domenica 26 gennaio 2014

UNO SPEZZATINO TRADIZIONALE LIGURE PER L’MTCHALLENGE N.35

Sottotitolo:
la storia di come, per un incauto acquisto, l’agnello si trasformò in tacchino e il piatto diventò un po’ meno tradizionale, ma più economico e adatto al periodo attuale di spending review!!!!
(nel frattempo mi hanno dimezzato orario di lavoro e stipendio, sapevatelo!)

di Vittoria


Eccoci dopo la pausa natalizia al nuovo appuntamento con il gioco dell’MT Challenge. Grazie alle superwoman della redazione!!!!
Questa volta le sorelle Calugi de La Cucina Spontanea ci hanno proposto lo spezzatino, piatto che adoro perché si presta a mille varianti e interpretazioni.
Loro ci propongono la ricetta classica di carne bovina con patate e tanto bel sugo dove fare una deliziosa “puccia” …che forse è la parte migliore del piatto. La loro ricetta perfetta la trovate QUI, viene voglia di mangiarlo solo guardando la fotografia.

Ma veniamo a noi. Che versione fare? Come interpretate?
Come sempre mi piace rimanere legata alla tradizione della mia terra, la Liguria, che di abbondanza di carne non ne ha mai vista e la poca che c’era si faceva “rendere”. Questo esclude subito la carne bovina e di conseguenza la scelta è caduta sull’agnello, ben conosciuto e usato dalle nostre parti.
Agnello sardo o piemontese, ma anche produzioni locali, direi addirittura familiari.
E poi a me l’agnello piace moltissimo.

Quale occasione migliore per farvi conoscere lo spezzatino di agnello con carciofi in fricassea?

La FRICASSEA è una preparazione ligure (ma da mie indagini anche sarda, con nome quasi uguale, grazie MIRIAM) molto usata per arricchire di sapore e nutrimento ciò che si portava in tavola.
Si tratta di preparare un’emulsione di uovo e succo di limone battuti insieme con un poco di sale, di versarla nel tegame all’ultimo momento, mescolare bene in modo che tutto si amalgami e si formi un bel sugo cremoso e servire subito pena ritrovarsi con un “mapazzone”



Ebbene tutto era deciso, non restava che fare la spesa!!!!
……. così mi avviai al mercato per procurarmi l’agnello da un banco specializzato che commercia agnello sardo e i carciofi dal mio spacciatore di fiducia, carciofi di Albenga, spinosi dalle foglie croccanti e dal cuore gustoso e saporito. Il meglio del meglio per mettere in gara una preparazione ligure poco conosciuta.
Acquisto i carciofi (e una borsata di verdura per la settimana) e mi avvio al banco della macelleria ovina.
Vi pare che posso fare una sola cosa alla volta? Certo che noooooooo!
Mi metto in coda con santa pazienza e rispondo a qualche mail, un messaggio, leggo qualcosa su FB, ecco tocca a me e ordino lo spezzatino di agnello.
In quel momento arriva la fatidica telefonata e io incauta invece di lasciar perdere rispondo e inizio una delle solite discussioni surreali con mia madre………….
Intanto il macellaio mi chiede se non preferisco un bello spezzatino di castrato che ha lì già bello pronto, che la carne è più saporita e regge meglio una cottura lunga….. e costa meno….
guardo e l’aspetto IN APPARENZA è invitante (continua la telefonata, ovviamente sono distratta) e accetto lo scambio.
Lui incarta, pago e finito il mio giro spesa del sabato me ne torno a casa.
Ovviamente non apro l’involto fino alla domenica quando apro e mi rendo conto che il famoso “spezzatino di castrato” altro non è che un ammasso di pezzi di ossa, pellacce della pancia, grasso, ritagli di code delle costolette, robaccia varia non identificabile…… un pezzo di carne sana non l’ho trovato.
Ecco cosa succede ad essere distratti mentre si compra una cosa nuova, soprattutto se “consigliata” ad hoc!
Ho maledetto me, la distrazione e il macellaio disonesto e poi essendo domenica non ho potuto fare altro che un tentativo di recupero scalcando, selezionando, cercando i pezzetti commestibili in quel mare di scarti. Qualcosa ho ricavato, ma dopo lunga cottura ho ottenuto solo una massa di pezzetti coriacei in un mare di grasso puzzolente……………. Ovviamente è finito tutto nella spazzatura, avrei fatto meglio a richiudere l’involto e riportarglielo il lunedì.
Eh si però ora che faccio? I carciofi puliti aspettano un compagno di viaggio e l’MTChallenge dopotutto è una sfida, mica posso arrendermi così……
Domenica pomeriggio ho una sola chance, il supermercato …… ed è li che ho la folgorazione, nel banco macelleria c’è un bel pacchetto con un invitante SPEZZATINO DI TACCHINO.
La carne di tacchino in genere non mi piace perché ha quel gusto …di gallinaccio! Ma stavolta devo vincere una sfIda con me stessa prima che all’MTChallenge, quindi TACCHINO SIA!



SPEZZATINO DI AGNELLO TACCHINO E CARCIOFI IN FRICASSEA

Ingredienti per 4 persone:

1 kg di polpa diAGNELLO
1 kg di coscia di tacchino tagliata a cubetti di circa 2 cm
5 carciofi – quelli con le spine, di Albenga ancora meglio!
1 cipolla bianca grossa affettata a spicchi sottili
1 bicchiere di vino bianco secco, circa 100 ml
1 bicchiere grande di brodo vegetale o di pollo, circa 200 ml
2 cucchiai di trito misto di sedano/carota/cipolla/
1-2 spicchi di aglio (io preferisco quello rosso)
4 foglie di salvia
1 foglia di alloro
Sale, pepe, olio extravergine di oliva

Per la salsa finale:
2 uova medie
Il succo di 1 limone grosso, circa 100 g

Per accompagnare lo spezzatino
Una o due fette a testa di pane pugliese cotto a legna e tostato





La pentola di coccio dove cuocerlo lentamente
io ne ho una turca bellissima regalo di mia sorella Lilli che va in Turchia spesso. E’ molto rustica, non smaltata, ma l’interno è completamente nero, probabilmente è stata fatta una sorta di vetrificazione con un calore forte, forse con delle braci messe all’interno.


Fate scaldare la pentola di coccio, poi fate appassire il trito di verdure con due o tre cucchiai di olio, la foglia di alloro e lo spicchio di aglio.
Aggiungete i cubetti di polpa di tacchino e le foglie di salvia e fateli colorire, poi sfumate con il vino e cuocete fino a completa evaporazione.
Aggiungete la cipolla bianca affettata, abbassate il fuoco al minimo, coprite parzialmente e portate a cottura la carne aggiungendo poco brodo se necessario.
Intanto pulite i carciofi:
levate le foglie dure, tagliate via la punta con le spine, divideteli in due, con un coltellino piccolo (meglio a lama curva) togliete il fieno interno e metteteli a bagno in acqua e limone perché non scuriscano.
Quando la carne vi sembrerà quasi a fine cottura aggiungete i carciofi tagliati in 8 spicchietti e proseguite la cottura per circa 15 minuti, finchè saranno teneri. Deve esserci sul fondo della pentola un bel sughetto abbondante. Levate l’aglio e l’alloro.
Battete le due uova intere con il sale e il succo di limone e versatele nello spezzatino mescolando bene perché il composto rivesta bene lo spezzatino addensandosi fino a formare una bella cremina. Spegnete subito il fuoco perché se cuoce troppo si raggruma. Se risulta troppo denso aggiungete qualche cucchiaio di brodo caldo. Servire subito.
Io ho accompagnato questo piatto con un profumatissimo pane pugliese cotto a legna tostato, perfetto per raccogliere ogni goccia del sughetto.





Questa ricetta partecipa all’MTChallenge n.35 di gennaio 2014


Nota del 27/01/14
Faccio outing: credo proprio di essere fuori concorso......
Mannaggia mi sono accorta ora che il pane per la puccia doveva essere homemade. 
Io ho usato un pugliese favoloso acquistato su bancarella pugliese, con meravigliosa crostona da pane cotto a legna e profumo delizioso.... ma non è mio! ...mi sa che stavolta la scure delle giudichesse si abbatterà inesorabile. 
ecco ora vado a scrivere il post dell'altro va.....


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12 commenti:

Fabiana Del Nero ha detto...

Pensa che quando ho conosciuto la mia seconda ex suocera lei era intenta a preparare un agnello in fricassea, specificando che le uova erano sue, i carciofi pure, mentre l'agnello ne veniva da 100 m più in là, là dove "il sardo" (così viene chiamato in zona) vive in mezzo a pecore, montoni e cani.
E' da troppo tempo che la mia cucina non vive di questi sapori, tu me lo hai fatto ricordare.
Questo piatto è troppo, troppo buono!!!!!!!!!!!!

roberta ha detto...

Splendido Vittoria!! La fricassea e' uno di quei piatti macchina del tempo che ha il potere di trasportarmi alla mia infanzia: mia mamma e' maestra in questa ricetta! Al punto che io ho sempre temuto il confronto....quasi quasi mi lascio prendere per mano da te e mi ci avventuro, che dici?

Vitto da Marte ha detto...

Fabiana che bello poter usare uova appena prodotte, carciofi apoena colti e agnello a km zero ...... letteralmente!
Immagino i sapori.......
Al giorno d'oggi è un lusso! E poterne godere è una fortuna!
Roberta avventurati assolutamente ...spero tu sia meno incauta di me con l'agnello!!! Hehehe

sississima ha detto...

a me piace il tacchino, questa ricetta sembra fatta apposta per me, un abbraccio SILVIA

TataNora ha detto...

uuuuuuhhhhhhh la fricassea!!! Me la preparava la mamma di un mio amico! Che voglia mi hai fatto venire!
Se conti che a casa mia l'agnello piace solo a me.... il tacchino sarebbe perfetto (magari anche più dietetico....)!
Grande VITTO
come sempre!
Un'altro pianeta!
Nora

valentina ha detto...

Non poteva non attirarmi questa ricetta! Sono genovese, adoro i carciofi di Albenga, li ho usati per la mia ricetta dello spezzatino.. Insomma con queste premesse dovevo passare subito a curiosare... Bella la ricetta, bello il blog che tornerò a visitare spesso! Ciao, Vale

Vitto da Marte ha detto...

Nora allora la sventura si è rivelata un bene! :-)
Valentina grazie! provala davvero che ne vale la pena....

Andrea ha detto...

Ah ah ah, ecco che succede quando ci si distrae col telefonino (e meno male che non stavi guidando)! Però hai ragione: le sfide dell'MTC sono soprattutto verso noi stessi, che dobbiamo superare i vari ostacoli che sempre ci si presentano durante l'esecuzione. Però alla fine hai fatto un ottimo piatto! Un abbraccio

La Cucina Spontanea ha detto...

Mannaggia il pane, mi sa proprio che questa va nel fuori concorso, per concludere la serie di sfighe e distrazioni che si sono abbattute su questa ricetta. Grazie comunque di averla condivisa con tutti noi, un abbraccio
Marta

stefania ciancio ha detto...

Bella ricetta questo spezzatino, mangiare carne bianca è certamente più salutare e l'abbinamento con i carciofi completa egregiamente il piatto. Brava, a presto, a baci.

Alessandra Gennaro ha detto...

Vitto, capisci perchè mi sento meno sola, ogni volta che passo di qui?
E comunque, fuori il nome del macellaio, che non ci andiamo più (il mio pusher è all'ingresso di via Galata, all'altezza di Tagliafico. E' quello che quando negli altri banchi iniziano ad arrivare gli agnelli sardi, mette dei cartelli in oxfordese, dove scrive "chi dice di avere l'agnello di Sardegna, spara belinate" e cose del genere.... ma se fosse lo stesso, basta, si cambia! Con un doppio attentato- alla Vitto e alla sua partecipazione al'mtc-mica ce la si può cavare così...
Sì, fuori concorso, inesorabile (anche 'sta fricassea, è nata con Saturno contro...) però, qualcosa mi dice che sarà una delle ricette più
gettonate della sfida- e pure in secula seculorum. E comunque, come te non c'è nessuno ;-)

Vitto da Marte ha detto...

Ale è la macelleria ovina al mercato di Terralba. Specializzata in agnello .........sardo!!!! Guarda lo scrivo nel post. Vado ad aggiungerlo.

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