venerdì 27 luglio 2018

I MIEI ACCIUGABURGER PER IL CLUB DEL 27

di Vittoria

In estate impazza la voglia di stare all'aperto, spesso insieme agli amici o familiari con cui dividere momenti spensierati o vacanze. 
Appena cala il sole e l'afa si attenua cosa c'è di meglio che accendere un barbecue e preparare tutti insieme dei succosi hamburger? 





Impazza l'hamburger mania e noi del Club del 27, oggi rispolveriamo per voi la fantastica sfida sugli hamburger

dalla penna di Mai Esteve #quelgrangeniodellaMai 

Non volete il solito hamburger? 
Guardate quante nuove proposte oggi 





Io vi propongo la mia versione di Hamburger di acciughe al 100% creato da Cristina Galliti del blog Poverimabelliebuoni

Lei è un'autorità in materia e una vera garanzia di professionalità e competenza quando si parla di pesce. 
La ringrazio qui pubblicamente per avermi fatto scoprire questo nuovo modo di gustare le acciughe, veramente originale e squisito, apprezzatissimo anche da tutta la famiglia.

ACCIUGABURGER 
ho seguito la ricetta di Cristina, tranne qualche piccolo cambiamento, soprattutto nei tempi e modi di lievitazione.
Per me burger di acciughe rigorosamente liguri con olive taggiasche e origano a metri zero, buns alle acciughe liguri sottosale home made e limoni del giardino di casa, insalatina e salsa con verdure del mio spacciatore preferito (con orto), olio sardo fornito da un nipote.
Se fate anche i panini, e ve lo consiglio caldamente, il lavoro si allunga un po', ma potete anche farli il giorno prima, scaldandoli poi sulla piastra o in forno.
Anche i burger di acciuga possono essere fatti in anticipo e conservati in freezer per qualche tempo, visto che le acciughe vanno comunque abbattute in freezer per almeno 96 ore!




Buns all'acciuga salata e buccia di limone
per 4 buns da 10 cm di diametro circa

250 g di farina forte tipo 0
130 ml di latte a temperatura ambiente
25 g di strutto
10 g di zucchero
2 g di lievito di birra secco o 4 g fresco
1 cucchiaino di miele
1 limone bio grande, la scorza grattugiata fine
6 acciughe liguri sotto sale (le mie non sono molto grandi)
sale NO, ci sono le acciughe
1 uovo sbattuto+ semi di sesamo per guarnire

Sciogliete il lievito nel latte con il miele e fate riposare 10 minuti.
Dissalate e pulite le acciughe e tritate fini i filetti.
Fate la fontana con la farina setacciata, versate il latte e fatelo assorbire. aggiungete poi lo strutto morbido, lo zucchero, le acciughe e la scorza di limone. Impastate fino ad ottenere un composto liscio, omogeneo ed elastico. 
Mettete l'impasto in una ciotola infarinata, coprite e fate lievitare in un posto caldo per circa 2 ore o fino al raddoppio.
Rovesciate l'impasto sul tavolo infarinato, sgonfiatelo appiattendolo, dividetelo in 4 pezzi, formate 4 palline ben chiuse e mettetele sulla lastra da forno schiacciandole leggermente. 
Scaldate il forno a 30 gradi poi spegnetelo, mettete dentro i panini e lasciate lievitare un'ora circa. Tirateli fuori dal forno e scaldatelo a 180 gradi.
Spennellate i buns con l'uovo sbattuto e salato, cospargete la superficie di semi di sesamo e infornate a forno caldo fino a doratura, circa 20/25 minuti.
Fate raffreddare su una gratella. 
Potete conservarli qualche giorno chiusi in un sacchetto di cellophane, passandoli in forno caldo per pochi minuti o tostandoli sulla piastra tagliati a metà prima di usarli.






Burger di acciughe fresche
per 4 burger da 120 g l'uno
550 g di acciughe freschissime, 400 g peso netto dopo averle pulite, sfilettate e sottoposte a congelamento preventivo a -18°C per 96 ore, se si ipotizza una cottura con temperatura al cuore inferiore ai 60°C, vedi prassi per il consumo di pesce crudo
1 cucchiaio abbondante di olive taggiasche snocciolate, in salamoia
1 manciata di foglie di prezzemolo
1 cucchiaio di foglioline di origano fresco
1 punta di spicchio di aglio
1 cucchiaio scarso di olio extravergine di oliva
1 cucchiaio di pangrattato
1 albume
sale

Tritate molto finemente le erbe e il pezzetto di aglio con il pangrattato
Tritate grossolanamente con il coltello le acciughe scongelate e asciugate e le olive.
Amalgamate tutti gli ingredienti legandoli con l'albume ed eventualmente poco altro pangrattato.
Salate con moderazione, le olive sono già sapide.
Formate gli hamburger aiutandovi con un coppapasta da 9 cm. 
Se li avete, utilizzate l'attrezzo e le apposite cartine per hamburger che devono risultare circa 120 g e 1,5 cm di spessore.
Teneteli in frigo fino al momento di cuocerli.
Nota: invece di congelare le acciughe appena pulite, ho preparato subito gli hamburger e li ho poi congelati già formati


Maionese di pomodoro
(pseudo maionese, per l'assenza di uovo)

6-8 pomodorini ciliegia maturi e sodi
sale
50-60 ml di olio extravergine di oliva delicato (o metà olio extravergine e metà olio di mais)
1 cucchiaino raso di lecitina di soia 
la punta di un cucchiaino di gomma di guar o xantano in polvere 
acqua molto fredda, eventualmente

Tagliare a pezzetti i pomodorini lavati e asciugati e metterli nel bicchiere del frullatore a immersione con la lecitina, poco sale e la gomma di guar.
Frullate facendo colare l'olio a filo e vedrete la salsa addensarsi e montare come la maionese. 
Se risultasse troppo collosa, o tendesse a separarsi, aggiungete poca acqua gelata frullando e tornerà liscia e vellutata.
Nota: per ottenere la consistenza giusta senza utilizzare lecitina (emulsionante) e gomma di guar o xantano (addensanti a freddo) bisognerebbe utilizzare troppo olio e la salsa risulterebbe molto unta e indigesta.




Chips di ravanelli
20 ravanelli bio
olio extravergine di oliva
sale

Accendete il forno a 150°C
Affettate finemente i ravanelli ben puliti.
Condite le fettine di ravanello con olio e sale mescolando accuratamente perchè si rivestano bene di condimento, poi allineatele in una teglia rivestita di carta da forno e cuocetele per 40 minuti, finchè saranno leggermente dorate.
Passatele sotto il grill a 200°C per 5 minuti per renderle croccanti.
Fate raffreddare prima di raccoglierle in una ciotola




Sedano croccante
2-3 gambi di sedano teneri puliti
ghiaccio

Tagliare il sedano a julienne finissima e immergere i filetti in acqua ghiacciata per almeno 1 ora finchè si arricceranno.
Scolarli e asciugarli prima di metterli nell'insalatina.



Insalatina aromatica
Insalatina misticanza rossa e verde
pomodorini ciliegia a quartini
julienne di sedano croccante
basilico, origano, timo limone, menta, erba cipollina
sale
aceto di mele
olio extravergine di oliva
Comporre l'insalatina mista e condire solo al momento di servire.







E ora finalmente...........

Cottura e composizione dell'hamburger

Se avete congelato gli hamburger già pronti, tirateli fuori dal freezer un'ora prima di cuocerli.



Tagliate i panini a metà e passateli in padella per tostarli leggermente.

Intanto scaldate bene un'altra padella antiaderente e cuocete gli hamburger 30-40 secondi per lato per una cottura parziale, con il cuore ancora semicrudo.
Se li volete ben cotti aumentate il tempo a 1,5 minuti per lato, sarà leggermente asciutto, aumentate la salsa.


Mettete poca salsa sulla base di pane, qualche foglia di insalatina, l'hamburger ben caldo, altre fogliette di insalata, qualche pezzetto di sedano e qualche filo di erba cipollina, un cucchiaio di salsa e chiudete con il cappello di pane.

Servite gli hamburger accompagnati dall'insalatina, da altra salsa e dalle chips di ravanello.







E no resta che mangiare in compagnia, accompagnandoli da un buon vino bianco, suggerirei un vermentino ben fresco!






Eccoli pronti per gli amici affamati














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sabato 9 giugno 2018

LE MISTERY FROLLE


di Vittoria

Nuova sfida di MTChallenge! Cambiano le regole Cambia il gioco ed è sempre più divertente, intrigante e stimolante.




Una meravigliosa MISTERY CLOCHE che sollevata scopre ben 7 ingredienti uno più stimolante dell'altro.

eccoli:


FRAGOLE, RISO, FARAONA, TRIGLIA, PISTACCHI, CAFFE’, LIMONE


dobbiamo usarne almeno 4 e le idee si affollano e si moltiplicano, troppe ovviamente!


Fatto assolutamente inconsueto per me, dalla Mistery Cloche ho scelto quattro ingredienti per realizzare un dolce.
Inconsueto perché non amo ne cucinare ne mangiare i dolci

……………. tranne i budini di riso.

Quelli toscani, con la frolla sottile e la crema di riso dentro, dalla superficie dorata.
Mi fanno impazzire, ma non ho mai provato a farli, li ho sempre mangiati a Firenze, friabili e buonissimi.




Stavolta colgo l’occasione al volo e trovo in questi budinetti l’ispirazione per realizzare un dolce che contenga

RISO
LIMONI
FRAGOLE
PISTACCHI

a cui ho aggiunto l’aroma del cardamomo  che, insieme al riso e ai pistacchi, caratterizza i budini di riso orientali, dalla Turchia all’India; altro dolce che amo moltissimo.

La mia personalissima variante Mistery ha la pasta frolla al pistacchio, la crema di riso al cardamomo, una gelatina ottenuta dalla profumatissima marmellata di limoni all’inglese e infine la freschezza delle fragole.

cominciamo a preparare le varie basi che ci serviranno per realizzare questi dolcetti ottimi come fine pasto, per colazione o per merenda





Gusci di pasta frolla al pistacchio
200 g di farina debole
100 g di pistacchi sgusciati non salati
200 g di burro freddo
100 g di zucchero semolato
1 uovo grande
1 pizzico di sale
Tritate molto finemente i pistacchi insieme a un cucchiaio di zucchero prelevato dal totale, finchè non saranno ridotti in farina.
Mettete nella planetaria le due farine e impastate velocemente con il burro a dadini con la frusta a K. Appena cominceranno ad amalgamarsi aggiungete lo zucchero, il sale e per ultimo l’uovo. Impastate il meno possibile, dividete l’impasto in 2, formate due dischi, copriteli di pellicola e metteteli a riposare in frigo per almeno un’ora.
Stendete la pasta sottile fra 2 fogli di carta da forno e ritagliate 12 dischi di diametro sufficiente a rivestire gli incavi di una teglia da muffin da 12 pezzi imburrata. Mettete in frigo a raffreddare bene prima di riempirli e cuocerli.

Crema di riso al cardamomo
100 g di riso originario
½ l di latte intero
½ l di acqua
5 bacche di cardamomo
50 g di zucchero di canna demerara
1 pizzico di sale
2 uova grandi
2 cucchiai di zucchero, eventualmente
Mettete tutti gli ingredienti, tranne le uova e lo zucchero aggiuntivo, in una capace pentola, portate a bollore, poi abbassate la fiamma e fate cuocere piano piano almeno un’ora e mezza, con lo spargi fiamma, finchè il riso non sarà quasi disfatto e il liquido ridotto a crema.  Togliete le bacche di cardamomo e are riposare in frigo qualche ora, meglio una notte.
Frullate tutto fino ad ottenere una crema liscia e infine aggiungete le 2 uova battute.
Regolate la dolcezza aggiungendo eventualmente 2 cucchiai di zucchero ridotto a velo nel tritatutto. Tenete in frigo fino al momento di usarla.


Lemon marmalade (per la gelatina)
500 g di limoni bio, 4 o 5 limoni
1 kg di zucchero semolato
acqua
Mettete i limoni in una casseruola dove stiano in uno strato solo e copriteli di acqua a filo.
Fateli bollire per circa mezz’ora bucherellandoli ogni tanto. Devono essere morbidi.
Fate intiepidire, poi estraete i limoni e conservate l’acqua di cottura in una caraffa graduata.
Tagliate i limoni in 4 recuperando tutto il liquido che va aggiunto nella caraffa.
Togliete semi e pelli più dure, mettete tutti gli scarti in una garza, e tagliate le scorze con la poca polpa a striscette sottili. Aggiungete eventuale succo alla caraffa e rabboccate con acqua fino ad avere 750 ml di liquido.  
Mettete le striscette in una casseruola con lo zucchero, il liquido della caraffa e la garza con gli scarti. Portate a bollore, abbassate la fiamma e fate sobbollire per circa un’ora con lo spargifiamma. Sembrerà molto liquida, ma addensa raffreddando. Invasate bollente e chiudete subito i coperchi. Raffreddandosi farà il sottovuoto.

Gelatina di limone
400 g circa di marmellata di limoni (un barattolo piccolo)
1 cucchiaino da caffè di agar agar
Colate la marmellata per ottenere 200 g di gelatina limpida, mescolatela con l’agar agar e scaldatela in un pentolino fino al bollore per attivare il potere gelificante. Tenete da parte.
Tagliate a dadini molto piccoli le bucce fino ad averne 12 cucchiaini (uno per ogni dolcetto)




Fette di limone candito
1 limone bio
Zucchero semolato
Rivestite una teglia con carta da forno, cospargetela di zucchero, appoggiate sopra delle fettine sottili di limone, ricopritele di zucchero e infornate a 160 gradi ventilato per 30 minuti o finchè saranno leggermente caramellate. Lasciate raffreddare su un piatto leggermente unto.


Fragole gelatinate
12 fragole grosse
Poca gelatina di limone
Tagliate le fragole a dadini piccolissimi, mescolatele alla gelatina e tenetele da parte



Realizzazione del dolce
Tirate fuori dal frigo i gusci di frolla preparati prima, riempiteli con la crema di riso e infornate a 170 gradi ventilato per 30 minuti o fino a quando la crema sarà addensata. Passatele sotto il grill per uno o due minuti per dorare la crema. Fate raffreddare completamente i dolcetti, la crema si abbasserà creando un incavo al centro. Sformateli con attenzione.
In ogni dolcetto mettete un cucchiaino di bucce di limone a dadini e ricoprite con la gelatina al limone ancora liquida. Lasciare solidificare perfettamente.
La gelatina si raddensa a temperatura ambiente, se si fosse già addensata basta metterla un momento sul fuoco e tornerà liquida.
Quando la gelatina sarà solidificata mettete al centro del budinetto un cucchiaino di fragole scolate dall’eccesso di gelatina e lasciate rassodare anche quello.




Per completare
1 cucchiaio abbondante di pistacchi
12 fogliette di menta o melissa
fette di limone candito
Tagliate le fette di limone in 4 spicchietti.
Pestate i pistacchi per ottenere una granella grossolana.
Spolverate sulle fragole un pochino di granella e decorate con il limone candito e la menta.



Questa ricetta partecipa alla prima Mistery Cloche! 

Ma come mi sono divertitaaaaa
















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venerdì 25 maggio 2018

PAKISTANI FESTIVE BEEF BIRYANI - PIOGGIA DI ROSE PER IL CLUB DEL 27 IN ANTICIPO

di Vittoria

Maggio è il mese delle ROSE e noi non potevamo perdere l'occasione per inondarvi di petali profumati.

Le rose in cucina sono un ingrediente particolarissimo, dal profumo così intenso e caratteristico che va attentamente dosato per non diventare fastidioso, sia che si usino i petali freschi, secchi o cristallizzati, lo sciroppo, la marmellata o l'acqua di rose.




Le ricette tradizionali riguardano soprattutto queste preparazioni di base, la trasformazione e conservazione della profumatissima materia prima.

Noi del Club del 27 questa volta invece vi facciamo conoscere ricette di chef affermati, tratte da Great British Chefs o da riviste specializzate come Sale&Pepe, in cui queste preparazioni di base vengono utilizzate per realizzare profumatissimi piatti, dall'antipasto al dolce.



di Mai Esteve


Una vera PIOGGIA DI ROSE profumate, rappresentata in modo meraviglioso da Mai Esteve che ha realizzato questo bellissimo banner.

Oggi su MTChallenge trovate tantissime ricette che abbiamo provato per voi. Così buone e spettacolari da volerle provare tutte.



PAKISTANI FESTIVE BEEF BIRYANI - di Sumayya Usmani
Tratto da Great British Chefs 

(riporto la ricetta originale e le mie modifiche e precisazioni fra parentesi o nelle note in fondo)
  
Porzioni 8
Tempo 60 minuti (+ precottura della carne 40 minuti)

Ingredienti
350 g di riso basmati sciacquato e tenuto in ammollo per 30 minuti
5 cucchiai di olio extravergine di oliva
½ cucchiaio di ghee (burro chiarificato)

1 stecca di cannella
2 anice stellato
1 cucchiaino di cumino nero (non trovato, ho usato quello normale)
10 chiodi di garofano
1 cucchiaino di semi di coriandolo
2 cardamomo nero
5 cardamomo verde
1 foglia di alloro
1 pezzetto piccolo di macis (io un cucchiaino in polvere)

2 cipolle rosse tagliuzzate finemente
1 cucchiaino di zenzero grattugiato
1 cucchiaino di aglio spezzettato (spicchi interi, solo schiacciati)
4 pomodori tagliuzzati grossolanamente (300 g di passata di datterini)

1 cucchiaino di curcuma in polvere
½ cucchiaino di peperoncino piccante in polvere

400 g di carne da brasato, reale o cappello del prete, tagliato a cubetti
200 g di yogurt greco

½ cucchiaino di zafferano sciolto in 2 cucchiai di acqua calda, lasciato in infusione per 15 minuti
10 foglie di menta
½ limone affettato
2 cucchiai di acqua di rose o essenza kewra (acqua di pandano)
½ cucchiaio di ghee, sciolto
2 peperoncini verdi (poco piccanti, aperti, privati dei semi, divisi in 4 strisce)

1 cucchiaio di pistacchi (pestati grossolanamente)
2 boccioli di rosa edibili  (1 cucchiaio, piccoli) o 1 cucchiaio di petali di rosa essicati edibili




Procedimento
1  Cominciate a cuocere il riso già ammollato (vedi note), deve essere al dente, ma non completamente crudo. Scolate e tenete da parte.
2 Mettete su fuoco medio-basso una casseruola a fondo spesso e aggiungete olio e ghee. Quando saranno caldi aggiungete tutte quante le spezie (vedi note) e cuocete per 30 secondi o finchè sentirete l’olio profumare di spezie.
3  Alzate la fiamma a fuoco medio, aggiungete la cipolla e friggetela finchè sarà leggermente dorata. Aggiungete zenzero e aglio e cuocete 30 secondi, finchè l’aglio non odorerà più di crudo.
4  Aggiungete i pomodori (vedi note) e cuocete finchè sarà evaporata tutta l’acqua di vegetazione (aggiungete 1-2 cucchiai di acqua se i pomodori iniziano a bruciare). Deve risultare una salsa ricca e densa, senza pezzetti di pomodoro duri, e l’olio deve salire sulla superficie della salsa. Aggiungete la curcuma e il peperoncino.
5  Aggiungete la carne parzialmente precotta (vedi note) e saltatela in padella finchè sarà ben sigillata (rosolata), per circa 2-3 minuti. Aggiungete lo yogurt greco e continuate a saltare in padella finchè tutto il liquido dello yogurt sarà evaporato e avrete la consistenza di una salsa. Coprite e abbassate il fuoco.
6  Lasciate cuocere finchè la salsa diventerà spessa e di un marrone rossiccio e l’olio salirà in superficie. Ci vorranno 15-20 minuti di cottura. Se dopo questo tempo la carne non sarà ancora cotta, potreste aver bisogno di aggiungere un po’ di acqua e cuocere coperto per qualche minuto in più finchè la salsa non sarà di nuovo inspessita.
7  Quando la carne sarà cotta, distribuite uniformemente il riso sopra carne. Inserite nel riso il limone, la menta e il peperoncino verde, versate sopra lo zafferano e l’acqua di rose o il kewra e poi, usando un foglio di carta stagnola, coprite l’intera superficie della pentola e mettete sopra il coperchio per sigillare in modo che non sfugga il vapore.
8  Abbassate il fuoco al minimo e cuocete a vapore per 10 minuti, poi rimuovete l’alluminio e lasciate uscire il vapore.
9  Mescolate riso, carne e salsa delicatamente usando un cucchiaio da dessert per non rompere il riso. Servite bollente in un piatto di servizio e distribuite sopra i pistacchi e i petali di rosa o i boccioli.




Note mie:
Le spiegazioni originali sono abbastanza lacunose in alcuni punti.

Riso:  ho cotto per assorbimento, come faccio sempre per il basmati. Bisogna stare attentissimi a fermare la cottura a metà, anche meno, perché poi cuoce altri 10 minuti a vapore.

Carne: ho scelto la reale e precotto come per lo spezzatino; infarinato, rosolato in olio e ghee, portato a metà cottura con brodo, circa 40 minuti. Lasciato un minimo di sughetto.

Pomodori: I pomodori freschi ora sono acquosi e insipidi; ho usato passata di datterini, circa 300 g

Spezie: non dice nulla a riguardo, ma è meglio eliminarle dal sugo prima di aggiungere il riso sopra. Necessario chiuderle in un sacchettino altrimenti diventerà fastidioso mangiare.











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venerdì 11 maggio 2018

CONCHIGLIE DI PESCE DI PETRONILLA PER IL CALENDARIO DEL CIBO ITALIANO

di Vittoria

Oggi per il Calendario del Cibo Italiano festeggiamo la Giornata Nazionale di Petronilla.  





Ma chi era Petronilla, che dalle pagine della Domenica del Corriere, per quasi 20 anni, dal 1929 al 1947, insegnò agli Italiani a mangiare bene con poco? E con lo pseudonimo di Dottor Amal, sempre dalle stesse pagine, insegnò i primi rudimenti dell'igiene e a leggere e seguire le prescrizioni mediche?


Petronilla era in realtà Amalia Moretti Foggia, donna, mamma, massaia scrupolosa, una delle primissime donne laureate in medicina, blogger ante litteram, abilissima divulgatrice che con le centinaia di articoli pubblicati contribuì ad insegnare una cucin di poco con poco, ma che contribuisse in modo determinante alla salute e serenità della famiglia.
Le sue ricette con commenti e consigli sono raccolte in tre libri gradevolissimi. 






Ho scelto fra tante una ricetta tratta dal libro "Altre Ricette di Petronilla", la mia copia riporta la data di Agosto 1937




CONCHIGLIE DI PESCE 
Ricetta versatile, che può fungere da antipasto o da secondo, realizzata con pesce meno pregiato (o con gli avanzi di un pasto precedente) per un pranzo casalingo o arricchita di crostacei per un'occasione speciale. Piatto mutevole a seconda della disponibilità economica, ma sempre di gran figura sulla tavola, anche la più semplice.
Riporto la copia delle pagine da lei scritte perchè i commenti e consigli sono imperdibili.



Vi propongo la ricetta fredda in maionese, ma lei ne propone una seconda in besciamella da servire calda, da provare.

CONCHIGLIE DI PESCE
liberamente tratto da Altre Ricette di Petronilla

8 porzioni da antipasto

300 g di polpa di pesce bianco a carne soda, io nasello
200 g di polpa di salmone
300 g di gamberetti rosa
8 scampi medi
100 g di pisellini freschi o surgelati

per il brodo
2 l di acqua
1 gambo di sedano
1 carota media
1/2 cipolla o gambi di cipollotto
1 rametto di timo
1 fetta di limone
sale

per condire
olio extravergine di oliva
il succo di mezzo limone grande
sale
qualche foglia di dragoncello

per finire il piatto
1 uovo di maionese casalinga ben soda
2 cetriolini sottaceto o in agrodolce
la carota lessata del brodo

inoltre
sale grosso da sistemare nel fondo del piatto di servizio per posizionare le conchiglie
8 gusci di capasanta o 8 ciotoline

Preparate il brodo con tutti gli ingredienti e lasciate sobollire una mezz'ora. Togliete la carota prima che sia sfatta. Metà fatela a dadini e l'altra metà tenetela per decorare.
Intanto pulite il pesce, sgusciate i gamberetti e tagliate il carapace degli scampi lungo la pancia.
Cuocete i pezzi di pesce 10 minuti, scolate e fate raffreddare. 
Cuocete i gamberetti  per 1 o 2 minuti, scolate e fate raffreddare.
Cuocete anche gli scampetti, scolate e tenete da parte per decorare.
Sbollentate i pisellini, scolate e fate raffreddare.

Pulite il pesce accuratamente da pelle e lische e fatelo a bocconcini. Mettetelo in una ciotola con i gamberetti, i dadini di carota e i pisellini. condite tutto con olio sale, limone e dragoncello tritato fino.

Sistemate il composto nelle capesante dando la forma a cupola, ricoprite di maionese e decorate con uno scampo, cetriolini affettati e carote.

sistemare le conchiglie su un letto di sale grosso e servire.







Fonti:
http://ilpiccolo.gelocal.it/trieste/cronaca/2014/04/24/news/la-blogger-petronilla-che-insegno-a cucinare-alle-donne-senza-rete-1.9095020
http://scienzaa2voci.unibo.it/biografie/135-foggia-moretti-amalia







365 giorni per apprezzare la realtà e diversità della cucina italiana, per conoscere le infinite sfumature e i meravigliosi prodotti del nostro paese, per conoscere e conservare le nostre origini e tradizioni

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lunedì 7 maggio 2018

A Genova sapori di Sardegna

Capita, ormai da anni che ogni volta si rientri dalla Sardegna,si passa a casa delle mie amiche genovesi per un saluto ...visto che ci siamo già perchè non riunirci a Villa Carrara?
Villa Carrara Residenza di Vittoria 
Questa volta propongo un piatto di agnello con i cardi. Come immagino sappiate, l'agnello di piccola pezzatura, se non addirittura da latte, rappresenta con il capretto e il maialetto, l'ingrediente fondamentale per la maggior parte delle ricette rappresentative dell'Isola.

Maialino al forno con Mirto e spianate nella tipica Xivedda 
Oltre che arrosto, allo spiedo e in forno, lo ritroviamo in innumerevoli preparazioni in tegame. Nella ricetta che segue, accompagnato dai pomodori seccati al sole e da cardi selvatici che facilmente troviamo nelle campagne dell'Isola. Dalla diffusione di questa pianta si produce anche il miele di cardo. Abbiamo usato la preparazione sott'olio, un classico della tradizione conserviera isolana. I cardi sono sbollentati in una soluzione di acqua e aceto e invasati in olio extra vergine d'oliva aromatizzato con alloro. 
Prima di passare alla ricetta solo una precisazione. Non troverete foto da blogger, con espozioni e impiattamenti da rivista. Io non faccio la fotografa, io passo le ricette, esattamente come facevano le nostre mamme. E la foto sottostante l'ha fatta col cellulare mio marito, che archivia i momenti più belli passati in compagnia dei nostri carissimi amici.

Agnello con cardi (Angioni cun gureu)
Ingredienti
1 kg di carne d'agnello (pulita e tagliata a pezzi non troppo grandi)
1 cipolla bianca
2 vasetti di cardi sott'olio per un totale di 300 gr.
4 pomodori secchi
200 ml di vino bianco
4 cucchiai di olio evo
sale

Procedimento
Rosolare leggermente  in una casseruola adatta per spezzatini, una cipolla tagliata a fette nell'olio  e poi versare l'agnello. Alzare la fiamma affinchè la carne rosoli bene; versare quindi il vino bianco e lasciare sfumare. Aggiungere del sale e versare i cardi scolati dal loro olio. Mescolare e infine aggiungere i pomodori secchi, coprire la casseruola, mettere al minimo e lasciare cuocere per mezz'ora sorvegliando che i liquidi non asciughino troppo. Nel caso aggiungere un po' di acqua calda. Passato il tempo scoperchiate, alzate la fiamma e rosolate un altro quarto d'ora
Miriam
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