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giovedì 19 marzo 2026

SUQAAR DI AGNELLO CON INJERA da ROOZA di NADIYA HUSSAIN

di Vittoria Traversa


Oggi è il giorno di Eid-ul-Fitr e al tramonto, con una grande festa, terminerà il mese del Ramadan.


Per questo @cook_my_books ha dedicato la settimana a ROOZA di Nadiya Hussain @nadiyajhussain.
L’autrice (nel 2024 abbiamo sfogliato il suo SIMPLE SPICES) ha raccolto le ricette più significative del Ramadan dai 30 paesi che lo osservano. Un libro emozionante, con ricette che hanno un significato speciale, oltre alla bontà assoluta.


Io vi propongo una ricetta somala, che mi ricorda moltissimo un piatto mangiato spesso in Etiopia (la cucina è simile) quando io e mio marito siamo andati a conoscere nostro figlio; abbiamo un legame speciale con quella terra e il cibo ne è parte importante.

il SUQAAR DI AGNELLO CON INJERA è uno spezzatino speziato, servito sulla tradizionale crepe spugnosa, la INJERA.


Etiopia Ottobre 2004 

Questo meraviglioso spezzatino va tagliato piccolo, mentre il sugo deve avvolgere la carne, perché tradizionalmente va raccolto con un pezzo di injera e portato alla bocca senza l’uso di posate.
Loro sono bravissimi a farlo senza sporcarsi la mano di sugo, ma vi posso assicurare che non è affatto facile!

La INJERA, alimento base della dieta etiope, è fatta di TEFF, cereale locale ricchissimo di proteine (grazie a questa proprietà, riescono a sopravvivere).
Dalla pastella fermentata 3 giorni si ottengono grandi crepes spugnose, leggermente acide, che bene si sposano con la piccantezza del sugo speziato con berberè o mitmità, miscele di spezie tipiche.
Chi è più fortunato può aggiungere un uovo sodo .......e nelle giornate speciali un po’ di carne (manzo o agnello).

Per la Injera l’autrice ci suggerisce l’uso della farina integrale per un risultato ottimale, essendo il Teff è di difficile reperimento. Invece della grande injera da condividere ci propone crepes monoporzione, lievitate e non fermentate, accompagnata dal SUQAAR ricco, speziato e con una spiccata nota piccante da regolare a vostro gusto. Come carne utilizzate il castrato o agnellone, meno grassi e più saporiti dell'agnello da latte.

 

  SUQAAR DI AGNELLO CON INJERA
lamb suqaar with injera 
(Somalia)

 


Per 6 persone

Per l'injera:
250 g di farina integrale
125 g di farina 00
14 g di lievito di birra istantaneo
1 cucchiaino di sale
½ cucchiaino di lievito in polvere
680 ml di acqua tiepida
2 cucchiai di aceto di mele
olio per ungere 

Per il suqaar di agnello:
100 ml di olio
2 cipolle tritate finemente
1 cucchiaio di sale
2 peperoni a dadini
3 cucchiai di garam masala
4 cucchiai di semi di coriandolo tostati fino a diventare scuri, leggermente schiacciati
3 cucchiai di pasta di tamarindo
1 kg di agnello disossato a dadini 

Per la salsa di pomodoro:
3 pomodori
8 spicchi d'aglio pelati
una manciata di coriandolo fresco 

Per servire:
una manciata di coriandolo fresco tritato finemente
spicchi di limone 

Iniziate preparando l'impasto per l'injera. Mettete la farina integrale e la farina 00 in una ciotola insieme al lievito, al sale e al lievito in polvere. Mescolate bene gli ingredienti secchi. Create un incavo al centro, aggiungete l'acqua tiepida e l'aceto e mescolate fino a quando tutti gli ingredienti non saranno ben amalgamati e non ci saranno più grumi di farina. Coprite e lasciate riposare la pastella per un'ora.

Nel frattempo, preparate il suqaar di agnello. Versate l'olio in una padella capiente e scaldatelo a fuoco vivo. Aggiungete le cipolle e il sale e cuocetele fino a quando non saranno di un bel colore marrone scuro, circa 12 minuti mescolando di tanto in tanto.

Ora aggiungete i peperoni a dadini e il garam masala e cuocete fino a quando i peperoni non saranno morbidi. Aggiungete i semi di coriandolo tostati e il tamarindo e mescolate per un minuto. Aggiungete l'agnello e cuocetelo a fuoco vivo fino a quando la carne non inizierà a dorarsi.

Nel frattempo, preparate la salsa di pomodoro mettendo i pomodori, l'aglio e il coriandolo in un frullatore e frullando fino a ottenere una crema liscia. Versatela direttamente sull'agnello e cuocete a fuoco medio-alto fino a quando tutta l'umidità non sarà evaporata e avrete ottenuto una salsa densa che ricopre la carne. Questa operazione può richiedere dai 30 ai 40 minuti.

Mentre la carne cuoce, preparate l'injera. Prendete una padella antiaderente di medie dimensioni e mettetela a fuoco medio. Spennellatela leggermente con un po' d'olio.

Versate un mestolo di pastella nella padella, distribuitela sui bordi formando un cerchio e poi ruotate delicatamente la padella per riempire il centro, aggiungendo altra pastella se necessario. Lasciate cuocere per circa 3 minuti finché la superficie non si asciuga, poi girate l'injera per 10 secondi, fatela scivolare su un piatto e copritela con un canovaccio mentre preparate il resto.

Per servire, adagiate un'injera su un piatto, aggiungete l'agnello al centro, cospargete con il coriandolo e gustatela con spicchi di limone a parte.




Questa Ricetta fa parte del progetto 
Cook_My_Books


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domenica 1 febbraio 2026

LAHMACUN DELL’IMBROGLIONE DA PERSIANA EASY DI SABRINA GHAYOUR

di Vittoria Traversa



Il Lahmacun è definito Pizza Turca, ma della pizza ha solo una base di impasto lievitato, il pomodoro nel condimento e la cottura in forno. 

Le somiglianze finiscono qui, perché la farcia è costituita di carne di agnello tagliata a coltello, condita con spezie, pomodoro, peperone dolce e piccante, ecc…

A fine cottura un profumato mix di prezzemolo e cipolla dona freschezza; si arrotola il tutto ed ecco un delizioso pranzo a portata di mano, street food completo e gustosissimo.

Certo bisogna impastare, riposare e stendere l’impasto per la base….. ma qui c’è il trucco, l’imbroglio! Volete sapere quale? 

Noi l’abbiamo scoperto nel libro PERSIANA EASY, sfogliato per @cook_my_books la settimana scorsa.



Lasciamo parlare l’autrice SABRINA GHAYOUR @sabrinaghayour, che nel suo ultimo libro, ci spiega come rendere appunto EASY, facile e veloce, questa delizia.

“Il lahmacun è sicuramente un dono degli dei! Ne ho mangiati tantissimi nella mia vita e ne ho preparati tanti lavorando in un ristorante in Turchia. Lì aggiungono anche la melassa di melograno, che conferisce un delizioso sapore aspro, e spesso viene servito con l'AYRAN, una bevanda rinfrescante a base di yogurt. Ma quando voglio qualcosa di veloce e non ho tempo di preparare l'impasto, uso questo semplice trucco da imbroglione e in 10 minuti la cena è servita”

Ebbene si, questo velocissimo Lahmacun ha una base di piadina, quelle sottili, che si possa arrotolare!!!!


LAHMACUN DELL’IMBROGLIONE
Cheat’s Lahmacun

 


PER 4 PERSONE

4 tortillas grandi e sottili

Per il condimento
250 g di agnello macinato (o manzo)
1 pomodoro grande privato dei semi e tritato finemente
1 cipolla piccola tritata finemente 
2 spicchi d'aglio tritati finemente
½ peperone rosso dolce, circa 150 g, privato del torsolo, dei semi e tritato finemente
1 cucchiaino colmo di peperoncino in fiocchi
1 cucchiaino colmo di paprika
1 cucchiaino di cumino macinato
1 cucchiaio colmo di concentrato di pomodoro
una manciata di prezzemolo tritato finemente
una generosa quantità di sale marino Maldon in fiocchi
pepe nero macinato fresco

Per servire
spicchi di limone da spremere
o melassa di melograno

Per completare
Insalata di prezzemolo, cipolla e sommacco (segue ricetta)

Preriscaldare il forno a 270°C, 250°C ventilato (520 °F), Gas Mark 10 o alla massima potenza. Rivestire una teglia grande con carta da forno. Mescolare tutti gli ingredienti per il condimento in una ciotola.

Disporre una tortilla sulla teglia foderata. Dividere il composto per la guarnizione in 4 parti, quindi aggiungere una porzione alla tortilla e spalmarla fino ai bordi: è importante preparare una tortilla alla volta, altrimenti le tortillas diventeranno mollicce in attesa del loro turno in forno. Cuocere per 6-7 minuti o fino a doratura e cottura della carne. Ripetere l'operazione con le tortillas rimanenti e il composto per la guarnizione.

Cospargere al centro con l'insalata di prezzemolo, arrotolare e completare con il succo di limone spremuto sopra o con la melassa di melograno. 
Servitela accompagnata da un bel bicchiere di Ayran (vedi note*) dissetante

 

INSALATA DI PREZZEMOLO, CIPOLLA E SOMMACO

Parsley, onion & sumac salad



1 bustina (circa 30 g/1 oz) di prezzemolo a foglia piatta, tritato grossolanamente
1 cipolla rossa, tagliata a metà e affettata finemente a mezzaluna
1 cucchiaino colmo di sommacco
un filo d'olio d'oliva
una spruzzata di succo di limone

Mettere il prezzemolo, la cipolla rossa e il sommacco in una ciotola, aggiungere un po' d'olio d'oliva e succo di limone e condire con sale, quindi mescolare bene. Lasciare insaporire.

Note:
L'AYRAN è una bevanda tipicamente turca a base di yogurt intero, salato e diluito in parti uguali con acqua naturale ben fredda. Servitelo con ghiaccio. Molto dissetante, perfetto per le giornate estremamente calde.



Questa Ricetta fa parte del progetto Cook_My_Books

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sabato 31 gennaio 2026

CURRY DI AGNELLO DI CASA GHAYOUR da PERSIANA EASY di SABRINA GHAYOUR

 di Vittoria Traversa


Si fa presto a dire “curry di agnello”, ma qui siamo di fronte alla ricetta tradizionale di casa Ghayour che l’autrice ha mangiato fin da piccola e che propone spesso ai suoi clienti. L’ingrediente che fa la differenza sono gli spinaci, che si sposano davvero bene con la carne di agnello e le spezie.

Per @cook_my_books da PERSIANA EASY di SABRINA GHAYOUR @sabrinaghayour


Con il CURRY DI AGNELLO DI CASA GHAYOUR, l’autrice ci regala un pezzetto del suo cuore e ci fa sentire in famiglia. Accompagnato da semplice riso al vapore e da una insalatina che dona freschezza, vi regalerà una perfetta serata persiana.



CURRY DI AGNELLO DI CASA GHAYOUR
ghayour house lamb kari

 

 

Per 3-4 persone

1 cucchiaino colmo di semi di cumino
olio extravergine di oliva
1 cipolla grande tritata finemente
5 spicchi d'aglio schiacciati e pelati
5 cm di radice di zenzero fresco pelata e grattugiata o 1 cucchiaio di pasta
1-2 peperoncini verdi tagliati nel senso della lunghezza
400 g di spalla di agnello disossata e tagliata a cubetti di 2,5 cm
1 cucchiaio colmo di foglie di fieno greco essiccate
1 cucchiaino di curcuma in polvere
400 g di spinacini novelli privati dei gambi più grossi
fiocchi di sale marino Maldon e pepe nero macinato fresco

Per l'insalata:
1 cipolla piccola, tritata finemente
¼ di cetriolo tritato finemente
1 pomodoro, tritato finemente
una manciata di coriandolo fresco, tritato finemente

Per servire:
riso basmati al vapore

In una padella grande calda, tostate a secco i semi di cumino per un paio di minuti, finché non rilasciano il loro aroma, scuotendo la pentola di tanto in tanto per evitare che brucino. Togliete dalla padella e mettere da parte.

Ricoprite generosamente il fondo della padella con l’olio, rimettete sul fuoco, quindi aggiungete la cipolla e cuocete fino a quando non si sarà ammorbidita. Aggiungete l'aglio, lo zenzero e i peperoncini e cuocete per qualche minuto, quindi aggiungete l'agnello, le foglie di fieno greco, la curcuma, una generosa dose di sale e pepe e mescolate bene. Aggiungete gli spinaci e cuocete per 10-15 minuti fino a quando non saranno completamente appassiti e il colore cambierà da un verde brillante a un verde spento.

Versate acqua bollente a sufficienza per coprire la carne, riducete la fiamma a media e cuocete, senza coperchio, per 2 ore, mescolando di tanto in tanto per evitare che si bruci. Aggiungete un po' d'acqua quando necessario in modo che il liquido cuocia la carne, ma verso fine cottura lasciate restringere il liquido. Assaggiate e aggiustate di sale poco prima di servire.

Per l’insalatina mescolate la cipolla tritata, il cetriolo e il pomodoro con il coriandolo, quindi servite insieme al curry con del riso basmati. Non c'è bisogno di altri accompagnamenti.



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giovedì 6 novembre 2025

TAJINE DI AGNELLO ALL’HARISSA CON ALBICOCCHE da SLOW COOKING di OLIVIA ANDREWS

di Vittoria Traversa



Settimana di @cook_my_books dedicata alle cotture lente con SLOW COOKING di OLIVIA ANDREWS @oliviandrews

L’autrice raccoglie ricette da tutto il mondo, accomunate dalla cottura dolce e lenta che opera la magia di rendere divino anche l’ingrediente meno nobile, ma accessibili anche a chi ha poco tempo da dedicare alla cucina, con l’utilizzo delle moderne slow cooker elettriche. Niente paura, Olivia ci suggerisce sempre un’alternativa di cottura tradizionale per una sicura riuscita anche in forno o sul fornello.


Oggi vi trasporto in Marocco con la TAJINE DI AGNELLO ALL’HARISSA CON ALBICOCCHE

La lenta cottura è perfetta per fondere l’aroma ricco dell’agnello (meglio se non troppo giovane, io ho usato il castrato, più saporito e meno grasso) con il calore sensuale delle spezie e la dolcezza delle albicocche. Con la pazienza otterrete una succulenta Tajine che vi trasporterà in Marocco ad ogni boccone. Ricordatevi di non restringere troppo il sugo che servirà da condimento per il couscous che la completa.

 

TAJINE DI AGNELLO ALL’ HARISSA
CON ALBICOCCHE
Harissa Lamb Tagine with Apricots



Per 4 persone:

1 cucchiaio di olio d'oliva
1 kg di polpa di agnello, tagliato a cubetti di 3 cm
20 g di burro
½ cucchiaino di zenzero in polvere
½ cucchiaino di cannella in polvere
1 cipolla tagliata a metà e affettata finemente
una manciata di foglie di coriandolo tritate grossolanamente
3-4 radici di coriandolo (facoltative)
un pizzico di fili di zafferano ammollati in 2 cucchiaini di acqua calda
200 g di albicocche secche morbide
2 cucchiai di pasta harissa (regolatevi a piacere)
80 g di mandorle pelate e tostate

Per servire:
couscous con olio e sale
semi di sesamo tostati 

Cottura sul fornello

Utilizzate una pentola a fondo spesso, ideale la ghisa o il coccio come la tipica TAJINE, la pentola marocchina in coccio, con il coperchio a cono, da cui il piatto prende il nome.

Condire l'agnello con sale e pepe. Nella pentola scelta, scaldate l'olio a fuoco medio-alto. Cuocete l'agnello a più riprese per 5 minuti, fino a doratura. Togliete dal fuoco e tenete in caldo.

Riducete la fiamma a media e aggiungete al fondo di cottura il burro, lo zenzero, la cannella, la cipolla e le radici di coriandolo (se le usate). Cuocete per 3 minuti, fino a quando la cipolla non si sarà leggermente ammorbidita. Aggiungete lo zafferano e il suo liquido di ammollo, insieme alle albicocche, all'harissa. Rimettete in casseruola anche l’agnello e aggiungete 250 ml di acqua. Portate a ebollizione, quindi abbassate la fiamma al minimo. Coprite con un coperchio e cuocete a fuoco lento per circa 2 ore, fino a quando la carne non sarà tenera, mescolando di tanto in tanto. Aggiungete le foglie di coriandolo e le mandorle, quindi servite con il couscous e i semi di sesamo.

 

Cottura nella Slow Cooker

Scaldate l'olio in una padella a fuoco medio-alto. Condite l'agnello con sale e pepe. Cuocete l'agnello a più riprese per 5 minuti, fino a doratura. Trasferite nella pentola a cottura lenta.

Riducete la fiamma a media e aggiungete nella padella il burro, lo zenzero, la cannella, la cipolla e le radici di coriandolo. Cuocete per 3 minuti, fino a quando la cipolla non si sarà leggermente ammorbidita. Trasferite nella pentola a cottura lenta. Aggiungete lo zafferano e il suo liquido di ammollo, insieme alle albicocche, alla pasta di harissa e a 125 ml di acqua. Cuocete alla temperatura più bassa per 7 ore, finché la carne non sarà tenera. Aggiungete le foglie di coriandolo e le mandorle, quindi servite con couscous e semi di sesamo.



Questa Ricetta fa parte del progetto Cook_My_Books

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mercoledì 18 giugno 2025

KOFTE DI AGNELLO E CECI CON FETA E MENTA da PULSE, MODERN RECIPES WITH BEANS, PEAS AND LENTILS di ELEANOR MAIDMENT

 di Vittoria Traversa



Questa settimana è tutta dedicata ai legumi, protagonisti indiscussi della cucina contemporanea, portati alla ribalta dalla cucina vegetariana e vegana, sono un’ottima e salutare alternativa alle proteine animali, ma non solo.


Per @cook_my_books sfogliamo PULSE – MODERN RECIPES WITH BEANS, PEAS AND LENTILS di ELEANOR MAIDMENT @eleanormaidment. L’autrice ci apre le porte di una cucina nuova e fresca, davvero creativa e libera da ogni pregiudizio, che strizza un occhio alla salute. 

Ho scelto una ricetta dai sapori mediorientali, che abbina i legumi alla carne di agnello in un perfetto equilibrio, le KOFTE DI AGNELLO E CECI CON FETA E MENTA, dove i ceci schiacciati alleggeriscono l’impasto delle polpette e ricompaiono interi nel sugo, regalando una diversa gamma di consistenze insieme a un denso e speziato sugo di pomodoro. Il tutto rifinito in forno con la feta sbriciolata, per un ulteriore nota sapida e completato da menta fresca e profumata.

Eleanor ci suggerisce anche una motivazione “furba” di economia domestica, presentando così la ricetta – “Questo è un ottimo esempio di come i legumi possano essere utilizzati per dare volume alla carne macinata. È un modo intelligente per ridurre i costi dei pasti e allo stesso tempo migliorare il profilo nutrizionale delle ricette”


KOFTE DI AGNELLO E CECI CON FETA E MENTA

lamb & chickpea koftes with feta & mint



Per 6 persone 

Per le kofte di agnello:
1 lattina da 400 g di ceci scolati e sciacquati
500 g di agnello macinato (vedi note)
1 piccola cipolla rossa grattugiata grossolanamente
2 spicchi d'aglio schiacciati o grattugiati finemente
1 cucchiaino di sale
2 cucchiaini di miscela di spezie ras el hanout (vedi note)
pepe nero

Per il sugo:
2 cucchiai di olio d'oliva
1 cipolla tritata finemente
2 spicchi d'aglio schiacciati o grattugiati finemente
1 cucchiaino di cumino macinato
1 cucchiaino di curcuma macinata
1 lattina da 400 g di ceci scolati e sciacquati
2 lattine da 400 g di pomodori a pezzi

Per completare:
200 g di feta spezzettata
una manciata di foglie di menta e/o prezzemolo tritato

Iniziate preparando le kofte. Usate una forchetta o uno schiacciapatate per schiacciare i ceci in una grande ciotola. Aggiungete gli ingredienti rimanenti e una buona macinata di pepe nero. Dividete l’impasto in 12 palline uguali, quindi date la forma a fuso. (vedi note)

Scaldate l'olio in una padella capiente (che possa poi andare in forno) a fuoco medio-alto. Aggiungete le kofte e rosolatele, girandole regolarmente, finché non saranno dorate da tutte le parti, circa 8-10 minuti. Toglietele dalla padella e mettetele da parte su un piatto.

Nella padella aggiungete la cipolla e l'aglio con un pizzico di sale e rosolate per 6-8 minuti finché non saranno morbide e dorate. Aggiungete le spezie e rosolate per un altro minuto, quindi aggiungete i ceci e i pomodori. Portate a ebollizione dolce, quindi immergete le kofte nella salsa. Cuocete a fuoco lento per 20 minuti. Assaggiate la salsa, aggiungendo sale, pepe e un pizzico di zucchero a piacere.

Fino a questo punto il piatto può essere preparato in anticipo, anche di 48 ore; lasciate raffreddare, sistemate in un contenitore con coperchio e conservate in frigorifero. Al momento di servire, riscaldate le kofte con la salsa in padella (potrebbe essere necessario aggiungere un goccio d'acqua per diluirle), poi potete procedere con la finitura sotto il grill.

Preriscaldate il grill al massimo. Cospargete la superficie di kofte e sugo con la feta e gratinate sotto il grill per 5 minuti, o fino a quando non sarà morbida e dorata in alcuni punti. Cospargete con le erbe aromatiche e servite accompagnando con couscous o bulgur.

Note:

Polpa di agnello: sostituisco quasi sempre con polpa di castrato (animale adulto giovane) che risulta meno grassa e più saporita, ma potete utilizzare anche carne di bovino. Ricordatevi di farla macinare una sola volta, altrimenti le kofte risulteranno troppo compatte.

Ras el hanout: è una miscela di spezie nordafricana che si sposa molto bene con l'agnello. Potete sostituirlo con 1 cucchiaino di cumino macinato e 1 cucchiaino di coriandolo macinato.

Kofte: l’autrice fa 12 polpette abbastanza grandi, io ne ho fatte 18, riducendole di un terzo, e non erano piccole!



Questa Ricetta fa parte del progetto Cook_My_Books

 


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domenica 2 marzo 2025

ĆEVAPI DI MANZO E AGNELLO, CON AJVAR E SOMUN DA "THE BALKAN KITCHEN" DI IRINA JANAKIEVSKA

di Vittoria Traversa


Non si può parlare di CUCINA BALCANICA senza parlare dei ĆEVAPI O ĆEVAPČIĆI, le iconiche salsicce senza pelle, grandi quanto un dito, amate in tutta la regione balcanica. 

Sono considerate il ​​piatto nazionale in Bosnia ed Erzegovina, ma vengono mangiate anche in Serbia, Croazia e in tutta la regione. Vengono serviti sempre insieme ai SOMUN (i tipici panini con decorazione a griglia), AJVAR (il “caviale balcanico” composta di peperoni e melanzane grigliati), KAYMAK (crema spessa, simile al nostro mascarpone, ma più saporita), cipolla cruda affettata, sale al peperoncino di Bukovo, peperoni dolci lunghi alla griglia e insalata Shopska, molto simile all’insalata greca.

Per @cook_my_books questa settimana abbiamo cucinato ricette della regione balcanica; Il libro di questa settimana THE BALKAN KITCHEN di IRINA JANAKIEVSKA ha tutti gli ingredienti per conquistarvi alla prima occhiata, dal rimando alle storie di famiglia a quello dei piatti antichi della cucina dei Balcani, crocevia di tradizioni millenarie. Quei monti, che danno il nome alla regione, hanno protetto questo patrimonio come una barriera, tanto che oggi sono molti gli storici del cibo che guardano a questa cucina come ad un punto di riferimento. Anche se queste terre sono da secoli teatro di instabilità politica e scenari di guerra, la loro tradizione gastronomica resiste, a ricordare quanti e quali frutti possono nascere, una volta che si è trovato un punto d’incontro (cit. Cook_my_Books)

I ĆEVAPI vengono fatti con qualsiasi tipo di carne macinata (manzo, maiale o agnello) a seconda della regione e delle preferenze religiose. Il segreto è usare carne di ottima qualità, macinata molto finemente, almeno due volte. I tagli migliori da usare per questo sono il collo o il fianco (per il manzo) o il collo o il petto (per l'agnello). Qualsiasi tipo di carne venga usata, nei Balcani viene tradizionalmente cotta su braci senza fumo usando il legno vecchio di viti o ulivi, o foglie di fico, che conferiscono un sapore davvero unico.

Anche in mancanza della brace profumata, ho preparato i ĆEVAPI con tutte le cosine buone con cui vengono serviti tradizionalmente e li ho cotti sotto il grill del forno. Buonissimi!!! Fate attenzione a non cuocerli troppo, diventerebbero asciutti.
DIMENTICAVO.... accompagnate tutto con un bel bicchiere di AYRAN, la tipica bevanda di yogurt, sale e acqua ghiacciata, davvero dissetante!!!

ĆEVAPI
salsiccette senza pelle di manzo e agnello


Per 20-24 pezzi (4-6 Persone)

Per i Ćevapi:
350 g di manzo o vitello macinato molto finemente (almeno il 10% di grassi)
150 g di agnello macinato molto finemente
½ cucchiaino di pepe nero macinato fresco
½ cucchiaino di brodo vegetale in polvere
1 cucchiaino di sale marino affumicato
½ cucchiaino di bicarbonato di sodio
1 cipolla, tritata o grattugiata
1 cucchiaino di olio di girasole, più altro per ungere

Per il sale al pepe di Bukovo, mescolate:
1 cucchiaio di peperoncino di Bukovo (o peperoncino di Aleppo)
1 cucchiaio di sale marino affumicato
½ cucchiaino di semi di sedano macinati (facoltativo)

Mescolate tutti gli ingredienti dei ćevapi in una grande ciotola e impastate con le mani per 5-6 minuti fino a quando non sarà tutto ben amalgamato e morbido. L'ideale sarebbe lasciare riposare il composto in frigorifero per una notte, o per tutto il tempo possibile, ma se non hai tempo puoi usarlo subito. Mettete il ​​composto in una sac à poche leggermente unta con bocchetta liscia da 1,5 cm. o tagliate l'estremità per ottenere un foro con un diametro 1,5 cm (potete anche usare un sacchetto da surgelati robusto, tagliando l’angolo).

Spremete il composto di carne su una teglia da forno e usate le forbici per tagliarlo a intervalli di 8-10 cm per creare salsiccette uniformi. Modellatele un po' con le mani, se necessario. Spennellate le salsicce con un po' di olio, quindi grigliatele su un barbecue per 4-6 minuti finché non saranno ben dorate e cotte, ma ancora umide. In alternativa, arrostite le salsicce sotto il grill ben caldo o cuocetele in forno a 200 °C ventilato per 10-12 minuti, ruotandole di tanto in tanto in modo che si dorino uniformemente su tutti i lati.
Servitele con Ajvar (segue ricetta), Somun (segue ricetta) caldo, Kajmak (vedi nota*), cipolle affettate e peperoni grigliati e, a parte, il sale al pepe di Bukovo.

Nota: il Kajmak è un "formaggio" spalmabile ottenuto dalla lunga cottura del latte, molto saporito, grasso e cremoso, simile al nostro mascarpone per consistenza, ma dal sapore più intenso, particolare. Potete sostituirlo con un mix di mascarpone e yogurt greco, salato leggermente.


AJVAR
"caviale" di peperoni e melanzane


Per 500-600 g

2 kg di peperoni rossi per ajvar (o peperoni rossi lunghi romani)
300 g di melanzane
45-60 ml (3-4 cucchiai) di olio di girasole o extravergine di oliva
1 cucchiaino di zucchero semolato
1 cucchiaino di sale marino in scaglie più altro se necessario
pepe nero macinato fresco 

Preriscaldate il forno a 200°C ventilato.

Disponete i peperoni su due grandi teglie da forno rivestite di carta da forno. Punzecchiate la melanzana con una forchetta e sistematela tra i peperoni. Arrostite in forno per 40-45 minuti, girando le verdure a metà cottura, finché la buccia dei peperoni non è completamente annerita, ma la polpa è ancora succosa e la melanzana non è morbida.

Togliete le verdure dal forno e mettetele in uno scolapasta posto su una grande ciotola. Coprite con il coperchio di una pentola o con una pellicola alimentare riutilizzabile (questo consente ai peperoni e alle melanzane di cuocere a vapore mentre si raffreddano per facilitare la sbucciatura). Lasciate da parte per 15-20 minuti.

Sbucciate la melanzana e sbucciate, togliete il picciolo e i semi ai peperoni. Tritate finemente la polpa di peperone e melanzana, quindi trasfetela in una pentola grande e dal fondo spesso insieme a tutti i succhi del tagliere. Mettete su fuoco medio-alto e cuocete vigorosamente, mescolando costantemente con un cucchiaio di legno, per circa 10 minuti, o fino a quando il composto non bolle e inizia ad addensarsi. Allora abbassate la fiamma a media, aggiungete 30 ml (2 cucchiai) di olio, lo zucchero e il sale e una generosa macinata di pepe nero e continuate a cuocere per altri 20-30 minuti, mescolando costantemente. Il composto deve bollire delicatamente e non deve mai attaccarsi al fondo della pentola, quindi necessita di attenzione costante. Se inizia a sembrare asciutto, aggiungete altri 15 ml (1 cucchiaio) di olio e continuate a cuocere. A seconda di come il composto assorbe l'olio, potrebbe essere necessario altro olio. Provate l'ajvar come fareste con la marmellata: mettete un po' di composto su un piatto freddo e fate passare un cucchiaino al centro. Se non si ricompone e non c'è perdita di olio dal composto, è pronto. In caso contrario, continuate a cuocere per 5-10 minuti e poi provate di nuovo. Assaggiate l'ajvar e aggiustate il condimento, aggiungendo altro sale a piacere. Quando è pronto, versate l'ajvar caldo in barattoli sterilizzati e sigillate. Una volta aperti, conservate in frigorifero e consumate entro 1 settimana.

Nota: per sicurezza consiglio di fare barattoli piccoli, fra i 100 e i 200 grammi e di procedere alla sterilizzazione tramite bollitura una volta riempiti e sigillati.

Le origini e la tecnica, raccontate dall'autrice:
"Ajvar è noto come caviale balcanico, e la parola stessa lo indica, in quanto è probabile che sia un adattamento della parola persiana khâvyâr (caviale), portata nei Balcani tramite l'Impero ottomano, o forse prima. Storicamente esisteva un’importante produzione di caviale lungo il Danubio, utilizzando lo storione selvatico che viaggiava dal Mar Nero fino a Vienna, ma si esaurì verso la fine del XIX secolo. Il "caviale rosso", fatto da peperoni rossi e melanzane ha sostituito il "vero" caviale, e alla fine è diventato l'unico e solo caviale balcanico, un tempo davvero esclusivo per l’alto costo dell’olio di girasole.
Quando questa preparazione sia diventato ajvar è materia di leggende, ma l'idea generale è che sia stato marchiato come tale dai ristoratori macedoni della Belgrado del XIX secolo.
Il dibattito fra Macedonia e Serbia su chi abbia "inventato" l'ajvar, così come sui sapori e sui metodi di preparazione più "autentici" è in corso. L'ajvar macedone (che utilizza peperoni e melanzane) e l'ajvar di Leskovac (solo peperoni) sono rispettivamente registrati a livello internazionale e hanno denominazioni di origine protette.
Strumica nella Macedonia settentrionale e Leskovac in Serbia sono generalmente note per la coltivazione dei migliori peperoni per l'ajvar. Sono peperoni rossi lunghi a forma di cuore con buccia sottile (perfetti per essere arrostiti e sbucciati) e polpa densa (ideale per l'importantissima fase di cottura secondaria).

Perché sia ​​ajvar, deve esserci una fase di cottura secondaria in cui le verdure arrostite essenzialmente si conservano nell'olio. Al posto di questa fase di cottura secondaria, alcuni useranno l'aceto per conservare i peperoni arrostiti e le melanzane, ma non ha esattamente lo stesso sapore unico. Detto questo, l'ajvar, in tutte le sue gloriose varianti, è prodotto e amato in tutta la regione dei Balcani (in particolare nelle nazioni e nelle regioni che facevano parte della Jugoslavia e nei paesi confinanti come Albania e Bulgaria) e la sua importanza culturale, storica e gastronomica deve  trascende i confini e dibattiti politici. L'unica cosa importante da ricordare è che si tratta di una deliziosa e incredibilmente versatile crema di verdure che ha il potenziale per unire la regione nella sua universale adulazione. Dalla fine dell'estate fino a tarda autunno, famiglie, amici e vicini si riuniscono nelle loro case, giardini o balconi per arrostire centinaia di chili di peperoni rossi Ajvarki o Kurtovska Kapija e (se vi trovate nella Macedonia del Nord) melanzane su una pečnica (un forno a legna o a carbonella specializzato progettato per arrostire e carbonizzare i peperoni fino a quando la loro buccia non si gonfia e diventa nera, un passaggio cruciale, poiché conferisce l'iconico sapore affumicato e li rende più facili da sbucciare. Per preparare abbastanza ajvar per durare l'inverno ci vuole un esercito: per sbucciare i peperoni e le melanzane, tritarli, stufare il composto in una grande casseruola delle dimensioni di un calderone a fuoco lento per ore, mescolando con un grande cucchiaio di legno e aggiungendo tanto olio di girasole quanto le verdure assorbiranno fino a quando il composto e il sapore non saranno concentrati e pronti per essere conditi e conservati in barattoli, pronti per l'inizio dell'inverno.

Questa è la mia ricetta di base per l'ajvar in stile macedone; aumentatela se volete, e vi incoraggio ad adattarlo al vostro gusto. Provate ad aggiungere un po' di peperoncino piccante per un tocco piccante, oppure usate peperoni verdi dolci lunghi al posto di quelli rossi. Se amate le melanzane, giocate con il rapporto tra peperoni e melanzane, oppure fate una versione solo con peperoni e aggiungete un po' di aceto per un ajvar in stile serbo. Se preferite, arrostite i peperoni e le melanzane sul fuoco vivo per un sapore più affumicato: dovrete adattare i tempi di cottura di conseguenza. La qualità dell'ajvar dipenderà dalla qualità dei peperoni, quindi vale la pena trovare il migliore che potete." (cit. autrice)


SOMUN

panini dei balcani



"Il Somun (come è conosciuto in Bosnia ed Erzegovina) o lepinja o lepinje (che significa piccoli pani, come è conosciuto nel resto della regione) è un pane piatto tradizionale e il nostro equivalente del pane pita levantino. Molte storie circondano le sue origini, tra cui quella che fu portato da, o creato per, soldati ottomani in campagna attraverso i Balcani che avevano bisogno di un pane portatile che potesse essere riempito con una varietà di cose. Un'altra è che il primo somun fu fatto a Sarajevo da un uomo il cui cognome era Somun per il governatore del sanjak, il distretto ottomano. Questa ricetta trae ispirazione dalla versione bosniaca, solitamente preparata più grande e piatta, ed è particolarmente popolare durante il Ramadan quando le persone fanno la fila per il loro somun guarnito con semi di nigella. Servitelo con Čevapi, dove vi consiglio di tagliarlo a metà e di grigliarlo per assorbire i succhi di cottura" (cit. autrice)

 

Per 2 panini grandi o 4 panini piccoli
1 cucchiaino di lievito di birra disidratato
1 cucchiaino di zucchero semolato
200 ml di acqua tiepida
250 g di farina bianca forte per pane, più un po' per spolverare
½ cucchiaino di sale
1 cucchiaio di nigella o semi di sesamo, per spolverare (facoltativo)

In una piccola ciotola, mescolate insieme lievito, zucchero e acqua. Mettete da parte per 5-10 minuti fino a ottenere una spuma. In una grande ciotola setacciate la farina e il sale, fate un buco al centro e versateci il composto di lievito. Con una forchetta, mescolate fino a quando tutto è ben incorporato e avrete un impasto grezzo, umido e appiccicoso. Coprite e lasciate lievitare in un luogo caldo per 1-1½ ora, o fino al raddoppio del volume.

Una volta lievitato, sgonfiate l'impasto e procedete con le pieghe. Con la punta delle dita sollevate il bordo dell'impasto più lontano da voi e tiratelo sopra il centro della ciotola. Girate la ciotola di 90 gradi e ripetete. Ripetete altre sei volte rimodellando l'impasto in una palla. Coprite e lasciate lievitare una seconda volta per 1-1½ ora, o fino al raddoppio del volume.

Rovesciate l'impasto su una superficie di lavoro leggermente infarinata, raschiando i lati della ciotola. Spolverate leggermente la parte superiore con la farina, quindi dividete la massa in due o quattro pezzi di uguali dimensioni. Utilizzando le mani ben infarinate, pizzicate insieme i lembi, modellando ciascun pezzo in una palla. Posizionate ogni palla (lato pizzicato come base) sulla superficie infarinata, mettete i lati delle mani attorno alla palla e premeteli con fermezza contro la sua base mentre la sollevate e la ruotate, ripetendo fino a formare una superficie liscia e tesa. Ripetete con i tre pezzi rimanenti. Foderate una teglia con carta da forno e spolverate di farina. Disponete le palline di pasta sulla teglia, ben distanziate, e fate lievitare, scoperte, in un luogo caldo per 35-45 minuti, finché non raddoppiano di volume.

Preriscaldate il forno a 230°C ventilato o alla massima temperatura possibile.

Usando la punta delle dita, appiattite ogni pallina di pasta in un cerchio di circa 12-15 cm di diametro, facendo attenzione a non far uscire tutte le bolle. Create un motivo a incrocio sulla parte superiore con un raschietto per impasto leggermente infarinato o un coltello affilato. Se li usate, cospargete la nigella o i semi di sesamo sulla parte superiore. Con le mani, spruzza un po' d'acqua sulla parte superiore. Cuocete in forno per 10-12 minuti, o finché non diventano leggermente dorati, gonfi e suonano vuoti quando vengono picchiettati sulla base. Togliete dal forno e trasferite su una griglia per far raffreddare un po'. Serviteli caldi.




Queste Ricette fanno parte del progetto 
Cook_My_Books

 


 


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domenica 8 ottobre 2023

CURRY SCURO DI AGNELLO IN STILE KASHMIR DA CURRY NATION DI MADHUR JAFFREY

 Di Vittoria

E' possibile stancarsi di assaggiare piatti di curry? Sono così tante le varianti di sapori e di metodi di cottura per realizzare un piatto di curry, che è impossibile annoiarsi. Alcuni neanche li riconosciamo come curry, così come siamo abituati ad assaggiarlo noi in Italia ed ecco a voi la mia seconda ricetta di Curry. La prima era di gamberi QUI, oggi invece parliamo di agnello.


Sta finendo la settimana che Cook_My_Books  ha dedicato a CURRY di MADHUR JAFFREY., l'iconica giornalista britannica da decenni impegnata nella pubblicazione di libri di cucina indiana “di casa”, con ricette che si ricollegano alla Tradizione, pur con le loro comprensibili varianti occidentali.

Questa volta parliamo di una ricetta ispirata ai piatti del Kashmir, un curry rosso, a base di peperoncino, un mix di spezie speciale, soffritte fino ad ottenere una salsa scura, e piccante, molto speziata e morbida, che avvolge i bocconi di agnello. 

L'autrice presenta così la ricetta:
"Ecco un curry di agnello scuro, cucinato in stile Kashmir. Yesmien ha un bollitore di acqua calda pronto mentre la cucina e continua ad aggiungere piccoli schizzi alle spezie e ai condimenti mentre diventano dorati. Questo impedisce loro di bruciarsi e la aiuta a creare una salsa meravigliosamente brunita.
Servire con riso o un flatbread e un dal (legumi in umido), o qualsiasi piatto di verdure, come patate e spinaci al curry".(cit. Autrice)



CURRY SCURO DI AGNELLO IN STILE KASHMIR
kashmiri-style rich lamb curry
ricetta di Yesmien Bagh Ali, Skipton, Yorkshire

Per 4 persone

6 cucchiai di olio extravergine d'oliva
2 cipolle medie tagliate a metà e affettate finemente
8 spicchi d'aglio grattugiati finemente o schiacciati (vedi note)
2 foglie di alloro
2 baccelli di cardamomo nero leggermente schiacciati
1 pezzo di stecca di cannella da 5 centimetri
1 cucchiaino di semi di cumino
2,5 centimetri di radice di zenzero sbucciata e grattugiata finemente
2 pomodori medi tagliati grossolanamente
1 peperoncino verde piccante tagliato grossolanamente (vedi note)
1 cucchiaio di miscela Basaar di Yesmien (segue ricetta)
1 cucchiaino e mezzo di sale
75 g di foglie e gambi di coriandolo tritati finemente
750 g di agnello con osso (spalla, coscia) tagliato in pezzi di 2,5 centimetri (vedi note)
1 cucchiaino di garam masala

Per servire: riso basmati giallo a vapore (segue ricetta)

Versate l'olio in una casseruola larga, di circa 25 centimetri di diametro, e scaldatela a fuoco medio-alto. Aggiungete le cipolle. Mescolate e friggete per 15 minuti, fino a doratura. Aggiungete l'aglio e soffriggete ancora per un minuto. Versate un cucchiaio di acqua calda e mescolate. Lasciate evaporare. Aggiungete le foglie di alloro, il cardamomo, la cannella e i semi di cumino. Aggiungete anche lo zenzero, mescolate e soffriggete per 30 secondi, quindi aggiungete i pomodori. Unite 3 cucchiai di acqua calda, coprite e cuocete per quattro minuti, mescolando di tanto in tanto. Aggiungete il peperoncino e amalgamate, quindi aggiungete il mix Basaar e il sale, insieme a un cucchiaio di acqua calda. Mescolate e friggete per cinque minuti finchè l'olio inizierà a separarsi dalla pasta di spezie.

Ora aggiungete metà del coriandolo e mescolate bene per un minuto, poi aggiungete la carne e rosolatela bene per 10 minuti. Versate 750 ml di acqua calda, coprite e cuocete a fuoco lento per un'ora, mescolando di tanto in tanto.

Aggiungete il garam masala, mescolate bene, rimettete il coperchio e continuate la cottura dolce per 10 minuti. Incorporate il coriandolo rimanente prima di servire.

Note:
- La quantità di aglio e peperoncino dipendono dal vostro gusto e anche dalla qualità dell’ingrediente, che può essere più o meno forte e saporito. Regolatevi di conseguenza. Personalmente ho usato un solo peperoncino verde, molto piccolo e privato dei semi, molto piccante e la metà dell’aglio indicato.
- La ricetta prevede carne con osso tagliata a cubetti. In alternativa potete farvi disossare dal macellaio il pezzo intero (cosa più semplice) e cucinare l'osso insieme alla polpa a cubetti (eliminandolo alla fine) in modo da conservare tutto il sapore.


IL MIX BASAAR DI YESMIEN
Yesmien Bagh Ali, Skipton, Yorkshire

Si tratta di una miscela di spezie del Kashmir molto rossa, il cui colore è dovuto alla polvere di peperoncino che è il suo ingrediente principale. Consideratelo come una polvere di peperoncino aromatizzata. È meglio indossare guanti di plastica durante la preparazione.

Per 110 g

50 g di peperoncino piccante in polvere (o peperoncino in polvere delicato, se preferite)
25 g di paprika
2 cucchiaini di curcuma
1 cucchiaino e mezzo di coriandolo macinato
1 cucchiaino e mezzo di cumino macinato
1 cucchiaino e ¼ di garam masala
¾ cucchiaino di fieno greco macinato
1 cucchiaio di foglie essiccate di fieno greco (kasuri methi)
⅛ cucchiaino di assafetida macinata
4 cucchiaini di olio di senape 

Mescolate tutti gli ingredienti tranne l'olio in una ciotola capiente. Irrorate con l'olio e strofinate con le dita (con guanti protettivi) l'olio nelle polveri di spezie per farlo assorbire completamente ed estrarre gli aromi. Conservate in un contenitore ermetico, lontano da fonti di calore e luce solare.


RISO BASMATI GIALLO

Un semplice riso al vapore aromatizzato alla curcuma per accompagnare saporiti curry.

Per 4 persone (come accompagnamento) 

250 g di riso basmati misurato in una caraffa o tazza
Il doppio volume di acqua misurato nella stessa caraffa o tazza
1 cucchiaio raso di curcuma
sale 

Lavate bene il riso finchè l’acqua non risulta limpida. Scolatelo e mettetelo in una pentola, che abbia un coperchio pesante, con l’acqua misurata, la curcuma e il sale. Mescolate bene e mettete sul fuoco. Quando arriverà a ebollizione, abbassate la fiamma al minimo, coprite con il coperchio e lasciate cuocere per 8 minuti. Passato il tempo, scoprite, sgranate con due forchette e servite.

Se dovesse esserci ancora acqua lasciate qualche minuto in più sul fuoco scoperto per farla evaporare.
Se il riso fosse ancora troppo al dente, aggiungete qualche cucchiaio di acqua, rimettete sul fuoco con il coperchio e fate cuocere ancora qualche minuto.

 

Questa Ricetta fa parte del progetto Cook_My_Books

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