Visualizzazione post con etichetta cucina degli altri paesi. Mostra tutti i post
Visualizzazione post con etichetta cucina degli altri paesi. Mostra tutti i post

sabato 8 febbraio 2025

GAJAR KA HALWA - BUDINO DOLCE DI CAROTE E FRUTTA SECCA da ELYSIAN KITCHENS di JODY EDDY

 di Vittoria Traversa

Monasteri, Abbazie, Templi, Sinagoghe o Moschee, i santuari di qualsiasi culto siano, mi hanno sempre affascinato e, ovunque mi trovi, ho piacere a visitare questi luoghi, dove trovo sempre molto da capire del popolo e del paese che sto visitando.

Se è possibile cerco anche di fermarmi a mangiare alla mensa condivisa, perchè anche la loro cucina è un mezzo potente per avvicinare e conoscere meglio la loro cultura e spiritualità.


Certo non è facile accedere a molti di questi santuari, spesso interdetti al pubblico, spesso di clausura. Ma c'è chi è riuscito a farsi aprire porte che solitamente restano chiuse al pubblico, ha avuto il permesso di mettere il naso (e il cucchiaio) nelle cucine, assaggiare e provare ricette antiche immutate nel tempo e infine riprodurre le ricette più significative di moltissimi di questi spazi sacri sparsi per il mondo. 


Da questo è nato il libro che stiamo sfogliando questa settimana con @cook_my_books. Parliamo di ELYSIAN KITCHENS di JODY EDDY @jodyeddy con questo libro l'autrice ci dimostra come la filosofia culinaria monastica possa essere adottata da qualsiasi cuoco casalingo o chef professionista interessato a integrare pratiche di cucina sostenibili e consolidate nella propria vita quotidiana. Elysian Kitchens contribuisce alle conversazioni più importanti che si svolgono nel mondo del cibo oggi esaminando un patrimonio gastronomico che fino ad ora è stato praticamente inesplorato, di grande valore per l'attenzione che rivela ogni ricetta riguardo all'utilizzo di materie prime a km zero, alla sostenibilità e alla semplicita.

Per questa giornata conclusiva ho scelto di portarvi in India, nelle cucine del GURDWARA BANGLA SAHIB, imponente e magnifico Tempio Sikh in pieno centro di New Delhi. È considerato dai devoti uno dei più importanti luoghi di culto del mondo, per aver ospitato Guru Har Krishan, l'ottavo guru sikh, nel 1664. 


Nel luogo in cui ora sorge il tempio sorgeva un bungalow appartenente a un sovrano Rajput. L'ottavo guru sikh, Har Krishan si trovò ad alloggiare qui durante un viaggio a Delhi nel 1664. In quell'anno, la città fu investita da una terribile epidemia di vaiolo e colera, e il guru stesso si prodigò per aiutare i malati, contraendo infine anche lui la malattia.
Oltre un secolo dopo furono edificati numerosi templi sikh in città, tra cui il GURDWARA BANGLA SAHIB (qui trovate altre info), per commemorare il soggiorno dell'ottavo guru e le sue azioni a favore dei malati.


Le cucine di questo Tempio si sono aperte per farci scoprire la bontà di un classico dolce indiano, il GAJAR KA HALWA - BUDINO DOLCE DI CAROTE E FRUTTA SECCA. La ricetta originale, dalle cucine del Gurdwara Bangla Sahib, è arricchita da latte condensato e paneer (formaggio fresco, tipo ricotta asciutta o primo sale) oltre ad essere profumata con cardamomo e zafferano e guarnita con frutta secca. Molto piacevole e originale, da gustare caldo o tiepido.



BUDINO DOLCE DI CAROTE E FRUTTA SECCA

GAJAR KA HALWA

 


Per 4 persone:

1.100 ml di latte intero
900 g di carote pulite e grattugiate
4 baccelli di cardamomo
2 o 3 fili di zafferano (o 1 bustina)
2 cucchiai di zucchero semolato
45 g di ghee (burro chiarificato)
125 g di paneer o primo sale morbido schiacciato con una forchetta
1 lattina (circa 400 g) di latte condensato zuccherato
2 cucchiai di anacardi tritati grossolanamente, tostati
2 cucchiai di uvetta dorata

In una grande casseruola, scaldate il latte finché non arriva quasi a bollitura (non fatelo bollire), mescolando di tanto in tanto con un cucchiaio di legno. Aggiungete carote, cardamomo, zafferano e zucchero e abbassate la fiamma a media. Cuocete finché la maggior parte del latte non sarà evaporata, le carote saranno tenerissime e il budino inizierà ad addensarsi. Mescolate spesso per evitare che le carote brucino e che il latte trabocchi. Ci vorranno circa 15 minuti. Il colore diminuirà un po' a causa del processo di cottura, ma le carote manterranno una tonalità incredibilmente vivida. Aggiungete ghee e paneer e cuocete per altri 10 minuti, mescolando di tanto in tanto. Aggiungete il latte condensato e abbassate la fiamma al minimo. Cuocete per altri 25-30 minuti, mescolando spesso per evitare che si bruci, finché il budino non sarà abbastanza denso da reggere il cucchiaio in piedi. Togliete dal fuoco e aggiungete delicatamente anacardi e uvetta. Servite caldo. Gli avanzi si conservano in un contenitore coperto in frigorifero fino a 3 giorni.


Note:
- Il Paneer è introvabile, ma ho cercato in rete e ho scoperto che si può fare scaldando il latte, cagliandolo con succo di limone e colandolo poi con un filtro fitto per raccogliere i fiocchi addensati. Una specie di ricotta, da lasciare asciugare bene. 
In altrernativa va bene anche un primo sale sbriciolato, io ho usato quello.
- La dose indicata per 4 è molto abbondante. Ne ho fatta metà dose ed era sufficiente per 4 coppette piccole. Per i nostri gusti è parecchio dolce, non se ne mangia molto.




Questa Ricetta fa parte del progetto Cook_My_Books


Stampa il post

giovedì 30 maggio 2024

KABULI PULAO - RISO AFGHANO CON CAROTE CARAMELLATE DA VEGANISTAN DI SALLY BUTCHER

 di Vittoria

Questa settimana @cook_my_books ci porta alla scoperta della cucina persiana e uno dei piatti più famosi e deliziosi di questa cucina è il THADIG, o POLOW, o PULAO, un sontuoso cuscino di riso che cuoce a vapore, ma risulta deliziosamente arrostito sulla superficie. Farcito di diversi ingredienti, a seconda della ricetta, condito con spezie e aromi, è un vero trionfo di sapori e profumi. 



Le meraviglie di questa settimana, sono tratte da VEGANISTAN di SALLY BUTCHER  @persepolis_peckham

Veganistan é una terra immaginaria racchiusa fra il Medio Oriente e il Nord Africa, con un pizzico di India e, piú in lá, anche di sud Est asiatico: é un posto dove la cucina vegana si é formata prima ancora di averne coscienza , dando vita ad un sostrato su cui, successivamente, si sono elaborate tante ricette, sempre piú mirate e consapevoli.



Salli Butcher, che a Londra guida da anni Persepolis, assieme al marito, ha riscontrato la presenza di un numero crescente di clienti vegani; da qui la nuova cura riservata a sviluppare ricette che, senza tradire lo spirito della loro cucina, potessero offrire alternative ugualmente ricche di bellezza e di sapore come lo sono i piatti dei precedenti libri (Salmagundi, Persepolis, Veggiestan e Snackistan)




Una cottura da fare con attenzione, seguendo bene tutti i passaggi per ottenere un piatto davvero scenografico.


KABULI PULAO - RISO AFGHANO CON CAROTE CARAMELLATE
kabuli pulao - afghan-style rice with ‘caramelized’ carrots

 



Per 4 persone

600 g di basmati integrale, lavati e messi a bagno in acqua fredda per circa 2 ore
2 cucchiai di burro chiarificato vegano
2 carote grosse sbucciate e tagliate a julienne
1 dado da brodo vegano sbriciolato
2 cucchiaini buoni di chahar masala* o garam masala
1 cucchiaino raso di cardamomo macinato
½ cucchiaino di zenzero macinato
1 cucchiaino colmo di zucchero
75 g di uvetta lasciata ammollare in acqua per 20 minuti circa
¼ cucchiaino di fili di zafferano, macinati e poi immersi in un po' di acqua bollente
1 e ½ lattina da 400 g di ceci, sgocciolati
sale 

Scolate il riso e poi tuffatelo nell'acqua bollente e cuocetelo secondo il metodo iraniano qui sotto riportato. Dovrete cuocerlo per circa 12 minuti prima di metterlo a vapore poiché il riso integrale è un po' più resistente al processo di cottura.

Sciogliete 1 cucchiaio di burro chiarificato in una padella e aggiungete i bastoncini di carota. Una volta che si saranno ammorbiditi, sbriciolate il dado in padella, insieme alle spezie, allo zucchero e all'uvetta sgocciolata. Fate soffriggere ancora per qualche minuto, poi togliete dal fuoco.

Mettete l'altro cucchiaio di burro chiarificato in una pentola, scioglietelo senza friggerlo e poi aggiungete delicatamente il riso, con in mezzo lo strato di carote e uvetta. Con un cucchiaio di legno, praticate qualche foro nel riso e mettetelo a cuocere a vapore, coprendo il coperchio con un canovaccio pulito. Dopo circa 30 minuti capovolgetela su un piatto (seguite le istruzioni del riso all’iraniana), rompete la crosta e bagnatela con l'acqua di zafferano. Scaldate leggermente i ceci in una padella e versateli sopra. Servite con yogurt.


* Chahar masala (letteralmente "mix di quattro spezie") è IL mix di spezie afghano. Il problema è che in realtà nessuno lo fa allo stesso modo. Ma possiamo dire che la miscela contiene sempre chiodi di garofano macinati e cardamomo verde o marrone macinato. Di solito anche cannella macinata (o cassia) e cumino verde in polvere. Se lo desideri, puoi sostituirlo con il garam masala più facilmente disponibile.




RISO UNA GUIDA RAPIDA

C'è un'ampia guida sull'arte del riso in Veggiestan e non mi piace ripetere. Ma ecco una guida in vaso perché, si sa, il riso è il secondo carboidrato più importante della regione.

Il riso utilizzato più spesso è il basmati e i suoi cugini, ovvero il riso a grani lunghi che diventa una delizia quando viene cotto a vapore o bollito. Negli ultimi anni, la varietà più apprezzata è il riso sella – basmati premium – che viene cotto a vapore mentre è ancora nel chicco e poi essiccato e macinato. Si gonfia durante la cottura e ha l'aroma tanto amato dagli iraniani. Preferisco il riso integrale – molto utilizzato nella cucina afghana – ma il riso bianco è tenuto in grande considerazione poiché rappresenta la raffineria “occidentale”. Hmm.

Il riso stile budino a grani corti viene utilizzato altrove nella cucina mediorientale, nel dolmeh e per preparare budini di riso.

Ad ogni modo, per cucinare il riso basmati/cugino di basmati, la maggior parte delle casalinghe iraniane ti chiederebbero prima di lavare e immergere il riso. Il riso integrale ha sicuramente bisogno di ammollo per circa un'ora, ma la maggior parte dei basmati bianchi va bene senza.


METODO RAPIDO

Per il metodo più rapido avrai bisogno di 200 ml di acqua a persona insieme a 1 cucchiaio da dessert di burro vegano o burro chiarificato a persona e 150 g di riso a persona.

Mettete l’acqua e il burro chiarificato in una pentola con un po’ di sale e portate a bollore. Versare il riso e cuocere a fuoco vivace per circa 5 minuti prima di mettere a fuoco lento e avvolgere il coperchio della padella in un panno. Far bollire dolcemente per altri 20 minuti, poi togliere dal fuoco e sgranare con una forchetta. Lasciare riposare per altri 5 minuti prima di servire. I chicchi dovranno essere perfettamente cotti e separati.


METODO IRANIANO

La via filo-iraniana è leggermente diversa. Portare a bollore una pentola di acqua salata e aggiungere 150 g di riso a persona. Cuocere per 7 minuti e poi scolare in un colino. Rimettete la padella vuota sul fuoco e aggiungete una buona noce di burro chiarificato o burro insieme a 2 cucchiai di acqua. Usa un cucchiaio per ricoprire lo strato di riso nella padella (non inclinarlo perché questo schiaccerebbe il riso e non sarà così soffice) insieme a tutti gli altri ingredienti che stai utilizzando. Una volta che il riso è stato versato di nuovo, infilare alcune "fumeroles" nel riso utilizzando il manico di un cucchiaio di legno: ciò consente al vapore di filtrare in tutto il piatto e garantisce una cottura uniforme. Avvolgere il coperchio della padella in un canovaccio pulito e cuocere a vapore per circa 35 minuti (un diffusore di calore sarà d'aiuto).

Per togliere il riso, immergi il fondo della pentola in qualche centimetro di acqua fredda nel lavandino: il freddo improvviso farà contrarre il riso e ti permetterà di girarlo su un piatto. Se sei fortunato, sul fondo troverai il tahdik, la deliziosa crosta dorata tanto amata dagli iraniani.

La parola persiana pulao si riferisce a uno dei grandi piatti di riso della cucina iraniana. Al contrario del chelow, che è semplicemente il riso al vapore. Nelle corti dei grandi sovrani safavidi dell'Iran nel XVI secolo, la gastronomia prosperava e questo non trova miglior esempio che nell'arte del riso. Frutta, spezie, noci, erbe aromatiche: tutto questo viene stratificato o sparso su piatti di riso (insieme allo zafferano, sempre zafferano) per creare piatti opulenti in cui la carne gioca molto il secondo sitar. Ecco solo alcuni dei miei preferiti (altri si trovano a Veggiestan e Persepolis e, appunto, online).



Questa Ricetta fa parte del progetto Cook_My_Books


Stampa il post

venerdì 23 febbraio 2024

CURRY DI POLPETTE AI GAMBERI E BRANZINO DA SIMPLE SPICES DI NADIYA HUSSAIN

di Vittoria

Oggi vi parlo di una preparazione che adoro per la sua versatilità, il curry. Piatto che può essere a base di carne, pesce o verdure, ma anche solo le uova al curry diventano speciali. 

Faccio spesso i curry, anche solo vegetariani, perchè risolvono una cena con una preparazione unica, saporita e soddisfacente e, a dispetto delle apparenze, non è neanche laboriosa.

Per questo sono sempre alla ricerca di nuovi spunti e ricette.......


....... e Quale migliore occasione di questa settimana dedicata da @cook_my_books  a Simple Spices di Nadiya Hussain @nadiyajhussain!!!!

L’autrice, inglese originaria del Bangladesh, ci fa scoprire la sua cucina indiana sapientemente adattata ai gusti occidentali, senza perdere la sua identità. In questo libro raccoglie una serie di ricette realizzabili con solo 8 spezie facilmente reperibili anche qui da noi, sfatando il mito per cui servano mille ingredienti strani per cucinare indiano.



Fra tutte le golosità, ho scelto una ricetta facilissima e veloce, ma di sicuro successo: un curry rosso, molto aromatico e un po’ piccante (ma questo lo potete regolare a vostro gusto) con semplicissime polpettine di pesce, che non hanno neppure bisogno di essere formate per la cottura, basterà calare nel sugo delle noci di impasto, che gonfieranno leggermente in cottura, prendendo la forma rotonda.

 

CURRY DI POLPETTE AI GAMBERI E BRANZINO
Seafood Kofta Curry



Ottima alternativa per provare qualcosa di diverso. La morbida pasta di pesce viene immersa in una ricca salsa che cuoce delicatamente a vapore questi dolci kofta di frutti di mare (cit autrice)

Per 4 persone 

Per le polpette:
180 g di gamberoni crudi sgusciati
180 g di filetti di branzino, privati della pelle
½ cucchiaino di curcuma macinata
2 cucchiai di olio
1 pizzico di sale

Per la salsa:
2 cucchiai di olio per cuocere, più altro per ungere le mani
1 foglia di alloro
4 spicchi d'aglio ridotti in pasta
1 cipolla ridotta in pasta
1 cucchiaino di sale
3 pomodori frullati o 300 g di passata rustica
1 cucchiaino di concentrato di pomodoro
1 cucchiaino di peperoncino in polvere
2 cucchiaini di curry in polvere
150 ml di acqua

Per servire
una grande manciata di erba cipollina fresca tagliuzzata finemente
Riso a chicco lungo cotto a vapore.


Asciugate bene i gamberoni e la spigola con carta da cucina per eliminare ogni umidità in eccesso. Metteteli in un robot da cucina con la curcuma, l'olio e il sale e frullate fino a ottenere una pasta liscia. Trasferite l’impasto in una ciotola foderata con carta da cucina per eliminare l'eventuale umidità in eccesso mentre preparate la salsa.

In un wok o altra padella profonda, scaldate l’olio con la foglia di alloro e lasciate sfrigolare per qualche secondo. Aggiungete l'aglio schiacciato e cuocete per qualche minuto fino a doratura. Aggiungete la cipolla grattugiata, il sale, i pomodori e il concentrato di pomodoro e fate cuocere finché il composto sarà asciugato e inizierà a staccarsi dalla padella.

Ora aggiungete il peperoncino in polvere, il curry e l'acqua e portate a bollore, quindi abbassate al minimo la fiamma.

Ungetevi le mani e prendete grossi pizzichi di pasta di pesce, grandi circa quanto una noce. Non è necessario farne delle belle palline, basta semplicemente immergere delicatamente questi pezzi irregolari nella salsa. Se state esaurendo lo spazio, scuotete leggermente la padella e ogni volta apparirà magicamente un po' di spazio. Continuate così finché non avrete esaurito tutta la pasta. Lasciate cuocere nella salsa per 10 minuti in modo che i frutti di mare cuociano a vapore nel calore, rassodando. Girate delicatamente ciascuna pallina, oppure agitate la padella e dovrebbero girare tutte contemporaneamente, quindi cuocete per qualche altro minuto e il piatto è pronto.
Cospargete con l'erba cipollina e servite accompagnato
 da riso bianco


Suggerimenti: 
per rimuovere la pelle da un filetto di pesce piccolo, posizionate semplicemente il filetto in un piatto, con la pelle rivolta verso l'alto e versate acqua calda sulla pelle. Lasciate agire per 2 minuti e la pelle dovrebbe staccarsi completamente, lasciando il pesce intatto.


RISO BIANCO 


Per 2 persone

200 g di riso sciacquato
pari volume di acqua fredda
sale

Misurate il riso in una tazza o misurino, poi versatelo in una pentola a fondo spesso che abbia un coperchio pesante. Misurate il doppio volume di acqua fredda (una tazza riso, due di acqua) e aggiungetela al riso. Salate, coprite, portate a bollore, quindi abbassate il più possibile la fiamma e lasciate cuocere per 8 minuti. Togliete dal fuoco e sgranate con una forchetta. Se fosse rimasto del liquido rimettete un momento sul fuoco per farla evaporare. Regolate il sale, condite con un cucchiaio di ghee (burro chiarificato) o burro e servite.




Questa Ricetta fa parte del progetto Cook_My_Books

Stampa il post

martedì 19 settembre 2023

POKE DI SALMONE E ARANCIA DOLCE CON PEPERONCINO HABANERO DA COOK COLOR DI MARIA ZIZKA

di Vittoria

Vi ricordate l’anno scorso che abbiamo dedicato un’intera settimana tutta a una monografia sui pokè? Un libro bellissimo ISLAND POKÈ, dove abbiamo scoperto la cucina delle Hawaii e dei pokè meravigliosi, che niente hanno a che fare con certe ciotolazze di riso con 4 cose sopra! Insomma a me i pokè (quelli buoni) piacciono davvero per la loro semplicità, armonia di sapori e allegria di colori. 

Io avevo preparato il Tako pokè ....di polpo, delizioso, lo trovate al link

E oggi vi propongo un pokè per un antipasto tutto rosa salmone!



Questa settimana con @cook_my_books vi trasciniamo nel mondo dai colori meravigliosi che la natura ci offre per una cucina dove si esaltano le proprietà degli ingredienti e i loro meravigliosi colori naturali.




Scopriamolo con le ricette di Cook Color di Maria Zizka @mariazizka
 che inneggia alla bellezza della natura, alla sua ricchezza e a un modo di cucinare divertente, creativo, elegante. Anche se ogni artificio é bandito, le ricette spaziano da quelle a quelle piú creative che, accanto a nuovi accostamenti di sapore, ci fanno apprezzare anche nuove palette per la nostra tavola.


Apro la settimana con un antipasto tutto rosa salmone, molto saporito, di sicuro effetto e anche velocissimo da preparare. L'autrice lo prepara con un'arancia speciale:

Il salmone crudo ha un colore quasi identico agli spicchi d'arancia Cara Cara. Cerca i dolci Cara Cara sia per il loro colore sorprendente sia perché sono ideali per il poke: senza semi e a basso contenuto di acidità, si separano nettamente dalla buccia. (cit. Autrice) 

Qui in Italia non troviamo questo tipo di arance dal colore particolare, ma potete sostituirle senza troppi patemi d’animo con le dolci arance vaniglia o le naveline.

Per la quantità di peperoncino habanero regolatevi a gusto, può essere molto piccante.


POKE DI SALMONE E ARANCIA DOLCE 
CON PEPERONCINO HABANERO
habanero cara cara salmon poke




Per 4-6 persone come antipasto

350 g di filetto di salmone da sahimi senza pelle e lische abbattuto
2 arance bionde dolci tipo Cara Cara – qui in Italia Vaniglia o Naveline
¼ cipolla dolce rosata o bianca, affettata molto sottilmente o tritata finemente
1 peperoncino habanero pulito e tagliato a fettine molto sottili
1 cucchiaio di salsa di soia o tamari
2 cucchiaini di miele
2 cucchiaini di olio di sesamo tostato
¼ cucchiaino di sale marino fino

Per servire:
200-250 g di riso da sushi tipo originario o riso basmati
sale
olio di sesamo

Misurate il volume del riso in una ciotola e mettetelo in una pentola con il doppio di acqua (una ciotola di riso, due di acqua) e un po’ di sale. Mettete sul fuoco e appena raggiunge il bollore abbassate al minimo, coprite con un coperchio pesante per trattenere il vapore, e fate cuocere per 8 minuti. Scoprite, sgranate con la forchetta e lasciate ancora un momento sul fuoco solo se ci fosse ancora eccesso di liquido. Aggiungete solo un filo di olio di sesamo e lasciate raffreddare sgranandolo ogni tanto.

Usando un coltello affilato, tagliate il salmone nel senso delle fibre in fette spesse 1,5 cm, quindi tagliate ogni fetta trasversalmente in cubetti da 1,5 cm e metteteli in una ciotola capiente con la cipolla e l’habanero.

Pelate le arance al vivo con un coltellino affilato, ricavate gli spicchi eliminando tutte le membrane e aggiungeteli ai cubetti di salmone. Lavorate sul una ciotola per non perdere il succo che colerà. Spremete bene tutte le membrane, dovreste ottenere circa 50-60 ml di succo.

Aggiungete al succo delle arance la salsa di soia, il miele, l'olio di sesamo e il sale. Emulsionate e versate nella ciotola con il mix di salmone. Mescolate delicatamente, lasciate riposare a temperatura ambiente per circa 5 minuti.

Suddividete il riso nelle ciotole individuali, create un leggero incavo al centro e sistemate il salmone al centro. Irrorate con il condimento, senza macchiare il riso. Servite freddo come antipasto.



Questa Ricetta fa parte del progetto Cook_My_Books


Stampa il post

giovedì 14 settembre 2023

KEBABS DI PESCE CON LIMONE CONFIT E TZATZIKI DA "OREN" DI ODED OREN

di Vittoria

Questa settimana vi portiamo in viaggio fra Europa e Medioriente, alla scoperta di sapori di Tel Aviv reinterpretati per una cucina moderna e veloce, assolutamente occidentale, senza perdere il fascino delle origini. Un viaggio fra sapori e profumi affascinanti con ricette facili, che stupiranno voi e chi sarà fortunato ad assaggiarle!

 


Con @Cook_My_Books stiamo sfogliando OREN di Oded Oren @oded_oren, chef londinese, di origini israeliane, nato e cresciuto a Tel Aviv, centro culturale dove si mescolano occidente e oriente. Oren ci racconta la sua cucina israeliana, dalle antichissime origini, dove i sapori mediterranei si mescolano agli accenti mediorientali, da lui interpretata in chiave assolutamente contemporanea.


Uno dei piatti imprescindibili della cucina mediorientale sono ovviamente i kebabs (simili alle nostre polpette), piatto principe che viene declinato in ogni forma e sapore per essere sempre nuovo e stupire ad ogni morso. La tradizione israeliana non resta indietro, e Oren ci ha incuriosito con ricette di diverse carni e anche di pesce, tanto che oggi vi presentiamo non una, ma ben due ricette per tutti i gusti!

Entrambe ricette davvero facili e veloci, che vi daranno tanta soddisfazione e vi faranno guadagnare tanti complimenti.

 
Ci sono ingredienti che non trovate? Chiedeteci consiglio!!!!

Da Francesca @franew81 per i kebabs affumicati di manzo e agnello con melanzana arrostita.

Qui i kebabs di pesce  profumati al limone confit e accompagnati da un fresco tzaziki.

E qui imparate anche una tecnica nuova: Lo "slapping", letteralmente "schiaffeggiamento" dell'impasto di pesce e aromi, per renderlo più compatto, in modo che le polpette non si sbriciolino in cottura. 
Questo è 

indispensabile, in quanto nell'impasto dei kebabs non è presente nessun legante tipo uovo, farina o patate, come nelle nostre polpette, inoltre la polpa del pesce non va macinata, ma tagliata a piccoli dadini. 

L’autore introduce così la ricetta:

Faccio questa ricetta da quindici anni, forse di più, e rimane una delle preferite nel menu del ristorante. A differenza delle tortine di pesce, questi kebab non contengono uova, farina o pangrattato come legante, ma come sta insieme il composto? Il segreto sta nel processo di “slapping” (schiaffeggiamento) utilizzato durante la miscelazione, quindi non saltate questo passaggio. Grigliamo gli spiedini sul barbecue per ottenere una deliziosa affumicatura, ma possono essere preparati in una padella o sulla piastra. Lo tzatziki aggiunge un elemento pulito e fresco che si sposa perfettamente con i sapori robusti degli spiedini di pesce.

Il nasello funziona davvero bene per questo piatto, ma andrebbe bene anche il pesce bianco più sodo. La cosa più importante è che il pesce sia freschissimo.(cit.Autore)

 

KEBABS DI PESCE CON LIMONE CONFIT E TZATZIKI
Fish kebabs with preserved lemon and tzatziki


Per 3 persone

Per gli spiedini di pesce:
350 g di nasello sfilettato e tagliato a dadini di 5 mm
130 g di cipolla bianca tritata finemente
30 g di foglie di prezzemolo tritate finemente
30 g di coriandolo tritato finemente
¼ di cucchiaino di cumino macinato (vedi note)
¼ di cucchiaino di coriandolo macinato
30 g di limone confit tritato finemente (vedi note)
¼ cucchiaino di sale marino
10 g di olio extravergine d'oliva, più altro per grigliare e condire

Per lo tzatziki:
200 g di cetriolo
2 spicchi d'aglio
250 g Labneh (vedi note)
sale marino
succo di ½ limone

Mettete in una terrina il pesce a dadini, la cipolla, le erbe tritate e il limone confit. Aggiungete le spezie, il sale e l'olio.

Mescolate con le mani con un movimento a “schiaffi”, afferrando il composto e sbattendolo ripetutamente contro l’interno della ciotola finché non inizierà a legarsi e compattarsi.

Questo procedimento è molto importante per la consistenza finale dell’impasto; aggiungerà elasticità al composto e conferirà al pesce una consistenza migliore una volta cotto.

Formate delle polpette cilindriche da 50 g e trasferitele in frigorifero a raffreddare per un paio d'ore.

Preriscaldate la griglia a carbonella o la bistecchiera. Ungete gli spiedini con l’olio e grigliateli per 2-3 minuti su ciascun lato o finché gli spiedini non si saranno rassodati e saranno cotti.

Per lo tzatziki, tritate finemente i cetrioli e strizzateli per scolare eventuali liquidi in eccesso. Grattugiate finemente l'aglio, mettete tutti gli ingredienti nella ciotola con il labneh e condite con succo di limone e il sale necessario.

Servite gli spiedini con una generosa cucchiaiata di tzatziki e condite con un filo di olio.

 


Note:

*I Limoni confit  sono una conserva comune a tutto il bacino mediterraneo; i limoni affettati o tagliati a quarti vengono conservati in vasi a strati con il sale, a volte con aggiunta di alloro, aglio o altri aromi. Dopo 40 giorni sono pronti da usare. Si  utilizza solo la scorza (molto aromatica e salata) tritata fina o a filettini, per insaporire vari piatti, dal pane alle carni, dal pesce ai formaggi.

*Il Labneh è un formaggio fresco ottenuto colando dello yogurt greco fino ad avere la consistenza pastosa. Successivamente si può salare e arricchire di spezie ed erbe.


Questa Ricetta fa parte del progetto Cook_My_Books


Stampa il post

martedì 12 settembre 2023

PAELLA CON ALI DI POLLO, PRUGNE SECCHE E SHERRY DA "PAELLA" DI OMAR ALLIBHOY

Di Vittoria

La settimana scorsa è stata dedicata interamente a uno dei piatti che amo di più in assoluto: La Paella. Che sia di carne o pesce, di verdure o una delle mille combinazioni possibili di sapori, è sempre una festa portarla in tavola.


Per vari intoppi pubblico la mia solo oggi e vi tedierò anche con le storie su tutte le meraviglie fatte per Cook_My_Books questa settimana. Una più spettacolare dell’altra, sono tutte tratte da PAELLA di Omar Allibhoy The Spanish Chef @omarallibhoy, madrileno di origine, che vive e lavora a Londra, lo ricorderete per il suo libro Tapas Revolution. In PAELLA osa il non osabile spaziando fra tradizione e innovazione, ortodossia ed eresia, in bilico fra il conforto dei sapori che si conoscono e il brivido per quelli ancora da provare.



Non potevo che scegliere una paella creativa, fuori dalla tradizione classica, osando una combinazione di alette di pollo gustose e saporite ben bilanciate dalla dolcezza delle prugne secche e dello sherry dolce. 

Allibhoy stesso ci dice che questi sapori fanno parte della tradizione spagnola e di “paellizzare” le nostre ricette preferite.



PAELLA CON ALI DI POLLO, PRUGNE SECCHE E SHERRY
chicken wing, sherry and prune paella
arroz de alitas, ciruelas pasas y jerez dulce

 

Per 4-5 persone

1,6 litri di brodo di pollo - meglio se fatto in casa
0,3 g di zafferano
100 g di prugne secche denocciolate
100 ml di olio extra vergine di oliva
500 g di ali di pollo unite, private solo della punta
½ cipolla dorata tritata finemente
6 spicchi d'aglio tritati finemente
1 cucchiaio di paprika dolce affumicata
1 pomodoro grande grattugiato
440 g di riso per paella o vialone nano
150 ml di sherry dolce o porto
3 rametti di timo
Sale e pepe a piacere

Scaldate il brodo di pollo in una casseruola a fuoco basso e scioglieteci lo zafferano. Aggiungete le prugne e tenete in caldo a fuoco molto basso.

Scaldate l'olio d'oliva in una paellera a fuoco alto e aggiungete le ali di pollo. Salate e friggete per 10 minuti fino a quando saranno ben dorate su tutti i lati. Aggiungete la cipolla e friggete per circa 5 minuti o fino a quando non sarà dorata.

Aggiungete l'aglio, seguito a breve distanza dalla paprika dolce affumicata e dal pomodoro grattugiato, e cuocete per circa 2 minuti finché l'olio non inizia a separarsi dal pomodoro. Aggiungete il riso e mescolate il tutto per un paio di minuti, assicurandovi che il riso si tosti uniformemente.

Versate lo sherry e lasciatelo ridurre completamente, quindi aggiungete il brodo caldo nella padella e mescolate bene per distribuire uniformemente il riso. Condite con pepe nero, quindi assaggiate il brodo e aggiustate di sale se necessario. Cuocete a fuoco vivace per 10 minuti, quindi spargete i rametti di timo nella padella e scuotetela bene per appiattire tutto. Continuate la cottura a fuoco basso per altri 8 minuti, senza mescolare. Lasciate riposare fuori dal fuoco per 5 minuti prima di mangiare.

 



Questa Ricetta fa parte del progetto Cook_My_Books

Stampa il post

giovedì 22 giugno 2023

POLPETTE DI CARNE E BULGUR NEL POMODORO INTERO DA TOMATO DI CLAIRE THOMSON

di Vittoria

@cook_my_books dedica questa settimana al frutto principe dell’estate, il pomodoro, e lo fa con un libro monografico su questo frutto che sa di estate, sole e caldo! Da quanto ho letto in questi due giorni, siamo in tante ad avere un ricordo indelebile di pomodori succosi addentati direttamente nell'orto, ancora caldi di sole! Un sapore che non si può dimenticare!



 
Parliamo di “Tomato” di Claire Thomson @5oclockapron dove troviamo oltre 80 ricette originali e sfiziose, idee nuove per un classico. 


Questa per esempio è una ricetta di kofte, tradizionali polpette di agnello (o manzo) mediorientali, ma lei cosa fa? Le imprigiona nelle due metà di un pomodoro e lo scambio di sapori risulta eccezionale. E poi l’dea spettacolare di servirle in un caldo e soffice flatbread, con yogurt e una fresca insalatina di verdure quasi tritate, impreziosite dai chicchi di melograno, per una presentazione scenografica oltre che deliziosa.

POLPETTE DI CARNE E BULGUR NEL POMODORO INTERO
Whole tomato kofte


Per 4 persone
 

50 g di bulgur grossolano
16 pomodori, tagliati a metà orizzontalmente
500 g di polpa di agnello macinata (o manzo)
½ cipolla tagliata molto finemente
30 g di burro
4 spicchi d'aglio: 3 a fettine sottili, 1 a metà
200 g di polpa pronta di pomodoro o pelati tritati
sale e pepe nero appena macinato
Per il condimento di verdure tritate:
1 cetriolo piccolo, tagliato a dadini molto piccoli
I chicchi di 1 melograno
1 peperone grande rosso privato dei semi e tagliato a dadini molto piccoli
1 mazzetto di prezzemolo (o di menta) tritato grossolanamente
Il succo di ½ limone
Per servire:
Pani piatti tipo pide o lavash o pita (segue ricetta)
150 g di yogurt intero naturale condito con un buon pizzico di sale
½ limone tagliato a spicchi
scaglie di peperoncino (preferibilmente Aleppo o Urfa) da spolverare
sommacco macinato da spolverare 

Versate il bulgur in una pentola di acqua salata e metterlo a fuoco alto. Portate a ebollizione, quindi ridurcete il fuoco e cuocete a fuoco lento per circa 15 minuti, finché è tenero. Togliete dal fuoco, scolate e lasciate raffreddare nello scolapasta.

Svuotate i mezzi pomodori da polpa e  semi conservandoli entrambi, insieme a eventuali succhi, in una ciotola. Condite le cavità con sale e giratele verso il basso su un piatto, per raccogliere l'eventuale succo.

Mettete l'agnello, il bulgur raffreddato, la cipolla a dadini, un cucchiaino di sale e ½ cucchiaino di pepe nella ciotola di una planetaria munita di frusta e mescolate ad alta velocità per circa 2 minuti, fino a ottenere un composto appiccicoso ben amalgamato (In alternativa, potete farlo a mano) e mettete da parte.

Sciogliete il burro in una casseruola a fuoco medio-basso. Aggiungete l'aglio e soffriggete per circa 2 minuti, fino a quando non diventa fragrante. Aggiungete la polpa di pomodori e l'eventuale succo dei pomodori raccolti. Condite con sale e pepe e cuocete a fuoco lento per almeno 15-20 minuti, fino a quando non diventa denso e dal sapore ricco. Togliete dal fuoco e tenete al caldo.

Preriscaldate il grill (broiler) al massimo e preriscaldate il forno a 200°C/180°C ventilato.(vedi note)

Dividete il composto di carne in 16 palline delle dimensioni di una pallina da ping-pong. Inserite 1 pallina in una metà di pomodoro e chiudete con l'altra metà, avvolgendo la pallina. Ripetete con il resto delle polpette e pomodori. Versate la salsa di pomodoro in una teglia rotonda da 25 cm., poi aggiungete i pomodori ripieni uno accanto all'altro.

Grigliate i pomodori sotto la griglia calda per 3-5 minuti, fino a quando iniziano a formare bolle e annerirsi, quindi trasferiteli nel forno e cuocete per circa 8-10 minuti per farli rosolare. Sia l'agnello che il manzo vanno bene anche leggermente rosa, quindi cuoceteli a vostro piacimento. Sfornate e lasciate riposare per 5 minuti circa.

Mentre i pomodori ripieni riposano, mescola gli ingredienti dell'insalata tritati, condendo a piacere.

Per servire, scaldate brevemente i pani sotto una griglia calda, quindi aggiungete i pomodori ripieni e l'insalata tritata, insieme allo yogurt condito. Cospargete con scaglie di peperoncino e sommacco e servite accompagnando con altro pane e con spicchi di limone.

Note:
Non avendo grill e forno separati, consiglio di procedere prima con la cottura al forno e solo successivamente accendere il grill per la rosolatura.



PITA ALLO YOGURT

Una delle migliori ricette di flatbread che ho mai preparato. Al posto dello yogurt greco si può usare il kefir, che è più liquido, quindi regolatevi di conseguenza con la quantità di acqua.


Per 8-10 pitta medio-piccole o 5-6 grandi

7 g di lievito di birra essicato
200 ml di acqua tiepida
450 g di farina 0 forte per pane tipo manitoba
1 cucchiaino di sale
3 cucchiai di olio extravergine di oliva, più quello per ungere
200 g di yogurt greco 

Mescolate il lievito con l'acqua che deve essere a temperatura corporea.

Mettete la farina e il sale in una planetaria con il gancio per impastare. Aggiungete la miscela di lievito, l’olio e lo yogurt e iniziate a impastare, aggiungendo altra farina se necessario, per circa 7-10 minuti fino a renderlo morbido e leggermente appiccicoso. Trasferite l'impasto in una ciotola oliata, coprite con un canovaccio pulito e lasciate lievitare per circa 2 ore fino a quando non sarà raddoppiato.

Rovesciare l'impasto su una superficie di lavoro pulita e dividetelo in palline uguali (il numero dipende dalla dimensione delle pita che si stanno preparando). Coprite e lasciate lievitare per altri 20 minuti.

Scaldate una piastra liscia o una padella a fondo spesso.

Stendete una pallina di pasta in un ovale di 1 cm di spessore.

Mettetela sulla piastra e fate cuocere per 1 minuto o due, quindi voltatela con una spatola e cuocete dall’altro lato. Continuate a voltare e cuocere finchè non sarà gonfia e soffice e con bolle arrostite. Tenete in caldo in un tovagliolo e ripetete per tutte le palline di pasta. Servite calde.


 Questa Ricetta fa parte del progetto Cook_My_Books

Stampa il post
Related Posts with Thumbnails