venerdì 25 novembre 2016

TIRAMISU’ SANDOKA-AN PER MTC 61

di Vittoria



Sono sempre stata una lettrice accanita, cresciuta in una famiglia dove i libri erano ovunque, nuovi, vecchi e antichi. Libroni misteriosi enormi e pesantissimi, con copertine di cuoio decorato in oro e rosso o libri moderni, leggeri, in carta sottile con copertine colorate. Bisnonni nonni e genitori ne hanno accumulati moltissimi dei più svariati argomenti e io leggevo tutto quello che mi incuriosiva. Da papà presi la passione della fantascienza, dei gialli e dei racconti avventurosi per ragazzi. Divorai Verne e Stevenson, ma soprattutto Salgari. Avevo 8 o 10 anni e passai giorni immersa nelle fantastiche descrizioni di luoghi e personaggi esotici.




Il Corsaro Nero mi pareva di averlo davanti, solo la descrizione del suo personaggio occupa almeno due pagine. 
Trattenevo il fiato vedendomi davanti agli occhi Sandokan e Yanez che volano da un albero all’altro per sfuggire agli inseguitori. 
Le descrizioni sono così accurate che in un attimo venivo trasportata nella giungla con loro e ancora adesso a ripensarci mi pare di essere la.

Nel 1976, in piena adolescenza successe però un fatto incredibile:

   

la fantasia improvvisamente diventò realtà!

Ecco per voi anche la memorabile sigla dello sceneggiato

Sandokan arrivò in televisione nello sceneggiato televisivo del 1976 interpretato da Kabir Bedi, Philippe Leroy, Carole André, e tratto dai romanzi del ciclo indo-malese di Emilio Salgari. La sceneggiatura si ispira in buona parte ai libri Le Tigri di Mompracem e I pirati della Malesia.
Improvvisamente in carne ed ossa, vero, vivo, non più un disegno o una descrizione, ma un Sandokan alto forte e bello, coraggioso e romantico, che lotta per l’onore, la giustizia e l’amore.
Da fare impazzire qualsiasi adolescente che sognasse l’amore.
Ecco insomma io non è che proprio sognassi l’amore, forse ancora manco ci pensavo, ma Kabir Bedi, Sandokan, con quegli occhi neri, i capelli lunghi al vento affascinò …eccome se affascinò.
Mi fece sognare, tanto che ancora me lo ricordo, e gli ho pure perdonato di avere quelle grosse labbra carnose che non mi sono mai piaciute, però mica si poteva essere troppo pignole a 16 anni, no?



Per me, come per le mie sorelle e le amiche, era incredibilmente sexy e ho scelto proprio lui per trovare l’ispirazione per il tiramisù, tema di questo Mtchallengen.61.
La sfida di questo mese l’ha lanciata da Susy May del blog Coscinadipollo. Ci propone di sfidarci su un dolce classicissimo che incarna la gola e il piacere.
Sfida non facile perché il rischio di fare un papocchio di sapori è in agguato, ma non basta, dobbiamo anche legare l’idea a un film o personaggio cinematografico sexy, affascinante, intrigante, insomma che ci smuova l’ormone.

Ecco perché dal mio passato remoto è saltato fuori Sandokan e a Kabir Bedi dedico il mio Tiramisù Sandoka-an dai sapori e colori esotici.





TIRAMISU' SANDOKA-AN
siccome è un tiramisù della jungla del Borneo ho scelto di non pastorizzare le uova, i miei personaggi amano il rischio, ma se voi preferite potete farlo.

Ingredienti (per 6 persone)

24 savoiardi al pandan e cocco (ricetta) - i classici li trovate QUI
300 g di mascarpone casalingo ricetta di Francesca Carloni QUI
3 uova grandi (separatamente tuorli e albumi)
6 cucchiai rasi di zucchero semolato
6 cucchiai rasi di zucchero a velo
poche gocce di aceto di mele
1 pezzetto di zenzero fresco circa 2 cm
cocco fresco intero (serve il liquido)

Bagna
50 ml di rum bianco
2 cucchiai di golden syrup
50 ml di acqua
il liquido della noce di cocco


Fettine di bananito caramellate
6 bananito (banane mignon tropicali) 
1 pezzetto di burro
2 cucchiai di zucchero

Dadolata di frutta tropicale allo zenzero
una fetta di ananas disidratato
un pezzo di papaia disidratata
3-4 fettine di mango disidratato
15-20 dadini di zenzero disidratato
2 cucchiai di golden syrup
2 cucchiai di acqua

Croccante di noci di macadamia
20 noci di macadamia
4 cucchiai di zucchero




Preparate la bagna - mescolate gli ingredienti in un piatto fondo, per il grado di alcolicità e dolcezza regolatevi a gusto.





Preparate il croccante - tritate grossolanamente le noci di macadamia e mettetele in padella con lo zucchero. Smuovete finchè lo zucchero no sarà caramellato, trasferite su marmo unto, appiattite bene con un coltello unto e lasciate raffreddare. Riducete in granella grossolana lasciando qualche pezzo più grosso.






Preparate le banane - affettate in diagonale. Sciogliete in padella un pezzettino di burro e lo zucchero. Appena inizia a sobollire aggiungete le fettine di banana e spadellate un minuto. Fate raffreddare.









Preparate la dadolata di frutta - fate bollire i dadini di zenzero (tagliati molto piccoli) con acqua  golden syrup finchè avrete uno sciroppo profumato allo zenzero. Aggiungete allora l'altra frutta isidratata ridotta in dadini molto piccoli. Sobollite un minuto, mescolate bene e fate raffreddare. Non deve restare quasi liquido.

Preparate la crema allo zenzero - montate i tuorli con lo zucchero finchè non saranno chiari e spumosi. Aggiungete lo zenzero fresco grattugiato. Aggiungete il mascarpone incorporandolo bene.
A parte montate gli albumi con gocce di aceto di mele. Quando saranno parzialmente montati aggiungete lo zucchero a velo e continuate a montare fino a neve fermissima.
Aggiungete alla crema gli albumi montati. Prima un terzo incorporandolo bene, poi il resto, mescolando delicatamente. Tenere in frigo.



Montaggio del dolce nei bicchieri individuali 
Ammorbidite velocemente i savoiardi nella bagna e formate uno strato uniforme sul fondo dei bicchieri. Aggiungete delicatamente 2 cucchiai di crema allo zenzero, fate un secondo strato di savoiardi inumiditi, sopra fate uno strato di banane caramellate e finite con altri due cucchiai di crema. Sopra decorate con la frutta sciroppata allo zenzero, briciole di croccante e fettine sottilissime di polpa di cocco ottenute con il pelapatate.
Tenete in frigo fino al momento di servire.



Savoiardi al cocco ed estratto di pandan
ispirata a una ricetta di Francesca Carloni 




140 g di tuorli
70 g di zucchero
i semini di una bacca di vaniglia
2 cucchiaini di estratto di pandano*

260 g di albumi
60 g di zucchero

100 g di farina
100 g di cocco disidratato
80 g di fecola

zucchero  velo per rifinire






Montate i tuorli con i 70 g di zucchero, aggiungete i semini di vaniglia e l'estratto; continuate a montare finchè non saranno aumentati di volume e schiariti.
A parte montate gli albumi a neve fermissima con i 60 g di zucchero.
Setacciate insieme le farine e il cocco.
Unite un terzo degli albumi ai tuorli montati incorporando delicatamente, agiungete metà delle farine, incorporate, poi un'aro terzo di albumi, le restanti farine e infine l'ultimo terzo di albumi.
Incorporate sempre molto delicatamente.
Rivestite di carta da forno 2 teglie, trasferite l'impasto in una sac a poche con bocchetta liscia da 10 mm e modellate tanti bastoncini lunghi circa 8 cm, ben distanziati. 
Spolverate con lo zucchero a velo, lasciate assorbire e ripetete l'operazione (servirà a formare la crosticina). Lasciate assorbire lo zucchero prima di infornare.
Cuocete in forno statico a 180° per 5 minuti e poi per altri 3 con forno semiaperto.
Fate raffreddare completamente prima di staccarli dalla carta.
Conservare in scatola di latta. 
Nota mia: Sono mica venuti bene; sono rimasti sottili, l'impasto è venuto troppo molle per metterlo in sac a poche. Vanno calibrate le dosi. Comunque buoni e utilizzabili

*Estratto di Pandano
Colorante verde dal profumo intenso e dal sapore dolce, estratto per bollitura dalle foglie di una pianta tropicale, il Pandano.
Trovate qualche notizia e uso QUI


Fonti 


Questa ricetta partecipa all' Mtchallengen.61  di Novembre



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giovedì 3 novembre 2016

vade DIETRO... LA LASAGNA! IL NUOVO LIBRO DELL'MTCHALLENGE!

di Vittoria

Con grandissima emozione vi annunciamo che oggi esce il nuovo libro dell'MTChallenge, la sfida più seguita del web!!!!



Il nostro bellissimo quinto libro dove troverete tutto ma proprio tutto sulle lasagne con ricette classiche e creazioni originali, paste al forno, salse, sughi, ricette veloci e molto altro ancora.
Come tutti gli altri nostri libri anche qui le ricette sono frutto del lavoro di tanti amici che partecipano alla sfida ogni mese e ogni mese su un argomento diverso, ma l'enorme lavoro che sta dietro alla pubblicazione del libro è merito di un manipolo di "vittime" e della bravura di Alessandra Gennaro, Paolo Picciotto e Mai Esteve che per i libri di MTChallenge stanno facendo cose strabilianti. Basta aprire il libro per accorgersene e qui potete vedere l'anteprima di alcune pagine










Come per i libri precedenti, anche con questo sosteniamo La Piazza dei Mestieri, ente che si occupa del recupero di giovani dalla dispersione scolastica insegnando loro svariati mestieri e avviandoli al mondo del lavoro.

Regalatevelo e regalatelo a Natale, oltre a fare un regalo bellissimo, aiuterete questi ragazzi a costruirsi un futuro.


Per finire alcuni dati tecnici

DIETRO LA LASAGNA
Casa editrice Gribaudo (Gruppo Feltrinelli)
Testi Alessandra Gennaro
Foto Paolo Picciotto
Illustrazioni e styling Mai Esteve 
pagine 160
euro 14,90

il libro e' in vendita in tutte le librerie d'italia e on line su Amazon dove siamo gia' PRIMI IN CLASSIFICA VENDITE














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martedì 25 ottobre 2016

TAPAS DA RICOVERO PER MTC 60

di Vittoria

Non ci posso credere nemmeno io, ma questo mese incredibilmente sto scrivendo il post con quasi due giorni di anticipo. Tutto è pronto, solo da rifinire per questo MTChallenge n.60.
....e invece sono qui a pubblicare all'ultimo secondo come sempre. Mai scusamiiii.





questo il tema della sfida pazzesca lanciata da Mai Esteve de Il Colore della Curcuma. Lei è un'adorabile Catalana che ci ha fatto sognare per un mese intero con i colori, profumi e sapori della sua terra. Nel suo bellissimo post ci ha raccontato le differenze regionali di questi stuzzichini così famosi e le differenze fra i vari tipi. Mai ci ha proposto di metterci alla prova con tre tipi di stuzzichino ben codificati:
Las tapas sarebbero piccole porzioni di diverse pietanze (a volte di piati tipici a volte no) che vengono servite in piatini, ciotole e anche in tazine o bichierini, già che la maggior parte di queste sono col sugo, o parecchio condite.
Poi ci sono i montaditos, queste fettine di pane super condite con un tripudio di sapori e texture abbinate che sbalordice al primo morso (certo di morsi ne puoi fare due, massimo tre..) o pure ci sono in versione panino mignon sempre super farciti.
E per ultimo ci sono i pinchos, questi le conoscete anche, sempre un assaggio di bocconcini di carne speziata, gamberi, funghi o frittele di pesce, infine tutto quello che consenta essere infilzato (suona brutto ma non sapevo come rendere l'idea)
Ebbene tre tipi ne faremo ma non basta!




MTChallenge non è mai uguale così Mai e Alessandra hanno previsto un'altro vincolo che rende la gara ancora più avvincente e creativa. Dobbiamo studiare un tema, un filo conduttore che leghi le tre proposte
Come potevo esimermi dal giocare tutto sull'evento che ha modificato la mia vita in questo mese di ottobre? ...ovvero "Abbiamo il ginocchio bionico" e di conseguenza "Ingabbiata in Ospedale per 3 settimane". A farla breve il 28 Settembre mi hanno ricoverato per un intervento programmato di protesi al ginocchio e questo prevedeva una settimana in ospedale più altre due di riabilitazione in un centro che comunque è un ospedale. Finchè non ci si trova rinchiusi e non si perde l'autonomia fisica, non ci si rende conto di quanto ciò sia frustrante e deprimente. A peggiorare ulteriormente la situazione ci si è messo un servizio mensa demenzialmente rovinoso sia per le assurde proposte del menù che per la qualità del cibo. Premetto che non sono schifiltosa, mangio assolutamente di tutto e in ogni condizione, ma a tutto c'è un limite. Vorrei conoscere chi decide i menù e chi addestra il personale che deve mantenere i pasti in caldo. Spesso abbiamo raggiunto vette al limite della presa per il c..o. e mi sono salvata ordinando una pizza. Nel frattempo è uscita la sfida e ho iniziato a sbavare di fronte a squisitezze mentre ingollavo schifezze. ho divorato immagini e libri di tapas mentre ingollavo minestre, similpurè e stracchino. Mi venivano le lacrime agli occhi, ma ho avuto modo di pensare e ripensare bene a come sviluppare il tema nelle tre espressioni di tapas richieste.

Ecco come sono state immaginate e studiate le mie

TAPAS DA RICOVERO - il tema - tutte le dosi per 4 persone

Tapas delle Ossa Spezzate ossia
Costine di maiale alla birra e miele ispirate a Omar Allyboi - Tapas revolution
8 pezzetti di costine di maiale
1/2 cipolla bianca a dadini
30 g di pancetta dolce a dadini
1 cucchiaio di olio
1 cucchiaio di miele
alloro
pimenton de la vera piccante (o paprika)
sale
1/2 lattina di birra rossa

Rosolare bene le costine nell'olio, aggiungere la cipolla e la pancetta, saltare un minuto, poi aggiungere miele, pimenton e alloro. fare caramellare, aggiungere la birra e portare a cottura a fuoco basso. Servire bollenti.



Pinchos dei Muscoli come un Baccalà ovvero
Spiedini di muscoli baccalà e cipolla impanati e fritti con gazpacho
per gli spiedini
8 muscoli (mitili in italiano) grossi e polposi
8 cubetti di baccalà dissalato
4 anelli di cipolla bianca ben carnosi
100 g di pangrattato
1 uovo
Olio di arachidi per friggere (di girasole x chi è allergico alle arachidi)

Fare aprire i muscoli in pentola, eliminare i gusci e asciugare gli 8 molluschi.
Asciugare anche i cubetti di baccalà, che siano più o meno della dimensione dei molluschi.
passare muscoli, baccalà e anelli di cipolla nell'uovo battuto e poi nel pangrattato facendolo aderire bene. Friggere in olio di arachidi, aciugare e preparare gli stecchi con un muscolo, un anello di cipolla e un cubetto di baccalà.

per il gazpacho
2 pomodori maturi pelati
1/4 di peperone rosso
1 fetta di cipolla bianca
1 pezzetto di cetriolo
qualche foglia di prezzemolo
1 fetta di pane carrè senza crosta
1 cucchiaio di aceto di mele
1 cucchiaio di olio
sale
pepe
Frullare tutto aggiungendo acqua ghiacciata per ottenere una consistenza fluida ma non liquida

Versare il gazpacho nei bicchieri o nelle ciotoline, mettere sopra 2 spiedini a testa e servire caldissimi.




Montadito del Mistico Mangiare che ormai il cibo vero, buono era un sogno
Pane brioche con ratatuia, acciuga salata e ovetto di quaglia fritto

4 panini piccoli di pane brioche ***** ricetta qui sotto
4 cucchiai di ratatuia di verdure
8 filettini di acciughe liguri sotto sale ben lavati e asciugati
4 uova di quaglia
burro
sale
pimenton de la vera piccante

per la ratatuia
1/4 di peperone giallo
1/4 di peperone rosso
1/4 di peperone verde
1/4 di porro
1 carota piccola
1 zucchino chiaro piccolo
1 pezzetto di sedano e qualche foglia
6-8 pomodorini datterini
olio
sale
alloro
Tagliare tutto a dadini molto piccoli e saltare in padella con poco olio, sale e una foglia di alloro.
Le verdure devono ammorbidirsi, ma non disfarsi. Tenere in caldo.

Friggete le ovette di quaglia nel burro spumeggiante, salate leggermente e spolverate appena con un pizzico di pimenton

Tagliate la calotta ai panini e togliete un pochino di mollica per creare un po' di spazio all'interno. Riempite con un cucchiaio di ratatuia bollente, mettete sopra 2 filettini di acciuga, un ovetto fritto bollente, appoggiate  delicatamente la calottina del panino e servite subito.




***** Pane brioche (sorelle Simili)
con metà dose sono venuti 15 panini piccoli - si possono congelare
lievitino
150 g di farina di forza
90 g di acqua
30 g di lievito di birra fresco (io 1 bustina di lievito di birra secco)
Impastare tutto e fare riposare fino al raddoppio, circa 45 min.

Impasto
350 g di farina di forza
50 g di acqua
100 g di burro
30 g di zucchero
10 g di sale
2 uova
Fate l'impasto con tutti gli ingredienti e lavoratelo bene.

Appena il lievitino è pronto mettete i due impasti nella planetaria e fate lavorare a lungo finchè non sono perfettamente amalgamati e la massa ben incordata. Fate lievitare un'ora e mezza in una ciotola imburrata.
Rovesciate sul tavolo, fate le palline di circa 25 grammi e mettetele in teglia a lievitare per circa 40 minuti. Spennellate di uovo battuto, decorate con i semi di papavero e sesamo e infornate a 180° per 15-20 min.




Accompagnate le tre Tapas con un bicchiere di Tinto de Verano fatto mescolando 2/3 di Bonarda con 1/3 di gazzosa o sprite; servito ben freddo.




Queste Tapas da Ricovero partecipano al MTC 60


P.S. Forse dopo questo sono pronta per un nuovo ricovero ...... alla neuro..... :-)

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martedì 11 ottobre 2016

La torta di Virginia Woolf

Questa ricetta, diceva il testo da cui l'ho presa,  è  tratta dal libro "Ritratti" di Virginia Woolf. Non avendo letto il libro non posso affermarlo con sicurezza ma di una cosa sono certa: è deliziosa.
Mi ha incuriosito il procedimento particolare, si tratta di una sorta di pasta frolla stesa  a strati e farcita di confettura. Ne  ho usato una di albicocche fatta me ma voglio rifarla con quelle della ricetta

























TORTA BIANCA DI ZUCCHERO CON CONFETTURA
300 g farina
1 uovo
80 g zucchero
80 g burro morbido
bacca di vaniglia
1/2 bustina di lievito
2 cucchiai di latte
confettura di mirtilli
confettura di lamponi
zucchero a velo
Lavorare la farina con il burro, unire zucchero, uovo, lievito e aroma
formare una palla e dividerla in tre parti uguali
Stendere il primo panetto con il mattarello e disporlo sul fondo di una teglia cm 23 ben imburrata. Spalmare con uno strato di confettura di mirtilli
Stendere un secondo panetto in un disco uguale al primo, disporlo sulla confettura, spalmare di confettura di lamponi e completare con un terzo disco
Infornare a 160°/170° per circa 35 minuti
Lasciare raffreddare e cospargere abbondantemente di zucchero a velo
Nadia 




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domenica 25 settembre 2016

GNOCCHI IBLEI E GNOCCHI MARINI PER MTC 59

Di Vittoria


Eccomi come sempre all'ultimo momento a raccontarvi le mie due proposte per l'MTC di Settembre.
Annarita Rossi de Il Bosco di Alici, vincitrice della sfida di Giugno, ci ha proposto di sfidarci su un tema a me molto caro, ma molto ostico, gli Gnocchi di Patate.

Dovete sapere che in casa mia, cioè dei miei genitori e ancora prima dei miei nonni, tutti indistintamente, gli gnocchi mai sono stati fatti. Non so dirvi il perchè, ma mai e poi mai ho visto preparare in casa gli gnocchi di patate. Gli gnocchi si compravano. Punto.
Ho visto fare gnocchi di semolino, di polenta e di spinaci e ricotta, ma di patate mai. 
Mistero il perchè di questa mancanza, sta di fatto che sono cresciuta senza la cultura dello gnocco (zitti voi tutti che vi vedo sghignazzare...) 
Fino a qualche anno fa, quando abbiamo iniziato a festeggiare il compleanno di mia sorella Agnese con una super gnoccata di famiglia. La data cade a metà novembre, il clima è giusto per farsi una bella mangiata di gnocchi e allora ci ritroviamo tutte insieme noi cinque sorelle....e due amiche che sono sorelle adottive!!! Si cuociono le patate e si comincia a stappare la prima bottiglia di prosecco, si procede nel lavoro ridendo scherzando e sopratutto bevendo prosecco. I commensali sono sempre almeno una ventina quindi gli gnocchi da fare sono tantissimi, ma mia sorella Lilli ha lavorato per un periodo in un famoso ristorante di Bra dove gli hanno insegnato un metodo fantastico per gestire gli gnocchi in grandi quantità.

1) ricetta con le uova che per queste dosi massicce danno garanzia di tenuta. 
2) impastare e tagliare gli gnocchi, sgrondarli dalla farina in eccesso.
3) bollirli pochi alla volta
4) gettarli in acqua fredda per fermare la cottura
5) condire con un filo di olio
6) conservare in un recipiente fino al momento del servizio
7) ributtare in acqua bollente un momento la quantità che serve, scolare, condire e servire

Naturalmente per una quantità modesta non è necessario e stavolta mi sono attenuta a ricetta e procedimento di Annarita, che si è rivelato perfetto.

GLI GNOCCHI IBLEI

Per la Prima ricetta ho voluto provare una combinazione di sapori che richiamasse la zona della sicilia che frequento da anni, il Ragusano, i monti Iblei dove è fiorente la coltivazione del carrubo e dove è usatissima la carne di maiale, al punto che in quella zona il ragù è per definizione di carne di maiale e salsiccia locale insaporita al finocchietto selvatico. Deliziosa.
I gnocchi di patate sono totalmente estranei alla gastronomia siciliana, quindi è una contaminazione di mia invenzione. Mi è piaciuto il contrasto fra la dolcezza delle patate, rafforzata dalla farina di carrube dal sapore deciso, ma dolce, la sapidità aggressiva della salsiccia e l'aroma intenso del finocchietto.

La ricetta degli gnocchi è la terza data da Annarita, quella con aggiunta di un'altra farina, lei nocciole, io carrube e le proporzioni sono cambiate fermo restando un totale di 30% di farina rispetto alle patate. Ho adattato le dosi a due persone.



Gnocchi alle carrube
Patate rosse g 250 di polpa netta
Farina di carrube g 20
Farina 00 g 55
sale un pizzicone

Mettete le patate (la mia era una sola) in acqua fredda leggermente salata e portate a bollore. Cuocete finchè sono tenere. Pelate da calde, passate al passaverdura facendo cadere in una ciotola. Aggiungete la farina di carrube setacciata, un po' di sale e poi la farina 00 tenendone da parte un pochino da aggiungere solo se serve. Compattate velocemente impastando il meno possibile. Fate i filoncini, tagliate a pezzetti, rotolate sul rigagnocchi o su una forchetta e stendete su un canovaccio infarinato leggermente. 

Ragù di salsiccia alla iblea
Salsiccia al finocchietto 150 g
oppure salsiccia normale e semi di finocchietto
alloro
olio extravergine di oliva 2 cucchiai
cipolla bianca 1 piccola
prezzemolo tritato 1 cucchiaio
passata di pomodoro 300 g
peproncino 1 pezzetto (facoltativo)
sale



Scaldate l'olio e fate imbiondire la cipolla affettata finemente e l'alloro, Aggiungete la salsiccia estratta dal budello a palline (ed ev. i semi di finocchietto). Fate rosolare schiacciando e disfando metà delle palline. Dopo pochi minuti aggiungete la passata di pomodoro, regolate il sale e portate a cottura senza fare asciugare troppo.

Lessate gli gnocchi, scolateli, metteteli nella padella del sugo. Fate insaporire bene aggiungendo un cucchiaio di acqua di cottura se asciuga troppo. Servite caldissimo.












GLI GNOCCHI MARINI



Per la Seconda ricetta ho scelto una combinazione di sapori che ricordo di avere assaggiato con grande piacere a Napoli. Un bel piatto di Pasta fagioli e cozze dove gli gnocchi stanno al posto della pasta rendendo l'accostamento ancora più delicato.
Ho utilizzato però ingredienti quasi tutti liguri:
Patate dell'Azienda Agricola Il Giasseto di Masone
Fagioli di Pigna dolcissimi e delicati, con buccia sottilissima
I Muscoli spezzini ........purtroppo non li ho trovati e ho usato quelli ottimi sardi

La ricetta degli gnocchi è la prima data da Annarita, quella base, senza altra aggiunta che patate, farina e un poco di sale. Ho scelto però di cuocere le patate al microonde e hanno assorbito meno farina rispetto al 30% indicato. Ridotto le dosi a due porzioni abbondanti.


Gnocchi di patate
Patate bianche g 300 di polpa netta
Farina 00 g 90 - ne ho poi usato solo 70
sale

Lavate le patate e senza asciugarle avvolgetele una a una in pellicola alimentare adatta a microonde senza stringere troppo o inseritele in un sacchetto apposito per microonde. Bucherellate con uno stecco di legno e cuocete alla massima potenza (io 1000 watt) per 2 minuti. girate le patate e ripetete l'operazione finchè sono tenere.
Pelatele da calde, passatele al passaverdura facendo cadere la polpa in una ciotola. Aggiungete un po' di sale e poi la farina 00 tenendone da parte un pochino da aggiungere solo se serve. Compattate velocemente impastando il meno possibile. Fate i filoncini, tagliate a pezzetti, rotolate sul rigagnocchi o su una forchetta e stendete su un canovaccio infarinato leggermente.


Sughetto Marino
Fagioli di Pigna 100 g - ammollati 12 ore
Muscoli 1 kg
Aglio 1 spicchio
Olio extravergine di oliva 2 cucchiai
Maggiorana 2 rametti
Peperoncino 1 pezzetto - facoltativo

Pulite i muscoli e fateli aprire in una pentola chiusa scuotendo ogni tanto. Cuoceteli il meno possibile. Sgusciateli tutti tranne 2 a testa. Teneteli coperti. Filtrate l'acqua di cottura e tenetela da parte. Metà aggiungetela all'acqua dove cuocerete gli gnocchi.
Lessate i fagioli finchè saranno morbidi ma non sfatti. Lasciateli raffreddare nella propria acqua. Scolateli e metà frullateli con poca acqua di cottura per ottenere una crema. Tenete da parte.
In un tegame scaldate l'olio con l'aglio schiacciato, aggiungete i fagioli interi e la maggiorana. Fate insaporire bene bagnando con un po' di acqua dei muscoli. togliete l'aglio, aggiungete la crema di fagioli e continuate a stufare aggiungendo acqua dei muscoli se necessario. Attenzione al sale.

Poco prima di cuocere gli gnocchi aggiungete al sughetto i muscoli sgusciati lasciando insaporire a fuoco basso.
Cuocete gli gnocchi scolandoli mano a mano che affiorano, metteteli nel tegame del sughetto marino girandoli delicatamente. Aggiungete i muscoli con il guscio  per decorare e servite subito.




P.S. Ammetto che le foto siano abbastanza orride, ma nessun commensale è stato seviziato costringendolo a mangiare freddo per fotografare il piatto..... nemmeno io! 





Queste due ricette partecipano all'MTC 59 di Settembre



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mercoledì 21 settembre 2016

gnocchi ripieni

Ora che ho preso coraggio e mi sono lanciata col mio primo piatto di Gnocchi al sugo veloce, mi son fatta prendere dall'entusiasmo e ho voluto provare anche una seconda ricetta! Perche' l'opzione di mescolare le farine mi intrigava e poi volevo dare un cuore a questi gnocchi!
L'altra cosa che desideravo era riuscire a imbastire un piatto gustoso senza dover fare miracoli tra le corsie di supermercati o negozi piu' o meno chic per trovare l'ingrediente piu' alla moda che rendesse la ricetta "gnocca", perche' per me I gnocchi sono un piatto semplice, nell'accezione piu' positivissima del termine; quel piatto che torni la sera dopo una giornata di delirio e non ti strappi i capelli se ti manca quel tal formaggio stagionato 18,5 mesi ma tu ce l'hai solo di 16... che non piangi se quella particolare spezia che producono in un totale di 3 fiori nel mondo tu l'avevi finita ieri...
I gnocchi, questi gnocchi almeno, aspettano te... aspettano che tu decida di dar loro una forma, un cuore e un crema su cui cullarsi...niente altro!
Io li ho pensati cosi:

Gnocchi di grano saraceno con Nocciole, Salvia e Porri - Paola
Ingredienti per 4 persone:
per I gnocchi:
600 gr di patate (io sempre quelle che avevo in casa, erano gialle)
60 gr di farina 00
70 gr di farina di grano saraceno
1 uovo

per il ripieno:
30 gr di nocciole tritate
50 gr di fontina a dadini
6 foglie di salvia tritate

per la crema:
2 porri
100 gr di panna da cucina
pepe q.b (io abbondo sempre!)
1 cucchiaio di olio evo
sale

per il condimento:
50 gr di burro
4 foglie di salvia
20 gr di nocciole tritate grossolanamente

Per la cottura degli gnocchi riporto fedelmente le istruzioni dal blog di Annarita:
"Lavate le patate e mettetele intere con la buccia in una pirofila in forno a 200°C per circa 40 minuti. Appena sfornato armatevi di pazienza e sbucciate le patate, schiacciatele allargatele sulla spianatoia per far uscire il vapore poi inserite poco alla volta la farina, l’uovo e compattate a formare una pagnotta"

Prelevare quindi un poco di impasto, io ho fatto palline di circa 24 grammi, appiattirlo nelle mani e inserire al centro un po' del ripieno composto dal mix di nocciole e salvia tritati e dadini di fontina tutto mescolato insieme.
Chiudere bene l'impasto e rotolare la pallina nelle mani per sigillare l'impasto.
Procedere cosi' fino ad esaurire l'impasto, a me sono venuti 25 gnocchi.

Per la crema di porri procedere cosi: lavare e affettare finemente i porri e metterli in una casseruola con l'olio, salare leggermente, chiudere col coperchio e lasciar stufare mescolando di tanto in tanto. Quando i porri saranno cotti, frullare tutto, aggiungere il pepe, regolare di sale se serve e ammorbidire con la panna. Deve risultare una cremina vellutata che terrete in caldo.
Prepariamo anche il condimento facendo sciogliere in un tegamino il burro con le foglie di salvia e le nocciole tritate, in modo che tutti i sapori si uniscano!
Portare ad ebollizione una pentola capiente piena di acqua. Quando bolle aggiungere il sale e quindi tuffarci I gnocchi che saranno pronti quando salgono in superficie.
Io li ho tolti dalla pentola con una schiumarola per non traumatizzarli! Li ho riuniti in una ciotola e li ho conditi con meta' del burro sciolto.
In ogni piatto avevo steso due cucchiai di crema di porri, ho quindi appoggiato I gnocchi e ho aggiunto un cucchiaio di burro sciolto rimasto.

Ora non rimane che gustarseli!


Ve lo dico???? Ci sono piaciuti taaaanto! Ma davvero tantissimo!
E guardate il cuoreeeee!!!!!!


Un grazie va ancora una volta ad Annarita per aver scelto gli gnocchi come tema di questa 59esima sfida del MTChallege a cui partecipo anche con questa ricetta!!!!



Un abbraccio
Paola
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