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lunedì 29 giugno 2026

PESCE SPADA CON SALSA DI ORIGANO E CAPPERI ALLA SICILIANA DA GRILLING DI MARTHA STEWART PER IL CLUB DEL 27

di Vittoria Traversa



Per l’ultimo appuntamento prima delle vacanze estive il
CLUB DEL 27 di MTChallenge  celebra l’estate con una bella grigliata, il piatto più iconico e rappresentativo di questa stagione. Grigliare è un’arte che va coltivata e raffinata e chi meglio di MARTHA STEWART, icona della cucina e del lifestyle americano, può indicarci la strada per un risultato perfetto, originale, accattivante?



Ed ecco a voi GRILLING di MARTHA STEWART, guida culinaria che raccoglie oltre 125 ricette di sicura riuscita. Il libro esplora la cucina a fuoco vivo offrendo consigli pratici, tecniche infallibili e marinature adatte anche ai principianti. Fra grandi classici americani come i burger di tacchino e pancetta e piatti internazionali come le costolette coreane, non mancano antipasti, cocktail freschi e dessert alla griglia per organizzare feste all'aperto perfette, certi che ogni grigliata sarà un evento pieno di stile.

Non avete un barbecue? Tranquilli che potrete cuocere tutto alla piastra o nel grill del forno con ottimi risultati.

Noi del Club del 27, in questo mese abbiamo provato parecchie ricette, le trovate tutte elencate QUI su MTChallenge, basterà cliccare sui link attivo e arriverete alla ricetta.


Da buona ligure con radici siciliane non potevo che proporvi un piatto di pesce, il PESCE SPADA CON SALSA DI ORIGANO E CAPPERI ALLA SICILIANA, una ricetta classica, dove non manca il tocco dell’autrice in un salmoriglio più ricco di nuovi sapori. Cucinato sulla piastra si è rivelato delizioso, diventerà speciale cucinato su un barbecue con legna profumata.

P.S. L’già riprovata con due filetti di palamita, stessa famiglia del tonno, sapore più intenso, dove l’agrodolce piccantino del condimento è risultato vincente, sposandosi alla perfezione con l’intensità marina della palamita.

 

 

PESCE SPADA CON SALSA DI ORIGANO E CAPPERI 
ALLA SICILIANA
swordfish with sicilian oregano–caper sauce

 


"La consistenza carnosa e saporita di una bistecca di pesce spada la rende ideale per la griglia. Il suo sapore leggermente dolce è esaltato da una vivace salsa alle erbe aromatiche, che si abbina bene anche ad altri pesci grassi grigliati, come il tonno o lo sgombro. Servite questo piatto con un'insalata di cereali, per esempio farro con zucchine, pinoli e scorza di limone" (cit.Autrice)

 

Per 4 persone

1 spicchio d'aglio grande tritato
2 cucchiai di succo di limone fresco
1 cucchiaino di aceto di vino rosso (io mele)
1 cucchiaio di capperi dissalati, asciugati e tritati grossolanamente
1 cucchiaio di origano secco, preferibilmente siciliano
1 peperoncino fresco piccolo tritato grossolanamente
1 cucchiaio di foglie di timo fresco tritate
1 cucchiaio di foglie di menta fresca tritate
50 ml di olio extravergine d'oliva, più altro per la griglia/piastra

Sale grosso e pepe nero macinato fresco
4 tranci di pesce spada spessi 2,5 cm – circa 220 g ciascuno

Per servire:
4 spicchi di limone fresco non trattato

Mescolate l'aglio, il succo di limone, l'aceto, i capperi, l'origano e il peperoncino e lasciate riposare per almeno 10 minuti e fino a 2 ore.

Poco prima di servire, aggiungete il timo e la menta e mescolate, poi aggiungete gradualmente l'olio mescolando e salate.

Scaldate la griglia/piastra a fuoco medio e ungetela leggermente. Condite il pesce con sale e pepe e grigliatelo fino a quando non si saranno formate le striature, poi giratelo e cuocetelo per altri 2-4 minuti per una cottura al sangue. Trasferite il pesce nei piatti, conditelo con la salsa di origano e capperi e servitelo con gli spicchi di limone.



 Questa ricetta contribuisce al Club del 27 di MTChallenge


TESSERA N:19

 

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sabato 8 marzo 2025

HALWA CHEBAKÌA DA HONEY di AMY NEWSOME

Di Vittoria Traversa


Il miele è un ingrediente fondamentale della cucina mediterranea da millenni, ma lo troviamo come denominatore comune nella preparazione dei dolci fritti che, in forme diverse,  sono il vanto di tutti i paesi affacciati al mediterraneo.

Per @cook_my_books  settimana dolcissima con HONEY di AMY NEWSOME @thebotanicalbeekeeper


L’apicoltura è la sua passione e professione e le dedica questa monografia dove ci spiega tutto sulle fasi stagionali della produzione, sui diversi tipi di miele e le loro peculiarità. Il tutto coronato da un’infinità di ricette tentatrici, ognuna dedicata a un tipo di miele specifico.


Oggi ve ne presentiamo due, gli SCAURATIELLI di @katiazeta (li trovate QUI), originari del Cilento 

e i miei HALWA CHEBAKÌA, dal Marocco.

Queste delizie marocchine sono tradizionali nel periodo del Ramadan, dopo il digiuno, o in altre occasioni speciali. I chebakìa sono finemente modellati in fiori o trecce altamente ornamentali, non è facilissimo capire come intrecciarli, ma si impara in fretta, con la ricetta troverete video che aiutano. Non solo sono squisiti da vedere, ma sono anche aromatizzati ai fiori d'arancio, fritti, imbevuti di miele e cosparsi di semi di sesamo: come si fa a non amarli?


HALWA CHEBAKÌA
al miele di fior d'arancio

 


Per 24 pezzi

1-2 grani di Mastika di Chios (facoltativo) (vedi note*)
Un pizzico abbondante di zucchero semolato
¼ cucchiaino di fili di zafferano sbriciolati (o mezza bustina)
75 g di semi di sesamo tostati
250 g di farina 0 o 00, più altra per spolverare
¼ cucchiaino di lievito in polvere
¼ cucchiaino di sale
½ cucchiaino di cannella in polvere
¾ cucchiaino di anice in polvere
¼ cucchiaino di curcuma in polvere
1 uovo medio
30 g di burro fuso
2 cucchiai di olio d'oliva
2 cucchiai di aceto di mele
2 cucchiai di acqua di fiori d'arancio
½ cucchiaino di lievito di birra essicato, sciolto in 2 cucchiai di acqua calda

Per friggere e finire
1 l di Olio di semi di girasole, preferibilmente altoleico
250 ml di miele di fiori d'arancio
1 cucchiaio di acqua di fiori d'arancio
Semi di sesamo per completare 

In un mortaio macinate i granuli di mastika con lo zucchero e lo zafferano, fino a ridurre tutto in polvere. Aggiungete i semi di sesamo e macinate fino a quando l'olio di sesamo non si libera e crea una pasta umida (vedi note). Trasferite in una ciotola e mescolate con la farina e gli ingredienti secchi rimanenti. Aggiungete l'uovo e tutti gli ingredienti rimanenti e mescolate bene per formare un impasto. Dovrebbe essere duro ma lavorabile. Impastate per 5-10 minuti, fino a quando non è liscio e ha un po' di elasticità, dividete in due porzioni, quindi lasciate riposare, coperto con pellicola o sotto una ciotola, per 15 minuti.


Prendete una porzione di impasto e stenderla su una superficie di lavoro leggermente infarinata, a circa 2 mm di spessore; cercate di dare una forma squadrata.
Se non avete un tagliapasta per chebakìa, usate una rotella scanalata e tagliate dodici quadrati da 10 cm di lato, quindi sempre con la rotella, fate 4 tagli paralleli, distanziati uniformemente sul quadrato, come strisce, fermandoti a 1 cm di distanza da entrambe le estremità del taglio. 
Potete tirare la pasta a macchina; fate strisce larghe poco più di 10 cm, rifilate i bordi e tagliate a quadrati, sempre 
con la rotella dentata.
Coprite i quadrati tagliati con pellicola trasparente mentre lavorate, per evitare che si secchino.

PIEGATURA A FIORE
non è semplicissima da capire dalla spiegazione scritta, la cosa migliore è guardare uno o più video che si trovano numerosi in rete e fare tanta pratica. Non so se sono riuscita a capire bene e a dare la forma corretta, ma sono comunque buonissimi. 

Ecco un video che mi è stato utile, la formatura parte dal minuto 6.31


Qui la spiegazione scritta dall'autrice; la tecnica è leggermente diversa da quella del video, ma ugualmente efficace.

"Prendete con una mano un quadrato tagliato. Con l'altra mano, infilate il dito medio come un ago attraverso i tagli nel biscotto, alternando sotto e sopra. Con la mano libera, pizzicate insieme i due angoli dell'ultima striscia e tenete l'estremità pizzicata. Questo sarà il centro del vostro fiore. Sollevate in verticale la mano con le strisce di pasta sopra l'estremità pizzicata, in modo che l'impasto cada lungo il dito e attorno all'estremità pizzicata. Girate ogni striscia mentre cade dal dito, da entrambi i lati dell'estremità pizzicata; questi sono i petali disposti attorno al centro. Dovreste ottenere una rosetta di strisce piegate tra i due angoli quadrati rimanenti, che potete pizzicare fino a formare delle punte affusolate. Disponete su una teglia da forno e copri con pellicola trasparente fino al momento di friggere. Ripetete con tutti i quadrati e poi con la seconda porzione di impasto"

Versate abbastanza olio vegetale in una padella profonda e dal fondo spesso in modo che non superi i due terzi dei lati e versate il miele in una piccola casseruola accanto. Riscaldate entrambi a fuoco medio-alto (l'olio dovrebbe essere intorno ai 175 °C, se avete un termometro). Il miele probabilmente si scalderà più rapidamente: una volta che inizia a schiumare leggermente, spegnete il fuoco e mescolate con l'acqua di fiori d'arancio. Assicuratevi che il miele rimanga caldo mentre friggete i pasticcini, riscaldandolo di tanto in tanto se necessario.

Non scaldate troppo l'olio; i pasticcini devono friggere delicatamente per 5 minuti e diventare croccanti, senza diventare troppo dorati. Friggete i chebakìa pochi per volta, scolandoli molto bene con il "ragno" prima di metterli immediatamente nel miele caldo. Lasciate i chebakìa fritti in ammollo nel miele per circa 5 minuti, finché non avranno assunto un colore ambrato ricco e lucido. Toglieteli con una forchetta, cospargeteli di semi di sesamo e lasciateli raffreddare per bene prima di servirli con un buon tè marocchino alla menta.

Si conservano fino a un mese a temperatura ambiente in un contenitore ermetico....... ma vi garantisco che non dureranno più di qualche ora!

Note:

1) Mastika di Chios:

Resina ottenuta dalla linfa del lentisco, che asciugando indurisce in piccoli granuli. Molto usata in Grecia per aromatizzare dolci, liquori e gelati, ha un aroma fresco e balsamico, molto particolare. Quella prodotta nell’isola greca di Chios è la più famosa e ricercata; ha ottenuto la DOP Europea nel 1997 e da 2014 è Patrimonio immateriale dell’umanità.

2) Macinatura degli ingredienti:
i granuli di resina vanno sempre pestati a mano insieme allo zucchero, in modo che non si formi una pasta appiccicosa, ci vuole pochissimo. La fase successiva, con zafferano e sesamo, può essere fatta in un macinino da spezie (da caffè) o un buon tritatutto.




 Queste Ricette fanno parte del progetto Cook_My_Books



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domenica 29 settembre 2024

COUSCOUS E MOGRABIAH CON POMODORI ESSICATI AL FORNO DA "OTTOLENGHI THE COOKBOOK" DI YOTAM OTTOLENGHI

 Di Vittoria Traversa



Ultimo giorno della settimana dedicato alle meraviglia rivoluzionarie della cucina di Yotam Ottolenghi. Purtroppo il tempo è tiranno e mi sono ridotta ad oggi per contribuire con le mie ricette. Due sole aimè, che di Ottolenghi cucinerei tutto, sempre. Tempo per pulire permettendo, perché dopo una sua ricetta, la cucina è un campo di battaglia. Ma il risultato è cos’ delizioso che ripaga alla grande.

 


Questa settimana per @cook_my_books abbiamo sfogliato “OTTOLENGHI – THE COOKBOOK”, di YOTAM OTTOLENGHI, @ottolenghi libro datato 2008 con cui l’autore ha cambiato il modo di fare gastronomia.

“Una rivoluzione che ha abbattuto barriere fra ingredienti e tecniche, fra Paesi e culture, fra chilometri zero e mercati del mondo per mettere tutto in un dialogo proficuo e fecondo, tanto che oggi non c'è ristorante o libro di cucina che non risenta, in misura minore o maggiore, dell’influenza di questo immenso genio” (cit. @cook_my_books)


La prima ricetta che ho provato è un’insalata di couscous molto interessante per la compresenza di due diversi tipi di granuli: il cous cous classico e il mograbiah o cus cous gigante (sostituibile con la Fregola per noi). Il contrasto risulta molto piacevole all’assaggio e il condimento a base di pomodori cotti in forno fino ad asciugarli quasi completamente dona un sapore intenso e molto concentrato, ben bilanciato dalla freschezza del labneh.


COUSCOUS E MOGRABIAH CON POMODORI ESSICATI AL FORNO
Couscous and Mograbiah with oven-dried tomatoes


Il mograbiah, una varietà di couscous gigante fatto con semola, è comune in tutto il mondo arabo. È anche noto come couscous perlato o gigante e, in Nord Africa, come berkukis. È più difficile da trovare del normale couscous.(cit.Autore) 
In Italia è sostituibile con la FREGOLA sarda. 

Per 6-8 persone

16 pomodori grandi e maturi, tagliati a metà nel senso della lunghezza
2 cucchiai di zucchero muscovado
150 ml di olio extravergine d'oliva
2 cucchiai di aceto balsamico
2 cipolle tagliate a fettine sottili
250 g di mograbiah o fregola
400 ml di brodo di pollo o vegetale
1 pizzico di fili di zafferano o ½ bustina
250 g di couscous
1 cucchiaio di foglie di dragoncello (o prezzemolo)
1 cucchiaio di semi di nigella
100 g di Labneh (segue ricetta)
sale marino grosso e pepe nero macinato fresco
 

Preriscaldate il forno a 150°C.

Disponete i pomodori, con la parte tagliata in alto, su una teglia da forno e cospargeteli con lo zucchero, 2 cucchiai di olio d'oliva, l'aceto balsamico e un po' di sale e pepe. Mettete in forno e cuocete per 2 ore, finché i pomodori non hanno perso la maggior parte della loro umidità.

Nel frattempo mettete le cipolle in una padella grande con 4 cucchiai di olio d'oliva e fatele rosolare a fuoco alto per 10-12 minuti, mescolando di tanto in tanto, finché non diventano di un colore dorato scuro.

In una pentola di acqua bollente, cuocete il mograbiah (o la fregola)al dente; non tutti cuociono uguale, seguite le istruzioni sulla confezione. Scolate bene e sciacquate sotto l'acqua fredda.

In una pentola separata, portate a ebollizione il brodo con lo zafferano e un po' di sale. Mettete il couscous in una grande ciotola, aggiungete 3 cucchiai di olio d'oliva e il brodo bollente. Coprite con pellicola trasparente e lasciate riposare per 10 minuti.

Una volta pronto, sgranate il couscous con due forchette per eliminare eventuali grumi e renderlo soffice. Aggiungete il mograbiah cotto, i pomodori e i loro succhi, le cipolle e il loro olio, il dragoncello (non trovato, sostituito con prezzemolo) e metà dei semi di nigella. Condite con il sale e l'olio. Lasciate che il piatto raggiunga la temperatura ambiente.

Versate delicatamente su un piatto da portata, creando una specie di piramide, poi mette il ​​labneh sopra (a palline o a cucchiaiate), irrorate con l'olio rimanente e decorate con il resto dei semi di nigella e altro dragoncello o prezzemolo.

 


LABNEH

Il labneh è un formaggio arabo fatto sgocciolando lo yogurt in modo che perda la maggior parte del suo liquido. Usate yogurt di latte di capra naturale o, se non disponibile, yogurt di latte vaccino intero naturale, ma non le varietà greche.

Questa ricetta richiede almeno 48 ore di preparazione. Se è troppo, puoi acquistare il labneh nei negozi di alimentari mediorientali. Conserva il labneh in frigorifero per usarlo come crema spalmabile, come qualsiasi formaggio cremoso. Un'opzione più laboriosa è quella di arrotolarlo in palline e poi conservarle in un barattolo di olio. Il barattolo sarà bellissimo, il formaggio si conserva per settimane a temperatura ambiente e le palline creeranno uno speciale effetto visivo se utilizzate, così come sono, in insalate e piatti di legumi.

Per 600 ml di Labneh

1 litro di yogurt di latte di capra naturale (o yogurt di latte vaccino intero)
¾ cucchiaino di sale

Per conservarlo sott’olio e servirlo:
200-300 ml di olio d'oliva
10-15 g di menta secca
una buona macinata di pepe nero

Foderate una grande ciotola con un pezzo di garza o un altro panno sottile. In un'altra ciotola, mescolate bene lo yogurt e il sale. Trasferite lo yogurt nella garza, raccoglete i bordi del panno e legateli bene insieme per formare un fagottino. Appendetelo sopra il lavandino o sopra una grande ciotola e lasciatelo colare per 48 ore. A questo punto lo yogurt avrà perso la maggior parte del suo liquido e sarà pronto per essere utilizzato come crema spalmabile.
Per ottenere il massimo, lasciatelo appeso per un altro giorno.

Togliete il formaggio dal panno e mettetelo in un contenitore sigillato in frigorifero. Una volta raffreddato completamente, preferibilmente dopo 24 ore, arrotolate il formaggio in palline, delle dimensioni di un'oliva o di una noce.

Conservazione sott’olio
Prendete un barattolo sterilizzato di circa 600 ml di capacità. Versate un po' di olio all'interno e adagiate delicatamente le palline nell'olio. Aggiungete altro olio e continuate con le palline finché tutto il formaggio non è nel barattolo e immerso nell'olio. Sigillate il barattolo e conservate fino al momento dell'uso.

Prima di servire, spargete la menta e il pepe su un piatto piano e rotolateci dentro le palline.



Questa Ricetta fa parte del progetto Cook_My_Books


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giovedì 5 settembre 2024

CALAMARI COTTI LENTAMENTE NELLA GASTRA da SEA SALT AND HONEY di CHLOE, OLIVIA AND NICHOLAS TSAKIRIS

di Vittoria Traversa



Per
@cook_my_books  questa settimana sfogliamo un libro che ci racconta una cucina tradizionale greca, che mantiene la sua identità, pur arricchita dalle inevitabili contaminazioni. Perché l'autore, Nicolas Tsakiris è nato a Kardamili, piccolo paese del Peloponneso, ed è emigrato bambino negli Stati Uniti, dove ha passato tutta la vita, fino a quando tutta la famiglia ha scelto di tornare alle origini, senza però abbandonare completamente la patria di adozione dove sono nate le sue figlie. @livtsakiris @chloetsakiris



Ho scelto una ricetta di Calamari in umido, piatto molto amato in Grecia, cucinato nella tradizionale GASTRA, la pentola di coccio (vedi note). Sia gli ingredienti, che il metodo di cottura, sono in realtà tipici di tutta l’area mediterranea. Da italiana dico che forse solo il cumino non fa parte dei nostri ingredienti tradizionali, ma ci sta divinamente. Vi raccomando di regalarvi il tempo di questa lunga cottura e ne ricaverete un piatto dai profumi unici e di una tenerezza commovente.



CALAMARI COTTI LENTAMENTE NELLA GASTRA
Calamari slow cooked in the gastra

 


La vecchia regola empirica è che per ottenere la massima tenerezza, i calamari devono essere cotti per trenta secondi o trenta minuti. Noi modificheremmo questa regola dicendo che se li cuoci in una gastra di argilla tradizionale, tre ore sono l'ideale (cit. Autore)

Per 4-6 persone

3 o 4 patate non farinose, tagliate a cubetti da 2 cm, circa 500/600 g
1 cipolla grande tritata
2 spicchi d'aglio tagliati a fettine sottili
2 cipollotti tritati (parti bianche spesse 3 mm, parti verdi da 12 a 20 mm)
120 ml di olio extravergine di oliva
2 cucchiaini di sale marino in scaglie
2 cucchiaini di pepe nero macinato fresco
1 cucchiaino di cumino macinato
900 g di calamari puliti
25 g di prezzemolo fresco tritato finemente 

Mettete le patate, la cipolla, l'aglio, i cipollotti, l'olio d'oliva, il sale, il pepe e il cumino in una gastra e mescolate bene in modo che tutto sia ricoperto.

Spingete gli ingredienti verso i bordi della pentola in modo che ci sia spazio al centro, quindi versate 500 ml di acqua nello spazio e aggiungete i calamari all'acqua. Coprite la gastra, mettetela in un forno freddo e impostate la temperatura a 175°C. Cuocete per 3 ore. Tutto il liquido, tranne l'olio d'oliva, dovrebbe essere sparito; in caso contrario, rimettete la gastra nel forno scoperta e cuocetela per 10-20 minuti. Cospargete di prezzemolo e servite.


LA GASTRA

Nicholas dice... Altri elementi essenziali nelle nostre cucine sono le gastras, le pentole di terracotta smaltate e non smaltate per una cottura lunga e lenta nel forno. Le nostre gastras provengono dall'isola di Sifnos, che è nota per la sua ceramica grazie alla sua buona argilla (cit.Autore)








 Questa Ricetta fa parte del progetto Cook_My_Books

 


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sabato 13 luglio 2024

MEZE BOWL DA BOWLS OF GOODNESS DI NINA OLSSON

 di Vittoria

Alzi la mano chi di voi non si è mai trovato davanti alla onnipresente

"INSALATONA"
.....



Che sia il pranzo di lavoro o la pausa in spiaggia, ognuno di noi si è trovato nella necessità di fare un pasto veloce fuori casa e tutti ci siamo trovati di fronte alla ciotola di ”insalatona” dove erano ammassati ingredienti scelti a caso, tagliati male e conditi peggio, che ci hanno lasciato una sensazione di insoddisfazione, di poca cura, di aver contribuito a svuotare il frigo del locale dagli avanzi del giorno…..

Invece una BOWL (ciotola mi sembra riduttivo, sempre per il motivo di cui sopra) ben fatta vi darà grandi soddisfazioni da punto di vista estetico, ma anche nutrizionale. Quando è ben studiata comprende tutti i nutrienti necessari a un pasto completo e deve essere allegra, colorata e varia nei sapori e nelle consistenze. Inoltre in estate nessuno ha voglia di cucinare per ore, di una tavola formale, di mille cose da sistemare dopo e la bowl risolve tutto in maniera pratica e veloce. Ben lo sanno in oriente, dove le bowl sono la base del pasto quotidiano, quasi sempre zuppe dove compaiono i cereali, le verdure, le proteine, come il Ramen giapponese o il Pho vietnamita, senza dimenticare i Pokè hawaiiani che oggi sono tanto di moda.




Spunti meravigliosi li troviamo in BOWLS OF GOODNESS di NINA OLSSON @nourish_atelier libro scelto da @cook_my_books per questa settimana. Un libro ricchissimo di idee fresche e gustose, sempre ben sudiate e bilanciate, con accostamenti di sapori e colori davvero irresistibili.

Nel mare di ricette golose, ho scelto una combinazione dal sapore mediorientale e mediterraneo, che mi ha riportato immediatamente a un tavolo greco in spiaggia, ingombro di tanti piattini golosi con salse, insalatine, formaggio, olive e pomodori, i famosi mezè, dai quali spiluccare questo e quello chiacchierando e centellinando un ouzo ben freddo. Ma questa volta tutto sistemato in una bella ciotola in maniera elegante e armonica.


 

MEZE BOWL

Halloumi grigliato con tabbouleh, 
hummus di coriandolo e muhammara

 


Ho scoperto per la prima volta le meraviglie del meze nei ristoranti turchi e libanesi mentre vivevo in una delle città più diverse ed emozionanti d'Europa: Londra. Ispirato da chef come Yotam Ottolenghi, presto ho iniziato a preparare meze, una sorta di pasto a base di tapas mediorientali, una scelta e un mix di snack, insalate e salse aromatizzate, a casa. Questa ciotola mescola sapori di limone piccante con verdure fresche ed erbe vivaci, utilizzando tabbouleh e salse tahini alla mandorla. L'halloumi grigliato bilancia il tabbouleh fresco con un gusto salato e burroso. Un pasto meze è flessibile per natura, quindi sentiti libero di aggiungere le tue modifiche. Ad esempio, potresti sostituire l'halloumi con falafel o ceci arrostiti.(cit.Autore)

Per 4 persone

4 fette di formaggio halloumi, 400 g circa in tutto
600 g di tabbouleh di miglio (segue ricetta) oppure bulgur cotto al naturale o altri cereali
1 mazzetto di misticanza o rucola
100 g di pomodorini ciliegino
4 manciate di mandorle tostate
16-20 olive tipo kalamata
olio extravergine d'oliva 

Muhammara alla mandorla:
100 g di peperoni rossi grigliati freschi o sott'olio
100 g di mandorle o noci tostate (tenerne qualcuna per guarnire)
2 spicchi d'aglio
½ cucchiaino di peperoncino di Aleppo in scaglie (o altro peperoncino)
3 cucchiai di succo di limone
sale

Hummus al coriandolo:
1 lattina da 400 g di ceci sgocciolati
2 spicchi d'aglio schiacciati
50 g di tahina
½ cucchiaino di sale
1 lime - scorza e succo
1 mazzetto di foglie di coriandolo (o prezzemolo)
1 filo di olio extra vergine di oliva
acqua, per diluire fino alla consistenza desiderata 

Aggiunte suggerite:
Yogurt
Pane pita 

Preparate il taboulè come da ricetta che segue.
Frullate separatamente gli ingredienti per il muhammara e l'hummus, quindi metteteli da parte.
Scaldate una padella e aggiungete un filo d'olio d'oliva. Friggete l'halloumi per 2-3 minuti su ciascun lato.
Suddividete il taboulè nelle 4 bowls con l’insalata. Aggiungete la fetta di halloumi, un cucchiaio di muhammara e uno di hummus, i pomodorini, le olive e le mandorle tostate. Completate con un filo di yogurt (se lo usate) o di olio e servite con pane pita caldo e il resto delle salse a parte.

Note:
Per il muhammara ho utilizzato peperoni rossi grigliati sott'olio perché il sapore si intensifica durante la conservazione, ma potete anche arrostire i peperoni rossi in forno a 230°C per 35 minuti e poi spellarli (cit.autrice)

VE Sostituisci l'halloumi con falafel o ceci arrostiti.
GF Sostituisci il pane pita con un pane senza glutine.


TABBOULEH DI MIGLIO ALLE ERBE POMODORI E LIMONE


“Per ottenere la necessaria freschezza e sapidità del miglior tabbouleh, è ​​necessario utilizzare erbe, pomodori e limone della migliore qualità, poiché risaltano in questo piatto. Questo tabbouleh è fatto con miglio soffice invece del tradizionale grano bulgaro utilizzato in Medio Oriente. Il miglio viene tostato prima della cottura e aggiunge un delizioso sapore di nocciola. Quando preparo il tabbouleh di solito aggiungo prezzemolo, coriandolo e menta in parti uguali anziché usare solo tanto prezzemolo. Il tabbouleh è un ottimo contorno, un compagno perfetto per verdure grigliate e halloumi, o come sostituto di riso e couscous. Puoi utilizzare qualsiasi tipo di cereale per questa ricetta – anche il couscous integrale e il freekeh sono deliziosi – ma regola la cottura di conseguenza” (cit.autrice)


Per 4 persone 

250 g di miglio
750 ml di acqua
½ cucchiaino ognuna di cannella, coriandolo, fieno greco
¼ cucchiaino di pepe nero
4-6 pomodori maturi, della migliore qualità, tagliati a cubetti piccoli
Il succo di 1 limone
1 spicchio d'aglio schiacciato e spremuto
2 cucchiai di olio extra vergine di oliva
1 cucchiaino di miele o sciroppo d'agave
1 grosso mazzetto di erbe aromatiche (prezzemolo, coriandolo e menta), tritate finemente
4–5 cipollotti piccoli affettati finemente
sale 

Scaldate una casseruola e tostate il miglio a fuoco medio per 3 minuti finché non sarà dorato, facendo attenzione a non bruciarlo. Aggiungete con attenzione l'acqua, insieme a un po’ di sale. Mescolate e portate a ebollizione, quindi abbassate la fiamma e cuocete a fuoco lento per 15 minuti (attenzione ai tempi, il mio era cotto in poco più di 5 minuti). Togliete dal fuoco e lasciate riposare i chicchi, coperti (l’acqua si sarà assorbita). Con un setaccino, spolverate il miglio con le spezie macinate, mentre lo sgranate con una forchetta.

In una grande ciotola condite i pomodori a cubetti con il succo di limone, l'aglio, l'olio d'oliva e il miele. Poco prima di servire aggiungete il miglio, le erbe aromatiche, i cipollotti e salate. Dividete il tabbouleh nelle ciotole individuali e servite.

VE Sostituite il miele con lo sciroppo d'agave o d'acero.
GF


Questa Ricetta fa parte del progetto Cook_My_Books

 



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martedì 27 febbraio 2024

AÏOLI DI PESCE AL VAPORE CON PATATE NOVELLE, CAROTINE E BASILICO FRESCO DA "5 INGREDIENTS MEDITERRANEAN RECIPES" DI JAMIE OLIVER PER IL CLUB DEL 27

 di Vittoria

In un lampo siamo arrivati alla fine di febbraio ed eccoci al consueto appuntamento con il CLUB DEL 27 DI MTCHALLENGE



Speravamo di essere fuori dall'inverno, illusi da giornate splendidamente primaverili, invece il freddo e il brutto tempo ci stanno nuovamente assediando. Mentre vi scrivo vedo un cielo plumbeo e un mare grigio acciaio, spazzato da raffiche di tramontana gelida. So che è nevicato qui alle spalle della città, appena dietro i primi monti, e qui la pioggia fredda non invoglia ad uscire. 

Io però non perdo la voglia di primavera, la vedo anche dietro le gocce di pioggia! La vedo nei germogli e e foglie nuove che sfidano il vento, nel prato coperto di margheritine e nelle macchie gialle dei fiori di acetosella, che rallegrano questo grigiore. State certi che fra poco tornerà il sole in tutto il suo splendore, verrà l'aria tiepida e correremo fuori a godere di colori, profumi e tepore della bella stagione che arriva. 

Usciamo quindi dall'inverno anche in cucina!!!! 

Facciamo cose veloci e leggere, in modo da avere più tempo per stare fuori e godere delle belle giornate che presto arriveranno. 
Abbiamo la fortuna di vivere in uno dei paesi del Mediterraneo, dove frutta e verdura fresche non mancano mai, neanche in pieno inverno, ma ora comincia il tripudio di verdurine tenere, insalatine novelle, delizie coltivate all'aperto, maturare con il sole, ricche di profumi e nutrienti, che le verdure di serra, mai potranno darci.


Le ricette di questo mese sono tratte dall'ultimo libro di Jamie Oliver "5 ingredients - mediterranean" davvero ricco di idee sfiziose e sue interpretazioni di ricette tipiche dei paesi m
editerranei. ricette adatte alla cucina quotidiana, senza creare troppa confusione con lunghe preparazioni e pentole da lavare. Una lista ella spesa contenuta di ingredienti abituali, con preferenza per frutta e verdura.

Da oggi trovate QUI su MTChallenge tutte quelle che abbiamo provato noi del Club del 27. Sono tutte brevi, con pochi ingredienti e veloci da fare! Correte al mercato e poi fateci sapere cosa avete provato.

Ho scelto una ricetta molto semplice e leggera con il pesce. Jamie stesso ci racconta la provenienza di questo piatto:

"Nel sud della Francia servono un piatto popolare di verdure di stagione al vapore, uova, maionese all'aglio e baccalà chiamato "aïoli" (che significa l'intero piatto, non solo la maionese), e questa è la mia versione con solo 5 ingredienti (cit)

Lui ha sostituito il baccalà con un filetto di pesce bianco (io ho usato del merluzzo fresco) ma vale la pena di provarla anche con il baccalà previsto nella versione originale. Qualsisi altro pesce a carne soda e bianca andrà comunque bene.


AÏOLI DI PESCE AL VAPORE CON PATATE NOVELLE, CAROTINE E BASILICO FRESCO
steamed fish aïoli new potatoes, baby carrots & fresh basil 


Per 4 persone

4 filetti di pesce bianco da 150 g, con la pelle, squamati e spinati
750 g di patate novelle, le più grandi tagliate a metà
500 g di carotine, se grandi tagliate a bastoncini
30 g di foglie di basilico (1 mazzetto grande) lavate e ben asciutte
4 cucchiai colmi di maionese all'aglio

Condite ogni filetto di pesce con 1 cucchiaino di sale (non preoccupatevi, lo sciacquerete più tardi) e mettetelo da parte.

Mettete le patate in una pentola capiente, copritele con acqua bollente salata e cuocete a fuoco medio per 5 minuti, quindi aggiungete le carote. Sciacquate e asciugate il pesce con carta da cucina, quindi mettetelo in uno scolapasta oliato, posizionato sopra la pentola delle verdure, con la pelle rivolta verso l'alto (assicuratevi che l'acqua non salga all'interno dello scolapasta) e coprite con un coperchio. Cuocete per altri 10 minuti o fino a quando le verdure saranno morbide e il pesce cotto.

Nel frattempo, mettete le foglie di basilico in un mortaio, conservandone alcune belle per guarnire, quindi schiacciale fino a ottenere una pasta e aggiungi la maionese all'aglio. Per servire, togliere la pelle ed eliminare la pelle del pesce, quindi dividerla nei piatti. Scolate e dividete le verdure, e completate con una bella cucchiaiata di maionese alle erbe, le foglie di basilico messe da parte, un generoso pizzico di pepe nero e un filo di olio extravergine di oliva, se preferite.

 


Note:
Patate: se usate patatine sottovuoto, già cotte a vapore, iniziate a cuocere parzialmente le carote, poi aggiungete le patine, che devono solo scaldarsi
Salsa: se non avete la maionese all’aglio, usate maionese normale, aggiungendo un poco di aglio spremuto o ridotto in purea. Inoltre potete preparare la salsa nel frullatore a immersione. Mettete la maionese nel bicchiere apposito, aggiungete le foglie di basilico e frullate fino ad avere una salsa omogenea. Se troppo densa, aggiungete un goccio di acqua fredda, mentre frullate.


TESSERA N:19

Questa ricetta contribuisce al Club del 27 di MTChallenge




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