAKES ALLA CRUSCA D’AVENA

Budino di spinaci
Per 4 budini formato tipo creme caramel
Invece di partire da una base di besciamella, sono partita dalla collaudatissima ricetta di Acquolina-Francesca modificando il meno possibile.
300 gr circa di spinaci lessati, ben strizzati e tagliuzzati grossolanamente
100 ml di latte totalmente scremato 0,1%
2 cucchiaini da caffè di parmigiano reggiano grattugiato
2 uova + 1 tuorlo
sale, pepe
gocce di olio extravergine per ungere gli stampi
Passare gli spinaci in padella appena sporcata di olio per far evaporare bene tutta l’acqua residua. Frullate tutto insieme e versate negli stampini oliati. Ricordatevi di inserire una striscia di carta da forno che sbordi dai 2 parti in modo da facilitarvi la sformatura.
Ponete gli stampini in una teglia e versate acqua bollente fino a metà altezza degli stampini. Mettete in forno caldo per 30 minuti o finchè non si rassodano. L’acqua non deve scendere troppo, ev aggiungerne. Il forno andrebbe a 180 gradi, io l’ho messo a 220 per un’ora e quasi non erano cotti, ma ve l’ho detto, è il mio forno che è sballato;


Finanziera leggera
Accompagnamento come antipasto per 4 persone
Nella mia dieta sono permesse le frattaglie di pollo, mi sono allargata un po’ aggiungendo qualche pezzetto di frattaglie di vitello. Lo considero un peccato veniale dato che se ne mangia veramente una cucchiaiata. Perdonata?
La caccia alle frattaglie di gallo/pollo è stata per lo meno esilarante quanto estenuante. A Genova non si usano e se escludiamo fegatini e cuoricini, non si trova altro. I miei libri “Cucina del Piemonte” e “Libro delle frattaglie” recitano più o meno la stessa ricetta con qualche variante, ma essenzialmente ritengono indispensabili creste di gallo e fagioli di gallo (gli attributi galleschi, ….ooppsss……ex galleschi!!!!!). Ora io manco li avevo mai sentiti nominare e mai visti nei banchi di alcuna polleria.
Parto in caccia e dopo molte richieste inutili mi rassegno ad andare in centro nel più bel mercato che abbiamo, dove ci sono alcune pollerie di provata esperienza. La discussione è stata per lo meno esilarante.
Creste ne avete?
Si, ….attaccate ai galli!
No, creste e basta?
Eh, no non le teniamo, non si vendono, …..no neanche ordinandole!
Eh allora prendo il gallo con la cresta più grossa che ha! Una mi basta, devo fare una porzione piccola!
E…poi mi servirebbero anche i……fagioli
Signora, però il gallo ne ha solo 2!!!
Eh…. Posso immaginare che non ne abbia 4!!!!!! Me li farò bastare!
…a questo punto ridevamo tutti a crepapelle, ma io ho avuto TUTTE le frattaglie di pollo che mi servivano!!! (Preparare i vari ingredienti tenendoli separati e in caldo)
Pollo
1 cresta di gallo. Va sbollentata 5 min in acqua bollente, poi strofinate calde con sale fino per togliere la sottilissima pelle. Tagliarle a tocchetti piccoli
2 palline …sono veramente 2 fagioletti gialletti insignificanti. Sciacquatele, ev tagliarle a metà
durello (stomaco) Va aperto, vuotato sciacquato bene e tagliato a tocchettini
2 fegatini (comprati in più, quelli si trovano!)
4 cuoricini (idem)
Fegatini e cuoricini vanno puliti da filamenti e residui di grasso e tagliati a pezzetti.
Vitello (quantità incomprabili; ne ho comprate di più e surgelate)
¼ di cervella. Spellata sotto l’acqua e delicatamente tagliata a cubetti
1 pezzetto di filone, circa 20 cm o anche meno ripulito da ev filamenti, tagliato a pezzettini
1 pezzetto di animella al massimo 30 gr, a pezzettini
Verdure classiche:
1 carciofo pulito, scottato in acqua, tagliato a fettine
2 champignon (o altri funghi freschi) puliti, affettati e saltati con aglio per far dare l’acqua di vegetazione o un cucchiaio di funghetti sott’aceto.
1 o 2 cetriolini sott’aceto a rondelle
½ carota, ½ cipolla, 1 costa di sedano piccola e tenera; tritati per il fondo di cottura
Micro-polpettine
100 gr di macinato di pollo (la versione originale prevede carne bovina)
½ uovo (romperlo, batterlo con sale e dividere in 2)
sale, maggiorana
1 cucchiaino caffè di parmigiano grattugiato
1 cucchiaio di crusca di avena per addensare l’impasto

Mescolare gli ingredienti, impastare bene e far riposare una mezz’ora in frigo. Con 2 cucchiaini fare delle polpettine grosse come un’oliva o meno e cuocerle a vapore.

In una padella preparare un fondo di cottura con le verdure tritate, Un po’ di acqua di cottura dei carciofi e poche gocce di olio, una foglia di alloro. Fare saltare le frattaglie partendo dalle più dure come durello e cresta, poi aggiungere animelle, cuori, fagioli, funghi, cetriolini e carciofi, le polpettine e infine fegato, cervella filoni. Spruzzare con un cucchiaio di vino bianco o marsala e uno o due di aceto di mele. Il tutto deve cuocere veramente poco. Alla fine deve rimanere un bel po’ di sughetto da addensare con pochissima fecola o maizena in modo che risulti cremoso. Tenere in caldo.


Pancakes di crusca di avena
Li mangio spesso per la mia dieta, mi servono da pane; sono migliori di quello che pensavo all’inizio e veloci da fare.
Mescolare 2 cucchiai di crusca di avena (con quella di grano non funziona perché non è idrosolubile) con 1 uovo, 1 cucchiaio di yogurt greco Total 0%, 1 cucchiaino di lievito istantaneo, sale e poco latte scremato per ottenere una pastella fluida, ma non troppo. Indispensabile il riposo di almeno mezz’ora x far gonfiare la crusca.
Scaldare una padella, sporcarla di olio con uno scottex e cuocere l’impasto dosandolo con un cucchiaino da te in modo da ottenere dei mini pancakes di pochi cm di diametro.


Montare il piatto sformando i budini caldi al centro e nappandoli con il fondo di cottura della finanziera. Accostare un cucchiaio di finanziera bollente e 2 o 3 pancakes. Servire subito


Con questa ricetta partecipiamo all’MTC di Maggio

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martedì 27 marzo 2012

CREPES – LE REGINE DELLA VERSATILITA’

di Vittoria



L’occasione per preparare questo piatto non mancano mai perché si adatta a meraviglia a qualsiasi preparazione dolce o salata, rustica o raffinata, per un pranzo veloce al volo o per un piatto elaborato da grande occasione.
Si fanno prima e si conservano parecchi giorni in frigo e ancora di più in freezer.
Risolvono un aperitivo farcite, arrotolate e tagliate a tronchetti o rondelle.
Risolvono un pranzo con molti invitati perché si fanno prima e al momento si scaldano. Risolvono la fame cronica dei figli che le trovano pronte da scaldare anche quando noi non ci siamo a preparargli qualcosa di buono.
Praticamente ogni popolazione della terra in ogni epoca ha la sua ricetta di focaccina di farina e acqua cotta alla piastra. I francesi hanno raggiunto l’apice della raffinatezza creando un equilibrio di sapori difficilmente eguagliabile, ma anche noi abbiamo le nostre crespelle che si difendono benissimo e se io avessi tempo di scartabellare e navigare un po’, magari scoprirei che le crepes in Francia ce le abbiamo portate noi! Chissà mai….
Insomma se non l’avete ancora intuito io di crepes ci vivrei e tutta questa pappardella è per dirvi che questo mese la sfida delle sfide, l’MTC al quale partecipiamo sempre più entusiaste, ha come tema questa deliziosa preparazione che lascia spazio a mille interpretazioni.
Per fortuna le nostre carissime AleDaniGiorgia capitanate da Giuseppina direttamente dalla Provenza hanno imposto delle regole per restringere un po’ il campo altrimenti vastissimo.
Un grazie di cuore alle signore dell’ MTC e una OLA per Giuseppina che ci ha proposto questa sfida.

Ora veniamo al sodo e vi racconto quali interpretazioni ho scelto io fra le tante che avrei voluto preparare.
Le Crepes naturalmente le ho preparate con la ricetta che trovate QUI da Giuseppina .
Ricetta dettagliatissima che riesce alla perfezione, non la riporto qui perché l’ha già fatto Paola più sotto con la sua versione.

Ho fatto il burro chiarificato seguendo i consigli raccolti negli anni dalle amiche in rete.



Ho fatto sciogliere il burro a bagno maria facendolo scaldare, non bollire, finchè non è diventato limpido. Senza mescolare e schiumando. poi ho versato nei barattoli il liquido trasparente ottenuto lasciando la parte solida sul fondo del pentolino. lasciato raffreddare e messo in frigo. Si conserva molto a lungo.
Era molto che volevo provare e Giuseppina me ne ha dato l'occasione. Grazie!!!!

La prima scelta è caduta su un primo che ho fatto molte volte nella mia vita, anche quando mi divertivo a organizzare ricevimenti



FAGOTTINI DI CREPES AL RAGÙ DI MELANZANE
.....quasi alla “Norma”

Quasi perché non rispecchiano fedelmente ingredienti e procedimento della ricetta classica, ma ci si ispirano.
per 4 persone

8 Crepes preparate con la ricetta che trovate QUI da Giuseppina .
200 gr di taglierini all’uovo
1 grossa melanzana viola lunga, circa 4 etti
passata di pomodoro
basilico fresco ….o per chi è stordito come me e se lo dimentica, menta secca
percorino sardo fresco, quello appena fatto oppure primosale
cipolla, aglio
peperoncino
olio extravergine
sale
olio di arachidi per friggere.

Preparate una bella salsa di pomodoro e basilico (o menta!!!) non troppo ristretta.
Tagliate 8 fettine dalla melanzana e friggetele in olio di arachidi. Asciugatele e tenetele da parte per decorare le crepes.
Il resto della melanzana fatelo a dadini piccoli come ceci, saltateli in padella con olio extrav, aglio e cipolla, poi aggiungete salsa di pomodoro sufficiente a portarli a cottura. Devono risultare ben sugosi per condire i taglierini quindi non fate asciugare troppo il sugo.
Tenete da parte un po’ di salsa per velare la pirofila e un po’ di sughetto alle melanzane per nappare le crepes.
Cuocete i taglierini ben al dente, conditeli prima con un po’ di olio extrav e poi, quando sono quasi FREDDI, con il sughetto di melanzane. In questo modo non assorbiranno tutto il sugo trasformandosi in malloppo appiccicoso. Se si appiccicano un po’ provvedete a districarli con un po’ di acqua bollente.
Prendete una crepe, mettete al centro una o due forchettate di taglierini, chiudete a pacchetto e disponete in una pirofila unta e velata di salsa di pomodoro. Tutte insieme o in pirofiline singole, due per porzione. Nappate le crepes con il sughetto di melanzane, aggiungete dadini minuscoli di pecorino fresco, una fettina di melanzana fritta su ogni crepes e infornate per il tempo necessario a scaldare bene tutto. Per un buffet basta una crepe a testa.

Questa ricetta partecipa all’MTC di Marzo



La seconda scelta è caduta sempre su un primo un po’ elaborato, ma di grande effetto (anche se dalle foto non sembra). E’ un primo ricco e corposo, abbondando un po’ diventa certamente un piatto unico.

BISQUE DI GAMBERI CON CREPES ALLA CREMA DI FAGIOLI DI PIGNA E GAMBERI ROSSI DI SANTA MARGHERITA



E’ una ricetta che rispecchia il mio legame con i prodotti del territorio, la Liguria, anche se in realtà non è un piatto della tradizione e la bisque di base richiama invece sapori e profumi orientali.
Per la bisque mi sono ispirata a una ricetta di Alessandra e di Mapi e l’originale (credo, ho perso completamente il filo) su Meilleur du chef. ISPIRATA, perché la mia bisque è di gamberi e il procedimento è stato un po’ diverso dall’originale.
Risultato affascinante, da ripetere prestissimo.

Bisque di gamberi con crepes alla crema di fagioli di Pigna e gamberi rossi di Santa Margherita.
Per 4 persone

8 Crepes preparate con la ricetta che trovate QUI da Giuseppina .
100 gr fagioli di pigna secchi da ammollare e lessare
800 gr di gamberi rossi di Santa Margherita (quelli piccoli, i grossi non vale la pena per questa preparazione)
sedano carota e cipolla per il briodino
2 scalogni
zenzero
1 lattina di latte di cocco, 200 gr
1 cucchiaio di zucchero di canna
il succo di mezzo limone
2 cucchiai di fiocchi di patate o una patata lessa
1 spruzzata di rum
olio extravergine,
sale, pepe
peperoncino

Preparate la crema di fagioli semplicemente frullandoli a lungo con olio, sale e pepe. Andrà spalmata sulle crepes quindi non deve essere troppo pastosa. Eventualmente allungare con poco brodo di cottura dei fagioli.

Sgusciate i gamberi a crudo e teneteli da parte, vanno cotti all’ultimo. Tenerne 8 interi.
Mettete gli scarti in una pentola con 1,5 lt di acqua, sedano, carota e cipolla e fate sobbollire per 20-30 minuti. Frullate tutto con il minipimer fino a sminuzzare bene tutti gli scarti di gambero.
Passare allo chinoise schiacciando bene per estrarre tutti i succhi e buttare i residui di carapace non commestibili.
In una casseruola fate imbiondire i due scalogni e lo zenzero tritati, aggiungete lo zucchero, il succo di limone, il peperoncino e il latte di cocco poi aggiungere il passato di gamberi e far sobbollire 10 minuti. Passare tutto al colino a maglie fitte. Deve risultare un pochino cremosa, se fosse troppo liquida addensare con un po’ di patata schiacciata o un cucchiaio di fiocchi disidratati. Tenere in caldo.
Saltare i gamberi (quelli sgusciati e quelli interi) in padella con olio, sale e una spruzzata di rum per pochissimi attimi. Al massimo un minuto.

Spalmare le crepes di crema di fagioli ben calda, aggiungere in ognuna un ottavo dei gamberi, chiudere a fazzoletto.
Preparare i piatti di servizio con un fondo di bisque bollente, adagiare al centro una crepes ai gamberi e decorare con altra bisque e un gambero intero. Servire subito.
In alternativa si possono servire le crepes ripiene (si possono mettere in pirofila per scaldarle bene) accompagnate da una ciotola con la bisque bollente.

Questa ricetta partecipa all’MTC di Marzo



la terza scelta è caduta su un dolce

CREPES CUBANE CON ANANAS BANANA E CARAMELLO AL RUM



4 Crepes preparate con la ricetta che trovate QUI da Giuseppina .
mezzo ananas fresco tagliato a fettine sottili e poi a quarti
2 banane non troppo mature a fettine
burro
zucchero di canna abbondante
rum
2 cucchiai di panna liquida o mascarpone
panna montata
4 ciliegine candite

in una padella larga fate rosolare l’ananas nel burro e zucchero, poi aggiungete le banane che devono cuocere pochissimo. Spruzzate di rum, fate evaporare e poi sciogliete il caramello con la panna liquida (poca). Rivestite bene i pezzi di frutta, poi dividete il composto in 4 crepes piegandole a fazzoletto. Versate sopra un po’ di salsa al caramello, decorate con panna montata e una ciliegina e servite

Questa ricetta partecipa all’MTC di Marzo

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lunedì 26 marzo 2012

La mia torta di crepes e una comunicazione!

Buon lunedi' a tutti.... io sono un po' stravolta dal cambio di orario, pero' avere tanta luce anche la sera non mi par vero!!! Meraviglioso!!!!
Bellissimo soprattutto perche' posso cucinare qualcosa e fotografarlo anche in un qualsiasi giorno infrasettimanale, senza dover concentrare nel week end una maratona culinaria! Eh insomma...son problemi!!!! ahahah

Partiamo dalla comunicazione: oggi il consueto appuntamento con il nostro gioco X-Kitchen e' slittato, ma di poco.... ci sono stati dei problemi, ma domani mattina dovremmo proporre il quarto enigma di marzo, quindi...stay tuned!

E allora veniamo alla ricetta! Di nuovo tutta colpa dell'MTC (che cosi' mi scarico da qualsiasi responsabilita'....ahahah) ...questo giro si trattava di fare le crepes! Che gioia quando l'ho scoperto!


La ricetta di Giuseppina e' fantastica, mai ero riuscita a fare delle crepes cosi' sottili! E ho voluto fare anche il burro chiarificato, dato che la Mapi nel suo blog aveva postato una spiegazione chiara e dettagliata, cosi' e' stata l'occasione per provare anche questo! Devo dire che cuocere le crepes col burro chiarificato ha davvero il suo perche'!!!!
La cosa difficile e' stata decidere come farcirle! Ma alla fine non ho deciso...mi son trovata a rivisitare una torta che mi preparava sempre la mia Adele quando ero piccola (la trovate QUI), senza accorgermene stavo facendo il budino e avevo aperto il barattolo di marmellata di ciliegie fatto proprio da mia mamma! Ho sostituito quindi i biscotti con le crepes e dato che nella ricetta originale i biscotti vanno imbevuti nel liquore, io ho alcolizzato il budino, per non perdere davvero nulla del sapore originale!


La mia torta di crepes
La ricetta base di Giuseppina
Per 10/12 crèpes (a me ne sono uscite 13)
150 gr di farina O
350 ml di latte
50 ml d'acqua
2 uova medie
1/2 cucchiaino da caffé di sale
30 gr di burro chiarificato per cuocere

"Questa é la ricetta che uso sempre e con la quale ottengo delle crèpes sottili , leggere e dal gusto irresistibile . Tra gli ingredienti trovate l'acqua ( serve a rendere la crèpes più sottile) e il burro chiarificato per cuocerle : la sua particolarità é di avere un punto di fumo simile all'olio extravergine di oliva quindi non brucia e dona un sapore delizioso alla crèpe.
Rompete le uova in una terrina, sbattetele un po con la frusta , cominciate ad aggiungere alternando la farina setacciata e il latte/acqua ,mischiate bene fino ad avere una pastella piuttosto liquida e liscia. Aggiungete il sale,mischiate e lasciate riposare almeno un'ora .
Fate sciogliere 30 gr di burro chiarificato in un pentolino , scaldate bene la padella per le crépes ,ungetela con il burro usando un pennello ( possibilmente in silicone) versate la quantità di pastella necessaria per una crépe ( per una padella di 22 cm io metto 30 ml di pastella) Il consiglio che posso dare é di prepararvi un misurino ed avere cosi la dose esatta da versare , in modo da poterla gettare in un colpo solo. A questo punto fate " ruotare" la padella per spargere uniformente la pasta, fate cuocere fino a che sarà ben dorata , quindi giratela e finite la cottura dall'altra parte. E importante cuocerle a puntino perché é questo che dona loro il sapore . Con questo tipo di crèpe potete fare piatti dolci o salati , io mi son divertita a farne anche di piccoline nel padellino dei blinis ma é un lavoraccio!"


 Per farcire:
400 gr di budino (fatto con i preparati in busta, quando cce vo')
200 gr di marmellata di ciliegie
1 bicchierino di rum
ciliegie sciroppate (io homemade, favolose!)

preparare il budino seguendo le indicazioni riportate sulla confezione, sostituendo un bicchierino di latte preso da totale con il rum, per non variare la quantita' di liquido! Il budino risultera' alcolico! ^__^
Dopo aver fatto le crepes, fare una pigna alternando strati di budino + ciliegie sciroppate a strati di marmellata. Sull'ultimo strato cospargere dello zucchero a velo e decorare con qualche ciliegia avanzata!
Buon appetito!


Con questa ricetta quindi partecipo all'MTC di marzo!
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mercoledì 28 luglio 2010

Palacinke

Buongiorno a tutti!

E' da tantissimo che non posto più alcuna ricetta anche se prometto sempre a Paola di essere più attiva nel blog.

Ora, per augure a chi ancora lavora delle buone vanaze ed un ben tornata alla nostra Piccolina, ecco una ricettina facile facile e molto versatile.

Dopo innumerevoli tentativi, assemblando e modificando varie versioni di ricette più o meno originali, sono arrivata a deifire queste dosi.

Ai miei bimbi piacciono solo spolverizzate con un po' di zucchero, come quelle della foto, però l'altra sera le ho farcite con formaggio e prosciutto, passate un momentino in forno e le hanno apprezzate.





Palacinke - di Vale

Ingredienti:
1 uovo
150 dl di latte freddo
120 gr. di farina
1 pizzico di sale
2 dl di acqua frizzante fredda
1 cucchiaio di olio

Mescolare bene l’uovo con il latte.
Aggiungere la farina a pioggia, mescolando continuamente per evitare di fare grumi, salare ed aggiungere l’acqua e l’olio: deve risultare una pastella abbastanza fluida.
Ho notato che alcune farine, integrale o Kamut, assorbono più liquidi, basterà aggiungere un po’ di più d’acqua o latte, io ne aggiungo al massimo altri 0,50 dl.
Riscaldare una padellina antiaderente, o l’apposito pentolino da crêpes, con il fondo unto d’olio, versarvi sopra un mestolino di pastella muovendo la padella in modo che si formi uno strato sottile ed uniforme.
Cuocere a fiamma alta, girare e far cuocere dall’altro lato.
Con questa dose a me vengono 7 palacinke.


Un carissimo abbraccio

Vale

Ps. con questa ricetta partecipiamo alla raccolta di Federica "Un uovo per amico"

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lunedì 15 marzo 2010

COCCOLE PER NADIA



In questi giorni Nadia ha bisogno di coccole e conforto, e io che sono imbranata e impacciata con le parole le dedico questa ricetta creata l'altra sera.
In fondo l'ispirazione me l'ha data proprio lei con il so pasticcio di crepes ai carciofi!
Nadia un bacione e un abbraccio forte

PASTICCIO DI CREPES INTEGRALI BIETOLE ZUCCA ZOLA
Per vari motivi in casa stiamo cercando di eliminare il più possibile alimenti con farina bianca, quindi Ho provato a fare le crepes con solo farina integrale al 100%.
Devo dire che sono venute buonissime anche se rimangono un po’ più spesse di quelle fatte con farina bianca raffinata!

Crepes:
2 uova medie
100 gr di farina integrale 100%
100 gr latte
2 cucchiaini di olio di oliva
sale

Mescolare bene tutto finchè resta bello liscio senza grumi. Importante farlo riposare almeno un’ora perché la farina integrale assorbe il liquido piano piano.
Dopo il riposo l’impasto è risultato troppo denso e non scorreva nella padella, quindi ho aggiunto acqua, ma non so quanta, sicuramente altri 100 gr, probabilmente di più.
Bisogna andare a occhio, o meglio a “polso”, quando ruotate la padella per rivestirla di impasto, questo deve scorrere facilmente.
Ho unto come al solito il padellino con un velo di burro; il sistema di mettere un pezzetto di burro nello scottex e passarlo nella padella calda funziona benissimo!
La mia padella per crepes ha un diametro di 24 o 26 cm…. non mi ricordo! Sono venute 6 crepes senza contare la prima che era circa metà ed è stata “assaggiata” subito.

Ripieno:
Zucca mantovana cotta in forno finchè morbida; ricavata la polpa con un cucchiaio e ridotta in purea schiacciandola con una forchetta.
Bietole (erano le coste, ho usato solo la parte verde) lavate e pulite, sbollentate, tagliate grossolanamente e passate in padella con scalogno. Io non ho usato olio perché non devo, ma con un cucchiaio di olio vengono migliori.
Una volta pronte le bietole ho aggiunto la polpa di zucca e insaporito con pepe e un trito di salvia e maggiorana.

Topping:
Una salsa bianca fatta con latte, sale e farina (questa volta bianca, ma proverò con l’integrale).
Non è besciamella perché è senza burro!
Addensata la salsa ci ho fatto sciogliere dentro un pezzo di gorgonzola e uno di toma che giacevano in frigo disperati e volevano suicidarsi.

Montaggio del piatto in una pirofila di ceramica da forno tonda e bassa:
ho velato il fondo con 2 cucchiai di salsa al formaggio un po’ diluita, poi una crepe, ripieno, crepe, ….. sull’ultima crepe invece del ripieno, la salsa al formaggio.
Si può aggiungere una spolverata di parmigiano, io non l’ho fatto.
Mezz’ora prima di andare in tavola mettere sotto il grill a gratinare e scaldare.

Baxi Vitto
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domenica 7 marzo 2010

Un simpatico incontro tra amiche







Non so perchè, quando ci incontriamo, il tempo passa sempre troppo in fretta! Sono talmente tante le cose da dirsi, da raccontarsi, che in un lampo è già il momento di separarci!Così è stato ieri. Sono venute a trovarmi due delle mie migliori amiche, Vitto e Miriam, abbiamo pranzato insieme e...il tempo è volato!

Nell'ordine:
Insalata con radicchio di Castelfranco, sedano rapa, finocchi, arance e noci
arista con salsa all'aglio
soufflè di crespelle con carciofi e speck
pan brioche di Vittoria (magnifico!)
crema di peperonci e focaccia alla salvia
crostata all'arancia

Questa è una vecchia ricetta della Cucina Italiana dei tempi d'oro:

ARROSTO DI MAIALE AL LATTE

Lonza di maiale kg 1,200
Panna liquida 200 gr
1 cipolla
almeno 10 spicchi d'aglio
fecola
burro
latte ½ lt
vino bianco
salvia

Rosolare nel burro la carne con un rametto di salvia, sfumare con poco vino bianco e quando sarà evaporato unire una cipolla tagliata a fettine, gli spicchi d'aglio possibilmente giovane privati dell'eventuale germoglio e il latte. Incoperchiare parzialmente e fare cuocere lentamente per circa 1 ora e ½ , alla fine unire la panna, eliminare la salvia e frullare il fondo di cottura unendo un cucchiaio di fecola o fiocchi di patate. Rimettere la salsa sul fornello e fare addensare dolcemente.


SOUFFLE' DI CRESPELLE CONCARCIOFI E SPECK
Per le crepes: ho preparato una pastella con 500 g latte, 250 g farina, 4 uova, un pizzico di sale e noce moscata. Vengono circa 25 crespelle. Ho tagliato a spicchietti sottili 8 carciofi (almeno uno a testa) li ho rosolati in padella con un poco di olio, uno spicchio d'aglio e due rametti di timo. Una parte dei carciofi li ho frullati insieme ad un litro di besciamella preparata nel modo classico. Ho imburrato bene uno stampo dai bordi alti (l'intenzione era di sformare il pasticcio, poi nella fretta non l'ho fatto) poi ho proseguito con gli strati, crepes, besciamella ai carciofi, fettine di carciofo, pezzettini di speck, spolverata di formaggio grana e così via. In forno a 180° per mezz'ora circa.

Il Pan Brioche che ha fatto Vittoria è la ricetta delle Simili, meraviglioso, l'aveva già preparato altre volte sempre con lo stesso ottimo risultato. Non so se abbia apportato delle modifiche alla ricetta, Vitto? E' sempre molto creativa, vi metto la ricetta originale.

PAN BRIOCHE delle Simili
Ingredienti:
Per il lievitino
150 g farina 00 di forza
90 g di acqua
30 g di lievito di birra

Fare il lievitino e farlo riposare per 40/45 minuti fino al suo raddoppio.

Per l'impasto
350 di farina 00 di forza
50 g di acqua
100 g di burro
30 g di zucchero
10 g di sale
2 uova

Esecuzione:
Fare un impasto sul tavolo con il resto degli ingredienti e lavoratelo bene.
Appena il lievitino è pronto mettetelo sul tavolo schiacciatelo bene e tiratelo con le mani, mettete al centro il secondo impasto, richiudete a fagottino, poi cominciate a lavorarlo battendo finchè non ci saranno più striature bianche, il che indica che i due impasti si sono già completamente amalgamati.
Mettere in una ciotola unta di burro e farlo lievitare per 1 ora-1 ora e mezza. Rovesciate sul tavolo, dividete a metà e formate due filoni che metterete in due stampi rettangolari di circa cm25x10, coprite a campana e lasciate lievitare per 45/50 minuti fino a quando cioè la cupola uscirà dal bordo dello stampo.
Pennellare delicatamente con un uovo intero battuto e cuocere in forno a 200° per 30/40 minuti.

La crema di peperoncini è una ricetta della mia amica Marina, bravissima cuoca.

CREMA DI PEPERONCINI
Pulire 700 g di peperoncini rossi piccanti (quelli tondi), svuotati dei semi e metterli a bagno nell'aceto per 5 o 6 ore. Farli scolare bene.

Frullare i peperoncini, tagliati a pezzetti, con 50 g capperi, 4 acciughe sotto sale, 100 g di noci, 100 g pinoli, uno spicchio d'aglio e olio quanto basta per rendere il composto cremoso. Mettere nei vasetti e conservare in frigo.

FOCACCIA ALLA SALVIA Nadia

Farina 0 gr 250
farina manitoba gr 250
mezzo cubetto di lievito di birra
olio evo
sale
un mazzetto di salvia ben lavata e tritata grossolanamente
In una ciotola unire le farine, la salvia, 3 cucchiai di olio, circa 250 gr di acqua tiepida in cui si sarà sciolto il lievito e sale, diciamo un pò più abbondante di quando si fa la pizza. Mescolare prima con una forchetta poi con le mani formando un impasto un pò appiccicoso alle dita, dargli la forma di una palla, ungere leggermente di olio, coprire e mettere a lievitare in luogo tiepido per circa un'ora. Io lo metto in forno appena riscaldato. Sarà diventato bello gonfio, non rimpastarlo altrimenti riprende il "nervo" e stenderlo in una teglia ben unta d'olio. Le dimensioni dipendono da quanto si vuole alta la focaccia. A noi piace bassa per cui lo metto in un tegame che è un pò più piccolo della leccarda del forno. Va steso con le dita unte d'olio. Rimettere in forno e fare lievitare per un'altra ora. Dopo la seconda lievitazione fare delle fossette nella pasta con i polpastrelli delle dita. Preparare un'emulsione, circa mezzo bicchiere, di acqua e olio in parti uguali ed abbondante sale, sbattere bene e spennellare in abbondanza la focaccia, nelle fossette deve restare del liquido. Mettere in forno a 200° per circa mezz'ora. Deve risultare croccante fuori e morbida dentro. Quando è pronta, appena uscita dal forno spennellarla di solo olio, verrà subito assorbito, ripetere l'operazione una seconda volta.

Anche per la crostata sono partita da una vecchissima ricetta della Cucina Italiana, che ho completamente rielaborato.

CROSTATA ALL'ARANCIA

Per la frolla al cacao:
210 g farina 00
50 g fecola
40 g cacao amaro
la buccia grattugiata di una arancia non trattata
1 cucchiaio di essenza di vaniglia
1 uovo
100 g zucchero

Farcia frangipane:
150 g mandorle
2 uova
100 g panna
100 g zucchero
un cucchiaio essenza di vaniglia

3 arance non trattate
300 g zucchero
1 cucchiaio essenza di vaniglia

Preparare la frolla: unire in una ciotola le farine, il cacao egli aromi. Aggiungere il burro morbido a pezzetti e formare con le mani un briciolame. Unire lo zucchero, l'uovo e impastare velocemente. Formare una palla e porla a riposare in frigo per un'ora. Fare tostare leggermente le mandorle in una padella, fare raffreddare e tritarle fini al mixer con un cucchiaio di zucchero. Sbattere le due uova con lo zucchero rimasto e la vaniglia, unire la farina di mandorle ed amalgamare bene.

Ungere uno stampo da crostata cm 26 di diametro con poco burro (foderare il fondo con carta forno) e rivestirlo con pasta frolla stesa con il matterello. Completare con la farcia alle mandorle e porre in forno 180° per circa 25'.

Mettere al fuoco una pentola con 250 g di acqua, 300 g di zucchero e il cucchiaio di vaniglia, fare sobbollire leggermente per dieci minuti. Tagliare le arance a fette orizzontali sottili, eliminare eventuali semi, unire allo sciroppo e fare bollire a fuoco basso per altri dieci minuti. Spegnere e fare raffreddare.

Una volta fredda la crostata, bucherellare la farcia alle mandorle con i rebbi di una forchetta, quindi bagnare con parte dello sciroppo all'arancia. Disporre le fettine d'arancia, leggermente accavallate, in cerchi concentrici. Versare ancora un poco di sciroppo sulle arance e servire.
Nadia
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