lunedì 24 marzo 2014

Oggi si mangia piemontese: la bagna cauda


Avviso preventivo. Astenersi puristi, quelli che dell'alito tosto per tre giorni non turba, quelli che degli effluvi dalle ghiadole sudoripare mentre sei in fila alla posta non impensierisce. E' questa, una versione leggera, primaverile e gentile della bagna cauda.
Questo piatto delizioso (salsa calda) è tipico della regione Piemonte, che mi ospita dal 1997. E' una preparazione che si ama o si odia. Io la amo. Soprattutto nella versione preparata dalla mia amica Barbara, che ha ereditato la ricetta da sua madre Rosa. Vi assicuro che è digeribilissima, non appesta nessuno e il giorno dopo non si percepiva nessuna ventata postuma tra coloro che hanno onorato il piatto, mentre si chiaccherava amabilmente.

:

Bagna cauda - di mamma Rosa
Ingredienti per sei persone
Tre teste di aglio
Mezzo chilogrammo di alici sotto sale spagnole
Mezzo litro di olio extravergine di oliva
250 ml di panna liquida
latte q.b.
Verdure di stagione (per noi carote, peperoni, sedano, cicoria belga, finocchio, sedano, patate lesse)
Essenziale poi avere una pentola di coccio e uno spargifiamma.

Procedimento
Il giorno prima munitevi di guantini e sbucciate le teste di aglio. Levate l'anima ad ogni spicchio e tagliate il medesimo a fettine.Mettete le fettine in un contenitore di vetro a chiusura ermetica, in mancanza di coperchio usate per ricoprire il contenitore la pellicola per alimenti.
Finito il lavoro, ricoprite l'aglio con del latte. Coprite e lasciate macerare per ventiquattro ore. Vi consiglio di riporre il contenitore in un luogo ventilato perchè l'odore è abbastanza persistente (io l'ho portato in garage!). Trascorso il tempo,dissalate ed eliminate la lisca centrale delle acciughe. Sciacquatele molto bene e lasciate scolare. Recuperate l'aglio, scolatelo dal latte e mettetelo nella pentola di coccio. Versate sopra tutta la quantità di olio, accendete la fiamma del fornello al minimo e poggiate lo spargifiamma. A questo punto mettete la pentola di coccio sul fornello e con un cucchiaio di legno cominciate a mescolare finchè l'aglio non si è sciolto completamente. Occorrono circa venti minuti ed è importantissimo tenere sempre la fiamma al minimo perchè il composto non deve mai e poi mai friggere. A questo punto, si versano nella pentola le alici che andranno anche esse a sciogliersi, sempre con la fiamma al minimo. Infine si versa la panna e si da una ulteriore mescolata. La mia amica Barbara, prima di fare riposare il composto ha frullato il tutto col minipimer, così da renderla più vellutata. Dopo un'ora di riposo, si è di nuovo acceso il fornello al minimo e sempre con lo spargifiamma abbiamo scaldato benissimo la bagna cauda che poi viene versata negli appositi cocci muniti di apertura dove si accende una candelina in modo che si mantenga sempre calda.
Si serve con delle verdure di stagione (cotte o crude), ma anche del pane.
Ringrazio ancora Barbara per averci insegnato questo piatto della tradizione, ancorchè allegerito. Per la versione dura e pura siamo a questo punto pronti.
Miriam

Ps: Con questa ricetta partecipo al contest di Chiara di  Kucina di Kiara

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6 commenti:

Mirtilla ha detto...

la bagna cauda e'un classico della nostra tradizione culinaria,e'sempre bello quando viene riproposta!!

Jeggy ha detto...

Wow! Non l'ho mai assaggiata ma deve essere di un buono esagerato!

Kucina di Kiara ha detto...

Nemmeno io l'ho mai assaggiata, che rabbia!!!! Comunque grazie tesoro per aver partecipato al mio contest con questo classico dei classici!!! Splendida ricetta! Complimenti e in bocca al lupo!!!!

Forno Star ha detto...

Non l'ho mai assaggiata, ma sono certa che l'adorerei!
Però non è una pietanza che posso fare per il mio dolce doppio, almeno che non abbia intenzione di ucciderlo… Con cosa potrei sostituire l'aglio? :/

Miri ha detto...

Buongiorno Fornettina. Purtroppo l'aglio non è sostituibile, anzi è la base della ricetta che prevederebbe per commensale è una testa intera. Desisterei dal proporla al povero dolce doppio.
@Kiara. ringrazio te peer l'opportunità
@Mirtilla: sicuramente è un piatto conviviale
@Jeggy: ma sai che è la prima volta che l'assaggiavo anche io

Cecilia Concari ha detto...

Grazie a mamma Rosa per questa ricetta. Adoro la cucina piemontese, dopo quella emiliana, naturalmente... :-)))) mi sono iscritta ai tuoi lettori, adesso vado un po' in giro per il tuo blog che non conoscevo. Grazie e ancora complimenti, ciao.
Cecilia

http://ideeinpasta.blogspot.it/

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