venerdì 31 agosto 2012


Spiedini di Talpone mutante di Jenep

Buongiorno a tutti, bentornati dalle tanto sospirate vacanze!!!
Oggi il tempo ci fa ricordare con nostalgia le belle passeggiate tra i monti o le fresche nuotate nelle acque cristalline.
Io ho trascorso le ferie in montagna, la mia passione è passeggiare e quando sono sola mi piace ascoltare storie, romanzi, piece teatrali che scarico sul mio inseparabile mp3.

Recentemente ho sentito «MEMORIE DI UN CUOCO D'ATRONAVE»: è il diario di bordo di Rudy Turturro, giovane cuoco terrestre che cucina per diverse etnie spaziali. Ha due passioni: le donne e la cucina. Al suo primo imbarco su un'astronave, ci regala una ricetta e un'avventura dopo l'altra. Dal pianeta delle piante carnivore a quello degli ermafroditi, dai talponi mutanti in scorpioni alla formica gigante, il nostro eroe riesce a cavarsela brillantemente grazie agli amici.
Mi sono piaciuti gli Spiedini di Talpone, li ho provati e trovati particolarmente indicati per un pranzo in compagnia.

Ingredienti:
carne di sovracoscia di  Talpone mutante di Jenep, o, in alternativa, sovracoscia di tacchino (già più facile da reperire)
peperoni
cipolla rossa
spiedini di legno aromatico
vinaigrette con aglio ed erba cipollina.

Procedimento:
Tagliare la carne a pezzettoni di circa 3x5 cm., spessore 1 cm.
Pulire il peperone e ricavarne delle grosse fette
Affettare la cipolla
Preparare gli spiedini alternando la carne alla cipolla ed al peperone, secondo i propri gusti.  
Cuocerli alla griglia con fuoco vivace, oppure in forno con il grill, o alla piastra.
Durante la cottura, bagnarli con la vinaigrette.
La carne dovrebbe rimanere al sangue e ben rosolata, io ho fatto il tacchino e l'ho cotto per benino.

Non appena recupero la foto, aggiorno il post.
Buon fine settimana!

Vale
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martedì 28 agosto 2012

Bicchieri golosi: crema al caffe'!

Rivoglio le infradito!!!! E non voglio indossare vestiti, mi basta il costume, in spiaggia non mi serve altro! Gia'...ma le vacanze sono finite, la spiaggia e' a 500 km da qui e devo fare i conti con le password per aprire il pc in ufficio!!!
E il pensiero piu' devastante e' che le prossime vacanze saranno l'anno prossimo!!!! :-(
Ok...mi serve qualcosa che mi dia la carica giusta per affrontare il rientro alla normalita'!


Questi bicchierini sono perfetti. Freschi e gustosi, con questi contrasti di consistenze tra la crema al caffe' morbida e vellutata e i biscotti sbriciolati.... provateli!


Bicchierini di crema al caffe' - Paola
Ingredienti:
Crema al caffe'
Pavesini al caffe'
Loacker al caffe' sbriciolati
Crema diplomatica al caffè espresso: (quella di Minu' usata per questa torta!)
3 tuorli a temperatura ambiente
450 ml di latte
130 g di zucchero
stecca di vaniglia oppure 1 cucchiaino di estratto di vaniglia puro
50 g di farina
60 ml di caffè espresso zuccherato
150 ml di panna montata fresca

In un pentolino scaldate il latte con la stecca di vaniglia incisa nel senso della lunghezza, spegnete il fuoco e lasciate in infusione per 30 minuti, dopodiché filtrate il latte e aggiungete il caffè, ottenendo così un caffelatte aromatizzato alla vaniglia.
In una boule lavorate i tuorli con lo zucchero senza montarli (non avrebbe nessuna utilità) quindi aggiungete la farina setacciandola e quando sarà perfettamente amalgamata versate a filo metà del latte per stemperare il composto di uova. A questo punto versate il composto di uova nel pentolino dove c'è il latte rimanente, portatelo su fiamma bassa e fate addensare la crema mescolando continuamente con una frusta a mano.
Quando la crema sarà fredda amalgamatevi la panna montata molto delicatamente.

Mettete 4 pavesini nel bicchiere o coppetta che avete intenzione di usare, versate al centro la crema al caffe' a cucchiaiate e cospargete poi la superficie con i loacker al caffe' sbriciolati.
Lasciate riposare in frigo un paio d'ore prima di gustarli!

I loacker al caffe' li ho trovati in Austria allo spaccio loacker, qui da noi non li avevo mai visti, quindi alla prossima occasione li sostituiro' con quelli dark al cioccolato fondente che con la crema al caffe' ci stanno d'incanto!


Ecco...con questi bicchieri golosi vorrei partecipare al contest di Imma: Dolci al cucchiaio!
Vabbe'... lo so che non brillo per originalita' con questa ricetta, ma credetemi, la golosita' e' al top!!!! ^__^



Bene... allora buon proseguimento di vacanze a chi ancora se le sta gustando, a chi e' in partenza e buona ripresa a tutti gli altri!
Un abbraccio e a presto
Paola

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sabato 25 agosto 2012

POLPO CON CAPONATA SICILIANA




Quando ho mangiato questo piatto mi è tanto piaciuto che ho voluto provare a replicarlo, il risultato è stato entusiasmante.
Si tratta molto semplicemente di fare una caponata siciliana di melanzane  a cui si aggiunge un polpo lessato, raffreddato nella sua acqua e tagliato a pezzetti piccoli. Io preferisco togliere al polpo la pelle ma si può anche lasciare. Si fa insaporire il tutto per qualche ora e si serve a temperatura ambiente.
Il polpo che ho utilizzato era circa un kg, i tempi di cottura variano in base alla frollatura del polpo. Per verificare la cottura basta inserire una forchetta alla base del polpo, se non fa resistenza è cotto.
La ricetta della caponata me la insegnò una signora siciliana molti anni fa, non mi ha mai tradito :-)


CAPONATA

500 gr melanzane grosse oblunghe
2 cuori sedano tagliati ad asticciole
una cipolla affettata sottile
300 gr di pomodori freschi spellati a cubetti
1 cucchiaio di zucchero
mezzo bicchiere d'aceto bianco 40 g
2 cucchiai di capperi dissalati
una cucchiaiata di pinoli
una cucchiaiata di uvetta
una manciata di olive nere snocciolate
Tagliare le melanzane a dadini salarli e metterli a scolare per 15' in modo che perdano l'amaro. Asciugarli e friggerli in abbondante olio evo lasciandoli croccanti. Scolarli ed asciugarli molto bene con carta. Devono essere dorati ma al dente. Tenerli da parte. Nello stesso olio friggere il sedano, scolarlo e unirlo alle melanzane. Soffriggere la cipolla sempre nello stesso olio, mettere i pomodori e fare cuocere per 10'. In un pentolino sciogliere lo zucchero nell'aceto, far ridurre leggermente ed unire il liquido ai pomodori e cipolla. Quindi aggiungere nella padella tutti gli altri ingredienti per ultimi melanzane e sedano, mescolare perchè tutto s'insaporisca bene e dopo 10' di cottura a fuoco basso è pronta. Si gusta tiepida o fredda.
 Nadia

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sabato 18 agosto 2012

SFORMATO DI COUSCOUS E PEPERONI




Ho preparato questo sformato per Ferragosto in occasione della festa che Vitto ha organizzato nel suo splendido giardino affacciato sul mare, un incontro piacevole deliziato da ottimi manicaretti.
La ricetta leggermente modificata è di Alice

Sformato di couscous e peperoni

400 g di couscous precotto il tipo più grosso
600 g pomodorini ciliegia
8 peperoni grandi colorati e carnosi
500 g pomodori a grappolo da salsa
basilico, prezzemolo, timo, zucchero
uno spicchio d'aglio
olio evo, sale e pepe
curry, spezie per couscous, coriandolo

Lavare e tagliare i pomodorini a metà, metterli sulla teglia del forno, cospargerli di un pizzico di zucchero, sale, pepe e timo, un filo di olio. Infornare a 120° per circa 1 ora e 30' devono appassire ma non completamente, semicanditi.
Lavare e tagliare i peperoni in 4, pulirli di semi e filamenti, disporli in una teglia coperta di alluminio con la pelle rivolta verso l'alto e infornarli sotto il grill per qualche minuto. Quando la pelle sarà raggrinzita ma non bruciata. Una volta pronti, avvolgerli nell'alluminio, sigillare e fare raffreddare.
Sbollentare i pomodori, spellarli, privarli dei semi e metterli nel vaso del frullatore. Aggiungere una manciata di basilico, un poco di prezzemolo, uno spicchietto di aglio, sale, pepe e due cucchiai di olio. Frullare il tutto fino ad avere una salsa vellutata.
Portare ad ebollizione 570 g di acqua salata, unire un cucchiaino colmo di curry, un poco di coriandolo e mezzo cucchiaino di spezie miste, un cucchiaio di olio. Aggiungere il couscous, coprire e fare riposare 5'. Quindi unire ancora due cucchiai di olio e sgranare con una forchetta. Aggiungere la salsa di pomodoro e mescolare. Assaggiare e regolare di sale e condimento.
Montare lo sformato.
Montare lo sformato. Ungere una pirofila, meglio tonda è più carino, coprirla con i peperoni leggermente sovrapposti, alternando i colori e lasciandoli debordare, mettere mezzo couscous, coprire con i pomodorini canditi, tenerne qualcuno per la decorazione, e finire con il restante couscous. Rivoltare i peperoni sopra il composto e completare con altri peperoni chiudendo lo sformato. Ho messo sul fondo anche delle melanzane grigliate che mi erano avanzate da un'altra preparazione. Premere con le mani per compattare un pò lo sformato in modo da agevolare poi l'impiattamento. Infornare a 200° per 20'. Fare intiepidire e rivoltare su di un piatto da portata decorando con pomodorini e foglie di basilico.
E' buono anche freddo ma secondo me, tiepido è meglio.

Nadia
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lunedì 13 agosto 2012

FRITTELLE DI VERDURE




 Ho preparato queste deliziose frittelle come aperitivo ad una cena con amici, accompagnate da una salsina stuzzicante, hanno avuto molto successo

Frittelle di verdure con tartare di pomodori secchi
da Cucina Noproblem

2 cipollotti
1 melanzana
1 zucchina
1 peperone
2 uova
125 g farina
125 g birra bionda
olio evo
sale e pepe

per la tartare di pomodori secchi:
2 filetti di acciuga sott'olio
30 g pomodori secchi rinvenuti in acqua calda
200 g di maionese (l'ho preparata in casa)
10 g capperi
salsa worcester
prezzemolo

Preparare la pastella sbattendo le uova con la birra, unire la farina, un cucchiaio di olio, sale e pepe. Mescolare bene con una frusta per non formare grumi. Mettere in frigo a riposare per almeno un'ora.

Preparare la salsa
Tritare finemente i pomodori secchi strizzati, unire i capperi, il prezzemolo e i filetti di acciuga, continuare a tritare ottenendo un composto fine ed omogeneo, unire allora la maionese, qualche goccia di salsa worcester e mescolare bene. Tenere da parte.

Tagliare finemente i cipollotti, porli in una padella con due cucchiai di olio e farli appassire. Pulire il peperone, tagliarlo a listarelle sottili e quindi a dadini piccoli, saltarlo in padella con i cipollotti per 3/4 minuti, salare, pepare e fare raffreddare.
Pulire e tagliare melanzana e zucchine, tagliare a dadini piccoli. Unire tutte le verdure alla pastella. Io ho messo anche un cucchiaino di lievito chimico per torte salate. Scaldare abbondante olio in una larga padella e friggere il composto a cucchiaiate per due o tre minuti per parte. Servire calde con la salsina preparata. Aggiungo che sono ottime anche fredde.
Nadia


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sabato 11 agosto 2012

Anguria e feta... e buone vacanze!

Sono in partenza! Ho preparato le valigie, le scatole con i viveri dato che quest'anno siamo in campeggio, e mi sono anche messa a pulire casa da capo a piedi e mi vien da dire: perchè? Dato che poi tra due settimane sarà da ripulire di nuovo....
Vabbè... in realtà il motivo è che non sarà completamente disabitata dato che verrà qui la mia Adele qualche giorno a prendersi cura della micia quando il SignorNo andrà in vacanza e mica posso farle trovare la casa in condizioni pietose! Che poi lei inizia a sfaccendare e pulire... e va bene, a me farebbe comodissimo, ma preferisco che si riposi un pò, se lo merita!!!!


Quindi vi saluto! Ci rileggiamo tra due settimane....e vi lascio con un'idea fresca, veloce e davvero originale se organizzate un aperitivo con gli amici!

Insalata di anguria e feta
Ingredienti:
anguria a dadini q.b
feta a dadini q.b
basilico fresco tagliato a striscioline + alcune foglie di decorazione
qualche goccia di aceto balsamico

Mescolare tutti gli ingredienti, condire con poco aceto balsamico e mettere in bicchierini o coppette monoporzione.
Gustare fresca


Un abbraccio e a presto!!!
Paola
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giovedì 9 agosto 2012

Macarons mon amour

Il mio incontro con i macarons è stato amore al primo morso!!!
Li avevo visti praticamente in tutti i blog, anche qui li ha già postati Bea, ma io non li avevo mai assaggiati e non avevo idea di cosa mi aspettasse!
Sarà stata la suggestione di trovarsi a Parigi per festeggiare il compleanno, sarà stato che ero appena scesa dalla Tour Eiffel e avevo bisogno di zuccheri...fatto sta che mi sono trovata a passare davanti ad una vetrina piena di macarons e ho iniziato a strillare felice come una bimba quando trova i regali sotto l'albero la mattina di Natale.... alla mia età!!!! Sorvoliamo! :-)
Ho fatto una scansione della vetrina, l'ho fotografata e poi mi sono precipitata dentro senza sapere che avrei dovuto scegliere i gusti da una lista interminabile!
Alla fine sono uscita con un sacchettino da 6 macarons...tanto per iniziare.


Il primo primissimo assaggiato.... alla violetta!!!! Ma cos'era!!!!..... eccezionale!  il sapore fantastico, la consistenza friabile del guscio e morbida del ripieno e il colore poi.... perfetto!
Poi caramello salato.... da urloooo!
Insomma, mi hanno conquistata! E appena ripresa dall'estasi ho giurato che a casa li avrei fatti!
Ormai mi conoscete, sono quella del "detto - fatto" e così è stato!

Per la ricetta sono andata sul sicuro, dritta dritta nel Goloso Mondo di Minù!
Vi copio pari pari la sua ricetta, in arancio le mie modifiche.


Macarons
Per circa 25 macarons di 4 cm:
3 albumi di uova medie a temperatura ambiente (circa 100 gr), possibilmente invecchiati da 1 settimana
50 g di zucchero semolato extra fine (tipo Zefiro)(io normale zucchero semolato)
180 g di zucchero a velo vanigliato
70 g di farina di mandorle
70 g di farina di nocciole
15 g di cacao amaro di ottima qualità (io non l'ho messo)
2/3 gocce di limone
una punta di colorante rosa

Per la ganache al cioccolato extra fondente:
150 g di panna fresca liquida (io solo 70 gr)
150 g di cioccolato fondente al 85%
1 pizzico di peperoncino

In una boule setacciate la farina di mandorle, la farina di nocciole, il cacao e lo zucchero a velo.
Se le farine dovessero risultare troppo doppie (e quindi non passare attraverso le maglie del setaccio) procedete a tritarle ulteriormente con un tritatutto (ma fate attenzione a non scaldare troppo le lame, pena la fuoriuscita dell'olio contenuto nelle mandorle e nelle nocciole, col conseguente inumidirsi delle farine).
In un'altra boule montate a neve gli albumi, aggiungendo lo zucchero semolato in 3 volte e le gocce di limone, che serviranno a stabilizzarne la massa.
Quando gli albumi saranno belli sodi aggiungete in 2 volte il composto di mandorle, nocciole, cacao e zucchero a velo e con una spatola amalgamate il tutto, alternando movimenti decisi dal basso verso l'altro e dai bordi al fondo della boule, raschiando per bene con la spatola. Dovrete in pratica smontare il composto, che dovrà risultare liscio e lucido, formare il classico "nastro", cioè prendendo del composto con la spatola e facendolo ricadere su sè stesso formerà un nastro di impasto liscio e continuo, ma non liquido.
Riempite col composto una sac a poche con beccuccio liscio da 1 cm e su una teglia rivestita di carta forno formate tanti mucchietti di impasto rotondi, distanziandoli circa 3 cm l'uno dall'altro.
Per avere dei macarons tutti uguali potete disegnare su dei fogli A4 le circonferenze con un bicchierino da liquore e porre questi fogli guida sotto la carta forno. Ovviamente sfilateli prima di infornare la teglia!!!).
Lasciate asciugare le vostre conchiglie a temperatura ambiente almeno 4-5 ore prima di infornarle.
Saranno pronte per la cottura quando toccandole avranno formato una "crosticina" in superficie e il dito non si attaccherà.
Infornateli a 150° (forno preriscaldato - io 140 perche il mio forno scalda di più!) per circa 13 minuti (avendo cura di aprire il forno velocemente ad 8 e 10 minuti, per far uscire il vapore - io me ne sono dimenticata, ma non ne hanno risentito!).
A cottura ultimata sfornateli poggiandoli con la carta forno su un piano freddo e lasciateli riposare almeno una mezz'oretta prima di staccarli (sarà molto più facile staccarli senza romperli).

Per la ganache:
Portate ad ebollizione la panna, quindi spegnete il fuoco, versateci il cioccolato spezzettato e con una frusta stemperate per bene finchè otterrete una crema liscia e lucida. Io ho messo panna e cioccolato nel pentolino a fiamma minima sul gas e fatto sciogliere mescolando continuamente.
Lasciate raffreddare e rassodare girando di tanto in tanto.
Riempite con la ganache una sac a poche con beccuccio liscio e procedete a farcire abbondantemente i vostri macarons!

Mi raccomando, so che è difficile resistere, ma fateli riposare in frigo almeno 1 notte prima di mangiarli. Saranno infinitamente più buoni (Hermé docet). Confermo anche io!!!!


Che dire...la ricetta è perfetta!  Grazie mille Minù!!!
Temevo un flop (per incapacità mia, non per la ricetta eh!), soprattutto quando ho visto l'impasto spiattellarsi sulla teglia appena uscito dalla sac a poche, invece poi in forno crescono bene! Buonissimo il contrasto amaro della ganache che smorza il dolce dolcissimo dei gusci!
Bene... non vedo l'ora di avere altri albumi che avanzano!!!! :-)

Buon macaron a tutti!
Un abbraccio
Paola
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martedì 7 agosto 2012

SMORGASTARTA


Ho preparato questa torta salata in occasione della festa per i compleanni di Paola eVittoria. Mi sono divertita a decorarla, le combinazioni sono infinite, sta alla fantasia di ognuno


SMORGASTARTA - Nadia

2 pacchi di pane per tramezzini
150 g salame Olcese (genovese)
Insalatina verde
150 g formaggio tilsiter a fette
300 g Philadelphia
Pomodorini
cetriolo

Per le farce
150 g olive verdi
50 g mandorle
50 g olio evo
50 g acqua
4 capperi
½ spicchietto d’aglio
pepe
300 g mortadella
100 g ricotta
100 g Philadelphia
Due cucchiai di brandy

Preparare le farce:
Tritare le olive con l’aglio e i capperi. Aggiungere le mandorle tostate in forno e continuare a tritare. Unire l’olio d’oliva e una macinata di pepe, frullare fino ad ottenere una crema liscia aggiungendo l’acqua poco alla volta, potrebbe non essere tutta necessaria.
Tritare la mortadella tagliata a pezzetti, unire il brandy e i due formaggi amalgamando alla perfezione.
Preparare la torta. Sovrapporre leggermente due fette di pane da tramezzino premendo sulla giuntura per farle aderire. Procedere in questo modo anche per le altre fette. Con un anello di cm 22 di diametro, tagliare le fette ottenute, mettere da parte i ritagli. Lavorare su di un foglio di carta forno tagliato a metà con i lembi sovrapposti, in questo modo sarà più agevole spostare la torta e lavorare senza sporcare. Posizionare il primo strato di pane, spalmare abbondantemente con una farcia, posizionare il secondo strato spalmare con la seconda farcia e proseguire in questo modo. Non premere troppo sul pane altrimenti le farce escono lateralmente. I ritagli si possono usare all’interno della torta, farciti, per dare volume. Si può lavorare anche all’interno dello stesso cerchio che abbiamo usato per tagliare il pane ma io mi sono trovata bene in questo modo. Una volta terminati gli strati, cercare di regolare i lati, se necessario, con un coltello molto affilato. Mettere la torta in frigo per qualche ora.
Passare alla decorazione. Lavorare il Philadelphia con un cucchiaio in modo da ammorbidirlo e renderlo spalmabile. Con una spatola spalmare il formaggio sulla torta partendo dalla sommità e passando sui lati. Lo strato deve essere abbondante. Posizionare l’insalatina intorno alla sommità della torta facendo un doppio strato. Eventualmente aiutarsi con un po’ si formaggio per fare aderire le foglie. Disporre il cetriolo tagliato a fettine intorno ai lati. Formare dei fiori con il salame e distribuirli sulla superficie. Fare la stessa cosa con le fettine di formaggio. Completare con pomodorini e altre fettine di cetriolo. Tenere in frigo per almeno un’ora in modo che il formaggio si rassodi e regga la decorazione.


Questa è la mia interpretazione italianizzata. In realtà questa è una specialità svedese che viene fatta con fette di pane senza crosta, salmone affumicato e gamberetti.
Nadia

P.S. La foto della fetta è di Paoletta, si vede la differenza, eh? E' un mito questa ragazza :-)))
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domenica 5 agosto 2012

SEMIFREDDO AI DUE GUSTI



SEMIFREDDO AI DUE GUSTI

250 g panna da montare
220 g yogurt greco intero
160 g zucchero + un paio di cucchiai
2 albumi
450 g fragole
2 g colla di pesce

Preparare una meringa italiana con gli albumi e lo zucchero: mettere lo zucchero in un pentolino con un paio di cucchiai di acqua, porre al fuoco e fare bollire fino a raggiungere la temperatura di 121°. Intanto montare gli albumi a neve, unire a filo lo sciroppo di zucchero bollente continuando a montare fino al raffreddamento.
Montare morbida la panna ben fredda ed unire delicatamente alla meringa preparata. Solitamente unisco i due composti nella planetaria, lavorando con velocità minima, ho notato che non si smontano e il tutto si amalgama alla perfezione. Dividere il composto in due parti. Ad una unire lo yogurt greco e all'altra 350 g di fragole frullate.
Foderare uno stampo bagnato con pellicola trasparente (operazione che si può evitare ma io preferisco facilitarmi la vita :-) Versare metà composto alle fragole, mettere in freezer per 15'. Togliere dal freezer e versare tutto il composto allo yogurt e sopra, delicatamente, il restante alle fragole. Battere lo stampo sul tavolo per eliminare eventuali vuoti. Coprire e mettere in freezer per 4 o 5 ore.
Tagliare le restanti fragole a pezzetti piccoli, unire un paio di cucchiai di zucchero, mettere tutto in un pentolino e portare sul fuoco fino a quando lo zucchero si sarà sciolto ma le fragole saranno ancora intere. Aggiungere la colla di pesce ammollata in acqua fredda, mescolare bene e fare raffreddare.
Al momento di servire, passare velocemente lo stampo in acqua calda e capovolgere su un piatto da portata. Versare la composta di fragole sulla sommità del semifreddo lasciando che coli sui lati e attendere una ventina di minuti prima di servire.

Dolce molto fresco e perfetto come chiudi pasto, l'unico problema con i semifreddi è di azzeccare la temperatura giusta per servirlo. Nel mio caso i miei ospiti non hanno avuto la pazienza di aspettare i canonici 20' e l'abbiamo gustato ancora troppo congelato :-)
Nadia

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venerdì 3 agosto 2012

ABBIAMO VINTOOOOOO!!!!!

di Vittoria



Buongiorno a tutti,

scusate se non mi sono fatta viva subito, ma sono giorni concitati in ufficio dove tutti vogliono tutto subito prima delle ferie e a casa dove l’adolescente fa e disfa programmi ogni 3 minuti mentre il marito va e viene in trasferta.

Insomma un’estate rilassante!

Quindi l’altro giorno mi ero ritagliata a fatica due ore per stare al mare tranquilla quando arriva una telefonata della Ale:

ciao, come stai, come va,

bene grazie finalmente mi rilasso,

Eh no cara ora ti agito io perché HAI VINTO L’MT CHALLENGE!!!

Sarei caduta dalla sedia se non fossi stata appollaiata su un duro scoglio genovese!

Ma no dai figurati se ho vinto con il gelato che le foto facevano schifo tutte storte e con il gelato che si squagliava al sole (si perché io mica ho il set fotografico. Uso il tavolo di cucina di notte o il terrazzo …..al sole, di luglio!).

E invece è vero, verissimo.

Non so come perché le proposte che ho visto sono tutte bellissime e intriganti, sia dolci che salate, con foto splendide e gusti originalissimi.

Sono felicissima, anzi SIAMO FELICISSIME perché lo sapete che condivido lo spazio di questo blog con altre pazzerelle, Paola per prima che lo ha aperto per ritrovarci in cucina appunto a bere un caffè insieme, fare quattro chiacchiere e condividere con tutti voi qualche ricetta. E’ un posto piacevolissimo anche se virtuale e qualsiasi idea salti fuori, anche il gelato, sento che sia frutto di questo scambio e di questa amicizia che è diventata anche reale.

Un GRAZIE enorme alle mie amiche che mi sostengono, mi consigliano e condividono con me emozioni e gioie.

Un GRAZIE enorme alla Mapi che fra tutte quelle meraviglie ha scelto il mio PACIUGO.

E’ proprio vero che amo la mia terra e le sue tradizioni, che adoro ripescare cose un po’ dimenticate per farvele conoscere, che prima di fare una ricetta mi piace studiare da dove viene, come e perché è nata, ecc… e magari trovare un filo conduttore per legarla ad altre tradizioni. Ma MAPI è più brava di me a spiegare le motivazioni della sua scelta, mi sono piaciute molto; andate a leggerle QUI.

Un GRAZIE enorme a Ale, Dani e Giorgia perché hanno inventato questo gioco bellissimo e sempre nuovo, l’MT Challenge, che non ci stuferemo mai di giocare!


Un piccolo “te possino” a tutte per il lavoro che mi aspetta. Per fortuna ho un mese di tempo per studiare come torturarvi, anche se rientrerò dalle ferie il 1 settembre, appena in tempo!
Mapi è stata una grande con la scelta del gelato, molto professionale, molto tecnica, spero di essere all'altezza!




Sono commossa e ancora incredula,

ma vi rendete conto che ho vinto con un PACIUGO? ....che senso diamo a questa cosa? :-)

a presto,

Vitto

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lunedì 30 luglio 2012

Di compleanni, sorprese e.... espresso cake!

Ci sono anni in cui il compleanno è una prova da superare, anni in cui l'hai trascorso piangendo, delusa, anni in cui sei rimasta ad aspettare qualcosa dicendoti che "si, stavolta è quella buona" e non era mai l'anno giusto, compleanni carichi di aspettative sempre disilluse, anni in cui il cambio delle decine ti ha mandato in crisi perchè ti sei ritrovata "grande" e ancora non ti sentivi pronta.... e poi arriva lui.... il compleanno da cui vuoi scappare, che fai finta di dire che non te ne frega niente, che hai imparato a non aspettarti nulla e sarà un giorno come tanti altri e invece si trasforma nel compleanno perfetto!
Ed è quello che è successo a me pochi giorni fa!
E sto piangendo di felicità mentre scrivo, ma ormai se mi conoscete lo avrete già immaginato!

Ebbene si... sono arrivata anche io nei temutissimi "anta" e non mi sono mai sentita meglio!
Grazie alla mia famiglia, che mi ha stretto in un grande abbraccio dimostrandomi tutto l'amore che prova per me, grazie alle mie belve che sono sempre meravigliose, grazie a Parigi, dove ho trascorso due giorni indimenticabili che hanno reso questo compleanno davvero unico e  grazie alle mie fantastiche amiche del blog che mi hanno ingannata e tramato alle mie spalle e organizzato una festa a sorpresa per me e mi hanno inondata di messaggi d'auguri e anche un post apposito (oltre a 6 fiale di siero effetto lifting immediato.... stronze...aordinarie!)

Ecco... ci sono giorni perfetti, dove vorresti fermare il tempo perchè ti senti addosso tutto l'amore e l'affetto di chi ti è vicino. La settimana appena trascorsa è stata una settimana perfetta!!!!
Quindi grazie davvero di cuore a tutte le persone che hanno reso possibile questa magia!
Sono feliiiiiiiice!!!!!!


Vi va una fetta di torta????
L'avevo vista da Minù ed è stato amore a prima vista...vi copio la ricetta pari pari.

Espresso cake
Ingredienti e procedimento (tortiera da 24 cm):
Pan di spagna al caffè:
5 uova
180 g di zucchero
180 g di farina 00
1 cucchiaino di estratto puro di vaniglia
2 cucchiaini colmi di caffè solubile (nescafè) sciolti in pochissima acqua bollente

Nella planetaria o con delle fruste elettriche montate le uova con lo zucchero, il caffè e la vaniglia per almeno 20 minuti, finché il composto risulterà gonfio, chiaro e spumoso. Sarà pronto quando le uova "scriveranno", ossia quando facendo cadere un po' di impasto "a filo" dalla frusta dello sbattitore, questo non affonderà immediatamente, ma resterà sulla superficie dell'impasto come un disegno o, appunto, una scritta.
* Un metodo per velocizzare la montatura delle uova è quello di scaldare a fuoco basso le uova con lo zucchero, mescolando con una frusta a mano di continuo. Dovranno diventare appena tiepide e lo zucchero si dovrà sciogliere completamente. La temperatura raggiunta e lo zucchero completamente sciolto permetteranno alle uova di montare prima e meglio!
A questo punto setacciate la farina direttamente sul composto di uova (in 2-3 riprese) e con una spatola o cucchiaio di legno amalgamatela con movimenti veloci ma delicati, dal basso verso l'alto, facendo attenzione a non smontare il composto.
Imburrate e infarinate una teglia rotonda da 26 cm, versatevi il composto e infornate (forno preriscaldato) a 170 ° per 30 minuti (senza mai aprire il forno prima dei 25 minuti, mi raccomando!). Prova stecchino sempre valida!

Crema diplomatica al caffè espresso:
3 tuorli a temperatura ambiente
450 ml di latte
130 g di zucchero
stecca di vaniglia oppure 1 cucchiaino di estratto di vaniglia puro
50 g di farina
60 ml di caffè espresso zuccherato
150 ml di panna montata fresca

In un pentolino scaldate il latte con la stecca di vaniglia incisa nel senso della lunghezza, spegnete il fuoco e lasciate in infusione per 30 minuti, dopodiché filtrate il latte e aggiungete il caffè, ottenendo così un caffelatte aromatizzato alla vaniglia.
In una boule lavorate i tuorli con lo zucchero senza montarli (non avrebbe nessuna utilità) quindi aggiungete la farina setacciandola e quando sarà perfettamente amalgamata versate a filo metà del latte per stemperare il composto di uova. A questo punto versate il composto di uova nel pentolino dove c'è il latte rimanente, portatelo su fiamma bassa e fate addensare la crema mescolando continuamente con una frusta a mano.
Quando la crema sarà fredda amalgamatevi la panna montata molto delicatamente.

Per la bagna:
150 ml di acqua
80 g di zucchero
80 ml di rum

Portate a bollore l'acqua con lo zucchero, quindi spegnete e aggiungete il rum.

Per guarnire:
150 g di scagliette di cioccolato fondente
chicchi di cioccolato fondente al caffè

Quando tutte le preparazioni saranno fredde passate all'assemblaggio della torta.
Tagliate il vostro pds in 2 o 3 strati, che spennellerete con la bagna e farcirete con la crema diplomatica al caffè (lasciandone un pò per ricoprire la torta e per realizzare i ciuffetti).
Ricoprite la superficie e i bordi della torta con la crema, guarnitene i lati con le scagliette di cioccolato e decorate i bordi della torta con ciuffetti di crema e chicchi di cioccolato al caffè.

Modifiche mie: non ho fatto la bagna al rum perchè la torta l'hanno mangiata anche dei bambini, quindi io ho bagnato il pan di spagna col latte.
Per guarnire non ho usato scagliette di cioccolato ma quei biscotti riconoscibilissimi dalla foto, al gusto caffè. E i chicchi di caffè sulla panna erano chicchi veri, non di cioccolato.

Ecco l'interno della torta! E' buonissima! Il pan di spagna al caffè è davvero una grande scoperta e la cremaaaaa....di un goloso pazzesco! Fatela!


Ed ecco alcuni attimi perfetti!




E chiudo in bellezza facendo gli auguri alla Vitto che invece compie gli anni proprio oggi!!!!
Strega bella.... sei la migliore!!!! Tanti cari auguri e mille baci

Paola

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mercoledì 25 luglio 2012

alla mia Paoletta..

questo mio brevissimo post.. non  è per inserire ricette o foto(che comunque faro' a breve)ma,semplicemente,per fare gli auguri di buon compleanno alla nostra Paoletta...una persona a cui voglio un gran bene e che stimo molto...ho sentito di volerlo fare su questo blog da lei voluto fortemente,nato con l'intento di non farci perdere di vista e ricreare quell'armonia e intimita' che si era creata nel forum.Grazie tesoro!!!
Con tutto il mio cuore...TANTI CARI AUGURI DI BUON COMPLEANNO!!!
Anna.
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martedì 24 luglio 2012

UNO STORICO PACIUGO

di Vittoria

Eccomi presente per l’ultima puntata dell’MTC prima delle vacanze estive.

Mi spiace un po’ che per agosto non ci sia da arrovellarsi e inventare nulla.
Ma insomma!!!! Come si permettono le ragazze di MT di andare in ferie? :-)))
Dai scherzo ovviamente e che si riposino e tornino a settembre ben cariche di idee vulcaniche come sempre!
Grazie Ale e Dani, io mi diverto un sacco con voi, imparo moltissimo!!!!!

E questo mese Mapi ci ha dato l’occasione di metterci alla prova su un tema estivissimo:
IL GELATO!



Io che non amo particolarmente i dolci invece adoro il gelato.
A patto che non sia stucchevole.
Non per niente mi piacciono di più i gusti alla frutta rispetto alle creme e fra queste ultime scelgo senza esitare il cioccolato amaro.
Più è amaro, più mi piace.
E vi confesserò che il gelato lo mangio più volentieri in inverno che in estate.

Dopo tutte queste confessioni passiamo al vero lavoro.
Mapi ci ha fornito moltissimi dettagli tecnici e ora della teoria gelatesca SO TUTTO!
Però mi sono anche divertita a farmi consigliare da un gelatiere professionista che ha lavorato per molti anni in una storica gelateria della riviera di levante.
Chi va a fare una passeggiata domenicale a Recco inevitabilmente dopo la focaccia al formaggio di rito va prendere il gelato da loro. Questo succede da prima che ci portassero me bambina quindi da ben più di 50 anni!
Questo bravissimo gelatiere qualche anno fa ha aperto una stupenda gelateria tutta sua qui a Priaruggia, storico quartiere nel levante di Genova, di fronte alla spiaggia dove convivono vele, bagnanti e pescatori.
Insomma sono andata a chiedergli se mi svelava qualche “segreto” perché ancora non avevo idea di cosa preparare.
Il tema era chiaro, ma come interpretarlo?
Ormai sapete che comunque amo proporre interpretazioni delle ricette che si riallaccino alle tradizioni storiche del cibo della mia regione.
Ma sul gelato proprio non mi raccapezzavo.
Vittorio (questo il nome del gelatiere) mi ha spiegato molti dettagli tecnici interessanti, ma in fondo poco applicabili alla lavorazione casalinga per mancanza di attrezzature tecniche indispensabili.
Il discorso è diventato interessante quando siamo passati all’argomento “gusti”.
Loro sono abbastanza classici. Fanno parecchi gusti, ma sempre tradizionali e stagionali.
Allora quale può essere il gusto tipico ligure? Nessuno in particolare, ma proprio nel Golfo del Tigullio e precisamente a Portofino pare sia stata inventata una coppa di gelato speciale con un nome assolutamente non accattivante
.......tipico ligure “buttare giù”, sminuire le cose, nasconderle.
I raffinati e moderni lo chiamano “understatement”, molto english….come i genovesi.
Molto schivi.
Da fuori vedi un muro a secco di pietre grezze, ma se ti aprono la porta è un’esplosione di fiori, agrumi e profumi di erbe di un giardino!
E pure il cibo è così!
Cos’ha di accattivante un involucro di pasta cotta al forno?
Magari un po’ arrostita e un po’ sfaldata?
Provate ad aprire l’involucro della torta, a tagliarne una fetta e chiuso dentro c’è il ripieno di verdure, erbe, formaggio… tutto sapore e profumo!
Lo stesso per la famosa coppa di gelato. L’aspetto non è accattivante e li nome?
Paciugo..........
 PACIUGO?????  
eh si...proprio PACIUGO!!!!


Ma vi viene voglia di ordinare un gelato che di chiama PACIUGO? 
Noooooo?
E fate male!




E’ buonissimo, ma attenti che dovete saltare la cena per gustarvelo al meglio!
Questa coppa è sempre necessariamente molto grande perché i gusti devono essere almeno 5, a scelta fra creme e frutta. Quelli che più vi piacciono.
Vittorio mi ha detto che se il cliente non da indicazioni mettono crema, cioccolato, nocciola, stracciatella e torroncino. Sotto c’è un bel po’ di frutta fresca tagliata e sopra panna montata, amarene sciroppate e granella di nocciola. Decorato con la cialda che non ci facciamo mancare nulla!
Capite bene che non si può proprio fare una coppetta piccola!


E infatti ecco qui il mio PACIUGO quasi regolamentare …..a proposito vi faccio una raccomandazione: se venite nel levante genovese e ordinate il Paciugo chiedete prima come lo fanno perché ho fatto un giretto per gelaterie di vario tipo e ne ho sentite di tutti i colori.. Qualcuno fa una semplice coppetta con 2 gusti e 2 amarene sciroppate sopra rifinite da un misero ciuffetto di panna spray. Aaaaaaaggggggghhhhhhhhhh …che tristezza!

Fidatevi che quello VERO è quello di Vittorio (non solo il suo però!)




PACIUGO DEL TIGULLIO
Storica di Portofino – Versione Vitto – ricetta base del gelato di Mapi

Ho scelto di fare 4 gusti che si accordassero fra loro, che piacessero a me e ai miei, che fossero realizzabili con le basi date da Mapi QUI che mi sembrano perfette e quindi un ottimo punto di partenza. Ho seguito scrupolosamente le sue norme igieniche e i consigli sugli ingredienti e le sono grata per tutto. Ricetta infallibile.



Per i primi due gusti ho preparato una base CREMA con le dosi consigliate da lei che riporto velocemente.


Gelato alla Vaniglia

(Da: Caroline Widder, Robin Weir – Gelati e Sorbetti – Newton Compton)
300 ml latte
150 g zucchero semolato
1 baccello di vaniglia

150 g zucchero semolato
45-50 g tuorli (da 3 uova grandi)
250 ml panna fresca

Per i dettagli del procedimento vi consiglio di passare da Mapi che è veramente esaustiva.
Io vi riassumo in breve quello che ho fatto.

Ho scaldato latte, zucchero e vaniglia e nel frattempo montato i tuorli con il restante zucchero, aggiunto il latte caldo aromatizzato e cotto la crema inglese su fuoco basso finchè ha velato il cucchiaio, controllando pure la temperatura con il termometro (mai stata così precisa, Mapi mi sta traviando! Hehehe).




A questo punto ho raschiato i semini di vaniglia dal bacello, ma forse ho raschiato troppo perché mi sono rimasti dei grumetti e ho dovuto filtrare tutto sciogliendoli bene con il cucchiaio. Fatta raffreddare velocemente la crema e messa in frigo per una notte. Aggiunta poi la panna liquida. A questo punto avevo ottenuto circa 900 ml di composto. Metà l’ho messo in gelatiera per 20 minuti e poi trasferito in un contenitore, coperto con carta forno e messo a consolidare in freezer intanto che preparavo gli altri.

 




Gelato Malaga

Secondo voi potevo esimermi dal fare almeno un gusto alcolico? Poco poco, giusto il sapore, ma c’è! Le tradizioni sono importanti, no?

450 ml di base gelato alla vaniglia (vedi sopra)
50 gr di uvetta sultanina
mezzo bicchierino di rum scuro invecchiato

Messo in gelatiera la seconda metà del composto alla vaniglia e impostato 30 min. Dopo 20 minuti di raffreddamento e montaggio ho aggiunto l’uvetta precedentemente ammollata nel rum e un cucchiaio del rum di ammollo. Non ho osato aggiungerne di più perché rallenta l’indurimento del gelato, ma la dose era sufficiente a dare sapore. Ottimo. L’uvetta va aggiunta quasi all’ultimo altrimenti le lame la spappolano completamente.
Anche questo trasferito in vaschetta coperto con carta forno aderente e in freezer a consolidare e comunque per effetto dell’alcool non indurisce mai del tutto, neanche dopo 3 giorni in freezer. Stranamente dopo 3 giorni in freezer aveva preso una consistenza leggermente collosa, ma appena appena.









Per gli altri due gusti ho usato la base al Cioccolato proposta da Mapi
Riporto velocemente le dosi e per i dettagli del procedimento vi mando da lei QUI


Gelato ricco al Cioccolato

(Da: Caroline Widder, Robin Weir – Gelati e Sorbetti – Newton Compton)
3 cucchiai rasi di cacao amaro in polvere (cucchiai-misurini da 15 ml)
40 g zucchero semolato
375 ml latte fresco intero
100 g di cioccolato fondente col 50% di cacao (in ogni caso non inferiore al 45%)
io ho usato Venchi fondente 85% perché lo volevo ben amaro

40 g zucchero semolato
45-50 g tuorli (da 3 uova grandi)
1 cucchiaino raso di estratto naturale di vaniglia (cucchiaino-misurino da 5 ml)
io ho usato vaniglia naturale in polvere una punta di cucchiaino.
250 ml panna fresca


Mescolare cacao e zucchero sciogliendo i grumetti del cacao e sciogliere bene con qualche cucchiaio di latte. Diluire poi con il resto del latte scaldato. Portare a bollore e fare cuocere per 6 minuti mescolando continuamente. Togliere dal fuoco e aggiungere il cioccolato tritato in scaglie e mescolare con la frusta x farlo sciogliere completamente. Montare i tuorli con il resto dello zucchero e versare il composto al cioccolato sbattendo bene per amalgamare. Cuocere la crema inglese al cioccolato fino a che non velerà il cucchiaio. Aggiungere la vaniglia, abbattere velocemente la temperatura e mettere in frigo una notte.

Aggiungere la panna ottenendo circa 900 ml di composto al cioccolato. Amalgamare bene e dividere in 2 parti
Mettere la prima metà in gelatiera per 20 minuti, poi trasferire in vaschetta, coprire con carta forno aderente e mettere in freezer a consolidare.




Gelato Cioccarancio

450 ml di base gelato al cioccolato amaro (vedi sopra)
50 gr di scorza di arancia candita
2 o 3 gocce di estratto naturale di arancia

Mettere in gelatiera la seconda metà del composto al cioccolato e dopo 10 minuti aggiungete circa 50 gr di scorza di arancia candita tagliata a cubetti piccoli (non comprate quella nelle vaschette già tagliata che non sa di nulla) e le 2 gocce di estratto di arancia. Lasciate montare e gelare ancora 10 minuti, poi trasferite in vaschetta coprite con la carta forno a contatto e mettete in freezer a consolidare.




E finalmente……. il montaggio del PACIUGO!!!!!



Per 4 coppe grandi
Frutta fresca a piacere pulita e tagliata a pezzetti: io ho usato banana, pesca, albicocca, prugnette nere piccole, fragole.
Gelato casalingo 4 gusti (ma va?!!!) una pallina a testa per ogni gusto.
Amarene sciroppate almeno 4 a testa; le mie casalinghe (ricetta in fondo) sono minuscole quindi il doppio.
Un cucchiaio a testa di sciroppo delle amarene.
Un bel ciuffone a testa di panna montata leggermente zuccherata.
Una o due cialdine lingue di gatto a testa (ricetta in fondo)


I due gelati di crema sono rimasti morbidi anche dopo un giorno abbondante in freezer. Quelli al cioccolato erano molto duri anche se grazie ai consigli di Mapi non avevano fatto gli aghi di ghiaccio in superficie. Bisogna prevedere di estrarli dal freezer almeno mezz’ora prima del montaggio. Per le creme bastano 10 minuti.
Preparare le cialde tonde di circa 6-8 cm di diametro e farle raffreddare.
Preparare la frutta fresca tagliata e leggermente spruzzata di limone perché non annerisca.
Montare la panna ben ferma.

Montare il Paciugo in 4 coppe grandi preferibilmente larghe.
Disporre sul fondo uno strato di frutta, poi 4 palle di gelato di 4 gusti diversi, guarnire con ciuffi di panna montata, decorare con le amarene sciroppate e un cucchiaio o due di sciroppo. Aggiungere una cialda ogni coppa e servire immediatamente.
Servire a parte altre amarene allo sciroppo e altre cialde.

Se proprio volete essere precisi spolverate il tutto con un pochino di granella di nocciole.
A me sembrava eccessiva e non l’ho messa.


Lingue di gatto di Alda



mescolare, nell'ordine,
100g di burro fuso e raffreddato,
100g di zucchero a velo,
100g di farina,
3 albumi non montati;
con la siringa fare dei bastoncini lunghi come un pollice, ben distanziati, (poi si allargano) sulla placca del forno ricoperta con l'apposita carta, cuocere a 180° finché il bordo è dorato e l'interno giallo chiaro.

Con lo stesso impasto si possono fare le coppelle: l'impasto va spalmato sottile a forma di disco; Fai due cerchi per volta e sorveglia bene la cottura. Appena tolto dal forno, ogni disco va posato su una tazza rovesciata, e coperto con un'altra tazza più grande, perché prenda la forma (per sicurezza, ungile con un velo d'olio neutro o di burro, ma proprio un velo). Le coppelle, raffreddate, si conservano in una scatola di latta o un barattolo grande di vetro appena tolto dal forno, ogni disco va posato e modellato su una tazza rovesciata, perché prenda la forma. Le coppelle si servono riempite di macedonia di frutta, gelato, zabaglione...
Altra possibilità,
le tegole: si procede come per le coppelle, ma i dischi, appena tolti dal forno, vengono messi sul mattarello perchè prendano la forma concava.
Arrotolando gli stessi dischi sul manico di un cucchiaio in legno si ottengono le 'sigarette'.


Amarene Sciroppate



Passate un pomeriggio a raccogliere amarene selvatiche graffiandovi parecchio e il pomeriggio successivo a eliminare rami rametti e piccioli e poi a snocciolarle accuratamente. Se non vi hanno ancora legato e portato alla neuro, allora siete a buon punto. Il grosso del lavoro è fatto!
Pesate le amarene e fatele macerare una notte con uguale peso di zucchero e il succo di un limone per ogni chilo di frutta.
Il giorno dopo lo zucchero si sarà sciolto e avrete un bel po’ di succo.
Portate lentamente tutto a bollore mescolando spesso e fate bollire per 5 minuti.
Lasciate fino a raffreddamento. Ripetete 3 volte.
Se il succo non è diventato sciropposo togliete le amarene con una schiumarola e fate addensare lo sciroppo. Rimettete dentro i frutti, portate a bollore e invasate in vasetti piccoli. Chiudete subito e raffreddando faranno il sottovuoto.
Perfette sul gelato, durano anche 2 anni …………se non le mangiate tutte prima!!!!



Un grazie di cuore a Mapi che mi ha dato la possibilità di imparare una nuova tecnica e pure di raccontarvi di questa specialità genovese un po’ in disuso.


Grazie anche a Dani, Ale e Giorgia che continuano a ospitare su Menuturistico questo gioco per darci sempre nuove e belle occasioni di confronto.


Buon lavoro, Vitto

Ah…. Una precisazione….. io sono a dieta, ma dopo tutto questo lavoro ne ho mangiata una bella coppa anche io!!!! E chissene della dieta!!!!!



Questa ricetta partecipa all’MTC di Luglio
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sabato 21 luglio 2012

Crostata di ricotta, melanzane e pomodorini confit





Questa crostata viene da Juls' Kitchen con qualche modifica, naturalmente.  Ha il vantaggio di poter essere preparata prima e servita fredda,  per un aperitivo o un secondo accompagnata da  un'insalata

Crostata di ricotta con melanzane e pomodorini confit di Juls' Kitchen
Ingredienti per il guscio:
250 g farina00
125 g burro freddo
1 cucchiaio di origano
acqua ghiacciata q.b.
Ingredienti per il ripieno:

ricotta 300 g
panna acida, 250 ml (io yogurt greco)
melanzana, 1
sale e pepe
origano
olio extravergine di oliva
Ingredienti per i pomodorini confit:

pomodorini Pachino
olio extravergine di oliva
sale e pepe
origano
 1 spicchio d'aglio

Per i pomodorini confit: riscaldare il forno a 160°C, disporre i pomodorini lavati e tagliati a metà, in una teglia e condirli con olio, sale, pepe ed abbondante origano. Tagliare l’aglio sottilmente e spargerlo sui pomodorini. Infornare e lasciare cuocere per almeno un’ora, finché non sono rugosi ma sempre di un bel rosso brillante.

Per il ripieno della torta: mentre cuociono i pomodorini, mettere in forno anche una melanzana tagliata a metà per lungo, incisa e condita con un filo d’olio. Lasciare cuocere anche questa per circa 45 minuti, finché non sarà morbida e ben cotta. Togliere dal forno e scavala con un cucchiaio. Tagliare la polpa al coltello e ridurla a pezzettini piccoli, mischiare il tutto con la ricotta e la panna acida. Condire con olio, sale, pepe ed origano e mettere da parte.

Per il guscio: mescolare con le mani burro e farina , fino a che non raggiunge una consistenza  briciolosa. Unire origano sale e pepe. Unire due cucchiai di acqua fredda: impastare fino a formare un composto morbido ed elastico. Avvolgere nella pellicola trasparente e lasciare riposare in frigo per 30 minuti. A questo punto, togliere dal frigo e stendere sottile: foderare una teglia da forno, bucare tutta la superficie con una forchetta e mettere in frigo di nuovo per 15 minuti.

Togliere dal frigo, coprire con carta da forno e usare dei pesi per schiacciare la pasta, dei fagioli andranno benissimo. Preriscaldare il forno a 200°C e cuoci per circa 10 – 12 minuti. Togli dal forno, rimuovere i fagioli e cuocere per altri 5 minuti. Togliere di nuovo dal forno e spennellare con un albume leggermente sbattuto per far sì che la pasta si sigilli e non diventi molliccia quando si mette il ripieno. Cuocere per l’ultima volta per una decina di minuti e togliere definitivamente dal forno!

Assemblaggio finale. Una volta fredda, rimuovere il guscio dalla teglia, riempire con il composto di ricotta e melanzana e decorare con i pomodorini confit, aggiungendo anche qualche cucchiaio di sughetto dei pomodori. Servire fresca.
Nadia
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