lunedì 4 ottobre 2010

La torta paesana o torta di latte!!!


Ogni paese ha la sua festa e ogni festa ha la sua torta! Qui in Brianza ottobre e' tempo di feste paesane e si prepara la "Turta de lacc", la torta di latte e la preparazione ha tutto un suo rituale che rende felici!!!
Mia mamma ne ha sempre preparate in quantita' industriali, anche perche' devo ammettere che il procedimento e' piuttosto lunghino, quindi tanto vale, gia' che ci siamo, fare 3 o 4 torte!!! Ieri ad esempio erano 5!!! Ahahaha...certo!!! Perche' per tradizione poi ci si scambia le torte tra famiglie! Portene mezza alla zia, l'altra mezza al tal altro zio, mamma meta' la prendo anch'io e la porto in ufficio... insomma, delle 5 torte ieri quasi non ne e' rimasta traccia!
Nasce come torta povera, ma vedrete dalla quantita' di ingredienti quanto si e' arrichita con gli anni! Un tempo era fatta solo con pane, i piu' benestanti conservavano degli avanzi di panettone da Natale, li facevano seccare e li usavano poi per arricchire l'impasto e insaporirlo...
Come capita con le ricette tradizionali, anche per questa non esiste LA ricetta ufficiale, ma ogni famiglia, ogni casa ha la sua!
C'e' chi usa l'uovo e chi no, chi solo pan d'anice e chi solo biscotti, chi ancora sia pan d'anice che biscotti! Chi solo cioccolato, chi cacao e cioccolato, canditi si, canditi no, uvetta assolutamente si, uvetta guai a nominarla! Ma su una cosa siamo tutti d'accordo: il pane si schiaccia con le mani (divertimento dei bimbi!!!) oppure e' concesso usare il passaverdura, ma GUAI solo a nominare il minipimer! Certe innovazioni non possono competere con le tradizioni!

Apro una piccola parentesi sul pan d'anice perche' ho il sospetto che sia un prodotto legato a questa zona! Diverse volte parlandone con amici diversamente sparpagliati nello stivale non ne conoscevano l'esistenza. Alla fine e' un pan di spagna aromatizzato (molto aromatizzato) con l'anice, quindi sostituibile con pan di spagna e aroma anice appunto! Chiusa parentesi!

Non avete idea della fatica per riuscire a scrivere questa ricetta cercando di ottenere le quantita' da mia mamma che l'ha sempre, sempre, sempre fatta ad occhio!!!
In effetti il risultato finale dipende dai gusti personali di ciascuno, ma a casa mia la si fa cosi'.... piu' o meno!


Torta paesana o Turta de lacc! - versione della mia Adele
Ingredienti per 2 torte (o 3 piccole)
2 litri di latte
4 panini a pasta dura piccoli
20 gr. di burro
100 gr. di cioccolato fondente
400 gr. di amaretti
1 pan d’anice
100 gr. di cacao amaro
150 gr. di uvetta
150 gr. di cedro candito
1 cucchiaio di zucchero a velo
1 uovo
50 gr. di pinoli
1/2 limone (succo + buccia grattugiata)
1 bustina di vanillina
sale
maraschino

Procedimento:
Far scaldare il latte (senza farlo bollire!) con un pizzico di sale e il burro. Aggiungere il cioccolato fondente a pezzi, gli amaretti, il pan d’anice e il cacao amaro e lasciar raffreddare.
In una ciotola a parte, mettere a bagno il pane con dell’altro latte caldo bianco, giusto solo la quantita' per bagnare il pane; lasciar rammollare e raffreddare.
Quando e’ tutto freddo, schiacciare il pane con le mani, passarlo col passaverdura e aggiungerlo all’altro impasto. Volendo i passaggi fin qui si possono fare la sera e poi lasciar riposare tutto coperto fino alla mattina seguente. (di solito noi facciamo cosi!)
Mettere a bagno in acqua tiepida le uvette. Aggiungere all’impasto lo zucchero a velo, l’uovo e mescolare bene. Aggiungere anche i pinoli, il succo e la buccia grattugiata del limone e il cedro candito.
Se l’impasto risultasse troppo molle aggiungere altro pan d’anice. Mettere poi la vanillina e il maraschino a piacere. A seconda dei gusti si possono aggiungere altri amaretti oppure altro cacao amaro se l’impasto rimane troppo chiaro, o dello zucchero se lo si preferisce piu’ dolce. Per gusto personale non uso lo zucchero in questa torta che rimane quindi col buon sapore amarognolo del cioccolato, arricchita dall'aroma degli amaretti, il cedro... insomma, un trionfo di sapori!
In ultimo aggiungere le uvette scolate e asciugate in uno strofinaccio.
Imburrare e infarinare due teglie e versare il composto. Distribuire sulla superficie delle torte dei pinoli.
Cuocere in forno a 160 gradi per due ora circa. La torta e’ cotta quando si stacca dalle pareti delle teglie e la sulla superficie si formano le crepe!

E' una torta che non lievita. L'altezza la decidete voi a seconda della quantita' di impasto in ogni teglia, attenzione quindi ai tempi di cottura in caso di torte basse!
La consistenza prima della cottura e' morbida, molle ma non completamente liquida e fluida. Il barbatrucco della mamma e' infilare il cucchiaio di legno nell'impasto e vedere che stia in piedi!
Altra cosa divertente della preparazione e' fare il provino! Una minitorta da assaggiare per vedere che sia riuscita bene e quindi offrirla poi serenamente agli ospiti!
E non e' finita.... altro passo importante e' la cottura! Come dicevo prima, visto il lungo lavoro, da sempre la tendenza e' stata di preparare molte torte in una volta! Ma il forno di casa e' uno e mica puo' restare acceso una giornata intera per cuocere le torte! Da qui l'usanza di portare le teglie pronte al forno del fornaio di fiducia! Ricordo che da piccola c'era un via vai in paese di donne con le loro teglie in mano, avanti e indietro fino al fornaio per portare tutte le teglie, ognuna ben contrassegnata con un chiodo, un filo metallico, una rondella sull'anello esterno, piuttosto che un'incisione con le iniziali sul bordo. Ogni massaia alla fine riconosceva le sue torte! Ogni donna il sabato sera prima della festa tornava a casa con le sue torte ben cotte dal fornaio e in tutto il paese, per tutto il giorno si era respirato profumo di turta de lacc! Aria e profumo di festa!
Oggi sono rimasti pochi fornai che si prestano a questo lavoro e noi ci cuociamo la torta a casa approfittando del mega forno di soli 90 cm di mia mamma!!!
Il profumo pero' e' sempre identico!
Lo sentite????
Ah, dimenticavo:non vi preoccupate se da fredda la torta iniziera' a sudare e vedrete la superficie diventare lucida. Significa che l'avete cotta bene e dentro conserva la giusta umidita'!
E lo so che vi vien voglia di rubare i pinoli in superficie.... ahahah, io lo faccio sempre!!!

Buon inizio di settimana a tutti.
Paola

Aggiornamento, 21Ottobre 2010: con questa ricetta partecipo al contest Di Pia e Lia di Provare per gustare "Ricchi sapori d'Italia"!


Baciiii!
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21 commenti:

Simo ha detto...

...buonissima...mi ricorda tanto la mia infanzia...

Tania ha detto...

Cioccolato anche qui! Lw torte tradizionali sono sempre affascinanati oltre ad avere una marcia in più, la cosa bella è che come dicevi tu non sono mai identiche l'una dall'altra! E' molto golosa, col tuo permesso prenderei qualcuno dei quei pinoli :-D

piccoLINA ha detto...

@Simo: la conosci questa torta??? Che bello, sarebbe curioso confrontare le ricette! E' la torta anche della mia di infanzia...! :-)
@Tania: prendi prendi... fortuna che ieri c'erano 5 torte, quindi pinoli per tutti!!!!
Un abbraccio
Paola

ELel ha detto...

Buono il pan d'anice!!! E nemmeno qua in Friuli esiste...peccato! Mi sa che però questa delizia me la vengo ad assaggiare direttamente in Brianza!

piccoLINA ha detto...

Elel, vi aspetto!!!! :-)

rosella ha detto...

Che bello, Paola, che resistano le feste tradizionali e i dolci che le accompagnano! A me che sono nata e cresciuta a Roma, certi ricordi mancano ( tranne quelli legati al Natale); così mi piace conoscere quelli degli altri. Che brava la tua mamma! ti abbraccio. Rosella

Francesca ha detto...

la "paciarella"!!! quanto è buona...quando avevo ancora la nonna materna iniziavamo a mangiarne dalla metà di settembre per la festa del suo paese natale fino alla seconda settimana di ottobre, festa di Brugherio. Ne faceva 5 per volta e le portava al forno del paese per farle cuocere. La chicca era che, per riconoscerle, le sue le marchiava con un oro saiwa al centro in modo da sapere esattamente quale fossero quelle fatte da lei.
Vediamo se convinco mamma a comprare gli ingredienti...FraPopa

piccoLINA ha detto...

Francesca, ma allora siamo vicine di casa!!! Che bello!!!!!
Rosellina, un abbraccio anche a te!

Baci baci
Paola

Ste ha detto...

Ciao Paola! Come sospettavi, il pan d'anice è un vostro dolce, qui mai sentito... Quanto pesa? Lo puoi scrivere negli ingredienti? Se poi metti anche una foto... così, se per caso uno vi incappa, lo riconosce.
La torta è molto golosa.
Anche al mio paese, per la festa del patrono, accendevano il forno a legna del paese (non essendovi il fornaio, si consociavano per accendere il forno e cuocervi il pane più famigli insieme) e le donne portavano a cuocere le loro torte. Essendo quasi sempre una specie di pandispagna, arrivavano a corsa per paura che si smontasse... e nella strada c'era un profumino....
Anche lo stampo per codesto dolce penso che sia tipico: ce ne parli?
Grazie,
Ste

piccoLINA ha detto...

Stefano, ciao! Il pan d'anice (pan d'anis) e' venduto in formati da 400 grammi, ha forma rettangolare (circa 10x25 cm) cotto nello stampo di cartone e confezionato in un sacchetto trasparente. Appena passo da mia mamma mi faccio dare la confezione cosi' leggo attentamente gli ingredienti, comunque e' esattamente un pan di spagna fortemente aromatizzato all'anice.
Lo stampo per la torta di latte dev'essere tassativamente una teglia di alluminio, ben unta e cosparsa di pangrattato. Vietate le teglie antiaderenti e guai a nominare il silicone! Mia mamma usa le teglie che erano di mia nonna, che a sua volta le aveva avute dalla mamma... si tramandano di generazione in generazione, ogni anno magari hanno un bozzo in piu' del precedente, ma ad ogni segno e' legato un ricordo!!!
Un abbraccio!
Paola

anna ha detto...

Questa torta ha un aspetto molto invitante.Sbaglio, o me ne hai parlato gia' parlato di questa torta quando sei stata da me?L'interno di questa torta mi attrae molto,mi attraggono soprattutto gli ingredienti,sono molto insoliti.Dimmi una cosa Paole',lo stomaco la digerisce bene? mi piacerebe provarla,(non so quando pero')pero' ho Rocco che soffre di bruciori di stomaco.Gli ingredienti che non metteri mai pero',sono i canditi e l'uvetta,li detesto,magari,potrei sostituire con della frutta secca,che dici?
Bacioni.
Anna

rebecca parodi ha detto...

Che meraviglia...lo so che i dolci tradizionali erano una festa,forse più prima che oggi,perchè oggi non c'è attesa:si può avere e fare tutto sempre!! Sicuramente dev'essere un'esplosione di sapori e profumi...con che vino/liquore lo accompagnate?

piccoLINA ha detto...

Annina... e' una torta importante per lo stomaco!!! Si, mi sembra te ne avessi parlato! Non ho mai pensato alla variante con frutta secca, nonostante qui da noi una caratteristica dei nostri dolci e' di essere arricchiti con frutta secca. Questa torta invece non ne ha. Bisognerebbe provare, ma ho sempre un po' di timore nello stravolgere ricette tanto antiche!
Rebecca... noi la annaffiamo con un vinello dolce dolce, un moscato che chiamiamo "acqua di pom" (succo di mele) dal tanto e' dolce! A me piace tantissimo!
Buona giornata
Paola

Chiaretta ha detto...

La torta paesanaaaaa!! Ovviamente la mia ricetta da Seregnese è diversa dalla tua, così come sicuramente è diversa quella della mia vicina di casa, della signora che abita poco più in là ecc ecc, come in tutte le ricette popolari! Un bacio

anna ha detto...

Paole',allora mi sa che non la posso fare:se la facessi,lo so come andrebbe a finire,Rocco si farebbe una trasfusione di Malox plus,ma plus,plus assai.Di sicuro mi chiederebbe chi mi ha dato la ricetta,ovviamente,io direi che me l'hai data tu,a quel punto.....ti penserebbe cosi' intensamente,da sentire la sua presenza.Che dici la faccio?
Ciao piccolina!!!!

piccoLINA ha detto...

Annina, se funziona da teletrasporto falla, cosi' arrivo a darti uno stritolo!!! Porto il Malox!
Chiara si, ho visto che le ricette sono diverse... pero' il bello di questa torta e' che anche con la stessa ricetta non viene mai uguale di anno in anno, proprio perche' si va generalmente ad occhio con gli ingredienti!
Un abbraccio!

Valentina ha detto...

mia nonna e mia zia sono di lesmo...quando andavo a trovare mia zia mangiavamo sempre la torta paesana e la portavo a casa perchè era buonissima e la adoravo adesso lei si è trasferita in piemonte e sono 5 annic eh non ne assaggio nemmeno più un pezzetto, credo proprio che le farò una sorpresa con la tua ricetta, dalla foto è davvero uguale a quella che comprava lei!! grazie mille te la rubo :)

Una italiana senza servitù ha detto...

FINALMENTE QUALCUNO CHE LA FA COME ME, SENZA FARINA Né UOVA: ANCHE SE SEMBRA UNA TORTA COMPLICATA LA CHIAMAVANO TORTA DEI POVERI PROPRIO PERCHè USAVANO SOLO PANE DURO. http://torsolo-di-mela.blogspot.it/2012/04/torta-paesana-senza-farina.html CIAO A PRESTO E BUON PRIMO MAGGIO!!!!

franco ha detto...
Questo commento è stato eliminato dall'autore.
Simona e Franco ha detto...

Domani è festa del paese qui e sto stampando questa ricetta perché in casa non l'abbiamo, la fanno sempre le mie zie ma ultimamente a Settembre la faccio anche io anche perché amo fare i dolci. L'adoro questa torta, anche a me ricorda l'infanzia e poi è un rituale farla ogni anno, soprattutto nella nostra famiglia! Grazie per la ricetta!

piccoLINA ha detto...

Simona e Franco, grazie a voi per il commento, e fatemi sapere poi questa ricetta vi piace, dato che come dicevo, ogni famiglia ha la sua variante!
Un abbraccio
Paola

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