giovedì 31 marzo 2016

SIAMO TOURNATI - LE TORTE SALATE & L'MTCHALLENGE IN TOUR

di Vittoria

Ebbene si, eccoci qui di nuovo, molto emozionati, ad annunciarvi che da oggi, in tutte le librerie italiane è uscito il nostro bellissimo





Il libro, di cui qui vedete la copertina, è edito da Gribaudo - gruppo Feltrinelli
fotografie di Paolo Picciotto
grafica di Mai Esteve
curato da Alessandra Gennaro
all'interno trovate ben 144 pagine con più di 100 fra ricette, trucchi e consigli di tantissime food blogger che hanno partecipato alla sfida e contribuito a questo bellissimo libro.


Avete presente cosa è l'MTChallenge?
Quella bellissima sfida che ci appassiona tutti i mesi su una ricetta o un ingrediente scelto dal vincitore del mese precedente e che noi interpretiamo in mille modi diversi.
La gara virtuale in cui in tantissimi ci confrontiamo
Quel gioco che è anche scuola dove impariamo un sacco di cose interessanti




Ecco, da questa sfida sono già nati tre libri bellissimi, L'ora del Patè, Insalata da Tiffany e Dolci Regali e oggi questa bellissima nuova uscita, Torte Salate.

Un pieno di Torte Salate per ogni gusto e ogni occasione, tutte assolutamente provate e testate molte volte. In più un mucchio di trucchi e consigli per una riuscita perfetta.

Una cosa molto importante
Parte del ricavato dalla vendita di questo libro andrà a sostegno del Progetto de La Piazza dei Mestieri a sostegno di giovanissimi fra i 14 e i 20 anni che "lentamente scivolano verso forme di esclusione sociale, che tendono ad abbandonare la scuola, che vivono una marginalità rispetto al tessuto sociale"

Non vi resta che venire numerosi a una delle presentazioni che faremo nei prossimi giorni in giro per tutta Italia, qui trovate tutti gli appuntamenti.



Questi i luoghi e le date del tour di presentazione, a cui invito tutti voi a partecipare.
  • Milano Giovedì 31/03 ore 18,30 Libreria Mondadori Megastore via Marghera 28 - interviene Fernanda Roggero 
  • Torino Lunedì 04/04 ore 18,30 Piazza dei Mestieri, via Jacopo Durandi, 13 (primo piano)    
  • Genova Martedì 05/04 ore 18 la Feltrinelli Libri e Musica Via Ceccardi 16r – interviene Sergio Rossi
  • Verona Mercoledì 06/04 ore 18 la Feltrinelli Librerie via Quattro Spade 2 - interviene Stefania Berlasso
  • Padova Giovedì 07/04 ore 18 la Feltrinelli Librerie via S.Francesco 7 - interviene Antonino Padovese
  • Firenze Venerdì 08/04 ore 18.30 - la Feltrinelli RED piazza Repubblica 26 - interviene Raffaella Galamini
  • Bologna Martedì 12/04 ore 19 Librerie Coop Eataly via Orefici 19 - interviene Gino Fabbri
  • Parma Mercoledì 13/04 ore 18 la Feltrinelli Libri e Musica via Farini 17 - interviene Arianna Gandolfi
  • Roma Giovedì 14/04 ore 18 la Feltrinelli Libreria via Orlando 78/81 - interviene Eleonora Cozzella
  • Napoli Venerdì 15/04 ore 18 la Feltrinelli Librerie P.za Dei Martiri 23 - interviene Luciano Pignataro
  • Catania Sabato 16/04 ore 18 laFeltrinelli Librerie via Etnea 285 - interviene Andrea Graziano

Vi aspettiamo per festeggiare insieme questo libro appena nato!
Vittoria












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domenica 27 marzo 2016

MTC55 - PSAROSUPA AVGOLEMONO E I RICORDI CHE AFFIORANO

di Vittoria




Eccoci di nuovo alla scadenza della sfida mensile dell’MTC  gioco che continua ad appassionare il web grazie alla costanza e dedizione di Alessandra e di tutto lo staff di redazione. Grazie!

E per questo MTC n.55 ci sfidiamo sul pesceeeeee!

Appena letto il tema della sfida ho fatto i salti di gioia progettando di mangiare zuppette per tutto il mese, poi ovviamente sono stata intralciata in tutti i modi e mi riduco ad oggi ultimo giorno a presentarvi la mia proposta per questo mese.

Annamaria di La Cucina di QB,vincitrice della sfida precedente, ci ha proposto una meravigliosa e semplicissima zuppetta di pesce dell’adriatico, il mitico “Broeto”
Semplicissima in apparenza attenti, perché la semplicità impone un gran rigore di esecuzione, gli errori si pagano cari non essendoci nessuna particolare elaborazione a mascherarli.
Come ci racconta Anna Maria nel suo post, il Broeto nasce come piatto povero della cucina di bordo dei pescatori, che mettevano in pentola ciò che il mare aveva offerto loro quel giorno e che era avanzato dalla vendita.  L’intingolo brodoso a volte arricchito da aromi o qualche verdura e dai pani duri di bordo che completavano il pasto assorbendo il brodo saporito.
Una “ricetta” in continuo cambiamento dato dalla disponibilità della materia prima arricchita dai continui contatti e scambi culturali che apportavano diversi sapori e aromi.
Questo quindi è il vero tema della sfida, una ricetta sempre diversa, ma che unisce come succede ogni volta che ci sediamo a tavola a condividere il cibo.
E ancora Anna Maria  - vi chiedo, alla luce del tema e della ricetta che ha reso possibile questa sfida, avreste voglia di raccontarmi quando, nella vostra vita, un momento legato al cibo ha fatto la "differenza"?

Ci ho pensato su e ho capito che nella mia vita ci sono stati moltissimi momenti significativi legati al cibo, ma uno in particolare mi ha colpito e a questo mi sono agganciata per creare una zuppetta che per sempre resterà legata al quei momenti e a questa sfida che mi ha veramente emozionato.

Il periodo è l’estate scorsa, luglio in particolare.
Mia mamma, che ha sempre avuto una salute di ferro e un’energia incredibile per i suoi 86 anni, stava improvvisamente male da qualche mese e le cose precipitarono più velocemente di quanto le nostre teste riuscissero a realizzare. A luglio la riportammo a casa sua perché trascorresse gli ultimi tempi fra le sue cose, con tutti i problemi di gestione di una persona malata terminale.
La casa si riempì di persone che furono deliziose, gentili, efficientissime nel curarla e assisterla materialmente e noi 5 figlie ci ritrovammo tutte intorno a lei a farle compagnia. Ognuna di noi lasciò i propri impegni e ci alternammo per giorni confortandoci a vicenda. Nessuna voleva allontanarsi e 5 famiglie si trasferirono li intorno alla matriarca per un mese intero.  I pasti si consumavano tutti insieme intorno al grande tavolo in giardino o in cucina. Ognuno cucinava qualcosa o portava da casa sua, ma l’importante era stare tutti insieme, con mariti e figli vicini alla nonna. In quel mese abbiamo cucinato tantissimo insieme nella cucina dove siamo cresciute, abbiamo riso e pianto, conosciuto persone dolcissime e preso decisioni tremende, sempre intorno al tavolo e sempre uniti.

Di questo mese trascorso tutti vicini i nipoti hanno detto
“E’ stato il più bel regalo che ci ha fatto la nonna andandosene, ci ha regalato un mese intero tutti insieme”
e questa affermazione ci ha colpito moltissimo perché era semplicemente vero.

Insieme abbiamo ricordato i momenti splendidi di tutta la vita con la mamma protagonista di mille episodi.  In particolare ci tornarono in mente i dettagli di un meraviglioso viaggio fatto negli anni 70 in Grecia. Viaggio avventuroso in un paese che ancora era governato dal regime dei colonnelli. Eravamo ragazzine e gli eventi politici ancora ci passavano lontani. Abbiamo il ricordo di un paese meraviglioso e vergine dove i turisti non esistevano e neanche le strutture turistiche. Noi viaggiavamo con tende e roulottes fermandoci in spiagge meravigliose e deserte. Spesso si trovavano piccole trattorie dove offrivano quello che avevano, non molto e principalmente verdure, agnello, pollo e pesce.  Pesce appena pescato e subito cotto in modo molto semplice e sublime.  A memoria di quel viaggio magico e della mia mamma, la mitica Nonna Ibidi, vi propongo una semplice zuppa greca arricchita dalla tipica salsa di uovo e limone che la rende sublime e inconfondibile.  A lei sarebbe piaciuta moltissimo.


PSAROSUPA AVGOLEMONO
(4 persone)

Per il brodo
1,5 lt acqua
1 bicchierino di ouzo (io pastis)
½ gambo di sedano
1 cipolla piccola
1 carota
1 ciuffo di finocchietto
2 gambi di prezzemolo
Scarti dei pesci e crostacei che ho usato per la zuppa
1 testa di merluzzo regalata
1 striscia di scorza di limone
Sale
pepe
Mettete tutto a sobbollire a fuoco basso senza coperchio per mezz’ora. Recuperate la polpa commestibile dalle teste di pesce, filtrate il brodo schiacciando bene e tenete in caldo.


Per la salsa
2 uova
Il succo di 2 limoni
1 cucchiaio di farina
Sale
Battete le uova con un pizzico di sale, aggiungete la farina e poi il succo di limone (assaggiate prima di aggiungerlo tutto, dev’essere acidulo, ma non fastidioso). Battete bene perché tutto sia ben amalgamato e senza grumi.










Per la zuppa
800 g di pesce da zuppa, quello che riuscite a trovare, io 1 gallinella, 1nasello, 2 triglie di scoglio, 4 codine di rospo piccoline
500 g di muscoli (cozze) o altre conchiglie
300 g di gamberetti
300 g di totanetti
1 litro circa di brodo di pesce
1 cipolla piccola a fettine sottili
1 carota a bastoncini
1 zucchino a bastoncini
1 patata piccola a dadini
1 spicchio di aglio
1 ciuffetto di finocchietto selvatico tagliuzzato
1 cucchiaio scarso di prezzemolo tritato
2 cucchiai di ouzo (io pastis)
Olio extravergine di oliva
Sale
Pepe

simit


per accompagnare

4 pani simit (pane greco al sesamo) a testa o fette di pane casereccio tostato

1 bicchiere di ouzo (io pastis)





Pulite tutto il pesce e squamatelo. Tagliate via teste e code e tenetele per il brodo. Tagliate i pesci in due o tre pezzi.
Pulite bene i totanetti e sciacquate i gamberi.
Pulite e raschiate le cozze e fatele aprire velocemente. Tenetene una a testa con il mezzo guscio e sgusciate le altre. Tenetele in caldo.
In un tegame largo di coccio fate scaldare l’olio e rosolate l’aglio, poi aggiungete le verdure già lavate e tagliate, fate rosolare velocemente, poi salate, bagnate con il liquore e fate sfumare. Aggiungete le erbe, sale e pepe e portate quasi a cottura le verdure bagnando con poco brodo di pesce. Aggiungete uno o due mestoli di brodo e quando bolle disponete in tegame i pezzi di pesce più grossi. Cuocete qualche minuto, poi continuate ad aggiungere i pesci più piccoli, i totanetti e per ultimi i gamberetti.  Appena il pesce sarà cotto toglietelo delicatamente dal brodo insieme ai pezzi di verdura  e disponeteli in una pirofila. Aggiungete anche i pezzi di pesce recuperati dagli scarti del brodo e anche le cozze e tenete tutto in caldo in forno a 100 gradi.
Nel fondo di cottura aggiungete il brodo necessario a 4 porzioni e scaldatelo fino al limite del bollore, ma non deve bollire assolutamente. Versate dentro la salsa avgolemono mescolando sempre con una frusta finchè non addensa in una crema fluida. Regolate di sale e pepe.
Distribuite il brodo nei piatti, aggiungete sopra i pezzi di pesce e verdure, decorate con le cozze col guscio tenute da parte e con una foglia di prezzemolo e servite con gli anelli di simit o con fette di pane tostato.

Questa ricetta partecipa all MTC n.55 di marzo




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giovedì 25 febbraio 2016

MTC 54: BIGNÈ CON BACCALÀ CREMOSO AL CARAMELLO DOLCEFORTE

di Vittoria


Eccomi all'ultimo minuto con la mia proposta per la sfida di febbraio dell'MTC, ormai un appuntamento a cui non voglio mancare anche se stavolta è stato veramente difficile. Diciamo che non è un periodo sereno e la concentrazione per fare qualcosa di buono mi è mancata giorno dopo giorno fino ad arrivare all'ultimo giorno. Ho fatto almeno 3 o 4 ricette con mieli diversi, tutte buone, ma nessuna che fosse abbastanza interessante. L'idea finalmente è arrivata ieri, organizzata e realizzata di fretta. 
Sono profondamente grata a Michael ed Eleonora di Burro e Miele per la loro scelta di una sfida sul miele che si è rivelata interessantissima.
Io lo sapevo che avrebbero tirato fuori qualcosa di specialissimo, infatti nessuno si aspettava una sfida su un ingrediente specifico.
Diciamo che ci siamo rimasti tutti come dei baccalà


e quindi baccalà sia!




Mi ero preparata un sacco di cose da dire e raccontare sul miele che adoro, ma i pensieri mi impediscono di mettere a fuoco alcunchè, quindi beccatevi la ricetta che mi è proprio piaciuta tanto.


BIGNÈ CON BACCALÀ CREMOSO AL CARAMELLO DOLCEFORTE

I bignè  (ricetta dal libro “La scienza della pasticceria, la chimica del bignè” di Dario Bressanini)
160 g di farina per pane
250 g di acqua
100 g di burro
4 uova medie
3 g di sale



In una pentola scaldate acqua, burro e sale portandoli a bollore vigoroso in modo da disperdere il burro nell’acqua. Appena bolle forte aggiungete la farina tutta insieme e mescolate con un cucchiaio di legno per circa un minuto finchè no si formerà una pasta densa. Abbassate il fuoco e lavorate la pasta per qualche altro minuto finchè non sarà più appiccicosa e si staccherà dalle pareti formando una palla.
Trasferite la pasta nella ciotola dell’impastatore e lavorate piano per farla raffreddare sotto i 60° cioè sotto la temperatura di cottura delle uova.
Intanto in una ciotola battete le uova incorporando un po’ di aria. Quando l’impasto sarà abbastanza freddo cominciate ad aggiungere le uova in tre o quattro riprese mescolando lentamente incorporando aria all’impasto che deve essere cremoso e abbastanza sostenuto da mantenere la forma quando si estrae dalla sac a poche.
Mettete l’impasto in sac a poche con bocchetta liscia da un centimetro e depositate dei mucchietti da circa 4 centimetri di diametro su una teglia coperta di carta da forno. Se invece volete fare gli eclaire depositate sulla carta da forno dei bastoncini lunghi circa 6 centimetri . Con un dito bagnato di acqua lisciate le punte e le imperfezioni.
Scaldate il forno a 215 °C per circa 15 minuti finchè saranno ben cresciuti, poi abbassate la temperatura a 175 °C e cuocete ancora 10 o 12 minuti per farli asciugare bene.
Fate un piccolo taglio equatoriale e lasciate ad asciugare nel forno spento e leggermente aperto.

La crema di baccalà

300 g di polpa di baccalà dissalato al punto giusto
300 g di patate
sale
1 bicchiere di latte intero
Poco olio extravergine di oliva
Pepe nero

Scaldate un tegame poco olio e mettete a rosolare il baccalà dal lato della pelle. Appena rosolato versate il latte, macinate un poco di pepe, abbassate il fuoco, coprite e fate cuocere lentamente per 10 minuti.
Togliete i pezzi di baccalà dal fondo di cottura, eliminate la pelle e metteteli nel boccale per frullarli.
Nel fondo di cottura fate cuocere la patata a bastoncini sottili, salando solo se necessario e aggiungendo un poco di latte o acqua se asciuga troppo.  Tenere in caldo.
Trasferite le patate nel boccale con il baccalà, mettetene un po’ meno rispetto al pesce, e riducete a crema aggiungendo un poco del fondo di cottura se necessario. Correggere sale e pepe e tenere al caldo.

Cavolo rosso agrodolce

300 g di cavolo rosso
300 g di cipolla rossa
1 mela annurca
Foglia di alloro
100 g di aceto di mele
2 cucchiai di miele di erica
½ bicchiere di traminer
Olio
Sale
Pepe

Affettare finemente cavolo e cipolla e saltare in padella con olio. Salare e pepare. Bagnare con il vino, far sfumare, poi aggiungere la mela non sbucciata a dadini piccoli. Fare insaporire un momento, poi aggiungere miele e aceto. Lasciare cuocere, a fuoco basso e semi coperto, per circa 15 minuti. Le verdure dovranno essere cotte, ma non spappolate e il liquido tutto assorbito. Tenere in caldo



La glassa agrodolce

2 cucchiai di miele di erica
1 cucchiaino di pasta di peperoncino tailandese
1 o 2 cucchiai di aceto di mele
sale

In un pentolino unire tutti gli ingredienti e fare bollire qualche minuto fino ad ottenere un caramello agrodolce e salato. Se tende a solidificare troppo aggiungete poco aceto. Raffreddando solidifica ulteriormente












Poco prima di servirli, aprite i bignè o eclaire a metà e farciteli con la spuma di baccalà.
Chiudete parzialmente in modo che si veda la crema e glassate con il caramello intiepidito.
Serviteli subito sopra un cuscino di cavolo rosso







Questa ricetta partecipa all' MTChallenge n.54 di febbraio



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lunedì 1 febbraio 2016

MTC 53: IL VINCITORE E'...............................

Lo so che vi state rodendo per sapere chi ha vinto, ma non ve lo dico subito subito (tanto lo so che correte sotto a guardare)
Prima voglio ringraziare (!) Monica e Luca di Fotocibiamo per avermi passato il testimone (vepossino)
Poi voglio ringraziare tutti voi per aver apprezzato il tema della gara e per aver partecipato con grande entusiasmo, grande professionalità e serietà, grandissimo sentimento.
Delle 227 ricette in gara non ce n'è stata una banale e sciatta, ma non ci sono stati neanche gastrofighettismi, neanche uno! Ormai mi conoscete, io sono molto "di panza e di sostanza" e il gastrofighettismo mi fa venire l'orticaria; ebbene nessun post fuori dalle righe nonostante abbiate presentato minestre elegantissime.
Ho letto le ricette una per una (qualcuna devo ancora commentarla, lo farò al più presto) dedicando a ognuna tantissimo tempo perchè tutti, ma proprio tutti i post sono pieni di sentimento, storia, cultura, amore e anche dolore. Mi sono commossa a ogni riga, ho viaggiato su e giù per l'Italia e in giro per il mondo conoscendo tradizioni locali, e tradizioni di famiglia, storie personali e storie di popoli legate indissolubilmente al cibo servito in tavola.
Avete mobilitato un esercito di nonne che me le vedo tutte insieme, col grembiule e il mestolo in mano, a chiedersi l'un l'altra "cosa è successo? guarda te che ci hanno scomodato per quella minestra che da piccola non gliela facevi mangiare manco a legnate e ora? Ora guarda come l'hanno fatta bene, è anche più bella della mia...... e guarda che hanno pure raccontato di noi.... " E stanno li tutte soddisfatte.
Avete raccontato con entusiasmo le tradizioni locali di un luogo che amate o dove avete lasciato il cuore, facendoci scoprire ingredienti sconosciuti e ricette nuove.
Avete raccontato anche storie di popoli e paesi a noi lontani.
Avete messo il vostro cuore e la vostra anima in quei post condividendo pezzetti di vita anche dolorosi insieme alla zuppa che ve li ricorda, o che vi ricorda come li avete ormai superati.
Ebbene non mi aspettavo che scrivere di una minestra portasse a tanto ed è bellissimo, vuol dire che ci sentiamo bene in questa sfida, con queste  persone!

Ma veniamo al dunque, alla fine bisognava scegliere purtroppo, perchè comunque il vincitore è uno e tutti gli altri sono secondi, come dice Alessandra.


...e invece NO! stavolta i vincitori sono DUE! Michael e Eleonora di Burro e Miele con la loro

Goldene Yoykh con knaidelach - La penicillina ebraica





Questa ricetta è stata scelta da loro per raccontarci della tradizione ebraica askenazita, ma anche per trasmetterci il concetto che la tradizione si evolve a seconda del tempo, luogo, disponibilità.

Questa ricetta ha anche tradizionalmente una valenza curativa e Michael ci spiega che ha anche riscontri scientifici (ma anche le nostre nonne dicevano che il brodo di pollo curava il raffreddore)

Alla fine questa ricetta è anche semplice e buonissima, ve lo posso assicurare perchè oggi a pranzo l'ho preparata (senza i knaidelach) ...e insomma, ho il marito raffreddato, quasi moribondo eh....

Questa è la ricetta a cui sono tornata sempre mano a mano che procedevo con la lettura perchè rispondeva a tutto quello che cercavo da questa gara.

Ve l'ho detto che sareste tutti da podio e questo fatto rendeva le cose sempre più difficili mano a mano che procedevo. Invece di assottigliarsi, la lista si allungava sempre di più quindi voglio segnalare qualche ricetta che mi ha colpito particolarmente e dove ho lasciato il cuore:

 La Zuppa Dolce, di Anna Maria de La cucina di qb, la Soup Joumou di Cinzia di Cindy Star blog, la Farinata con gli Stracci di Francesca di 121 gradi, la Menestra Signorina di Valeria di Murzillo Saporito, la Ciorba Radauteana di Federica de La Blonde Fenmme, il Goulach finlandese di Ilaria di Soffici, la Zuppa di Mostardelline di Monica di Fotocibiamo, la Zuppa dal sapore antico di Enrica di Coccola Time, la Minestra di mischiato potente di Roberta Cornali di Vado a vivere in Campagna, la Rebullida campagnola di Mai de Il Colore della curcuma, El Minestrun del Savini di Nora di TataNora, la Favata Sarda di Rita di Pane e Gianduia, il Passato di cicerchie alla paprika di Cristina di Poveri ma belli e buoni, Su Filindeu di Cristiana di Beuf a la mode ...... e poi tutte le altre veramente che mi hanno incuriosito per un motivo o per l'altro, continuo a guardare l'elenco pieno di segni e colori e vi citerei tutti uno per uno, chi ha usato la pagnotta o la zucca come contenitore, chi l'ha fatto di pasta, che ha fatto pani colorati e la pasta fatta in casa, chi ha sfidato la pioggia per andare in un certo negozio e chi ha ordinato ingredienti speciali per posta, insomma tutte interessanti, tutte che insegnano qualcosa ...

La più buffa? La Blody Mary Soup di Susy May di Coscina di Pollo, troppo carina la presentazione!

chi ha fatto le zuppe di aglio o di cipolla avrà per sempre il mio eterno riconoscimento, lo so sono una raffinata!

Grazie grazie a tutti, è stato un mese faticosissimo e bellissimo, ora tutti da Michael ed Eleonora a festeggiare!








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mercoledì 27 gennaio 2016

Charlotte ai marroni



 Cercando di emulare con poco  successo l'amica Ilaria, ho riprodotto in versione invernale la sua charlotte che potete trovare qui nella versione estiva.



Charlotte ai marroni

Per i savoiardi:
3 albumi
120 g di zucchero
6 tuorli
1 cucchiaino di miele di tiglio o acacia
110 g di farina
50 g di fecola
Per la bavarese alla crema pasticcera:
5 tuorli
150 g di zucchero
50 g di amido di mais
750 g di latte intero
18 g di colla di pesce
600 ml di panna liquida fresca
Semi di una bacca di vaniglia
  4/5 cucchiai di marsala
Per guarnire:
marrons glaces una scatole
cialde e bastoncini di cioccolato
zucchero a velo 
Montare i tre albumi con lo zucchero ed a parte, mescolare i tuorli con il miele. Unire il mix tuorli-miele, poco alla volta, agli albumi montati con lo zucchero, mescolando delicatamente. Inserire quindi la farina setacciata con la fecola ed amalgamare, a mano, mescolando dal basso verso l’alto, cercando di non far smontare il composto.
Con una sacca da pasticceria con bocchetta media e liscia, formare dei savoiardi di 10-11cm di lunghezza. Spolverare con abbondante zucchero a velo e nebulizzare sopra alla superficie poche goccioline d’ acqua.
Cuocere a 180°C per 20-25 minuti, fino a quando la superficie dei savoiardi si sarà leggermente crepata.
Una volta freddi, staccarli delicatamente dalla teglia 

Per la crema:
In una casseruola con il fondo spesso mescolare i tuorli con lo zucchero ed i semi della bacca di vaniglia. Incorporare l’amido di mais e stemperare il tutto con poco latte preso dai 750 ml. Aggiungere anche il restante, sempre a freddo, e portare tutto ad ebollizione, sempre mescolando, su fuoco dolce.
Quando la crema comincia a raddensare mescolare energicamente, in modo che gli eventuali grumi spariscano. Cuocere per un minuto, togliere dal fuoco, filtrarla e farla raffreddare a 40 gradi circa.
Mettere la colla di pesce a bagno in 100 ml di acqua fredda per una decina di minuti; scaldare a fuoco bassissimo fino a scioglimento ed unire alla crema pasticcera raffreddata mescolando bene. Unire anche  il liquore.
Far raffreddare tutto a 25-30 gradi. Nel frattempo montare la panna a tre quarti; la sua consistenza non deve essere troppo soda, ed unirla quindi alla crema. Amalgamare perfettamente i due composti.
Montaggio del dolce:
Imburrare ed inzuccherare un cerchio per bavarese di 20 cm circa (il mio era 23), alto almeno 8 cm ed appoggiarlo al piatto di portata.
Bagnare con poca marsala i savoiardi dalla parte piatta e foderare il cerchio disponendoli in piedi con la parte piatta rivolta verso l’interno. Foderare anche il fondo di savoiardi bagnati con poco liquore.
Versare metà  crema, disporre 3/4 di marroni sbriciolati e terminare con la crema fino a un cm circa dall’altezza dei savoiardi e riporre in frigo per almeno 6 ore.
Decorare con i marroni rimasti, le cialde, i bastoncini e ciuffi di panna montata
Nadia 

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domenica 24 gennaio 2016

Zuppa di cipolle

Eccomi....riappaio a intermittenza come le lucine dell'albero di natale...ma in questo periodo non riesco a fare di meglio purtroppo.
Ma potevo mancare questo mese in cui la Vitto per la seconda volta è la padrona di casa di questa sfida? Che poi lei se ne esce tranquilla con una cosina così semplice come una zuppa....che può sembrare fuori moda....e invece è un successone e soprattutto si son viste ricette davvero favolose!
E questo non gioca a mio favore...perché io non riesco a immaginare... ho bisogno di cose semplici in questo momento... di rassicurazione... di ritrovare fiducia.... e ho deciso di coccolarmi con un pilastro tra le zuppe...che magari non piace a tutti, ma lo si sa in partenza. Perché la zuppa di cipolle è schietta....non ti racconta favole...è quello che vedi... è certezza....e se decidi di fidarti non ti deluderà!


Zuppa di cipolle - Paola

Ingredienti per 4 persone:
500 gr di cipolle (io quelle bianche)
1 lt di brodo
40 gr di farina
50 gr di burro
1 bicchierino di brandy

8 fette di pane tostato (il mio era pane rustico con i semi)
200 gr di formaggio tipo emmental

sale e pepe q.b.

Affettare sottilmente le cipolle e metterle in un tegame con il burro. Far cuocere per circa 15 minuti a fiamma moderata finche le cipolle non diventano morbide e iniziano a dorare.
Aggiungere quindi la farina e mescolare bene. Sfumare con il bicchierino di brandy e quindi aggiungere il brodo ben caldo. Coprire e proseguire la cottura per altri 20 minuti. Aggiustare di sale e aggiungere il pepe se piace (a noi piace sempre tanto).
Nel frattempo far tostare in forno le fette di pane facendo attenzione a non farlo bruciare (come ho fatto io che ho dovuto buttare e rifare con altre fette!).
Grattugiare il formaggio con la grattugia a fori larghi, quella per le carote per intenderci.
Prendere delle ciotole che possano andare in forno, versare la zuppa di cipolle e mettere quindi le fette di pane, cospargere con il formaggio e mettere in forno sotto il gril il tempo necessario a far colorire il tutto.

Portare in tavola senza bruciarvi...e gustare in tutta tranquillità!



E con questa ricetta partecipo alla sfida numero 53 dell'MTChallenge!

Buona zuppa a tutti....un abbraccio
Paola


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lunedì 18 gennaio 2016

Torta al mascarpone e nutella





Questa torta ha fatto il giro del web, non potevo esimermi dal prepararla anch'io. Superfluo dire che ha avuto grande successo con gli amici di mio figlio

Torta mascarpone e nutella

250 g farina 00
250 g mascarpone
200 g zucchero
3 uova
i semi di una bacca di vaniglia
mezza bustina di lievito chimico
un vasetto piccolo di nutella
zucchero a velo

Nella  ciotola del Ken versare il mascarpone, la vaniglia e lo zucchero, montare con la frusta fino ad ottenere un composto liscio, unire le uova una alla volta, quindi delicatamente la farina a cui si sarà aggiunto il lievito e setacciato il tutto. Imburrare uno stampo di cm 22/24 a seconda se si vuole più o meno alta, il mio era cm 22. Versare metà del composto nella teglia, su questo la nutella a cucchiaiate, terminare con il resto del composto. Infornare a 180° per circa 40'/45', fare la prova stecchino. Una volta fredda e sformata, spolverare con zucchero a velo.
Nadia

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lunedì 11 gennaio 2016

Crostata ai funghi porcini

  

Con un pò di ritardo pubblico quest'ottima ricetta, ormai la stagione dei funghi, buona quest'anno, è passata ma si possono utilizzare anche dei funghi congelati

Crostata ai funghi porcini


Per la pasta brisè

300 g di farina (ho usato la Petra, fantastica)
150 g di burro morbido
sale
acqua fredda q.b.
un pizzico di funghi secchi tritati

Per il ripieno

400 g funghi porcini
uno spicchio d'aglio
prezzemolo, timo, santoreggia
100 g emmenthal svizzero grattugiato
25 g farina
25 g burro
300 g latte
sale e pepe
olio evo
una manciatina di funghi secchi ammollati in acqua

Nella planetaria versare la farina, il burro a pezzetti, sale e pepe, e un pizzico di polvere di funghi secchi tritati finemente. Iniziare ad azionare la frusta k e mano mano aggiungere tanta acqua fredda quanto serve per formare un composto omogeneo.  Stendere la pasta tenendone da parte 1/4 e foderare una tortiera con fondo amovibile cm 24 di diametro. Porre la tortiera in frigorifero per almeno 30'.
Mondare i funghi, tagliarli a tocchi grossi e rosolarli in padella con olio, un grosso spicchio d'aglio e una manciatina di funghi secchi tritati. Fare solo insaporire bene, unire un cucchiaio di prezzemolo tritato,le foglie di due rametti di timo, lo stesso di santoreggia, spegnere e fare raffreddare.
Con la farina, il burro e il latte preparare una besciamella, salare e fare raffreddare. Quindi unire i funghi e il formaggio. Riempire con questo composto il guscio di pasta brisè. Con la pasta tenuta da parte, formare delle strisce da stendere a grata sul ripieno oppure fate come me, usate il rullo per fare i rombi.
Infornare a 180° per circa 30'.
Consiglio di servirla leggermente intiepidita
Nadia













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martedì 5 gennaio 2016

MTC N.53 – LA RICETTA DELLA SFIDA DI GENNAIO E’................

di Vittoria



E’ passato quasi un mese da quel giorno, o meglio da quella sera in cui mi sono addormentata presto sul divano. Non mi succede mai, ma mai!!!!
E poi stavo aspettando che Monica svelasse il vincitore della Sfida di Novembre
ma mi sono addormentata..... 
come un sasso.....
Nulla era più lontano dalla mia mente come la possibilità di vincere.
Io? Maddai che ho visto meraviglie
E invece, svegliatami rattrappita e infreddolita, mentre mi trascino a letto, do un’occhiata al cellulare e trovo decine di notifiche. Boh chissà perché (ignara e tonta)
Ne apro una e vengo catapultata in un post pieno di risate e prese in giro perché non mi facevo viva….. dormivo beata io! Sono rimasta a bocca aperta e sono partiti un po’ di tepossino sparsi….. poi vi lascio immaginare come il sonno sia scomparso immediatamente (il rincitrullimento no quello me lo tengo) e come sia stata presa da una frenetica allegria.
E da una fifa blu
E ora? Ora cosa mi invento?
Io mica ci pensavo a vincere di nuovo, mica mi ero preparata un bell’elenco di ricette fighe da proporvi. Io non mi porto avanti mai. A me gli avvenimenti mi cascano addosso come l’acqua quando piove!
E ora? Dai sono fortunata e ho un mese di tempo per pensarci
Seeeeeeeeeeeeeee, un mese un corno, prima devo occuparmi dei regali, del Natale, del pranzo, dei biscottini, delle cene, gli ospiti, la vacanza, il viaggio del figliolo, ….
Stretto e intenso giro di messaggi con La Capa, che anche lei questo mese ha il suo daffare la all’equatore, e la ricetta è presto decisa con entusiasmo reciproco.
Alla fine il tempo si è ridotto drasticamente, ma fra un tacchino da sbudellare e un biscottino da infornare, ho cucinato anche per voi ed eccomi qui il pomeriggio prima di partire a svelarvi quello che vi aspetta per questa prima sfida del 2016.

Il minestrone e le zuppe

ma potrei dire Zuppe e Minestroni perchè il mio minestrone è solo uno dei tanti esempi che potevo proporvi, genovesissimo e legato alla mia terra come lo sarà la seconda proposta che vi faccio; La mesc-ciua semplicissima zuppa di legumi dello spezzino.  Poi voi potrete scatenare la fantasia o i ricordi per sorprenderci.

La nascita delle zuppe si perde nella storia dell’uomo che per sfamarsi mise in pentola qualsiasi cosa trovasse cuocendola a lungo perché diventasse commestibile e sfruttando poi ogni cosa che crescesse nel suo orto e nei campi una volta imparato a coltivare la terra.
Insomma le zuppe hanno viaggiato passo passo con l’uomo durante tutta la sua storia evolutiva. Ancora oggi le zuppe rimangono protagonista principe della cucina popolare e di famiglia.  Qualche trattoria tipica fortunatamente ancora propone un ottimo minestrone o altre zuppe tipiche locali.

A Genova era un piatto cucinato  in ogni trattoria di città e dell’entroterra, principalmente in primavera, stagione di abbondanza delle verdure, ma con qualche modifica si cucinava tutto l’anno e i marinai sbarcati a Genova dopo lunghi periodi di navigazione a gallette e stoccafisso, desideravano questo piatto “rigenerante”.
Non solo, ma nell’area portuale genovese esistevano addirittura dei ristoranti galleggianti, i “Catrai” che rifornivano di cibo fresco direttamente sottobordo i marinai di passaggio che non potevano scendere a terra. Il piatto principe era proprio il “Menestron”

“Al tempo dei "catrai" e delle "spezzine" che erano (come ricorda Sebastiano Bazzurro nel suo volume "Vecchia Genova marinara" del 1934) vere e proprie "caratteristiche osterie ambulanti" o galleggianti, che operavano nell'ambito portuale e che avevano a bordo una ben fornita dispensa (anche con vino "navigato e battezzato") e relativa cucina e che servivano i naviganti in arrivo, in partenza o di passaggio riuscendo sempre ad intendere e farsi intendere quale che fosse la loro lingua d'origine, pare che uno dei piatti preferiti e più richiesti fosse, appunto, il MINESTRONE” .(fonte)

Il “Menestron Zeneize”  a mio parere deve rispettare alcune regole fondamentali che lo caratterizzano:
-      Mancanza del soffritto
-      Presenza del pesto
-      Presenza dei funghi secchi o freschi
-      Presenza della crosta di parmigiano raschiata che si ammorbidisce in cottura
-      I formati adatti sono i “brichetti” che sono come spaghetti rotti corti o gli “scruccuzzun”, palline di pasta dura di circa 3 mm di diametro che tengono benissimo la cottura e anche il riposo nel minestrone per ore senza diventare molli.
-      Dev’essere ben denso; il cucchiaio piantato dentro deve restare in piedi!!!!
-      Va servito caldo, ma non rovente e in estate è buonissimo freddo (non gelato)

Le verdure del minestrone genovese
Scruccuzzun e Brichetti

E adesso bando alle chiacchiere e vi propongo la mia personalissima versione

MINESTRONE ALLA GENOVESE di casa mia

Le dosi le faccio a occhio, verdure e aromi devono essere equilibrati, nessuno deve preponderare; ho indicato pesi assolutamente indicativi e al netto degli scarti.
Questa è la versione invernale, in primavera si possono aggiungere piselli e fave fresche, erbe di campo, cipollotti dolci e il sapore cambierà.

Ingredienti x 4-6 persone
2 lt acqua
1 dl di olio extravergine di oliva
sale, pepe
1 foglia di alloro
100 g carota
50 g sedano
100 g cipolla bianca
10-15 g funghi secchi
2-3 gambi di prezzemolo
100 g zucca pulita
2-3 patate medie
100 g porro
100 g di fagioli freschi borlotti (o secchi ammollati e bolliti)
1-2 spicchi di aglio interi (da togliere prima che si disfino)
150 g zucchina
100 g fagiolini
2-3 foglie cavolo cappuccio
200 g bietoline piccole
100 g spinaci piccoli
100 g piselli (in inverno surgelati)
Un pezzo di crosta di parmigiano ben raschiata e lavata
Un cucchiaio o due di pesto (basilico, aglio, parmigiano, pecorino, pinoli, olio exv)
25-30 g a testa Brichetti - formato di pasta secca ligure che non scuoce. Si possono sostituire con spaghetti grossi spezzati corti

Per servire:
Parmigiano grattugiato
Olio extravergine di oliva
pepe




Lavate e pulite tutte le verdure, tagliatele a tocchetti regolari e le verdure a foglia a striscette. La dimensione dei pezzetti dev’essere simile in modo da ottenere un insieme armonioso.
Mettete tutte le verdure e gli aromi ad acqua fredda con poco olio, salate poco e portate a bollore. A questo punto aggiungete la crosta di parmigiano e fate bollire almeno 2-3 ore semicoperto e a fuoco bassissimo.
Ogni tanto schiacciate un po’ la verdura con il dorsi del cucchiaio.
Nell’ultimo quarto d’ora di cottura buttate la pasta. Controllate che la zuppa sia abbastanza brodosa per permetterne la cottura. Mescolate spesso perché in questa fase si attacca facilmente. A fine cottura deve restare una zuppa abbastanza soda da tenere in piedi il cucchiaio piantato dentro.
Togliere la foglia di alloro e solo a questo punto aggiungete l’olio necessario e il pesto che non deve assolutamente cuocere. Correggete di sale.
La crosta di parmigiano, che sarà diventata morbida, va tagliata a pezzetti, uno per ogni commensale, per non litigare in tavola (è deliziosa).
In tavola poi ognuno aggiungerà olio crudo, pepe e parmigiano a piacere.




Note:
-      Cottura: non aspetto di avere tagliato tutto, ma inizio dalle verdure più dure a cuocere e comincio a buttarle in acqua mano a mano che le taglio.
-      Meglio iniziare con meno acqua e poi aggiungerla solo se serve perché non deve restare brodoso, ma bello denso.
-      Per il minestrone si possono usare le parti di verdura che altrimenti sarebbero buttate, spesso anche le bucce a patto che la verdura sia biologica: foglie brutte e torsoli di cavolo e cavolfiore, buccia di carota, gambi e foglie brutte di bietola, gambi più duri di sedano, foglie esterne o parti verdi del porro, bacelli dei piselli, ecc….
-      La pasta spesso la faccio cuocere a parte e la unisco alla zuppa lasciando poi amalgamare i sapori per 5 minuti.


Come seconda alternativa possibile vi propongo un’altra zuppa tipica ligure, la Mesc-ciua.
In italiano Mescolanza.
Zuppa di legumi e cereali tipica spezzina nasce dalla furbizia e pazienza delle donne che provvedevano a raccogliere ciò che cadeva dai sacchi di granaglie e legumi che venivano imbarcati al porto di La Spezia. Chicchi e semi che sarebbero altrimenti andati sprecati venivano così utilizzati per arricchire una dieta sicuramente povera. altre notizie qui


Zuppa molto semplice richiede ovviamente un’ottima qualità della materia prima non essendoci assolutamente nulla che possa “correggere” il sapore.
Questa ricetta è quella che ho sempre mangiato nello spezzino, senza aggiunta di altri sapori.




MESC-CIUA

Ingredienti per 4-6 persone

120 g fagioli toscanelli (io perlina)
100 g farro
180 g ceci
Olio extravergine di oliva
Sale
pepe

Mettete in ammollo per 8-12 ore tutti e tre gli ingredienti separatamente e lessateli sempre separatamente in acqua salandola solo negli ultimi 15 minuti di cottura.
Tutti e tre devono essere ben cotti , ma non spappolati.
Scolate ceci (l’acqua è schiumosa) e farro (l’acqua è torbida) e versateli nella pentola dei fagioli.  Il brodo dev’essere abbondante, eventualmente aggiungete acqua pulita. Fate sobbollire tutto insieme per 15 minuti in modo che i sapori si possano amalgamare, regolate il sale, aggiungete un poco di olio e servite con olio e pepe a parte.







Non mi resta che ringraziare Monica e Luca per avermi fatto l’onore di scegliere la mia ricetta, Alessandra per la sua energia, amicizia e voglia di reggere questo ambaradan anche dall’altra parte del mondo, tutta la fantastica redazione che la supporta e tutti voi che giocate. So che ci saranno tante new entry quindi affilate i coltelli!!!! 

Dai stavolta non c’è nulla di complicato.

Qui suMtchallenge trovate il regolamento



Con emozione vi auguro buon lavoro e aspetto di leggere le vostre meraviglie






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