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giovedì 12 febbraio 2026

PAIN PERDU AL CIOCCOLATO CON RUM E UVETTA da CHOCOLATE ALL DAY di KIRSTEN TIBBALLS

 di Vittoria Traversa



Settimana di regno indiscusso del cioccolato in tutte le declinazioni possibili! Eterno indiscusso imbolo dell’amore, in questa settimana di San Valentino, con 
@cook_my_books ve lo stiamo raccontando attraverso le ricette di CHOCOLATE ALL DAY di KIRSTEN TIBBALLS @kirstentibballsla “Regina del cioccolato” australiana. 

Chocolate All Day è il vostro biglietto d'ingresso per una serie di delizie a base di cioccolato che faranno ballare le vostre papille gustative.

Ogni ricetta è attentamente organizzata in capitoli che esplorano temi, consistenze e sapori per adattarsi a ogni stato d'animo:
Croccante, Croccante, Croccante
Fuso, Tostato, Che si scioglie in bocca
Giocoso, Stravagante, Appena sfornato
Cremoso, Morbido, Freddo
Vecchio, Confortevole, Classico



Io non vi propongo biscotti, torte o creme al cucchiaio con eleganti presentazioni, ma uno sfizio godurioso, dal carattere trasgressivo.

Da gustare in due, leccandosi le dita, a colazione, nel pomeriggio o a tarda notte

.........oppure .......

Da godere in santa pace davanti a un film romantico, comodamente acciambellate sul divano, in compagnia della migliore amica!

Questa versione di PAIN PERDU AL CIOCCOLATO CON RUM E UVETTA utilizza sottili e croccanti fette di baguette, intrise nel classico mix di uovo e latte, qui arricchito dall'aggiunta di cioccolato bianco. Tostate in forno, le fette (deliziose anche solo così) sono poi ricoperte con uno strato di morbida crema al rum e uvetta e voilà, pronte da gustare, magari per un lento e pigro brunch.


 

PAIN PERDU AL CIOCCOLATO 
CON RUM E UVETTA
chocolate pain perdu with rum & raisin

 


Per 6 persone – 12-18 fette

Per il Pain Perdu:
200 ml di latte intero
1 anice stellato
1 baccello di vaniglia, tagliato a metà nel senso della lunghezza e semi raschiati
20 g di zucchero semolato
40 g di tuorli d'uovo (2 tuorli di uova grandi)
100 g di cioccolato bianco di buona qualità
75 ml di panna da montare
1 baguette lunga (vedi note*)
zucchero a velo per spolverare

Per la crema spalmabile:
30 g di uvetta tritata grossolanamente
30 ml di rum
20 ml di panna da montare
100 ml di latte condensato zuccherato
10 g di burro salato
100 g di cioccolato al latte (vedi note*) 

Per preparare il pain perdu, unite il latte, l'anice stellato e la vaniglia (sia semi che bacello) in un pentolino a fuoco medio e portate a ebollizione.

Nel frattempo, sbattete lo zucchero e i tuorli d'uovo in una ciotola e mettete il cioccolato bianco in un'altra.

Versate il latte caldo sui tuorli sbattendo, quindi trasferite il composto nel pentolino. Abbassate la fiamma al minimo e riscaldate, mescolando, fino a raggiungere gli 80°C.

Con un setaccino fine, filtrate la crema pasticcera sul cioccolato bianco. Sbattete fino a quando il cioccolato non sarà completamente sciolto e incorporato. Aggiungete la panna e mescolate con una frusta.

Preriscaldate il forno a 250°C ventilato. Rivestite una teglia con carta da forno.

Tagliate la baguette a fette di 1 cm e immergetele nella crema pasticcera, quindi disponetele sulla teglia. Spolverate la superficie di ogni fetta di baguette con uno strato di zucchero a velo.

Cuocete in forno per 6-7 minuti, fino a doratura. Lasciate raffreddare a temperatura ambiente.



Per la crema spalmabile al cioccolato con rum e uvetta, mettete l'uvetta in una ciotolina, versatevi sopra il rum e coprite la ciotola con pellicola trasparente. Lasciate riposare il più a lungo possibile.

Portate a ebollizione la panna in un pentolino a fuoco medio, poi aggiungete il latte condensato e il burro, quindi mescolate a fuoco basso fino a quando il composto non sarà completamente amalgamato e il burro non si sarà sciolto. Mettete il cioccolato al latte in una ciotola. Versate il composto caldo sul cioccolato e mescolate fino a quando non sarà completamente sciolto e incorporato. Aggiungete l'uvetta ammollata e anche il rum che non fosse stato assorbito, quindi mescolate per amalgamare.

Coprite con pellicola trasparente a contatto con la superficie della crema e lasciate riposare a temperatura ambiente per 2 ore prima di servire.

Servite le fette tiepide con la crema a parte, oppure spalmatele già con una generosa quantità di crema e servitele.

Volete esagerare? servite il toast con crème brûlée o con del gelato.



Note*:

-   - Utilizzate pane del giorno prima! “Pain perdu” è il nome tradizionale di questa ricetta e significa "pane perduto", riferendosi al pane raffermo. La ricetta non sarà altrettanto buona con il pane fresco.

-   - La baguette deve essere sufficiente per ricavarne 12 o 18 fette (2 o 3 a testa) spesse 1 centimetro o poco più.

-   - La crema spalmabile prevede aggiunta di cioccolato al latte, che io ho sostituito con cioccolato fondente al 50%, per diminuire un pochino la dolcezza complessiva.

-   - Il pain perdu è meglio consumarlo il giorno stesso; il giorno dopo scaldatelo leggermente nel forno, facendo attenzione a non asciugarlo troppo.

-   - La crema si conserva al meglio in un luogo fresco e asciutto; se risultasse eccessivamente morbida, mettetela in frigorifero per un’ora e dovrebbe raggiungere la consistenza perfetta.




Questa Ricetta fa parte del progetto Cook_My_Books

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giovedì 27 febbraio 2025

BUENA VISTA LOAF CAKE da Book of Great Chocolate Dessert di Maida Heatter - per il Club del 27

 di Vittoria Traversa

Eccoci al nostro appuntamento mensile con Il Club del 27 di MTChallenge. Questa volta abbiamo pensato a qualcosa che ci aiuti a superare questo ultimo periodo invernale, a scacciare freddo pioggia e neve, a coccolarci con una cosa dolce, che ci raddrizzi la giornata.

E cosa c'è di meglio del CIOCCOLATO?



Le ricette che vi proponiamo sono tratte da Book of Great Chocolate Dessert di Maida Heatter, The "Queen of Desserts" per il New York Time. Nata nel 1919, proprietaria di un piccolo ristorante, venne notata dal responsabile food del New York Times, per cui pubblicò molte ricette riguardanti i dolci. 


Nella sua lunghissima vita scrisse moltissimi libri sull'argomento, diventando una leggenda. Questo libro, monografia sui dolci al cioccolato, è una riedizione che fece lei, di ricette vintage rivisitate.

Da oggi potete trovare molte delle sue ricette provate da noi! QUI su MTChallenge trovate l'elenco delle ricette con i link diretti.

Questa torta che ho scelto è assolutamente squisita, perfetta per una corroborante merenda, vi darà sicuramente le energie per superare una fredda e ventosa giornata invernale. 

Maida la presenta così:
“Questo dolce ha vinto il primo premio in diverse fiere di contea in Colorado e California. È un semplice e meraviglioso plumcake al cioccolato, pieno di frutta secca, noci e gocce di cioccolato, quasi una fruit cake, ma non così dolce. È facile da incartare e può essere un regalo meraviglioso” (cit.Autrice)


PLUMCAKE BUENA VISTA
Buena Vista Loaf Cake

 


Per 1 plumcake – stampo da 23x13x8 cm

220 g di farina 00 setacciata
½ cucchiaino di sale
1 cucchiaino di bicarbonato di sodio
1 cucchiaino di cannella
25 g di cacao amaro in polvere (preferibilmente olandese)
120 g di burro morbido
1 cucchiaino di estratto di vaniglia
1 cucchiaino di caffè espresso solubile in polvere (se granulare ridurlo in polvere)
170 g di zucchero semolato *(vedi note)
2 uova grandi
120 ml di latte
200 g di datteri denocciolati e tagliati a metà *(vedi note)
80 g di uvetta
200 g di noci e/o noci pecan a metà o a pezzi grandi *(vedi note)
150 g di gocce di cioccolato fondente *(vedi note)

Mettete la griglia a un terzo dal fondo del forno e preriscaldate il forno a 175 °C.

Imburrate uno stampo da plumcake da 23x13x8 cm e spolveratelo con pangrattato fine.

Setacciate insieme la farina, il sale, il bicarbonato, la cannella e il cacao e mettere da parte.

In una grande ciotola (o in planetaria) montate il burro. Aggiungete la vaniglia, il caffè solubile e lo zucchero e sbattete per amalgamare bene. Sempre sbattendo con le fruste, inserite le uova una alla volta, facendole assorbire bene.

A bassa velocità aggiungete circa metà degli ingredienti secchi setacciati, raschiando la ciotola con una spatola di gomma e sbattendo solo fino a quando non sono incorporati. Quindi aggiungete gradualmente il latte e infine gli ingredienti secchi rimanenti, raschiando di nuovo la ciotola e sbattendo solo fino a quando non sono incorporati. 

Ora lasciate le fruste e, utilizzando un cucchiaio, aggiungete i datteri, mescolate bene, quindi aggiungete uvetta, noci e gocce di cioccolato. Versate nella teglia preparata e lisciate la superficie.

Cuocete per circa 1 ora e mezza o fino a quando uno stuzzicadenti inserito al centro non esce pulito e asciutto. Se colorisce troppo coprite con un foglio di alluminio.

Lasciate riposare la torta nella teglia per circa 10 minuti, quindi estraetela dalla teglia, appoggiatela su una griglia e lasciatela raffreddare. Potete servirla così come è, oppure spolverata di zucchero a velo o accompagnata con panna montata, se desiderate.

La crosta sarà molto croccante, tagliate con un coltello seghettato.

Note:
Zucchero: non amo le cose troppo dolci, ho ridotto la dose a 150 g
Datteri: i miei erano molto secchi, ne ho messi solo 150 g poi tenuti in acqua calda 10 minuti
Noci: ne ho messe solo 150 g, avevo solo quelle!
Gocce di cioccolato: ho ridotto la dose a 100 g, mi sembravano davvero tantissime.

Comunque è un dolce ricchissimo di frutta secca, molto compatto e nutriente, se ne mangia un cubetto. Ne escono una dozzina di fette spesse circa 1 cm.



 Questa ricetta contribuisce al Club del 27 di MTChallenge


TESSERA N:19

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mercoledì 27 marzo 2024

SARDE A BECCAFICO PER IL CLUB DEL 27 - DA

di Vittoria

La primavera è arrivata e giorno dopo giorno ci avviciniamo all’estate. Il caldo non è ancora arrivato, ma non tarderà e inizia la stagione di abbondante pesca del pesce azzurro. Unico obbligo è di consumarlo freschissimo perché si deteriora molto in fretta.



Lucidi e saporiti sgombri da fare in agrodolce o in umido, guizzanti acciughe da marinare o friggere e le sarde, pesce alquanto snobbato, ma davvero delizioso. Spesso fatto alla griglia, in Sicilia viene usato per un delizioso sugo per la pasta oppure per un piatto davvero scenico. Una delizia da portare in tavola quando sia hanno ospiti che rimarranno immancabilmente a bocca aperta. 
Parliamo delle SARDE A BECCAFICO.



Siamo a fine mese e questa volta il Club del 27 di MTChallenge ha scelto di portarvi in Sicilia, ma con gli occhi di un’americana.
 



Kate Winslow ha scritto “
Coming Home to Sicily: Seasonal harvest and cooking from Case Vecchie" a 4 mani con Fabrizia Lanza. E' il seguito di The food of Sicily, ricette quindi di casa Lanza passate di generazione in generazione e rielaborate per il pubblico americano. Un nuovo punto di vista sui classici siciliani!!!!

Noi del Club del 27 ne abbiamo provate parecchie, con grande soddisfazione. Potete trovarle tutte da provare sulla pagina di MTChallenge 

 

SARDE A BECCAFICO
Sardines Stuffed with Breadcrumbs and Currants


 

Per 6 persone 

60 ml di olio extravergine d'oliva, più altro per condire
1 cipolla rossa piccola tritata molto finemente
60 g di pangrattato secco non stagionato
40 g di (ribes essiccato) uvetta corinto
40 g di pinoli
5 g di prezzemolo fresco tritato finemente
5 g di foglie di menta fresca tritate finemente
Succo di 1 limone, più ½ limone, tagliato a fettine molto sottili
Sale marino fino e pepe nero
900 g di sarde piccole molto fresche, private di testa e lisca, aperte a libro
½ arancia tagliata a fettine molto sottili
12 foglie di alloro fresche 

Scaldate l'olio d'oliva in una padella piccola con la cipolla e cuocete a fuoco medio fino a quando sarà appena dorata, circa 5 minuti. Aggiungete il pangrattato e cuocete fino a tostarlo, circa 2 minuti. Incorporate l’uvetta, i pinoli, il prezzemolo e la menta. Togliete dal fuoco. Aggiungete il succo di limone, sale e pepe a piacere, mescolate bene e lasciate raffreddare.

Preriscaldare il forno a 180°C.

Asciugate le sardine con carta da cucina. 

Oliate leggermente una pirofila in ceramica.

Appoggiate una sardina su una superficie di lavoro con la pelle rivolta verso il basso e la coda rivolta lontano da voi. Mettete circa 1 cucchiaino e mezzo di ripieno sul terzo inferiore della sarda, quindi arrotolatela. Ripetete l'operazione con le restanti sarde e il ripieno. 

Allineate nella pirofila le sarde con la coda rivolta verso l'alto, tutte nella stessa direzione e vicine tra loro. Inseritre le fette di limone e arancia e le foglie di alloro tra le sarde in modo decorativo e irrorate con olio d'oliva. 

Cuocete fino a quando saranno teneri, da 15 a 20 minuti. Servite caldo o a temperatura ambiente.




 Questa ricetta contribuisce al Club del 27 di MTChallenge


TESSERA N:19

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giovedì 2 febbraio 2023

SODA BREAD ALL'UVETTA E VINO ROSSO DA BAKING WITH FORTITUDE DI DEEE RETTALI

Di Vittoria

Questa settimana su @cook_my_book è tutta dedicata a pani e dolci realizzati da un'artigiana irlandese Dee Rettali, nella sua bakery Fortitude Bakehouse a Londra. 





Dee Rettali ci racconta tutto questo nelle 90 ricette di Baking with Fortitude, il libro di questa settimana. 

I suoi prodotti sono tutti speciali, realizzati con tecniche innovative e ingredienti particolari. Una delle sue passioni sono le fermentazioni degli impasti (fino a tre giorni in frigorifero) che donano profumi e consistenze speciali ai prodotti. 
Le sue radici sia irlandesi che marocchine le hanno ispirato accostamenti di ingredienti e sapori davvero unici




Il soda bread è il pane tipico irlandese, privo di lievito madre o di birra, impastato con latticello, yogurt o latte fermentato e bicarbonato, che produce una sorta di lievitazione immediata, durante la cottura. La consistenza è completamente diversa dal pane come lo conosciamo, ma i profumi sono davvero particolari. Sembra facile da fare, ma la crescita dell'impasto è affidata unicamente al bicarbonato, durante la cottura e l'effetto mattoncino è dietro l'angolo. Per questo l'autrice mette una cura particolare nel descrivere tutto il procedimento per una riuscita perfetta. 

Questa versione ha nell'impasto l'uvetta e il vino rosso, che donano ulteriori aromi molto interessanti; riporto testualmente la descrizione dell'autrice.

Faccio il soda bread, in contrasto con i pani lievitati con lievito di birra o lievito madre, perché sono cresciuta mangiandolo tutti i giorni. Mia nonna preparava il più meraviglioso soda bread usando il latte lasciato inacidire e lo cuoceva in una pesante pentola nera che pendeva sopra il focolare. Il latte acido produceva un intruglio forte dal cui odore scappavo, ma non l’ho mai collegato al delizioso pane, burro e marmellata serviti al tavolo della cucina ogni giorno alle 16:00 con tazze di porcellana piene di tè forte. Il pane aveva un sapore affumicato e aspro, ma mio nonno lo chiamava torta dolce o torta di ribes se vi si aggiungeva una manciata di frutta secca. Per il mio soda bread, utilizzo una miscela di latticello e yogurt vivo. Mi piace usare lo yogurt vivo probiotico perché è acido, morbido e molto salutare. Dà anche al mio soda bread una mollica davvero morbida perché lo yogurt reagisce meglio con la soda rispetto al latte o al latticello. Tutti commentano quanto sia morbido e soffice il mio soda bread al Fortitude.

Qui, il vino rosso aggiunge acidità alla frutta secca, che necessita di una notte di ammollo prima della cottura. Questa pagnotta è meravigliosa servita con formaggio, oppure tostata e mangiata con paté, terrina o rillettes e un contorno di burro salato e fermentato.(Cit. Autore)


SODA BREAD ALL'UVETTA E VINO ROSSO
Red wine-soaked raisin soda bread

 


Per 1 pagnotta rotonda da 500 g 

500 g di farina bianca 00 biologica
1½ cucchiaino di bicarbonato di sodio
1 cucchiaino di sale fino
100 ml di latticello*
150 g di yogurt naturale con fermenti vivi
150 g di uvetta sultanina
150 ml di vino rosso naturale non troppo tannico

Mettete l'uvetta in una ciotola e bagnatela con il vino rosso. Lasciare in ammollo per una notte.

Quando siete pronti per infornare, preparate l'impasto del soda bread

Preriscaldate il forno a 220°C, 200°C ventilato

Setacciate insieme la farina, il bicarbonato di sodio e il sale in una ciotola capiente. Fate un buco al centro e aggiungete il latticello, lo yogurt e l'uvetta con il vino di ammollo. (l'impasto assumerà un color malva, tipico del vino)
Mescolate tutti gli ingredienti fino a quando non sono appena amalgamati, ma non mescolate troppo: se lavorate troppo, l'impasto del soda bread diventa simile a un budino e il pane non lievita. 
L'impasto deve essere morbido, non troppo umido e solo un po' appiccicoso.

Formate e cuocete la pagnotta.
Quando l'impasto si è complattato, posizionatelo su una teglia infarinata e date una forma rotonda con spessore circa 5 cm. Incidete la tradizionale forma a croce nel pane, tagliando abbastanza in profondità - a circa 1 cm dal fondo - in modo che la pagnotta mantenga la forma a croce durante la cottura. Spolverate leggermente con la farina.

Cuocete per 35-40 minuti o fino a quando il pane suona vuoto, come un tamburo, quando picchiettato sulla base.

Se conservato in un contenitore ermetico, questo soda bread si conserva per 2 giorni. Se tostato, otterrai un altro giorno di utilizzo.


*Note:
-Se impastate un soda bread senza vino, portate la dose di latticello a 250 ml
-Al posto del latticello e yogurt ho utilizzato 400 ml di kefir casalingo, ricco di fermenti vivi



Questa Ricetta fa parte del progetto Cook_My_Books


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martedì 22 novembre 2022

DEVONSHIRE WHITE-POT DA PRIDE & PUDDING DI REGULA YSEWIJN

 di Vittoria

Avendo radici anglosassoni, i pudding hanno sempre fatto parte della cucina di casa mia e proprio il dolce di pane era uno dei preferiti di mia mamma. poteva essere solo pane e crema, oppure avere le mele o l'uvetta, ma affondare il cucchiaio in quel composto soffice, burroso, caramellato e cremoso era una festa.

Quando ho avuto in mano il libro protagonista di questa settimana di
 Cook_my_books, Pride&Pudding di Regula Ysewijn @missfoodwisenon ho avuto dubbi su cosa avrei preparato



Pride&Pudding, celebra uno dei pilastri della cucina anglosassone, il pudding (che è ben di più del nostro budino), ma 
non è "solo" un bel libro di cucina; è, prima di tutto, un approfondita rassegna storica sull'origine e l'evoluzione di uno dei pilastri della tradizione britannica tutta, quel pudding che ha segnato gran parte della storia della Gran Bretagna, ora come occasione per celebrare, ora come risorsa per nutrire con poco.

Ci avviciniamo a grandi passi a Natale e domenica scorsa, in tutti i paesi di cultura anglosassone, era lo "Stir up Sunday", cioè il giorno in cui si inizia a preparare il Christmas pudding, simbolo del Natale anglosassone per eccellenza, ma non ho avuto dubbi su cosa scegliere. Il tanto amato budino di pane, che per me fa tanto casa, calore, famiglia e cucinandolo, mi è sembrato di tornare bambina.



L'autrice introduce ogni ricetta con una parte di ricerca storica davvero interessante. Qui troviamo l'origine di questo classico dolce inglese, di cui si trovano notizie già alla metà del 1600.

XVII secolo
Le ricette per le white pot compaiono nella maggior parte dei libri di cucina del diciassettesimo e diciottesimo secolo. "Pot" significava budino in dialetto del Devon ma, dopo un po', il budino divenne anche collegato al nome del Devon. Gervase Markham "menziona, nel suo libro dell'inizio del diciassettesimo secolo The English Huswife, che le pot sono budini nel West Country. Un white-pot del Devonshire è un budino di pane dolce e burroso, anche se a volte viene usato il riso, con crema pasticcera e stratificato con uvetta o altra frutta secca. Di solito è aromatizzato con zucchero e leggermente speziato con noce moscata e talvolta macis. Il pane veniva usato a fette o come pangrattato. Alcune ricette prevedono di mettere in ammollo il pane e poi di sbatterlo con il composto di uova e panna mentre altre dicono di adagiare il pane nella bacinella e versarvi sopra il composto di uova e panna. Un'altra versione ancora è realizzata facendo strati di pane, frutta e spezie, e poi ricoprendola con il composto di uova e panna.
“Per fare un white pot del Devonshire. Prendi una pinta di panna e mescolaci dentro quattro uova, e metti un po' di sale e un po' di noce moscata a fette, e condiscila con zucchero, qualcosa di dolce; poi prendi circa una pagnotta di pane raffinato, tagliata molto sottile, e mettila in un piatto che la contenga, versandovi la crema e le uova; poi aggiungi una manciata di uva passa che sia stata bollita e un po' di burro dolce, quindi cuocilo in forno. WM, The Compleat Cook, 1658”

Il libro del diciottesimo secolo, The Ladies Companion (1743), ha un capitolo sulle white pot: è minuscolo, con solo due ricette, ma a quanto pare l'autore ha ritenuto abbastanza importante mettere queste due ricette sotto un titolo separato. Una white pot è fatta con una base di pasta sfoglia, mentre l'altra è fatta con il riso.

Un'altra versione di white pot viene dallo Yorkshire. Metti uno strato di pane nella bacinella, poi aggiungi le fette di mela tagliate sottilmente, uno strato di spezie e uvetta, poi di nuovo il pane fino a riempire la bacinella, quindi versaci sopra il composto di uova e panna. Questa era una ricetta originaria del 1769, data da May Byron nel suo favoloso libro, Pot-luck (1932), una raccolta di ricette regionali della Gran Bretagna. Purtroppo, non menziona le fonti delle sue ricette, solo che provengono da manoscritti di famiglia, quindi è difficile rintracciare gli originali. Questo budino è ottimo con pane raffermo di un giorno; non completamente raffermo, ma non freschissimo.

Preferite cucinare sul fuoco di legna? Usate il metodo del forno olandese*:

Posizionate la bacinella del budino su un sottopentola, sul fondo del forno olandese e coprite con il coperchio. Accendete le braci e lasciale diventare grigie, quindi posizionate il forno su un sottopentola sopra le braci e mettete un po' di braci sul coperchio del forno olandese. Potete usare un barbecue per questo: basta posizionare la piastra del grill vicino alla brace e posizionare sopra il forno olandese. Siccome il fuoco è imprevedibile non posso darvi un tempo di cottura preciso, ma controllate dopo 30 minuti: se il budino non è già ben cotto, le braci non sono abbastanza calde e dovrai aggiungerne di nuove. Usa la tua intuizione per questo.

*Il forno olandese è una pentola in ghisa a fondo spesso e  bordi alti, fornita di coperchio pesante;puo essere usata in forno, sul fornello (con spargi fiamma) o sulle braci del fuoco a legna.


DEVONSHIRE WHITE-POT
Budino dolce di pane del Devon

 


Per 8-10 persone – stampo/ciotola da pudding da 16 cm (6¼ pollici/n. 36)

100 g circa di burro ammorbidito, per spalmare il pane e ungere lo stampo
500 ml di panna da montare (17 fl oz/2 tazze)
½ cucchiaino di noce moscata grattugiata fresca
1 pizzico di sale
2 uova grandi
1 tuorlo d'uovo grande
40 g (1½ oz) di zucchero non raffinato tipo demerara
500 g circa di pane bianco (il pan brioche raffermo è perfetto) a fette
100 g di uvetta sultanina o ribes essicato, ammollata in acqua o rum 

Preriscaldate il forno a 140°C (275°F). Ungete abbondantemente la ciotola del budino con il burro.
Mettete la panna in una casseruola media con la noce moscata e il sale, portate a ebollizione, quindi togliere dal fuoco e lasciare riposare per un minuto o due. In una ciotola sbattete le uova e il tuorlo con lo zucchero, poi aggiungete poco per volta la panna tiepida, sempre sbattendo, fino a ottenere un composto liscio, come per la crema pasticcera. Fate raffreddare leggermente il composto, mentre togliete la crosta alle fette di pane e le imburrate da un solo lato.

Iniziate la stratificazione del budino: mettete sul fondo della ciotola la prima fetta di pane, con il burro rivolto verso il basso, quindi aggiungete uno strato di ribes o uvetta, seguito da uno strato di pane fino a riempire a metà la ciotola.

Ora versate metà della crema e continuate a fare strati di pane e frutta fino a riempire quasi completamente la ciotola, lasciando spazio per un ultimo strato di pane. Versate la restante crema premendo un poco per farla assorbire bene dal pane. Potrebbe risultare eccessiva, ma aspettate qualche minuto e probabilmente ne dovrete aggiungere ancora un po’.

Adagiate infine l'ultimo strato di pane, lasciando un piccolo foro per la fuoriuscita del vapore. Mettete la ciotola del budino nel forno olandese (o in una pentola in ghisa), distanziandola dal fondo con un sottopentola, e chiudete con il coperchio.

Cuocete nella parte centrale del forno (o sulle braci) per 30-40 minuti fino a quando il pane diventa di un bel colore dorato, un po’ caramellato. Servitelo semplice, con gelato alla vaniglia o con clotted cream, che è sempre vincente.

Note:
-In mancanza del forno olandese o di una pentola in ghisa abbastanza profonda per contenere il budino, potete utilizzare una pentola a fondo spesso e adatta al forno, sistemare sul fondo uno spagifiamma e due dita di acqua bollente, poi sistemate il vostro budino che avrete ben coperto con carta da forno doppia e ben fissata con lo spago al bordo della ciotola. Ricordatevi di fare una piccola apertura al centro per lasciare fuoriuscire il vapore.

-Il budino a fine cottura sarà bello caramellato in superficie, ma una volta girato sul piatto, risulterà pallido. vi consiglio di cospargerlo con poco zucchero e rimetterlo in forno sotto il grill per farlo ben colorire. Utilizzate quindi un piatto che sopporti il calore, anche se indiretto.

 Questa Ricetta fa parte del progetto Cook_My_Books


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mercoledì 27 novembre 2019

IL MIO CAKE AI DATTERI, BANANE, NOCI E RUM PER IL CLUB DEL 27

Di Vittoria





Eccoci al consueto appuntamento mensile con il Club del 27




Questo mese vi parliamo di Polenta, ma non la solita pietanza accompagnata da sughi e formaggi, bensì dei golosissimi dolci, tutti realizzati con la polenta.
In genere si usa farina di polenta macinata fina (polenta fioretto) o finissima (polenta fumetto)
Usando la farina di polenta macinata grossa (polenta bramata), i vostri dolci saranno più rustici e sempre deliziosi.


Oggi su MTChallenge trovate tante dolcissime ricette provate per voi 



Io vi propongo un cake gustosissimo, addolcito con i datteri, privo di grassi e perfetto se avete da smaltire qualche albume o qualche banana un po' troppo matura.
Ho usato una farina integrale di mais "Formenton" otto file Rosso macinata a pietra acquistata in Garfagnana, molto rustica e gustosa.

CAKE AI DATTERI, BANANA E RUM

250 g di datteri
1 banana grande o 2 piccole, circa 150 g
100 g di noci pecan, 12 lasciate intere, il resto tritate grossolanamente
100 g di uvetta sultanina
100 g di uvetta sultanina chiara
100 g di polenta fine
2 cucchiaini di spezie miste* 
2 cucchiaini di lievito in polvere
3 cucchiai di rum scuro
2 albumi d'uovo
qualche chip di banana e 1 cucchiaino di zucchero (opzionale), per decorare

Riscaldate il forno a 180 °C, ventilato 160 °C. 
Rivestite una teglia da plum cake da 1lt con carta da forno, usando un po' di olio per farla aderire allo stampo. 
Snocciolate i datteri, metteteli in un pentolino con 200 ml di acqua bollente e fate sobollire per 5 minuti. 
Scolateli, conservate il liquido e mettete i datteri in un robot da cucina. 
Aggiungete le banane più 100 ml del liquido di cottura e frullate fino a quando il composto sarà liscio. 
Mescolate le noci tritate, uvette, polenta, spezie e lievito in una ciotola, quindi aggiungete la purea di datteri e il rum e mescolate fino ad ottenere un composto omogeneo. 
Montate gli albumi e aggiungeteli nella miscela in 2 o 3 volte, mescolando delicatamente. 
Versate nella forma, che risulterà abbastanza piena, e decorate con le noci pecan intere, le chips di banana e lo zucchero, se lo usate. 
Cuocete per 1 ora fino a quando non diventerà dorato e croccante e uno spiedino infilzato al centro, uscirà pulito. 
Lasciate raffreddare completamente prima di tagliare a fette.



*Tipica miscela di spezie utilizzata per dolci:
1 cucchiaio di pimento macinato
1 cucchiaio di cannella in polvere
1 cucchiaio di noce moscata macinata 
1 cucchiaino di chiodi di garofano macinati
1 cucchiaino di coriandolo in polvere
1 cucchiaino di zenzero macinato
Mescolare bene tutte le spezie e conservare in un barattolo sigillato lontano dalla luce.















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domenica 11 gennaio 2015

Barrette alla frutta

Ho deciso di iniziare l'anno in leggerezza....e non mi sto riferendo alle abbuffate delle feste!
Si fanno buoni propositi, magari non riusciamo a realizzarli, ma ci voglio provare!
Vorrei un anno SENZA!!!
Senza vecchie illusioni e speranze inutili
Senza  aspettare che il tempo passi, ora faccio progetti per me!
Senza più rincorrere nessuno
Senza pretendere di riuscire a fare sempre tutto alla perfezione...so accettare i miei limiti
Senza paura di essere sbagliata, inadeguata, fuori posto....ora so quel'è il mio posto nel mondo e chi voglio essere.... e sarò me stessa alla grande!
Senza sogni irraggiungibili....che si, dicono di puntare sempre in alto e mal che vada avrai gironzolato tra le stelle....ma le stelle preferisco guardarmele comodamente qui, mentre lavoro per realizzare un sogno che dipende solo da me e da nessun altro!
Senza pacchi di fazzoletti per asciugare lacrime se non di felicità
Senza passare troppo tempo lontano dalle mie streghe Miri, Bea, Vitto, Nadia e Ila
Senza perdere un'occasione per ridere e cantare e ballare ed essere spensierata!
Senza perdere una partita di calcio dei ragazzi 

E intanto inziamo anche senza glutine  e senza uova, ma con tanta, tantissima energia!


Barrette alla frutta - Paola
Ingredienti per 12 barrette:
150 gr di fiocchi d'avena
100 gr di corn flakes
10 albicocche secche
2 cucchiai di uvetta passa
40 gr di frutti rossi essiccati
2 cucchiai di semi di sesamo
1 cucchiaino di semi di lino
100 gr di miele millefiori
80 gr di burro
50 gr di zucchero di canna
2 cucchiai di brandy
1/2 cucchiaino di cannella
1 pizzico di sale

In una terrina mescolare tutti gli ingredienti secchi (tranne lo zucchero).
In un pentolino mettere il burro, il miele, lo zucchero e il brandy e portare dolcemente a ebollizione.
Quando tutto è ben sciolto e amalgamato, versare il composto sugli ingredienti secchi e mescolare bene. Versare il tutto in una teglia da 23x23 cm coperta di cartaforno. Con il dorso di un cucchiaio distribuire il composto nella teglia e schiacchiarlo per compattarlo il più possibile.
Passare in forno a 180 gradi per circa 10 minuti.
Lasciar raffreddare benissimo prima di tagliare in 12 barrette.
Avvolgere ogni barretta in un pezzo di cartaforno e avvolgerla con dello spago che tenga chiusa la confezione.


Sono ottime a colazione con un vasetto di yogurt o una spremuta.
Sono ideali per una pausa a metà mattina
Buonissime anche a merenda.
Buonissime sempre insomma!
Provatele e non vorrete più comprare quelle industriali!

Un abbraccio
Paola
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