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sabato 20 gennaio 2018

CARBONARA AI CARCIOFI CROCCANTI PER IL CALENDARIO DEL CIBO ITALIANO

di Vittoria

Oggi per il Calendario del Cibo Italiano festeggiamo la Giornata Nazionale della Carbonara e le sue sorelle, Pasta alla Carbonara classica che più non si può, ma anche varianti golose e sfizose tutte da provare.

Io contribuisco con una versione che ricalca un classico abbinamento: l'uovo con i carciofi, morbidi nel condimento e sfiziosamente croccanti a completamento di un piatto gustoso e scenogafico





CARBONARA AI CARCIOFI CROCCANTI
per 2 persone

Ingredienti:
180 g di linguine
40 g di guanciale a listelli piccoli
2 carciofi grossi di Albenga o sardi, compresi i gambi carnosi
1 cucchiaio di vino bianco secco
50 g di parmigiano reggiano o pecorino romano grattugiato
1 uovo intero più 1 tuorlo
Olio di arachidi o girasole per friggere
Sale e pepe



Pulite i carciofi togliendo le foglie dure, le punte spinose e il fieno interno, teneteli a bagno in acqua e succo di limone perché non anneriscano. Pulite anche la parte tenera dei gambi tenendo solo il cuore tenero.
Saltate in padella il guanciale in modo che rilasci parte del grasso, aggiungete i gambi a rondelle e un carciofo a fettine. Fate rosolare, poi portate a cottura con poca acqua e un cucchiaio di vino bianco secco.
Affettate sottile l’altro carciofo, asciugatelo molto bene e friggete le fettine in olio bollente per uno o due minuti finchè saranno dorate e croccanti. Fate scolare su carta da cucina e salate leggermente.
Portate a bollore abbondante acqua salata e cuocete le linguine al dente.
Nel frattempo nella ciotola di servizio battete le uova con il formaggio e abbondante pepe.
Scolate la pasta e saltatela nella padella con il guanciale e i carciofi raccogliendo bene il condimento. Trasferite bollente nella ciotola con le uova amalgamando velocemente in modo che si formi una bella cremina densa di uovo e formaggio. Decorate con i carciofi fritti e servite immediatamente ben caldo.









365 giorni per apprezzare la realtà e diversità della cucina italiana, per conoscere le infinite sfumature e i meravigliosi prodotti del nostro paese, per conoscere e conservare le nostre origini e tradizioni


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domenica 26 gennaio 2014

UNO SPEZZATINO TRADIZIONALE LIGURE PER L’MTCHALLENGE N.35

Sottotitolo:
la storia di come, per un incauto acquisto, l’agnello si trasformò in tacchino e il piatto diventò un po’ meno tradizionale, ma più economico e adatto al periodo attuale di spending review!!!!
(nel frattempo mi hanno dimezzato orario di lavoro e stipendio, sapevatelo!)

di Vittoria


Eccoci dopo la pausa natalizia al nuovo appuntamento con il gioco dell’MT Challenge. Grazie alle superwoman della redazione!!!!
Questa volta le sorelle Calugi de La Cucina Spontanea ci hanno proposto lo spezzatino, piatto che adoro perché si presta a mille varianti e interpretazioni.
Loro ci propongono la ricetta classica di carne bovina con patate e tanto bel sugo dove fare una deliziosa “puccia” …che forse è la parte migliore del piatto. La loro ricetta perfetta la trovate QUI, viene voglia di mangiarlo solo guardando la fotografia.

Ma veniamo a noi. Che versione fare? Come interpretate?
Come sempre mi piace rimanere legata alla tradizione della mia terra, la Liguria, che di abbondanza di carne non ne ha mai vista e la poca che c’era si faceva “rendere”. Questo esclude subito la carne bovina e di conseguenza la scelta è caduta sull’agnello, ben conosciuto e usato dalle nostre parti.
Agnello sardo o piemontese, ma anche produzioni locali, direi addirittura familiari.
E poi a me l’agnello piace moltissimo.

Quale occasione migliore per farvi conoscere lo spezzatino di agnello con carciofi in fricassea?

La FRICASSEA è una preparazione ligure (ma da mie indagini anche sarda, con nome quasi uguale, grazie MIRIAM) molto usata per arricchire di sapore e nutrimento ciò che si portava in tavola.
Si tratta di preparare un’emulsione di uovo e succo di limone battuti insieme con un poco di sale, di versarla nel tegame all’ultimo momento, mescolare bene in modo che tutto si amalgami e si formi un bel sugo cremoso e servire subito pena ritrovarsi con un “mapazzone”



Ebbene tutto era deciso, non restava che fare la spesa!!!!
……. così mi avviai al mercato per procurarmi l’agnello da un banco specializzato che commercia agnello sardo e i carciofi dal mio spacciatore di fiducia, carciofi di Albenga, spinosi dalle foglie croccanti e dal cuore gustoso e saporito. Il meglio del meglio per mettere in gara una preparazione ligure poco conosciuta.
Acquisto i carciofi (e una borsata di verdura per la settimana) e mi avvio al banco della macelleria ovina.
Vi pare che posso fare una sola cosa alla volta? Certo che noooooooo!
Mi metto in coda con santa pazienza e rispondo a qualche mail, un messaggio, leggo qualcosa su FB, ecco tocca a me e ordino lo spezzatino di agnello.
In quel momento arriva la fatidica telefonata e io incauta invece di lasciar perdere rispondo e inizio una delle solite discussioni surreali con mia madre………….
Intanto il macellaio mi chiede se non preferisco un bello spezzatino di castrato che ha lì già bello pronto, che la carne è più saporita e regge meglio una cottura lunga….. e costa meno….
guardo e l’aspetto IN APPARENZA è invitante (continua la telefonata, ovviamente sono distratta) e accetto lo scambio.
Lui incarta, pago e finito il mio giro spesa del sabato me ne torno a casa.
Ovviamente non apro l’involto fino alla domenica quando apro e mi rendo conto che il famoso “spezzatino di castrato” altro non è che un ammasso di pezzi di ossa, pellacce della pancia, grasso, ritagli di code delle costolette, robaccia varia non identificabile…… un pezzo di carne sana non l’ho trovato.
Ecco cosa succede ad essere distratti mentre si compra una cosa nuova, soprattutto se “consigliata” ad hoc!
Ho maledetto me, la distrazione e il macellaio disonesto e poi essendo domenica non ho potuto fare altro che un tentativo di recupero scalcando, selezionando, cercando i pezzetti commestibili in quel mare di scarti. Qualcosa ho ricavato, ma dopo lunga cottura ho ottenuto solo una massa di pezzetti coriacei in un mare di grasso puzzolente……………. Ovviamente è finito tutto nella spazzatura, avrei fatto meglio a richiudere l’involto e riportarglielo il lunedì.
Eh si però ora che faccio? I carciofi puliti aspettano un compagno di viaggio e l’MTChallenge dopotutto è una sfida, mica posso arrendermi così……
Domenica pomeriggio ho una sola chance, il supermercato …… ed è li che ho la folgorazione, nel banco macelleria c’è un bel pacchetto con un invitante SPEZZATINO DI TACCHINO.
La carne di tacchino in genere non mi piace perché ha quel gusto …di gallinaccio! Ma stavolta devo vincere una sfIda con me stessa prima che all’MTChallenge, quindi TACCHINO SIA!



SPEZZATINO DI AGNELLO TACCHINO E CARCIOFI IN FRICASSEA

Ingredienti per 4 persone:

1 kg di polpa diAGNELLO
1 kg di coscia di tacchino tagliata a cubetti di circa 2 cm
5 carciofi – quelli con le spine, di Albenga ancora meglio!
1 cipolla bianca grossa affettata a spicchi sottili
1 bicchiere di vino bianco secco, circa 100 ml
1 bicchiere grande di brodo vegetale o di pollo, circa 200 ml
2 cucchiai di trito misto di sedano/carota/cipolla/
1-2 spicchi di aglio (io preferisco quello rosso)
4 foglie di salvia
1 foglia di alloro
Sale, pepe, olio extravergine di oliva

Per la salsa finale:
2 uova medie
Il succo di 1 limone grosso, circa 100 g

Per accompagnare lo spezzatino
Una o due fette a testa di pane pugliese cotto a legna e tostato





La pentola di coccio dove cuocerlo lentamente
io ne ho una turca bellissima regalo di mia sorella Lilli che va in Turchia spesso. E’ molto rustica, non smaltata, ma l’interno è completamente nero, probabilmente è stata fatta una sorta di vetrificazione con un calore forte, forse con delle braci messe all’interno.


Fate scaldare la pentola di coccio, poi fate appassire il trito di verdure con due o tre cucchiai di olio, la foglia di alloro e lo spicchio di aglio.
Aggiungete i cubetti di polpa di tacchino e le foglie di salvia e fateli colorire, poi sfumate con il vino e cuocete fino a completa evaporazione.
Aggiungete la cipolla bianca affettata, abbassate il fuoco al minimo, coprite parzialmente e portate a cottura la carne aggiungendo poco brodo se necessario.
Intanto pulite i carciofi:
levate le foglie dure, tagliate via la punta con le spine, divideteli in due, con un coltellino piccolo (meglio a lama curva) togliete il fieno interno e metteteli a bagno in acqua e limone perché non scuriscano.
Quando la carne vi sembrerà quasi a fine cottura aggiungete i carciofi tagliati in 8 spicchietti e proseguite la cottura per circa 15 minuti, finchè saranno teneri. Deve esserci sul fondo della pentola un bel sughetto abbondante. Levate l’aglio e l’alloro.
Battete le due uova intere con il sale e il succo di limone e versatele nello spezzatino mescolando bene perché il composto rivesta bene lo spezzatino addensandosi fino a formare una bella cremina. Spegnete subito il fuoco perché se cuoce troppo si raggruma. Se risulta troppo denso aggiungete qualche cucchiaio di brodo caldo. Servire subito.
Io ho accompagnato questo piatto con un profumatissimo pane pugliese cotto a legna tostato, perfetto per raccogliere ogni goccia del sughetto.





Questa ricetta partecipa all’MTChallenge n.35 di gennaio 2014


Nota del 27/01/14
Faccio outing: credo proprio di essere fuori concorso......
Mannaggia mi sono accorta ora che il pane per la puccia doveva essere homemade. 
Io ho usato un pugliese favoloso acquistato su bancarella pugliese, con meravigliosa crostona da pane cotto a legna e profumo delizioso.... ma non è mio! ...mi sa che stavolta la scure delle giudichesse si abbatterà inesorabile. 
ecco ora vado a scrivere il post dell'altro va.....


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lunedì 16 aprile 2012

La mia frangipane e un piccolo rinvio!

Comunicazione a tutti gli affezionati di X-Kitchen: a causa di un piccolo intoppo posticipiamo l'uscita del nuovo enigma di aprile. Ma arriva, eh!!!!

E cosi' ne approfitto per non fare la figura di quella che arriva sempre all'ultimo momento e zac.... ti pubblico la mia frangipane per l'MTC!
Quando ho visto l'argomento della sfida di questo mese ho gioito.... eccerto, perche' quando tra le ipotesi si era affacciato un "macarones" mi son sentita male.... la frangipane invece l'avevo gia' preparata e mooooolto apprezzata!


Il punto era: come farcirla?
(Apro una parentesi: riuscireste ad indovinare gli ingredienti solo guardando le foto????? Senza barare eh!!!!)
E pian piano mi si e' accesa un'idea in testa, che ho cercato di accantonare, davvero...ci ho provato.... ma lei era li e non permetteva a nessun'altra idea di diventare allenttante e cosi' ho deciso di assecondarla e di certo stavolta mi becco il premio per l'idea piu' bizzarra (diciamo cosi') in concorso! ^____^

Crostata frangipane ai carciofi - mia!
Per la frolla (ricetta di Ambra)
200 g di farina 00 (debole)
100 g di zucchero semolato
100 g di burro
1 uovo
1 pizzico di sale
la scorza grattugiata di mezza arancia (io 1 limone)

Per il ripieno:
300 gr di carciofi (io surgelati per gli ovvi motivi di cui vi ho parlato qui)
80 gr di arancia candita
3 lt di acqua
150 gr di zucchero
1 limone

Per la crema frangipane:
100 g di farina di mandorle (o mandorle pelate)
100 g di burro appena ammorbidito
100 g di zucchero semolato
1 uovo
30g di fecola di patate/maizena
1 cucchiaio di acqua di fiori d'arancio (facoltativa)(io aroma agli agrumi)


Per prima cosa far bollire i carciofi in acqua con lo zucchero e il limen tagliato a fette. Quando sono cotti sclarli e lasciarli raffreddare. Aggiungere quindi i canditi a dadini e mescolare bene per amalgamare il tutto.
Preparare la frolla: io ho messo tutto nel Ken, prima il burro con la farina, lo zucchero e il sale, quindi ho aggiunto l'uovo e la scorza del limone. Fatta una palla, avvolta in pellicola e messa in frigo a riposare.
Quindi sono andata dalla mia Adele a bermi un buon caffe' e la frolla ha riposata almeno un'ora!
Stendere la frolla sottile, rivestire una tortiera con lo stampo amovibile, bucherellarla con i rebbi di una forchetta e cuocere in bianco; io ho messo sulla frolla un foglio di cartaforno e ho appoggiato poi una teglia leggermente piu' piccola, cosi da non far gonfiare la frolla in cottura. Forno a 170 gradi, 10 minuti coperta e poi 5 minuti scoperta.
Nel frattempoho preparato la frangipane: tritato le mandorle (non avevo la farina) e aggiunte al burro montato con lo zucchero, quindi l'uovo, l'aroma e la fecola.
Tolta la frolla dal forno ho cosparso la superficie con i carciofi e canditi, spalmato la crema frangipane sopra, buttata una manciata di mandorle a lamelle e di nuovo in forno per circa 30 minuti.



Credetemi.... la crostata e' ottima! Stasera la sottoporro' anche al giudizio del SignorNo e domani vi aggiornero' in merito!
E con questa ricetta partecipo al MTC di aprile!



Aggiornamento, come promesso: il SignorNo ha suonato alla porta riportandomi il piattino VUOTO e alla mia domanda "allora, com'era?" ha esclamato un "Fantastica! Ma davvero buonissima!!!... ne hai ancora???" che mi ha strappato un gran sorriso! Sono felice!!!!!!

Buona giornata!
Paola
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