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venerdì 28 settembre 2012

Biscotti alla birra!

Ricominciata la scuola, sono ricominciati anche i pomeriggi itineranti dei ragazzi; con i loro compagni di classe si organizzano e si trovano a casa di uno o dell'altro o del tal altro.
Quest'anno in realta' Matteo ha iniziato le medie e con igli amici si danno appuntamento in piazzetta, tutti con le bici, un pallone e poi migrano verso il parco per giocare. Quando ho ricevuto la sua telefonata in ufficio dove mi annunciava "mamma io esco!" ho avuto un attimo di scompenso...la sua prima rivendicazione di indipendenza! Ma va bene cosi', ormai e' un ometto e soprattutto e' affidabile e responsabile!
Quando invece vengono a casa nostra i compagni di Samuele, mi piace fargli trovare una merenda speciale evitando accuratamente merendine e schifezze confezionate!
Ho fatto torte e muffins, ma poi c'e' sempre il bimbetto che mangia come un passerotto e che davanti ad  u n' i n t e r a  fetta di torta o  u n   i n t e r o  muffin viene quasi preso dal panico...ahahhaha, cosi' ripiego sui biscotti: i mangioni li prendono d'assalto, gli altri si saziano con uno!

Questa ricetta l'avevo salvata anni fa dal forum di Cucina Italiana e mi spiace non aver salvato l'autore, mi fa piacere proporli qui perche' li faccio spesso e piacciono sempre!


Taralli dolci alla birra

Ingredienti:
1 bicchiere di birra (io birra Amarcord La Gradisca)
1 bicchiere d'olio (io Isio4)
1 bicchiere di zucchero
1 bustina di lievito
farina: quella che assorbe
poco zucchero semolato per lo spolvero.

Porre in una coppa la birra, l'olio, lo zucchero e mescolare, unire la farina un po' alla volta e il lievito setacciato, si dovrà ottenere un impasto di consistenza tale da formare dei piccoli tarallini.
Rotolarli nello zucchero semolato e infornare a 180° per 15 minuti.
Fate attenzione a non usare bicchieri troppo grandi altrimenti ne usciranno parecchie infornate!


Ricetta facile, veloce e senza sporcare troppe stoviglie! Ci state ancora pensando? Correte a provarli!


Sono buonissimi con un bel te caldo o una cioccolata fumante! 
Si conservano in scatole di latta fino a 2 settimane e anzi, migliorano man mano che frollano!

Buona merenda a tutti!
Paola

mercoledì 26 settembre 2012

La mia Pasqualina per l'MTC

E adesso che l'ho preparata, cucinata, assaggiata e gustata...adesso lo so... la Vitto non e' quella stregaccia che vuole farci credere, ma e' una fata!!!!

Me lo ricordo bene quando ho assaggiato la mia prima pasqualina e ricordo anche molto piu' bene che non mi era piaciuta per niente (e diciamo che avrei potuto usare un'espressione piu' colorita per rendere bene QUANTO non mi fosse piaciuta!).
Ero una marmocchietta settenne in vacanza con la zia in un piccolo paesino della Liguria in provincia di Savona... me lo ricordo benissimo perche' vedendo tutte le macchine targate SV avevo fatto ridere mezz'ora mia zia esclamando: "pero' quanti SVizzeri vengono in vacanza qui!" ... va bhe... e' concesso ridere e sganasciarsi, ma con moderazione... sempre settenne ero! ^___^
Pensione Maristella... un alloggio modesto ma che per me era il piu' bello del mondo, perche' era quello delle vacanze! Aveva questa enorme scala centrale che portava su alle camere... noi eravamo all'ultimo piano, nessun ascensore e l'ombrellone da portare su e giu' tutti i giorni, che mica c'erano le spiagge attrezzate trentatre ...ops, dicevo...tanti anni fa!
Le ricordo come delle vacanze meravigliose, tranne per il venerdi! Il venerdi a pranzo c'era la pasqualina e io ero la classica bambina che non poteva vedere niente nel piatto  che fosse di colore verde! Quella pasqualina ovviamente era un trionfo di verdura, un vero sconforto per me! Ecco, da allora ho avuto un trauma da pasqualina!
Poi arriva lei, la stregaccia, e vince un MTC! E cosa mi tira fuori dal ricettario di casa? o_O
Vabbe'...potevo tirarmi indietro? Ma anche no!
Mi arrendo subito sulla prescinseua, qui non c'e' modo di trovarla. Mi metto a caccia di biete, ma scopro subito che anche quelle sono introvabili... ci sono spinaci, erbette, coste, catalogna ma le biete no!  E andiamo con le coste!
Questa la mia versione, la ricetta della Vitto invece QUI, con tutte le spiegazioni dettagliatissime.


Pasqualina con coste e caprino - mia

Pasta: Impastare 300 gr di farina “0” (meglio manitoba regge meglio quando si tira sottile) con sale, 30 gr di olio, ½ bicchiere di vino bianco secco e circa ½ bicchiere di acqua bastante per una pasta morbida (circa 150 gr di liquidi), ma non appiccicosa. Dividere in 5 palline e fare riposare coperta almeno 1 ora, meglio 2.

Ripieno:
1 kg di coste pulite e tagliate a listarelle
1 scalogno
2 cucchiai di olio evo
2 caprini
50 gr di ricotta salata grattugiata
latte qb
sale
pepe
maggiorana
timo

In una pentola ho messo l'olio, lo scalogno tritato fine e le coste e ho fatto stufare il tutto mescolando di tanto in tanto. Ho aggiustato di sale e aggiunto gli altri profumi. Lasciato raffreddare.
Intanto ho preparato il composto di formaggi schiacciando il caprino con una forchetta, aggiungendo la ricotta salata e il latte poco poco, solo fino ad ottenere un composto cremoso ma solido.
Una volta fredde le coste le ho mescolate con la crema di formaggi.
Intanto avevo steso le sfoglie come indicato nel post della Vitto. Quindi ho foderato una teglia da 23 cm con due sfoglie, adagiato il ripieno e ricoperto con le altre 3 sfoglie. Ho fatto il bordino intorno e poi gonfiato con la cannuccia! Divertentissimo!!!!
Infornato a 180 gradi per circa 35 minuti. Appena sfornata la pasqualina ho spennellato la superficie con un pochino di olio e l'ho lasciata intiepidire prima di procedere al taglio e assaggio!


E a proposito di assaggio, devo ammettere che i miei figli sono migliori di me alla loro eta'!
Hanno assaggiato e anche molto gradito, Samuele ha fatto addirittura il bis dicendomi: "mamma, dovresti farla piu' spesso, e' proprio buona!"  E' piaciuta tantissimo anche a me, trauma finalmente superato!
E son soddisfazioni!!!! ^___^

Grazie Vittoooooo!!!!!!!



Questa e' la mia pasqualina per l'MTC di settembre!


Buona giornata a tutti
Paola

domenica 23 settembre 2012

FLAN PARISIEN a modo mio



Questo è uno dei miei dolci preferiti, l'ho assaggiato la prima volta in un paesino in Francia in una versione leggermente diversa da quella più famosa, infatti il pasticcere aveva usato come base, pasta frolla invece della classica pasta brisèe o anche sfoglia: una delizia. L'ho fatto subito mio, dopo aver interrogato ripetutamente il pasticcere, molto paziente a dire il vero 
Si può trovare in ogni panificio di Parigi accanto alle baguette...

Flan in crosta di frolla
Per la frolla:
300 g farina
200 g burro
1 uovo
100 g zucchero
un pizzico di sale
la scorza grattugiata di mezzo limone
per la crema:
3 uova intere + 2 tuorli
200 g zucchero
750 g latte
250 g panna
80 g di maizena
2 cucchiaini di vaniglia naturale
Per la frolla, impastare la farina con il burro sfregando tra le mani in modo da formare un briciolame, unire gli altri ingredienti ed impastare velocemente, formare un panetto, avvolgerlo in pellicola e porre in frigorifero. Si può anche usare la planetaria con il gancio foglia, mettendo tutti gli ingredienti nella ciotola. Più veloce e non si rischia di scaldare troppo l'impasto. Dopo il riposo della pasta, foderare con essa uno stampo imburrato, cm 24, a bordi alti, con fondo amovibile. Imburrare lo stampo aiuta la frolla a cuocere meglio. Mettere in frigorifero a riposare.
Preparare la crema
Scaldare latte (meno una piccola parte) e panna con la vaniglia fino quasi al bollore. In una ciotola mescolare la maizena con lo zucchero e le uova, aggiungere il latte freddo tenuto da parte e, sempre mescolando con la frusta, il restante liquido caldo. Unire ad un roux freddo un liquido caldo serve a non formare grumi nel composto. Portare sul fuoco e sempre mescolando con la frusta portare a bollore. Si otterrà una crema densa che andrà raffreddata.
Una volta che la crema si sarà raffreddata versarla all'interno della crosta di frolla preparata. Porre in forno caldo a 170° per circa 50°. Fare raffreddare e porre in frigorifero per qualche ora. Spolverare di zucchero a velo prima di servire

Nadia

mercoledì 19 settembre 2012

Cappuccino di piselli con chips di bacon e...svariate sfumature di verde!

Su la mano chi ci e' cascata!!! Chi si e' lasciata infinocchiare incuriosire dal successo editoriale di "Cinquanta sfumature di grigio"  e poi si e' trovata a chiedersi come avrebbe potuto meglio investire i soldi del costo del libro!
Ecco... tra queste persone ci sono anche io... con l'attenuante che il libro me lo son fatto prestare da mia sorella, quindi a costo zero e zero sensi di colpa quando  ho deciso di abbandonarlo a meta' tanto ero stufa di leggere "ti stai mordendo le labbra, sai l'effetto che mi fa" ...
E poi diciamocelo... alla fine per quanto possiamo sforzarci mica le troviamo 50 sfumature di grigio...io ad esempio dopo il grigio perla,  il grigio topo e il grigio fumo di Londra inizio ad avere delle difficolta'! Ahahahah!!!!
Col verde va decisamente meglio... a parte il fatto che e' un colore decisamente piu' allegro!
C'e' il verde salvia, il verde brillante, il verde invidia, il verde acido, il verde smeraldo, il verde marcio, il verde militare, il verde bandiera,  il verde speranza, il verderame, il grigioverde...ahahahah!!!!
Lo dicevo che e' allegro!!!! ^___^
E poi c'e' il verde di questa fantastica crema di piselli!

Cosa c'e' di meglio di una bella crema calda e vellutata da gustare a cena ora che le temperature si sono decisamente abbassate????
E se poi questa crema ha anche il sapore dell'estate meglio ancora, no?
Cosi' succede che un giorno apro il freezer e vedo la' in fondo un sacchetto di piselli dell'orto del babbo! Perfetto... so benissimo che farne! Avevo assaggiato una crema di piselli e prosciutto favolosa in occasione della serata di cooking building organizzata da Kraft e volevo rifarla, cosi' tra una piccola modifica e l'altra e' saltata fuori questa versione!


Cappuccino di piselli e chips di bacon - mia
Ingredienti:
500 gr di piselli sgranati
1/2 porro tagliato a rondelle sottili
2 foglie di salvia
brodo vegetale q.b. (io fatto col mio dado vegetale)
2 cucchiai di formaggio spalmabile (io philadelphia)
10 fette di pancetta tesa tagliate a uno spessore di un paio di millimetri
crostini di pane abrustoliti (facoltativi)
1 spruzzata di pepe
olio evo q.b.

In una pentola mettere i piselli, il porro tagliato a rondelle sottili, la salvia e coprire col  brodo. Portare a bollore e cuocere finche' i piselli risulteranno teneri. Frullare il tutto col minipimer, assaggiare per regolare di sale, aggiungere il formaggio spalmabile e amalgamare bene il tutto. Tenere in caldo sul fuoco al minimo.
Nel frattempo in una pentola antiaderente adagiate le fette di bacon e fatele arrostire finche' risulteranno croccanti. Fate attenzione a non tenere la fiamma troppo alta perche' altrimenti il grasso che si scioglie brucia e il bacon diventa amarognolo!

In un bicchiere o in una tazza mettete una chips di bacon, aggiungete la vellutata di piselli, un'altra chips di bacon e i crostini di pane abrustoliti! Condite con un giro di olio crudo e una spruzzatina di pepe appena macinato!
Buon appetito!

Note:
  • Io sono partita da piselli freschi,  scongelati ma comunque piselli dell'orto! Potete usare tranquillamente i piselli in scatola.  
  • Per un risultato davvero vellutato andrebbe eliminata la pellicina esterna, operazione che risulta facilissima se lasciate scongelare i piselli prima di usarli. Con i piselli in scatola io lascerei perdere!
  • I crostini: io avevo delle croste di una pizza al trancio, le ho ridotte a dadini e fatti seccare poi in forno condendoli con olio al peperoncino... chevvelodicoaffa'.... buonissimi! Per la serie "non si butta via nulla!"
E con questa crema deliziosa vi ricordo la mia raccolta "Le ricette della salute" ! Avete tempo fino al 10 ottobre per inviarmi le vostre ricette senza uova!
Dai che valgono anche ricette gia' postate e c'e' una bimba che sara' felicissima di avere tante nuove ricette da testare, non vi va di autami????
Vi aspetto!!!!



Un abbraccio e a presto
Paola

lunedì 17 settembre 2012

Il mio risotto per Rice!

Ripubblico oggi una ricetta che avevo gia' pubblicato qui, perche' voglio partecipare al concorso VinceRice. Ormai sapete che i risotti sono la mia grande passione e appena ho visto il concorso non ho saputo resistere!!!
Tra l'altro questo risotto era cosi' buono che l'ho cucinato per diverse persone e tutti hanno sempre gradito moltissimo!
Ne approfitto anche per un appello a chi mi legge.... mi aiutate a vincere??? Sono sfacciata lo so... ma ci terrei tanto! Nei prossimi giorni vi diro' come fare! ^___^

Risotto con ciliegie e petto di pollo
Queste le mie dosi (per 2 persone):
180 gr di riso
150 gr di petto di pollo
15-20 ciliegie snocciolate e tagliate a quarti
brodo vegetale
1/4 di cipolla bianca
1 bicchiere di vino bianco secco
1 noce di burro
pepe q.b.

Ho tagliato il pollo a dadini, snocciolato e tagliato in quarti le ciliegie.
In una pentola ho fatto il soffritto con la cipolla tritata e 2 cucchiai d'olio extra vergine. Quando la cipolla ha iniziato a dorare ho aggiunto la carne, mescolato bene, aggiunto il riso e lasciato tostare un pochino. Ho sfumato quindi con del vino bianco secco, aggiunto le ciliegie e portato a cottura il risotto aggiungendo man mano il brodo. Alla fine ho mantecato con una noce di burro.
Nei piatti ho cosparso con una spruzzatina di pepe nero.


Se l'abbinamento vi pare insolito, vi dico che in effetti e' insolito, ma vi consiglio di provarlo perche' e' davvero una gran sorpresa! E' un risotto che io preparerei anche ad una cena importante, perche' ha un contrasto dolce-salato molto delicato che mi ha conquistata al primo assaggio! Il pepe alla fine ci sta d'incanto!

Con questa ricetta partecipo al concorso "vinceRICE"

sabato 15 settembre 2012

Pasta fredda d'autunno

Ieri avevamo una serie di impegni nel tardo pomeriggio che ci avrebbero fatto tardare la cena e allora ho improvvisato questa "Non Ricetta" semplice semplice da poter preparare in anticipo.

Mentre cuoceva la pasta corta, in questo caso conchiglie, ho affettato finemente una piccola cipolla di Tropea, ho tagliato a pezzettini una manciata di pomodorini, ho aperto una scatola di tonno in tranci ed un vaso di fagioli cannellini.

Ho versato il tutto in una terrina capiente, raffreddando prima la pasta e poi condito.
Nella mia porzione ho aggiunto peperoncino piccante sott'olio.


Non è una preparazione degna di questo blog, ma non avevo mai provato questo abbinamento di ingredienti che mi ha piacevolmente sorpreso e volevo condividerlo con voi.
Buon fine settimana.
Un abbraccio
Vale

venerdì 14 settembre 2012

TORTA DEL BUON COMPLEANNO

TORTA PER TUTTI!


E' un po di tempo che non mi faccio sentire, ma vi leggo sempre.

Salvo qualche ricetta qua e là ma ci sono!

Eccomi qua! per festeggiare il mio compleanno quest'anno abbiamo organizzato una grande cena a base di carne ai ferri a casa dei genitori della mia compagna e come dolce ho pensato di fare una Saint Honorè, visto che sia al mio babbo che al futuro suocero, piace molto la panna.

Per il Pan di Spagna ho seguito la ricetta di Sergio Solomoni, per me è una garanzia e ogni volta che la faccio viene sempre meglio!

Ecco gli ingredienti:

150 GR. FARINA 00
4 UOVA MEDIE
BUSTINA DI VANILLINA
150 GR. ZUCCHERO SEMOLATO
SE AL CACAO, SOSTITUIRE 30 GR. DI FARINA CON CACAO AMARO
Accendo il forno (normale, non ventilato) a 180° e preparo imburrato e infarinato uno stampo apribile da 26 cm. In una bacinella monto con le fruste dello sbattitore elettrico 4 uova medie intere (non fredde di frigo), 150 gr di zucchero semolato, un pizzico di sale e una bustina di vanillina. Comincio a bassa velocità e arrivo alla massima, finchè il composto "scrive": cioè alzando le fruste si forma una fettuccia che ricade nella bacinella e rimane per un poco in evidenza, come se fosse un disegno, sulla superficie; non sono mai andato oltre gli 8/10 minuti di sbattitura. A questo punto tolgo lo sbattitore e incorporo 150 gr di farina di tipo 00: tre cucchiai alla volta, attraverso un setaccino e mescolando con un cucchiaio di legno dal basso verso l'alto con GRANDE, GRANDE delicatezza.
Verso nello stampo, livello la superficie e metto in forno per 30/35 minuti.
Per avere il pandispagna al cioccolato, sostiuisci 30 g di farina con altrettanto cacao amaro, setacciato assieme alla farina, e aumenta di 20 g lo zucchero.

 Con il pan di spagna pronto sono poi passato a preparare un po di crema pasticcera. Qui utilizzo la ricetta di casa, semplice ma sicura. Ogni tuorlo prevede un bicchiere di latte, un cucchiaio di farina e un cucchiaio di zucchero. Quindi mentre si scalda il latte con la buccia di limone, si prepararano i tuorli con lo zucchero e la farina, sbattuti per bene (solo all'ultimo si aggiunge la farina) . 

Quando il latte arriva all'ebollizione, si aggiunge a filo evitando con la frusta la formazione di grumi. A questo punto si riporta sul fuoco, e lentamente si fa bollire per un paio di minuti. 

Montata la panna, il gioco è fatto:

Si taglia il pan di spagna e si farcisce con la crema (c'è anche chi mescola crema e panna per fare la chantilly), poi sempre con la crema si riempiono alcuni bigne e si parte ad assemblare il dolce.

Bignè intorno a corona del pan di spagna e infine guarnizione a fantasia con la panna, da parte del "finto" pasticcere, per decorare il dolce con la sacca a poche.


Et Voilà!


Buon appetito a tutti!!

E ora riparto... lunedì si va a Jakarta!


Ciao a tutti voi del Blog!


Un risotto per ...Paoletta!!

Salve a tutti!!
Era da un pò che non postavo qualcosa , non per mancanza di creatività culinaria, ma per una problematica più grossa : IL CAOS!!!

Spesso e volentieri "faccio fatica a starmi dietro" sicchè molte volte, mentre cucino e lancio al galoppo la mia fantasia, dimentico di scrivere le dosi, convinta che poi le ricorderò (non succede, mai!!), oppure scrivo quello che faccio su foglietti volanti ripromettendomi di trascriverli  nel ricettario (non succede MAI!!) ....oltretutto, a quanto pare, dentro il mio cassetto si nasconde un buco nero, cosi' questi foglietti spariscono nell'oblio!! Sigh!!

Qualche giorno fa (forse un pò di più) parlavo con la mia Paola (si, lei, il capo!!) che per me è come una sorella, raccontandole dei miei disordini in cucina e spiegandole il motivo per cui non stavo scrivendo più niente...finisco col prometterle che avrei messo fine al caos....sicchè ho comprato un diario di bordo!! E l'ho fatto, ho trascritto tutto!!
Quindi il mio Risotto al vino rosso e pere lo dedico a lei, la mia Paoletta!

Sognavo questo risotto da un pò , ne avevo già fatto una prima sperimentazione, ma era stato deludente....poi ho capito cosa avevo sbagliato, ed è venuto perfetto!!


 
 Ingredienti:

1) 1 bottiglia di vino rosso "Primitivo" 
2) 100 gr cipolla rossa di Tropea
3) 80 gr di burro
4) 1 cucchiaio di farina
5) 450 di riso (vialone nano)
6) 150 gr pera abate
7) zucchero e sale
8) Formaggio Grana grattuggiato.


Mettere 3 bicchieri di vino in un pentolino (vino A) ed i restanti 2 in un altro (vino B). Portarli ad ebollizione per 5 minuti. Questa è la dealcolizzazione e serve per togliere l'acido e l'amaro.
Aggiungere 1 cucchiaino di zucchero nel vino A.
Aggiungere 3 cucchiaini di zucchero nel vino B.
In un altro pentolino sciogliamo 30 gr di burro ,aggiungiamo 1 cucchiaio di farina e girando con la frusta, aggiungere i tre bicchieri di vino (B). Togliere quasi subito dal fuoco il pentolino e lasciare raffreddare.
Affettare la cipolla finemente (a me piace quasi "frullata"), e farla soffriggere in 50 gr di burro. Aggiungere il riso, farlo tostare e sfumare con il vino A (i 2 bicchieri di vino si saranno ridotti ad 1).
Procedere come d'abitudine per il risotto. A dieci minuti dal termine aggiungere il vino B,e farlo stringere. Aggiustare di sale e formaggio.
Servire con la pera a pezzettini aggiunta prima di servire.

Spero vi piaccia!

Rebecca

lunedì 10 settembre 2012

Una nuova raccolta e i biscotti cocco-lime!

Tempo fa ho ricevuto una mail da Marica, una mamma che mi chiedeva qualche ricetta che non prevedesse l'utilizzo di uova dato che sua figlia e' intollerante e lei desiderava allargare un po' il suo menu' per non farla sentire malata.
La sua richiesta mi ha riempito di orgoglio, mi ha fatto un enorme piacere che in tutto il mondo web lei si sia rivolta proprio a me per un aiuto! Potevo dire di no? Mai!
Cosi' le inviai i link di alcune ricette, tra cui le fantastiche polpette di tonno e lei pochi giorni dopo mi mando' un'altra mail di ringraziamenti che vi riporto qui, perche' a me ha fatto scoppiare il cuore di gioia!

"Ciao Paola, come và? Sto visitando il tuo sito (a dir il vero MERAVIGLIOSO) e volevo renderti consapevole che ho cucinato due delle tue ricette: la pasta col pesto, patate e zucchini e le polpette di tonno (che ti chiesi e tu gentilmente mi hai inviato). Che devo dire .......non ci sono parole....FAVOLOSE nonchè OTTIME.
Mia figlia (ricordi intollerante all'uovo) e' rimasta soddisfatta e ti cito le sue testuali parole:...."mamma non pensavo di poter mangiare meglio di un re.....mi sono consolata".
Di nuovo grazie, sei un' Amica (con la A maiuscola). Un bacione.
P.S. ti ruberò altre ricette
Mary"

Da qui l'idea di iniziare una raccolta; idea che poi si e' ampliata e quindi invece di una raccolta sola pensavo di fare delle raccolte mensili a tema, che prevedano o meno l'utilizzo di ingredienti piuttosto che di modalita' particolari di cottura o preparazione... Ora... magari la cadenza mensile, un mese in fila all'altro non so se riusciro' a sostenerla dato che in questo periodo mi sono rimessa a studiare, ma di questo vi parlero' piu' avanti!
Intanto ho fatto i compiti e ho preparato i due banner...ben due!!!! E finalmente partiamo con

LE RACCOLTE DELLA SALUTE

Iniziamo subito dalle ricette senza uova, proprio per aiutare Marica e tante altre mamme come lei!
Quindi riassumendo, giusto due regoline:
  • la raccolta inizia oggi lunedi' 10 settembre e terminera' il 10 ottobre 2012 a mezzanotte!
  • valgono tutte le ricette, dall'antipasto al dolce, che non prevedano l'utilizzo di uova
  • valgono anche ricette gia' postate, partendo dall'inizio del 2012, l'importante e' che le integriate aggiungendo il banner che troverete qui sotto.
  • inserite il banner anche nella barra laterale del blog, (linkandolo a questo post) cosi' che mi aiuterete a diffondere la raccolta! Piu' siamo meglio e'!
  • mettete il link della vostra ricetta in un commento in coda a questo post!
  • non siete obbligati a diventare follower della cucina piccolina, fatelo solo se vi piace passare di qui e in questo modo mi darete anche la possibilita' di scoprire nuovi blog!
  • non ci sono vincitori! Non abbiatene a male, ma la vera vittoria e' ricevere una mail come quella che mi ha mandato Marica e sapere felice una bimba!
  • alla fine della raccolta mi impegno a realizzare un file pdf che poi mettero' a disposizione di chiunque lo volesse!
Ecco il banner per questo mese!


Ok! Allora inizio io con questi biscotti! Li avevo vista da Ilaria e li avevo immediatamente provati seguendo pari pari la sua ricetta. Buonissimi, ma poi ho proposto la variante col cocco invece delle mandorle e devo dire che ha il suo perche'!
Ecco quindi come li ho fatti.


Biscotti friabili al cocco e limone
Ingredienti:

150 gr di farina 00
50 gr di fecola
50 gr di farina di cocco
100 gr di burro
90 gr di zucchero a velo
la scorza grattugiata di un limone
la punta di un cucchiaino di lievito per dolci
succo di limone q.b. per ottenere un impasto poco più morbido della pastafrolla (circa mezzo limone)

2 cucchiai di zucchero di canna bianco

Impastare le farine con il burro riducendo tutto in piccoli fiocchi, aggiungere lo zucchero setacciato, la scorza del limone, il lievito ed il succo quanto basta per ottenere un impasto piuttosto morbido tipo pastafrolla. Dividere l'impasto in due e fare dei cilindri, avvolgere in pellicola e mettere in frigo per almeno un paio d'ore. Dopo il riposo, cospargere la superficie dei cilindri di zucchero bianco di canna e tagliare quindi dei dischi di mezzo cm di spessore. Disporre sulla placca del forno con cartaforno e cuocere a 180°C circa fino a leggerissima doratura. Nel mio forno ci sono voluti circa 13-14 minuti, non devono scurire troppo.
Si conservano in una scatola di latta anche per un paio di settimane, ho provato!



Bene... ora aspetto le vostre ricette!
Un abbraccio
Paola

mercoledì 5 settembre 2012

LA PASQUALINA

di Vitto

E’ settembre, il gran caldo se n’è andato (purtroppo già lo rimpiango), è tornata la voglia di cucinare e finalmente si può riaccendere il forno senza rischiare il divorzio.
Ecco, siccome io adoro la mia Liguria e le preparazioni al forno, per l’MT Challenge di questo mese vi propongo la più famosa e tipica delle preparazioni al forno liguri, La Pasqualina. La scelta non è stata difficile e le telefonate relativamente poche. Idee chiare e coincidenti insomma …praticamente un’associazione a delinquere!!!!



Tutti possono cimentarsi in questa prova, il mattarello già lo abbiamo usato, la tecnica di tirare la sfoglia con i pugni infarinati si impara in fretta. Il segreto sta nel far riposare la pasta e nel non farla troppo dura.
La manitoba non è indispensabile (100 anni fa non c’era di sicuro) ma aiuta un po’ a evitare i buchi nella pasta quando si tira. Quindi vi aspetto a pugni infarinati e fantasia scatenata.

Per le regole come al solito di là da Menuturistico


Piatto apparentemente semplicissimo nella povertà degli ingredienti, diventa una poesia di sapori e profumi che si sprigionano al taglio e ad ogni morso. Perfetta alternanza di consistenze (croccante, morbido, pastoso) e di colori (bianco, verde, giallo). Ho verificato sul campo una volta di più che non si può smettere di mangiarla. Vi prego solo di farla raffreddare perché se cercate di tagliarla e gustarla appena uscita dal forno resterete delusi: la pasta si sfalda, il ripieno troppo caldo non esprime sapori, ma bruciori. Aspettate almeno che sia tiepida!

La Pasqualina, rigorosamente di bietole (a Pasqua i carciofi non ci sono o sono cari, i genovesi…maiiiii) è la torta salata ligure più famosa, ma le varianti sono moltissime, praticamente con ogni verdura ed erba disponibile
Io vi propongo 2 versioni.

La prima è la Pasqualina più antica dove le bietole, il formaggio, le uova, non sono mescolati insieme, ma assemblati accostati, si mescoleranno solo in bocca regalandovi una gran differenza di sensazioni. Il formaggio utilizzato è la Prescinseua, la quagliata genovese, introvabile altrove, si può provare a sostituirla con un misto di ricotta e yogurt greco..oppure dovrò aprire uno spaccio di prescinseua.



La seconda è detta torta cappuccina; bietole e ricotta sono mischiate in un composto comprendente anche uova. Il sapore è diverso ma ugualmente squisito.
Poi ci sarebbe la versione “ricca” ai carciofi o un misto di bietole e carciofi, poi cipolle, zucca, zucchine o zucchine trombetta, patate, funghi, ecc…. ma noi ci fermiamo alle prime due.

Per le note storiche vi rimando a un bellissimo post della Dani pubblicato ad aprile su Menuturistico


TORTA PASQUALINA DELLA MILIA
La Milia era la tata di mio papà che avrebbe 84 anni, quindi la ricetta ne ha 100 almeno almeno. Mio padre ne parlava con grande affetto e rispetto. Lei non sapeva leggere e scrivere quindi la ricetta è stata trascritta da mia nonna sul suo quaderno nero e a me è arrivata con una copia (sempre scritta a mano) che una zia aveva fatto per ogni sorella o fratello in modo che ognuno avesse la sua.



Pasta: Impastare 300 gr di farina “0” (meglio manitoba regge meglio quando si tira sottile) con sale, 30 gr di olio, ½ bicchiere di vino bianco secco e circa ½ bicchiere di acqua bastante per una pasta morbida (circa 150 gr di liquidi), ma non appiccicosa. Dividere in 5 palline e fare riposare coperta almeno 1 ora, meglio 2.

Pulite 1,2 kg di bietole, togliendo quasi tutta la parte del gambo, tagliatele a striscette e saltatele in padella con olio e.v.o. maggiorana e cipolla tritata. Deve asciugarsi bene l’umidità. Lasciare raffreddare.
In una ciotola lavorate 250 gr di “prescinseua” genovese con 50 gr circa di parmigiano grattugiato, un pizzicone di maggiorana, sale e pepe.
Stendete una pallina in una sfoglia sottile e foderate il fondo e le pareti di una teglia tonda (diametro 22-24) unta d’olio facendola un poco debordare (ungete anche il bordo della teglia altrimenti la pasta si strapperà quando dovrete arrotolarla) Ungete la pasta di olio con il pennello, stendete la seconda sfoglia. Versate dentro le bietole, sopra il composto di formaggio.


Poi con il dorso di un cucchiaio fate 3 o 4 incavi a distanza regolare e in ognuno rompete un uovo; salate e pepate e versate un filino d’olio su ognuno. Le altre 3 sfoglie devono essere tirate sottilissime e non devono assolutamente avere buchi; io le tiro prima con il matterello e poi mi aiuto allargando la sfoglia con i pugni infarinati e ruotandola (non è facile farlo senza bucare la sfoglia).




Tirare la prima delle tre sfoglie e coprire il ripieno facendo debordare la sfoglia di lato. Ungere bene la superficie con un pennello o con le dita delicatamente (sotto ci sono le uova intere!!!). Appoggiare la seconda sfoglia, ungere bene, appoggiare al bordo una cannuccia per soffiare aria fra uno strato e l’altro di pasta del coperchio, appoggiare l’ultima sfoglia e ungete anche questa molto bene. A questo punto arrotolare il bordo a cordoncino (se è troppo tagliarne una parte con le forbici).
Se usate una cannuccia con il gomito non ci sarà rischio che qualche micro goccia di saliva arrivi alla torta, terrore di molti!!! Una volta si usava un maccherone lungo!
Quando è ben gonfia come un palloncino togliete rapidissime la cannuccia e sigillate l’apertura.
Infornare a 180° per 40-50 minuti o fino a doratura della pasta.
Appena tolta dal forno spennellate delicatissimamente di olio. Raffreddandosi la pasta si ammorbidirà e, se l’avrete fatta abbastanza sottile, scenderà come un velo!

TORTA PASQUALINA DI NONNA IBIDI
Stesse dosi per la pasta, la verdura e il formaggio (ricotta o prescinseua); per questa ho usato ricotta.
Una volta cotte le bietole, preparate l’impasto di ricotta, parmigiano, pepe, sale, maggiorana e aggiungete anche 2 uova battute. Tritate grossolanamente a coltello le bietole quando sono fredde e aggiungetele ai formaggi.


Ungete la teglia, tirate e sovrapponete le prime 2 sfoglie, versate il ripieno. Poi procedete come per l’altra torta: fate le fossette, sgusciate le uova, tirate le altre 3 sfoglie ungendo fra una e l’altra, chiudete il bordo a cordoncino, gonfiate la sfoglia a cupola, infornate.







lunedì 3 settembre 2012

Di abbandoni, felici ritrovi e... panini alla birra!

E si che sono una mamma premurosa... vi giuro! E chiedete anche alle belve se non mi credete! Mi faccio in 4 per loro, li riempio di amore, attenzioni, coccole e sorprese! Poi e' arrivata Katy e fai spazio pure a lei, che nonostante i "mamma ti giuuuuuro che la curo io" ero certa che badare alla gatta sarebbe stato tutto compito mio, ma lei e' cosi' carina e affettuosa che vabbe'... ce la posso fare! Poi a Natale e' arrivata Triky, la cricetina e gia' mi tocca fare delle acrobazie per conciliare due belve e una gatta ... ora c'e' pure il criceto... ma si dai ce la posso fare! Poi un giorno ti regalano lei... e sai gia' a cosa stai andando incontro, ma ora che ce l'hai tra le mani stai gia' pensando a quante delizie potrai farci...e le dai anche un nome...Lili. E impari a conoscerla, a capire quando e' pronta a dare il meglio e quando invece e' stanca e ha bisogno di cure... e diventi paziente aspettando che lei faccia bene il suo dovere e sospiri quando fa le bizze e non ottieni cio' che vorresti...perche' il lievito madre e' cosi'... ha il suo carattere, e' davvero come un bimbo di cui prendersi cura... e quindi ora il conto di tutto e': 2 belve, 1 gatta, 1 criceto e 1 Lili! Ok... e' dura, ma ce la posso fare!


Poi arriva l'estate... fa caldo... mandi in ferie il forno che solo il pensiero di accenderlo inizi a sudare, e  Lili e' in frigo al fresco...avra' bisogno di un rinfresco? naaaa... il lievito liquido e' piu' gestibile, in alcuni  blog dicono che puo' resistere addirittura 1 mese senza cure... quindi la abbandoni la'... in fondo al ripiano del frigorifero e te ne dimentichi!
Ecco no... non fate quelle facce inorridite e non provate a farmi venire sensi di colpa...non piu' di quanti me ne siano gia' venuti quando ho realizzato che era quasi un mese e mezzo che non la degnavo di uno sguardo.
Torno dal mare e dopo 6 ore di auto la prima cosa che ho fatto entrando in casa e' stata aprire il frigorifero e verificare le condizioni di Lili: a parte un po' di bollicine in superficie, il colore non aveva sfumature strane e soprattutto il profumo era sempre buono!
Quindi  ho fatto rinfreschi quotidiani per 3 giorni di fila e Lili e' tornata arzilla come sempre... roba da gonfiarsi e raddoppiare il volume in mezza giornata al fresco...queste si che son soddisfazioni!!! ahahahah!

Venerdi sera allora mi sono messa all'opera e ho deciso di provare questi panini alla birra, la cui ricetta originale prevede l'uso di lievito di birra, ma che io ho convertito in lievito liquido. Il risultato: ottimo!
Vi scrivo gli ingredienti originali e piu' sotto le quantita' e procedimento col lievito liquido...


Stanghette alla birra - da Il pane delle Dolomiti di Richard Ploner
Ingredienti:
400 gr di farina 00
100 gr di farina di orzo integrale
25 ge di lievito di birra
1 cucchiaino di zucchero
250 gr di birra weizen  tiepida
50 gr di burro a dadini
10 gr di sale
cumino e sale grosso

per la soluzione di bicarbonato:
500 gr di acqua
4 cucchiaini di bicarbonato
1 cucchiaino di sale

Ingredienti con lievito liquido:
325 gr di farina 00
100 gr di farina di farro integrale ( non avevo quella di orzo! )
150 gr di Lievito liquido
1 cucchiano di zucchero
175 gr di birra tiepida
50 gr di burro
10 gr di sale
sale nero e semi di sesamo (non avevo il cumino)

Procedimento:
sera ore 21:
Mescolare il lievito liquido con la farina, aggiungere la birra tiepida e lo zucchero e impastare. Aggiungere quindi il burro a pezzetti, il sale e lavorare fino ad ottenere un impasto liscio e morbido.
Cospargere di farina, mettere in una ciotola, coprire con pellicola e lasciare riposare tutta la notte affinche' l'impasto raddoppi.

mattino ore 8:
preparare la soluzione di bicarbonato portando a bollore l'acqua col bicarbonato e il sale.
Posare l'impasto su un piano infarinato e dividerlo in 16 parti formando poi dei filoncini o delle palline (io solo palline). Intingere le palline nella soluzione in ebollizione e ripescarle immediatamente. Appoggiarle sulla placca del forno, incidere la superficie con un paio di tagli, cospargere di sale e semini e lasciar lievitare un paio d'ore.
Cuocere a 180 gradi per circa 20 minuti.


I panini sono morbidissimi, noi li abbiamo mangiati a pranzo con affettati e formaggi, ma sono buoni anche a merenda...devo ammettere che uno l'ho mangiato con un pezzo di cioccolata fondente e il contrasto dolce-salato dei granellini di sale e' incredibile!


Non mi resta che augurarvi un buon inizio di settimana!
un abbraccio e a presto
Paola