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sabato 29 marzo 2025

FRITTELLE DI MELANZANE CON YOGURT ALL’ HARISSA E ARANCIA DA VEGAN PANTRY DI KATY BESKOW

di Vittoria Traversa


In ritardo più del solito, ma arrivo (pant, pant….) con il mio contributo di marzo al Club del 27 di MTChallenge, dove ritorna per la terza volta Katy Beskow con il suo ultimo libro, Vegan Pantry.

Le scorse due volte vi ho parlato di "Easy Speedy Vegan" a Gennaio 2023 con i fiocchi di avena al forno con banana, mirtilli e sciroppo di acero e di "15 minutes vegan comfort food" a Gennaio 2024 con la bourguignon di funghi cremini con pure’ di fagioli bianchi 

 


Kathy è una cuoca, scrittrice e insegnante di cucina con una passione per gli ingredienti di stagione, i cibi vivaci e la cucina casalinga senza fronzoli. Ed è vegana. Il suo blog Pippy Eats ha un grande seguito e ha al suo attivo ben 12 libri pubblicati.

Vegan Pantry è suddiviso secondo i 10 ingredienti preferiti da Katy, il focus di questo libro è infatti quello di fornire una lista di prodotti essenziali e di facile reperimento da avere sempre a disposizione nella nostra dispensa e di dettagli sulle più comuni sostituzioni vegane, in modo da essere in grado di produrre piatti deliziosi, ogni giorno della settimana a casa propria. Noi del Club del 27 abbiamo provato parecchie ricette e QUI su MTChallenge potete trovare tutti i link per provarle anche voi.


Cucina semplice e alla portata di tutti, ma mai noiosa o banale. Queste frittelle per esempio sono davvero semplici da fare ma vi assicureranno LA OLA appena le porterete in tavola.

Queste frittelle di melanzane calde sono ricoperte da una pastella leggera come l'aria, perfette come pranzo, spuntino o aperitivo sfizioso. Servitele con una ciotola di yogurt (vegano) all’ harissa e arancia, per un tuffo goloso!

FRITTELLE DI MELANZANE
CON YOGURT ALL’HARISSA E ARANCIA


Per 4 persone

Per le frittelle
200 ml di olio di semi di girasole altoleico, per friggere
100 g di farina 0
50 g di amido di mais
½ cucchiaino di lievito in polvere
un pizzico di sale marino
200 ml di acqua frizzante ghiacciata
2 melanzane medie tagliate a fettine sottili a metà 

Per lo yogurt all'arancia e harissa
3 cucchiai colmi di yogurt greco vegano ben freddo
La scorza e il succo di ½ arancia non trattata
1 cucchiaino di pasta di harissa alla rosa
un pizzico di sale marino 

Iniziate a scaldare l'olio in una padella grande mentre preparate la pastella.

In una ciotola larga, mescolate la farina, l'amido di mais, il lievito in polvere e il sale marino. Aggiungete l'acqua frizzante e amalgamate delicatamente con una frusta, fino a ottenere un composto liscio.

Immergete le fette di melanzane nella pastella, eliminate l'eccesso e tuffatele all'olio caldo, poche per volta. Friggete per 1-2 minuti finché la pastella non diventa croccante e gonfia.

Scolate su carta da cucina mentre cucinate le fette di melanzane rimanenti. Salate solo prima di servire.

Per preparare lo yogurt all'arancia e harissa, mescolate insieme lo yogurt, la scorza e il succo d'arancia, quindi aggiungete l'harissa. Salate a piacere e servite in ​​una ciotola dove potrete immergere le frittelle di melanzane calde.

SUGGERIMENTO
La salsa allo yogurt all'arancia e harissa può essere preparata un giorno prima e conservata in frigorifero fino al momento dell'uso. Al momento di servire, rinfrescatela con una rapida spremuta d'arancia.

 


 Questa ricetta contribuisce al Club del 27 di MTChallenge

TESSERA N:19

 

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giovedì 27 febbraio 2020

LE MIE FRITTELLE DI ZUCCHINI E RICOTTA PER IL CLUB DEL 27

Di Vittoria





Eccoci al consueto appuntamento mensile con il Club del 27



Nel mese dedicato all'amore e alla vita in coppia, noi celebriamo il piacere di stare da soli, di coccolarsi con un piatto goloso e sfizioso tutto per se.
Tutte le sfiziose ricette, che trovate oggi QUI su MTChallenge, sono tratte dal bellissimo libro 


"Solo" di Signe Johansen



vi verrà voglia di provarle tutte, una dopo l'altra, per godervi una serata di coccole speciali.

Io ho scelto per voi delle gustose e facilissime frittelle




FRITTELLE DI ZUCCHINE E RICOTTA PROFUMATE AL LIMONE
Le dosi sono per 1 persona, come piatto principale

60 g di zucchina chiare grattugiata grossolanamente
100 g di ricotta
2 cucchiai di parmigiano grattugiato
1 uovo
30 g di farina bianca autolievitante
1 cucchiaino di buccia grattugiata di limone non trattato
30 ml di succo di limone fresco
olio vegetale o di girasole, per friggere
sale
Pepe nero
Misto di cimette di cavolfiore, broccoletti e cavoletti di bruxelles saltati in padella
Salsa di pomodoro fresco

Salate poco le zucchine grattugiate e mettetele in un colino per 10 minuti a perdere acqua di vegetazione; dopo ne resteranno circa 50 g.
Battete l’uovo in una ciotola capiente, poi aggiungete ricotta, parmigiano, buccia e succo di limone, le zucchine, sale e pepe e infine la farina. Mescolate molto bene per eliminare ogni grumo, otterrete un impasto denso e cremoso. Se fosse troppo duro aggiungete poca acqua.
Versate olio abbondante in una casseruola, profondo circa 2,5 cm e scaldatelo a 160-170 gradi.
Usando un cucchiaio, versate la pastella nell'olio caldo, 3 o 4 frittelle alla volta. Friggetele per circa un minuto fino a quando non diventano dorate, poi giratele e fate dorare anche l’altro lato. Scolate sulla carta da cucina, lasciando raffreddare per alcuni istanti.

Servitele calde, con la verdura a fianco e accompagnate con la salsa di pomodoro.


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lunedì 19 febbraio 2018

I ROSSETTI ECCELLENZA DI LIGURIA PER IL CALENDARIO DEL CIBO ITALIANO

di Vittoria

Oggi per il Calendario del Cibo Italiano festeggiamo la Giornata Nazionale del novellame Rossetti & C.

con il termine novellame si intendono gli avanotti o i piccoli di varie specie ittiche, ma il termine si è esteso anche a specie molto piccole di dimensione anche se a uno stadio di sviluppo adulto.




Di alcune specie è ormai proibita la pesca e il consumo degli avanotti per salvaguardare la specie, che era a rischio estinzione. Parliamo dei bianchetti o gianchetti in Liguria, i piccoli del pesce azzurro, acciughe e sardine, e delle cée o cieche, i piccoli delle anguille, una volta molto apprezzati in Toscana.
Altre sono ancora permesse, anche se regolamentate e limitate, come i rossetti o i calamaretti spillo. Altre ancora come il pesce ghiaccio sono specie che arrivano dall'altra parte del mondo, surgelate e di qualità mediocre.

Oggi, sul Calendario del Cibo Italiano trovate tutte le informazioni in un articolo molto esaurente sul tema e alcune prelibatezze da gustare con questi meravigliosi e delicatissimi pesciolini.

E oggi, per celebrare questa giornata, vi porto a scoprire 4 modi di gustare i rossetti in Liguria. 
Si trovano sul mercato per pochissimo tempo, in genere gennaio e febbraio, a un prezzo altissimo, ma per gustarne a pieno il sapore ne bastano pochi e una volta ogni tanto è un regalo che mi faccio volentieri.




I Rossetti si fanno in 4

antipasto - per 4 persone 

Rossetti crudi

80 g di rossetti freschissimi
4 fette di limone non trattato
olio extravergine di oliva ligure
sale
Mettere i rossetti in un colino fitto e sciacquateli velocemente sotto l'acqua corrente. Togliete accuratamente ogni residuo estraneo come scaglie di pesce, alghe, rametti, ecc.. Conditeli con un pizzico di sale, uno di pepe mescolando molto delicatamente. 
Dividete i rossetti in 4 cucchiai di servizio, appoggiateli sulle 4 rondelle di limone e irrorate con poche gocce di olio.

Rossetti lessati

80 g di rossetti freschissimi
succo di limone
olio extravergine di oliva ligure
sale
4 tartine quadrate di pane nero
4 fiocchetti di burro
insalatina mista varia non amara
Mettere i rossetti in un colino fitto che possa essere immerso in acqua bollente.
sciacquateli velocemente sotto l'acqua corrente. Togliete accuratamente ogni residuo estraneo come scaglie di pesce, alghe, rametti, ecc.. 
Spalmate le 4 tartine di pane nero con il burro e disponete sopra qualche fogliolina di insalata di diversi tipi e colori.
Immergete il colino con i rossetti in acqua poco salata a leggero bollore e subito allargate delicatamente la massa di pesciolini con una forchetta  in modo che al centro non restino crudi. Da trasparenti diventeranno bianchi, n un minuto saranno pronti. Scolateli subito e divideteli in 4 mucchietti sopa le tartine preparate. condite con un pizzichino di sale, qualche goccia di olio e un nonnulla di succo di limone.


Frittata di Rossetti

150 g di rossetti freschissimi
3 uova medie
1 pizzico di maggiorana tritata finissima
sale pepe
olio per cuocerla
Mettere i rossetti in un colino fitto e sciacquateli velocemente sotto l'acqua corrente. Togliete accuratamente ogni residuo estraneo come scaglie di pesce, alghe, rametti, ecc.. 
In una ciotola battete le 3 uova con sale, pepe, maggiorana. Aggiungete i rossetti ben scolati e cuocete in padella con olio come per una normale frittata. Non deve essere troppo spessa, ne cuocere troppo altrimenti i rossetti risulteranno asciutti e stopposi.
Tagliate a spicchietti.




Frisceu di rossetti


140 g di rossetti freschissimi
100 g di farina 0
100 g di acqua frizzante molto fredda
1 pizzico di zafferano
1 pizzico di sale
1 cucchiaino di prezzemolo tritato
olio di arachidi o girasole per friggere
Mettere i rossetti in un colino fitto e sciacquateli velocemente sotto l'acqua corrente. Togliete accuratamente ogni residuo estraneo come scaglie di pesce, alghe, rametti, ecc..
Preparate una pastella colante con farina, acqua, sale, pepe, prezzemolo e zafferano e lasciatela riposare 10 minuti
Scaldate l'olio che deve essere fondo almeno 4 cm e quando sarà pronto versate l'impasto a cucchiaiate non troppo grosse; poche per volta per non fare scendere troppo la temperatura dell'olio. Rivoltatele delicatamente e appena cominceranno a colorire saranno pronte. Scolate accuratamente e salate leggermente.


Preparate dei vassoi individuali dove disporre in sequenza i quattro assaggi, serviteli con un calice di vermentino fresco e buon appetito







365 giorni per apprezzare la realtà e diversità della cucina italiana, per conoscere le infinite sfumature e i meravigliosi prodotti del nostro paese, per conoscere e conservare le nostre origini e tradizioni




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venerdì 29 marzo 2013

Zeppole di San Giuseppe

Perche' diciamolo...siamo un blog di squinternate!!!
Mai una volta che alla festa della donna pubblichiamo una mimosa, mai una volta che abbiamo la torta per il compleanno del blog, se compie gli anni un'amica la festeggiamo con un piatto di spaghetti ^___^, insomma... noi le ricorrenze le viviamo cosi'... e quindi  anche se e' Pasqua ed e' periodo di colombe, uova di cioccolato e pastiere....anche se la festa del papa' e' passata, ecco qua le mie zeppole! Meglio tardi che mai, no???


Zeppole di San Giuseppe
Ingredienti
500 gr di acqua
200 gr di burro
300 gr di farina
8 uova (numero indicativo * )
1 pizzico di sale
olio per friggere
crema pasticcera
amarene
In una pentola scaldare l'acqua con il burro e il sale. Appena il burro e' sciolto e l'acqua bolle, aggiungere la farina tutta in una volta e mescolare velocemente con un cucchiaio di legno. L'impasto si rassodera' velocemente formando una palla. Continuate a mescolare ancora un paio di minuti, l'impasto deve un pochino asciugare, lo sentirete sfrigolare un po'!
Spegnete il fuoco e mettete l'impasto in una ciotola a raffreddare (se lo lasciate nella pentola e questa e' a fondo alto rischiate che l'accumulo di calore continui la cottura!).
Una volta freddo si devono aggiungere le uova, una alla volta, aggiungendo un uovo man mano che il precedente e' stato completamente assorbito!

* ATTENZIONE: il numero delle uova e' indicativo, dipende infatti dalla grandezza delle uova stesse; la cosa a cui fare attenzione e' la consistenza dell'impasto che deve ricadere pesantemente dalle fruste formando un nastro.

Io metto l'impasto nel Ken con le fruste e inizio ad aggiungere un uovo, faccio assorbire e aggiungo il secondo e via cosi'.
Mettere poi il tutto dentro un sac a poche e formare le zeppole procedendo cosi':
tagliare dei quadrati di cartaforno di circa 8 cm per lato e usarli come base. Su ogni quadrato spruzzare dal sac a poche un cerchio di 6 cm di impasto, riempiendo anche l'interno; fare poi un altro cerchio al di sopra del prima, ma spruzzando impasto solo sulla circonferenza esterna, si deve creare una sorta di cestino!
Friggere ogni cestino in abbondante olio caldo. Immergere nell'olio ogni zeppola col suo quadrato di cartaforno che si stacchera' poi da sola dall'impasto e la toglierete dalla pentola.
Le zeppole si gonfieranno tanto. Toglietele dalla pentola quando hanno un bel colorito "abbronzato", asciugatele su carta assorbente e cospargetele di zucchero a velo.
Una volta fredde riempite i cestini con crema pasticcera (ricetta qui sotto) e decorate con una amarena sciroppata.


Crema pasticcera
Ingredienti:
1/2 litro di latte
4 tuorli
140 gr di zucchero
50 gr di maizena
la scorza di mezzo limone

Mettete la scorza di limone nel latte e fatelo scaldare (non deve bollire). Nel frattempo mescolate molto bene i tuorli con lo zucchero e quindi aggiungete la maizena. Versate ora sui tuorli il latte caldo, poco alla volta e mescolando bene con la frusta. Rimettete tutto il composto nella pentola e rimettete sul fuoco per fare addensare. Mescolate sempre con una frusta o una spatola in modo che la crema non appiccichi al fondo della pentola. La crema fatta con la maizena addensa all'improvviso...appena vi accorgete che sta rassodando e fa dei grossi grumi, toglietevi dal fuoco, mescolate energicamente con le fruste e quindi rimettete a cuocere ancora un minuto.
Versate la crema in una ciotola e fate raffreddare. Togliete la scorza dei limoni!

Bhe...quindi a questo punto non mi resta che farvi i miei piu' cari auguri per una felice e serena Pasqua!
Un abbraccio
Paola
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mercoledì 28 luglio 2010

Palacinke

Buongiorno a tutti!

E' da tantissimo che non posto più alcuna ricetta anche se prometto sempre a Paola di essere più attiva nel blog.

Ora, per augure a chi ancora lavora delle buone vanaze ed un ben tornata alla nostra Piccolina, ecco una ricettina facile facile e molto versatile.

Dopo innumerevoli tentativi, assemblando e modificando varie versioni di ricette più o meno originali, sono arrivata a deifire queste dosi.

Ai miei bimbi piacciono solo spolverizzate con un po' di zucchero, come quelle della foto, però l'altra sera le ho farcite con formaggio e prosciutto, passate un momentino in forno e le hanno apprezzate.





Palacinke - di Vale

Ingredienti:
1 uovo
150 dl di latte freddo
120 gr. di farina
1 pizzico di sale
2 dl di acqua frizzante fredda
1 cucchiaio di olio

Mescolare bene l’uovo con il latte.
Aggiungere la farina a pioggia, mescolando continuamente per evitare di fare grumi, salare ed aggiungere l’acqua e l’olio: deve risultare una pastella abbastanza fluida.
Ho notato che alcune farine, integrale o Kamut, assorbono più liquidi, basterà aggiungere un po’ di più d’acqua o latte, io ne aggiungo al massimo altri 0,50 dl.
Riscaldare una padellina antiaderente, o l’apposito pentolino da crêpes, con il fondo unto d’olio, versarvi sopra un mestolino di pastella muovendo la padella in modo che si formi uno strato sottile ed uniforme.
Cuocere a fiamma alta, girare e far cuocere dall’altro lato.
Con questa dose a me vengono 7 palacinke.


Un carissimo abbraccio

Vale

Ps. con questa ricetta partecipiamo alla raccolta di Federica "Un uovo per amico"

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lunedì 18 gennaio 2010

Frittelle di Sant'Antonio

Il 17 gennaio e' sant'Antonio. Non e' il piu' famoso sant'Antonio da Padova, ma semplicemente sant'Antonio abate, pero' qui in Brianza, dove abito io, e' un'occasione di festa. La mamma mi racconta che quando era piccola e i miei nonni avevano le stalle con le bestie, nelle stalle c'era sempre appesa una immagine di questo sant'Antonio abate circondato dagli animali... c'erano galline, pecore, mucche e anche maiali. Per loro il 17 gennaio è la festa di "sant'Antoni dal purcell" , sant'Antonio del maiale, per via di quella foto e del fatto che in questo periodo si ammazzavano i maiali per farne salami e salumi da camparci tutto l'inverno. Altra usanza legata a questa giornata è fare i falò in mezzo ai cortili come gesto per scacciare il freddo invernale. Ricordo che da piccola aspettavamo la sera in agitazione mentre vedavamo che in mezzo al cortile dove sono cresciuta gli uomini portavano cataste di legna da bruciare e la pigna cresceva ad ogni ora! Che emozione quando vedavamo accenderlo! Noi bambini restavamo incantati nel vedere le fiamme superare l'altezza dei tetti... gli anziani seduti intorno al fuoco a chiacchierare e bere vino, gli uomini a controllare che tutto andasse bene e le donne, mia mamma prima tra tutte a distribuire frittelle appena cucinate! Ora i falò non sono più permessi, tranne se autorizzati e in una frazione del mio paese tutti gli anni accendono uno dei falò più grandi della zona! La frazione ha nome Omate, i suoi abitanti sono chiamati "i asnit d'Umà" (gli asinelli di Omate) per una leggenda che narra di un contadino che non dava da mangiare al suo asino e un giorno ha trovato quest'asino arrampicato sul campanile a mangiare un ciuffo d'erba cresciuto lì. Non riuscendo in nessun modo a far scendere l'asino da lassù hanno pensato di bruciare il campanile. Da allora son chiamati asinelli! :-) Sono storielle simpatiche di paese, ma loro hanno fatto degli asinelli il loro simbolo e tutti gli anni a sant'Antonio bruciano l'asino..... un fantoccio a forma di asino. Poi a seconda di come si svolge il falò si trarranno auspici per l'anno appena iniziato. Quest'anno non c'era vento, il falò era bello composto, alto e dritto, dicono che sia un buon segno! E anche la direzione in cui cade la pira alla fine del falò ha il suo significato...ma io non sono rimasta a vedere fino alla fine del falò e quindi non ve lo so dire!!! Comunque... vi assicuro che godersi lo spettacolo di un falò grandissimo mangiando frittelle è una esperienza che ti segna!
Ricette di frittelle ce ne sono un'infinità, come le torte di mele!!! Mille varianti, risultato sempre ottimo.
Ma ovviamente per me le frittelle più buone sono quelle che fa la mia mamma; lei le fa a occhi chiusi e senza bilancia, ma sono riuscita a quantificare gli ingredienti!!!



Frittelle di sant'Antonio - della mia Adelotta!!!

Ingredienti:
1 kg di farina
2 buste di lievito di birra secco (o 2 panetti)
5-6 cucchiai di zucchero
1 cucchiaio di zucchero vanigliato
2 uova
1 arancia (la buccia grattugiata)
1 limone (il succo)
2 cucchiai di maraschino
250 gr di uvetta ammollata in acqua
latte q.b.

Sciogliere il lievito in poco latte (mezzo bicchiere) con 2 cucchiaini di zucchero e 1/2 cucchiaino di sale. Impastare la farina col lievito sciolto, le uova, il succo del limone e la buccia dell'arancia, i 5 o 6 cucchiai di zucchero, lo zucchero vanigliato, l'aroma (maraschino o altro) e tanto latte quanto basta ad ottenere un impasto morbido, ma sodo. Deve cadere pesantemente dal cucchiaio. Diciamo che deve essere più morbido della pasta per la pizza! Lasciare lievitare fino al raddoppio coperto da uno straccio. A questo punto aggiungere l'uvetta ammollata e asciugata. Mescolare bene. Con un cucchiaio prelevare una piccola quantità di impasto (mezzo cucchiaio x volta) e farlo scivolare, aiutandosi con un altro cucchiaio, nella pentola dell'olio e friggere fino a doratura.
Si cospargono di zucchero semolato e pronti via.....gnam!!!

Baci baci
P.
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