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sabato 31 agosto 2024

AIETXU HOT DOG da "Gourmet Hot Dog" di Stephan Reynaud

 di Vittoria Traversa

L'estate è sul finire e noi di @Cook_my_Book  siamo tornati con tanti nuovi libri da sfogliare, uno a settimana, grazie all'infinita libreria di Alessandra @an_old_fashioned_lady 

Siamo tornati, ma con questo caldo che ancora insiste, nessuno ha voglia di stare troppo ai fornelli, perfetto quindi un pasto veloce, senza però rinunciare a provare nuovi accostamenti, sapori sfiziosi e ingredienti insoliti.

E cosa c'è di più sfizioso di un Hot Dog? Chi si è mai tirato indietro di fronte a questi panini golosi?
E Hot Dog sia, ma GOURMET!!!


Eccomi a chiudere la settimana di @Cook_my_Book dedicata a HOT DOG GOURMET di @stephan_reynaud. Il sottotitolo è “come vestire il tuo hot dog con stile” e questo dice tutto.

Un libro ricco di spunti per rendere i vostri Hot Dog unici, sfiziosi, golosissimi. A partire dalla selezione di diversi wurstel, che noi italiani conosciamo poco, ma qualcosa si trova

Ho scelto un Hot Dog dedicato ai Paesi Baschi, ricco di contrasti proprio come quella splendida regione bellissima e tormentata. L’affumicatura delicata del wurstel viennese si sposa a meraviglia con la cremosità acidula del formaggio di capra e con la dolcezza della marmellata di ciliegie nere.

AIETXU è il nome del panino, si pronuncia Aietciù e credo sia un paese dei Pirenei, come la provenienza della marmella da Itxassou, luogo rinomato per le sue ciliegie nere. Ovviamente potete utilizzare prodotti locali, ma sempre di ottima qualità.

 

AIETXU - HOT DOG
salsiccia viennese, formaggio di pecora, marmellata di itxassou, menta


per 4 hot dog

4 panini tradizionali per hot dog (segue ricetta)
4 wurstel viennesi (vedi note)
150 g di formaggio di pecora (ad esempio Ossau Iraty), tagliato a fettine sottili (vedi note)
2 cucchiai di marmellata di ciliegie nere (Itxassou) (vedi note)
12 foglie di menta tritate 

Preriscaldate il forno a 160 °C.
Fate bollire i wurstel in acqua a fuoco lento per 3 minuti.
Aprite i panini, disponete le fette di formaggio su ogni lato, spalmate la marmellata e cospargete di menta. Riscaldate i panini in forno per 5 minuti.
Togliete i panini dal forno e aggiungete i wurstel. Chiudete i panini e servite immediatamente.

Note:

Ossau Iraty è il tradizionale formaggio di pecora basco servito con marmellata di ciliegie. Se non riesci a trovarla, potresti anche usare la mozzarella di bufala o uno chevre semistagionato.

Itxassou è un villaggio nella zona basca famoso per le sue ciliegie nere. Puoi usare qualsiasi marmellata di ciliegie nere di buona qualità come sostituto.

La salsiccia viennese o wiener wurst
La salsiccia viennese è la cugina di primo grado della Strasburgo, o addirittura la sua sorella. Spesso più sottile e flessuosa, contiene un ripieno delicato di maiale, manzo e vitello ed è cotta e affumicata. La Viennese scivola volentieri in una veste brioche, presentandosi così in tutta la sua raffinatezza. È una persona mondana che non ha bisogno di vestirsi e balla con gusto, qualsiasi gusto. Se questa salsiccia non è disponibile presso macellerie specializzate o mercati alimentari di qualità, chiedi consiglio al tuo macellaio o sostituiscila con un wurstel o con una Strasburgo.



PANINI TRADIZIONALI PER HOT DOG
(STILE AMERICANO)

1½ bustine di lievito di birra disidratato
150 ml di latte tiepido
500 g di farina T65 o farina forte tipo manitoba
1 cucchiaino di sale
60 g di burro ammorbidito
120 ml di acqua
1 tuorlo d’uovo leggermente sbattuto 

Aggiungete il lievito al latte tiepido.
Unite la farina, il sale, il latte con il lievito, il burro e l’acqua e impastate fino a formare una palla liscia ed elastica. Coprite con un panno caldo umido e lasciate lievitare l’impasto per 1 ora a temperatura ambiente.
Sgonfiate l'impasto, dividetelo in pezzi di uguali dimensioni, formate i filoncini e adagiateli su una teglia rivestita di carta da forno. Copriteli con un panno tiepido umido e lasciateli lievitare nuovamente a temperatura ambiente per 1 ora.
Preriscaldate il forno a 180°C
Spennellate con tuorlo d'uovo e infornate per 15 minuti.

Nota:
T55 e T65 sono farine francesi utilizzate per preparare pane e baguette. Sono disponibili nei negozi specializzati. In alternativa, è possibile utilizzare farina forte.

Opzioni gourmet: prima di infornare, cospargete i panini con semi di papavero, semi di sesamo, formaggio grattugiato... Quando impastate, aggiungete piccoli pezzi di pancetta, salsiccia di chorizo ​​a cubetti, pomodori secchi, cipolle caramellate...



Questa Ricetta fa parte del progetto Cook_My_Books

 

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sabato 3 settembre 2022

CONFETTURA DI PESCHE DI FINE ESTATE ALL'AMARETTO DA "NOT JUST JAM" DI MATTHEW EVANS

Di Vittoria

Settembre è appena arrivato ed è un momento magico per conservare la squisita frutta e verdura estiva, per godersela poi in inverno. Aprire un profumato barattolo di marmellata di pesche o di passata di pomodoro, ha il potere magico di riportarci immediatamente in estate!


Nella mia famiglia non si è mai comprato un barattolo di marmellata, o di passata di pomodori! A luglio, agosto e settembre, si facevano le conserve! Fare la marmellata per me è un atto naturale come respirare. 
La campagna piemontese, dove da bambina e ragazza sono stata in vacanza dai nonni per settimane (ora solo per pochi giorni purtroppo), produceva abbondanza di frutti. Il giardino fiorito, tenuto alla perfezione da mia nonna (e da un giardiniere), era circondato da molti alberi da frutto che regalavano mele, pere, ciliegie, albicocche, prugne e pesche, più in là filari e filari di vigna con i noci a segnare i confini. Non mancavano i noccioli lungo il viale, i castagni nel bosco e due cachi secolari a ombreggiare la terrazza, per non parlare dell'orto tenuto dai contadini che produceva i pomodori per la conserva invernale e ogni sorta di verdure. come se non bastasse c'erano le spedizioni pomeridiane per raccogliere le more e le gite in montagna per procurarsi lamponi e mirtilli.
Tolto quello che si mangiava quotidianamente, l'economia domestica prevedeva in automatico la conservazione di tutto quello che altrimenti sarebbe andato sprecato. Non si discuteva SE fare o meno le conserve, ma ci si organizzava per farle, come un fatto naturale e ineluttabile ed erano occasione preziose per passare del tempo insieme, per imparare dalle mani, per ascoltare la storia della famiglia nei racconti di era prima di noi.

Oggi tante cose sono cambiate e siamo passati dall'esigenza delle nostre nonne di conservare il cibo per non sprecarlo, al desiderio di avere un prodotto salutare, privo degli additivi delle conserve commerciali.
Il punto di intersezione fra questi due percorsi è quello degli chef che hanno lasciato le cucine fumose e malsane dei ristoranti cittadini per trasferirsi in campagna e ripartire dalla terra.

Matthew Evans, in tal senso, è uno degli esempi più famosi, visto che in Australia è una vera e propria celebrità. Le valigie le ha fatte verso la Tasmania, per comprare una fattoria dove produce il cibo che cucina e da dove partono le sue campagne di sensibilizzazione per il rispetto della natura e dei suoi abitanti (la fauna ittica in particolare).
Autore di programmi televisivi e di una decina di libri, è una delle voci più genuine nel campo della cosiddetta auto-produzione: impossibile non cedere al fascino delle sue ricette, in particolare parliamo del suo libro
 NOT JUST JAM, che questa settimana è il protagonista di Cook_My_Books
Decine di ricette sfiziose e originali, non solo marmellate, ma tutto quello che si può definire conserva; gelatine, salse, sottaceti, agrodolci e piccanti, succhi, sciroppi, creme.... anche nella più classiche delle marmellate, Matthew Evans aggiunge un tocco particolare, nuovo e geniale.



Io vi propongo una classicissima marmellata di pesche di fine estate, dolci e saporite, con l'aggiunta del liquore amaretto, che conferisce una nota speciale al sapore delle pesce, contrastando l'eccessiva dolcezza tipica di questo frutto; dopotutto l'abbinamento delle pesche con gli amaretti è un classico, ma qui gli amaretti sono sostituiti dal liquore, che ha una marcia in più.



CONFETTURA DI PESCHE DI FINE ESTATE CON AMARETTO


Questa è un bell’abbinamento fra l’amaro corposo e morbido dell'amaretto e l'inebriante fragranza delle buone pesche. Non avevo mai sentito una cosa del genere da ragazzo (cit. autore)

Per circa 3 kg – dieci vasetti da 300 ml

2 kg di pesche gialle di fine estate, una combinazione di pesche mature e alcune leggermente verdi per ottenere un livello di pectina più elevato

1 kg di zucchero
120 ml di succo di limone, filtrato (saranno necessari circa 6 limoni)
2–3 cucchiai di amaretto 

Lavate e sterilizzate i vasetti.
Tagliate le pesche a metà, poi in quarti, togliete i noccioli, quindi affettate ogni quarto a spicchi sottili. Conservate i noccioli in un contenitore in frigorifero.
Mettete le pesche in una grande ciotola di vetro o ceramica, quindi aggiungete lo zucchero e il succo di limone e mescolate bene. Coprite con pellicola a contatto con la superficie delle pesche, per evitare che le pesche scuriscano, quindi sigillate la ciotola con altra pellicola e mettete in frigorifero per una notte (o fino a 2 giorni, se lo desideri)
Il giorno dopo prendete i noccioli e rompeteli, eliminando i piccoli gherigli all'interno. Chiudete i noccioli in un sacchetto di garza.
Versate il composto di pesche in una larga pentola per marmellata, avendo cura di recuperare tutto lo zucchero e i succhi in fondo alla ciotola. Aggiungete il sacchetto di noccioli e mettete la pentola su fuoco medio, mescolando fino a quando lo zucchero non si sarà sciolto. Portate a bollore a fuoco alto, mescolando spesso. Riducete leggermente il fuoco per mantenere appena il bollore e cuocete fino a quando la marmellata inizia ad addensarsi, da 25 a 40 minuti.
Togliete dal fuoco e controllate se è pronta* Se è pronta, rimuovete con cura il sacchetto dei noccioli con un paio di pinze, quindi aggiungete l'amaretto a piacere e mescolate.
Versate nei vasetti riscaldati e chiudete. Conservate in dispensa fino all'apertura, quindi in frigorifero. Meglio attendere ad assaggiarla nel cuore dell'inverno.

*Test semplice di cottura
Mettete un piattino nel congelatore, togliete la marmellata dal fuoco in modo che non si scuocia e versate un po' di marmellata sul piattino freddo. Lasciate agire per 30 secondi e, se il dito che scorre sulla goccia di marmellata provoca la formazione di grinze, significa che il punto di cottura perfetto è stato raggiunto.




Questa Ricetta fa parte del progetto Cook_My_Books

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giovedì 21 aprile 2022

Fregolotta ai fichi e chiodo di garofano - Fig clove fregolotta

 Di Vittoria



Terza settimana di Cook my Books e terzo meraviglioso libro. Questa volta si parla di erbe, fiori, spezie, tutte declinate in dolcezza da Thalia Ho in Wild Sweetness, tutto di ricette ispirate alla natura e ai meravigliosi sapori che ci offre. 
Se seguite il suo blog, Butter & Brioche, già potete immaginare tutto il resto, visto che questo libro è la fedele riproposta dello stile della sua autrice, un inno alla natura nei suoi aspetti più semplici, più spontanei e che sarebbero selvatici se non fossero mitigati dalla dolcezza: quella della luce, nelle foto, quella dei colori, nel layout del blog e, buon ultimo, quella dei contenuti, visto che di dolci si parla- e che dolci, signori miei: un trionfo di accostamenti inediti ma non forzati che da un lato assecondano la natura, nella sua selvaggia spontaneità, ma dall'altro ne smussano gli spigoli, con la tecnica, la proporzione, la sapienza. Ne vien fuori un libro bellissimo di cui noi del team ci siamo innamorate, e lo sarete anche voi se andate a vedere le meraviglie pubblicate giorno per giorno, su Cook my Books.

Fra tante meraviglie che troverete pubblicate, io aggiungo questo dolce semplice e rustico che mi ha davvero riempito il cuore ed è stato molto apprezzato anche da parenti e amici. La nota speciale è data dal chiodo di garofano che, usato con gran parsimonia, esalta il sapore di nocciole e fichi.



FREGOLOTTA AI FICHI E CHIODI DI GAROFANO

Fig clove fregolotta

da Wild Sweetness di Thalia Ho

Per 8 persone - Stampo da crostata da 24 cm. con fondo rimovibile

Questo dolce italiano è una via di mezzo fra un biscotto, una crostata e un crumble. E’ composto da una pasta frolla che viene utilizzata sia come base che come copertura, farcita con marmellata. Dev’essere rustico, grezzo e friabile, questo è il suo bello.

160 g di farina 0 o 00
120 g di nocciole tritate fini
40 g di polenta fioretto
115 g di zucchero semolato
Un pizzico di chiodi di garofano macinati
¼ cucchiaino di sale
La scorza di ½ arancia
200 g di burro freddo e tagliato a cubetti da 10-12 mm
2 tuorli d'uovo grandi
220/250 g di marmellata di fichi
1 cucchiaio di nocciole tritate grossolanamente
zucchero a velo per rifinire

Preriscaldate il forno a 180 °C.
Imburrate lo stampo e mettete sul fondo un disco di carta da forno.
Nel robot da cucina mettete la farina, le nocciole tritate, la polenta, lo zucchero, la polvere di chiodi di garofano, il sale e la scorza d’arancia. Fate girare un momento per mescolare gli ingredienti. Unite il burro e frullate solo fino a quando sarà appena incorporato, con alcune grosse briciole. Aggiungete i tuorli e frullare ancora fino a formare un impasto morbido e sbriciolato, non più di 20 secondi. Dovrebbe essere umido, grumoso e in grado di compattarsi quando viene premuto fra le dita.
Versate tre quarti dell'impasto nello stampo e pressate con le dita in uno strato uniforme, leggermente rialzato ai bordi. Spalmate sopra la marmellata in uno strato uniforme, poi sbriciolate sopra il resto dell’impasto. Cospargete le nocciole tritate sulla superficie.
Cuocete per 25-30 minuti, fino a doratura. Trasferite su una gratella a raffreddare a temperatura ambiente, quindi sformate, molto delicatamente, sarà abbastanza friabile, quindi fate attenzione. Spolverizzate con zucchero a velo prima di servire. Accompagnate eventualmente con una pallina di gelato di crema profumandolo appena con un nonnulla di chiodo di garofano.



Questa ricetta fa parte del progetto Cook my Books 
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sabato 27 gennaio 2018

IL MIO MULL FOR A COLD WINTER'S DAY PER IL CLUB DEL 27

di Vittoria



Anno nuovo, proposte nuove per il "Club del 27" di MTChallenge che si rinnova nei temi che tratteremo ogni 27 del mese. 






Da questo mese, da questo anno, ci sbizzariremo con le ricette tratte da un libro. 
Un libro che sarà particolare, innovativo nel genere e che siamo certe saprà stuzzicarvi e incuriosirvi. 

Cominciamo oggi con "A Pot of Marmalade: The ultimate guide to making and cooking with marmalade" di Sarah Randell. 
Un libro molto interessante tutto dedicato alle inglesissime marmalade di agrumi e stupende ricette in cui utilizzarle. 

Noi ne abbiamo provate parecchie, una più golosa dell'altra e le trovate tutte da oggi su MTChallenge
e questo è il bellissimo banner di questo mese realizzato dalla nostra geniale Mai Esteve.





Ho scelto di provare per voi una goduriosa marmalade di arance amare e zucchero di canna non raffinato, densa, scura e irresistibile e con questa ho preparato una speciale e corroborante bevanda calda invernale, perfetta per riscaldare le fredde serate e fare festa con gli amici.

I mulled wine sono una specialità anglosassone simile al nostro vin brulè, caldi dolci e speziati, realizzati con vino, liquori o sidro come in questo caso, con aggiunta di succhi, frutta e spezie profumate.






MULL FOR A COLD WINTER'S DAY

50 g di uva sultanina (o uvetta)
75 ml di rum scuro
1 baccello di vaniglia
1 clementina
8-10 chiodi di garofano
1 mela
Succo di mela non filtrato 250 ml
Sidro 500 ml (io uso il sidro vintage)
3 cucchiai di marmellata - arancia di Siviglia; dark and moody* o ai quattro frutti
1 bastoncino di cannella
1 grattata generosa di noce moscata


PER IL SACCHETTO DI SPEZIE
4 baccelli di cardamomo
3 bacche di pimento
un pezzo di radice di zenzero di 3 cm
4 grani di pepe nero




Mettete l'uva sultanina in una piccola ciotola, aggiungete 2 cucchiai di rum, mescolate e mettete da parte.
Ora dividete il baccello di vaniglia a metà per lungo e mettetelo in una pentola di medie dimensioni.
Infilate i chiodi di garofano nel clementino, eliminate il torsolo della mela e tagliatela (non c'è bisogno di sbucciarla). Aggiungete questi nella pentola insieme al rum rimanente, al succo, al sidro, alla marmellata, al bastoncino di cannella e una grattugiata di noce moscata.
Schiacciate i baccelli di cardamomo per aprirli, schiacciate leggermente anche le bacche di pimento e tritate lo zenzero (non c'è bisogno di sbucciarlo).
Mettete tutto, insieme ai grani di pepe su un quadrato di doppio strato di garza (o mussola) e chiudetelo per formare una bustina di spezie. Mettete il sacchetto nella pentola.
Scaldate e portare al punto di ebollizione, quindi riducete il calore al minimo e lasciate cuocere per 30 minuti; in superficie non dovrebbero esserci bollicine, deve cuocere molto lentamente .
Per servire, rimuovete e scartare il sacchetto delle spezie, filtrate il sidro caldo con un colino, quindi rimettetelo nella pentola per riscaldarlo delicatamente. Dividete l'uva sultanina o l'uvetta inzuppata in quattro bicchieri o tazze resistenti al calore e rabboccate con il sidro caldo.





DARK AND MOODY MARMALADE
Circa 8 vasi da 340 g

(fra parentesi le mie modifiche)
Una marmellata densa e scura fatta con il metodo della frutta intera. Ha un sapore delicato e tutte le caratteristiche ricche di una marmellata in stile Oxford - creata per la prima volta nel negozio di Frank Cooper di Oxford nel XIX secolo. 
La ricetta riesce bene anche con 2 kg di zucchero semolato invece del mix di demerara e muscovado, e il whisky è, ovviamente, facoltativo.

1 kg di arance amare di Siviglia
4 limoni
1,75 kg di zucchero demerara (io 1 kg)
250 g di zucchero muscovado scuro (io 700)
(io ho aggiunto 300 g di zucchero semolato)
50 ml di whisky (non li ho messi)



Mettete le arance intere in una casseruola e copritele con acqua. Portate al punto di ebollizione, quindi cuocete a fuoco lento, coperto, per 1½-2 ore, o fino a quando le arance sono veramente morbide; non dovrebbero più fare resistenza se forati con la punta di un piccolo coltello affilato. Tagliate a metà i limoni e spremete il succo.
Togliete le arance calde dalla casseruola, trasferitele in una ciotola con le pinze (io ho usato il mestolo forato) e versate il liquido di cottura in una brocca graduata.
Quando le arance saranno abbastanza fredde da poter essere maneggiate, foratele su un'estremità e spremete il succo in eccesso nella caraffa graduata - non ci sarà molto ma si recupera il prezioso liquido che altrimenti scorrerebbe sul tagliere.
Ora tagliate in quarti le arance, rimuovendo le estremità del frutto (io ho lasciato tutto), e affettate finemente. Mi piacciono le striscette di 3-6 mm per questa marmellata. (io ho affettato molto più fine al massimo 2 mm)
Mettete le striscette carnose di arancia in una pentola per conserve appena sono pronte e aggiungete dl'eventuale liquido sfuggito al liquido nella caraffa. Scartare i semi (vedi note).
Il liquido nella brocca dovrà essere 1,5 litri, quindi regolatevi aggiungendo acqua extra se necessario.
Aggiungetelo nella pentola con le bucce insieme al succo di limone e agli zuccheri.
Scaldate la marmellata a fuoco basso, mescolando per sciogliere lo zucchero. Quando tutto lo zucchero sarà sciolto, portate a ebollizione. Cuocere la marmellata per 30-35 minuti o fino al raggiungimento del punto di regolazione.
Togliere la pentola dal fuoco e aggiungete delicatamente il whisky, quindi lasciate la marmellata a riposare per 15 minuti prima di trasferirla in vasetti sterilizzati caldi. Sigillate e lasciate raffreddare.

Note:
- Ho cotto le arance solo un'ora ed erano già morbidissime.
- IMPORTANTE: dall'interno delle arance vanno levate le pellicine dure bianche e montagne di semi. Non togliete la parte bianca, che comunque sarà diventata trasparente e il poco di polpa che si trova.
Tutto questo va conservato perchè ricchissimo di pectina. Io ho messo tutto nel liquido ricavato, schiacciato e "sciacquato" bene e poi filtrato strizzando bene questi scarti. Avrei potuto chiuderli in una garza e farli ulteriormente bollire con la marmellata.
- La marmellata ha cotto ben più del tempo indicato, almeno il doppio, bisogna fare attenzione che non bruci.
- La marmellata è risultata parecchio scura sia per la cottura prolungata che per la presenza dello zucchero muscovado.






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lunedì 14 agosto 2017

MTC Summer Edition Crêpe is the new black - i miei Nalesniky

di Vittoria



I Libri dell' MTChallenge continuano a crescere e il 5 giugno è uscito  il sesto, Crêpe is the new black, una vera miniera di ricette non solo di crêpes classiche francesi, ma di ricette da tutto il modo arricchite da accompagnamenti, salse idee, notizie, curiosità che lo rendono un vero manuale di ricette da realizzare con pochi semplici ingredienti quando avrete voglia di qualcosa di buono. 




MTChallenge è continuamente fonte di spunti e idee muove e stimolanti e non ci sono ricette di questo libro che non vorrei provare, salate o dolci, crêpes, blinis, pancakes, gauffres, waffles, e tutte le varianti in giro per il mondo. Anche intolleranti e celiaci troveranno ricette adatte a loro, nessuno resterà a bocca asciutta.


Partecipiamo alla sfida MTC Summer Edition di questa calda estate, dedicata alle ricette del libro.





Ho scelto una ricetta che mi ha colpito  per la crema di accompagnamento con cui vengono tradizionalmente servite queste particolari crêpes polacche.
Crema soffice realizzata con formaggino fresco, dolce, ma anche un po' salatina. Una goduria mai stucchevole, non si smette di mangiarne una e poi ancora un'altra, poi magari ne provo ancora una.....
Grazie a Ilaria del blog Soffici autrice di questa delizia




NALESNIKY

per circa 8 crepes di 23 cm di diametro

120 g farina
120 ml latte
110 ml acqua
1 uovo
1 pizzico di sale

Sbattete l'uovo in una terrina, aggiungete la farina e il sale. Aggiungete i liquidi poco per volta mescolando bene per ottenere una pasta liscia e senza grumi.
Scaldate una padella di 22-23 cm di diametro, ungetela con poco burro (io metto un pezzetto di burro in un foglio di carta da cucina chiuso a sacchetto e lo uso per ungere la padella calda)
Versate un mestolino di pastella e ruotate per distribuirla uniformemente. Cuocete dai due lati, impilate e tenete al caldo mentre fate le altre.

Farcitura al formaggio

200 g di formaggio fresco (robiola, ricotta, mascarpone, formaggino spalmabile)
1 cucchiaio di panna acida
1-2 cucchiai zucchero a velo
1 pizzico di cannella

1 cucchiaino abbondante a testa di marmellata di mirtilli o lamponi o frutti di bosco

Amalgamate tutti gli ingredienti, se dovesse essere troppo densa allungate con poco latte, deve risultare una crema soffice spalmabile leggermente acidula e con una nota salatina.

spalmate ogni crepes con la crema e aggiungete un cucchiaino di marmellata. Piegate a portafoglio e servite.

Perfetto l'accompagnamento con un vino dolce, uno sciroppo o un liquore di frutta.


















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martedì 11 ottobre 2016

La torta di Virginia Woolf

Questa ricetta, diceva il testo da cui l'ho presa,  è  tratta dal libro "Ritratti" di Virginia Woolf. Non avendo letto il libro non posso affermarlo con sicurezza ma di una cosa sono certa: è deliziosa.
Mi ha incuriosito il procedimento particolare, si tratta di una sorta di pasta frolla stesa  a strati e farcita di confettura. Ne  ho usato una di albicocche fatta me ma voglio rifarla con quelle della ricetta

























TORTA BIANCA DI ZUCCHERO CON CONFETTURA
300 g farina
1 uovo
80 g zucchero
80 g burro morbido
bacca di vaniglia
1/2 bustina di lievito
2 cucchiai di latte
confettura di mirtilli
confettura di lamponi
zucchero a velo
Lavorare la farina con il burro, unire zucchero, uovo, lievito e aroma
formare una palla e dividerla in tre parti uguali
Stendere il primo panetto con il mattarello e disporlo sul fondo di una teglia cm 23 ben imburrata. Spalmare con uno strato di confettura di mirtilli
Stendere un secondo panetto in un disco uguale al primo, disporlo sulla confettura, spalmare di confettura di lamponi e completare con un terzo disco
Infornare a 160°/170° per circa 35 minuti
Lasciare raffreddare e cospargere abbondantemente di zucchero a velo
Nadia 




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