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venerdì 1 novembre 2024

LE FLAR BRETON da MES FLANS PÂTISSIERS di JU CHAMALO

di Vittoria Traversa



Flan superclassico il Far Breton, nato in Bretagna, ma così buono e famoso da essere ormai un classico in tutta la Francia. L’originale è semplice, solo deliziose prugne secche, nascoste sotto una soffice e dolce coperta di latte-panna-zucchero-uova, ben caramellata in superficie.

le uniche variazioni sono dedicate al liquore, l’Armagnac, il Cognac, il Rum, oppure al flan pâtissiers di quest’oggi che rappresenta la versione pro dell’originale, il classico, racchiuso in uno sottile strato di Pate sablee con farina di mandorle. 
Questa e molte altre ricette incredibili le trovate in un libro tutto dedicato ai FLAN. 


Il libro di questa settimana p
er @cook_my_books è infatti "MES FLANS PÂTISSIERS 2" di Ju Chamalo @juchamalo 

Le proposte sono decine, una più golosa dell'altra, da realizzare semplici e rustiche, senza pasta, oppure racchiuse in uno degli impasti indicati dall'autore, a vostra scelta. 


LE FLAR BRETON

 


Gioco di parole dell’autore fra FLAN e FAR BRETON. Detto questo ecco la ricetta di questo meraviglioso classico francese arricchito dall'estro dello Chef.

L’autore propone diversi impasti per realizzare la “scatola” che conterrà il flan, io ho scelto la sua Pâte Sablée con farina di mandorle e il risultato è una pasta ben croccante e profumata.

E’ un dolce che richiede tempi di riposo e comporta passaggi fondamentali. Il giorno prima preparate la pasta, che deve riposare in frigorifero e il giorno successivo preparate la farcitura, montate la “scatola”, aggiungete la farcitura e via in forno. L’ultimo passaggio fondamentale è il riposo in frigorifero di almeno 6 ore, per ottenere una crema ben soda. Quindi pensateci per tempo e la pazienza sarà ampiamente premiata.

Consigli e suggerimenti dell’autore, Chef Ju Chamalo:

-   Utilizzate sempre ingredienti a temperatura ambiente.

-   Preparate tutti gli ingredienti necessari all'inizio.

-   Io utilizzo un coppapasta da 14 cm di diametro e 6 cm di altezza, oppure 16 cm di diametro e 4,5 cm di altezza, ben dimensionati con le dosi delle mie ricette. Detto questo, tutto è possibile, sta a voi adattare le dosi se desiderate un'altra dimensione di flan!

-  Non impastate con troppa energia nei passaggi per evitare che l’impasto diventi elastico.

-  Lasciate riposare l'impasto per almeno una notte in frigorifero, questo gli permetterà di diventare bello croccante.

-   Per realizzare la “scatola di pasta” utilizzo la tecnica della pressatura a strisce (esclusa la pasta sfoglia) Preferisco utilizzare un anello di acciaio posato su carta da forno o su un tappetino antiaderente per cottura, ma va bene anche una tortiera delle stesse misure, sarà solo un po’ più difficile estrarre il flan dalla tortiera.

Dopo aver steso la pasta alta circa 3- 4 mm, ritagliatene una striscia della stessa altezza del vostro cerchio e lunghezza pari alla circonferenza, quindi mettetela in congelatore mentre preparate la base. Ritagliate un disco di diametro leggermente più piccolo (circa 1 cm in meno) di quello del vostro anello/base della tortiera.

Imburrate l’anello e incollate lungo il bordo interno la striscia di pasta, poi inserite il disco al centro e saldate delicatamente il disco di pasta con la striscia. Semplice, vero? Con un po' di pratica e qualche tentativo, ci arriverete!

-   Suggerisco di utilizzare la polvere di mandorle per l'impasto dei dolci, ma divertitevi, provate con le nocciole in polvere, le noci pecan, pistacchi, tutto è possibile!

-   Anche dopo la notte di riposo in frigo, conservate l’impasto nel congelatore fino al momento di utilizzarlo, mentre preparate l’appareil del flan.

-   Aggiungete agli ingredienti dell'impasto 5 g di cacao in polvere se volete un impasto “al cioccolato”

-   Stendete l’impasto della striscia del bordo su un tappetino con disegni a rilievo o in silicone con impronte o rilievi per dare effetto ai vostri impasti.

-   Tirate fuori dal frigo il vostro flan 15 minuti prima di gustarlo, risulterà più liscio.

 


LA PÂTE SABLÉE

Preparazione: 20 minuti • Riposo: 12 ore • Cottura: con lo sformato

100 g di farina 0 o 00
20 g di farina di mandorle
50 g di zucchero semolato
50 g di burro
1 g di di sale
30 g di uova (circa mezzo uovo grande)
2 g di estratto di vaniglia (facoltativo)

Il giorno precedente, mescolate tutti gli ingredienti, tranne l'uovo e la vaniglia, per amalgamare il tutto, fino ad avere un composto sabbioso. Aggiungete l'uovo e la vaniglia e impastate velocemente. Formate un panetto, avvolgetelo nella pellicola e lasciatelo riposare per una notte in frigorifero. 

FARCIA, MONTAGGIO E COTTURA

Preparazione: 30 minuti • Riposo: da 4 a 6 ore • Cottura: 40 minuti

200 g di prugne secche snocciolate
90 g di uova intere
70 g di zucchero semolato
70 g di farina
450 g di latte intero
160 g di panna liquida (minimo 30% di grassi)
20 ml di rum 

Preparate le vostre prugne mettendole a bagno in acqua tiepida in modo che si gonfino e diventino morbide, mettetele da parte a temperatura ambiente mentre preparate il resto.

Sbattete le uova con lo zucchero fino a renderle bianche. Aggiungete la farina continuando a montare.

In una casseruola a fuoco medio, scaldate il latte fino a quando non arriva a ebollizione. Versate sopra la preparazione precedente, mescolate bene.

Versate nuovamente il tutto nella casseruola e cuocete la crema a fuoco medio finché non si sarà addensata, mescolando continuamente. Togliete dal fuoco, aggiungete la panna fredda e il rum, mescolate bene.

Mettete le prugne ben scolate sul fondo dell'impasto.

Date una mescolata alla crema per flan per renderla più morbida e versatela sulle prugne, livellando la superficie con una spatola. Cuocete per 40 minuti a 180°C.

Lasciate raffreddare per almeno 2 o 3 ore prima di rimuovere il cerchio, quindi mettete in frigorifero per 2 o 3 ore prima di gustarlo, ma tiratelo fuori dal frigo almeno 15 minuti prima di servirlo.




Questa Ricetta fa parte del progetto Cook_My_Books






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lunedì 13 novembre 2017

LA CIOCCOLATA MODICANA IN TAZZA PER IL CALENDARIO DEL CIBO ITALIANO

di Vittoria

Oggi, per il Calendario del cibo Italiano, festeggiamo la Giornata Nazionale della Cioccolata in Tazza con una carrellata di ricette italiane e non. 

Noi vi raccontiamo della particolarissima Cioccolata in Tazza Modicana




Sul sito del Calendario del Cibo Italiano, alla pagina di oggi dedicata alla CIOCCOLATA IN TAZZA, troverete tanti articoli, interviste e ricette di altri blogger, inoltre in rete troverete moltissime notizie seguendo l'hashtag #c52cioccolataintazza


Il cioccolato modicano si ottiene da una particolare lavorazione "a freddo" del cioccolato che esclude la fase del concaggio.
La massa di cacao, ottenuta dai semi tostati e macinati, e non privata del burro di cacao in essa contenuta, viene riscaldata per renderla fluida, ma a una temperatura mai superiore a 40 °C  e viene mescolata a zucchero semolato o di canna e spezie come cannellavanigliazenzero o peperoncino, oppure con scorze di limoni o arancia. Il cioccolato rimane comunque con elevate percentuali di massa di cacao, minimo 65%, anche nelle versioni "classiche" fino ad arrivare alle versioni purissime con 90% di massa di cacao.
Nella lavorazione a mano la massa veniva deposta su uno spianatoio a mezzaluna costruito interamente in pietra lavica e già riscaldato, e poi veniva amalgamata con uno speciale mattarello cilindrico di pietra,  fino alla raffinazione. In molti laboratori oggi queste fasi di lavorazione sono effettuate da più moderne temperatrici.
Il composto viene sempre mantenuto ad una temperatura massima di 35-40 °C che non fa sciogliere i cristalli di zucchero che rimangono integri all'interno della pasta. Ancora pastoso, viene versato in apposite formelle di latta a forma rettangolare che vengono battute sia perché abbia, una volta solidificato e freddo, la forma del suo contenitore sia per far venire in superficie eventuali bolle di aria e rendere il prodotto compatto. La barretta di cioccolato ottenuta è lucida con delle scanalature, a volte più opaca, ha un colore nero scuro con riflessi bruni, una consistenza granulosa e un po' grezza.

La forza del prodotto consiste nella semplicità della lavorazione, nella masticazione granulosa e friabile grazie sia alla mancanza della fase di concaggio che allo zucchero che si presenta in cristalli, e nell'assenza di sostanze estranee (grassi vegetali, latte, lecitina di soia).



LA CIOCCOLATA IN TAZZA MODICANA
ispirata a una ricetta della Antica Dolceria Bonajuto
QUI trovate anche un filmato sulla preparazione con il loro prodotto già pronto in polvere, io l'ho riprodotto partendo dalla cioccolata in tavoletta.
L'uso della farina di carrube come addensante è tipico del modicano dove è fiorente la coltivazione del carrubo e la produzione di farina e addensanti per l'industria dolciaria.

per 2 tazze piccole di cioccolata calda
120 g latte intero
40 g di cioccolata modicana pestata
1 cucchiaino da caffè colmo di farina di carrube
sciogliete la farina di carrube nel latte, aggiungete il cioccolato pestato e mettete su fuoco moderato mescolando sempre finchè il cioccolato sarà completamente sciolto e il composto addensato. Ci vorranno pochissimi minuti e deve solo diventare cremosa.
Servire bollente con biscottini, naturalmente modicani!



Fonti
https://it.wikipedia.org/wiki/Cioccolato_modicano
https://www.bonajuto.it
Libri:
G.Portelli, C.Severi, Il gusto e i sapori - sulle tracce della cucina di Scicli, ed Coop


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mercoledì 25 ottobre 2017

I CHNEFFLÈNE GRESSONARI PER IL CALENDARIO DEL CIBO ITALIANO

di Vittoria

Oggi, per il Calendario del cibo Italiano, festeggiamo la Giornata Nazionale della Pasta con un bel giro d'Italia della pasta. 
io ho scelto la Valle D'Aosta proponendovi un piatto molto particolare, tipico della vallata di Gressoney, di cultura Walser, I CHNEFFLÈNE, piccoli gnocchetti di farina e latte che tradizionalmente venivano conditi con cipolla rosolata nel burro fuso e ora invece vengono proposti con la fonduta. 






Sul sito del Calendario del Cibo Italiano, alla pagina di oggi dedicata alla PASTA, troverete tanti articoli, interviste e ricette di altri blogger, inoltre in rete troverete moltissime notizie seguendo l'hashtag #c52pasta



La cucina valdostana è poverissima di piatti di pasta di semola di grano duro, che era poco comune, sostituita principalmente dalla onnipresente polenta. La farina bianca di frumento era quasi inesistente, anche il pane veniva fatto con farine di altri cereali più adatti alla coltivazione di alta quota ed è probabile che anche questi gnocchetti, o bottoncini di pastella, alle origini fossero fatti con farine diverse, adatte al clima e all'altitudine, in particolare la segale.

Riguardo alla nascita dei chnefflene non ho trovato cenni storici, ma le tradizioni alemanne della popolazione mi hanno subito fatto collegare questi gnocchetti agli spatzle o meglio ai knopfle tradizionali tedeschi e diffusi anche in austria e tirolo. La ricetta è praticamente identica con poche varianti

Per la ricetta tradizionale mi sono servita di un bellissimo libro Cultura dell'Alimentazione a Gressoney, curato dal Centro Studi e Cultura Walser, che ha raccolto testimonianze e ricette locali.




CHNEFFLENE  DI GRESSONEY

Ingredienti 
per 4 persone
500 g di farina
1/2 lt di latte intero tiepido
2 uova 
sale

per condire:
1 cipolla bianca grossa
burro abbondante
toma di alpeggio semistagionata








Mescolate tutti gli ingredienti dei gnocchetti fino ad ottenere una pastella molle.
Lavoratela a lungo battendola con la frusta finchè farà delle bollicine. 
Fate riposare mezz'ora.
A questo punto vi servirà l'apposito attrezzo per gli spatzle oppure lo schiacciapatate. 
Scaldate 3 litri di acqua e mantenetela a leggero bollore.
Riempite il contenitore con la pastella che comincerà a colare nell'acqua. Con la lama di un coltello tagliate la pasta che cola in modo da far cadere i pezzetti di impasto nell'acqua. Con l'attrezzo apposito basta muovere la slitta. 
Man mano che vengono a galla scolateli e teneteli da parte mescolandoli con poco olio.

Riducete la cipolla a pezzetti non troppo piccoli e fatela saltare nel burro. Deve ammorbidirsi e colorire leggermente, ma senza bruciare. Salate e portate a cottura aggiungendo poca acqua che farete evaporare.

Saltate in padella i gnocchetti con la cipolla e fate insaporire qualche minuto. 
Servite caldissimi cospargendo la superficie di abbondante toma grattugiata grossolanamente.

La cipolla rosolata in abbondante burro è il condimento più antico e semplice, oggi nei ristoranti di Gressoney
servono i chnefflene con la fonduta che a mio avviso rende il piatto troppo pesante e pastoso, io ho inserito il formaggio solamente sopra in modo da aggiungere sapore senza appesantire il condimento.
Alcuni aggiungono alla cipolla pezzettini di speck.



Fonti:
https://it.wikipedia.org/wiki/Sp%C3%A4tzle
http://www.centroculturalewalser.com/

Chi sono i Walser?
http://www.comune.issime.ao.it/losportellolinguistico_1_0_517.aspx




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giovedì 27 aprile 2017

IL MIO RIZ BI'HALIB PER IL CLUB DEL 27

di Vittoria



Oggi nuovo appuntamento con Il Club del 27 dove più di 80 blogger vi proporranno la loro interpretazione di ricette pubblicate precedentemente per la rubrica Il Tema del Mese legato a ogni sfida MTChallenge


Per questo 27 Aprile vi riproponiamo ricette di RISO, Tema del Mese della Sfida 41, di settembre 2014,

Sulla pagina di MTChallenge trovate tutti i link alle ricette riproposte dalle altre blogger 


Adoro il riso in tutti i modi e lo preferisco salato, mentre mio marito stravede per il risolatte che sua mamma gli faceva spesso. Quale migliore occasione per fargli provare un sapore nuovo?
Il risolatte è una ricetta comune a moltissimi paesi e proprio in occasione della sfida sul riso Simonetta Nepi del blog Glu-Fri, con un bellissimo articolo ci ha fatto fare il giro del mondo del risolatte
Ho scelto questa ricetta dal sapore molto particolare per la presenza di un ingrediente inusuale, la Mastika, in italiano Mastice, una resina ricavata dalla pianta del lentisco. L'estate scorsa a Rodi acquistai i granuli di resina e questa è l'occasione per utilizzarli.

Dall'articolo di Simonetta Nepi:
Riso? Quanto ne volete. Latte da solo? Neanche a parlarne. Se volete il riso con il latte, d’accordo, lo preparo subito” Questa frase e nei ricordi di Salah Jamal autore di questo delizioso libretto edito in Italia da Guido Tommasi e tradotto come Sapori Arabi. Il ricordo si riferisce alla penuria di latte tra gli anni ’50 e ’60 in Palestina per cui il latte era un lusso e quindi le madri risolvevano l’esigenza integrandolo con il riso e offrendo così un piatto sostanzioso ai propri bambini.


In questo caso il riso viene lavato prima e poi come nella ricetta greca fatto cuocere in acqua. Le unità di misura sono in bicchieri: prendete un bicchiere e riempitelo con gli ingredienti: quello sarà la vostra bilancia.
Leggete la ricetta: scoprirete aromi e profumi completamente diversi.




RIZ BI'HALIB

Ingredienti

      8 bicchieri di latte
      1 bicchiere di riso (in genere è un riso a grani corti)
      1 bicchiere di zucchero
      1/2 cucchiaino di mistaka (resina, da ridurre in polvere con un cucchiaio di zucchero) (facoltativo, ma la trovate nei negozi di cibo etnico)
      1/3 bicchiere di acqua di fiori di arancio
      Cannella in polvere
      Miele (facoltativo)
      Pistacchi (facoltativo)
Lavate il riso e lasciatelo in ammollo per un’ora in acqua calda.
Scolatelo a cuocere in una pentola con 1 bicchiere d’acqua a fuoco medio per 10 minuti.
Aggiungete il latte e abbassate la fiamma e mescolate costantemente per 45 minuti. Unite lo zucchero e proseguite la cottura mescolando.
Versate la mistaka e continuate a mescolare per 5 minuti. Aggiungete l’acqua di fiori di arancio e mescolate ancora per un paio di minuti.
Togliete la pentola dal fuoco, versate il riso nelle ciotole e mettetelo in frigorifero per 3 ore.
Servitelo freddo e se volete irrorare la superficie di miele e spolverate un trito di pistacchi, o altra frutta secca.









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giovedì 25 febbraio 2016

MTC 54: BIGNÈ CON BACCALÀ CREMOSO AL CARAMELLO DOLCEFORTE

di Vittoria


Eccomi all'ultimo minuto con la mia proposta per la sfida di febbraio dell'MTC, ormai un appuntamento a cui non voglio mancare anche se stavolta è stato veramente difficile. Diciamo che non è un periodo sereno e la concentrazione per fare qualcosa di buono mi è mancata giorno dopo giorno fino ad arrivare all'ultimo giorno. Ho fatto almeno 3 o 4 ricette con mieli diversi, tutte buone, ma nessuna che fosse abbastanza interessante. L'idea finalmente è arrivata ieri, organizzata e realizzata di fretta. 
Sono profondamente grata a Michael ed Eleonora di Burro e Miele per la loro scelta di una sfida sul miele che si è rivelata interessantissima.
Io lo sapevo che avrebbero tirato fuori qualcosa di specialissimo, infatti nessuno si aspettava una sfida su un ingrediente specifico.
Diciamo che ci siamo rimasti tutti come dei baccalà


e quindi baccalà sia!




Mi ero preparata un sacco di cose da dire e raccontare sul miele che adoro, ma i pensieri mi impediscono di mettere a fuoco alcunchè, quindi beccatevi la ricetta che mi è proprio piaciuta tanto.


BIGNÈ CON BACCALÀ CREMOSO AL CARAMELLO DOLCEFORTE

I bignè  (ricetta dal libro “La scienza della pasticceria, la chimica del bignè” di Dario Bressanini)
160 g di farina per pane
250 g di acqua
100 g di burro
4 uova medie
3 g di sale



In una pentola scaldate acqua, burro e sale portandoli a bollore vigoroso in modo da disperdere il burro nell’acqua. Appena bolle forte aggiungete la farina tutta insieme e mescolate con un cucchiaio di legno per circa un minuto finchè no si formerà una pasta densa. Abbassate il fuoco e lavorate la pasta per qualche altro minuto finchè non sarà più appiccicosa e si staccherà dalle pareti formando una palla.
Trasferite la pasta nella ciotola dell’impastatore e lavorate piano per farla raffreddare sotto i 60° cioè sotto la temperatura di cottura delle uova.
Intanto in una ciotola battete le uova incorporando un po’ di aria. Quando l’impasto sarà abbastanza freddo cominciate ad aggiungere le uova in tre o quattro riprese mescolando lentamente incorporando aria all’impasto che deve essere cremoso e abbastanza sostenuto da mantenere la forma quando si estrae dalla sac a poche.
Mettete l’impasto in sac a poche con bocchetta liscia da un centimetro e depositate dei mucchietti da circa 4 centimetri di diametro su una teglia coperta di carta da forno. Se invece volete fare gli eclaire depositate sulla carta da forno dei bastoncini lunghi circa 6 centimetri . Con un dito bagnato di acqua lisciate le punte e le imperfezioni.
Scaldate il forno a 215 °C per circa 15 minuti finchè saranno ben cresciuti, poi abbassate la temperatura a 175 °C e cuocete ancora 10 o 12 minuti per farli asciugare bene.
Fate un piccolo taglio equatoriale e lasciate ad asciugare nel forno spento e leggermente aperto.

La crema di baccalà

300 g di polpa di baccalà dissalato al punto giusto
300 g di patate
sale
1 bicchiere di latte intero
Poco olio extravergine di oliva
Pepe nero

Scaldate un tegame poco olio e mettete a rosolare il baccalà dal lato della pelle. Appena rosolato versate il latte, macinate un poco di pepe, abbassate il fuoco, coprite e fate cuocere lentamente per 10 minuti.
Togliete i pezzi di baccalà dal fondo di cottura, eliminate la pelle e metteteli nel boccale per frullarli.
Nel fondo di cottura fate cuocere la patata a bastoncini sottili, salando solo se necessario e aggiungendo un poco di latte o acqua se asciuga troppo.  Tenere in caldo.
Trasferite le patate nel boccale con il baccalà, mettetene un po’ meno rispetto al pesce, e riducete a crema aggiungendo un poco del fondo di cottura se necessario. Correggere sale e pepe e tenere al caldo.

Cavolo rosso agrodolce

300 g di cavolo rosso
300 g di cipolla rossa
1 mela annurca
Foglia di alloro
100 g di aceto di mele
2 cucchiai di miele di erica
½ bicchiere di traminer
Olio
Sale
Pepe

Affettare finemente cavolo e cipolla e saltare in padella con olio. Salare e pepare. Bagnare con il vino, far sfumare, poi aggiungere la mela non sbucciata a dadini piccoli. Fare insaporire un momento, poi aggiungere miele e aceto. Lasciare cuocere, a fuoco basso e semi coperto, per circa 15 minuti. Le verdure dovranno essere cotte, ma non spappolate e il liquido tutto assorbito. Tenere in caldo



La glassa agrodolce

2 cucchiai di miele di erica
1 cucchiaino di pasta di peperoncino tailandese
1 o 2 cucchiai di aceto di mele
sale

In un pentolino unire tutti gli ingredienti e fare bollire qualche minuto fino ad ottenere un caramello agrodolce e salato. Se tende a solidificare troppo aggiungete poco aceto. Raffreddando solidifica ulteriormente












Poco prima di servirli, aprite i bignè o eclaire a metà e farciteli con la spuma di baccalà.
Chiudete parzialmente in modo che si veda la crema e glassate con il caramello intiepidito.
Serviteli subito sopra un cuscino di cavolo rosso







Questa ricetta partecipa all' MTChallenge n.54 di febbraio



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venerdì 28 novembre 2014

MUFFIN DAL LIBRO DEI LIBRI PER MTCHALLENGE DI NOVEMBRE

di Vittoria



In principio Dio creò il cielo e la terra.
La terra era deserta e vuota;
le tenebre ricoprivano l’abisso e sulle acque aleggiava lo Spirito di Dio.
Iddio disse: “Sia la luce”: e la Luce fu….
……

Questo l’incipit del Libro dei Libri, la Sacra Bibbia, che indubbiamente in qualche modo ha influito sulla mia crescita, sul mio modo di pensare e di agire, su quello che sono oggi.
Nel bene e nel male naturalmente.
Il Primo Libro, La Genesi è forse il più letto, il più affascinante, sicuramente quello che colpisce maggiormente soprattutto da bambini.
Un libro importante nella mia vita, fra le centinaia di libri letti. Un libro che, anche se mai letto completamente, nella mia mente spicca fra i tanti altri.

Il Cosmo Biblico


Ho da sempre sul comodino La Sacra Bibbia che fu di mia nonna …che la teneva sul comodino……
Uno spesso libro blu con una rappresentazione del Cosmo Biblico che da bambina mi incuriosiva moltissimo.
Un mondo fantastico che questa sfida mi ha dato occasione di ricordare e mi piace condividerlo con voi.





Perché vi racconto questa storia? Perché questo mese la Sfida dell’MTChallenge, proposta da Franci di Burro e Zucchero, vincitrice di ottobre, riguarda i muffin, dolci o salati, ma le proposte devono essere ispirate a un brano letterario, una poesia, una canzone, un libro.
Una bellissima idea che aggiunge ancora valore a una sfida sempre più avvincente.
Dobbiamo ringraziare Franci e Alessandra, le due menti perv…… ooops volevo dire vulcaniche madrine di questa novità assolutamente deliziosa.
Ho pensato tanto a tutti i libri che ho letto e le idee si affollavano alla mente, poi ho deciso di andare letteralmente alle origini ed ecco a voi la mia prima proposta:

Dal Libro della Genesi, Sacra Bibbia
“ La donna intanto aveva osservato che l’albero era buono a mangiarsi, piacevole all’occhio e desiderabile per acquistare il sapere. Colse quindi del frutto, ne mangiò e ne dette anche a suo marito che stava con lei ed egli ne mangiò. Si aprirono allora gli occhi di tutti e due e s’avvidero che erano nudi; cucirono delle foglie di fico e se ne fecero delle cinture”…

EDEN MUFFIN MELA E FICO
Ho cercato di utilizzare ingredienti naturali, che richiamassero una vita primitiva e la provenienza mediorientale.


Ingredienti
150 g farina di avena
150 g. farina tipo 2
100 g di zucchero integrale di canna
1 bustina di lievito in polvere
100 g di fichi secchi a dadini
1 pugno di gherigli di noci rotti grossolanamente
200 g di mela a cubetti piccoli, io ho usato le “Carle”, mele piccoline, rustiche, quasi selvatiche.
1 cucchiaio di sumak
1 cucchiaio di semi di sesamo
2 uova
1 pizzico di sale
100 g di olio di semi
100 g di latte
4 fichi piccoli e sodi tagliati in 4 spicchi.

Per guarnire:
Gelatina di mele (casalinga)
1 cucchiaio di semi di sesamo



Accendere il forno a 180° - Preparare una teglia da muffin con 12 pirottini (o ungere e infarinare i 12 buchi)
Mescolare in una ciotola grande tutti gli ingredienti secchi, farine, zucchero, lievito, noci, sumak, sesamo, dadini di mela.
In un’altra ciotola sbattere le uova con il sale, poi aggiungere l’olio e il latte.
Unire il composto liquido a quello secco mescolando il minimo indispensabile. Porzionare nei pirottini riempiendoli x ¾. inserire al centro di ogni muffin un quarto di fico facendolo affondare quasi del tutto.
Cuocere in forno per 20/25 min. Fare riposare 5 minuti, poi togliere dallo stampo e fare raffreddare su una gratella.
Quando sono freddi lucidarli con la gelatina di mele leggermente intiepidita e cospargere con il sesamo.




Questa ricetta partecipa all’MTChallenge di Novembre



La mia seconda proposta è sempre dolce e sempre ispirata alla Bibbia e nello stesso tempo agli eventi climatici disastrosi che hanno caratterizzato questo autunno.



Non fa che piovere da giorni e giorni (anche ora che scrivo, mannaggia l’ennesimo Allerta 2), qui a Genova abbiamo subito un’alluvione e ho visto con i miei occhi il disastro, la vita di tante persone distrutta in un attimo dalla furia dell’acqua che ha lasciato macerie e un mare di fango.

Il passo prescelto naturalmente è quello del Diluvio universale, dell’Arca e di Noè…… che dopo tutta quell’acqua inventò il vino … forse eh!

E quale Muffin poteva uscirne? Ma certo ….. Muffin al vino ….anzi, giacchè ci stiamo avvicinando all’inverno e a Natale, i Muffin al Vin Brulè …e qui entra in gioco un altro libro che ho molto amato e molto usato: “Il Manuale di Nonna Papera” …grazie a Miriam per avermelo ricordato!!!!!  …..nelle prime pagine troviamo “Il Cin Cin del Ghiro”, ricetta per un Vin Brulè da Diluvio

Vi faccio notare il colore assolutamente "fangoso" dell'impasto e dopo la cottura un inquietante colore blu dovuto probabilmente al una reazione chimica fra li vino e il bicarbonato .....credo. Comunque dentro di colore normale e sapore squisito. Giuro.


MUFFIN AL VIN BRULE’ DI NOE’

Ingredienti
225 g di farina di Enkir – Farro monococco il più antico cereale coltivato
50 g di zucchero integrale di canna
½ bustina di lievito per dolci
1 cucchiaino di bicarbonato
1 pugno di mandorle rotte grossolanamente
1 pugno di uvetta Sultanina
1 pugno di uvetta di Corinto
225 g di vin brulè (ricetta sotto)
50 ml di olio di semi
1 pizzico di sale
1 uovo

Per guarnire
Crema di uva nera (ricetta sotto)
Mandorle in lamelle


Accendere il forno a 180° - Preparare una teglia da muffin con 12 pirottini (o ungere e infarinare i 12 buchi)
Mescolare in una ciotola grande tutti gli ingredienti secchi, farina, zucchero, lievito, bicarbonato, mandorle, i due tipi di uvetta.
In un’altra ciotola sbattere l’uovo con il sale, poi aggiungere l’olio e il vin brulè freddo.
Unire il composto liquido a quello secco mescolando il minimo indispensabile. Porzionare nei pirottini riempiendoli x ¾.
Cuocere in forno per 20/25 min. Fare riposare 5 minuti, poi togliere dallo stampo e fare raffreddare su una gratella.
Quando sono freddi lucidarli con la crema di uva nera e cospargere con le lamelle di mandorle.



Vin Brulè
300 g di vino barbera
50 g di zucchero integrale di canna
1 pezzetto di cannella
2 chiodi di garofano
1 pezzetto di anice stellato
2 strisce di scorza di arancio non trattato
Bollire tutto per 5 minuti, fare raffreddare e poi filtrare. Misurarne 225 ml


Crema di uva nera
200 g di acini di uva nera, meglio uva da vino se la trovate
100 g di zucchero integrale di canna
100 g di vino barbera
Tagliare gli acini a metà e cuocere tutto per 10-15 minuti. Passare per togliere bucce e semi, rimettere al fuoco e addensare con un cucchiaio di amidi di grano o maizena.
Fare raffreddare, deve avere consistenza cremosa, tipo marmellata.

Questa ricetta partecipa all’MTChallenge di Novembre


Come sempre sono grata a questa sfida e a chi si fa in quattro per mandare avanti la baracca. Anche stavolta è stata occasione di imparare tanto e di divertirsi un sacco. Grazie Alessandra e Franci e tutto lo staff
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